Renato Donati e la conquista del Tetto del Mondo

23 marzo 2026

(testo a cura di Renato Alberio, foto d’epoca dal Web e Istituto Luce)

L’impresa di Renato Donati dell’11 aprile 1934 ci racconta una sfida epica dell’uomo: la lotta contro il gelo, la rarefazione dell’aria e la gravità. Quel giorno, un uomo e un biplano scrissero la storia dell’altitudine, portando il tricolore dove l’aria si fa sottile e il cielo diventa blu scuro.

L’Impresa: Il decollo avvenne dall’aeroporto di Montecelio (Roma), il cuore della sperimentazione aeronautica italiana. Renato Donati non cercava il traguardo davanti a sé, ma sopra di sé. Pilotando un Caproni Ca.113, un velivolo acrobatico pesantemente modificato, iniziò una salita estenuante durata ore. A quelle quote, ogni metro guadagnato era una battaglia. La temperatura esterna scese sotto i -50°C, l’ossigeno scarseggiava e il motore faticava a “respirare”. Donati, protetto solo da una tuta riscaldata elettricamente e da una maschera d’ossigeno rudimentale, spinse la sua macchina fino alla quota incredibile di 14.433 metri (47.352 piedi). Fu un record mondiale assoluto che infranse il precedente primato detenuto dagli inglesi, dimostrando che l’ingegneria italiana eccelleva anche nella sfida alle altissime quote.

Il Protagonista: Renato Donati, nato a Forlì nel 1894, era un asso dell’aviazione e un collaudatore leggendario. Già pluridecorato nella Grande Guerra, negli anni ’20 e ’30 divenne uno dei massimi esperti di volo acrobatico e di alta quota. Era noto per la sua tempra d’acciaio: durante il record del 1934, dovette sopportare una violenta decompressione e il rischio costante di svenimento. La sua dedizione non era dettata dalla gloria personale, ma dalla volontà di testare i limiti fisiologici e meccanici del volo umano. Nelle immagini dell’epoca, Renato Donati appare quasi come un astronauta ante-litteram. La sua tuta di gomma e la maschera rudimentale erano le uniche difese contro un ambiente ostile che, prima di lui, nessuno aveva mai osato sfidare a tali altitudini con un velivolo a motore a pistoni.

La Macchina: Il velivolo utilizzato era una versione speciale del celebre biplano da addestramento e acrobazia Caproni Ca.113 denominato “Alta Quota”. Fu equipaggiato con un motore Alfa Romeo Lynx, dotato di un compressore volumetrico progettato specificamente per mantenere la potenza nonostante la bassa densità dell’aria. Per alleggerire la struttura e aumentare l’efficienza, le ali furono allungate e furono rimossi tutti i pesi superflui. Il cockpit era aperto: Donati era letteralmente immerso nel gelo della stratosfera. L’impresa servì a testare le prime strumentazioni per il volo cieco e i sistemi di erogazione dell’ossigeno che sarebbero diventati standard negli anni a venire.

L’Eredità: Celebrare il suo record significa onorare il coraggio di chi ha aperto la strada ai moderni jet, testando sulla propria pelle le reazioni del corpo umano ad altezze che allora sembravano impossibili. Ancora una volta, dobbiamo constatare che, per un pilota italiano, il limite non è mai un punto d’arrivo, ma solo un traguardo da superare. Esiste attualmente un unico esemplare sopravvissuto, il Ca.113 immatricolato I-MARY che Mario de Bernardi usò nel dopoguerra in diverse manifestazioni aeree. La famiglia de Bernardi lo ha donato al Museo Volandia dove è possibile ammirarlo anche se in fase di restauro.

Renato Donati and the conquest of the Roof of the World  Renato Donati wasn’t looking for the finish line ahead, but above him. Piloting a Caproni Ca.113, a heavily modified aerobatic aircraft, he began a grueling climb that lasted hours. At those altitudes, every meter gained was a battle. The outside temperature dropped below -50°C, oxygen was scarce, and the engine struggled to “breathe.” Donati, protected only by an electrically heated suit and a rudimentary oxygen mask, pushed his machine to the incredible altitude of 14,433 meters (47,352 feet). The aircraft used was a special version of the famous Caproni Ca.113 training and aerobatic biplane known as the “Alta Quota.” It was equipped with an Alfa Romeo Lynx engine, equipped with a supercharger specifically designed to maintain power despite the low air density. To lighten the structure and increase efficiency, the wings were lengthened and all unnecessary weight was removed. The cockpit was open: Donati was literally immersed in the freezing cold of the stratosphere. The feat served to test the first blind-flying instruments and oxygen delivery systems that would become standard in the years to come.

