Tiger Meet 2024 Spotter Day: Catturare le azioni in volo alla Schleswig Base

24 giugno 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi

I primi raggi dell’alba illuminano le case immerse nel verde, ma sappiamo già che presto il cielo si coprirà in una alternanza di nuvole grigie e bianche, intervallate da brevi periodi di sereno.

Sarà così per tutta la settimana, con il vento costante e sostenuto da sud, sud ovest. Ci troviamo a Jagel nella regione dello Schleswig-Holstein, la più a nord della Germania.

La penisola dello Jutland, divisa tra Germania e Danimarca, è una striscia di terra, mai più larga di un centinaio di chilometri, tra il mare del nord ed il mar Baltico. A queste latitudini il meteo variabile è il minimo che ci si possa aspettare, siamo ben preparati a questo. Ci troviamo in questa landa verde per il Tiger Meet, che quest’anno si tiene nella base aerea di Schleswig, sede del Taktisches Luftwaffen geschwader 51 Immelman, equipaggiato di Tornado Ids ed Ecr.

La Pantera Nera campeggia fiera sulle derive dei velivoli del reparto. Questa edizione del Tiger si presenta un poco sottotono, dopo la scorpacciata di Gioia del Colle 2023. Mancano infatti diversi reparti: I Jaguares portoghesi, Le Linci spagnole, le Tigri austriache, i Puma Ungheresi e gli elicotteri del 21 gruppo di Grazzanise e del 221 squadron della aviazione ceca.

Inoltre gli olandesi del 313 Sqn, ora equipaggiati con gli F 35, voleranno dalla loro base di Volkel, lo stesso faranno gli F16 belgi del 31 Smd da Kleine Brogel. La responsabilità è quasi sicuramente da ricercare nelle tensioni internazionali che impegnano le aviazioni Nato in continue esercitazioni, mettendo a dura prova l’operatività dei reparti.

La base di Schleswig è dotata di due piste che si incrociano tra di loro creando una x, ma quella normalmente in uso è la 5 – 23.

Con il vento che soffia da ovest la direzione di decolli e atterraggi è per la pista 23, questo fattore limita fortemente le possibilità di osservazione e ripresa dall’esterno della base, che essendo molto estesa in larghezza ed immersa nei boschi, limita la visibilità soltanto al lato sud. Vicino all’ingresso della base è stato allestito un ampio parcheggio nel prato antistante; da qui abbiamo la possibilità di assistere all’ingresso in pista e al decollo, da molto lontano, e di riprendere molto facilmente gli atterraggi per la 23, soprattutto al mattino perché poi al pomeriggio il sole gira creando una situazione di leggero controluce, sempre che il sole ci sia!

Di seguito l’elenco dei reparti partecipanti:
F-16AM Blu 31sml
F-16C/D HAF 335 Mira
Rafale M Aeronavale 11F
F-16C/D THK 192 filo
F/A-18C/D SwissAF Fls11
JAS39C CzechAF 211.tl
Tornado IDS/ ECR GAF TLG51
EF2000 AMI 12° Gruppo
F-16C/D PWL 6 ELT
EF2000 GAF TLG74
SA-342M ALAT EHRA3
NH90 ALAT EHRA3
EC-665 Tigre HAP ALAT EHRA3
Rafale B/C AdlA EC03.030
F-35A Klu 313Sqn

L’attività di volo connessa al Tiger Meet consta normalmente in due missioni giornaliere, una al mattino intorno alle 9.30 e una al pomeriggio verso le 14.30.

Qualche volta si assiste ad un decollo di massa in cui tutta la trentina di velivoli presenti parte in rapida successione, altre volte i decolli si susseguono ad intervalli anche lunghi per quasi due ore; dipende dal tipo di missione e dal compito assegnato ad ogni singola sezione di aerei.

Le nazioni maggiormente presenti sono la Germania, che gioca in casa con i Tornado e gli Efa Bavarian Tigers di Neuburg, e la Francia presente con le tre componenti delle forze armate, l’Armee de Terre con tre tipi di elicotteri, l’Armee de l’Air con i Rafale di Monte de Marsan e la Marine National con i Rafale di Landivisiau.

Tra gli special color spiccano per bellezza ed originalità il Rafale della marina, Il Tornado del 51, L’Efa del Tlg 74, oltre ai soliti F16 turchi che sono ormai una consuetudine del Tiger.

Dopo una intensa settimana di nuvole e schiarite arriva il venerdi 7, primo giorno di spotter day, un altro verrà replicato lunedì 11. Siamo in 1500 e già all’alba la coda davanti al cancello della base è bella lunga, fa freddo ma il cielo è sereno, preludio di una giornata che, per fortuna, si rivelerà la migliore del periodo.

Alle 6.30 si entra, veniamo caricati sui pullman, ben sette, che ci porteranno nell’area a noi destinata nei pressi della torre di controllo. Veniamo posizionati ai margini della pista non in uso, in un vasto prato, non abbastanza capiente da ospitarci tutti in prima fila, per cui è tutto un tripudio di scale, scalette e sgabelli per avere assicurata una visuale ottimale; alla fine siamo disposti su tre file e tutti riusciamo a vedere in modo ottimale.

