Viaggio alla scoperta della Ramstein Flag 2025: Aerei e Spotting

28 Maggio 2025

(a cura di Angelo Bottazzi)

Ci siamo svegliati, io e il mio socio, in un bel giorno di primavera con la consapevolezza che era dall’autunno che non davamo sfogo alla nostra passione di vedere in azione jets operativi!

Dalla consapevolezza all’azione il passo è breve: in quel periodo nel nord Europa si svolgeva l’esercitazione multinazionale annuale Ramstein Flag 2025 (RAFL25), che coinvolgeva una novantina di jet da combattimento dei paesi Nato, insieme a rifornitori provenienti da Canada, Francia, Italia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

I velivoli partecipanti, Lockheed Martin F-35A Lighting II, Dassault Rafale, Eurofighter Typhoon, SAAB Jas-39 Gripen, Lockheed Martin F-16 Fighting Falcon e Boeing F-18 Hornet volavano principalmente dalla base aerea olandese di Leeuwarden, che era quindi la più interessante per la qualità e quantità di aerei presenti, per un totale di più di 40 velivoli.

Le unità operavano anche da basi in Danimarca e Regno Unito, in particolare gli F35 dell’Ami, di stanza a Ghedi ed Amendola, volavano dalla base danese di Skrydstrup.

Dopo avere constatato la previsione della presenza di una importante bolla di alta pressione sulla Frisia, cosa non usuale considerato il periodo, decidiamo di partire nottetempo per Leeuwarden e restarci per tre giorni pieni.

Il viaggio è lungo, 15 ore di auto, interrotte solo dalle soste tecniche necessarie, ma il tempo stabile e soleggiato ci ha aiutato a superare i disagi. All’alba del mattino successivo siamo sulla spotterbult baankop, una collina artificiale che domina la testata pista 05 e permette di osservare magnificamente le operazioni di rullaggio e decollo.

Ricordo di avere da qui assistito alle prove dell’esibizione dei Blu Angels nell’unica trasferta in Europa avvenuta nel lontanissimo 2006! La presenza di questa facilitazione la dice lunga sulla passione e competenza degli spotters olandesi, che per me sono tra i primi al mondo, considerando anche che questa base, da cui prima operavano gli F16, ora ospita già una quindicina di F35A ed è assolutamente di prima linea per la Koninklijke Luchtmacht (KLu); provate ad immaginare una cosa del genere, che ne so, a Ghedi!

Assolutamente impensabile. Arriva però subito la doccia fredda, alcuni gentilissimi signori ci comunicano in un perfetto inglese che, a differenza della Frisian Flag che si teneva annualmente sulla base, sotto l’egida della KLU, e che comportava due missioni giornaliere, la Ramstein Flag, che dipende direttamente al comando operativo Nato, comporta solo una missione giornaliera con partenza alle 16,30 e rientro al tramonto, quando non diventa notturna, con uso massiccio di rifornitori sul mare del nord per prolungare la durata delle missioni.

Il che significa che saremo disoccupati tutti i giorni fino al tardo pomeriggio. Inoltre il vento costante e sostenuto da nord fa si che la pista in uso sia sempre la 05 rendendo impossibile o quasi, a quell’ora, riprendere i decolli che sono sempre pesantemente controluce in ogni luogo possibile di osservazione; peraltro con l’introduzione dell’F35 diversi punti spotting sono stati chiusi o sono attualmente irraggiungibili, limitando quindi le possibilità di ripresa.

Lato positivo della questione, se il vento cambiasse arriva il brutto tempo per cui va bene così, inoltre il rientro in tardo pomeriggio assicura gli atterraggi con il sole basso e luce favorevole di tre quarti che esalta i particolari dei velivoli. Ci concentriamo quindi tutti i giorni sui rullaggi e l’immissione in pista di decollo degli aerei, che dalla collina al di fuori si riprendono benissimo, grazie anche al vento fresco che limita il fenomeno del calore sulla pista.

Per il resto della giornata, giusto per non annoiarci e restare in allenamento, ci dedichiamo al birdwatching nelle aree naturali vicine: l’Olanda e la Frisia in particolare sono il paradiso degli uccelli! La collina al pomeriggio è stracolma di persone e quelli nelle file dietro devono usare le scalette per avere visibilità, alle 16 la danza inizia e gli aerei, ben protetti negli shelter nascosti tra la vegetazione della base, spuntano fuori da due lati differenti per prepararsi al decollo, lo spettacolo è assicurato! E’ la sagra dell’F35, gli olandesi nei tre giorni faranno andare in volo 13 esemplari diversi, con una presenza per missione di almeno 6 esemplari che sommati alle 4 Valkyrie di Lakenheath fanno un totale di più di 10 F35 per missione.

In ogni missione voleranno, oltre agli olandesi e agli F35A dell’Usaf, 4 Rafale dell’Armee de l’Air, tutti in versione biposto, 4 F16 della Polemikí Aeroporía(HAF), 4 Efa della Luftwaffe, del famoso reparto Jagdgeschwader 2 Richthofen, 4 F18 della Suomen Ilmavoimat finlandese, 4 Gripen della Svenska flygvapnet, che da quando la Svezia è entrata a far parte della Nato è regolarmente presente a tutte le esercitazioni multinazionali. Le missioni sono lunghe, grazie al rifornimento in volo.

Li vediamo approssimarsi in coppia ad alta quota sul mare del nord, grazie alle scie di condensazione, ed eseguire circuiti ad anello durante il pattugliamento. Di norma quando arrivano all’atterraggio i primi sono già le 19 inoltrate, la luce è al top, tanto che si riprendono agevolmente dal basso quando si presentano in formazione per fare l’apertura, perché sono illuminati anche sotto dal sole che declina sul mare. Rientrano di solito in modo molto serrato mettendo a dura prova i controllori di volo, e a volte anche i numerosi fotografi presenti, che devono scegliere cosa riprendere.

Così sarà per tutti i tre giorni della nostra permanenza la, accompagnati costantemente da un vento incessante e da un sole intramontabile! Da evidenziare in questa esercitazione, di grande complessità operativa, data anche la diversità di prestazioni, avionica e procedure operative dei diversi velivoli presenti, la costante implementazione del rifornimento in volo, che ha permesso agli aerei da combattimento di rimanere in aria più a lungo, volare più lontano e ridurre il tempo a terra a beneficio dell’efficacia delle missioni. Interessante anche la dimostrazione a terra della l’interoperabilità avanzata degli aerei di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II.

A terra sono state implementate operazioni di cross-servicing, attività che prevede che la manutenzione di un velivolo sia eseguita da personale appartenente ad un’altra nazione. Una volta completata la missione degli F-35A, i reparti logistici e di manutenzione di entrambe le nazioni alleate hanno recuperato, rifornito e ispezionato reciprocamente gli aeromobili dell’altra nazione.

E’ evidente come il comando Nato attraverso queste esercitazioni ricorrenti miri alla integrazione, ad affinare le procedure e l’efficacia dei reparti di volo delle diverse nazioni, alla omogeneizzazione delle procedure operative, anche attraverso la condivisione sempre più frequente di risorse e infrastrutture, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa dell’Alleanza.

