(testo e foto a cura di Renato Alberio)

Facendo leva sulla possibilità di offrire prestazioni da jet a costi comparabili con il turboelica, l’S-211 esposto a Volandia è l’esemplare I-SMTE (numero di costruzione 19), presentato nella livrea americana applicata in occasione del concorso JPATS.
Le origini: Il “Piuma” italiano
Negli anni ’80, la SIAI-Marchetti sviluppò l’S-211 come un addestratore basico a getto, leggero ed economico. L’idea era geniale: offrire un aereo che avesse i costi di gestione di un turboelica ma le caratteristiche di volo di un jet. Era soprannominato informalmente “Piuma” per la sua agilità. Il primo esemplare fu portato in volo il 10 aprile 1981 dal collaudatore Alessandro Ghisleni dall’aeroporto di Malpensa. Non adottato in Italia, è stato prodotto in circa 80 esemplari per clienti internazionali quali Singapore, Filippine e Haiti.
Il concorso JPATS
Negli anni ’90, gli Stati Uniti lanciarono il programma JPATS (Joint Primary Aircraft Training System). L’obiettivo era mastodontico: sostituire i vecchi T-37 della Air Force e i T-34 della Navy con un unico modello. Si parlava di un contratto per oltre 700 velivoli.
L’alleanza con Grumman
Per avere una chance negli USA, SIAI-Marchetti (nel frattempo assorbita da Aermacchi) si alleò con il colosso americano Grumman. Insieme svilupparono la versione specifica per il concorso: l’S-211A.
Le modifiche per soddisfare i requisiti americani furono profonde:
- Motore potenziato: Venne installato il Pratt & Whitney JT15D-5C.
- Cockpit moderno: Digitalizzazione della strumentazione per simulare i caccia di prima linea.
- Struttura rinforzata: Per sopportare i cicli di addestramento intensivi richiesti dal Pentagono.
La sconfitta e il verdetto
Nonostante l’S-211A fosse considerato da molti piloti collaudatori come l’aereo più divertente e performante del lotto, nel 1995 il Pentagono scelse il Beechcraft T-6 Texan II (un derivato del turboelica svizzero Pilatus PC-9).
Perché vinse un turboelica? La scelta fu dettata principalmente dai costi operativi ancora più bassi e dalla convinzione che, per l’addestramento primario, l’elica fosse sufficiente. Molti analisti ritennero però che la scelta fosse anche una mossa politica per proteggere l’industria nazionale americana.
L’eredità: Dal fallimento al successo (M-345)
Anche se il sogno americano sfumò, l’esperienza del JPATS non andò perduta. A fine 1996 l’S-211 è passato, insieme a tutta la linea SIAI Marchetti, all’Aermacchi, oggi Leonardo che con alcune modifiche ne ha tratto nel 2005 l’M-311 poi migliorato nella versione M-345.
Oggi l’M-345, evoluzione diretta di quegli studi, è entrato in servizio con l’Aeronautica Militare Italiana per le fasi iniziali e intermedie dell’addestramento a getto, dimostrando che il concetto originale del “piccolo jet” era, in realtà, validissimo.
Volandia’s Gate Guardian: Siai Marchetti S-211 JPATS
In the 1980s, SIAI-Marchetti developed the S-211 as a lightweight, economical basic jet trainer. The idea was brilliant: to offer an aircraft that had the operating costs of a turboprop but the flight characteristics of a jet. It was informally nicknamed “Piuma” (Feather) for its agility. The first aircraft flew on April 10, 1981, by test pilot Alessandro Ghisleni from Malpensa Airport. Not adopted in Italy, approximately 80 were produced for international customers such as Singapore, the Philippines, and Haiti. In the 1990s, the United States launched the Joint Primary Aircraft Training System (JPATS) program. The goal was monumental: to replace the Air Force’s aging T-37s and the Navy’s T-34s with a single model. A contract for over 700 aircraft was discussed. Although the S-211A was considered by many test pilots to be the most fun and high-performance aircraft of the lot, in 1995 the Pentagon selected the Beechcraft T-6 Texan II (a derivative of the Swiss Pilatus PC-9 turboprop). Even though the American dream faded, the JPATS experience was not lost. At the end of 1996, the S-211, along with the entire SIAI Marchetti line, was transferred to Aermacchi, now Leonardo, which, with some modifications, developed the M-311 in 2005, later improved into the M-345 version.
Fonti:
Volandia Parco e Museo del Volo
Ufficio Storico dello Stato Maggiore Aeronautica.
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