La pista in uso è angolata rispetto alla nostra posizione e l’erba alta non permette di vedere l’aereo in arrivo se non, stando sulla scaletta, un pezzettino di coda, solo a decollo avvenuto il velivolo è pienamente visibile, bisogna essere svelti. Però non ci lamentiamo perché finora i decolli sono stati praticamente impossibili da riprendere in modo degno e ora c’è il sole per cui completiamo il nostro lavoro. L’area spotter, posizione a parte, è ben organizzata con stand che servono cibo e bevande, tende militari pronte ad ospitarci in caso di pioggia, che per fortuna non serviranno, toilette da campo in buon numero e ovviamente tutti gli stand dei vari reparti che vengono gadget, patches ed abbigliamento dedicato.

Il pasto è compreso nel costo della prenotazione e ci viene offerto un buon piatto di pasta e gulash. La missione del mattino viene compiuta normalmente anche se con i decolli molto intervallati. Al pomeriggio decollano, e ben distanziati tra loro, tutti gli special color, uno per reparto; voleranno in un’area a loro dedicata per effettuare i filmati come è consuetudine e torneranno, dopo un tempo che ci è parso una eternità, a sezioni di quattro.

Dopo l’atterraggio rulleranno appositamente davanti a noi. Purtroppo questa pista al pomeriggio va in leggero controluce e questo rovina un po’ la festa. Per intrattenerci durante i tempi morti arrivano tre F35 olandesi da Volkel ed atterrano, uno passa in rullaggio davanti al pubblico e gli altri si posizionano davanti agli shelter alle nostre spalle, per cui riusciamo a fare qualche ripresa, nonostante l’erba alta che copre le ruote, delle operazioni post volo, fino a che ci viene gentilmente detto di non fotografare se non verso la pista di decollo, fine dei giochi.

Passano anche, a pochi metri dal pubblico una coppia di Sikorsky SH60 Seahawk della Us Navy e tutti gli elicotteri della EHRA3 dell’Armee de Terre francese; dalle nostre spalle decolla il Super Lynx MK88A della Marineflieger, presente per attività di soccorso, e si posiziona a pochi metri dalle transenne con un frastuono assordante.

Alle 17 finita ogni attività di volo ci riaccompagnano con i pullman al parcheggio.

Un po di considerazioni da spettatore su questo Tiger germanico: location troppo a nord con evidenti criticità meteo, tempi morti in corso di missione e soprattutto durante il primo spotter day, partecipanti in calo e alcuni dislocati in altre basi, organizzazione interna ed esterna perfetta in puro stile teutonico!

Adesso sogno il sole, il paesaggio aperto di grande visibilità, la calda ospitalità dei Jaguares portoghesi di Beja che ospiteranno il Tiger nel 2025, come da ragazzo sognavo la California, e ancor di più il Tiger 2027 ancora a Ggggggioia, a scaldarci con il Primitivo amabile e ….. saranno 104 !!!

The latest Tiger Meet at the airbase in Schleswig, Germany, saw a decline in international participation due to ongoing NATO exercises and geopolitical tensions. Despite challenges such as variable weather and limited visibility for spectators, the event featured impressive aerial displays and special aircraft colors. The spotters’ day provided enthusiasts with opportunities to observe and capture the aircraft in action, despite some limitations. While the German organization was praised, there were considerations about the location’s northern weather challenges and downtime during missions. Ultimately, attendees are left dreaming of future Tiger Meets in sunnier locations with greater visibility and warm hospitality.


La Favola di Luca

23 Maggio 2024

C’era una volta, in un piccolo villaggio circondato da verdi colline e vasti campi di grano, un bambino di nome Luca. Luca era un ragazzo vivace e curioso, sempre in cerca di avventure. Ogni giorno, mentre giocava all’aperto, notava un magnifico falco che solcava il cielo con incredibili acrobazie.

Il falco, con le sue ali larghe e il volo aggraziato, catturava l’attenzione di Luca come niente altro. Il bambino passava ore a guardare l’uccello, immaginando di volare al suo fianco, sentendo il vento sul viso e vedendo il mondo dall’alto.

Gli anni passarono e la passione di Luca per il volo crebbe insieme a lui. Non si limitava più a osservare il falco; iniziò a leggere libri sugli uccelli e sugli aerei, disegnando incessantemente alianti e velivoli sui quaderni di scuola. Quando i suoi genitori gli regalarono un modellino di aeroplano per il suo decimo compleanno, Luca capì che il suo sogno era diventare un pilota.

Determinato a realizzare il suo sogno, Luca studiò con impegno e, una volta finito il liceo, si iscrisse a una scuola di aviazione. Ogni lezione, ogni ora di volo, lo avvicinava sempre più al cielo che tanto amava. Il suo talento e la sua passione non passarono inosservati, e i suoi istruttori lo incoraggiarono a puntare in alto.

Un giorno, mentre stava effettuando una delle sue prime acrobazie aeree da solo, Luca ricordò il falco della sua infanzia. Quelle evoluzioni che aveva ammirato e sognato di replicare ora erano parte della sua realtà. Con grande emozione, decise di aspirare a diventare un pilota delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale italiana.

Gli anni di duro lavoro e dedizione portarono Luca a realizzare il suo sogno. Superò selezioni rigide e allenamenti intensi, dimostrando non solo abilità tecniche, ma anche coraggio e spirito di squadra. Finalmente, il giorno tanto atteso arrivò: Luca indossò l’uniforme delle Frecce Tricolori.