E voi, ci siete stati ? Alla prossima 🙂

In a delightful spring, two enthusiasts set out to witness the annual multinational Ramstein Flag exercise in Northern Europe, featuring around 90 NATO jets. Despite the long journey to Leeuwarden, their excitement waned upon learning that missions were limited to late afternoons, hindering their viewpoint options. However, they made the best of their time by observing F-35 operations and indulging in birdwatching. Over three days, they witnessed impressive flights and a commitment to cross-nation maintenance by NATO forces, highlighting the exercise’s role in enhancing operational readiness and integration among member nations. The shared passion for aviation remained strong, even amidst challenges.


Scopri la Balloon Cup: Esperienze Uniche in Mongolfiera

9 dicembre 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Il sole spunta all’orizzonte ed illumina di una luce calda e dorata i teams che sono già al lavoro nel montaggio delle mongolfiere ad aria.

Siamo dentro l’aeroporto militare di San Damiano, aperto al grande pubblico per la prima edizione della Balloon Cup “Dalla mongolfiera alla stratosfera”, che si è svolta dal 11 al 13 ottobre 2024 presso l’aeroporto militare di San Damiano, nel comune di San Giorgio Piacentino; una iniziativa promossa dal Ministero della Difesa e organizzata da Difesa Servizi in collaborazione con l’Aeronautica Militare, l’Aeroclub di Pavullo e il supporto tecnico di Aeronord Aerostati.

E’ venerdi mattina ed è ancora buio, mentre siamo in attesa dell’apertura del cancello, illuminato dalla luce fredda delle fotoelettriche, siamo pochi intimi, quasi tutti fotografi; il primo pulmino è nostro, l’addetto ci dice che per oggi ci sono circa 1200 prenotazioni, mentre per il giorno dopo, sabato, sono previste più di diecimila persone.

Il cielo è sereno e terso e promette una giornata di buone soddisfazioni dal punto di vista fotografico.

Gli equipaggi si stanno dando febbrilmente da fare nello srotolare i palloni, montare i bruciatori sulle gondole in legno, che poi inclineranno su un fianco, mentre i ventilatori portatili, posizionati verso la gola del pallone, procederanno a gonfiarlo, con altri membri dello staff che tengono ben salde e tese le cime che trattengono al suolo il pallone, fino a chè non sia in grado di levarsi verso l’altro, mettendo la mongolfiera in posizione verticale di decollo.

I teams sono una decina e vengono da diverse nazioni europee; le mongolfiere, ancorché di forma tradizionale, sono molto colorate con disegni che ne esaltano la bellezza. Assistiamo, davvero in pochi, a tutte queste operazioni, dato che le mongolfiere ad aria sono ben concentrate in un tratto di prato delimitato da transenne, al di qua del raccordo principale della pista, ed è possibile girare intorno da tre lati a questa area per osservare da diverse prospettive.

Grazie agli organizzatori per averci assicurato questa preziosa possibilità. Terminate le operazioni prevolo le mongolfiere decollano quasi simultaneamente, con spettacolari e sibilanti fiammate arancione, e presto appaiono come dei piccoli palloncini sospesi sulle nostre teste.  

E’ la prima parte di una competizione che vedrà il secondo atto al tardo pomeriggio di venerdi e che proseguirà con altri due voli nella giornata di sabato e al mattino della domenica.

La nostra attenzione ora è rivolta al prato adiacente, anch’esso transennato, dove nel frattempo sono state montate quattro mongolfiere ad aria; questi palloni, vincolati al suolo, permetteranno a tante persone, circa 1500 nell’arco dei tre giorni della manifestazione, di provare l’ebbrezza di librarsi in aria fino ad una ventina di metri dal suolo.

Al venerdi molti studenti e scolaresche approfittano della occasione per fare il battesimo dell’aria. Dopodiché passiamo alla rassegna dei velivoli in mostra statica, alcuni facenti parte del museo volante che ha la base qua a San Damiano come i due Amx e l’Ab212.

Interessante la presenza di un HH-139 del 15° Stormo di Cervia, il cui equipaggio ha messo in mostra tutto il materiale che viene utilizzato nelle operazioni di soccorso in ogni ambiente, stagione ed in qualunque condizione meteo.

A fine statica è esposto il Tornado special color realizzato a Ghedi per celebrare i 50 anni di attività del velivolo.

Interessante anche l’allestimento del villaggio 100, una ricostruzione con mezzi, strutture e figuranti in abbigliamento d’epoca, di un campo di aviazione della seconda guerra mondiale, dove, tra l’altro, faceva bella mostra di sé il Macchi Mc 205 Veltro del museo di Vigna di Valle.

Nel corso della mattinata arriva l’Efa 51-52 dei Gatti Neri di Istrana che, dopo alcuni passaggi e arrampicate a full ab, atterra e viene posizionato in statica. Verso le 11.30 arrivano da Ghedi, in formazione, due Tornado ed un F35, l’esemplare 06-1, che effettuano vari passaggi in diverse configurazioni e tornano a Ghedi.

L’F35 avrebbe dovuto atterrare ed andare in statica, ma pare che non sia atterrato perché il cavo di arresto di emergenza a fine pista non è più presente e il 35, a differenza dall’Efa, non ha un paracadute freno in caso di problemi in atterraggio.

Arrivano anche, singolarmente, gli aerei della pattuglia Legend che si esibiranno in formazione il sabato, manca il pezzo più prezioso, il 326K; peccato che ce li siamo trovati sempre sul cielo campo all’improvviso perché lo speaker, di radio Bruno, parlava di tutt’altro e non annunciava mai l’arrivo dei velivoli. Il pomeriggio passa tranquillo in attesa della seconda sessione di volo delle mongolfiere ad aria e della partenza di quelle a gas, l’altro pezzo forte della manifestazione.

Queste sono posizionate decentrate rispetto alle altre e non è possibile avvicinarsi per il semplice fatto che sono gonfiate ad idrogeno, che viene fornito da enormi bilici posizionati nella pista di rullaggio. L’operazione di gonfiaggio è piuttosto lunga, sono meno visivamente meno spettacolari delle altre perché si presentano come delle palle rotonde di colore bianco, ma l’apparenza inganna. Le loro prestazioni infatti sono straordinarie, basti pensare che l’equipaggio svizzero vincitore della gara è rimasto in volo per 26 ore, spingendosi fino al promontorio del Gargano.

Nell’intervallo delle attività viene presentata la manifestazione con la presenza del capo di stato maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, sempre democraticamente in tuta di volo, al quale va tutta la nostra simpatia.

A seguire la seconda prova delle mongolfiere ad aria che avviene in condizioni di luce pomeridiana, sempre molto accattivante, e con pochissime persone presenti. Verso le 18 per ultima parte la gara delle mongolfiere a gas, che decollano facendo subito più quota possibile e che navigheranno tutta la notte raggiungendo le regioni dell’Italia centro-meridionale.

Usciamo dalla base e ci posizioniamo sulla collina a testata pista 30, che è stata usata tutto il giorno per decolli ed atterraggi, in attesa delle Frecce Tricolori. Arrivano un poco in ritardo sull’orario previsto ed effettuano alcuni passaggi con i fumi tricolori circuitando al di sotto delle mongolfiere a gas ancora presenti ad alta quota nei pressi del cielo campo. Pero, inaspettatamente, atterrano dalla parte opposta; peccato, ci abbiamo provato! Probabilmente è dovuto al posizionamento delle mongolfiere ancora in zona, anche perché, lo 0, il velivolo di riserva, che arriva in seguito da solo, atterrerà invece dalla 30.

