Il Gate Guardian di Volandia: Siai Marchetti S-211 JPATS

13 aprile 2026

(testo e foto a cura di Renato Alberio)

Facendo leva sulla possibilità di offrire prestazioni da jet a costi comparabili con il turboelica, l’S-211 esposto a Volandia è l’esemplare I-SMTE (numero di costruzione 19), presentato nella livrea americana applicata in occasione del concorso JPATS.

Le origini: Il “Piuma” italiano

Negli anni ’80, la SIAI-Marchetti sviluppò l’S-211 come un addestratore basico a getto, leggero ed economico. L’idea era geniale: offrire un aereo che avesse i costi di gestione di un turboelica ma le caratteristiche di volo di un jet. Era soprannominato informalmente “Piuma” per la sua agilità. Il primo esemplare fu portato in volo il 10 aprile 1981 dal collaudatore Alessandro Ghisleni dall’aeroporto di Malpensa. Non adottato in Italia, è stato prodotto in circa 80 esemplari per clienti internazionali quali Singapore, Filippine e Haiti.

Il concorso JPATS

Negli anni ’90, gli Stati Uniti lanciarono il programma JPATS (Joint Primary Aircraft Training System). L’obiettivo era mastodontico: sostituire i vecchi T-37 della Air Force e i T-34 della Navy con un unico modello. Si parlava di un contratto per oltre 700 velivoli.

L’alleanza con Grumman

Per avere una chance negli USA, SIAI-Marchetti (nel frattempo assorbita da Aermacchi) si alleò con il colosso americano Grumman. Insieme svilupparono la versione specifica per il concorso: l’S-211A.

Le modifiche per soddisfare i requisiti americani furono profonde:

  • Motore potenziato: Venne installato il Pratt & Whitney JT15D-5C.
  • Cockpit moderno: Digitalizzazione della strumentazione per simulare i caccia di prima linea.
  • Struttura rinforzata: Per sopportare i cicli di addestramento intensivi richiesti dal Pentagono.

La sconfitta e il verdetto

Nonostante l’S-211A fosse considerato da molti piloti collaudatori come l’aereo più divertente e performante del lotto, nel 1995 il Pentagono scelse il Beechcraft T-6 Texan II (un derivato del turboelica svizzero Pilatus PC-9).

Perché vinse un turboelica? La scelta fu dettata principalmente dai costi operativi ancora più bassi e dalla convinzione che, per l’addestramento primario, l’elica fosse sufficiente. Molti analisti ritennero però che la scelta fosse anche una mossa politica per proteggere l’industria nazionale americana.

L’eredità: Dal fallimento al successo (M-345)

Anche se il sogno americano sfumò, l’esperienza del JPATS non andò perduta. A fine 1996 l’S-211 è passato, insieme a tutta la linea SIAI Marchetti, all’Aermacchi, oggi Leonardo che con alcune modifiche ne ha tratto nel 2005 l’M-311 poi migliorato nella versione M-345.

Oggi l’M-345, evoluzione diretta di quegli studi, è entrato in servizio con l’Aeronautica Militare Italiana per le fasi iniziali e intermedie dell’addestramento a getto, dimostrando che il concetto originale del “piccolo jet” era, in realtà, validissimo.

Volandia’s Gate Guardian: Siai Marchetti S-211 JPATS

In the 1980s, SIAI-Marchetti developed the S-211 as a lightweight, economical basic jet trainer. The idea was brilliant: to offer an aircraft that had the operating costs of a turboprop but the flight characteristics of a jet. It was informally nicknamed “Piuma” (Feather) for its agility. The first aircraft flew on April 10, 1981, by test pilot Alessandro Ghisleni from Malpensa Airport. Not adopted in Italy, approximately 80 were produced for international customers such as Singapore, the Philippines, and Haiti. In the 1990s, the United States launched the Joint Primary Aircraft Training System (JPATS) program. The goal was monumental: to replace the Air Force’s aging T-37s and the Navy’s T-34s with a single model. A contract for over 700 aircraft was discussed. Although the S-211A was considered by many test pilots to be the most fun and high-performance aircraft of the lot, in 1995 the Pentagon selected the Beechcraft T-6 Texan II (a derivative of the Swiss Pilatus PC-9 turboprop). Even though the American dream faded, the JPATS experience was not lost. At the end of 1996, the S-211, along with the entire SIAI Marchetti line, was transferred to Aermacchi, now Leonardo, which, with some modifications, developed the M-311 in 2005, later improved into the M-345 version.

