I Diavoli Rossi dal Tornado all’F35: e’ ufficiale!

20 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

In data 2 luglio 2025, presso l’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo “Alfredo Fusco”, si è tenuto un evento molto significativo per l’Aeronautica Militare e per lo stormo in particolare: il passaggio del 154° Gruppo Diavoli Rossi dal Tornado al Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Questo evento ha posto termine ad un periodo che è durato ben 43 anni in cui i Diavoli si sono identificati con il Tornado, ma segna l’inizio di una profonda transizione operativa che riporterà il reparto ad essere uno dei più importanti dell’AMI.  

Il Tornado è stato un velivolo straordinario, con delle caratteristiche peculiari come le ali a geometria variabile, la configurazione bimotore e biposto con la presenza di un addetto ai sistemi, la capacità di volare a bassa quota seguendo il profilo del terreno in ogni condizioni meteo ed in modo automatico, la capacità di rivestire ruoli differenti dallo strike alla interdizione ed alla guerra elettronica, la sua straordinaria versatilità che lo ha portato a compiere missioni differenti anche in contesti operativi bellici di grande complessità.

Ma dopo più di cinquanta anni di servizio, l’usura dei mezzi e lo sviluppo di aerei tecnologicamente molto più avanzati ne stanno decretando l’inevitabile sostituzione.

L’F35 è ben più avanzato del Tornado in tutti i settori. Innanzitutto ha capacità stealth, sensori avanzati ed ha nella connettività uno dei punti di forza tale da renderlo un caccia multiruolo di quinta generazione in grado di operare in ambienti ad alta minaccia.

L’F-35 è qualcosa di più di un velivolo, ma un vero e proprio sistema d’arma che integra tecnologie all’avanguardia, come il radar AESA) e il sistema elettro-ottico DAS.  

Queste caratteristiche permettono un superiore controllo della situazione e una maggiore efficacia in missioni di attacco, ricognizione e difesa aerea. La transizione al nuovo caccia richiederà un intenso programma di addestramento, che il 154° Gruppo ha già iniziato, in un primo momento con velivoli basati ad Amendola, sede del 32° Stormo, primo reparto italiano a raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) con l’F-35 nel 2018.  

A margine della cerimonia, che vedeva la partecipazione anche del personale che era stato in servizio nel reparto negli anni precedenti, è stato organizzato un mini spotter day, per permettere agli appassionati ed ai giornalisti del settore di riprendere l’attività di volo della giornata.

Purtroppo le tensioni internazionali nel medio oriente ed il conseguente innalzamento del livello di allerta per tutti gli obiettivi sensibili hanno fatto si che, a fronte di una richiesta molto più elevata, alla fine fossimo una quarantina di partecipanti in tutto.

Entriamo in base alle 8.30 e parcheggiate le auto veniamo accompagnati in pullmann nell’area antistante i ricoveri dei Tornado.

Nel piazzale a lato dei ricoveri fanno bella mostra di sé il Tornado 6-13, in livrea speciale creata per l’occasione, ed il primo F35A del reparto, l’esemplare 6-06, mentre all’interno dei ricoveri gli specialisti stanno approntando per il volo quattro Tornado, tra cui l’esemplare 6-41 con la livrea dei 50 anni.

La livrea commemorativa, applicata sulla deriva dello special approntato per l’occasione, consiste in una freccia stilizzata che contiene il simbolo storico del 154° il Diavolo Rosso su sfondo nero e ai lati le sagome di un Tornado e di un F-35, sezionate al 50% lungo l’asse longitudinale, che convergendo ai lati della freccia, a volere simboleggiare la continuità tra i due velivoli.

Un elemento distintivo della livrea è la scia del “Sol Levante”, richiamo al motto “BANZAI – in picchiata sull’obiettivo”, coniato durante la Guerra del Golfo per il profilo di volo “Hi-Dive 45°”. Dalla nostra posizione abbiamo la possibilità di riprendere agevolmente, nonostante il controluce, tutte le operazioni dei controlli prevolo, l’arrivo dei piloti e dei navigatori, le start up di tutti i velivoli.

Il comandante di gruppo, già in tuta di volo, viene verso di noi e ci spiega quando importante sia questo passaggio per il futuro del reparto.

Poco dopo che i primi tre Tornado sono usciti da ricoveri per gli ultimi controlli prima del rullaggio, in un frastuono assodante, veniamo richiamati sul pullman per cambiare posizione. Veniamo condotti a lato della pista 31R, normalmente utilizzata per i rullaggi, poco prima della Torre di controllo, su cui campeggia un enorme Diavolo Rosso.

Da li a breve assistiamo al rullaggio verso il punto iniziale dei 5 Tornado, tra cui i due special e di cinque F35A, tre con l’insegna del 154° e due con il Papero del 102° gruppo, l’altro reparto del 6° stormo già operativo con i 35. I rullaggi sono emozionanti ed i piloti ci salutano, uno fa con le mani il simbolo del Diavolo che ghermisce la preda con le unghie. Poco dopo i velivoli decollano, i Tornado tirano verso il fondo pista e purtroppo il calore della pista e dei motori, siamo in luglio ed il sole non scherza, rendono poco utilizzabili gli scatti a questi decolli che pure sono spettacolari con i due Rb199 a pieno ab.

E’ poi la volta degli F35 che staccano il ruotino già a un quarto di pista e quando passano davanti a noi sono già in fase di retrazione carrello.

Dopo un periodo di attesa comincia la dimostrazione in volo, per primo arriva il Tornado dei 50 anni che fa un paio di passaggi tra cui uno con le ali alla massima chiusura, poi è la volta della formazione completa dei cinque Tornado ed infine i cinque F35, a suggellare il passaggio di consegne da un velivolo all’altro.

