I Diavoli Rossi dal Tornado all’F35: e’ ufficiale!

20 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

In data 2 luglio 2025, presso l’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo “Alfredo Fusco”, si è tenuto un evento molto significativo per l’Aeronautica Militare e per lo stormo in particolare: il passaggio del 154° Gruppo Diavoli Rossi dal Tornado al Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Questo evento ha posto termine ad un periodo che è durato ben 43 anni in cui i Diavoli si sono identificati con il Tornado, ma segna l’inizio di una profonda transizione operativa che riporterà il reparto ad essere uno dei più importanti dell’AMI.  

Il Tornado è stato un velivolo straordinario, con delle caratteristiche peculiari come le ali a geometria variabile, la configurazione bimotore e biposto con la presenza di un addetto ai sistemi, la capacità di volare a bassa quota seguendo il profilo del terreno in ogni condizioni meteo ed in modo automatico, la capacità di rivestire ruoli differenti dallo strike alla interdizione ed alla guerra elettronica, la sua straordinaria versatilità che lo ha portato a compiere missioni differenti anche in contesti operativi bellici di grande complessità.

Ma dopo più di cinquanta anni di servizio, l’usura dei mezzi e lo sviluppo di aerei tecnologicamente molto più avanzati ne stanno decretando l’inevitabile sostituzione.

L’F35 è ben più avanzato del Tornado in tutti i settori. Innanzitutto ha capacità stealth, sensori avanzati ed ha nella connettività uno dei punti di forza tale da renderlo un caccia multiruolo di quinta generazione in grado di operare in ambienti ad alta minaccia.

L’F-35 è qualcosa di più di un velivolo, ma un vero e proprio sistema d’arma che integra tecnologie all’avanguardia, come il radar AESA) e il sistema elettro-ottico DAS.  

Queste caratteristiche permettono un superiore controllo della situazione e una maggiore efficacia in missioni di attacco, ricognizione e difesa aerea. La transizione al nuovo caccia richiederà un intenso programma di addestramento, che il 154° Gruppo ha già iniziato, in un primo momento con velivoli basati ad Amendola, sede del 32° Stormo, primo reparto italiano a raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) con l’F-35 nel 2018.  

A margine della cerimonia, che vedeva la partecipazione anche del personale che era stato in servizio nel reparto negli anni precedenti, è stato organizzato un mini spotter day, per permettere agli appassionati ed ai giornalisti del settore di riprendere l’attività di volo della giornata.

Purtroppo le tensioni internazionali nel medio oriente ed il conseguente innalzamento del livello di allerta per tutti gli obiettivi sensibili hanno fatto si che, a fronte di una richiesta molto più elevata, alla fine fossimo una quarantina di partecipanti in tutto.

Entriamo in base alle 8.30 e parcheggiate le auto veniamo accompagnati in pullmann nell’area antistante i ricoveri dei Tornado.

Nel piazzale a lato dei ricoveri fanno bella mostra di sé il Tornado 6-13, in livrea speciale creata per l’occasione, ed il primo F35A del reparto, l’esemplare 6-06, mentre all’interno dei ricoveri gli specialisti stanno approntando per il volo quattro Tornado, tra cui l’esemplare 6-41 con la livrea dei 50 anni.

La livrea commemorativa, applicata sulla deriva dello special approntato per l’occasione, consiste in una freccia stilizzata che contiene il simbolo storico del 154° il Diavolo Rosso su sfondo nero e ai lati le sagome di un Tornado e di un F-35, sezionate al 50% lungo l’asse longitudinale, che convergendo ai lati della freccia, a volere simboleggiare la continuità tra i due velivoli.

Un elemento distintivo della livrea è la scia del “Sol Levante”, richiamo al motto “BANZAI – in picchiata sull’obiettivo”, coniato durante la Guerra del Golfo per il profilo di volo “Hi-Dive 45°”. Dalla nostra posizione abbiamo la possibilità di riprendere agevolmente, nonostante il controluce, tutte le operazioni dei controlli prevolo, l’arrivo dei piloti e dei navigatori, le start up di tutti i velivoli.