Volare con le Frecce Tricolori era un’esperienza incredibile. Ogni acrobazia, ogni formazione, ogni spettacolo aereo era un tributo al falco che lo aveva ispirato tanti anni prima. Luca, ora adulto, sorrideva ogni volta che si librava nel cielo, ricordando il bambino che guardava verso l’alto con occhi sognanti.

E così, la passione di un bambino per un falco si trasformò in un sogno realizzato, e Luca divenne uno dei più grandi piloti acrobatici, ispirando a sua volta tanti altri giovani a guardare verso il cielo e a inseguire le proprie passioni.


Giovani spotter crescono

14 Maggio 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Ero venuto a conoscenza, in occasione dell’open day del 27 marzo a Ghedi, che il 16 aprile ci sarebbe stato il consueto allenamento annuale delle Frecce Tricolori.

La stampa locale confermava l’avvenimento qualche giorno prima, tra l’altro riportando una polemica con alcuni insegnanti che avrebbero scoraggiato gli alunni a partecipare all’evento, in quanto gli aerei sono uno strumento di guerra e di morte e boicottando l’iniziativa, che, come tutti gli anni, prevedeva l’ingresso delle scolaresche alla base.

Decido di andare con la famiglia: moglie e nipotina di quattro anni, che già sa distinguere un Tornado da un F35 e che le Frecce le ha viste anche l’anno precedente. Prevedendo un atterraggio della formazione intorno alle 9.30, ci prepariamo alla testata pista 31 per assistere all’atterraggio della formazione.

Quando arrivano sul cielo della base effettuano alcuni passaggi per prendere i riferimenti, la formazione è di 6 con il solista.

La mia nipotina è impressionata dal frastuono secco ed acuto del Viper dei 339, e timidamente alza la manina quando il solista, passando più volte a bassa quota, agita le ali in segno di saluto.

Notiamo che su quasi tutti gli aerei l’abitacolo posteriore è occupato da un altro pilota del team, come si evince dal casco bianco, nessuno degli aerei ha il numero in coda; poco dopo si dispongono a bastone di tre più tre ed atterrano.

Terminati gli atterraggi, un ragazzo di colore che era di fianco a noi, che sapremo in seguito essere originario del Senegal, si avvicina e ci ringrazia di avere portato la bambina ad assistere allo spettacolo; dichiara di non essere d’accordo con coloro che hanno boicottato la partecipazione degli studenti, che dobbiamo essere fieri del nostro team acrobatico che sostiene l’orgoglio nazionale, che non rappresentano uno strumento di guerra, ma offrono un grande ed emozionante spettacolo, e che lui si è preso un giorno di ferie dal lavoro per assistere alla esibizione.

Lui ha davvero compreso lo spirito delle Frecce. Come al solito c’è parecchia gente intorno all’aeroporto, appassionati, fotografi e semplici curiosi. Da lontano vediamo alcuni scuolabus entrare, evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo, per fortuna!

Con nostra sorpresa vediamo in rullaggio due Tornado, un Ids ed un Ecr, ci avviciniamo alla recinzione e quando si allineano ed accendono i post bruciatori la nipotina va in visibilio, il decollo del Tornado è sempre impressionante.

Questa coppia di velivoli ci intratterrà per tutto il tempo che ci separa dalla esibizione delle Frecce, perché ad intervalli regolari passeranno sul cielo campo in diverse configurazioni e velocità per la gioia della Nicole, che interpellata se preferisce le Frecce od i Tornado risponde decisa: “I Tornado perché fanno più rumore!”

Buon sangue non mente, giovani spotter crescono. La coppia atterrerà, mentre già le Frecce stanno rullando sul raccordo laterale. Da notare che l’Ecr, l’esemplare 6-43, è dotato del sistema di rifornimento “buddy-buddy”; monta cioè sul pilone centrale il pod Sargent Fletcher Model 28-300 che contiene l’imbuto e 300 galloni (1136 litri) di carburante per rifornire il gregario o altri Tornado, che si agganciano con la sonda e si riforniscono. I 1136 litri possono essere tutti trasferiti nel giro di novanta secondi. Considerando che un Tornado internamente trasporta circa 7000 litri di carburante questo sistema non aumenta in modo significativo l’autonomia, inoltre l’aereo che rifornisce disporrà di una autonomia minore, però evidentemente il sistema è ancora operativo. E’ la prima volta che mi capita di vederlo montato sul Tornado.

Alle 11.30 la Pan decolla in formazioni di tre.

Siamo posizionati sulla display line e quindi i passaggi del solista sono impressionanti per il rumore e la velocità. In particolare la chiusura della bomba, con i 339 che sfrecciano a bassa quota da tutte le direzioni, è davvero fragorosa.

Il comandante attuale, che è stato per mia opinione il miglior solista degli ultimi anni, fa ripetere l’Lomcovak due volte al solista in formazione; anche la bomba viene ripetuta due volte per la gioia del pubblico presente.

Finita l’esibizione i 339 si dispongono a bastone e, completato il circuito, atterrano in sequenza. Ci siamo spostati sull’asse della pista per vederli meglio e la Nicole è in visibilio e soddisfatta saluta tutti gli aerei. Adesso è tempo di andare a pranzo Dalla Rosa.

Nel pomeriggio mentre la Nicole si diverte nel parchetto giochi di San Giovanni in Croce, vediamo sfrecciare a bassa quota diversi Tornado che approfittano del meteo favorevole per addestrarsi.