Il sabato, contrariamente alle previsioni, il meteo è buono, e torno alla base con la mia nipotina, ci siamo infatti prenotati tutti e tre i giorni per avere flessibilità.

E’ la giornata di maggior afflusso di pubblico, soprattutto famiglie con bambini, per loro infatti sono state organizzate varie attività. E’ possibile partecipare a laboratori creativi per costruire mini mongolfiere od aquiloni, entrare nell’abitacolo di alcuni aerei, provare simulatori di volo realistici; interessante anche la possibilità di entrare all’interno del pallone di una mongolfiera gonfiata al suolo, dove ad orari prestabiliti due attori spiegavano ai bambini il funzionamento di una mongolfiera ad aria. Il clou della giornata è l’esibizione delle Frecce Tricolori.

Molto apprezzata la possibilità di assistere da vicino a tutte le operazioni pre-volo, al lavoro degli specialisti, all’arrivo e alla vestizione dei piloti, allo start up ea al rullaggio della formazione.

Ci posizioniamo quasi dietro il 7 e quando il Viper del 339 si accende una fiammata arancione lunga più di un metro si sprigiona dall’ugello di scarico accompagnata da un sibilo assodante, la mia nipotina schizza via impaurita, nonostante i tappi per le orecchie, la trattengo a fatica.  

Poi via di corsa in linea volo per assistere alla esibizione della Pan che esegue il programma alto ma senza la Bomba. Fotografo quello che riesco, ostacolato dalla presenza della bimba sul collo, a mo’ di gatto acciambellato, da un’ottica corta e dai fumi che, dopo pochi passaggi, riducono la visibilità al minimo data la quasi assenza di vento.

Nel pomeriggio si annuvola in modo definitivo, assistiamo alla partenza del secondo turno della gara delle mongolfiere ad aria, il cielo bianco esalta il colore delle fiammate dei bruciatori che scaldano l’aria per permettere ai palloni di fare quota. Prima però abbiamo il tempo di osservare nuovamente tutte le operazioni di start up delle Frecce che, montati i serbatori supplementari, rullano e decollano per tornare alla base di Rivolto.

Da ultimo riusciamo a vedere lo spettacolo delle Mongolfiere sui trampoli, uomini che camminano sui trampoli infilati dentro una mini navicella di legno sospesa sotto una mini mongolfiera e che lanciano al pubblico delle strisce di carta colorata, il tutto accompagnato dalla musica di un organetto montato su ruote, che una signora in costume fa girare intorno ai trampolieri, una esibizione che ovviamente ha incantato i numerosi bimbi presenti.

Mentre sono in fila per prendere l’autobus che ci accompagnerà all’uscita, non posso fare a meno di ripensare con soddisfazione alle belle emozioni provate in questi due giorni all’interno della base di San Damiano e complimentarmi con l’organizzazione e tutto il personale dell’Aeronautica Militare per la perfetta riuscita della manifestazione e per averci permesso di viverla intensamente.

Alright, here’s the scoop! The Balloon Cup event at San Damiano military airport was a blast from October 11 to 13, 2024. Early birds saw teams setting up colorful hot air balloons as they prepared for the fun. Day one packed around 1,200 visitors, with Saturday expected to hit 10,000. Attendees could even hop into tethered balloons. Exciting displays included military aircraft and a WWII aviation camp! Families enjoyed activities like mini balloon making and flight simulators, topped off with a dazzling Frecce Tricolori show. Overall, it was a fantastic event bringing joy and excitement to all involved!


Tiger Meet 2024 Spotter Day: Catturare le azioni in volo alla Schleswig Base

24 giugno 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi

I primi raggi dell’alba illuminano le case immerse nel verde, ma sappiamo già che presto il cielo si coprirà in una alternanza di nuvole grigie e bianche, intervallate da brevi periodi di sereno.

Sarà così per tutta la settimana, con il vento costante e sostenuto da sud, sud ovest. Ci troviamo a Jagel nella regione dello Schleswig-Holstein, la più a nord della Germania.

La penisola dello Jutland, divisa tra Germania e Danimarca, è una striscia di terra, mai più larga di un centinaio di chilometri, tra il mare del nord ed il mar Baltico. A queste latitudini il meteo variabile è il minimo che ci si possa aspettare, siamo ben preparati a questo. Ci troviamo in questa landa verde per il Tiger Meet, che quest’anno si tiene nella base aerea di Schleswig, sede del Taktisches Luftwaffen geschwader 51 Immelman, equipaggiato di Tornado Ids ed Ecr.

La Pantera Nera campeggia fiera sulle derive dei velivoli del reparto. Questa edizione del Tiger si presenta un poco sottotono, dopo la scorpacciata di Gioia del Colle 2023. Mancano infatti diversi reparti: I Jaguares portoghesi, Le Linci spagnole, le Tigri austriache, i Puma Ungheresi e gli elicotteri del 21 gruppo di Grazzanise e del 221 squadron della aviazione ceca.

Inoltre gli olandesi del 313 Sqn, ora equipaggiati con gli F 35, voleranno dalla loro base di Volkel, lo stesso faranno gli F16 belgi del 31 Smd da Kleine Brogel. La responsabilità è quasi sicuramente da ricercare nelle tensioni internazionali che impegnano le aviazioni Nato in continue esercitazioni, mettendo a dura prova l’operatività dei reparti.

La base di Schleswig è dotata di due piste che si incrociano tra di loro creando una x, ma quella normalmente in uso è la 5 – 23.

Con il vento che soffia da ovest la direzione di decolli e atterraggi è per la pista 23, questo fattore limita fortemente le possibilità di osservazione e ripresa dall’esterno della base, che essendo molto estesa in larghezza ed immersa nei boschi, limita la visibilità soltanto al lato sud. Vicino all’ingresso della base è stato allestito un ampio parcheggio nel prato antistante; da qui abbiamo la possibilità di assistere all’ingresso in pista e al decollo, da molto lontano, e di riprendere molto facilmente gli atterraggi per la 23, soprattutto al mattino perché poi al pomeriggio il sole gira creando una situazione di leggero controluce, sempre che il sole ci sia!

Di seguito l’elenco dei reparti partecipanti:
F-16AM Blu 31sml
F-16C/D HAF 335 Mira
Rafale M Aeronavale 11F
F-16C/D THK 192 filo
F/A-18C/D SwissAF Fls11
JAS39C CzechAF 211.tl
Tornado IDS/ ECR GAF TLG51
EF2000 AMI 12° Gruppo
F-16C/D PWL 6 ELT
EF2000 GAF TLG74
SA-342M ALAT EHRA3
NH90 ALAT EHRA3
EC-665 Tigre HAP ALAT EHRA3
Rafale B/C AdlA EC03.030
F-35A Klu 313Sqn

L’attività di volo connessa al Tiger Meet consta normalmente in due missioni giornaliere, una al mattino intorno alle 9.30 e una al pomeriggio verso le 14.30.

Qualche volta si assiste ad un decollo di massa in cui tutta la trentina di velivoli presenti parte in rapida successione, altre volte i decolli si susseguono ad intervalli anche lunghi per quasi due ore; dipende dal tipo di missione e dal compito assegnato ad ogni singola sezione di aerei.

