(foto e testo a cura di Renato Alberio)
Il primo aereo utilizzato dal Nucleo Speciale Acrobatico (la futura Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori) alla nascita, nel 1961, fu il North American F-86E “Sabre”
Quando il 313° Gruppo fu fondato a Rivolto il 1° marzo 1961 come Nucleo Speciale Acrobatico, la linea di volo iniziale era composta da 6 velivoli CL.13 Sabre Mk.4, ovvero la versione costruita su licenza in Canada dell’F-86E della North American. Gli aerei arrivarono dalle Aerobrigate che già operavano con questo modello di velivolo (come la 4ª e la 2ª), portando con sé l’eredità delle precedenti pattuglie acrobatiche (come il Cavallino Rampante e i Lanceri Neri).
Era un aviogetto ad ala a freccia (da cui il nome Sabre, sciabola), capace di superare i 1.100 km/h. Inizialmente i Sabre mantennero una livrea blu scuro con il simbolo del diamante e le superfici inferiori tricolori, prima di evolvere, per la stagione 1962 ad uno schema di colorazione ben più familiare, con le inconfondibili tre frecce verde bianco e rosso che si stagliano sulla carlinga e il numero progressivo riportato in giallo sulla coda.
Parlando del North American F-86E Sabre, non stiamo parlando di una semplice macchina, ma di un cavallo di razza che ha dovuto essere “addomesticato” per la danza acrobatica. Immaginiamo i tecnici di Rivolto nel 1961: si trovarono davanti a un gigante di metallo lucido, figlio della Guerra di Corea, progettato per il combattimento e non per disegnare figure nel cielo. L’Era del Muscolo e del Metallo, ecco come vissero quel passaggio epocale: Il Sabre era un aereo fisico. L’ala a freccia fu la prima grande sfida.
Quell’inclinazione di 35 gradi che rendeva l’aereo così veloce creava non pochi grattacapi ai manutentori. Ogni pannello doveva essere sigillato perfettamente: a 1.100 km/h, anche una vite non perfettamente a filo poteva generare turbolenze capaci di far vibrare l’intera formazione.
I motoristi si trovarono a gestire il ruggito del General Electric J47, un propulsore a getto che richiedeva una pulizia e una precisione chirurgica. Mentre i vecchi motori a pistoni perdonavano qualche piccola imperfezione, il J47 era un mangiatore d’aria vorace. Un singolo detrito aspirato in pista poteva distruggere le palette della turbina, un incubo che costringeva i tecnici a ispezioni maniacali della pista di Rivolto (il famoso FOD walk).
Un dettaglio che spesso si dimentica è che il Sabre era un aereo pesante e veloce in atterraggio.
Per i meccanici addetti ai freni e agli pneumatici, il lavoro era raddoppiato. Dopo ogni esibizione, i freni arrivavano a temperature altissime. Il team a terra doveva agire con una rapidità incredibile per raffreddare i sistemi e controllare l’integrità degli pneumatici, pronti per il decollo successivo.
Anche se il Sabre rimase a Rivolto per pochi anni, fu la scuola dove nacque la filosofia del 313° Gruppo. Fu su quelle ali d’argento che i tecnici impararono che in una pattuglia acrobatica non esiste la parola abbastanza bene. Esiste solo la parola perfezione.
L’intuizione di Mario Squarcina: Non cerco assi, cerco fratelli
Quando il Maggiore Mario Squarcina ricevette l’incarico di fondare il 313° Gruppo, si trovò davanti a una sfida senza precedenti. Fino a quel momento, l’acrobazia in Italia era una questione di “campanile”: ogni Aerobrigata aveva la sua pattuglia (i Getti Tonanti, i Diavoli Rossi, le Tigri Bianche…) e la competizione tra loro era feroce.
Squarcina, però, aveva una visione diversa. Cercava uomini che sapessero stare insieme a tavola, che avessero la stessa umiltà davanti alla macchina e che si fidassero l’uno dell’altro ben prima di accendere i motori.
L’aneddoto più celebre riguarda il modo in cui scelse i piloti della 4ª Aerobrigata. Invece di selezionare i singoli top gun, Squarcina decise di trapiantare un intero nucleo già affiatato. Quando vide volare il Capitano Massimo Scala e i suoi gregari, capì che il loro segreto non era nel manuale di volo, ma in un’intesa telepatica. Si narra che Squarcina disse: A Rivolto non dobbiamo insegnare a volare, dobbiamo imparare a essere una cosa sola.
Questa filosofia colpì immediatamente anche il personale di terra. Squarcina pretese che tra piloti e specialisti non ci fossero barriere gerarchiche invalicabili: il meccanico che stringeva l’ultimo bullone del Sabre doveva sentirsi parte della formazione tanto quanto il capo pattuglia. Fu in quei mesi del 1961, tra un caffè e un’ispezione ai motori J47, che nacque il termine Pony: un richiamo al Cavallino Rampante, certo, ma anche un nome umile, solido e fedele.
Oggi, quando vediamo gli MB-339 decollare perfettamente allineati, stiamo vedendo l’eredità dell’intuizione di Squarcina: la consapevolezza che l’eccellenza non è un atto individuale, ma un lavoro di squadra che inizia nell’hangar.