I was thrilled to attend the annual training of the Frecce Tricolori with my family. As the planes soared in the sky, my young niece was captivated by their powerful presence. We were touched by a fellow spectator, who expressed pride in the acrobatic team and disagreed with those who boycotted the event. The display of the Tornado jets added to our excitement, and my niece, filled with joy, favored the Tornados for their thunderous roar. It was a day filled with pride, passion, and awe-inspiring moments. This experience truly captured the spirit of the Frecce Tricolori.


11 aprile 2024 – San Damiano che giornata!

10 Maggio 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Che l’11 aprile la base di San Damiano sarebbe per un giorno ritornata operativa lo si sapeva da tempo, per la concomitanza di due eventi straordinari: l’ultimo volo, dopo il Phase out di Istrana, di quattro Amx alla loro ultima sede, il flying Museum dell’aeroporto Gaetano Mazza, ed un addestramento acrobatico delle Frecce Tricolori, nel percorso che li porterà alla piena operatività in vista del 1 maggio, con l’esibizione di apertura della stagione ufficiale 2024.

Dopo la pioggia torrenziale del giorno precedente il tempo è splendido, siamo tutti in attesa li sulla collina che domina la testata pista 30; posto mitico per chi ha frequentato la base quando era operativa con i 104 prima e con i Tornado Ecr poi, scambiandoci le esperienze passate.

Dapprima arrivano insieme un S208M da collegamento ed un elicottero TH500B, ed atterrano per la 30 come previsto.

Ed eccola in avvicinamento la formazione composta dai 4 Amx, le Frecce in numero di cinque con il solista, un C130J, ed a lato un Efa in versione biposto che effettua le riprese.

La formazione effettua un passaggio piuttosto alto, poi il C130 torna a Pisa e gli altri atterrano, tra lo sgomento generale per la 12; non si era mai visto a memoria d’uomo atterraggi da quel lato, anche perchè il vento è praticamente inesistente.

La delusione è forte e dopo un rapido consulto decidiamo di spostarci sull’altro lato dell’aeroporto, dove c’è un ampio spazio per parcheggiare, da li abbiamo una buona visione della testata pista 12.

Dopo poco arrivano due Tornado da Ghedi, un Ids ed un Ecr, effettuano un paio di passaggi bassi e ritornano alla base.

Segue l’esibizione delle Frecce, che però in cinque non è che possano dare vita ad una esibizione entusiasmante, tra l’altro il vento soffia verso di noi i fumi, compromettendo la visibilità di diversi passaggi.

Le Frecce atterrano anche loro da questa parte e li possiamo riprendere per bene. Mentre siamo, piuttosto delusi, in trattoria di fianco alla base, ci arriva da dentro aeroporto la dritta che è presente il Generale Ludovisi, il pilota che ha riportato in volo il G91R in versione Pan e che il velivolo è stato portato sul piazzale, c’è quindi qualche speranza di vederlo in volo.

Questo aereo ha volato solo a Pratica di Mare in occasione della manifestazione del centenario, poi si è visto annullare tutte le esibizioni previste, tra cui l’Airtattoo, in attesa di completare il programma di dieci voli per certificarne la navigabilità definitiva come richiesto dall’ENAC. Tornati al piazzale sulla 12 assistiamo al rullaggio delle Frecce e dell’Efa che decollano subito dopo e restiamo in trepida attesa del nostro, che nel frattempo ha acceso il motore. La nostra aspettativa verrà però delusa, dopo diversi tentativi di mettersi in contatto via radio con la torre, il G91 spegne la turbina: radio in avaria! La maggior parte del pubblico presente se ne va e anche noi ci avviamo per rientrare con il morale nei tacchi. Costeggiando la recinzione vediamo che il G91 è ancora posizionato sul piazzale, con due specialisti che armeggiano nell’abitacolo ed il casco del pilota è appoggiato sull’ala. La domanda sorge spontanea, se era irreparabile, perché non lo hanno riportato nell’hangar, invece di sudare sotto il sole sul piazzale. Ed infatti a breve sentiamo che viene effettuata la prova radio e subito dopo l’Orpheus ritorna a sibilare. Dietrofront, richiamiamo l’amico che nel frattempo se ne era andato e ci posizioniamo nuovamente, ormai siamo solo in quattro con le macchine fotografiche, l’evento è tutto per noi. Decolla e rimane costantemente sul cielo campo, non ha il permesso di allontanarsi, compie delle elissi sulla pista in volo a coltello sempre più in alto. Dopo una ventina di minuti comincia ad abbassarsi ed effettua una prova di estrazione del carrello, poi arriva in finale all’atterraggio ed è tutto nostro il 10!

Giornata iniziata male, ma finita benissimo; mai arrendersi alla sfortuna e cercare sempre di vedere il meglio in ogni situazione.

On April 11th, the San Damiano base became operational for a day due to two extraordinary events: the final flight of four Amx aircraft, and an acrobatic training session by the Frecce Tricolori. Despite initial disappointment, the day ended on a positive note when the G91 aircraft successfully took to the sky after radio trouble. This experience serves as a reminder to never give up in the face of disappointment and to always strive to find the best in every situation.