Le nazioni maggiormente presenti sono la Germania, che gioca in casa con i Tornado e gli Efa Bavarian Tigers di Neuburg, e la Francia presente con le tre componenti delle forze armate, l’Armee de Terre con tre tipi di elicotteri, l’Armee de l’Air con i Rafale di Monte de Marsan e la Marine National con i Rafale di Landivisiau.

Tra gli special color spiccano per bellezza ed originalità il Rafale della marina, Il Tornado del 51, L’Efa del Tlg 74, oltre ai soliti F16 turchi che sono ormai una consuetudine del Tiger.

Dopo una intensa settimana di nuvole e schiarite arriva il venerdi 7, primo giorno di spotter day, un altro verrà replicato lunedì 11. Siamo in 1500 e già all’alba la coda davanti al cancello della base è bella lunga, fa freddo ma il cielo è sereno, preludio di una giornata che, per fortuna, si rivelerà la migliore del periodo.

Alle 6.30 si entra, veniamo caricati sui pullman, ben sette, che ci porteranno nell’area a noi destinata nei pressi della torre di controllo. Veniamo posizionati ai margini della pista non in uso, in un vasto prato, non abbastanza capiente da ospitarci tutti in prima fila, per cui è tutto un tripudio di scale, scalette e sgabelli per avere assicurata una visuale ottimale; alla fine siamo disposti su tre file e tutti riusciamo a vedere in modo ottimale.

La pista in uso è angolata rispetto alla nostra posizione e l’erba alta non permette di vedere l’aereo in arrivo se non, stando sulla scaletta, un pezzettino di coda, solo a decollo avvenuto il velivolo è pienamente visibile, bisogna essere svelti. Però non ci lamentiamo perché finora i decolli sono stati praticamente impossibili da riprendere in modo degno e ora c’è il sole per cui completiamo il nostro lavoro. L’area spotter, posizione a parte, è ben organizzata con stand che servono cibo e bevande, tende militari pronte ad ospitarci in caso di pioggia, che per fortuna non serviranno, toilette da campo in buon numero e ovviamente tutti gli stand dei vari reparti che vengono gadget, patches ed abbigliamento dedicato.

Il pasto è compreso nel costo della prenotazione e ci viene offerto un buon piatto di pasta e gulash. La missione del mattino viene compiuta normalmente anche se con i decolli molto intervallati. Al pomeriggio decollano, e ben distanziati tra loro, tutti gli special color, uno per reparto; voleranno in un’area a loro dedicata per effettuare i filmati come è consuetudine e torneranno, dopo un tempo che ci è parso una eternità, a sezioni di quattro.

Dopo l’atterraggio rulleranno appositamente davanti a noi. Purtroppo questa pista al pomeriggio va in leggero controluce e questo rovina un po’ la festa. Per intrattenerci durante i tempi morti arrivano tre F35 olandesi da Volkel ed atterrano, uno passa in rullaggio davanti al pubblico e gli altri si posizionano davanti agli shelter alle nostre spalle, per cui riusciamo a fare qualche ripresa, nonostante l’erba alta che copre le ruote, delle operazioni post volo, fino a che ci viene gentilmente detto di non fotografare se non verso la pista di decollo, fine dei giochi.

Passano anche, a pochi metri dal pubblico una coppia di Sikorsky SH60 Seahawk della Us Navy e tutti gli elicotteri della EHRA3 dell’Armee de Terre francese; dalle nostre spalle decolla il Super Lynx MK88A della Marineflieger, presente per attività di soccorso, e si posiziona a pochi metri dalle transenne con un frastuono assordante.

Alle 17 finita ogni attività di volo ci riaccompagnano con i pullman al parcheggio.

Un po di considerazioni da spettatore su questo Tiger germanico: location troppo a nord con evidenti criticità meteo, tempi morti in corso di missione e soprattutto durante il primo spotter day, partecipanti in calo e alcuni dislocati in altre basi, organizzazione interna ed esterna perfetta in puro stile teutonico!

Adesso sogno il sole, il paesaggio aperto di grande visibilità, la calda ospitalità dei Jaguares portoghesi di Beja che ospiteranno il Tiger nel 2025, come da ragazzo sognavo la California, e ancor di più il Tiger 2027 ancora a Ggggggioia, a scaldarci con il Primitivo amabile e ….. saranno 104 !!!

The latest Tiger Meet at the airbase in Schleswig, Germany, saw a decline in international participation due to ongoing NATO exercises and geopolitical tensions. Despite challenges such as variable weather and limited visibility for spectators, the event featured impressive aerial displays and special aircraft colors. The spotters’ day provided enthusiasts with opportunities to observe and capture the aircraft in action, despite some limitations. While the German organization was praised, there were considerations about the location’s northern weather challenges and downtime during missions. Ultimately, attendees are left dreaming of future Tiger Meets in sunnier locations with greater visibility and warm hospitality.


La Favola di Luca

23 Maggio 2024

C’era una volta, in un piccolo villaggio circondato da verdi colline e vasti campi di grano, un bambino di nome Luca. Luca era un ragazzo vivace e curioso, sempre in cerca di avventure. Ogni giorno, mentre giocava all’aperto, notava un magnifico falco che solcava il cielo con incredibili acrobazie.

Il falco, con le sue ali larghe e il volo aggraziato, catturava l’attenzione di Luca come niente altro. Il bambino passava ore a guardare l’uccello, immaginando di volare al suo fianco, sentendo il vento sul viso e vedendo il mondo dall’alto.

Gli anni passarono e la passione di Luca per il volo crebbe insieme a lui. Non si limitava più a osservare il falco; iniziò a leggere libri sugli uccelli e sugli aerei, disegnando incessantemente alianti e velivoli sui quaderni di scuola. Quando i suoi genitori gli regalarono un modellino di aeroplano per il suo decimo compleanno, Luca capì che il suo sogno era diventare un pilota.

Determinato a realizzare il suo sogno, Luca studiò con impegno e, una volta finito il liceo, si iscrisse a una scuola di aviazione. Ogni lezione, ogni ora di volo, lo avvicinava sempre più al cielo che tanto amava. Il suo talento e la sua passione non passarono inosservati, e i suoi istruttori lo incoraggiarono a puntare in alto.

Un giorno, mentre stava effettuando una delle sue prime acrobazie aeree da solo, Luca ricordò il falco della sua infanzia. Quelle evoluzioni che aveva ammirato e sognato di replicare ora erano parte della sua realtà. Con grande emozione, decise di aspirare a diventare un pilota delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale italiana.

Gli anni di duro lavoro e dedizione portarono Luca a realizzare il suo sogno. Superò selezioni rigide e allenamenti intensi, dimostrando non solo abilità tecniche, ma anche coraggio e spirito di squadra. Finalmente, il giorno tanto atteso arrivò: Luca indossò l’uniforme delle Frecce Tricolori.

Volare con le Frecce Tricolori era un’esperienza incredibile. Ogni acrobazia, ogni formazione, ogni spettacolo aereo era un tributo al falco che lo aveva ispirato tanti anni prima. Luca, ora adulto, sorrideva ogni volta che si librava nel cielo, ricordando il bambino che guardava verso l’alto con occhi sognanti.

E così, la passione di un bambino per un falco si trasformò in un sogno realizzato, e Luca divenne uno dei più grandi piloti acrobatici, ispirando a sua volta tanti altri giovani a guardare verso il cielo e a inseguire le proprie passioni.