Fonti :Ufficio Storico Aeronautica Militare – Museo Caproni Trento – Foto originali Archivio luce: https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL0010028797/12/il-pilota-renato-donati-scafandro-e-respiratore-posa-accanto-al-suo-aereo-insieme-ad-tecnico.html Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici


il Cuore Tecnico dell’Hangar 313° Gr. P.A.N. nell’anno del Centenario Dell’Aeronautica Militare

7 marzo 2026

(foto e testo a cura di Renato Alberio, 22 Agosto 2023)

Quando alziamo gli occhi al cielo per seguire l’abbraccio verde, bianco e rosso della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), tendiamo a dimenticare che quella perfezione non nasce tra le nuvole, ma sul cemento lucido e tra l’odore di cherosene di un luogo sacro: l’Hangar 313° Gr. P.A.N. della base aerea di Rivolto. 

Se i piloti sono l’anima visibile delle Frecce Tricolori, i tecnici e i meccanici del supporto a terra ne sono lo scheletro e il sistema nervoso. Senza il loro lavoro incessante, condotto con una precisione che rasenta l’ossessione, i dieci MB-339PAN rimarrebbero solo splendide macchine d’acciaio. Invece, grazie agli specialisti del Gruppo Efficienza Velivoli, diventano estensioni della volontà del pilota.

Entrare nell’Hangar 313 non è come entrare in una normale officina aeronautica è come varcare la soglia di una “Cattedrale del Volo”. L’atmosfera che si respira è quella di un museo vivente. Tra un’ala smontata e un motore in revisione, le pareti e gli spazi espositivi raccontano la storia di oltre sessant’anni di acrobazia collettiva. Modelli storici, foto d’epoca e componenti iconiche avvolgono gli aeromobili in manutenzione, creando un ponte continuo tra il passato glorioso e il presente tecnologico. È un luogo dove il futuro dell’aviazione si specchia nelle tradizioni del passato, ricordando a ogni tecnico che ogni elemento fa parte di una leggenda che appartiene a tutti gli italiani.

Le pareti sono tappezzate di fotografie storiche di grandi dimensioni che raccontano i decenni della PAN. Queste immagini creano un legame diretto tra le generazioni: lo specialista di oggi, alzando lo sguardo, vede il lavoro del suo predecessore di cinquant’anni prima che faceva esattamente lo stesso gesto.

Infine il grande espositore con le bandiere di tutte le nazioni dove la PAN ha partecipato a manifestazioni aeree è la testimonianza del fatto che l’Hangar 313 non appartiene solo all’Aeronautica, ma a tutti gli appassionati che in Italia e nel Mondo sostengono la pattuglia.

Il colpo d’occhio complessivo è quello di un’officina rinascimentale. Sotto, sul pavimento impeccabile, i tecnici lavorano in silenzio sui jet attuali; sopra, alle pareti, i ricordi delle missioni mondiali vigilano sul loro operato. È questa vicinanza fisica tra il pezzo di ricambio nuovo e il cimelio storico che rende l’Hangar 313 un luogo unico al mondo.

Il lavoro a terra è un rituale di controllo e dedizione. Ogni velivolo viene ispezionato minuziosamente dopo ogni volo. Non si tratta solo di meccanica, ma di una simbiosi totale tra uomo e macchina. Ogni componente ha una “vita” misurata in ore di volo, monitorata con rigore assoluto. La gestione dei serbatoi e degli iniettori dell’impianto fumogeno che permettono di stendere il tricolore nel cielo richiede una cura specifica, affinché il colore sia sempre denso e brillante. Un ruolo unico nella PAN, l’impianto che trasforma l’olio di vaselina e i pigmenti nel tricolore più lungo del mondo, regolando pressione e flussi per una resa cromatica impeccabile.

In una formazione dove gli aerei volano a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, la “perfetta efficienza” non è un obiettivo, ma un prerequisito vitale.

Il 2023 è stato un anno che ha messo a dura prova e, allo stesso tempo, esaltato il lavoro del team di terra. Celebrare il 100° Anniversario dell’Aeronautica Militare ha significato gestire un carico di lavoro straordinario.

In occasione del centenario, l’Hangar 313° è stato il laboratorio dove è stata curata l’estetica e la meccanica della formazione per eventi storici, come la manifestazione a Pratica di Mare. I tecnici hanno lavorato dietro le quinte per garantire che ogni sorvolo, ogni manifestazione e ogni “Special Color” celebrativo fosse impeccabile. È stato un omaggio corale a un secolo di storia, dove il personale di terra ha dimostrato che la passione è il carburante più potente di cui disponga la nostra Forza Armata.

Gli Specialisti del 313°

C’è un racconto che circola tra i veterani di Rivolto riguardo all’incredibile simbiosi tra pilota e meccanico. Si dice che un tecnico, particolarmente preoccupato per una vibrazione anomala segnalata da un pilota su un G.91, passò l’intera notte dentro il pozzetto del carrello, praticamente sdraiato in uno spazio angustissimo, per cercare l’origine del rumore altrimenti invisibile.