Volatus ad astra, memoriam in aeternum: Istrana 5 aprile 2024 – AMX Phase out –

6 Maggio 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Si è svolta venerdì 5 aprile, presso l’aeroporto militare di Istrana, sede del 51° stormo caccia, la cerimonia di dismissione dal servizio del caccia leggero AMX Ghibli, dopo 35 anni di attività operativa.

Per riprendere nel migliore dei modi l’evento decidiamo di essere presenti anche il giorno precedente, in cui al mattino si svolgono le prove delle formazioni che verranno presentate il giorno della cerimonia, anche in considerazione del fatto che è previsto un peggioramento meteo.

Unico assente il giorno delle prove è lo special color del Phase out, mentre c’è uno splendido sole che ci concederà la sua presenza solo saltuariamente il giorno successivo.

Alla fine delle prove assistiamo al decollo di un C27J nella versione EC27J J.E.D.I., Jamming and Electronic Defense Instrumentation, il 46-83, uno dei tre esemplari di questo trasporto tattico convertiti per la guerra elettronica.

Il giorno della cerimonia entriamo in base insieme al gruppo degli spotter, i Gatti Neri, e veniamo accompagnati, in posizione ottimale, nei pressi della torre di controllo, appena davanti al piazzale del nucleo antincendio dell’aeroporto.

Mentre attendiamo l’inizio della cerimonia assistiamo al decollo, nella nebbiolina del primo mattino, di un MB339CD del 61 stormo di stanza a Galatina.

Poco dopo atterra il C27J 46-82, mentre circa un’ora più tardi vediamo decollare un altro C27J 46-88, il Lupo 88, uno Special Color che commemora il raggiungimento delle 50.000 ore di volo dello Spartan.

Poi è la volta del passaggio e successivo atterraggio del Caproni Ca3 della fondazione Jonathan, che verrà parcheggiato al centro della mostra statica allestita sul lato sud della base.

Infine inaspettatamente arriva l’F35A 32-19 del 32 stormo di Amendola, che dopo avere effettuato un passaggio basso, atterra e verrà posizionato nell’area dove operano gli Eurofighters.

Alle 10.30 l’evento inizia con il decollo di una formazione di 5 AMX, tra cui lo special color del Phase out e un biposto del Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare, seguiti dal decollo ammazza timpani di due Typhoon, di cui uno in versione biposto che si occuperà delle riprese in volo della formazione.

Gli Amx effettuano un passaggio in formazione insieme alle Frecce Tricolori, presenti in 4 esemplari tra cui il solista, che si esibiranno subito dopo in una delle ultime sessioni di addestramento fuori sede, prima dell’inizio della stagione acrobatica 2024.

Atterrate le Frecce, ritornano gli Amx, stavolta in formazione con un Tornado, un Eurofighter ed un F35A, riunendo insieme tutti gli aerei di prima linea della nostra aeronautica.

Da notare che l’F35A è il 32-10 di Amendola, mentre il giorno delle prove era presente il 6-01 di Ghedi.

Gli Amx effettuano alcuni passaggi in formazione, tra cui uno in configurazione di atterraggio, infine lo special si distacca dalla formazione nella manovra denominata “missing man”, e dopo alcuni passaggi in solitaria, atterra.

Terminati gli atterraggi di tutti i velivoli, veniamo accompagnati nella parte sud della base dove è allestita la mostra statica, e dove fanno bella mostra di se tutti gli AMX che hanno partecipato alla attività di volo, nonché gli special color più rappresentativi dei vari gruppi di volo che lo hanno avuto in servizio.

Mentre percorriamo la strada che ci porterà al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto, passiamo vicino ad una lunga fila di cellule dell’Amx, che hanno lasciato il servizio da tempo.

Addio Topone Grigio, ci mancherà il tuo volo e grazie per le emozioni che ci hai fatto provare durante la tua lunga carriera!

The ceremony for the retirement of the AMX Ghibli light fighter at the Istrana military airport was a bittersweet event, marking the end of 35 years of service. The day before, we witnessed the impressive maneuvers and takeoffs, including the EC27J J.E.D.I., setting the stage for the emotional ceremony. On the day, we were treated to the sight of various aircraft, culminating in a poignant “missing man” formation and the display of the AMX aircraft. As we bid farewell to the aircraft, we are grateful for the stirring memories and experiences it has provided over the years. Grazie, AMX Ghibli!


Volandia – Anteprima dell’elicottero NH90

24 marzo 2024

Venerdi’ 22 Marzo 2024 abbiamo partecipato all’anteprima della presentazione dell’elicottero NH90 a Volandia che verra’ incluso nei prossimi periodi nella mostra dedicata all’ ala volante, un settore molto ben rappresentato in questo bellissimo museo

E’ stata una anteprima perche’ essendo l’ elicottero “giovane”, e’ presente con la sezione centrale della fusoliera ma mancano ancora diverse parti, e’ stato costruito in oltre 500 esemplari e usato in moltissime nazioni, anche se da poco e’ stato messo a terra da due di esse per gli alti costi: e’ infatti uno dei pochi se non l’unico elicottero Fly-by-wire!

Anche le macchine che vengono messe a terra hanno ancora un alto valore, quindi ottenere la ricambistica per consegnarla al museo non e’ ancora facile ma ci stanno lavorando 🙂

Ecco qui un estratto di quanto si trova in rete relativo a questo elicottero, buona lettura

L’elicottero NH90, sviluppato dal consorzio internazionale NHIndustries, rappresenta un notevole passo avanti nell’evoluzione dell’aviazione militare. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche, le varianti e gli utilizzi di questo elicottero multiruolo.