Istrana Poggio Dart 2023

30 dicembre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Dal punto di vista aeronautico il 2023 è stato per noi un anno molto denso e soddisfacente.

E’ cominciato con la Tlp in Spagna, proseguito con la Defender in Germania, e a seguire tutte le iniziative per il centenario dell’Ami, gli open day, gli spotter day e le varie esercitazioni che si sono susseguite nel periodo nelle basi italiane, per finire con il Tiger Meet a Gioia del Colle.

Adesso siamo a dicembre e si presenta, insperata, un’altra ghiotta occasione di dedicarci alla nostra fantastica passione: l’esercitazione Poggio Dart 2023. Questa esercitazione era pianificata nella settimana dal 6 al 15 dicembre e aveva il suo focus sulla base di Istrana presso Treviso, sede del 51 stormo caccia, i mitici Gatti Neri. L’esercitazione ha l’obiettivo di provare le capacità di comando del centro DACCC (Deployable Air Command And Control Centre) di Poggio Renatico. L’esercitazione prevedeva la partecipazione di 6 F16 della base di Aviano e di 3 F4E turchi rischierati ad Istrana, nonché di tutti gli assetti italiani con F35, Eurofighter, Tornado e AV8B dalle loro basi.

Era previsto uno spotter day per mercoledì 13. Chiesto ed ottenuto l’accredito inizia la lotta con il meteo. Il periodo è estremamente instabile e perturbato, il bollettino che viene modificato ogni 6 ore è sempre diverso, ma c’è una costante: mercoledì 13 prevista pioggia. I giorni passano, l’esercitazione inizia, ma finestre di bel tempo non ce ne sono. Alla sera del 12 stante le condizioni pessime previste rinunciamo all’occasione e restiamo a casa.

Faremo bene, conoscenti ci parlano di mezza giornata trascorsa dentro un hangar per la pioggia, di decolli abortiti e peggioramento nel pomeriggio, quando era previsto una interruzione della pioggia. La sera del 13 il meteo da la possibilità di miglioramento, è l’ultima occasione, prendere o lasciare. Prendiamo, titubanti ed ansiosi, potremmo trovare nuvoloso e nebbia soprattutto. Invece la fortuna ci aiuta, a Istrana il meteo è perfetto e non c’è la nebbia che ci ha accompagnato per tutto il viaggio.

Ma poi la fortuna ci gira le spalle, alle 9 gli aerei sono già pronti a partire, mentre ci indirizziamo verso la testata pista 08 troviamo una fila infinita di auto e camion fermi in attesa, un incidente ha bloccato la strada proprio alla intersezione dell’asse pista con la regionale.

Riusciamo in extremis ad infilarci in una stradina fangosa che ci porta quasi sotto alla torre di controllo, ma siamo lontani, gli aerei staccano in fondo alla pista, vediamo i decolli ma foto niente. Partono in sequenza: tre F16, tre Efa, (di cui uno non farà ritorno, andato probabilmente a Gioa del Colle od Amendola), due F4E.

I decolli dei Phantom II sono impressionanti e fragorosi, questo aereo di grandi dimensioni esercita ancora un grande fascino per la sua sagoma caratteristica ed inconsueta e la colorazione special di entrambi ne aumenta l’appeal.

Questi aerei appartengono al 111 filo Panterler della THK e sono basati ad Eskişehir, il loro call sign è ovviamente Panther; ne sono presenti tre in base ma uno, quello meno special, non volerà per tutta la giornata.

Siamo piuttosto depressi, ma la giornata che si sta rivelando splendida, la tanta gente intorno alla base, con molti conoscenti presenti, ci incoraggiano; devono pur ritornare e se sono partiti così presto consente di presumere che voleranno anche una missione pomeridiana. Ci trasferiamo nei vigneti a testata pista 26, ottimo punto di osservazione e ripresa per gli atterraggi.

Gli spotter sono tutti li. Poco prima delle 11 arriva il primo F4, la tensione sale, non possiamo mancarlo, chissà se avremo un’altra occasione di vedere questo magnifico pezzo di storia dell’aviazione: è bellissimo, lo avevo già visto a Zeltweg nel 2022, ha una grande pantera nera sul muso e l’enorme deriva è tutta decorata in omaggio a questo mito volante con la figura del fantasma secondo, la pantera nera, il dragone, l’aquila e la bandiera turca. L’altro esemplare è altrettanto interessante con una grande e lucida shark mouth sul muso, mentre sulla deriva, sullo sfondo rosso della bandiera turca, campeggiano una pantera nera e lo stemma del centenario della THK, che cade nel 2023 come quello dell’Ami.

A seguire atterrano gli F16, tutti Buzzards, anche se uno monta un aereo del Triple Nickel, che si trova in riposo dopo una lunga trasferta in medio oriente; infine i due Efa che prima effettuano un finto atterraggio. Mentre stiamo per allontanarci arrivano tre F16 da Aviano per un low approach, un pilota guarda con insistenza questa folla radunata per l’evento, da notare che la metà dei 16 di Aviano hanno la nuova colorazione grigio scuro. Adesso abbiamo una sosta, i bene informati ci avvisano che ripartiranno verso le 14,30, ne approfittiamo per cercare un buon punto di ripresa perché temiamo che alla testata pista saranno già troppo alti. Lo troviamo seguendo la gente del posto, un bello spazio aperto, con buone possibilità di parcheggio, che permette di seguire la traiettoria dei decolli senza ostacoli arborei, a Istrana quasi sempre presenti: è la location ideale!

Alle 14 iniziano le start up, i due F4E, gli F16, stavolta quattro e due Efa, il leader pilotato da una signora; da segnalare il forte rischio di bird strike stante la permanenza sul cielo del campo di stormi piuttosto consistenti di volatili. La posizione è davvero buona, riprendiamo tutti i decolli in modo ottimale, l’umore migliora. Il tempo è stabile, le voci parlano di atterraggi previsti intorno alle 16, siamo nelle giornate più corte dell’anno, il tramonto è previsto intorno alle 16,25, la finestra è molto stretta e non abbiamo nessuna garanzia di successo, fondamentale che gli aerei siano ancora illuminati da un raggio di sole. Nel vigneto siamo tutti lì, l’attesa è spasmodica, nei giorni precedenti il meteo avverso non ha permesso scatti perfetti a nessuno, arrivano le 16, il sole è una palla rossa che proietta ombre infinite sul terreno, e si appresta a toccare l’orizzonte!

Ed ecco che il miracolo si ripete, alle 16,04 arrivano i Panther e sono ovviamente tutti dorati, sono foto che solo la qualità dei sensori di ultima generazione permette di fare, con risultati accettabili ed impensabili fino a qualche anno fa. Poco dopo arrivano i Vipers Usaf, mancano i due Efa, il sole ormai è sull’orizzonte e noi siamo già in ombra, arrivano in coppia per un low approach, fanno l’apertura e si ripresentano per un passaggio singolo ma non atterrano, si allontanano verso Montebelluna e quando torneranno per l’atterraggio il sole è già andato a dormire.

Accendiamo il Flir perché adesso ci aspetta un lungo viaggio nella nebbia! Il giorno dopo andiamo a Ghedi e riprendiamo la missione mattutina dei Tornado che ci divertono con tanti low approach e touch and go al rientro. Ora finalmente ci attende un po di riposo!

