San Damiano Fly Fun 2025

1 agosto 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Dal 18 al 20 luglio 2025 ha avuto luogo la settima edizione di Fly&fun, patrocinata dall’Aero club di Pavullo sul Frignano, che quest’anno per la prima volta si è tenuta, previo accordo con l’Aeronautica Militare, sul sedime aeroportuale della base di San Damiano di Piacenza.

Questo evento, che è fondamentalmente un raduno di possessori di aerei da turismo o ultraleggeri, che possono raggiungere la sede dell’evento direttamente con il loro mezzo, nonché una vetrina espositiva per le ditte che producono materiale per il settore aeronautico, ha avuto un forte impulso da questa collaborazione con l’AMI.  

Chi non vorrebbe provare l’ebrezza di atterrare su un aeroporto militare con il proprio aereo? E infatti la partecipazione dei piloti privati è stata notevolmente incrementata da questa positiva novità.

Lo stesso discorso vale per il pubblico esterno, ricordiamo che la partecipazione era gratuita previa registrazione sul sito, che è potuto entrare con la propria auto e toccare con mano, non solamente aerei civili, ma tutti gli aerei militari che fanno parte del Nucleo Valorizzazione Patrimonio Storico Aeronautico, impegnato nella conservazione e nel restauro di velivoli storici in condizioni di volo, che qua ha la propria sede.

Erano infatti esposti, parte all’aperto e parte negli hangar: Aermacchi 339 Pan, AMX in diverse versioni, tra cui quella del Phase out, AB 212, e alcuni Tornado.

Su alcuni era possibile salire e provare l’emozione di essere dentro al cockpit come i piloti del passato, erano inoltre presenti il simulatore delle Frecce Tricolori e altri simulatori interattivi. Noi siamo stati il venerdì, giorno di apertura della manifestazione, perché volevamo assistere ad una cerimonia particolare di cui avevamo notizia: l’arrivo dell’ultimo volo del Tornado special color 6-72, di stanza a Ghedi, allestito per la celebrazione dei 50 anni di volo del velivolo Tornado insieme al gemello 6-41, che è tuttora in servizio attivo; mentre questo esemplare è stato destinato a rimanere nel museo volante di San Damiano.

Arriviamo di prima mattina e non c’è praticamente nessuno, visitiamo con calma tutti gli stand, entriamo in tutti gli hangar e ritroviamo tutti gli esemplari di aerei militari che già conoscevamo; unico assente il G91 Pan che stava partecipando, per la gioia degli spotters inglesi, al Riat 2025 a Fairford.

Chiediamo quando è previsto l’arrivo del Tornado e ci viene comunicato che arriverà intorno alle 13, ma ci viene pure anticipato che arriverà anche un Eurofighter, di cui non avevamo notizia; questi aerei arriveranno oggi e poi resteranno in statica per i tre giorni della manifestazione, per cui se si vuole vedere volare qualcosa di interessante bisognava venire oggi, ma vuoi che in luglio fa caldo e la gente va al mare, vuoi che è un giorno lavorativo, alla fine siamo quattro gatti, quasi tutti neri, perché spotters ufficialmente registrati al 51° stormo.

Il Tornado 6-72 arriva alle 13.45 ed effettua due passaggi, tra cui uno con le ali alla massima chiusura, e dopo avere salutato con le ali completa il circuito di atterraggio.

Aspettiamo il Tornadone dietro la transenna che delimita il piazzale dove i velivoli verranno posizionati.

Arriva da fondo pista in una nuvola di calore e saluta alzando ed abbassando gli aerofreni posti a lato della deriva, è bellissimo nella sua colorazione unica ed il pilota ha il casco che richiama i colori con cui è dipinto l’aereo, che avevamo già visto alla cerimonia di passaggio del 154° gruppo all’F35.

Indirizzato dagli specialisti a terra si posiziona a pochi metri da noi e il ronzio al minimo dei due Turbo-Union RB199-34R inonda le nostre orecchie, senza strapazzarle nonostante la vicinanza.

I motori vengono spenti, la scaletta appoggiata al cockpit, la capottina si alza e pilota e navigatore si danno la mano e si abbracciano.

Il pilota è il comandante del 6° Stormo “Diavoli Rossi” di Ghedi, il Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti, mentre il navigatore è il Ten. Colonnello Salvatore Occini, comandante della base di San Damiano, per suggellare anche in volo il passaggio di competenza del velivolo 6-72.

Mentre gli specialisti eseguono le operazioni post volo sull’aereo, le autorità militari salutano i nuovi arrivati e viene effettuata una foto ricordo del personale militare.

Si sprecano i sorrisi e gli abbracci, ma personalmente sono un po triste, un altro pezzo di storia ha chiuso le ali per sempre e la prospettiva di un futuro composto da soli F35, aereo all’avanguardia e super tecnologico per carità, come appassionato di aviazione non mi fa felice. 

Adesso ci spostiamo per aspettare il Typhoon. Alcuni ragazzi di fianco a noi lo rilevano con flightradar24 su Fornovo in quel momento, tempo tre minuti e si presenta sul cielo del campo, tra Fornovo e San Damiano in linea d’aria ci sono 37 km, un niente per un aereo così.

Sono le 14.20, l ’Efa effettua alcuni passaggi prima di venire all’atterraggio, mentre il personale di terra appresta la scala nel punto dove l’Efa dovrà fermarsi, di fianco al Tornado e a pochi metri dal pubblico presente.

E’ l’esemplare 4-52 del 9° gruppo del 4º Stormo dell’Aeronautica Militare, con sede a Grosseto. La temperatura è salita, nonostante un venticello teso, e il Typhoon brucia l’aria dietro di sé, mentre rulla per avvicinarsi a noi.

Ora la musica è ben diversa, i motori Eurojet EJ200 al minimo emettono un sibilo acuto che alla lunga risulta fastidioso perché siamo davvero vicino. Raramente ci è capitata la possibilità di assistere così da presso all’arrivo di aviogetti militari e di seguire in tal modo tutta la sequenza delle operazioni relative.

Gli specialisti danno le indicazioni all’Efa su dove posizionarsi e applicano i fermi al carrello.

A questo punto tutti si aspettano lo spegnimento dei motori, che però non avviene! Si svolge infatti ora un inaspettato siparietto che durerà una quindicina di minuti.