Quando il pilota arrivò all’alba per il volo di prova, trovò lo specialista addormentato con la chiave inglese ancora in mano. Il tecnico si svegliò, sorrise e disse solo: “Comandante, adesso è liscio come l’olio. Può andare”. Questo episodio è diventato il simbolo dell’impegno del personale di terra: loro non “aggiustano” aerei, li “rendono perfetti” per i loro fratelli che ci voleranno sopra.

Anche oggi, quindi, l’efficienza del velivolo non è frutto di un lavoro generico, ma della sinergia di figure altamente specializzate, ognuna custode di un apparato critico.

La Linea di Volo: I capi Velivolo che effettuano i controlli prima e dopo ogni volo affidando ad ogni Pilota il suo MB339.

I Manutentori Meccanici: Sono i “chirurghi” della struttura. Curano la cellula del velivolo, la cabina, l’impianto di condizionamento, di pressurizzazione e di ossigeno e i sistemi idraulici. Il loro compito è garantire che l’aereo risponda istantaneamente alle sollecitazioni estreme del volo acrobatico preservando il pilota in tutte le manovre.

I Motoristi: Responsabili e Manutentori del propulsore Rolls Royce Viper in dotazione all’MB339. Ascoltano il suono del motore come un battito cardiaco, assicurandosi che la spinta sia sempre costante e affidabile, specialmente durante le manovre a bassa quota.

Gli Elettromeccanici di Bordo: Garantiscono la manutenzione per il corretto funzionamento degli apparati elettrici e degli strumenti presenti nella cabina di pilotaggio.

Gli Specialisti Avionici ed Elettronici: Gestiscono il “cervello” dell’aereo. Dalla radio agli strumenti di navigazione, ogni circuito deve essere perfetto per permettere ai piloti di mantenere la sincronia millimetrica necessaria in formazione.

Gli Specialisti dei Sistemi di Emergenza: Curano i seggiolini eiettabili Martin Baker e i sistemi di sopravvivenza. Il loro è un lavoro silenzioso ma vitale: sono coloro che garantiscono la sicurezza estrema del pilota.

Gli specialisti dell’Equipaggiamento: Verificano l’efficienza e il funzionamento del Casco, della Tuta anti G, del giubbotto di salvataggio, del kit di sopravvivenza del Seggiolino preservando l’integrità fisica dei piloti.

Il Controllo Qualità che verifica e documenta tutte le attività, i Reparti Logistici e di Approvvigionamento, la Segreteria, il Personale, le Pubbliche Relazioni completano gli specialisti a terra contribuendo a rendere impeccabile ogni attività di volo, esibizione o sorvolo.

The Technical Heart of the Hangar 313° Gr. P.A.N. in the year of the Centenary of the Italian Air Force

Entering Hangar 313 isn’t like entering a standard aircraft workshop; it’s like crossing the threshold of a “Cathedral of Flight.” The atmosphere is that of a living museum. From a disassembled wing to an overhauled engine, the walls and exhibition spaces tell the story of over sixty years of collective aerobatics. Historic models, period photographs, and iconic components surround the aircraft undergoing maintenance, creating a seamless bridge between the glorious past and the technological present. It’s a place where the future of aviation is reflected in the traditions of the past, reminding every technician that every element is part of a legend that belongs to all Italians.

2023 was a year that both challenged and exalted the work of the ground team. Celebrating the 100th Anniversary of the Italian Air Force meant managing an extraordinary workload.
On the occasion of the centenary, Hangar 313° served as the laboratory where the aesthetics and mechanics of the formation for historic events, such as the event in Pratica di Mare, were curated. The technicians worked behind the scenes to ensure that every flyby, every demonstration, and every celebratory “Special Color” was flawless. It was a concerted tribute to a century of history, where the ground crew demonstrated that passion is the most powerful fuel our Armed Forces possesses.

Fonti delle informazioni:

Sito ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana

Documentazione storica e tecnica relativa al Centenario dell’Aeronautica Militare (1923-2023)

Archivio Storico Rivolto – “La manutenzione nel volo acrobatico”.

QR-code: Brochure 2023 Frecce Tricolori

Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici.


Volandia, Mostra Fotografica “Custodi Dell’Aria”

2 marzo 2026

(foto e testo a cura di Renato Alberio, Volandia, 28 Febbraio 2026)

Sabato 28 febbraio, alle 10.30, Volandia ha ospitato il taglio del nastro della mostra fotografica “Custodi dell’Aria”, alla presenza del presidente del Museo, Marco Reguzzoni, dell’autore Bruno Damascelli e del Generale di Brigata Luca Baione, capo reparto Servizi Territoriali e di presidio della Aerea di Milano.

L’esposizione vede esposti 50 scatti suggestivi, dedicati ai velivoli impegnati dall’Aeronautica Militare nel corso degli anni. Patrocinata dalla Forza Armata, l’esposizione affianca alla dimensione culturale una finalità benefica: la raccolta fondi a favore dell’Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori e della Fondazione Falciani Onlus, impegnata nella diagnosi precoce e nella cura dei tumori.