In 2023, a year packed with thrilling aeronautical events, Italy’s aviation enthusiasts were eager for the Poggio Dart 2023 exercise. Despite a disheartening start due to bad weather, they braved the elements and were rewarded. From the awe-inspiring departures to the breathtaking sunset landings, the day was filled with anticipation and ultimately delivered unforgettable moments. The breathtaking shots captured with cutting-edge technology are a testament to the passion and dedication of these aviation aficionados. Despite the challenges, the day ended with a sense of fulfillment and the promise of well-deserved rest ahead.


Nuovo video: Intervista Com. Te Brambilla

2 dicembre 2023

E’ online su Youtube l’interessante e rara intervista realizzata dall’8 Club Magiche Frecce al Comandante Matteo Brambilla: piu’ di un’ora incollati ad ascoltare la sua storia, la passione per la Marina Militare e soprattutto l’approccio con l’Harrier e la transizione su F35B🙂

La passione del volo lo ha poi trasportato in America per un nuovo incarico come istruttore Test Pilot per la preparazione di piloti militari e civili.

Difficile trovare in rete un contenuto simile, gustatevi il video 🙂

Link:

An engaging and rare interview with Commander Matteo Brambilla is now available on YouTube, orchestrated by the 8 Club Magiche Frecce. The interview is over an hour long and explores Brambilla’s history, passion for the Military Navy, and especially his experience with the Harrier and transition to F35B. Furthermore, Brambilla’s zest for flying led him to America for a new role as a Test Pilot instructor, training military and civilian pilots. With such unique content hardly found on the net, the video is worth a watch.


TIGER MEET GIOA DEL COLLE 2023- I RICORDI

6 novembre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Io sono innamorato del Tiger Meet, sarà perché adoro i felini, sarà perché è un evento aeronautico particolare e di grande portata, che contiene sempre spunti diversi di interesse, sarà che il criterio della rotazione annuale permette di conoscere sempre basi nuove in paesi diversi.

Alla fine questa manifestazione ha pian piano soppiantato nel mio cuore il Tattoo, che pure ho frequentato per tantissimi anni 🙂

ll Tiger di quest’anno è stato molto particolare, a cominciare dal periodo autunnale, poi il fatto di giocare in casa dopo tantissimi anni, il meteo meraviglioso e costante, la partecipazione massiccia come non si vedeva da anni; a Gioia c’erano proprio tutti, mancavano solo gli spagnoli. E poi la calda ospitalità del sud Italia che ci ha riportato a quella trovata nel Peloponneso lo scorso anno, senza dimenticare il rosso Primitivo che scaldava le serate passate a programmare l’attività del giorno successivo.

Confesso che ho amato Gggioia, come la chiamano qua!

Guardando le foto i ricordi affiorano e soprattutto si scoprono dettagli e particolari che nell’azione si sono inevitabilmente persi, presi come si è a cogliere l’attimo: ora a freddo possiamo ricostruire alcuni momenti ed evidenziare alcuni aspetti, cercando di riviverne l’aspetto emozionale.

Perché alla fine che cosa rappresenta veramente il Tiger per un appassionato di aviazione? una festa di rumori, odori, adrenalina che scorre libera come un cavallo nel prato, condivisione di passione, ritrovarsi in amicizia con il comune sentire, mettere alla prova le proprie abilità e conoscenze per ottenere il risultato migliore.

E allora eccoli i ricordi ed i particolari. Indimenticabile la statica mattutina sulla 32R tra Tigri gialle e bianche, Giaguari e Pantere, Puma e Leopardi, che sembrava di essere nella savana, in un tripudio di colori accesi e abbaglianti, sotto il suadente sole pugliese, che ti facevano scordare il mondo grigio e scolorito degli aerei odierni.

I decolli dei Tornado che tiravano tutta la pista e staccavano virando verso di noi, mostrandosi di dorso con un fragore assordante. E che dire degli occhi inquietanti dipinti sui piani di coda del Tornado special color tedesco, che ti guardano mentre ti passa sopra in atterraggio!

E il pilota polacco di F16 che portava fiero, attaccato all’head up display, il tigrotto di pezza, uguale a quello che ho comperato per la mia nipotina! E il secondo pilota di Efa del 36 Stormo che con nonchalance si fa un selfie mentre decolla! E l’F16C polacco “spazzacamino”, così sporco e vissuto che sembrava fosse stato adibito a compiti di pulizia cappe piuttosto che alle esercitazioni aeree!

E il navigatore del Mirage2000D che mi salutava con il braccio tutte le volte che mi vedeva agli atterraggi!

La gioia un bel mattino di scoprire che il contadino il giorno precedente ha sparso il letame nei campi intorno, meno che nel posto segreto dove devo andare a fotografare gli atterraggi. E il mio amico Chilli, pilota tedesco di Tornado che quest’anno ho trovato alla Tlp, alla Defender e qui!

E che dire delle start up mattutine, quando tutte le orecchie degli spotters sono in ascolto per percepire il minimo rumore della attività della base.

E’ come assistere alle prove di una sinfonia, ogni ululato è diverso dall’altro e si amalgamano e contrastano insieme, come gli strumenti di una orchestra meccanica, e quando il suono è all’apice l’adrenalina scorre a fiumi per l’acquisita certezza dei decolli di massa.

E l’Elephant walk, con tutti gli aerei schierati sulla pista per le riprese dall’elicottero mentre io, noncurante delle esalazioni massive di jp8 che il vento simpatico mandava verso di me senza posa, effettuavo la weeds walk, calpestando tutte le sterpaglie possibili lungo la recinzione per riprenderli tutti.

E le varie sagre e feste dove le mettiamo? La sagra del Gripen innanzitutto. Aereo che non è mi è mai stato simpatico, mentre ho amato suo nonno e suo papà: il Draken e il Viggen

Ma qua erano davvero tanti, aerei che si vedono raramente dalle nostre parti e quando decollavano tutti insieme facevano la loro porca figura con il carrello dalla retrazione molto più lenta degli altri aerei; come non farsi emozionare dall’esemplare del 101 Ungherese con un enorme testa di Puma sulla coda?

E la Fiera degli F16 che qua erano presenti con tante versioni, dagli F16A dei Jaguares portoghesi, sempre gli ultimi a staccare le ruote dalla pista, agli F16V polacchi, la versione più recente, passando per gli F16AM belgi, gli F16C turchi e greci, quelli turchi coloratissimi entrambi.

E la fiera dei biposto che ogni nazione aveva portato in almeno un esemplare, anche questi rari da vedere, con i francesi che la facevano da padrone con quattro Rafale e tre Mirage 2000

Ed infine la sagra più ambita, quella dei post-bruciatori, per gli amici afterburners, che coloravano di rosso il cielo e facevano tremare i timpani, che esausti chiedevano per pietà, peraltro mai concessa, di mettere i tappi, al cinquantesimo decollo consecutivo.

Da ultimo mi rivedo nell’ultima sera ad aspettare gli atterraggi da solo e pensare con tristezza che ci aspetta presto un mondo fatto tutto di F35 con colorazione antiradar e antifoto!

Quando mai mi ricapiterà una occasione come questa con tanti aerei colorati, un cielo splendente e nessuno tra i piedi?

Dai, l’anno prossimo in giugno a Jagel a casa del mio amico Chilli.