Dalla cabina il pilota indica agli specialisti con la mano qualcosa verso il basso più volte, loro aprono un pannello laterale e guardano ma il problema non si risolve, è necessario applicare il cavo dell’interfono all’aereo per comunicare a voce con il pilota che da indicazioni più precise al personale, uno specialista ispeziona il vano carrello di destra e altri punti dell’aereo; il pilota nel frattempo ha tirato fuori il manuale tecnico per cercare di risolvere il problema e gli specialisti si scambiano sorrisetti di intesa tra loro.

Finalmente alle 14.38 i motori vengono spenti,  per la gioia somma dei nostri padiglioni auricolari. La tensione si scioglie, il pilota può finalmente togliersi il casco di volo, aprire la capottina e scendere la scaletta, accolto dal personale militare della base.

Non sapremo mai cosa sia successo, un normale inconveniente tecnico, sempre possibile in macchine così sofisticate, di routine nella vita operativa di un aereo militare.

The seventh edition of Fly&fun took place from July 18 to 20, 2025, at the San Damiano military airport, in partnership with the Aeronautica Militare. This event attracted private pilots and aviation enthusiasts who showcased their aircraft and viewed military planes like the Tornado and Eurofighter. The Tornado 6-72 made a ceremonial final flight, marking the end of its service. Attendees engaged with simulators and experienced military aviation up close. A minor technical issue with the Eurofighter added suspense to its landing. The event highlighted the blend of civilian passion for aviation with military heritage, fostering a unique atmosphere.


Ballando con i Lupi a Ghedi

25 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Kevin Kostner ballava con i Lupi, invece il sottoscritto sono stati i Lupi a farlo ballare! Il giorno successivo allo Spotter day del 2 luglio 2025, avendo informazione che l’attività di volo sarebbe stata in pratica una copia di quella del giorno precedente, siamo tornati a Ghedi.

Finita l’attività di volo prevista, intorno a mezzogiorno siamo andati a mangiare in compagnia in una trattoria del paese e poi diritti a casa.

Raggiunta la quale abbiamo appreso, con grande disappunto, che nel primo pomeriggio erano transitati da Ghedi, per il refuelling,  una formazione mista di sei F35B, due provenienti da Amendola, ed inquadrati nel 101° gruppo di recente ricostituzione (e che è destinato ad operare tutti i Bravo della AM), e quattro provenienti da Grottaglie, appunto i Wolves della Marina Militare.

Erano in viaggio per raggiungere la base della Aeronavale francese di Landivisiau, nella punta estrema della Bretagna, per una esercitazione congiunta con i Rafale M.

Dal rammarico alla sete di vendetta il passo è sempre molto breve, la logica vorrebbe che se sono transitati all’andata lo faranno anche nel volo di ritorno. Mancava solo di sapere il giorno e a che ora; ci viene in aiuto un comunicato della Marina francese che precisava che l’esercitazione si sarebbe svolta dal 3 al 11 luglio.

Sentite altre fonti si decide che il giorno è l’11 luglio 2025.  È venerdì e pensiamo che ci sarà poca attività nella base e invece no. Quando arriviamo sono già partiti quattro F35A, due Tornado si stanno allineando in pista, compreso lo special color dei 50 anni e dopo venti minuti altri due Tornado li seguiranno.

Risultato otto aerei fuori e altri sei che devono arrivare (se le deduzioni sono giuste), la fredda matematica dice ben 14 aerei, un sogno per Ghedi! 

Alle 10.40, venti minuti prima dell’orario previsto in nostro possesso arrivano all’atterraggio i due Bravo di Amendola. Poi si scatena l’inferno! Sono a testata pista e arrivano i primi due Tornado, cominciano a fare dei low approach con retrazione del carrello e richiamata proprio davanti a me, spettacolo!

Vanno avanti così per un bel po’, finche atterrano, ma subito dopo si presentano all’apertura i quattro F35, sono due Paperi del 102° gruppo e due Diavoli Rossi del 154°.

Finiti gli atterraggi mi precipito in zona decolli perché i due Bravo dell’ Ami sono previsti decollare intorno alle 11.30, errore fatale! In giro ci sono quattro gatti che ne sanno tanto come me, cioè nulla di certo, solo voci. Mentre aspetto il decollo, inaspettati arrivano i primi due Lupi, allora la notizia è vera!

Non faccio in tempo a pensare di spostarmi agli atterraggi che ecco arriva la seconda coppia di Lupi. Bene, facciamo di necessità virtu’, gli atterraggi li abbiamo mancati, ma i decolli non ci scapperanno. Nel frattempo sono arrivati altri spotters, in tutto siamo in cinque.  Alle 12.15 finalmente decollano i due Bravo di Amendola, staccano da metà pista e li riprendiamo; certo in luglio a mezzogiorno la luce non è il massimo ma così è.

Adesso dobbiamo aspettare parecchio perché devono rifornire e pranzare, poi ripartiranno, per fortuna riusciamo a riparare auto e noi stessi all’ombra in posizione strategica. La prima start up inizia alle 14.15. Ci posizioniamo tutti dove di solito staccano gli F35, questi sono pure B, che problema c’è!

Secondo errore. I primi due Lupi, pensando di pilotare dei Tornado, decollano senza ab e pancia a terra tirano tutta la pista ad altezza minimale e in pratica ci scappano entrambi, le imprecazioni in bresciano dei compagni di sventura ve le lascio immaginare!

Ma l’esperienza di solito giova e abbiamo un’altra chance, dopo un quarto d’ora abbondante decolla la seconda coppia di Lupi e stavolta ci siamo messi tutti in strada più verso il fondo pista.

Il secondo della coppia continua la corsa di decollo con il carrello estratto, chissà perché, gente strana i Marinai: comunque target destroyed! 

Beato te Kevin che ballavi con i Lupi, a noi i Lupi ci hanno fatto ballare per bene 🙂

In the playful spirit of aviation enthusiasm, the narrator recalls a thrilling experience at Ghedi during a military flying exercise. The excitement builds around the arrival of F35B jets, particularly the “Wolves” from the Navy, whose impressive maneuvers capture the onlookers’ admiration. Despite missing earlier landings, the narrator and fellow spotters eagerly await the jets’ takeoffs, which bring both frustration and joy. The shared camaraderie among the spotters highlights a collective passion for aviation. The day ultimately becomes a blend of exhilarating moments and lighthearted mishaps, reinforcing the special bond formed through shared experiences in the world of aviation.