Il comandante di gruppo, già in tuta di volo, viene verso di noi e ci spiega quando importante sia questo passaggio per il futuro del reparto.

Poco dopo che i primi tre Tornado sono usciti da ricoveri per gli ultimi controlli prima del rullaggio, in un frastuono assodante, veniamo richiamati sul pullman per cambiare posizione. Veniamo condotti a lato della pista 31R, normalmente utilizzata per i rullaggi, poco prima della Torre di controllo, su cui campeggia un enorme Diavolo Rosso.

Da li a breve assistiamo al rullaggio verso il punto iniziale dei 5 Tornado, tra cui i due special e di cinque F35A, tre con l’insegna del 154° e due con il Papero del 102° gruppo, l’altro reparto del 6° stormo già operativo con i 35. I rullaggi sono emozionanti ed i piloti ci salutano, uno fa con le mani il simbolo del Diavolo che ghermisce la preda con le unghie. Poco dopo i velivoli decollano, i Tornado tirano verso il fondo pista e purtroppo il calore della pista e dei motori, siamo in luglio ed il sole non scherza, rendono poco utilizzabili gli scatti a questi decolli che pure sono spettacolari con i due Rb199 a pieno ab.

E’ poi la volta degli F35 che staccano il ruotino già a un quarto di pista e quando passano davanti a noi sono già in fase di retrazione carrello.

Dopo un periodo di attesa comincia la dimostrazione in volo, per primo arriva il Tornado dei 50 anni che fa un paio di passaggi tra cui uno con le ali alla massima chiusura, poi è la volta della formazione completa dei cinque Tornado ed infine i cinque F35, a suggellare il passaggio di consegne da un velivolo all’altro.

Purtroppo le formazioni passano dietro di noi e quindi per la ripresa non è la posizione ottimale, ma ci dobbiamo accontentare.

Terminata la cerimonia tutti gli aerei vengono all’atterraggio, quando sono di fronte a noi sono già a terra, ma un Tornado riesce a tenere il muso alzato per quasi tutta la pista e così fa un F35 per la gioia dei nostri obiettivi.

La sessione volge al termine e dopo una sosta al bar della base per rinfrescarci guadagnano l’uscita. Da ora innanzi tutti i Tornado rimasti in condizioni di volo saranno inquadrati nel 155° gruppo le Pantere Nere, continueranno quindi a volare ancora per un po’, ma si chiameranno Pante e non più Freccia. Un ringraziamento sentito a tutto il personale della base che ha contribuito alla riuscita dell’evento e ci ha permesso di condividere con loro questo cambiamento epocale nella vita dello stormo.

On July 2, 2025, a significant event occurred at Ghedi military airport as the 154th Group Diavoli Rossi transitioned from the Tornado to the Lockheed Martin F-35 Lightning II. This marked the end of a 43-year era with the Tornado, a versatile aircraft known for its unique features and capabilities. As the Tornado was retired due to technological advancements, the F-35, with its superior stealth and connectivity, represents a new operational phase for the Italian Air Force. The event included a mini spotter day for enthusiasts, celebrating this historic change while recognizing the dedication of the personnel involved.


Scopri la Balloon Cup: Esperienze Uniche in Mongolfiera

9 dicembre 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Il sole spunta all’orizzonte ed illumina di una luce calda e dorata i teams che sono già al lavoro nel montaggio delle mongolfiere ad aria.

Siamo dentro l’aeroporto militare di San Damiano, aperto al grande pubblico per la prima edizione della Balloon Cup “Dalla mongolfiera alla stratosfera”, che si è svolta dal 11 al 13 ottobre 2024 presso l’aeroporto militare di San Damiano, nel comune di San Giorgio Piacentino; una iniziativa promossa dal Ministero della Difesa e organizzata da Difesa Servizi in collaborazione con l’Aeronautica Militare, l’Aeroclub di Pavullo e il supporto tecnico di Aeronord Aerostati.