Professor Damascelli e’stato un Pioniere della Radiologia: È considerato uno dei pionieri in Italia nell’uso degli ultrasuoni a scopo diagnostico e nella radiologia interventistica.                                                                                

Incarichi di prestigio: È stato primario di radiologia presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Ha inoltre collaborato con la Clinica Columbus di Milano (sezione Emocentrocuore) e con l’Ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo.                                                                                          

Innovazione clinica: Ha introdotto tecniche avanzate per la diagnosi a bassa invasività delle neoplasie e ha sviluppato procedure innovative come la simpaticectomia renale per il trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente.

Oltre alla medicina, il Professor Damascelli è un rinomato fotografo d’aviazione civile e militare. Pubblicazioni e Mostre: Ha pubblicato diverse opere fotografiche, tra cui il libro “Volare a Milano  (Wings over Milan)”.   

Bruno Damascelli riassume in questo modo la sua passione per il volo che rivive nelle fotografie in mostra:. «ho fatto il fotografo per poter volare: poteva essere solamente un sogno e invece è diventato realtà. Sono riuscito così, in tanti voli, a essere uno di loro, i piloti militari. Il mio pensiero volava davanti all’aeroplano,interrotto soltanto dall’urto del carrello sul terreno».

Finalità Benefiche: Il Professor Bruno Damascelli è l’anima scientificadella Fondazione Falciani Onlus. 

Spesso lega i suoi progetti fotografici a iniziative di solidarietà, collaborando con enti come la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e fondazioni per la ricerca oncologica

“Custodi dell’Aria”, le immagini più iconiche di Bruno Damascelli in esposizione:

Generale di Brigata Luca Baione

Alto ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana, specializzato nei settori dell’aviazione e della meteorologia. Ecco i dettagli principali sulla sua figura e il suo percorso professionale:

Background Accademico: Nato a Napoli nel 1966, è entrato in Accademia Aeronautica nel 1984. Ha conseguito lauree in Scienze Aeronautiche, Studi Internazionali Strategico-Militari e Scienze Internazionali e Diplomatiche.

Specializzazioni: È qualificato come consulente legale internazionale ed è un esperto riconosciuto nel monitoraggio idro-meteo-climatico e nel supporto meteorologico alle operazioni di difesa e civili.

Onorificenze: Nel 2007 è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Consiglio Esecutivo dell’OMM: Da giugno 2023, è membro dell’Executive Council dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM/WMO), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di meteo, clima e idrologia. È uno dei sette rappresentanti della Regione europea nel consiglio.

Rappresentante Permanente per l’Italia: Ricopre il ruolo di Rappresentante Permanente dell’Italia presso la stessa Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Comando in Aeronautica: È stato a capo dell’Ufficio Generale Aviazione Militare e Meteorologia (SMA AVIAMM) dello Stato Maggiore dell’Aeronautica fino a settembre 2024. Sotto la sua guida, l’ufficio ha gestito sfide cruciali legate al cambiamento climatico e alla sicurezza del volo.

Volandia, Photographic Exhibition “Guardians of the Air”

On Saturday, February 28th, at 10:30 a.m., Volandia hosted the ribbon-cutting ceremony for the photography exhibition “Guardians of the Air,” attended by the Museum’s president, Marco Reguzzoni, author Bruno Damascelli, and Brigadier General Luca Baione, head of the Territorial and Garrison Services unit of the 1st Air Force in Milan. The exhibition features 50 evocative photographs of aircraft used by the Italian Air Force over the years. Sponsored by the Armed Forces, the exhibition combines its cultural dimension with a charitable purpose: raising funds for the National Association for the Sons of Aviators and the Falciani Foundation, which is committed to early diagnosis and treatment of cancer.

Fonti delle informazioni:

Volandia Parco e Museo del Volo

Aeronautica Militare

Comolake 2024

Malpensa24  

Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO/OMM)

Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (Milano)

Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici.

Le foto di Bruno Damascelli qui riprodotte, come tutte le foto esposte, possono essere acquistate.             

I proventi saranno devoluti a favore dell’Opera Nazionale per i figli degli Aviatori e della Fondazione Falciani.


Spotter al A.M. Balloon Cup 2025, Aeroporto San Damiano (PC) (parte 2)

19 febbraio 2026

(Foto a cura di Anna Vigo e Massimo Vigo)

Riprendiamo il racconto della giornata del 28 settembre 2025 e dedichiamo questa seconda parte al volo del P.A.N.

Cominciamo con la linea di volo completa e la preparazione

Si Va!!

Il rientro

A nanna…..

Part 1:

Piacenza San Damiano airport hosted in September 2025 the Air Show within the second edition of the  Aeronautica Militare Balloon Cup.

The military statics included MB339 PAN, G91 PAN, Caproni Ca.3, MB326, EF2000, AMX, Tornado.