Un F4U Corsair e’ atterrato in Sede

31 Maggio 2025

Ci sono regali che vanno ben oltre il loro valore materiale. Sono doni che raccontano passione, dedizione e un amore autentico per il volo. E il modellino che Claudio ha generosamente donato al nostro Club è proprio uno di questi.

Non è “solo” un modellino. È un capolavoro in scala, un F4U Corsair ricreato con una cura e un’attenzione ai dettagli che commuove qualsiasi appassionato.

Le sue ali piegate, come quelle degli esemplari reali pronti al decollo sul ponte di una portaerei, sembrano trattenere il respiro di un decollo imminente. Lo guardi, e senti quasi il vento del Pacifico sul viso.

Un Corsair, mille dettagli

Claudio non ha lasciato nulla al caso. Il Corsair è perfettamente ambientato su un tratto di ponte di portaerei, completo di griglie d’aggancio per gli aerei parcheggiati.

Un dettaglio che fa la differenza, perché restituisce tutta la tensione e l’organizzazione di quei ponti affollati durante le operazioni di guerra.

Lo sguardo si perde tra le pannellature finemente evidenziate, le decals realistiche, l’effetto leggero di invecchiamento sulla fusoliera.

E poi quei minuscoli accorgimenti, che solo chi conosce davvero gli aerei sa ricreare: la trasparenza della capottina, le ruote lievemente piegate per suggerire il peso dell’aereo a riposo, la posizione dei flap, le cinghie in pelle del sedile. È arte aeronautica

Un gesto che vale più di mille parole

Il Corsair non è solo entrato nella nostra sala esposizioni: ha preso posto nei nostri cuori.

Perché in quel piccolo aereo c’è tutta la tua passione, la tua competenza e noi lo sentiamo.

Ogni visitatore che si fermerà ad ammirare questo modellino, ogni giovane che si avvicinerà con gli occhi pieni di domande, ogni socio che lo mostrerà con orgoglio… sarà anche un po’ merito tuo 🙂

Volare insieme, sempre

È grazie a gesti come il tuo che il nostro Club continua a essere qualcosa di più di un semplice luogo d’incontro: è una comunità, una famiglia di persone che amano il volo in ogni sua forma 🙂

Sei curioso di saperne di piu’? Continua la lettura allora…

F4U Corsair: L’Ala Piegata del Coraggio

Se sei appassionato di aeronautica, il nome F4U Corsair ti suona probabilmente come una sinfonia metallica in un cielo d’acciaio. Non è solo un aereo: è un’icona. Un simbolo alato di ingegno, coraggio e resistenza. Questo caccia imponente, dal muso allungato e le ali piegate come un gabbiano in picchiata, ha fatto la storia e lasciato il segno nei cuori di chi lo ha pilotato… e anche di chi l’ha solo ammirato da terra o guardandolo volare negli airshow a cui partecipiamo.

Cos’è il Corsair?

Il Vought F4U Corsair è un caccia monomotore imbarcato progettato per la Marina degli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale. Il suo primo volo risale al 29 maggio 1940, e già allora dimostrò di essere qualcosa di diverso. Quando entrò ufficialmente in servizio nel 1942, portava con sé una promessa: dominare i cieli del Pacifico.

Scheda tecnica (senza troppe noie, solo il bello)

  • Motore: Pratt & Whitney R-2800 Double Wasp, un mostro da 2.000 cavalli
  • Velocità massima: Circa 718 km/h
  • Autonomia: Fino a 1.600 km con serbatoi ausiliari
  • Armamento: Sei mitragliatrici Browning da 12,7 mm + possibilità di bombe e razzi
  • Caratteristica unica: Ali a gabbiano invertito per permettere l’uso di un’elica più grande senza allungare il carrello

Le sue linee curve, aggressive e sensuali insieme, lo rendevano inconfondibile anche tra decine di velivoli.

Il Corsair nella Storia

Il Corsair fu protagonista nei cieli del Pacifico, soprattutto durante le campagne nelle isole come Guadalcanal e Okinawa. Era tanto efficace da guadagnarsi il soprannome di “Whistling Death” (“la morte fischiante”) da parte dei giapponesi, a causa del suono sinistro che produceva in picchiata.

Fu utilizzato non solo dagli Stati Uniti, ma anche da marine alleate come quella britannica e quella neozelandese. Dopo la Seconda guerra mondiale, continuò a volare anche nella Guerra di Corea, dove svolse principalmente ruoli di supporto tattico, segno della sua straordinaria longevità operativa.

Curiosità e Aneddoti

  • Le ali “a gabbiano” non erano un vezzo stilistico: furono necessarie per dare spazio a un’elica enorme e potentissima, mantenendo però un carrello più corto e robusto. Un esempio perfetto di come la forma segue la funzione… ma con stile.
  • I piloti dei primi Corsair si lamentavano per la visibilità scarsa in atterraggio, che li rendeva difficili da usare sulle portaerei. Per un certo periodo, infatti, furono assegnati ai Marines per operazioni da basi a terra. Solo più tardi, con alcuni miglioramenti, tornarono in piena attività anche sulle navi.
  • Hollywood non è rimasta indifferente: il Corsair è stato protagonista della serie TV “Baa Baa Black Sheep” (in Italia, “I guerrieri della notte”), che raccontava le gesta del leggendario squadrone di Greg “Pappy” Boyington.

Il F4U Corsair non è solo una macchina. È una leggenda alata, un ponte tra la tecnica e l’eroismo, tra la meccanica e l’anima. Chi ha avuto la fortuna di vederlo in volo – o, ancora meglio, di sentire il suo ruggito – sa che non si dimentica mai. È uno di quegli aerei che ti fa alzare lo sguardo al cielo e sognare. Perché, in fondo, ogni appassionato sa che c’è un po’ di Corsair in ogni cuore che batte per le ali.

Claudio’s generous gift of a meticulously crafted F4U Corsair model transcends mere material value. This masterpiece, complete with exquisite details and set on a carrier deck, embodies his passion for aviation and dedication to the club. It captures the essence of flight, sparking curiosity in all who behold it. The Corsair is not just an aircraft but a symbol of courage and resilience, leaving an indelible mark on those who admire it. Claudio’s contribution strengthens the club’s sense of community, reminding us that shared passions can create deep connections and lasting memories in our hearts.