E’ venerdi mattina ed è ancora buio, mentre siamo in attesa dell’apertura del cancello, illuminato dalla luce fredda delle fotoelettriche, siamo pochi intimi, quasi tutti fotografi; il primo pulmino è nostro, l’addetto ci dice che per oggi ci sono circa 1200 prenotazioni, mentre per il giorno dopo, sabato, sono previste più di diecimila persone.

Il cielo è sereno e terso e promette una giornata di buone soddisfazioni dal punto di vista fotografico.

Gli equipaggi si stanno dando febbrilmente da fare nello srotolare i palloni, montare i bruciatori sulle gondole in legno, che poi inclineranno su un fianco, mentre i ventilatori portatili, posizionati verso la gola del pallone, procederanno a gonfiarlo, con altri membri dello staff che tengono ben salde e tese le cime che trattengono al suolo il pallone, fino a chè non sia in grado di levarsi verso l’altro, mettendo la mongolfiera in posizione verticale di decollo.

I teams sono una decina e vengono da diverse nazioni europee; le mongolfiere, ancorché di forma tradizionale, sono molto colorate con disegni che ne esaltano la bellezza. Assistiamo, davvero in pochi, a tutte queste operazioni, dato che le mongolfiere ad aria sono ben concentrate in un tratto di prato delimitato da transenne, al di qua del raccordo principale della pista, ed è possibile girare intorno da tre lati a questa area per osservare da diverse prospettive.

Grazie agli organizzatori per averci assicurato questa preziosa possibilità. Terminate le operazioni prevolo le mongolfiere decollano quasi simultaneamente, con spettacolari e sibilanti fiammate arancione, e presto appaiono come dei piccoli palloncini sospesi sulle nostre teste.  

E’ la prima parte di una competizione che vedrà il secondo atto al tardo pomeriggio di venerdi e che proseguirà con altri due voli nella giornata di sabato e al mattino della domenica.

La nostra attenzione ora è rivolta al prato adiacente, anch’esso transennato, dove nel frattempo sono state montate quattro mongolfiere ad aria; questi palloni, vincolati al suolo, permetteranno a tante persone, circa 1500 nell’arco dei tre giorni della manifestazione, di provare l’ebbrezza di librarsi in aria fino ad una ventina di metri dal suolo.

Al venerdi molti studenti e scolaresche approfittano della occasione per fare il battesimo dell’aria. Dopodiché passiamo alla rassegna dei velivoli in mostra statica, alcuni facenti parte del museo volante che ha la base qua a San Damiano come i due Amx e l’Ab212.

Interessante la presenza di un HH-139 del 15° Stormo di Cervia, il cui equipaggio ha messo in mostra tutto il materiale che viene utilizzato nelle operazioni di soccorso in ogni ambiente, stagione ed in qualunque condizione meteo.

A fine statica è esposto il Tornado special color realizzato a Ghedi per celebrare i 50 anni di attività del velivolo.

Interessante anche l’allestimento del villaggio 100, una ricostruzione con mezzi, strutture e figuranti in abbigliamento d’epoca, di un campo di aviazione della seconda guerra mondiale, dove, tra l’altro, faceva bella mostra di sé il Macchi Mc 205 Veltro del museo di Vigna di Valle.

Nel corso della mattinata arriva l’Efa 51-52 dei Gatti Neri di Istrana che, dopo alcuni passaggi e arrampicate a full ab, atterra e viene posizionato in statica. Verso le 11.30 arrivano da Ghedi, in formazione, due Tornado ed un F35, l’esemplare 06-1, che effettuano vari passaggi in diverse configurazioni e tornano a Ghedi.

L’F35 avrebbe dovuto atterrare ed andare in statica, ma pare che non sia atterrato perché il cavo di arresto di emergenza a fine pista non è più presente e il 35, a differenza dall’Efa, non ha un paracadute freno in caso di problemi in atterraggio.