I Magnifici Sei del 1961
Quando i primi sei F-86E Sabre toccarono la pista di Rivolto nel marzo del 1961, ai comandi c’erano piloti che sarebbero diventati leggenda.
La formazione originale era guidata da quello che è considerato il padre delle Frecce Tricolori, il Maggiore Mario Squarcina, che ebbe il compito di fondare il reparto e selezionare i piloti, molti dei quali provenienti dalla 4ª Aerobrigata (la pattuglia del Cavallino Rampante). Ecco i nomi di quei pionieri che composero la primissima formazione:
Capo Formazione Capitano Massimo Scala
Gregario Sinistro Tenente Carlo Sabbatini
Gregario Destro Sottotenente Bruno Vianello
2° Gregario Sinistro Sottotenente Silvano Imparato
2° Gregario Destro Tenente Franco Panario
Solista Tenente Antonio Ferri
Pochi giorni dopo la costituzione ufficiale, a questo nucleo si aggiunse il Tenente Gianni Pinato, come responsabile dell’addestramento acrobatico, consolidando ulteriormente il gruppo. Questi uomini non erano solo piloti d’élite; erano veterani che avevano già volato nelle pattuglie pre-PAN. Ad esempio, il Cap. Massimo Scala e i suoi gregari portarono a Rivolto l’esperienza e persino i velivoli che ancora sfoggiavano l’emblema del Cavallino Rampante sulle code, prima che venisse adottata la livrea definitiva delle Frecce Tricolori.
Vederli volare sui Sabre era uno spettacolo di pura forza: senza l’ausilio dell’elettronica moderna, la loro coordinazione dipendeva esclusivamente dall’occhio, dal coraggio e da una fiducia reciproca che cementò le basi di quello spirito di squadra vivo ancora oggi. Il Sabre rimase in servizio con la PAN per sole tre stagioni (fino al 1963), venendo poi sostituito nel 1964 dal Fiat G.91 PAN, l’iconico caccia leggero di produzione italiana. Quando il Sabre lasciò il posto al Fiat G.91, i tecnici erano già diventati quegli artisti della manutenzione che ammiriamo oggi.
The CL.13 Sabre Mk.4 (North American F-86E “Sabre”) was the first aircraft of the “Nucleo Speciale Acrobatico 1961”. When the 313th Squadron was founded at Rivolto on March 1, 1961, as the Nucleo Speciale Acrobatico, the initial flight line consisted of six CL.13 Sabre Mk.4 aircraft, the license-built version of the North American F-86E built in Canada. The aircraft arrived from the Air Brigades that already operated this aircraft model (such as the 4th and 2nd), carrying with them the legacy of previous aerobatic teams (such as the “Cavallino Rampante” and the “Lanceri Neri”). When speaking of the North American F-86E “Sabre,” we are not talking about a simple machine, but a thoroughbred that had to be “tamed” for acrobatic dance. Imagine the technicians at Rivolto in 1961: they found themselves before a giant of shiny metal, a product of the Korean War, designed for combat and not for drawing patterns in the sky. Even though the Sabre remained at Rivolto for only a few years, it was the school where the philosophy of the 313th Squadron was born. It was on those silver wings that the technicians learned that in an aerobatic team, there is no such thing as “good enough.” There is only the word “perfection.” When Major Mario Squarcina was tasked with founding the 313th Squadron, he faced an unprecedented challenge. Rather than selecting individual “top guns,” Squarcina decided to transplant an entire, already close-knit core. When he saw Captain Massimo Scala and his wingmen fly, he understood that their secret lay not in the flight manual, but in a telepathic understanding. It is said that Squarcina said: “At Rivolto, we don’t have to teach how to fly; we have to learn to be one”. The Magnificent Six of 1961 When the first six F-86E Sabres touched down on the runway at Rivolto in March 1961, the pilots at the controls were those who would become legends. The original formation was led by the man considered the “father” of the Frecce Tricolori, Major Mario Squarcina, who was responsible for founding the unit and selecting its pilots, many of whom came from the 4th Air Brigade (the Prancing Horse patrol). Here are the names of those pioneers who made up the very first formation: Formation Leader Captain Massimo Scala Left Wingman Lieutenant Carlo Sabbatini Right Wingman Second Lieutenant Bruno Vianello 2nd Left Wingman Second Lieutenant Silvano Imparato 2nd Right Wingman Lieutenant Franco Panario Soloist Lieutenant Antonio Ferri A few days after its official formation, Lieutenant Gianni Pinato joined this core group as head of aerobatic training, further strengthening the group. The Sabre remained in service with the PAN for only three seasons (until 1963), then being replaced in 1964 by the Fiat G.91 PAN, the iconic Italian-built light fighter. By the time the Sabre gave way to the Fiat G.91, the technicians had already become the maintenance artists we admire today.
Fonti: Archivio Storico PAN – “La nascita del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico”. Documentazione Aeronautica Militare – Ufficio Storico. Documentazione tecnica North American Aviation – Serie F-86E. Archivio Storico dell’Aeronautica Militare Italiana. Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici




