il Cuore Tecnico dell’Hangar 313° Gr. P.A.N. nell’anno del Centenario Dell’Aeronautica Militare

7 marzo 2026

(foto e testo a cura di Renato Alberio, 22 Agosto 2023)

Quando alziamo gli occhi al cielo per seguire l’abbraccio verde, bianco e rosso della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), tendiamo a dimenticare che quella perfezione non nasce tra le nuvole, ma sul cemento lucido e tra l’odore di cherosene di un luogo sacro: l’Hangar 313° Gr. P.A.N. della base aerea di Rivolto. 

Se i piloti sono l’anima visibile delle Frecce Tricolori, i tecnici e i meccanici del supporto a terra ne sono lo scheletro e il sistema nervoso. Senza il loro lavoro incessante, condotto con una precisione che rasenta l’ossessione, i dieci MB-339PAN rimarrebbero solo splendide macchine d’acciaio. Invece, grazie agli specialisti del Gruppo Efficienza Velivoli, diventano estensioni della volontà del pilota.

Entrare nell’Hangar 313 non è come entrare in una normale officina aeronautica è come varcare la soglia di una “Cattedrale del Volo”. L’atmosfera che si respira è quella di un museo vivente. Tra un’ala smontata e un motore in revisione, le pareti e gli spazi espositivi raccontano la storia di oltre sessant’anni di acrobazia collettiva. Modelli storici, foto d’epoca e componenti iconiche avvolgono gli aeromobili in manutenzione, creando un ponte continuo tra il passato glorioso e il presente tecnologico. È un luogo dove il futuro dell’aviazione si specchia nelle tradizioni del passato, ricordando a ogni tecnico che ogni elemento fa parte di una leggenda che appartiene a tutti gli italiani.

Le pareti sono tappezzate di fotografie storiche di grandi dimensioni che raccontano i decenni della PAN. Queste immagini creano un legame diretto tra le generazioni: lo specialista di oggi, alzando lo sguardo, vede il lavoro del suo predecessore di cinquant’anni prima che faceva esattamente lo stesso gesto.

Infine il grande espositore con le bandiere di tutte le nazioni dove la PAN ha partecipato a manifestazioni aeree è la testimonianza del fatto che l’Hangar 313 non appartiene solo all’Aeronautica, ma a tutti gli appassionati che in Italia e nel Mondo sostengono la pattuglia.

Il colpo d’occhio complessivo è quello di un’officina rinascimentale. Sotto, sul pavimento impeccabile, i tecnici lavorano in silenzio sui jet attuali; sopra, alle pareti, i ricordi delle missioni mondiali vigilano sul loro operato. È questa vicinanza fisica tra il pezzo di ricambio nuovo e il cimelio storico che rende l’Hangar 313 un luogo unico al mondo.

Il lavoro a terra è un rituale di controllo e dedizione. Ogni velivolo viene ispezionato minuziosamente dopo ogni volo. Non si tratta solo di meccanica, ma di una simbiosi totale tra uomo e macchina. Ogni componente ha una “vita” misurata in ore di volo, monitorata con rigore assoluto. La gestione dei serbatoi e degli iniettori dell’impianto fumogeno che permettono di stendere il tricolore nel cielo richiede una cura specifica, affinché il colore sia sempre denso e brillante. Un ruolo unico nella PAN, l’impianto che trasforma l’olio di vaselina e i pigmenti nel tricolore più lungo del mondo, regolando pressione e flussi per una resa cromatica impeccabile.

In una formazione dove gli aerei volano a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, la “perfetta efficienza” non è un obiettivo, ma un prerequisito vitale.

Il 2023 è stato un anno che ha messo a dura prova e, allo stesso tempo, esaltato il lavoro del team di terra. Celebrare il 100° Anniversario dell’Aeronautica Militare ha significato gestire un carico di lavoro straordinario.

In occasione del centenario, l’Hangar 313° è stato il laboratorio dove è stata curata l’estetica e la meccanica della formazione per eventi storici, come la manifestazione a Pratica di Mare. I tecnici hanno lavorato dietro le quinte per garantire che ogni sorvolo, ogni manifestazione e ogni “Special Color” celebrativo fosse impeccabile. È stato un omaggio corale a un secolo di storia, dove il personale di terra ha dimostrato che la passione è il carburante più potente di cui disponga la nostra Forza Armata.

Gli Specialisti del 313°

C’è un racconto che circola tra i veterani di Rivolto riguardo all’incredibile simbiosi tra pilota e meccanico. Si dice che un tecnico, particolarmente preoccupato per una vibrazione anomala segnalata da un pilota su un G.91, passò l’intera notte dentro il pozzetto del carrello, praticamente sdraiato in uno spazio angustissimo, per cercare l’origine del rumore altrimenti invisibile.

Quando il pilota arrivò all’alba per il volo di prova, trovò lo specialista addormentato con la chiave inglese ancora in mano. Il tecnico si svegliò, sorrise e disse solo: “Comandante, adesso è liscio come l’olio. Può andare”. Questo episodio è diventato il simbolo dell’impegno del personale di terra: loro non “aggiustano” aerei, li “rendono perfetti” per i loro fratelli che ci voleranno sopra.

Anche oggi, quindi, l’efficienza del velivolo non è frutto di un lavoro generico, ma della sinergia di figure altamente specializzate, ognuna custode di un apparato critico.

La Linea di Volo: I capi Velivolo che effettuano i controlli prima e dopo ogni volo affidando ad ogni Pilota il suo MB339.

I Manutentori Meccanici: Sono i “chirurghi” della struttura. Curano la cellula del velivolo, la cabina, l’impianto di condizionamento, di pressurizzazione e di ossigeno e i sistemi idraulici. Il loro compito è garantire che l’aereo risponda istantaneamente alle sollecitazioni estreme del volo acrobatico preservando il pilota in tutte le manovre.

I Motoristi: Responsabili e Manutentori del propulsore Rolls Royce Viper in dotazione all’MB339. Ascoltano il suono del motore come un battito cardiaco, assicurandosi che la spinta sia sempre costante e affidabile, specialmente durante le manovre a bassa quota.

Gli Elettromeccanici di Bordo: Garantiscono la manutenzione per il corretto funzionamento degli apparati elettrici e degli strumenti presenti nella cabina di pilotaggio.

Gli Specialisti Avionici ed Elettronici: Gestiscono il “cervello” dell’aereo. Dalla radio agli strumenti di navigazione, ogni circuito deve essere perfetto per permettere ai piloti di mantenere la sincronia millimetrica necessaria in formazione.

Gli Specialisti dei Sistemi di Emergenza: Curano i seggiolini eiettabili Martin Baker e i sistemi di sopravvivenza. Il loro è un lavoro silenzioso ma vitale: sono coloro che garantiscono la sicurezza estrema del pilota.

Gli specialisti dell’Equipaggiamento: Verificano l’efficienza e il funzionamento del Casco, della Tuta anti G, del giubbotto di salvataggio, del kit di sopravvivenza del Seggiolino preservando l’integrità fisica dei piloti.

Il Controllo Qualità che verifica e documenta tutte le attività, i Reparti Logistici e di Approvvigionamento, la Segreteria, il Personale, le Pubbliche Relazioni completano gli specialisti a terra contribuendo a rendere impeccabile ogni attività di volo, esibizione o sorvolo.

The Technical Heart of the Hangar 313° Gr. P.A.N. in the year of the Centenary of the Italian Air Force

Entering Hangar 313 isn’t like entering a standard aircraft workshop; it’s like crossing the threshold of a “Cathedral of Flight.” The atmosphere is that of a living museum. From a disassembled wing to an overhauled engine, the walls and exhibition spaces tell the story of over sixty years of collective aerobatics. Historic models, period photographs, and iconic components surround the aircraft undergoing maintenance, creating a seamless bridge between the glorious past and the technological present. It’s a place where the future of aviation is reflected in the traditions of the past, reminding every technician that every element is part of a legend that belongs to all Italians.

2023 was a year that both challenged and exalted the work of the ground team. Celebrating the 100th Anniversary of the Italian Air Force meant managing an extraordinary workload.
On the occasion of the centenary, Hangar 313° served as the laboratory where the aesthetics and mechanics of the formation for historic events, such as the event in Pratica di Mare, were curated. The technicians worked behind the scenes to ensure that every flyby, every demonstration, and every celebratory “Special Color” was flawless. It was a concerted tribute to a century of history, where the ground crew demonstrated that passion is the most powerful fuel our Armed Forces possesses.

Fonti delle informazioni:

Sito ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana

Documentazione storica e tecnica relativa al Centenario dell’Aeronautica Militare (1923-2023)

Archivio Storico Rivolto – “La manutenzione nel volo acrobatico”.

QR-code: Brochure 2023 Frecce Tricolori

Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici.


Reportage Airshow Pratica di Mare – 100 Anni di Aeronautica

15 luglio 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Assistere alle celebrazioni dei cento anni di una aeronautica militare non capita molte volte nella vita di una persona. Ci ero già riuscito nel 2014 con l’aeronautica svizzera che fece una settimana di airshow continuo a Payerne invitando praticamente tutti. Non si poteva quindi mancare alla manifestazione per i Cento anni della nostra Aeronautica che, va ricordato, nel 1998 aveva festeggiato i 75 anni sempre nell’aeroporto di Pratica di Mare.

Ora come allora personalmente non amo Pratica, è una base molto grande e di difficile osservabilità dall’esterno, ma quello che è peggio è che da sempre durante gli Airshow il pubblico viene posizionato dal lato controsole dove c’è la pista di rullaggio.

Non è solo questione di essere fotografi o meno, avere il sole in faccia tutto il giorno in giugno è spiacevole per tutti, oltre a limitare pesantemente la osservabilità delle manovre eseguite in volo. Ci sono venuto lo stesso e mi sono divertito, complice anche il bel tempo, ma devo essere critico e anche un po’ polemico perché molte cose non hanno girato, secondo la mia modesta opinione, per il verso giusto. Intanto le premesse non erano delle migliori, perché la scelta di non invitare aerei e pattuglie di altre nazioni è stata molto controcorrente, dato che nessuna altra aviazione, che abbia celebrato anniversari importanti in Europa, ha mai fatto una scelta di questo tipo.

Anche perché alla fine il criterio di mostrare in volo la maggior parte degli aerei storici che hanno fatto parte dell’Ami ha costretto comunque a ricorrere a team stranieri ancorché privati, Red Bull compresa.

C’era il forte interesse per l’esibizione in volo di due pezzi da novanta della nostra storia aeronautica: il G91 e lo Spillone, arrivati a Pratica con il fiato corto per essere stati approntati in extremis!!!

Molti appassionati che ho sentito erano venuti solo per questi e sono rimasti delusi! Il 104 si è “esibito” solo il venerdi e la domenica, il G91 tutti i giorni, ma entrambi sono sempre stati mostrati in gruppo con altri aerei moderni; ci stava un passaggio per mostrare l’evoluzione storica, ma poi avrebbero dovuto farli esibire da soli, come pare fosse stato promesso e non si è realizzato, specialmente per il 104.

Il fatto che al Tattoo che si tiene a metà luglio sia prevista l’esibizione in volo del G91 lascia ancora di più l’amaro in bocca: io ho fatto una scelta particolare, ma come me tanti fotografi italiani e soprattutto stranieri, e cioè di seguire entrambe le giornate di venerdi e sabato a testata pista 31, dove ci sono campi aperti e tante stradine sterrate che bordano la recinzione aeroportuale, sei sulla display line, e al pomeriggio hai la luce perfetta per passaggi ed atterraggi da quel lato che è la direzione più usata. Gli spotter che hanno fatto richiesta di entrare mi hanno riferito di essere stati posizionati in un luogo abbastanza infelice, se ne sono ovviamente pentiti, mentre a logica avrebbero dovuto essere privilegiati.

Tra le esibizioni che mi hanno emozionato maggiormente sicuramente la Parata, con tutto il seguito di decolli e atterraggi conseguenti, belli anche i Legend al top della forma, il Caproni CA-3 lento e solenne, il Sabre che non si è risparmiato ed i 3 Mustang precisissimi, l’F35B il venerdi, che a momenti ci arrostisce passandoci sopra in fase di discesa con gli scarichi rivolti verso il basso! Cosa è mancato oltre al 104 e al G91? Ma vi ricordate le esibizioni del Tornado della sperimentale e quella dell’Amx che apriva l’esibizione in volo rovescio da dietro il pubblico? Gli aerei li abbiamo ancora, ma i piloti che si sono esibiti erano tutti piloti dei reparti, di Ghedi e di Istrana, non piloti da display, hanno fatto quello che potevano, semplici passaggi e basta, sono mancate le esibizioni da airshow!  Cosa non mi è piaciuto e mi spiace dirlo, perché i piloti sono dei gran manici, le display dei piloti del R.S.V. ed in particolare l’Efa e il C27J, che hanno sicuramente deliziato i bagnanti sulla spiaggia di Torvaianica, ma noi che eravamo sulla display line li abbiamo cercati su “chi l’ha visto”, figuriamoci il pubblico che era dalla parte opposta controsole. Eppure quel passaggio rovescio finale con salita in g negativi, rovesciata ed atterraggio in una sola manovra del pilota del Typhoon era da urlo, ma perché una display così lontana? Una delle tante occasioni sprecate!

La giornata continua con tante occasioni per noi appassionati di fotografia, vi lasciamo con delle belle immagini 🙂