Auguri 2024

23 dicembre 2024

Il Consiglio direttivo e il Presidente augurano a voi tutti Soci ed Amici un Buon Natale e felice anno nuovo

The board and the president want to wish all members and friends a Merry Christmas and a Happy New Year !


Volo e Fotografia: La Settimana del Tactical Leadership Programme 2024/3 ad Albacete

11 novembre 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Al termine di una fantastica vacanza settembrina in terra di Estremadura arriviamo ad Albacete per assistere alle attività della prima settimana di volo della TLP 2024/3.
Qualcuno commenterà: “ma allora sei fissato, che ci vai a fare sempre in quel posto sperduto della ventosa Mancha?”. La risposta sarà lunga e ben articolata! Ma dove trovate in Europa un aeroporto militare dove in entrambe le testate pista non avete ostacoli di sorta che impediscano la visuale o la ripresa; dove ci sono comode strade asfaltate che le intersecano entrambe rendendo agevoli gli spostamenti da una parte all’altra (mattonando l’acceleratore si riesce in 10 minuti), per limitare i danni ai cambi improvvisi di pista in uso; dove non ci sono problemi di parcheggio di sorta e gli addetti alla sicurezza paranoici mancano del tutto; dove ti puoi spostare come vuoi da una parte all’altra del sentiero di discesa o salita a seconda delle condizioni di luce o delle tue necessità di ripresa; dove puoi osservare e fotografare gli oggetti del nostro desiderio liberamente da sotto, da sopra, di lato, di tre quarti, insomma dove ti pare meglio e opportuno; dove non c’è mai affollamento essendo uno spettacolo di solito riservato a pochi intimi; infine dove da un lato a favore di luce dall’alba al tramonto, alla testata prevalente per i decolli, trovi una piccola area naturale con numerose panchine in legno dove sederti, o salire sopra per evitare la recinzione, cespugli per le necessità improvvise, dove puoi leggere e riposare nei momenti morti?

Albacete Los Lllanos è veramente una location unica per gli spotter, per cui ogni volta il mio stupore va alle stelle perché troviamo sempre poca gente a guardare, ormai li conosciamo di vista e sono quasi sempre gli stessi, gente appassionata ma dei dintorni. L’ultimo giorno ai decolli sulle panchine eravamo in tre: io, mia moglie, e un signore spagnolo!


Inoltre la possibilità di assistere e fotografare fino a 30 aerei in rullaggio e in partenza o in atterraggio nel giro di mezz’ora, è uno spettacolo che si puo’ vedere solo qua. Ci sono altre esercitazioni aeree in giro per l’Europa, specie negli ultimi due anni, ma non sono a cadenza fissa come la Tlp. Sul sito pubblicano con largo anticipo un calendario annuale, che viene costantemente tenuto aggiornato in caso di variazioni, per cui già da ora si sanno tutte le date del prossimo anno ed è possibile pianificare per tempo la partecipazione riducendo i costi.

Qualcuno dirà che c’è anche il Tiger meet che ha una cadenza annuale, è vero, ma il Tiger ruota, non ha una base fissa, qualche volta le condizioni sono favorevoli, altre meno o per niente; inoltre i reparti Tiger sono sempre quelli e quindi il parco volante è sempre molto simile, mentre qua è transitato o transiterà ogni tipo di velivolo da combattimento in attività nelle forze aeree europee e degli Stati Uniti, ogni flying course vede quindi presenti aerei diversi e a volte rari e di difficile osservabilità altrove.

A seguire una descrizione delle attività della TLP. L’Allied Command Europe Tactical Leadership Programme (ACE TLP) è un’organizzazione creata in base a un Memorandum of Understanding tra otto nazioni NATO e ha sede presso la base aerea di Albacete-Los Llanos al centro della regione della Mancha. Le dieci nazioni aderenti in permanenza sono: Belgio, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Francia, Grecia e Stati Uniti mentre altre nazioni della Nato come Turchia, Repubblica ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Romania sono invitate come esterne.
L’obiettivo della TLP è aumentare l’efficacia delle forze aeree alleate attraverso lo sviluppo di capacità di leadership, di volo tattico, di pianificazione e assegnazione di compiti di missione. La divisione operativa più teorica del TLP è la Concepts & Doctrine Branch che esamina le dottrine sviluppate dalle nazioni aderenti per l’uso delle loro forze aeree. Anche la TLP Academic Branch opera solo a livello teorico.

Il suo compito è quello di fornire agli equipaggi tattici della NATO maggiori competenze lavorative e promuovere una comprensione comune di tutti gli aspetti delle operazioni aeree alleate.
La Academics Branch organizza due tipi di corsi: Academic ed Intelligence. Questi corsi sono incentrati su dottrina e tattica delle minacce, armi ed effetti delle armi, prestazioni degli aeromobili, capacità Sam/Aaa, gestione dello staff di battaglia, operazioni aeree offensive/difensive e operazioni aeree composite (COMAO). Alcuni di questi corsi sono ideali, anche se non essenziali, per la formazione pre-assunzione per i corsi di volo. In un anno, circa 500 rappresentanti delle forze aeree tattiche della NATO frequentano i corsi teorici dell’Academic Branch.
Gli obiettivi della Flying Branch sono: condurre corsi di volo progettati per migliorare le capacità di leadership tattica e la capacità di volo dei responsabili di sezione a livello di squadrone, migliorare l’interoperabilità tattica delle forze aeree della NATO attraverso l’esposizione ad altre tattiche e capacità delle forze aeree, fornire un laboratorio di volo per concetti di impiego tattico.