Fonti:

Volandia Parco e Museo del Volo

Ufficio Storico dello Stato Maggiore Aeronautica.

Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici.


Visita Stabilimento Leonardo Velivoli – 8′ Club Magiche Frecce – 23 maggio 2023

24 Maggio 2023

VENEGONO SUPERIORE – (testo Giovanni, foto Soci) – Sono tanti anni che ci giriamo intorno senza mai trovare una soluzione: ci e’ sempre piaciuta l’idea di andare a visitare Leonardo, l’eccellenza italiana in ambito aeronautico per gli elicotteri e gli aerei che tra l’altro e’ a 7 km dalla sede del nostro Club.

L’ occasione si e’ presentata attraverso la conoscenza dell’Aermacchi Pilot Club che, gentilmente nell’anno dei festeggiamenti per i 100 Anni dell’Aeronautica, si e’ prestato nell’organizzare una bellissima visita allo stabilimento di produzione della linea M345 e M346.

Via: insieme agli amici dell’ Associazione Arma Aeronautica di Como, oggi e’ arrivato il gran giorno della visita.

Sbrigate le doverose pratiche di sicurezza all’ingresso e dopo un Welcome coffee nella SALA COLONNE, abbiamo conosciuto il Com.te Cecconello,

Ex Colonnello dell’ aeronautica Militare, con un futuro potenziale alle Frecce Tricolori, ha invece scelto la carriera di collaudatore a Pratica di Mare. Di seguito Ex capo pilota collaudatore Leonardo e colonna portante di molti progetti aeronautici italiani (AMX, M345, M346.. ), ha volato su piu’ di 150 macchine per circa 9300 ore di volo passando da G91, F104, F15, F16, C130, G222 …!

Saremmo stati ad ascoltare il racconto della sua storia tutta la mattina tante sono affascinanti le sue esperienze passate, ma il tempo vola e il planning e’ ben ferreo, quindi il Com.te ha iniziato a commentare dei filmati introduttivi sull’ azienda Leonardo: una presenza internazionale, un pacchetto prodotti volanti sia ad ala fissa che rotante di notevole rilievo e solidi numeri finanziari/commerciali ci hanno fatto capire di essere parte di un sistema industriale italiano notevole. Punta d’orgoglio, anche noi siamo proprietari di una minuscola fetta dell’azienda in quanto c’e’ anche una partecipazione dello Stato circa del 30% 🙂

L’attenzione si e’ alzata appena iniziato a spiegare l’imminente programma: inizio del tour guidato con Radio Guide nei reparti H4 + H3 + H8 +simulatore + foto di gruppo+ area museale palazzina

Da qui in poi non possiamo scattare foto ma rimane in tutti i partecipanti l’ aver visto dei reparti di assemblaggio, con 345 e 346 “aperti” in fase di completamento: i direttori ci hanno spiegato le varie fasi e risposto alle 1000 domande che il gruppo ha chiesto, dimostrando una grande disponibilita’ , secondo me dovuta al fatto di capire di essere con persone con la stessa bella passione aeronautica.

Alcuni aerei erano in preparazione per la Grecia e giusto due settimane fa sono stato consegnati due velivoli

Di seguito lo scambio dei doni tra la nostra Presidente Valeria e il Com.te Cecconello, con la consegna della immancabile barca Lucia, simbolo del Lago di Como:

Una sorpresa e’ stato anche il museo interno che include un bellissimo Macchi C.205V (C= il progettista Ing. Mario Castoldi, V = Veltro, 1500 CV circa motore 12 cilindri a V rovesciata) , su cui il Com.te ha avuto modo di volare per qualche ora e presentarlo a Sion, verso il 1987 (- noi c’eravamo – ) ed altre soluzioni Aermacchi postbelliche, come le moto e le auto, non potendo piu’ produrre aeroplani per un periodo di tempo.

Si conclude la visita con un pranzo in mensa aziendale, quasi per assaporare la quotidianita’ dei dipendenti e farci sembrare normale questa super giornata!

Al rientro siamo inondati sulla chat del Club di messaggi di soddisfazione, gioia ed euforia per la visita, segno inconfondibile che anche questa volta abbiamo colpo nei cuori degli appassionati di volo!

Stay tuned for the next experience 🙂

Nota:

L’Aermacchi Pilot Club e’ un’associazione senza fini di lucro a cui puo’ iscriversi chi ha volato su un velivolo dell’Aermacchi. Per dettagli ecco il loro sito: http://www.aermacchipilotclub.it