Air demonstrations were performed by HH139, Ca3 with SPAD XIII, G91 PAN, T346 and T345 with Formazione Legend

Part 2:

Frecce Tricolori were the special guests of this air show


Piacenza Air Show 2025: Aircraft Displays and Performances (Parte 1)

17 febbraio 2026

(Foto a cura di Anna Vigo e Massimo Vigo, testo di Massimo Vigo)

La seconda edizione dell’A.M. Balloon Cup si è tenuta a Piacenza San Damiano nel weekend del 26/27/28 Settembre 2025.

Dopo due giorni “difficili” per il meteo finalmente alla domenica 28 settembre si sono verificate contemporaneamente le tre condizioni ideali per fotografare la P.A.N.:

  • cielo azzurro e aria tersa
  • sole alle spalle per tutta la manifestazione aerea
  • esibizione della P.A.N. programmata con sole alto

Oltre alla P.A.N. il programma di volo prevedeva anche la presentazione di T345, T346, G91 PAN, Formazione Legend, Caproni Ca3 e SPAD XIII della Fondazione Jonathan Collection.

Se a questo aggiungiamo una piccola statica capiamo perché sia stato possibile superare abbondantemente le 1000 fotografie, con conseguente difficoltà di selezione per questo articolo.

Per questo motivo il Piacenza Air Show sarà descritto in due parti:

  1. Statica e presentazioni in volo
  2. P.A.N.

 

Cominciamo quindi con la statica:

  • Ca.3 che poi vedremo anche in volo
  • G91 PAN prima di essere spostato in linea di volo
  • MB326 della formazione Legend, che poi vedremo anche in volo
  • MB339 di scorta
  • EF2000 del 51 stormo
  • 2 AMX,trasferiti alla base di Piacenza
  • Tornado, trasferito alla base di Piacenza

 

Le presentazioni in volo sono state:

  • HH139 del 15stormo, con una simulazione di intervento di recupero
  • Caproni Ca.3 e SPAD XIII della Fondazione Jonathan Collection
  • T346 del 61 stormo, che vola con la formazione Legend

 

  • MB339 del 61 stormo, che vola con la formazione Legend
  • T345 del 61 stormo

  • MB326 della formazione Legend


  • Formazione Legend al completo
  • G91 PAN

 

 

Piacenza San Damiano airport hosted in September 2025 the Air Show within the second edition of the  Aeronautica Militare Balloon Cup.

The military statics included MB339 PAN, G91 PAN, Caproni Ca.3, MB326, EF2000, AMX, Tornado.

Air demonstrations were performed by HH139, Ca3 with SPAD XIII, G91 PAN, T346 and T345 with Formazione Legend

Frecce Tricolori were the special guests of this air show; their performance is reported in part 2.

 

 


Top Performers at Stewart International’s 2019 Air Show

14 febbraio 2026

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

Il New York Air Show del 2019 si è tenuto nel weekend del 24/25 Agosto 2019 al Stewart International Airport (New Windsor, New York), anche base dei C17 del 105th Airlift Wing dell’ANG.

L’aeroporto si trova in Orange County, 70 miglia a nord di NY City e nelle vicinanze dell’accademia militare di West Point.

Quest’anno, oltre alla presenza di velivoli USAF, è stata annunciata la presenza dei Blue Angels e delle Red Arrows (tour in Canada e USA).

Nella statica i pezzi migliori erano:

  • C17 Globemaster III del 105th Airlift Wing della NY ANG con base in Stewart International Airport, NY
  • A400M della RAF a supporto delle Red Arrows
  • F16C del 157th FS “Swamp Fox” da Mc Entire ANGB, South Carolina
  • F15C del 104th FW “Barnstormers” di  Barnes ANG, Westfield, MA
  • A10C  del 924th Fighter Group di Davis-Monthan, Tucson, AZ

 

Le operazioni di volo sono state aperte dall’esibizione di un paracadutista di West Point        

 

  • B25


  • L39
  • F35A del Lightning II Demonstration Team

 

 

  • Special guest le Red Arrows

 

  • Gran Finale con gli F/A18 dei Blue Angels in full A/B

 

 

 

Stewart International Airport, NY, base of ANG 105th Airlift Wing, hosted in August 2019 the NewYork Air Show.

The military statics included A10, F15, F16, C17 from USA and A400 from RAF.

Many civilian and military performers flew in the weekend, including  B25, L39, F35A, P51.

Special guest the Royal Air Force Red Arrows (tour in Canada and USA 2019)

Last demonstration of the day was performed by the USNavy acrobatic Team Blue Angels.


Eurofighter DA3: 9 febbraio 1996, una data storica per l’aviazione

9 febbraio 2026

✈️ 𝟗 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟔, 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐚𝐯𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

30 anni fa il decollo da Torino-Caselle del prototipo Eurofighter DA.3.