Circa 14 ufficiali, provenienti da sette nazioni, costituiscono le due sezioni della Flying Branch: Air-to-Ground e Air Defence. Ogni anno, la Flying Branch organizza al massimo quattro corsi di volo, ciascuno della durata di tre settimane.
Le unità delle aeronautiche aderenti selezionano regolarmente alcuni dei loro equipaggi più esperti e qualificati per partecipare a un corso di volo TLP. La qualifica minima per l’equipaggio che frequenta è: 500 ore di volo operativo, 100 ore sul tipo di aeromobile corrente e 100 ore nel ruolo corrente. Inoltre, metà del distaccamento partecipante deve contenere piloti con lo status di leader di quattro aerei, ed il resto con lo status di leader di almeno due aerei. Normalmente, a ogni corso di volo prendono parte equipaggi tra i venti 20 ed i trenta velivoli. Oltre all’equipaggio, il corso offre la partecipazione a un controllore GCI (intercettazione controllata a terra), un controllore NAEW (allarme aereo NATO), due ufficiali Intel (intelligence) e un ufficiale SAM (missili terra-aria).


La prima metà del corso di volo di tre settimane consiste in un mix di seminari e operazioni al simulatore, mentre le ultime due settimane sono per lo più di puro volo. Il focus principale del corso è la pianificazione, il briefing e la conduzione di operazioni aeree contro una varietà di obiettivi a terra.
Durante ogni corso di volo, sono programmate nove missioni attentamente strutturate, il programma è strutturato su un graduale aumento della complessità della missione.


Gli scenari coprono tutti gli aspetti della guerra aerea, tra cui Combat Air Patrol (CAP), Point/Area Defence, Force Protection, Offensive Counter Air (OCA), Offensive Air Support (OAS), Air Interdiction (AI) e Tactical Air Support.
I partecipanti sono divisi in due gruppi, quelli con una specialità aria-terra, che formano la forza d’attacco, i blu air, mentre i red air formano il secondo gruppo, incaricato di fornire supporto di difesa aerea agli attaccanti o una minaccia di difesa aerea opposta. Normalmente alla Tlp partecipano anche alcuni degli Efa dell’Ala de Caza 14, che ha la sua sede nell’aeroporto di Albacete e che proprio quest’anno ha festeggiato i 50 anni dalla sua fondazione; un Efa con colorazione special riporta questo evento sulla deriva.


Le partenze degli aerei partecipanti avvengono normalmente intorno alle 1500/15.30 pm. Una missione tipica può durare al massimo 1 ora e 40 minuti dal decollo all’atterraggio, a meno che non siano previsti rifornimenti in volo. Questo rende sconsigliabile agli spotter assistere ai corsi previsti nel mese di novembre e gennaio perché al rientro la luce è ormai agli sgoccioli; i corsi migliori per gli spotter sono quello di settembre e di febbraio/marzo.


L’analisi post-missione è uno dei compiti principali dello staff TLP. Tutti i filmati e i dati dei pod Air Combat Measurement Instrumentation (ACMI) trasportati sugli aerei partecipanti vengono attentamente valutati in modo che i Desired Mean Points of Impact (DMPI) del bersaglio, la distruzione di SAM/AAA e i tiri aria-aria possano essere determinati e convalidati. Il responsabile del pacchetto conduce un debriefing di sortita in cui vengono discussi tutti gli aspetti principali della missione. Infine, verso le 19, lo staff TLP mette insieme tutti i risultati della missione per la presentazione in un debriefing principale, che dura circa un’ora.

Puo’ accadere che, per svariati motivi, una missione pomeridiana venga annullata, ma è piuttosto raro. A noi personalmente è accaduto solo una volta in tre partecipazioni ed era un pomeriggio di tempo pessimo. C’è sempre attività di volo anche al mattino, con partenze tra le 9 e le 9.30 am, ma limitata ad un massimo di 12/14 aerei con un minimo di 10, però ci sono gli Efa dell’Ala 14, che effettuano attività a parte, di solito concentrata al mattino o alla sera per non intralciare le missioni della Tlp. Per cui alla fine tra decolli ed atterraggi non c’è il tempo di annoiarsi, mentre c’è una comoda sosta tra le 13 e le 15 per rifocillarsi a dovere.

Allegata la tabella con i partecipanti del flying course 2024/3 e degli aerei comunque osservati e ripresi nella settimana, più che altro gli Efa dell’Ala de Caza 14:
Matricola Tipo Reparto Base
611/3-JP Mirage 2000D EC03.003 Ardenne BA 133 Nancy
649/3-XY Mirage 2000D EC03.003 Ardenne BA 133 Nancy
634/3-JE Mirage 2000D AdlA
632/3-XE Mirage 2000D EC01.003 Navarre BA 133 Nancy
675/3-JI Mirage 2000D EC01.003 Navarre BA 133 Nancy
40/2-EX Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
55/2-EU Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
65/2-MG Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
62/2-ED Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
42/2-EY Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
1613 F-16AM FAR Baza 86 Aeriana Fetesti
1616 F-16AM FAR Baza 86 Aeriana Fetesti
1614 F-16AM FAR Baza 86 Aeriana Fetesti
C.16-44/14-44 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-48/14-48 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-58/14-39 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-58/14-58 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-64/14-64 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-66/14-66 EF2000 special 50 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-67/14-67 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-71/14-71 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-78/14-78 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-51/11-51 EF2000 Ala 11 Moron de la frontera
C.15-66/12-24 EF-18M Ala 12 Torrejon
C.15-68/12-26 EF-18M Ala 12 Torrejon
C.15-86/46-14 F/A-18A+ 462 Esc Ala 46 Gando Gran Canaria
C.15-90/46-18 F/A-18A+ 462 Esc Gando Gran Canaria
C.15-81/46-09 F/A-18A+ 462 Esc Gando Gran Canaria
C.15-75/46-03 F/A-18A+ 462 Esc Gando Gran Canaria
HD.29-21/803-21 NH90-TTH 803 Esc Cuatros Vientos
92-0001 F-16C 132 Filo Konya AB
88-0014 F-16D 132 Filo Konya AB
90-0010 F-16C 132 Filo Konya AB
91-0310/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0313/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0324/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0602/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0603/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0605/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
92-0364/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
96-0204/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
00-3000/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
00-3001/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
01-2002/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
167781/HG-33 MH-60R HSM-79 Griffins NAS North Island
166579/HG-26 MH-60R HSM-79 Griffins NAS North Island

In questo corso i motivi di interesse non mancavano, anche se la partecipazione non è stata al massimo delle capacità, dal momento che erano previsti gli Harrier dei Marines dal North Carolina accompagnati dagli Osprey che poi, per ragioni operative sconosciute, non si sono presentati. Con le tensioni ed i conflitti in corso la cosa è ben comprensibile.


La presenza dei Mirage 2000 francesi, nelle due versioni da attacco al suolo ed intercettazione, degli F16 rumeni, degli F16 turchi, un numero consistente di F15E da Lakenheath, che hanno volato senza posa due volte al giorno, e gli EF18 spagnoli di diversi reparti, rendevano il quadro bello variegato ed interessante.
Personalmente io adoro i Mirage, quando passavano andavo in confusione per la bellezza della loro livrea ancora un po lucida, in controtendenza con lo schifo grigio consunto degli aerei più recenti; ed i Mirage hanno dato spettacolo con frequenti arrampicate in decollo ed un atterraggio a coltello con richiamata già sulla pista mai visto e che nessun F35 potrà mai fare.

Con il vento non c’è stata storia, prevalente e bello sostenuto da ovest, nord-ovest con la pista in uso costantemente 27, la migliore dal punto di vista delle riprese, aria pulita e clima fresco, si sapeva in anticipo dove posizionarsi senza patemi d’animo dell’ultimo minuto, il chè ha permesso di organizzare per bene le riprese.


Visti a posteriori in sede di postproduzione ed entrati nel mito: il navigatore curioso del Mirage 2000D che, testa ripiegata all’indietro nell’angusto cockpit, ci osserva sia in decollo che in atterraggio, si sa mai che i nostri cannoni fotografici non siano in realtà degli Stinger! Il secondo pilota vanitoso dell’F16D turco che si è presentato una volta all’atterraggio con le mani guantate ad artiglio in puro spirito Tiger ed un’altra volta si è fatto beccare mentre si fa selfie con lo smartphone ben in vista.

Call sign uditi nel periodo: Lion, Tango, Halcon, Mirage, Dumbo, Ali, Bobcat, Nickel, Lucky, Turbo, Ray, Paris, Cowboy, Eagle, Falcon, Eko, Cico, insomma la fantasia non è mancata.

A me nel sonno della penultima notte ad Albacete è sorta una idea meravigliosa! L’anno prossimo il Tiger Meet inizia a Beja in Portogallo il 21 settembre e dura due settimane, contemporaneamente inizia il corso 2025/3 della Tlp ad Albacete: una settimana al Tiger, un trasferimento, una settimana alla Tlp, un solo viaggio, un solo volo, un auto a noleggio, un round trip e due eventi spettacolari. Vi ho fatto venire voglia? Io mi sto già organizzando 🙂

BONUS TRACK: se hai avuto la pazienza di leggere fino alla fine ti facciamo i nostri complimenti, perche’ vuol dire che sei un vero appassionato come tutti noi dell’8 Club Magiche Frecce, quindi vogliamo regalarti un’altra emozione, condividendo qui una foto ad altissima risoluzione dell’EFA, ingrandiscila e lasciati stupire dei dettagli:

Angelo just wrapped up an amazing vacation in Extremadura and hit up Albacete for the TLP 2024/3 flight week. They’re totally stoked about the spot because Albacete has this military airport with no visual obstructions, easy parking, and chill vibes, making it a dream for aviation spotters. Unlike other air exercises, TLP offers diverse aircraft and consistent scheduling, and they adore how the Mirage jets look in action. With a packed lineup of planes and laid-back surroundings, they’re already planning for next year’s events, blending the Tiger Meet in Portugal with TLP in Albacete. Sounds like a blast!


Omaggio all’F-104 del Terzo Stormo Verona Villafranca

17 febbraio 2024

(testo e foto a cura di Claudio Farina)

Sono modellista da molti anni, ma è la prima volta che mi cimento nella costruzione di un cockpit; mi sono imbattuto per caso in questo kit e dopo averlo lasciato in cantina per diverso tempo mi sono deciso a costruirlo.

Il modello si è presentato ben fatto con degli ottimi stampi e ben particolareggiato

l’assemblaggio è stato abbastanza semplice anche se ho trovato alcune difficoltà nel montaggio delle cinture di sicurezza. Il cockpit e’ molto dettagliato e la colorazione ha richiesto parecchia pazienza e precisione

La scatola originale conteneva le decals per riprodurre il casco di un pilota americano, ma man mano che procedevo con il lavoro mi è venuta in mente l’idea di fare un omaggio alla ns Aeronautica Militare e quindi oltre a colorare il casco di grigio (tipico dei ns piloti) ho pensato di mettere  accanto al cockpit una riproduzione dell’aereo

Ho cercato tra le mie scatole di montaggio e ho trovato lo “spillone” in scala 1:72 e anche delle decals di un modello dello Starfighter che ho costruito nella versione Ferrari e quindi non utilizzate

Il connubio è stato perfetto in quanto mi ha permesso di fare la livrea del velivolo che ha celebrato le 50.000 ore di volo (Strega 1992).

Ovviamente la basetta sul quale i due pezzi saranno fissati sarà rigorosamente tricolore.

Il risultato mi soddisfa…speriamo che anche i giudici che lo giudicheranno nelle prossime mostre dove presenterò questo modello saranno della mia stessa idea 🙂

Claudio is a model maker and for the first time, he decided to tackle a cockpit kit he stumbled upon. After leaving it in the cellar for a while, he finally got around to building it. The model turned out great with detailed parts, although he had some trouble with the seat belts. He got creative and decided to paint an American pilot’s helmet as a tribute to the Italian Air Force and added a tiny plane next to the cockpit. To top it off, he found a pin and decals from a previous project to create a perfect combo! Can’t wait to see the judges’ reaction at the next model show.


Un bel giro in autogiro – Powered by MagniGyro-

22 giugno 2023

Cari Amici, ecco un bel reportage di un pomeriggio passato con amici tutti appassionati di volo. Collegamento Zoom? Usiamo Teams? Ma no oggi finalmente si vola dal vivo e con una macchina volante di tutto rispetto, l’ autogiro.