Arrivano anche, singolarmente, gli aerei della pattuglia Legend che si esibiranno in formazione il sabato, manca il pezzo più prezioso, il 326K; peccato che ce li siamo trovati sempre sul cielo campo all’improvviso perché lo speaker, di radio Bruno, parlava di tutt’altro e non annunciava mai l’arrivo dei velivoli. Il pomeriggio passa tranquillo in attesa della seconda sessione di volo delle mongolfiere ad aria e della partenza di quelle a gas, l’altro pezzo forte della manifestazione.

Queste sono posizionate decentrate rispetto alle altre e non è possibile avvicinarsi per il semplice fatto che sono gonfiate ad idrogeno, che viene fornito da enormi bilici posizionati nella pista di rullaggio. L’operazione di gonfiaggio è piuttosto lunga, sono meno visivamente meno spettacolari delle altre perché si presentano come delle palle rotonde di colore bianco, ma l’apparenza inganna. Le loro prestazioni infatti sono straordinarie, basti pensare che l’equipaggio svizzero vincitore della gara è rimasto in volo per 26 ore, spingendosi fino al promontorio del Gargano.

Nell’intervallo delle attività viene presentata la manifestazione con la presenza del capo di stato maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, sempre democraticamente in tuta di volo, al quale va tutta la nostra simpatia.

A seguire la seconda prova delle mongolfiere ad aria che avviene in condizioni di luce pomeridiana, sempre molto accattivante, e con pochissime persone presenti. Verso le 18 per ultima parte la gara delle mongolfiere a gas, che decollano facendo subito più quota possibile e che navigheranno tutta la notte raggiungendo le regioni dell’Italia centro-meridionale.

Usciamo dalla base e ci posizioniamo sulla collina a testata pista 30, che è stata usata tutto il giorno per decolli ed atterraggi, in attesa delle Frecce Tricolori. Arrivano un poco in ritardo sull’orario previsto ed effettuano alcuni passaggi con i fumi tricolori circuitando al di sotto delle mongolfiere a gas ancora presenti ad alta quota nei pressi del cielo campo. Pero, inaspettatamente, atterrano dalla parte opposta; peccato, ci abbiamo provato! Probabilmente è dovuto al posizionamento delle mongolfiere ancora in zona, anche perché, lo 0, il velivolo di riserva, che arriva in seguito da solo, atterrerà invece dalla 30.

Il sabato, contrariamente alle previsioni, il meteo è buono, e torno alla base con la mia nipotina, ci siamo infatti prenotati tutti e tre i giorni per avere flessibilità.

E’ la giornata di maggior afflusso di pubblico, soprattutto famiglie con bambini, per loro infatti sono state organizzate varie attività. E’ possibile partecipare a laboratori creativi per costruire mini mongolfiere od aquiloni, entrare nell’abitacolo di alcuni aerei, provare simulatori di volo realistici; interessante anche la possibilità di entrare all’interno del pallone di una mongolfiera gonfiata al suolo, dove ad orari prestabiliti due attori spiegavano ai bambini il funzionamento di una mongolfiera ad aria. Il clou della giornata è l’esibizione delle Frecce Tricolori.

Molto apprezzata la possibilità di assistere da vicino a tutte le operazioni pre-volo, al lavoro degli specialisti, all’arrivo e alla vestizione dei piloti, allo start up ea al rullaggio della formazione.

Ci posizioniamo quasi dietro il 7 e quando il Viper del 339 si accende una fiammata arancione lunga più di un metro si sprigiona dall’ugello di scarico accompagnata da un sibilo assodante, la mia nipotina schizza via impaurita, nonostante i tappi per le orecchie, la trattengo a fatica.  

Poi via di corsa in linea volo per assistere alla esibizione della Pan che esegue il programma alto ma senza la Bomba. Fotografo quello che riesco, ostacolato dalla presenza della bimba sul collo, a mo’ di gatto acciambellato, da un’ottica corta e dai fumi che, dopo pochi passaggi, riducono la visibilità al minimo data la quasi assenza di vento.

Nel pomeriggio si annuvola in modo definitivo, assistiamo alla partenza del secondo turno della gara delle mongolfiere ad aria, il cielo bianco esalta il colore delle fiammate dei bruciatori che scaldano l’aria per permettere ai palloni di fare quota. Prima però abbiamo il tempo di osservare nuovamente tutte le operazioni di start up delle Frecce che, montati i serbatori supplementari, rullano e decollano per tornare alla base di Rivolto.

Da ultimo riusciamo a vedere lo spettacolo delle Mongolfiere sui trampoli, uomini che camminano sui trampoli infilati dentro una mini navicella di legno sospesa sotto una mini mongolfiera e che lanciano al pubblico delle strisce di carta colorata, il tutto accompagnato dalla musica di un organetto montato su ruote, che una signora in costume fa girare intorno ai trampolieri, una esibizione che ovviamente ha incantato i numerosi bimbi presenti.

Mentre sono in fila per prendere l’autobus che ci accompagnerà all’uscita, non posso fare a meno di ripensare con soddisfazione alle belle emozioni provate in questi due giorni all’interno della base di San Damiano e complimentarmi con l’organizzazione e tutto il personale dell’Aeronautica Militare per la perfetta riuscita della manifestazione e per averci permesso di viverla intensamente.

Alright, here’s the scoop! The Balloon Cup event at San Damiano military airport was a blast from October 11 to 13, 2024. Early birds saw teams setting up colorful hot air balloons as they prepared for the fun. Day one packed around 1,200 visitors, with Saturday expected to hit 10,000. Attendees could even hop into tethered balloons. Exciting displays included military aircraft and a WWII aviation camp! Families enjoyed activities like mini balloon making and flight simulators, topped off with a dazzling Frecce Tricolori show. Overall, it was a fantastic event bringing joy and excitement to all involved!


Ma cos’e’ un Tiger Meet?

14 luglio 2024

Il NATO Tiger Meet è un’esercitazione internazionale che coinvolge i gruppi di volo delle diverse Forze Armate che hanno una “tigre” nel loro stemma. Questo evento si tiene ogni anno dal 1960 e ha lo scopo di migliorare la cooperazione e la condivisione di esperienze addestrative tra i Paesi Alleati della NATO.

La prima edizione del Tiger Meet in Italia risale a cinquant’anni fa, nel 1973, presso la base di Cameri. Successivamente, l’Italia ha ospitato nuovamente l’evento nel 1980 e nel 1988. Nel 2023, l’esercitazione è tornata in Italia, precisamente presso l’Aeroporto di Gioia del Colle dell’Aeronautica Militare. Questo ritorno coincide con i festeggiamenti per il Centenario dell’Aeronautica Militare, costituita come Forza Armata autonoma nel 1923.

Durante il Tiger Meet, piloti ed equipaggi di volo provenienti da oltre 10 Paesi della NATO e dai suoi partner si esercitano per perfezionare l’interoperabilità degli assetti in missioni di difesa, interdizione aerea, supporto a truppe a terra e ricerca e recupero di personale in ambiente ostile. L’addestramento coinvolge circa 70 aeromobili ad ala fissa e 10 ad ala rotante, molti dei quali con livree speciali dedicate proprio al Tiger Meet. Oltre all’Aeronautica Militare, anche la Marina Militare partecipa all’esercitazione.