Caratteristiche Principali

  1. Design Innovativo: L’NH90 è il primo elicottero al mondo completamente “fly-by-wire”, il che significa che i comandi di volo sono gestiti elettronicamente. Questo design avanzato offre maggiore precisione e stabilità durante il volo.
  2. Materiali Compositi: L’uso estensivo di materiali compositi rende l’elicottero più leggero e resistente. La fusoliera è progettata per resistere a forti impatti e presenta serbatoi autosigillanti.
  3. Dimensioni e Pesi: L’elicottero NH90 ha una lunghezza di 19,56 metri e un’altezza di 5,31 metri. Il peso a vuoto è di 4.200 kg, mentre il peso massimo al decollo varia tra 10.600 kg (versione terrestre) e 11.000 kg (versione navale).

L’elicottero NH90 è dotato di un sistema di controllo del volo fly-by-wire (FBW), che rappresenta una delle sue caratteristiche più innovative e avanzate. Vediamo cosa significa e come funziona:

  1. Cos’è il Fly-by-Wire?
    • Il termine “fly-by-wire” si riferisce a un sistema di controllo del volo in cui i comandi di pilotaggio non sono trasmessi meccanicamente attraverso cavi o leve, ma sono gestiti elettronicamente.
    • In pratica, i movimenti dei comandi (come il ciclo del passo delle pale del rotore principale o il controllo del timone) vengono convertiti in segnali elettrici e trasmessi ai servomeccanismi che agiscono sugli attuatori dell’elicottero.
  2. Vantaggi del Fly-by-Wire sull’NH90:
    • Precisione: Il sistema FBW offre una maggiore precisione rispetto ai sistemi di controllo meccanici tradizionali. I movimenti delle pale del rotore e altri controlli sono più fluidi e precisi.
    • Stabilità: L’elicottero rimane stabile durante il volo grazie al controllo elettronico continuo.
    • Riduzione del Carico di Lavoro del Pilota: Il sistema FBW automatizza alcune operazioni, riducendo il carico di lavoro del pilota.
    • Adattabilità: Il software FBW può essere programmato per adattarsi a diverse condizioni di volo e missioni.
  3. Redondanza e Sicurezza:
    • L’NH90 è progettato con un sistema FBW ridondante. Ciò significa che esistono più canali di controllo elettronico, garantendo che l’elicottero possa continuare a volare anche se uno dei canali dovesse guastarsi.
    • In situazioni di emergenza, il sistema FBW può mantenere il controllo dell’elicottero, anche se alcuni componenti sono danneggiati.
  4. Cockpit Digitale:
    • L’NH90 ha un cockpit completamente digitale, in cui i comandi di volo sono visualizzati su schermi elettronici.
    • I piloti interagiscono con il sistema FBW attraverso pulsanti, manopole e interfacce touch screen.

L’elicottero NH90 è equipaggiato con un sistema propulsivo avanzato che contribuisce alla sua versatilità e prestazioni. Vediamo i dettagli:

  1. Motori e Rotori:
    • L’NH90 è un elicottero bimotore, il che significa che è alimentato da due motori.
    • Questi motori muovono due rotori quadripala.
    • La scelta di due motori fornisce una maggiore affidabilità e la capacità di continuare a volare anche in caso di guasto di uno dei motori.
  2. Varianti Motorizzate:
    • Per l’NH90 sono previste due diverse motorizzazioni:
      • Rolls-Royce Turbomeca RTM322: Questo motore è utilizzato nella variante Tactical Transport Helicopter (TTH).
      • General Electric T700-T6E1: Questo motore è impiegato nella variante NATO Frigate Helicopter (NFH).

Varianti

L’NH90 è disponibile in due principali varianti:

  1. TTH (Tactical Transport Helicopter):
    • Utilizzato per il trasporto tattico di truppe e materiali.
    • Equipaggio: 1 pilota, 1 copilota.
    • Raggio di azione: 900 km.
  2. NFH (NATO Frigate Helicopter):
    • Progettato per operazioni navali.
    • Equipaggio: 1 pilota, 1 copilota, 1 EWO (equipaggiata con Senso Console).
    • Raggio di azione: 1.000 km.

Utilizzatori

L’NH90 è stato adottato da diverse forze armate in tutto il mondo:

  • Bundeswehr (Germania): Ha introdotto l’NH90 nel 2007.
  • Esercito Italiano: Utilizza l’NH90 dal 2008.
  • Marina Militare Italiana: Impiega la versione NFH.
  • Armée de terre (Francia): Utilizza l’elicottero per missioni tattiche.
  • Koninklijke Marine (Paesi Bassi): Ha integrato l’NH90 nelle operazioni navali.

Conclusioni

L’elicottero NH90 rappresenta un importante traguardo nell’ingegneria aeronautica. La sua versatilità, combinata con le caratteristiche di sicurezza e sopravvivenza, lo rende uno strumento essenziale per le forze armate moderne. Continueremo a vedere l’NH90 in azione in scenari operativi complessi, dimostrando la sua affidabilità e capacità di adattamento.