Siamo stati ospiti di Luca Magni dell’azienda MagniGyro, presso l’aviosuperficie di Albairate, alle porte di Milano dove abbiamo potuto provare, come passeggeri, sia il famoso modello M16 TANDEM TRAINER biposto con doppi comandi da addestramento in tandem (in livrea bianca), sia il top di gamma l’M24 ORION plus sempre doppi comandi ma interamente carenato e con i posti affiancati di un bel viola metallizzato

Ma e’ un elicottero o un aeroplano? Ne’ uno ne’ l’altro ma nasce da un’ esigenza specifica: non ha lo stallo! E’ una macchina ultraleggera, con telaio in acciaio aeronautico con componenti in carbonio e in vetroresina abilitato al volo da diporto sportivo VDS ovviamente a vista, con il bel tempo. Spinto da un motore Rotax 912 (100cv), Rotax 914 Turbo (115cv) oppure se in versione plus come la versione provata, usa un Rotax 915iS da 141cv.

Ma come fa a volare? Il motore posteriore muove un’elica spingente che fornisce il moto orizzontale: il rotore superiore e’ libero di ruotare, non e’ collegato in modo fisso al motore. Al contrario di un elicottero, in cui l’inclinazione del piatto rotore e’ verso l’avanti, per “risucchiare” l’aria e permettere l’avanzamento, su questa macchina il piatto del rotore e’ inclinato all’indietro, in modo che il flusso di aria che investe le pale, le fa girare a circa 200 giri al minuto, creando la portanza necessaria per tenere in volo il sistema. Se in volo si diminuisce la velocita’ cabrando lentamente, si arriva ad un momento in cui il peso vince sulla portanza e piano piano si perde quota, in maniera molto progressiva e controllata perche’ le pale sono progettate con lo scopo dell’ autorotazione e quindi del sostentamento del mezzo: da qui la caratteristica di non avere una fase di stallo vera e propria come un mezzo ad ala fissa !!

Dopo un briefing c’e’ stato il momento di scegliere su quale modello salire, io ho scelto l’M16 aperto perche’ dava troppo la sensazione di andare in giro in moto ma in aria, mentre l’M24 l’ha usato l’ amico Marino che cercava il confort di un’ auto :-). Messa in moto, pre-rotazione del rotore e partenza il tutto in una manciata di metri quasi senza accorgerci del distacco dal suolo: il volo tenuto sui 300 mt di altezza mi ha fatto capire la bellezza dei nostri paesaggi, passando sulla magnifica Certosa di Pavia e sulle spiaggette gia’ piene di bagnanti del Fiume Ticino! Ecco alcune foto dell’experience !

Dopo un touch and go sull’erba, immaginando di essere un F104 sulla pista di Grosseto ed un approccio di atterraggio con sentiero ripido, stile C27J Spartan, e’ arrivato il momento di togliere il casco e le cuffie, ma il sorriso divertito mi e’ rimasto stampato per 20 minuti, troppa la sensazione di liberta!

Luca, qui sotto, segue anche la scuola di volo in loco: corso teorico, pratico di circa 20 ore, esame e via puoi soddisfare la voglia innata di volare.

Se sei interessato a provare l’autogiro o iscriverti al corso di pilotaggio, mandaci una mail che abbiamo una convenzione! STAY TUNED alla prossima!


Visita Stabilimento Leonardo Velivoli – 8′ Club Magiche Frecce – 23 maggio 2023

24 Maggio 2023

VENEGONO SUPERIORE – (testo Giovanni, foto Soci) – Sono tanti anni che ci giriamo intorno senza mai trovare una soluzione: ci e’ sempre piaciuta l’idea di andare a visitare Leonardo, l’eccellenza italiana in ambito aeronautico per gli elicotteri e gli aerei che tra l’altro e’ a 7 km dalla sede del nostro Club.

L’ occasione si e’ presentata attraverso la conoscenza dell’Aermacchi Pilot Club che, gentilmente nell’anno dei festeggiamenti per i 100 Anni dell’Aeronautica, si e’ prestato nell’organizzare una bellissima visita allo stabilimento di produzione della linea M345 e M346.

Via: insieme agli amici dell’ Associazione Arma Aeronautica di Como, oggi e’ arrivato il gran giorno della visita.

Sbrigate le doverose pratiche di sicurezza all’ingresso e dopo un Welcome coffee nella SALA COLONNE, abbiamo conosciuto il Com.te Cecconello,

Ex Colonnello dell’ aeronautica Militare, con un futuro potenziale alle Frecce Tricolori, ha invece scelto la carriera di collaudatore a Pratica di Mare. Di seguito Ex capo pilota collaudatore Leonardo e colonna portante di molti progetti aeronautici italiani (AMX, M345, M346.. ), ha volato su piu’ di 150 macchine per circa 9300 ore di volo passando da G91, F104, F15, F16, C130, G222 …!

Saremmo stati ad ascoltare il racconto della sua storia tutta la mattina tante sono affascinanti le sue esperienze passate, ma il tempo vola e il planning e’ ben ferreo, quindi il Com.te ha iniziato a commentare dei filmati introduttivi sull’ azienda Leonardo: una presenza internazionale, un pacchetto prodotti volanti sia ad ala fissa che rotante di notevole rilievo e solidi numeri finanziari/commerciali ci hanno fatto capire di essere parte di un sistema industriale italiano notevole. Punta d’orgoglio, anche noi siamo proprietari di una minuscola fetta dell’azienda in quanto c’e’ anche una partecipazione dello Stato circa del 30% 🙂

L’attenzione si e’ alzata appena iniziato a spiegare l’imminente programma: inizio del tour guidato con Radio Guide nei reparti H4 + H3 + H8 +simulatore + foto di gruppo+ area museale palazzina

Da qui in poi non possiamo scattare foto ma rimane in tutti i partecipanti l’ aver visto dei reparti di assemblaggio, con 345 e 346 “aperti” in fase di completamento: i direttori ci hanno spiegato le varie fasi e risposto alle 1000 domande che il gruppo ha chiesto, dimostrando una grande disponibilita’ , secondo me dovuta al fatto di capire di essere con persone con la stessa bella passione aeronautica.

Alcuni aerei erano in preparazione per la Grecia e giusto due settimane fa sono stato consegnati due velivoli

Di seguito lo scambio dei doni tra la nostra Presidente Valeria e il Com.te Cecconello, con la consegna della immancabile barca Lucia, simbolo del Lago di Como:

Una sorpresa e’ stato anche il museo interno che include un bellissimo Macchi C.205V (C= il progettista Ing. Mario Castoldi, V = Veltro, 1500 CV circa motore 12 cilindri a V rovesciata) , su cui il Com.te ha avuto modo di volare per qualche ora e presentarlo a Sion, verso il 1987 (- noi c’eravamo – ) ed altre soluzioni Aermacchi postbelliche, come le moto e le auto, non potendo piu’ produrre aeroplani per un periodo di tempo.