Due gruppi dell’Aeronautica Militare italiana sono membri della NATO Tiger Meet AssociationIl 12° Gruppo Volo del 36° Stormo “Caccia” ha vinto il prestigioso “Silver Tiger Trophy” nel 2021, mentre il 21° Gruppo Volo del 9° Stormo di Grazzanise si è aggiudicato lo stesso riconoscimento sia nel 1998 sia nel 2015, oltre a essere stato il miglior gruppo elicotteri partecipante nel 2021

Le livree speciali del Tiger Meet sono sempre state un punto di grande interesse per gli appassionati di aviazione. Ecco alcune delle più iconiche:

  1. Tigre a strisce: Questa livrea è un classico intramontabile. Le strisce nere e arancioni che imitano il manto di una tigre sono riconoscibili all’istante.
  2. Tigre blu: Una variante meno comune, ma altrettanto affascinante, è quella con strisce blu e bianche. Questa livrea è stata utilizzata da alcuni squadroni.
  3. Tigre grigia: Alcuni aeromobili presentano una livrea grigia con dettagli arancioni o neri. Questo stile minimalista è apprezzato per la sua eleganza.
  4. Tigre digitale: In tempi più recenti, alcune squadriglie hanno adottato livree “digitali”, con pattern geometrici che ricordano il camuffamento digitale.
  5. Tigre con artiglio: Alcuni velivoli mostrano una tigre con un artiglio o unghia prominente, simbolo di forza e potenza.

Ricorda che ogni squadriglia ha la sua interpretazione unica della livrea, e spesso queste vengono aggiornate o cambiate di anno in anno. L’entusiasmo per queste livree speciali è parte integrante del Tiger Meet! 🐯✈️

La tigre è un simbolo potente e ricco di significato per gli squadroni di volo. Ecco alcuni aspetti che essa rappresenta:

Forza e Aggressività: La tigre è un predatore feroce e agile. Gli squadroni che scelgono la tigre come simbolo vogliono comunicare la loro determinazione, la capacità di affrontare sfide e la forza nel combattimento.

Camuffamento e Stealth: La pelliccia striata della tigre le permette di mimetizzarsi efficacemente nell’ambiente circostante. Gli squadroni spesso operano in situazioni di alta pericolosità e devono essere abili nel nascondersi o nel muoversi in modo discreto.

Unità e Appartenenza: La tigre rappresenta l’appartenenza a un gruppo. Gli squadroni che adottano questo simbolo si identificano come parte di una comunità di piloti e equipaggi, con una forte coesione e spirito di squadra.

Eccellenza e Prestazioni: La tigre è un animale che eccelle nella caccia e nella sopravvivenza. Gli squadroni intendono comunicare il loro impegno per l’eccellenza operativa e la capacità di raggiungere obiettivi ad alto livello.

In sintesi, la tigre simboleggia potenza, abilità, unità e orgoglio per gli squadroni di volo. 🐯✈️


La Favola di Luca

23 Maggio 2024

C’era una volta, in un piccolo villaggio circondato da verdi colline e vasti campi di grano, un bambino di nome Luca. Luca era un ragazzo vivace e curioso, sempre in cerca di avventure. Ogni giorno, mentre giocava all’aperto, notava un magnifico falco che solcava il cielo con incredibili acrobazie.

Il falco, con le sue ali larghe e il volo aggraziato, catturava l’attenzione di Luca come niente altro. Il bambino passava ore a guardare l’uccello, immaginando di volare al suo fianco, sentendo il vento sul viso e vedendo il mondo dall’alto.

Gli anni passarono e la passione di Luca per il volo crebbe insieme a lui. Non si limitava più a osservare il falco; iniziò a leggere libri sugli uccelli e sugli aerei, disegnando incessantemente alianti e velivoli sui quaderni di scuola. Quando i suoi genitori gli regalarono un modellino di aeroplano per il suo decimo compleanno, Luca capì che il suo sogno era diventare un pilota.

Determinato a realizzare il suo sogno, Luca studiò con impegno e, una volta finito il liceo, si iscrisse a una scuola di aviazione. Ogni lezione, ogni ora di volo, lo avvicinava sempre più al cielo che tanto amava. Il suo talento e la sua passione non passarono inosservati, e i suoi istruttori lo incoraggiarono a puntare in alto.

Un giorno, mentre stava effettuando una delle sue prime acrobazie aeree da solo, Luca ricordò il falco della sua infanzia. Quelle evoluzioni che aveva ammirato e sognato di replicare ora erano parte della sua realtà. Con grande emozione, decise di aspirare a diventare un pilota delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale italiana.