Angelo Bottazzi shares his love for the Tiger Meet, an annual aviation event. This year’s was particularly special with great weather and massive attendance. Borttazzi mentions various highlights including the display of vibrant aircraft, the captivating sound of engines, and the familiar camaraderie with fellow enthusiasts. He was drawn to small, memorable details from this year’s event, such as the soft toy tiger on a Polish pilot’s F16 and the recovering aircraft creating a symphony of noises. While reflecting upon the wonderful time, he expresses sorrow for the future filled with anti-radar colored F35s, but looks forward to next year’s Tiger Meet.


Open Day Istrana 2023 51′ Stormo Caccia – Topi e Tifoni

3 ottobre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Il 7 settembre si è tenuto presso l’Aeroporto di Istrana, sede del 51 stormo caccia, un open day inserito nel quadro delle celebrazioni dei 100 anni dell’Aeronautica Militare.

Non era necessaria la registrazione, l’ingresso era libero per tutti.

Quello di Istrana è un aeroporto fotograficamente difficile, dalla parte delle strutture aeroportuali si è costantemente controluce per tutto l’arco della giornata, nonché lontani dalla pista, mentre esternamente dall’ altro lato filari di piante si alternano a spazi vuoti rendendo difficile il tracking dei velivoli.

Ed è un peccato perché il personale dello stormo è molto collaborativo e tollerante e ci tiene ad avere uno stretto rapporto con gli spotter e gli appassionati (chi era presente ai 30 anni dell’Amx sa cosa voglio dire). La giornata è afosa, ma un vento teso mitiga l’effetto, però porta come conseguenza che i decolli e gli atterraggi avvengono per la 08, quindi tutti i nostri riferimenti vanno a farsi benedire!

Decidiamo, io e il mio amico, di posizionarci fuori dalla base al mattino e di entrare per vedere la statica il pomeriggio. Come noi diversi fotografi hanno fatto questa scelta. L’attività di volo ufficiale dovrebbe iniziare verso le 10, ma appena arrivati due F16 di Aviano arrivano a bassa quota e fanno alcuni finti atterraggi, poi se ne vanno.

Atterrano poi in sequenza un C27J e un Mb339CD.

Arrivano e atterrano il Caproni CA3

e lo Spad XIII

Aspettavamo che effettuassero una formazione con l’F35B come avevano fatto il giorno precedente, invece l’F35B rulla e decolla nascosto dalle piante tra la delusione dei presenti.

Alle dieci cominciano i voli e bisogna dire che, a parte un breve intervallo a metà giornata, continueranno fino a pomeriggio inoltrato, con coppie di Efa che si alterneranno a singoli voli di Amx, a volte presentandosi insieme ed effettuando evoluzioni, passaggi con il carrello fuori, in formazione, finti atterraggi, sempre rigorosamente sul cielo campo e sull’asse della pista.

Il pubblico non si è certo annoiato. Un NH90 dell’Esercito, presente sulla base, effettuerà diversi voli di breve durata per ritornare sempre a Istrana

A un certo punto arriva a bassa quota, con i fumi bianchi e le taniche da trasferimento, Pony 8 delle Frecce, fa tre passaggi e se ne va

Verso tarda mattinata, non soddisfatti della posizione a metà pista, ci riposizioniamo a testata pista 08, dove un campo di granoturco mietuto ci permette di osservare da vicino gli avvicinamenti e gli atterraggi, è qua che otterremo i risultati migliori. Infatti 2 coppie di Efa si alternano sull’aeroporto ed effettuano tutta una serie di manovre interessanti prima di atterrare.

Sono già le 14, e in questa posizione la luce inizia a peggiorare, decidiamo di entrare. C’è un enorme parcheggio proprio di fronte al cancello di ingresso e qualche posto si trova ancora. Appena entrati veniamo omaggiati di una bottiglia da 1.5 litri di acqua, ne avevamo bisogno.

Una lunga camminata all’interno ci porta sul piazzale principale dove troviamo diversi velivoli in statica, tra cui un F35A di fronte al suo shelter

un Efa con a fianco una Ferrari Formula1

un Tornado del 6 stormo

Non mancano gli Amx, tra cui il mitico Guizzo 01 tutto giallo e quello tutto nero colorato per i 30 anni

E’ presente anche un vecchio 104 con lo “Spauracchio” sulla fusoliera ed un T33, entrambi non volanti. Sulle derive degli aerei del 51 campeggia lo stemma del reparto, un gatto che acchiappa tre sorci verdi, pardon grigi; ormai è tutto grigio, come i numerosi Topi che a fondo pista tristemente si stanno godendo la pensione

L’attività di volo continua incessante e tra l’altro arrivano 2 Tornado che hanno acconsentito ad allungare la loro missione; fanno un paio di passaggi e tornano a Ghedi. Facciamo in tempo a vedere il decollo del 339 mentre ci incamminiamo verso l’uscita

Complimenti al personale dello storno per avere cercato di portare in volo tutto il possibile! Una bella giornata di passione aeronautica ben strutturata ed organizzata 🙂

An open day was held at Istrana Airport, home of the 51st fighter wing, as part of the 100th anniversary celebrations of the Italian Air Force. The event, free and accessible to all, proved to be a challenge for photography enthusiasts due to its backlit structures and distant runways. Despite the starting hour set at 10am, the day was full of flying activities, including stunt performances from pair and solo flights. Spectators were not left bored, with several aircraft in static display and continuous flight activities. The event was a well-structured and organized day displaying aeronautical passion.


Reportage Jesolo Airshow 2023

1 ottobre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Jesolo Airshow, a meno di ricorrenze particolari, è di solito lo spettacolo aeronautico nazionale di migliore qualità dell’anno.

Si svolge sul lungomare al pomeriggio e questo da la possibilità di godersi due mezze giornate di bagni e tintarella in attesa dell’evento, il clima è di solito piacevole, data l’estate inoltrata, e la partecipazione di appassionati è molto elevata.

Il primo giorno ci sono le prove e il secondo l’airshow vero e proprio, anche se le differenze sono minime, e questo da la possibilità di studiare le varie esibizioni in anticipo per essere pronti ad immortalarle al meglio il giorno dell’airshow, con evidenti vantaggi. La qualità delle partecipazioni è sempre molto elevata trattandosi di una manifestazione consolidata e ben organizzata, sempre a livello internazionale, che riesce ad attirare pattuglie e aerei da display da tutto il mondo.

Quest’anno le due star dell’evento erano sicuramente la Patrouille de France, con alle spalle 70 anni di storia,

e l’F/A18C della Schweizer Luftwaffe:

Elevato come sempre il supporto dell’AMI, che oltre a mettere a disposizione la base di Istrana per i rischieramenti degli assetti esteri, ha presentato il Reparto sperimentale al completo con C27J, T346A e Typhoon, 2 Amx del 51′ Stormo e naturalmente le Frecce Tricolori.

Presenti anche diversi elicotteri: il nuovissimo AW169 della Guardia di Finanza, che si è esibito insieme alla motovedetta simulando un intervento contro i contrabbandieri

l’AW139 dei Vigili del Fuoco, che ha effettuato una dimostrazione di soccorso in mare con recupero dell’infortunato

e il sempre presente HH139B SAR del 15′ Stormo, che ha anch’esso effettuato la simulazione di intervento in mare in caso di incidente

infine l’A129 Mangusta dell’Esercito, che ha intrattenuto il pubblico con un lungo display in cui ha dato prova delle sue caratteristiche di maneggevolezza.