Ai comandi, il Ten. Col. Fabio Consoli, un pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare.
Si trattava del 32° test in volo del DA.3, fondamentale anche per l’inizio delle prove sui motori EJ200; il Development Aircraft 3 fu infatti il 1° Eurofighter a volare con i propulsori realizzati dal consorzio Eurojet Turbo GmbH.

Quel volo segnò una vera pietra miliare per il programma europeo Eurofighter e l’inizio dell’attività del Reparto Sperimentale di Volo sul nuovo caccia.

Per celebrare il passaggio sotto la gestione del 311° Gruppo Volo venne applicata sulla deriva l’inconfondibile insegna dell’Icaro bianco in campo nero, l’araldica del Reparto Sperimentale Volo.


Ricordi: 2018 New York Air Show, Steward International Airport, NY

9 febbraio 2026

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

Il New York Air Show del 2018 si è tenuto nel weekend del 15/16 settembre 2018 al Stewart International Airport (New Windsor, New York), anche base dei C17 del 105th Airlift Wing dell’ANG.

Per un giorno l’aeroporto si è riempito di aeroplani storici e militari in servizio, quest’anno con anche la presenza dei Thunderbirds.

Nella statica i pezzi migliori erano:

  • C17 Globemaster III del 105th Airlift Wing della NY ANG con base in Stewart International Airport, NY

 

  • C5M Super Galaxy del 439th Airlift Wing  (AF Reserve) di  Westover Air Reserve Base, MA

 

  • F16 Viper del 158th Fighter Wing Vermont ANG, di casa a Burlington ANG Base, VT
  • T38C del 12th Flying Training Wing di Joint Base San Antonio-Randolph, TX
  • F/A 18F Super Hornet del VFA-22 US NAVY della NAS Lemoore, California
  • A10  del 124th Fighter Wing Idaho ANG di Gowen Field ANG Base, Idaho

 

Le presentazioni in volo sono state arricchite dalla presenza del B17 Memphis Belle


  • B25 Panchito

 

  • P40

 

  • C17

 

  • C5M

 

 

  • La chiusura dell’air show: USAF Thunderbirds FULL A/B

 

 

Stewart International Airport, NY, base of ANG 105th Airlift Wing, hosted in September 2018 the NewYork Air Show.

The military statics included A10, T38, F16, C5M, C17, C5 from USAF and F/A18 from USNAVY.

Many civilian and military performers flew in the weekend, including B17, B25, P40, C5M, C17.

Last demonstration of the day was performed by the USAF acrobatic Team Thunderbirds.


Frecce Tricolori: presentata la nuova formazione e il poster per la Stagione 2026

21 dicembre 2025
Poster della Pattuglia Acrobatica Nazionale per il 2026, presentante gli MB-339PAN con livrea commemorativa del 65° anniversario.

(rif. aeronautica.difesa.it)

Il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco ha presentato, nella suggestiva cornice dell’hangar PAN, la Formazione e il Poster per la Stagione 2026 della Pattuglia Acrobatica Nazionale

Giovedì 18 dicembre, nello storico hangar delle Frecce Tricolori a Rivolto, si è svolta la tradizionale presentazione della nuova Formazione e del Poster della Pattuglia Acrobatica Nazionale per l’anno 2026.

L’evento, appuntamento ormai consolidato per la PAN, presieduto dal Generale di Divisione Aerea Marco Lant, Comandante delle Forze da Combattimento dell’Aeronautica Militare, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con le realtà locali, i Club Frecce Tricolori, familiari e appassionati.

Nel corso della serata, il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco, Comandante del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, ha presentato la nuova formazione per l’anno 2026.

Per il 2026 la Pattuglia Acrobatica Nazionale conferma i propri punti di riferimento e presenta un aggiornamento della formazione: restano invariati i ruoli di Pony 1 (Capo Formazione) al Maggiore Pierluigi Raspa e di Pony 10 (Solista) al Maggiore Federico De Cecco, mentre tra i gregari si avrà un nuovo assetto con il Maggiore Alessandro Sommariva nella posizione di Pony 2, Maggiore Leonardo Leo Pony 3, Capitano Luca Pozzani Pony 4, Maggiore Giovanni Morello Pony 5, Capitano Emanuele Bernuzzi Pony 7 e Maggiore Oscar Del Dò Pony 9; confermato anche il Maggiore Simone Fanfarillo come Pony 6 (primo fanalino). A completare la formazione, la novità più attesa: l’ingresso del Capitano Tommaso Calogeri, proveniente dal 6° Stormo di Ghedi, che assume la posizione di Pony 8 (terzo gregario destro).

La serata è proseguita con la presentazione del poster 2026 delle Frecce Tricolori, che ritrae gli MB-339PAN con la livrea commemorativa sviluppata per il 65° anniversario della PAN, celebrato a settembre 2025.

La prima copia del poster è stata simbolicamente consegnata al Comandante Alberto Moretti, ex Comandante della PAN, a testimonianza del forte legame della Pattuglia di oggi con chi ha contribuito a scrivere la storia del Reparto e dell’Arma Azzurra.

Un importante momento dell’evento è stato dedicato alla beneficenza, con il supporto alle iniziative dell’associazione “Il Filo di Simo” e al progetto sostenuto dall’intera Aeronautica Militare “Un dono dal cielo”, grazie anche alla preziosa partecipazione dei Club Frecce Tricolori.

L’evento ha rappresentato un significativo momento di condivisione per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, celebrando la sua tradizione e il legame con il pubblico, mentre si prepara a vivere una nuova stagione di emozionanti performance acrobatiche.

Di seguito la formazione 2026 nel dettaglio:

Pony 0 – Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco;

Pony 1 – Maggiore Pierluigi Raspa;

Pony 2 – Maggiore Alessandro Sommariva;

Pony 3 – Maggiore Leonardo Leo;

Pony 4 – Capitano Luca Pozzani;

Pony 5 – Maggiore Giovanni Morello;

Pony 6 – Maggiore Simone Fanfarillo;

Pony 7 – Capitano Emanuele Bernuzzi;

Pony 8 – Capitano Tommaso Calogeri;

Pony 9 –Maggiore Oscar Del Dò;

Pony 10 – Maggiore Federico De Cecco.

Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, questa la denominazione ufficiale delle Frecce Tricolori, è un Reparto di Volo dell’Aeronautica Militare costituito da circa 100 militari, cui è affidato il compito di rappresentare le capacità dell’intera Forza Armata.

Dal 1° marzo 1961, data della sua costituzione sulla Base Aerea di Rivolto (UD), la Pattuglia Acrobatica Nazionale, che di recente ha concluso la sua 65^ stagione, ha l’onore di rappresentare, con le proprie spettacolari acrobazie aeree, gli oltre 40.000 uomini e donne dell’Aeronautica Militare e i valori che ogni giorno portano avanti: coesione, spirito di squadra, professionalità, dedizione e sacrificio. Ciò la rende un simbolo delle nostre Forze Armate e dell’Italia nel mondo.


Falcon Strike 2025

19 novembre 2025

(Foto e testo by Angelo Bottazzi)

Il 3 novembre è iniziata presso la base di Amendola la Falcon Strike 2025, che rappresenta il più importante evento addestrativo dell’Aeronautica Militare dell’anno.

L’esercitazione, che avrà termine il 14 novembre, ha come base principale di rischieramento il 32° Stormo ma coinvolge altre basi dell’Aeronautica Militare con l’arrivo di piloti, specialisti, velivoli di altri reparti di volo italiani e stranieri.

Oltre 1000 militari e oltre 50 assetti di Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Grecia, si addestreranno fianco a fianco per migliorare la prontezza operativa e la capacità di cooperare in missioni multinazionali. All’esercitazione oltre ad assetti aerei, verranno impiegate unità terrestri e navali del Ministero della Difesa, e in particolare dell’Aeronautica Militare con anche assetti e personale della Marina Militare.

Le attività esercitative come la Falcon Strike 2025 rappresentano un’opportunità per addestrare il personale al fine di consentire la prontezza nelle esigenze nazionali alla luce degli attuali impegni dell’Aeronautica Militare sia in campo nazionale che nei Teatri Operativi all’estero, con scenari internazionali mutevoli e sempre più complessi.

Così recita il post dell’aeronautica di introduzione alla esercitazione in corso.

Ovviamente non potevamo mancare un evento di questa portata e decidiamo pertanto di partire per Amendola nella notte del 5 per avere tutto il giorno da dedicare alla osservazione dall’esterno delle attività volative, capire il parco volante presente, per poi il giorno successivo partecipare allo Spotter Day, ai cui siamo accreditati, in modo da coprire degnamente l’evento dal punto di vista fotografico per quanto riguarda sia decolli che atterraggi.

Amendola non è una base facile per lo spotting, infatti essendo molto estesa in profondità, dall’esterno non si vede praticamente nulla, alla testata 11 si trova una superstrada piuttosto trafficata e ci sono ostacoli come filari, siepi e cavi elettrici, quindi poco spazio di manovra; mentre sul lato opposto la 29R è situata in una zona di coltivazioni e vigneti, che in questo momento non sono in atto, pertanto l’accessibilità è garantita così come la tranquillità.

Gli atterraggi quindi si riprendono piuttosto facilmente mentre i decolli sono quasi impossibili.

Arriviamo intorno alle 7 del mattino di una giornata strepitosa dal punto di vista meteo, cielo sereno ma piuttosto freddo a causa del vento sostenuto da nord-est, che raggiungerà anche i venti nodi in alcuni momenti.

Con queste condizioni stabili di vento la pista in uso è la 29R e questo ci garantisce che non faremo nemmeno un decollo, perché quando passeranno su di noi saranno già piuttosto alti, ma buone condizioni per gli atterraggi.

E così sarà, i decolli iniziano alle 8.20, partono in sequenza sedici aerei di quattro nazioni: Italia, Grecia, Francia e Stati uniti.