Si conclude la visita con un pranzo in mensa aziendale, quasi per assaporare la quotidianita’ dei dipendenti e farci sembrare normale questa super giornata!

Al rientro siamo inondati sulla chat del Club di messaggi di soddisfazione, gioia ed euforia per la visita, segno inconfondibile che anche questa volta abbiamo colpo nei cuori degli appassionati di volo!

Stay tuned for the next experience 🙂

Nota:

L’Aermacchi Pilot Club e’ un’associazione senza fini di lucro a cui puo’ iscriversi chi ha volato su un velivolo dell’Aermacchi. Per dettagli ecco il loro sito: http://www.aermacchipilotclub.it


Magni Gyro: la realizzazione di un sogno

21 gennaio 2023

Cari amici, oggi siamo stati ospiti nell’azienda Magni Gyro a Besnate, in provincia di Varese

Siamo stati accolti da Luca Magni, uno dei fratelli che gestiscono la societa’ e da Elena: la loro calda accoglienza, il sorriso e soprattutto quel luccichio che appare negli occhi quando si inizia a parlare di volo, ci ha fatto sentire subito a casa 🙂

Un rapido scambio di doni tra Luca e Valeria, nostra Presidente, prendiamo posto nella meeting room, cinture ben allacciate, proiettore acceso e… VIA! si parte con la storia !

Luca ci racconta che questa storia familiare e’ iniziata come in un sogno: 50 anni fa il padre Vittorio Magni realizza quello che sara’ il primo autogiro volante in Italia: da quel momento, sviluppa una lunga serie di prototipi monoposto e biposto, sempre piu’ perfezionati, diventando a livello internazionale un punto di riferimento per il mondo dell’autogiro. E’ ancora appeso in fabbrica il primo modello volante, che essendo senza motore volava trainato con un cavo da un’auto !

L’azienda copre l’ intero processo produttivo, ci vengono mostrati i reparti di saldatura dove mani precise creano le strutture portanti, visitiamo l’area tecnologica dedicata ai materiali compositi ed infine la zona di montaggio. Un socio, meccanico aeronautico certificato di lungo corso, ci fa notare molti piccoli particolari che denotano una grande qualita’ costruttiva ed un’attenzione al dettaglio molto alta, ad iniziare dagli acciai speciali utilizzati, per arrivare a tutta la bulloneria aeronautica e non industriale. Dice che anche l’efficace posizionamento di tutte le componenti costruttive mostra come tali soluzioni siano state originate da tanta progettazione e soprattutto da tanti anni di esperienza.

L’autogiro e’ stato protagonista di vari record, tra cui il giro del mondo fatto da James Ketchell con un Magni Gyro M16

Il record mondiale di altezza invece e’ detenuto da Donatella Ricci che nel 2015, sempre a bordo di un M16, ha raggiunto l’altezza siderale di 8399 m: in azienda e’ conservato il suo autogiro:

La visita continua nel reparto di assemblaggio dove si vedono diversi autogiri

Il disponibilissimo Luca e’ costantemente impegnato a rispondere a tutte le nostre domande: essendo cosi’ vicini ai mezzi, ogni sportellino o accessorio che non conosciamo e’ oggetto di curiosita’ !

E’ stato divertente vedere anche la soddisfazione del fondatore Vittorio Magni, che come ogni padre sorrideva vedendo Luca parlare e penso avendo dentro di se la tranquillita’ di aver fondato e trasmesso la sua passione ai figli, il sogno di ogni imprenditore 🙂

Concludiamo con una bella foto di gruppo finale, tutti i soci ed amici hanno apprezzato la visita organizzata dall’8 Club Magiche Frecce.

Un sentito ringraziamento a tutti per la calorosa partecipazione ed a Magni Gyro per l’opportunita’ gentilmente concessa, alla prossima STAY TUNED 🙂


Heavy Alloy 2022 a San Damiano

27 ottobre 2022

Ciccioni a San Damiano!
In questo periodo è in corso una esercitazione congiunta denominata Heavy Alloy 2022 tra l’Ami e le forze aeree del Belgio e del Lussemburgo che coinvolge i trasporti.

Stanno volando da Pisa in varie missioni di logistica e appoggio interessando le basi di Cervia a est e San Damiano a nord, con voli frequenti diurni e notturni nelle vallate dell’appennino parmense e piacentino.

Oggi nella mattinata era previsto uno di questi eventi a San Damiano, informazione riservata ma i radioamatori per fortuna vigilano e diffondono. Alle 11 eravamo già sulla “collina” mitico punto di osservazione quando erano presenti i Tornado italiani e tedeschi! Lo vediamo arrivare da Pisa sorvolando l’appennino con Flightradar24, call sign Grizzly51, e’ un Airbus A400M-180 delle forze aeree del Lussemburgo.

Dopo un passaggio sull’asse pista effettua un circuito e viene all’atterraggio, ci passa vicinissimo e la sua scia è impressionante, le 4 eliche da otto pale ciascuna di forma elicoidale generano un effetto vortice con sibili, ululati e vento forte che sconvolgono tutta la collina! A metà pista riattacca e ricomincia, si ripresenterà all’atterraggio altre sei volte per un totale di sette touch and go, prima di allontanarsi verso Fiorenzuola e fare ritorno a Pisa.

Nel frattempo il radar ci segnala un altro A400M Grizzly12, stavolta della Belgian Air Force, che circuita a lungo nelle vallate del Taro e del Ceno, poi finalmente prende la via di Piacenza, ma all’ultimo minuto devia quando già era in vista della base; per fortuna era solo una finta, dopo poco si ripresenta e atterra fra il frastuono dei suoi inversori di spinta. Giusto il tempo di arrivare in fondo pista e girare su se stesso e riparte diritto sopra la collina per tornare a Pisa. Questi aerei sono difficili da vedere nel nostro paese, ma pare che l’Ami abbia intenzione di sostituire i C130J di stanza a Pisa proprio con l’A400, quindi cominciamo a famigliarizzare!

Come al solito il sole è uscito quando tutto era terminato, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine ☹