Purtroppo le formazioni passano dietro di noi e quindi per la ripresa non è la posizione ottimale, ma ci dobbiamo accontentare.

Terminata la cerimonia tutti gli aerei vengono all’atterraggio, quando sono di fronte a noi sono già a terra, ma un Tornado riesce a tenere il muso alzato per quasi tutta la pista e così fa un F35 per la gioia dei nostri obiettivi.

La sessione volge al termine e dopo una sosta al bar della base per rinfrescarci guadagnano l’uscita. Da ora innanzi tutti i Tornado rimasti in condizioni di volo saranno inquadrati nel 155° gruppo le Pantere Nere, continueranno quindi a volare ancora per un po’, ma si chiameranno Pante e non più Freccia. Un ringraziamento sentito a tutto il personale della base che ha contribuito alla riuscita dell’evento e ci ha permesso di condividere con loro questo cambiamento epocale nella vita dello stormo.

On July 2, 2025, a significant event occurred at Ghedi military airport as the 154th Group Diavoli Rossi transitioned from the Tornado to the Lockheed Martin F-35 Lightning II. This marked the end of a 43-year era with the Tornado, a versatile aircraft known for its unique features and capabilities. As the Tornado was retired due to technological advancements, the F-35, with its superior stealth and connectivity, represents a new operational phase for the Italian Air Force. The event included a mini spotter day for enthusiasts, celebrating this historic change while recognizing the dedication of the personnel involved.


Viaggio alla scoperta della Ramstein Flag 2025: Aerei e Spotting

28 Maggio 2025

(a cura di Angelo Bottazzi)

Ci siamo svegliati, io e il mio socio, in un bel giorno di primavera con la consapevolezza che era dall’autunno che non davamo sfogo alla nostra passione di vedere in azione jets operativi!

Dalla consapevolezza all’azione il passo è breve: in quel periodo nel nord Europa si svolgeva l’esercitazione multinazionale annuale Ramstein Flag 2025 (RAFL25), che coinvolgeva una novantina di jet da combattimento dei paesi Nato, insieme a rifornitori provenienti da Canada, Francia, Italia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

I velivoli partecipanti, Lockheed Martin F-35A Lighting II, Dassault Rafale, Eurofighter Typhoon, SAAB Jas-39 Gripen, Lockheed Martin F-16 Fighting Falcon e Boeing F-18 Hornet volavano principalmente dalla base aerea olandese di Leeuwarden, che era quindi la più interessante per la qualità e quantità di aerei presenti, per un totale di più di 40 velivoli.

Le unità operavano anche da basi in Danimarca e Regno Unito, in particolare gli F35 dell’Ami, di stanza a Ghedi ed Amendola, volavano dalla base danese di Skrydstrup.

Dopo avere constatato la previsione della presenza di una importante bolla di alta pressione sulla Frisia, cosa non usuale considerato il periodo, decidiamo di partire nottetempo per Leeuwarden e restarci per tre giorni pieni.

Il viaggio è lungo, 15 ore di auto, interrotte solo dalle soste tecniche necessarie, ma il tempo stabile e soleggiato ci ha aiutato a superare i disagi. All’alba del mattino successivo siamo sulla spotterbult baankop, una collina artificiale che domina la testata pista 05 e permette di osservare magnificamente le operazioni di rullaggio e decollo.

Ricordo di avere da qui assistito alle prove dell’esibizione dei Blu Angels nell’unica trasferta in Europa avvenuta nel lontanissimo 2006! La presenza di questa facilitazione la dice lunga sulla passione e competenza degli spotters olandesi, che per me sono tra i primi al mondo, considerando anche che questa base, da cui prima operavano gli F16, ora ospita già una quindicina di F35A ed è assolutamente di prima linea per la Koninklijke Luchtmacht (KLu); provate ad immaginare una cosa del genere, che ne so, a Ghedi!

Assolutamente impensabile. Arriva però subito la doccia fredda, alcuni gentilissimi signori ci comunicano in un perfetto inglese che, a differenza della Frisian Flag che si teneva annualmente sulla base, sotto l’egida della KLU, e che comportava due missioni giornaliere, la Ramstein Flag, che dipende direttamente al comando operativo Nato, comporta solo una missione giornaliera con partenza alle 16,30 e rientro al tramonto, quando non diventa notturna, con uso massiccio di rifornitori sul mare del nord per prolungare la durata delle missioni.

Il che significa che saremo disoccupati tutti i giorni fino al tardo pomeriggio. Inoltre il vento costante e sostenuto da nord fa si che la pista in uso sia sempre la 05 rendendo impossibile o quasi, a quell’ora, riprendere i decolli che sono sempre pesantemente controluce in ogni luogo possibile di osservazione; peraltro con l’introduzione dell’F35 diversi punti spotting sono stati chiusi o sono attualmente irraggiungibili, limitando quindi le possibilità di ripresa.

Lato positivo della questione, se il vento cambiasse arriva il brutto tempo per cui va bene così, inoltre il rientro in tardo pomeriggio assicura gli atterraggi con il sole basso e luce favorevole di tre quarti che esalta i particolari dei velivoli. Ci concentriamo quindi tutti i giorni sui rullaggi e l’immissione in pista di decollo degli aerei, che dalla collina al di fuori si riprendono benissimo, grazie anche al vento fresco che limita il fenomeno del calore sulla pista.

Per il resto della giornata, giusto per non annoiarci e restare in allenamento, ci dedichiamo al birdwatching nelle aree naturali vicine: l’Olanda e la Frisia in particolare sono il paradiso degli uccelli! La collina al pomeriggio è stracolma di persone e quelli nelle file dietro devono usare le scalette per avere visibilità, alle 16 la danza inizia e gli aerei, ben protetti negli shelter nascosti tra la vegetazione della base, spuntano fuori da due lati differenti per prepararsi al decollo, lo spettacolo è assicurato! E’ la sagra dell’F35, gli olandesi nei tre giorni faranno andare in volo 13 esemplari diversi, con una presenza per missione di almeno 6 esemplari che sommati alle 4 Valkyrie di Lakenheath fanno un totale di più di 10 F35 per missione.

In ogni missione voleranno, oltre agli olandesi e agli F35A dell’Usaf, 4 Rafale dell’Armee de l’Air, tutti in versione biposto, 4 F16 della Polemikí Aeroporía(HAF), 4 Efa della Luftwaffe, del famoso reparto Jagdgeschwader 2 Richthofen, 4 F18 della Suomen Ilmavoimat finlandese, 4 Gripen della Svenska flygvapnet, che da quando la Svezia è entrata a far parte della Nato è regolarmente presente a tutte le esercitazioni multinazionali. Le missioni sono lunghe, grazie al rifornimento in volo.

Li vediamo approssimarsi in coppia ad alta quota sul mare del nord, grazie alle scie di condensazione, ed eseguire circuiti ad anello durante il pattugliamento. Di norma quando arrivano all’atterraggio i primi sono già le 19 inoltrate, la luce è al top, tanto che si riprendono agevolmente dal basso quando si presentano in formazione per fare l’apertura, perché sono illuminati anche sotto dal sole che declina sul mare. Rientrano di solito in modo molto serrato mettendo a dura prova i controllori di volo, e a volte anche i numerosi fotografi presenti, che devono scegliere cosa riprendere.

Così sarà per tutti i tre giorni della nostra permanenza la, accompagnati costantemente da un vento incessante e da un sole intramontabile! Da evidenziare in questa esercitazione, di grande complessità operativa, data anche la diversità di prestazioni, avionica e procedure operative dei diversi velivoli presenti, la costante implementazione del rifornimento in volo, che ha permesso agli aerei da combattimento di rimanere in aria più a lungo, volare più lontano e ridurre il tempo a terra a beneficio dell’efficacia delle missioni. Interessante anche la dimostrazione a terra della l’interoperabilità avanzata degli aerei di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II.

A terra sono state implementate operazioni di cross-servicing, attività che prevede che la manutenzione di un velivolo sia eseguita da personale appartenente ad un’altra nazione. Una volta completata la missione degli F-35A, i reparti logistici e di manutenzione di entrambe le nazioni alleate hanno recuperato, rifornito e ispezionato reciprocamente gli aeromobili dell’altra nazione.

E’ evidente come il comando Nato attraverso queste esercitazioni ricorrenti miri alla integrazione, ad affinare le procedure e l’efficacia dei reparti di volo delle diverse nazioni, alla omogeneizzazione delle procedure operative, anche attraverso la condivisione sempre più frequente di risorse e infrastrutture, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa dell’Alleanza.

E voi, ci siete stati ? Alla prossima 🙂

In a delightful spring, two enthusiasts set out to witness the annual multinational Ramstein Flag exercise in Northern Europe, featuring around 90 NATO jets. Despite the long journey to Leeuwarden, their excitement waned upon learning that missions were limited to late afternoons, hindering their viewpoint options. However, they made the best of their time by observing F-35 operations and indulging in birdwatching. Over three days, they witnessed impressive flights and a commitment to cross-nation maintenance by NATO forces, highlighting the exercise’s role in enhancing operational readiness and integration among member nations. The shared passion for aviation remained strong, even amidst challenges.


Tiger Meet 2024 Spotter Day: Catturare le azioni in volo alla Schleswig Base

24 giugno 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi

I primi raggi dell’alba illuminano le case immerse nel verde, ma sappiamo già che presto il cielo si coprirà in una alternanza di nuvole grigie e bianche, intervallate da brevi periodi di sereno.

Sarà così per tutta la settimana, con il vento costante e sostenuto da sud, sud ovest. Ci troviamo a Jagel nella regione dello Schleswig-Holstein, la più a nord della Germania.

La penisola dello Jutland, divisa tra Germania e Danimarca, è una striscia di terra, mai più larga di un centinaio di chilometri, tra il mare del nord ed il mar Baltico. A queste latitudini il meteo variabile è il minimo che ci si possa aspettare, siamo ben preparati a questo. Ci troviamo in questa landa verde per il Tiger Meet, che quest’anno si tiene nella base aerea di Schleswig, sede del Taktisches Luftwaffen geschwader 51 Immelman, equipaggiato di Tornado Ids ed Ecr.

La Pantera Nera campeggia fiera sulle derive dei velivoli del reparto. Questa edizione del Tiger si presenta un poco sottotono, dopo la scorpacciata di Gioia del Colle 2023. Mancano infatti diversi reparti: I Jaguares portoghesi, Le Linci spagnole, le Tigri austriache, i Puma Ungheresi e gli elicotteri del 21 gruppo di Grazzanise e del 221 squadron della aviazione ceca.

Inoltre gli olandesi del 313 Sqn, ora equipaggiati con gli F 35, voleranno dalla loro base di Volkel, lo stesso faranno gli F16 belgi del 31 Smd da Kleine Brogel. La responsabilità è quasi sicuramente da ricercare nelle tensioni internazionali che impegnano le aviazioni Nato in continue esercitazioni, mettendo a dura prova l’operatività dei reparti.

La base di Schleswig è dotata di due piste che si incrociano tra di loro creando una x, ma quella normalmente in uso è la 5 – 23.

Con il vento che soffia da ovest la direzione di decolli e atterraggi è per la pista 23, questo fattore limita fortemente le possibilità di osservazione e ripresa dall’esterno della base, che essendo molto estesa in larghezza ed immersa nei boschi, limita la visibilità soltanto al lato sud. Vicino all’ingresso della base è stato allestito un ampio parcheggio nel prato antistante; da qui abbiamo la possibilità di assistere all’ingresso in pista e al decollo, da molto lontano, e di riprendere molto facilmente gli atterraggi per la 23, soprattutto al mattino perché poi al pomeriggio il sole gira creando una situazione di leggero controluce, sempre che il sole ci sia!

Di seguito l’elenco dei reparti partecipanti:
F-16AM Blu 31sml
F-16C/D HAF 335 Mira
Rafale M Aeronavale 11F
F-16C/D THK 192 filo
F/A-18C/D SwissAF Fls11
JAS39C CzechAF 211.tl
Tornado IDS/ ECR GAF TLG51
EF2000 AMI 12° Gruppo
F-16C/D PWL 6 ELT
EF2000 GAF TLG74
SA-342M ALAT EHRA3
NH90 ALAT EHRA3
EC-665 Tigre HAP ALAT EHRA3
Rafale B/C AdlA EC03.030
F-35A Klu 313Sqn

L’attività di volo connessa al Tiger Meet consta normalmente in due missioni giornaliere, una al mattino intorno alle 9.30 e una al pomeriggio verso le 14.30.

Qualche volta si assiste ad un decollo di massa in cui tutta la trentina di velivoli presenti parte in rapida successione, altre volte i decolli si susseguono ad intervalli anche lunghi per quasi due ore; dipende dal tipo di missione e dal compito assegnato ad ogni singola sezione di aerei.

Le nazioni maggiormente presenti sono la Germania, che gioca in casa con i Tornado e gli Efa Bavarian Tigers di Neuburg, e la Francia presente con le tre componenti delle forze armate, l’Armee de Terre con tre tipi di elicotteri, l’Armee de l’Air con i Rafale di Monte de Marsan e la Marine National con i Rafale di Landivisiau.

Tra gli special color spiccano per bellezza ed originalità il Rafale della marina, Il Tornado del 51, L’Efa del Tlg 74, oltre ai soliti F16 turchi che sono ormai una consuetudine del Tiger.

Dopo una intensa settimana di nuvole e schiarite arriva il venerdi 7, primo giorno di spotter day, un altro verrà replicato lunedì 11. Siamo in 1500 e già all’alba la coda davanti al cancello della base è bella lunga, fa freddo ma il cielo è sereno, preludio di una giornata che, per fortuna, si rivelerà la migliore del periodo.

Alle 6.30 si entra, veniamo caricati sui pullman, ben sette, che ci porteranno nell’area a noi destinata nei pressi della torre di controllo. Veniamo posizionati ai margini della pista non in uso, in un vasto prato, non abbastanza capiente da ospitarci tutti in prima fila, per cui è tutto un tripudio di scale, scalette e sgabelli per avere assicurata una visuale ottimale; alla fine siamo disposti su tre file e tutti riusciamo a vedere in modo ottimale.

La pista in uso è angolata rispetto alla nostra posizione e l’erba alta non permette di vedere l’aereo in arrivo se non, stando sulla scaletta, un pezzettino di coda, solo a decollo avvenuto il velivolo è pienamente visibile, bisogna essere svelti. Però non ci lamentiamo perché finora i decolli sono stati praticamente impossibili da riprendere in modo degno e ora c’è il sole per cui completiamo il nostro lavoro. L’area spotter, posizione a parte, è ben organizzata con stand che servono cibo e bevande, tende militari pronte ad ospitarci in caso di pioggia, che per fortuna non serviranno, toilette da campo in buon numero e ovviamente tutti gli stand dei vari reparti che vengono gadget, patches ed abbigliamento dedicato.

Il pasto è compreso nel costo della prenotazione e ci viene offerto un buon piatto di pasta e gulash. La missione del mattino viene compiuta normalmente anche se con i decolli molto intervallati. Al pomeriggio decollano, e ben distanziati tra loro, tutti gli special color, uno per reparto; voleranno in un’area a loro dedicata per effettuare i filmati come è consuetudine e torneranno, dopo un tempo che ci è parso una eternità, a sezioni di quattro.

Dopo l’atterraggio rulleranno appositamente davanti a noi. Purtroppo questa pista al pomeriggio va in leggero controluce e questo rovina un po’ la festa. Per intrattenerci durante i tempi morti arrivano tre F35 olandesi da Volkel ed atterrano, uno passa in rullaggio davanti al pubblico e gli altri si posizionano davanti agli shelter alle nostre spalle, per cui riusciamo a fare qualche ripresa, nonostante l’erba alta che copre le ruote, delle operazioni post volo, fino a che ci viene gentilmente detto di non fotografare se non verso la pista di decollo, fine dei giochi.

Passano anche, a pochi metri dal pubblico una coppia di Sikorsky SH60 Seahawk della Us Navy e tutti gli elicotteri della EHRA3 dell’Armee de Terre francese; dalle nostre spalle decolla il Super Lynx MK88A della Marineflieger, presente per attività di soccorso, e si posiziona a pochi metri dalle transenne con un frastuono assordante.

Alle 17 finita ogni attività di volo ci riaccompagnano con i pullman al parcheggio.

Un po di considerazioni da spettatore su questo Tiger germanico: location troppo a nord con evidenti criticità meteo, tempi morti in corso di missione e soprattutto durante il primo spotter day, partecipanti in calo e alcuni dislocati in altre basi, organizzazione interna ed esterna perfetta in puro stile teutonico!

Adesso sogno il sole, il paesaggio aperto di grande visibilità, la calda ospitalità dei Jaguares portoghesi di Beja che ospiteranno il Tiger nel 2025, come da ragazzo sognavo la California, e ancor di più il Tiger 2027 ancora a Ggggggioia, a scaldarci con il Primitivo amabile e ….. saranno 104 !!!

The latest Tiger Meet at the airbase in Schleswig, Germany, saw a decline in international participation due to ongoing NATO exercises and geopolitical tensions. Despite challenges such as variable weather and limited visibility for spectators, the event featured impressive aerial displays and special aircraft colors. The spotters’ day provided enthusiasts with opportunities to observe and capture the aircraft in action, despite some limitations. While the German organization was praised, there were considerations about the location’s northern weather challenges and downtime during missions. Ultimately, attendees are left dreaming of future Tiger Meets in sunnier locations with greater visibility and warm hospitality.


Istrana Poggio Dart 2023

30 dicembre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Dal punto di vista aeronautico il 2023 è stato per noi un anno molto denso e soddisfacente.

E’ cominciato con la Tlp in Spagna, proseguito con la Defender in Germania, e a seguire tutte le iniziative per il centenario dell’Ami, gli open day, gli spotter day e le varie esercitazioni che si sono susseguite nel periodo nelle basi italiane, per finire con il Tiger Meet a Gioia del Colle.

Adesso siamo a dicembre e si presenta, insperata, un’altra ghiotta occasione di dedicarci alla nostra fantastica passione: l’esercitazione Poggio Dart 2023. Questa esercitazione era pianificata nella settimana dal 6 al 15 dicembre e aveva il suo focus sulla base di Istrana presso Treviso, sede del 51 stormo caccia, i mitici Gatti Neri. L’esercitazione ha l’obiettivo di provare le capacità di comando del centro DACCC (Deployable Air Command And Control Centre) di Poggio Renatico. L’esercitazione prevedeva la partecipazione di 6 F16 della base di Aviano e di 3 F4E turchi rischierati ad Istrana, nonché di tutti gli assetti italiani con F35, Eurofighter, Tornado e AV8B dalle loro basi.

Era previsto uno spotter day per mercoledì 13. Chiesto ed ottenuto l’accredito inizia la lotta con il meteo. Il periodo è estremamente instabile e perturbato, il bollettino che viene modificato ogni 6 ore è sempre diverso, ma c’è una costante: mercoledì 13 prevista pioggia. I giorni passano, l’esercitazione inizia, ma finestre di bel tempo non ce ne sono. Alla sera del 12 stante le condizioni pessime previste rinunciamo all’occasione e restiamo a casa.

Faremo bene, conoscenti ci parlano di mezza giornata trascorsa dentro un hangar per la pioggia, di decolli abortiti e peggioramento nel pomeriggio, quando era previsto una interruzione della pioggia. La sera del 13 il meteo da la possibilità di miglioramento, è l’ultima occasione, prendere o lasciare. Prendiamo, titubanti ed ansiosi, potremmo trovare nuvoloso e nebbia soprattutto. Invece la fortuna ci aiuta, a Istrana il meteo è perfetto e non c’è la nebbia che ci ha accompagnato per tutto il viaggio.

Ma poi la fortuna ci gira le spalle, alle 9 gli aerei sono già pronti a partire, mentre ci indirizziamo verso la testata pista 08 troviamo una fila infinita di auto e camion fermi in attesa, un incidente ha bloccato la strada proprio alla intersezione dell’asse pista con la regionale.

Riusciamo in extremis ad infilarci in una stradina fangosa che ci porta quasi sotto alla torre di controllo, ma siamo lontani, gli aerei staccano in fondo alla pista, vediamo i decolli ma foto niente. Partono in sequenza: tre F16, tre Efa, (di cui uno non farà ritorno, andato probabilmente a Gioa del Colle od Amendola), due F4E.

I decolli dei Phantom II sono impressionanti e fragorosi, questo aereo di grandi dimensioni esercita ancora un grande fascino per la sua sagoma caratteristica ed inconsueta e la colorazione special di entrambi ne aumenta l’appeal.

Questi aerei appartengono al 111 filo Panterler della THK e sono basati ad Eskişehir, il loro call sign è ovviamente Panther; ne sono presenti tre in base ma uno, quello meno special, non volerà per tutta la giornata.

Siamo piuttosto depressi, ma la giornata che si sta rivelando splendida, la tanta gente intorno alla base, con molti conoscenti presenti, ci incoraggiano; devono pur ritornare e se sono partiti così presto consente di presumere che voleranno anche una missione pomeridiana. Ci trasferiamo nei vigneti a testata pista 26, ottimo punto di osservazione e ripresa per gli atterraggi.

Gli spotter sono tutti li. Poco prima delle 11 arriva il primo F4, la tensione sale, non possiamo mancarlo, chissà se avremo un’altra occasione di vedere questo magnifico pezzo di storia dell’aviazione: è bellissimo, lo avevo già visto a Zeltweg nel 2022, ha una grande pantera nera sul muso e l’enorme deriva è tutta decorata in omaggio a questo mito volante con la figura del fantasma secondo, la pantera nera, il dragone, l’aquila e la bandiera turca. L’altro esemplare è altrettanto interessante con una grande e lucida shark mouth sul muso, mentre sulla deriva, sullo sfondo rosso della bandiera turca, campeggiano una pantera nera e lo stemma del centenario della THK, che cade nel 2023 come quello dell’Ami.

A seguire atterrano gli F16, tutti Buzzards, anche se uno monta un aereo del Triple Nickel, che si trova in riposo dopo una lunga trasferta in medio oriente; infine i due Efa che prima effettuano un finto atterraggio. Mentre stiamo per allontanarci arrivano tre F16 da Aviano per un low approach, un pilota guarda con insistenza questa folla radunata per l’evento, da notare che la metà dei 16 di Aviano hanno la nuova colorazione grigio scuro. Adesso abbiamo una sosta, i bene informati ci avvisano che ripartiranno verso le 14,30, ne approfittiamo per cercare un buon punto di ripresa perché temiamo che alla testata pista saranno già troppo alti. Lo troviamo seguendo la gente del posto, un bello spazio aperto, con buone possibilità di parcheggio, che permette di seguire la traiettoria dei decolli senza ostacoli arborei, a Istrana quasi sempre presenti: è la location ideale!

Alle 14 iniziano le start up, i due F4E, gli F16, stavolta quattro e due Efa, il leader pilotato da una signora; da segnalare il forte rischio di bird strike stante la permanenza sul cielo del campo di stormi piuttosto consistenti di volatili. La posizione è davvero buona, riprendiamo tutti i decolli in modo ottimale, l’umore migliora. Il tempo è stabile, le voci parlano di atterraggi previsti intorno alle 16, siamo nelle giornate più corte dell’anno, il tramonto è previsto intorno alle 16,25, la finestra è molto stretta e non abbiamo nessuna garanzia di successo, fondamentale che gli aerei siano ancora illuminati da un raggio di sole. Nel vigneto siamo tutti lì, l’attesa è spasmodica, nei giorni precedenti il meteo avverso non ha permesso scatti perfetti a nessuno, arrivano le 16, il sole è una palla rossa che proietta ombre infinite sul terreno, e si appresta a toccare l’orizzonte!

Ed ecco che il miracolo si ripete, alle 16,04 arrivano i Panther e sono ovviamente tutti dorati, sono foto che solo la qualità dei sensori di ultima generazione permette di fare, con risultati accettabili ed impensabili fino a qualche anno fa. Poco dopo arrivano i Vipers Usaf, mancano i due Efa, il sole ormai è sull’orizzonte e noi siamo già in ombra, arrivano in coppia per un low approach, fanno l’apertura e si ripresentano per un passaggio singolo ma non atterrano, si allontanano verso Montebelluna e quando torneranno per l’atterraggio il sole è già andato a dormire.

Accendiamo il Flir perché adesso ci aspetta un lungo viaggio nella nebbia! Il giorno dopo andiamo a Ghedi e riprendiamo la missione mattutina dei Tornado che ci divertono con tanti low approach e touch and go al rientro. Ora finalmente ci attende un po di riposo!

In 2023, a year packed with thrilling aeronautical events, Italy’s aviation enthusiasts were eager for the Poggio Dart 2023 exercise. Despite a disheartening start due to bad weather, they braved the elements and were rewarded. From the awe-inspiring departures to the breathtaking sunset landings, the day was filled with anticipation and ultimately delivered unforgettable moments. The breathtaking shots captured with cutting-edge technology are a testament to the passion and dedication of these aviation aficionados. Despite the challenges, the day ended with a sense of fulfillment and the promise of well-deserved rest ahead.


Nuovo video: Intervista Com. Te Brambilla

2 dicembre 2023

E’ online su Youtube l’interessante e rara intervista realizzata dall’8 Club Magiche Frecce al Comandante Matteo Brambilla: piu’ di un’ora incollati ad ascoltare la sua storia, la passione per la Marina Militare e soprattutto l’approccio con l’Harrier e la transizione su F35B🙂

La passione del volo lo ha poi trasportato in America per un nuovo incarico come istruttore Test Pilot per la preparazione di piloti militari e civili.

Difficile trovare in rete un contenuto simile, gustatevi il video 🙂

Link:

An engaging and rare interview with Commander Matteo Brambilla is now available on YouTube, orchestrated by the 8 Club Magiche Frecce. The interview is over an hour long and explores Brambilla’s history, passion for the Military Navy, and especially his experience with the Harrier and transition to F35B. Furthermore, Brambilla’s zest for flying led him to America for a new role as a Test Pilot instructor, training military and civilian pilots. With such unique content hardly found on the net, the video is worth a watch.


Gli F35 dorati

23 novembre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)


La scorsa settimana mi è arrivata una soffiata, corredata di foto, che a Ghedi erano atterrati quattro F35A del 493rd Fighter Squadron, Grim Reapers, del 48th Fighter Wing di stanza alla RAF Lakenheath, Suffolk, United Kingdom, e che sarebbero restati per una settimana.

Lo scopo era evidente, condividere con gli F35 del 6 stormo le procedure operative, in base alla loro esperienza dell’uso del velivolo di quinta generazione, che hanno in servizio da più tempo.

Si poteva supporre che avrebbero volato tutti i giorni e forse più missioni al giorno. Occasione ghiotta e da non perdere, Ghedi lo posso raggiungere in poco più di una oretta di auto.

Il meteo era previsto a fasi alterne, ma un picco di bel tempo era atteso per mercoledì 15. Arrivati la, io e il mio socio, una fitta nebbia grava sull’area, ma il meteo prevede la sua sparizione entro le 10 e vento teso per tutto il giorno da ovest, che porta come conseguenza l’uso della pista 32L.

Siamo consapevoli che potrebbe non accadere nulla, non è una esercitazione programmata con degli orari ben precisi, oggi potrebbero anche non volare, ma chi non risica non rosica e il meteo promette di diventare spettacolare, siamo fiduciosi!

Verso le 10, quando ormai la tensione è alle stelle, sentiamo iniziare le start up: si preparano due Devil, due Pante e un Freccia (Tornado Ids ed Ecr), e, dulcis in fundo, una formazione mista di Luce e Reapers, cinque F35A, due del 6 stormo e tre del 48th.

I decolli visti, dalla strada che costeggia il fondo pista, sono impressionanti, con i Tornado che passano appena sopra la recinzione tirando tutta la pista di decollo, mentre gli F35 “tirano su” a metà pista. Bene, non siamo venuti qua per niente! Mentre ci trasferiamo dal lato atterraggi, notiamo diversi spotters sparsi lungo la recinzione, soprattutto locali, attirati dalla novità.

Il primo Tornado è decollato poco prima delle 11, li aspettiamo di ritorno non più tardi delle 12.30. Ma c’è un cambiamento di programma, i due Devil, che dovrebbero essere i primi, dichiarano una emergenza per il gregario, il carrello anteriore è sceso e fissato ma pare che il ruotino non sia perfettamente allineato; vediamo che il leader si posiziona sotto e fa un controllo visivo, poi la coppia fa una passaggio a bassa quota sulla pista per un ulteriore controllo visivo, dopo di chè vengono posizionati dal controllore su Leno a 2000 piedi, in attesa del rientro degli altri velivoli.

E così atterrano in sequenza i due Pante e, poco dopo, arrivano in formazione di 5 gli F35, fanno l’apertura ed atterrano. Ora è possibile fare atterrare i due Tornado con il problema, il leader, che è una signorina, atterra per primo seguito dal gregario, che per fortuna atterra senza conseguenza alcuna. Ed ecco arrivare l’ultimo della serie Freccia double zero che si diverte, e ci diverte, con tre low approach, finti atterraggi senza posare le ruote sulla pista, infine si presenta al full stop ma sorpresa!

Una poiana volteggia esattamente sul sentiero di discesa e non se ne vuole andare, il pilota, già in corto finale, quando se ne accorge, scarta di lato e poi riallinea, e tutto si risolve per il meglio. Sono le 13 passate e direi che per la prima parte della giornata le emozioni non sono mancate! Adesso il dilemma è, voleranno anche nel pomeriggio? Alle 14 atterra un 346 del 61 stormo di Galatina, non abbiamo idea di che ci faccia qua.

Alle 14,09 il rullaggio di un Pante riaccende le nostre speranze, e presto si preparano anche un Freccia e i soliti Luce e Reaper, questa volta due Ami (sempre gli esemplari 6-03 e 6-04) e due Usaf. Poco dopo decolla anche il 346 Sphera 0-4. Mentre fotografo i 35 che decollano, arrivano i carabinieri per un controllo di rito, nessun problema e solita chiacchierata piacevole.

Gli ultimi sono decollati alle 15 meno dieci, al pomeriggio a Ghedi la luce è magica, specie in questo periodo che il sole è basso, ma rientreranno in tempo? Per fortuna l’angoscia viene dilazionata da Pante 0 4 che rientra e inizia a fare dei touch and go, ne farà 3 prima di atterrare definitivamente; dopo non molto rientra il Freccia, ormai mancano solo i 35. Invochiamo la Luce o meglio i Luce, mentre la luce reale scema e le nostre ombre diventano sempre più lunghe!

Quando cominciamo a perdere ogni speranza, alle 16.35 arrivano in formazione di 4 e si presentano all’atterraggio, gli F35 dorati, mentre il sole ancora indugia per qualche minuto dietro il filare dei pioppi alle nostre spalle, prima di abbandonare il campo. E’ andata bene, anche oggi abbiamo centrato l’obiettivo.

Last week, the author received a tip-off that four F35A fighter planes from the 493rd Fighter Squadron had landed in Ghedi. The aim was to share operating procedures with fellow F35s from the 6th wing based on their prior experience. Their arrivals sparked interest from locals who anticipated frequent flights throughout the week. After arriving amidst alternating weather conditions, the author and a companion spectated take-offs and landings, including a problematic Tornado aircraft that eventually landed without incident. The author concludes that the day was eventful and contemplates whether there will be more flights in the afternoon.


Open Day Istrana 2023 51′ Stormo Caccia – Topi e Tifoni

3 ottobre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Il 7 settembre si è tenuto presso l’Aeroporto di Istrana, sede del 51 stormo caccia, un open day inserito nel quadro delle celebrazioni dei 100 anni dell’Aeronautica Militare.

Non era necessaria la registrazione, l’ingresso era libero per tutti.

Quello di Istrana è un aeroporto fotograficamente difficile, dalla parte delle strutture aeroportuali si è costantemente controluce per tutto l’arco della giornata, nonché lontani dalla pista, mentre esternamente dall’ altro lato filari di piante si alternano a spazi vuoti rendendo difficile il tracking dei velivoli.

Ed è un peccato perché il personale dello stormo è molto collaborativo e tollerante e ci tiene ad avere uno stretto rapporto con gli spotter e gli appassionati (chi era presente ai 30 anni dell’Amx sa cosa voglio dire). La giornata è afosa, ma un vento teso mitiga l’effetto, però porta come conseguenza che i decolli e gli atterraggi avvengono per la 08, quindi tutti i nostri riferimenti vanno a farsi benedire!

Decidiamo, io e il mio amico, di posizionarci fuori dalla base al mattino e di entrare per vedere la statica il pomeriggio. Come noi diversi fotografi hanno fatto questa scelta. L’attività di volo ufficiale dovrebbe iniziare verso le 10, ma appena arrivati due F16 di Aviano arrivano a bassa quota e fanno alcuni finti atterraggi, poi se ne vanno.

Atterrano poi in sequenza un C27J e un Mb339CD.

Arrivano e atterrano il Caproni CA3

e lo Spad XIII

Aspettavamo che effettuassero una formazione con l’F35B come avevano fatto il giorno precedente, invece l’F35B rulla e decolla nascosto dalle piante tra la delusione dei presenti.

Alle dieci cominciano i voli e bisogna dire che, a parte un breve intervallo a metà giornata, continueranno fino a pomeriggio inoltrato, con coppie di Efa che si alterneranno a singoli voli di Amx, a volte presentandosi insieme ed effettuando evoluzioni, passaggi con il carrello fuori, in formazione, finti atterraggi, sempre rigorosamente sul cielo campo e sull’asse della pista.

Il pubblico non si è certo annoiato. Un NH90 dell’Esercito, presente sulla base, effettuerà diversi voli di breve durata per ritornare sempre a Istrana

A un certo punto arriva a bassa quota, con i fumi bianchi e le taniche da trasferimento, Pony 8 delle Frecce, fa tre passaggi e se ne va

Verso tarda mattinata, non soddisfatti della posizione a metà pista, ci riposizioniamo a testata pista 08, dove un campo di granoturco mietuto ci permette di osservare da vicino gli avvicinamenti e gli atterraggi, è qua che otterremo i risultati migliori. Infatti 2 coppie di Efa si alternano sull’aeroporto ed effettuano tutta una serie di manovre interessanti prima di atterrare.

Sono già le 14, e in questa posizione la luce inizia a peggiorare, decidiamo di entrare. C’è un enorme parcheggio proprio di fronte al cancello di ingresso e qualche posto si trova ancora. Appena entrati veniamo omaggiati di una bottiglia da 1.5 litri di acqua, ne avevamo bisogno.

Una lunga camminata all’interno ci porta sul piazzale principale dove troviamo diversi velivoli in statica, tra cui un F35A di fronte al suo shelter

un Efa con a fianco una Ferrari Formula1

un Tornado del 6 stormo

Non mancano gli Amx, tra cui il mitico Guizzo 01 tutto giallo e quello tutto nero colorato per i 30 anni

E’ presente anche un vecchio 104 con lo “Spauracchio” sulla fusoliera ed un T33, entrambi non volanti. Sulle derive degli aerei del 51 campeggia lo stemma del reparto, un gatto che acchiappa tre sorci verdi, pardon grigi; ormai è tutto grigio, come i numerosi Topi che a fondo pista tristemente si stanno godendo la pensione

L’attività di volo continua incessante e tra l’altro arrivano 2 Tornado che hanno acconsentito ad allungare la loro missione; fanno un paio di passaggi e tornano a Ghedi. Facciamo in tempo a vedere il decollo del 339 mentre ci incamminiamo verso l’uscita

Complimenti al personale dello storno per avere cercato di portare in volo tutto il possibile! Una bella giornata di passione aeronautica ben strutturata ed organizzata 🙂

An open day was held at Istrana Airport, home of the 51st fighter wing, as part of the 100th anniversary celebrations of the Italian Air Force. The event, free and accessible to all, proved to be a challenge for photography enthusiasts due to its backlit structures and distant runways. Despite the starting hour set at 10am, the day was full of flying activities, including stunt performances from pair and solo flights. Spectators were not left bored, with several aircraft in static display and continuous flight activities. The event was a well-structured and organized day displaying aeronautical passion.


Reportage Jesolo Airshow 2022

2 settembre 2022

(Foto gentile concessione copyright di Angelo Bottazzi, testo giornalenordest)

Sabato e Domenica dalle 15 alle 19, i cieli di Jesolo sono stati solcati dalle 17 proposte aeree partecipanti allo Jesolo Airshow. Lo spettacolo è stato seguito da oltre 500.000 persone lungo tutta la costa cittadina. Nello show center della manifestazione, predisposto sull’arenile di piazza Brescia, hanno trovato posto circa 3.000 persone (altrettante hanno seguito le prove nella giornata di sabato) con 70 fra giornalisti e fotografi accreditati da tutta Europa. Lo spettacolo aereo è stato inoltre trasmesso in diretta su RAI 1 per quasi l’intera sua durata.
La manifestazione è stata aperta dal passaggio dell’elicottero AW109 (nexus della Guardia di Finanza), seguito dall’emozionante Wing Walker, la camminata acrobatica in volo.

Il pubblico ha poi potuto assistere alla prima esibizione di fronte al grande pubblico del nuovo convertiplano AW609 di Leonardo,

al passaggio del Dassault Rafale (France Air Force)

a quello dell’HH 139 – 15° Stormo

e a seguire della Formazione Legend, degli aerei storici SPAD XIII R (copia dell’aereo di Francesco Baracca) e Fokker DR1 M (copia dell’aereo del Barone Rosso) della fondazione Jonathan Collection. È stata quindi la volta della Formazione Tornado – 6° Stormo,

della Formazione AMX – 51° Stormo,

della Formazione Eurofighter – 51° Stormo e della Formazione F35 – 32° Stormo.

Si sono poi esibiti il CAP 231, il T-346 A , la formazione dei trainer nuovi e di una volta

l’Eurofighter e il C27J del Reparto sperimentale volo.
A chiudere la manifestazione, come ormai da tradizione, l’esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN): le Frecce Tricolori.
L’amministrazione comunale ha già avviato i primi passi per ospitare l’Aeronautica Militare anche nel 2023 con un’edizione, la numero 25, che coinciderebbe con il centenario della forza armata, la cui autonomia è stata definita con regio decreto nel 1923. Per celebrare tale ricorrenza, l’Aeronautica Militare sta allestendo un programma di spettacoli per il prossimo anno che prevederà una sola tappa per ciascuna Regione e Jesolo intende candidarsi come sede ospitante per il Veneto.
Lo Jesolo Airshow 2023 sarebbe, inoltre, l’occasione ideale per inaugurare ufficialmente il nuovo accesso al mare di piazzetta Casa Bianca che l’amministrazione comunale intitolerà proprio alle Frecce Tricolori