Sulla base è di casa il 32° stormo composto dal 13° gruppo equipaggiato con F35A ed il 101° gruppo con gli F35B. Per l’esercitazione si sono rischierati da Ghedi cinque esemplari di F35A tra Diavoli e Paperi

mentre dal Grupaer della Marina militare di Grottaglie sono rischierati quattro F35B e sei AV8B+

Dalla Grecia sono arrivati cinque F16C, convertiti all’ultima versione V, del 340° Mira Fox di Souda(Creta)

la Francia è presente con cinque Rafale C della 5e Escadre de chasse con sede presso la BA 115 di Orange

gli Stati Uniti con almeno otto F35A del 48th Fighter Wing provenienti dalla base inglese di Lakenheath.

Alla esercitazione partecipano anche gli F35B inglesi della Royal Navy partendo dalla Prince of Wales nei pressi di Creta.

Queste consistenze sono ovviamente basate sulla osservazione delle matricole degli aerei che hanno volato e quelli visti in base e sono ovviamente da prendere con beneficio di inventario.  

La missione del mattino termina alle 10.30 con l’atterraggio dell’ultimo aereo. Le attività riprenderanno alle 13.50 e partiranno in sequenza nell’arco di circa un’ora ben ventotto aerei dei vari reparti presenti.

Il vento è costante e la direzione delle attività volative è intuibile, pertanto ci posizioniamo alla testata 29R e aspettiamo gli atterraggi che……….non avvengono!

Non abbiamo fatto i conti con le brevi giornate novembrine.

Alle 16.30 il sole declina rossastro verso l’orizzonte, riusciamo a riprendere solo sei F35A, che effettuano anche alcuni low approach, poi il sole se ne va e il cielo diventa sempre più scuro, illuminato da una fantastica luna piena.

Gli altri aerei arriveranno tutti quasi a buio, dopo più di tre ore di missione, con rifornimento in volo.

Gli atterraggi con le luci colorate sopra di noi sono affascinanti ma ovviamente non riprendibili, la delusione è tanta e difficile da digerire, l’unica consolazione è la speranza di rifarci il giorno dopo.

Al mattino ci presentiamo davanti alla base per la registrazione ed il rilascio del pass, siamo circa una settantina di spotters, molti conoscenti e visi noti confluiti qui per l’importanza dell’evento.

Dopo il briefing veniamo accompagnati in una posizione in controluce totale alla estremità della pista 11, nella speranza che gli aerei in missione dalla mattina rientrino da questo lato, speranza vana, atterrano infatti dalla 29R e rullano davanti a noi belli neri.

Lo sconcerto, la delusione ed il nervosismo serpeggiano piuttosto evidenti nel gruppo. Grazie al personale militare che ci accompagna, che comprende le nostre necessità e si adopera per convincere chi deve rilasciare le necessarie autorizzazioni, riusciamo ad ottenere di essere accompagnati in una posizione con il sole alle spalle di fronte alla seconda pista e all’altezza della torre di controllo.

Da qui abbiamo la possibilità di osservare in distanza i rullaggi degli aerei che effettuano il taxy verso la pista 11, poi la corsa di decollo, lo stacco, la retrazione completa del carrello e l’arrampicata nel cielo blu, non siamo vicinissimi ma ci si arriva bene, possiamo essere soddisfatti.

Il primo decollo è intorno alle 12.30, ben in anticipo rispetto al giorno precedente, anche se la missione durerà altrettanto a lungo stavolta abbiamo buone possibilità di riprendere tutti gli atterraggi. Dopo il pasto nella mensa della base e la foto di gruppo davanti al gate guardian, l’Amx 32-01, ci comunicano che ci porteranno nello stesso posto dei decolli per riprendere gli atterraggi, ma in quel punto gli aerei sono già a terra a prescindere dalla direzione da cui provengano.

Rapidamente prendiamo una decisione e chiediamo gentilmente di uscire in anticipo, permesso che ci viene accordato.

Questa volta non possiamo mancare i decolli se vogliamo fare il servizio completo.

Ci dicono che si prevede il ritorno dalla pista 11, ma che non ce lo possono garantire ed infatti noi puntiamo diritti alla 29R nella speranza che rientrino da questa parte, la più favorevole. Stavolta l’azzardo paga e verso le 15.30 arriva il primo aereo, un F35A Usaf e a seguire tutti gli altri.

E’ stata una giornata difficile, ma siamo riusciti ad ottenere quello per cui siamo venuti. Mentre ci incamminiamo verso l’auto, con il cielo che tende al rosa, arrivano due F35B della Marina, gli ultimi della missione pomeridiana.

Mentre il gregario atterra dalla pista 11, il leader fa due low approach con arrampicata vertiginosa di rientro a tutto ab e scie di condensazione sulle estremità alari, ringraziamo dello spettacolo e affrontiamo appagati il lungo viaggio di rientro a casa.