Gli anni di duro lavoro e dedizione portarono Luca a realizzare il suo sogno. Superò selezioni rigide e allenamenti intensi, dimostrando non solo abilità tecniche, ma anche coraggio e spirito di squadra. Finalmente, il giorno tanto atteso arrivò: Luca indossò l’uniforme delle Frecce Tricolori.

Volare con le Frecce Tricolori era un’esperienza incredibile. Ogni acrobazia, ogni formazione, ogni spettacolo aereo era un tributo al falco che lo aveva ispirato tanti anni prima. Luca, ora adulto, sorrideva ogni volta che si librava nel cielo, ricordando il bambino che guardava verso l’alto con occhi sognanti.

E così, la passione di un bambino per un falco si trasformò in un sogno realizzato, e Luca divenne uno dei più grandi piloti acrobatici, ispirando a sua volta tanti altri giovani a guardare verso il cielo e a inseguire le proprie passioni.


Manifestazione aerea del Centenario – Pratica di Mare

18 giugno 2023

Si e’ conclusa da poco la magnifica manifestazione aerea di Pratica di Mare che ha visto la partecipazione di piu’ di 100’000 persone.

Noi eravamo presenti nella giornata di Venerdi’, riservata alle Associazioni Arma Aeronautica, con di sicuro meno gente ma con la stessa emozione nel cuore sapendo di vivere un momento storico per l’ aeronautica!

Partiamo dal fondo, il magnifico tricolore che racchiude in 20 secondi tutta l’essenza dell’AM:

Tantissime sono state le occasioni che hanno compensato il nostro viaggio, partendo dal Caproni Ca.3 e passando in rassegna in mostra statica o in volo di tutta la flotta storica passata sotto le ali dell’Aeronautica italiana!

T-33, DC-6, Spitfire, MB-326E, P-38, G-46, T-6

Il bellissimo TF104 portato in volo dall’America grazie all’immatricolazione civile di Starfighters Aerospace, ci ha riaperto il cuore e i riacceso i ricordi dei passaggi bassissimi al Tiger Meet del ’88 a Cameri, vi ricordate? Pelle d’oca istantanea solo a parlarne 🙂

Emozionante il G91 PAN e tutti i mezzi piu’ moderni, AMx, HH-139 Demo SAR, F35 sia in versione A che B a decollo verticale, C27J, T346 ed EF2000 del Reparto sperimentale che essendo a casa loro hanno voluto fare bella figura con dei super display, complimenti!

Una gradita novita’ e’ stato Camp 100, l’area dedicata alla rievocazione storica con personaggi reali e simulazioni operative: possiamo giudicare realistica la ricostruzione delle officine Caproni, a noi familiare in quanto come 8′ Club Magiche Frecce siamo stati spesso ospiti di Volandia, bellissima realta’ museale che sorge nelle vere ex officine Caproni, vicino all’aeroporto di Malpensa (consigliamo una visita n.d.r.)

Ricordiamo i prossimi appuntamenti per chi e’ in zona:

23 Giugno Potenza Sorvolo

25 Giugno Policoro (MT) Esibizione

30 Giugno Napoli Sorvolo

2 Luglio Pozzuoli (NA) Esibizione

7 Luglio Trieste Sorvolo

9 Luglio Lignano Sabbiadoro (UD) Esibizione

24 Luglio Pantelleria (TP) Sorvolo

24 Luglio Palermo Sorvolo

26 Luglio Lampedusa (AG) Sorvolo

30 Luglio Reggio Calabria Esibizione

31 Luglio Catanzaro Sorvolo

2 Agosto Grado (GO) Esibizione

4 Agosto Perugia Sorvolo

6 Agosto Foligno Esibizione

25 Agosto Campobasso Sorvolo

25 Agosto Bari Sorvolo

27 Agosto Giovinazzo (BA) Esibizione