Brian Shul – From Butterflies to Blackbirds

24 febbraio 2024

Sei appassionato del mitico SR-71 Blackbird? Allora non puoi perderti questo video nel quale Brian Shul spiega la sua lunga carriera fino ad arrivare ad essere l’unico pilota che ha volato tre missioni in tre giorni consecutivi.

Attiva i sottotitoli se serve 🙂

Brian Shul utilizza foto e storie come veicolo per raccontare una storia ispirata di speranza, superando gli ostacoli e osando sognare. Dal trovarsi vicino alla morte nelle giungle del sud-est asiatico al pilotare il jet più veloce del mondo, Brian condivide il suo straordinario viaggio in una presentazione indimenticabile che non solo rivela dettagli affascinanti sul pilotaggio dell’SR-71, ma anche un messaggio significativo sulle opportunità della vita.

Nato a Quantico, Virginia nel 1948, Brian si è laureato in Storia e Antropologia alla East Carolina University nel 1970. Volando in missioni di supporto aereo ravvicinato in Vietnam, ha effettuato 212 missioni prima che il suo aereo fosse abbattuto. Gravemente ustionato nell’incidente, gli sono state date poche possibilità di sopravvivenza. Ha trascorso un anno in ospedale, ha subito 15 interventi chirurgici ricostruttivi e dopo innumerevoli ore di terapia fisica, Brian ha sorpreso i suoi medici ed è tornato a volare sugli aerei. Inoltre, ha volato sull’A-7D ed è stato nel primo squadrone A-10, diventando un pilota dimostrativo di spettacoli aerei. Brian ha anche insegnato alla TOPGUN School dell’Air Force e ha culminato la sua carriera nell’aeronautica militare con la scelta di pilotare il principale aereo spia del mondo, l’SR-71. Questo è stato un risultato notevole considerando che era necessario un fisico da astronauta per qualificarsi per l’aereo che normalmente volava al di sopra del 95% dell’atmosfera terrestre. Solo 93 piloti dell’aeronautica militare nella storia hanno volato sull’SR-71, ancora oggi l’aereo più veloce mai costruito. Brian ha volato sul Blackbird per 4 anni ed è stato il pilota che ha fornito le foto chiave dei campi terroristici libici al presidente Reagan durante la crisi libica nel 1986, quando è diventato l’unico pilota dell’SR-71 a compiere 3 missioni in 3 giorni consecutivi.

Brian si ritirò dall’Air Force nel 1990 e perseguì i suoi interessi di scrittura. Ha scritto un libro sul volo dell’SR-71 e lo ha illustrato con la sua fotografia. Gli è valso il premio Aviation Book of the Year dallo Smithsonian. Ha scritto altri quattro libri sull’aviazione, per i quali si è occupato di volo, scrittura e fotografia. È l’unico uomo in America ad aver volato a lungo sia con gli Air Force Thunderbirds che con i Navy Blue Angels nella realizzazione di quei libri. Il suo libro Sled Driver sull’SR-71 è oggi il libro più popolare su quell’aereo in tutto il mondo.

La straordinaria storia del ritorno di Brian ha ispirato il pubblico a livello nazionale. Ha ricevuto il National Spirit of Freedom Award, il prestigioso Silver Eagle Award, e la scorsa estate è stato inserito nella Air Force Legends Hall of Fame. Ha terminato la sua carriera di volo con 5000 ore, avendo volato sul T-28A/B/C, AT-28D, A-7D, A-10, F-5B, F-100, F-15 e SR-71. Brian è il proprietario della Gallery One a Marysville, in California, dove sono esposte le sue fotografie naturalistiche acclamate a livello nazionale.


Omaggio all’F-104 del Terzo Stormo Verona Villafranca

17 febbraio 2024

(testo e foto a cura di Claudio Farina)

Sono modellista da molti anni, ma è la prima volta che mi cimento nella costruzione di un cockpit; mi sono imbattuto per caso in questo kit e dopo averlo lasciato in cantina per diverso tempo mi sono deciso a costruirlo.

Il modello si è presentato ben fatto con degli ottimi stampi e ben particolareggiato

l’assemblaggio è stato abbastanza semplice anche se ho trovato alcune difficoltà nel montaggio delle cinture di sicurezza. Il cockpit e’ molto dettagliato e la colorazione ha richiesto parecchia pazienza e precisione

La scatola originale conteneva le decals per riprodurre il casco di un pilota americano, ma man mano che procedevo con il lavoro mi è venuta in mente l’idea di fare un omaggio alla ns Aeronautica Militare e quindi oltre a colorare il casco di grigio (tipico dei ns piloti) ho pensato di mettere  accanto al cockpit una riproduzione dell’aereo

Ho cercato tra le mie scatole di montaggio e ho trovato lo “spillone” in scala 1:72 e anche delle decals di un modello dello Starfighter che ho costruito nella versione Ferrari e quindi non utilizzate

Il connubio è stato perfetto in quanto mi ha permesso di fare la livrea del velivolo che ha celebrato le 50.000 ore di volo (Strega 1992).

Ovviamente la basetta sul quale i due pezzi saranno fissati sarà rigorosamente tricolore.

Il risultato mi soddisfa…speriamo che anche i giudici che lo giudicheranno nelle prossime mostre dove presenterò questo modello saranno della mia stessa idea 🙂

Claudio is a model maker and for the first time, he decided to tackle a cockpit kit he stumbled upon. After leaving it in the cellar for a while, he finally got around to building it. The model turned out great with detailed parts, although he had some trouble with the seat belts. He got creative and decided to paint an American pilot’s helmet as a tribute to the Italian Air Force and added a tiny plane next to the cockpit. To top it off, he found a pin and decals from a previous project to create a perfect combo! Can’t wait to see the judges’ reaction at the next model show.