Presenti anche all’inizio della manifestazione l’AW139 della Polizia di stato

e l’AB412 dei Carabinieri Forestali. Per quanto riguarda l’acrobazia ad elica erano presenti il Cap 10 di Pocobelli e il Cap 231 di Andrea Pesenato, che dal grande pilota che è, ha dato vita ad una eccezionale prestazione acrobatica.

Citiamo per ultima la Wingwalker Danielle che, tra le doppie ali del Boeing Stearman pilotato dal marito, ha dato prova di un coraggio ed una audacia straordinari.

Tutte le display sono state di un livello molto elevato, nonostante il prudente graduato della Biga continuasse a ripetere ai piloti di stare più lontano! L’esibizione dell’F18 Svizzero è stata da urlo, con manovre ad alto livello di g e l’uso di tutti i flares in dotazione per meglio evidenziare le manovre, degno di nota il looping quadro iniziale.

I tre piloti della Sperimentale non si sono risparmiati e, grazie alla sicurezza della location sul mare, hanno mostrato quello che sanno fare a distanza ravvicinata, a differenza di Pratica dove molto probabilmente avevano delle regole di sicurezza molto più stringenti.

Benissimo le Frecce, con qualche piccola sbavatura il venerdì, come commentato dal comandante.

I francesi hanno un bell’aereo, veloce e ben colorato, usano i fumi al meglio per evidenziare le loro figure, sono eleganti

le figure dei solisti, che variano da due a quattro, sono spettacolari, però, consentitemelo, noi siamo ad un altro livello! Basti a dimostrarlo quella specie di Bomba che però rimane aggrappata in alto e non viene chiusa e i tempi morti a volte un po’ troppo alti.

Il meteo è stato perfetto per entrambi i giorni regalandoci ore di grandi emozioni.

Ce ne andiamo mentre il caldo sole del tramonto colora l’alona tricolore che si dissolve pigramente sul mare.

Arrivederci Jesolo 🙂

The Jesolo Airshow, typically regarded as the highest quality national air show of the year, takes place on the beachfront. With afternoon performances, spectators can enjoy half a day of sun and sea before the event. The first day consists of rehearsals, with the actual airshow on the second day, allowing enthusiasts to study the displays in advance. This year’s stars were the Patrouille de France, with a 70-year history, and the F/A18C from the Schweizer Luftwaffe. Various helicopters also featured, including the AW169 from the Guardia di Finanza and the AW139 from the Fire Brigade. There were also displays by the AMI, showcasing experimental units with C27J, T346A and Typhoon, and naturally, the Frecce Tricolori.


Reportage Airshow Pratica di Mare – 100 Anni di Aeronautica

15 luglio 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Assistere alle celebrazioni dei cento anni di una aeronautica militare non capita molte volte nella vita di una persona. Ci ero già riuscito nel 2014 con l’aeronautica svizzera che fece una settimana di airshow continuo a Payerne invitando praticamente tutti. Non si poteva quindi mancare alla manifestazione per i Cento anni della nostra Aeronautica che, va ricordato, nel 1998 aveva festeggiato i 75 anni sempre nell’aeroporto di Pratica di Mare.

Ora come allora personalmente non amo Pratica, è una base molto grande e di difficile osservabilità dall’esterno, ma quello che è peggio è che da sempre durante gli Airshow il pubblico viene posizionato dal lato controsole dove c’è la pista di rullaggio.

Non è solo questione di essere fotografi o meno, avere il sole in faccia tutto il giorno in giugno è spiacevole per tutti, oltre a limitare pesantemente la osservabilità delle manovre eseguite in volo. Ci sono venuto lo stesso e mi sono divertito, complice anche il bel tempo, ma devo essere critico e anche un po’ polemico perché molte cose non hanno girato, secondo la mia modesta opinione, per il verso giusto. Intanto le premesse non erano delle migliori, perché la scelta di non invitare aerei e pattuglie di altre nazioni è stata molto controcorrente, dato che nessuna altra aviazione, che abbia celebrato anniversari importanti in Europa, ha mai fatto una scelta di questo tipo.

Anche perché alla fine il criterio di mostrare in volo la maggior parte degli aerei storici che hanno fatto parte dell’Ami ha costretto comunque a ricorrere a team stranieri ancorché privati, Red Bull compresa.

C’era il forte interesse per l’esibizione in volo di due pezzi da novanta della nostra storia aeronautica: il G91 e lo Spillone, arrivati a Pratica con il fiato corto per essere stati approntati in extremis!!!

Molti appassionati che ho sentito erano venuti solo per questi e sono rimasti delusi! Il 104 si è “esibito” solo il venerdi e la domenica, il G91 tutti i giorni, ma entrambi sono sempre stati mostrati in gruppo con altri aerei moderni; ci stava un passaggio per mostrare l’evoluzione storica, ma poi avrebbero dovuto farli esibire da soli, come pare fosse stato promesso e non si è realizzato, specialmente per il 104.

Il fatto che al Tattoo che si tiene a metà luglio sia prevista l’esibizione in volo del G91 lascia ancora di più l’amaro in bocca: io ho fatto una scelta particolare, ma come me tanti fotografi italiani e soprattutto stranieri, e cioè di seguire entrambe le giornate di venerdi e sabato a testata pista 31, dove ci sono campi aperti e tante stradine sterrate che bordano la recinzione aeroportuale, sei sulla display line, e al pomeriggio hai la luce perfetta per passaggi ed atterraggi da quel lato che è la direzione più usata. Gli spotter che hanno fatto richiesta di entrare mi hanno riferito di essere stati posizionati in un luogo abbastanza infelice, se ne sono ovviamente pentiti, mentre a logica avrebbero dovuto essere privilegiati.

Tra le esibizioni che mi hanno emozionato maggiormente sicuramente la Parata, con tutto il seguito di decolli e atterraggi conseguenti, belli anche i Legend al top della forma, il Caproni CA-3 lento e solenne, il Sabre che non si è risparmiato ed i 3 Mustang precisissimi, l’F35B il venerdi, che a momenti ci arrostisce passandoci sopra in fase di discesa con gli scarichi rivolti verso il basso! Cosa è mancato oltre al 104 e al G91? Ma vi ricordate le esibizioni del Tornado della sperimentale e quella dell’Amx che apriva l’esibizione in volo rovescio da dietro il pubblico? Gli aerei li abbiamo ancora, ma i piloti che si sono esibiti erano tutti piloti dei reparti, di Ghedi e di Istrana, non piloti da display, hanno fatto quello che potevano, semplici passaggi e basta, sono mancate le esibizioni da airshow!  Cosa non mi è piaciuto e mi spiace dirlo, perché i piloti sono dei gran manici, le display dei piloti del R.S.V. ed in particolare l’Efa e il C27J, che hanno sicuramente deliziato i bagnanti sulla spiaggia di Torvaianica, ma noi che eravamo sulla display line li abbiamo cercati su “chi l’ha visto”, figuriamoci il pubblico che era dalla parte opposta controsole. Eppure quel passaggio rovescio finale con salita in g negativi, rovesciata ed atterraggio in una sola manovra del pilota del Typhoon era da urlo, ma perché una display così lontana? Una delle tante occasioni sprecate!

La giornata continua con tante occasioni per noi appassionati di fotografia, vi lasciamo con delle belle immagini 🙂