Il vecchio e il nuovo – 31 Fighter Wing di Aviano

27 gennaio 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)
Rassegnati al periodo di inattività aeronautica che di solito segue le festività natalizie, riceviamo la notizia che 12 F16CG del 31 Fighter Wing di Aviano dal 15 gennaio parteciperanno alla Red Flag a Nellis nel Nevada, l’esercitazione interforze di maggior rilievo che si svolge più volte all’anno nella grande base Usaf alle porte di Las Vegas.

Siamo ovviamente contenti per loro, ma questo crea maggiore sconforto perché temiamo che nel periodo l’attività di volo ad Aviano sarà di molto ridotta.

Le nostre supposizioni però sono destinate a rivelarsi infondate perché in realtà questo evento crea una interessante opportunità. Infatti quasi contemporaneamente veniamo a sapere che ben 12 Lockheed Martin F35A, in forza al 495th fighter squadron del 48th fighter wing di stanza alla Raf Lakenheath situata a nord est di Londra, sono atterrati ad Aviano e resteranno per un paio di settimane. Il 48th fighter wing è formato da quattro squadrons: 492th e 494th equipaggiati con F15E, 495th e 493th equipaggiati con F35A.

Il reparto rischierato ad Aviano è stato il primo nell’Air Force Europe a ricevere gli F35, che hanno sostituito completamente gli F15C/D, la versione da intercettazione dell’Eagle. Il suo nickname è Valkyries, ed infatti una Valchiria stilizzata fa mostra di sé sulla deriva del Lightning II di alcuni esemplari unitamente al motto Mala ipsa nova (Cattive notizie), mentre sulla fusoliera è raffigurata la statua della libertà, che è il simbolo del 48th fighter wing.

I motivi di questo rischieramento, per noi inaspettato, sono molteplici: rimpiazzare la diminuzione di organico creatasi con la partenza di parte degli aerei del 31 Fw, sfruttare lo spazio resosi disponibile per organizzare un periodo di addestramento con pacchetti di aerei differenti ma con la stessa missione, preparare il personale volante e di terra alle operazioni con quella che presumibilmente sarà la futura cavalcatura del wing con la messa in riserva degli F16, ricambiare la visita che i 16 di Aviano avevano effettuato a Lakenheath l’anno precedente. La settimana del 15 si presenta complicata dal punto di vista meteo, con la sola giornata di martedì che promette un tempo perfetto, il lunedì non volano perché è il Martin Luther king day che per loro è festa nazionale, crediamo che dopo tre giorni di inattività le operazioni di volo riprenderanno con vigore, dato che per il resto della settimana è prevista pioggia e nuvole basse. Partiamo nottetempo e sfidiamo la nebbia bassa che ci accompagna fino a Mantova.

Alle 8.30 siamo in posizione per i decolli, c’è già una ventina di persone, quasi tutti vecchie conoscenze, ben equipaggiate per affrontate il freddo pungente, i campi infatti sono bianchi di brina e sulla cima del Piancavallo luccica la neve, ma la luce è stupenda ed il sole brilla nel cielo. Poco dopo iniziano le start up e comprendiamo subito che ci aspettano parecchi decolli. Alle 9.10 inizia l’attività in volo e partono a brevi intervalli diverse coppie di F35 ed F16, almeno la metà sono coppie miste, un 16 ed un 35.

In totale partiranno 8 F35 ed altrettanti F16 di cui 2 del 510th Fs Buzzards e 6 del 555th Fs Triple Nickel. Alcuni piloti di F16 effettuano un rapido bank verso di noi per farsi riprendere di dorso per poi ritornare in assetto livellato. Intervallati ai decolli dei jet partono anche due elicotteri Sikorsky HH60G Pave Hawk del 56th Rescue squadron, in forza al 48 Fw ma di stanza ad Aviano.

Le missioni sono brevi, al massimo una oretta, e la prima coppia di F16 la perdiamo, perchè rientrano mentre ci stiamo trasferendo alla testata pista 05.

Arrivano a coppie miste e dal basso ben si evidenziano le diverse caratteristiche dimensionali dei due aerei: lunghezza simile, un metro in più per il 35, ma il 16 è molto più aerodinamico ed armonioso con la sua linea filante, il 35 è più squadrato e con una superfice alare maggiore; la caratteristica migliore del 35 che si puo’ definire tecnologicamente affascinante ma decisamente non bello dal punto di vista estetico è il rombo del potente Pratt & Whitney F135 – PW 100 dal suono pieno e corposo, che fa pensare ad un aereo più grande o bimotore.

Terminati gli atterraggi non abbiamo nemmeno il tempo di chiederci se ci sarà attività di volo pomeridiana perché già i medesimi sedici aerei, tutti quelli della precedente missione, si ripresentano a testata pista 05 nello stesso ordine e con le medesime coppie miste; probabilmente hanno effettuato il cambio piloti dato l’intervallo molto breve tra le due sortite. Sono le 11.20 e si ricomincia. Il tempo di trasferirci nel vigneto a testata pista 23 che già sfrecciano nel cielo i primi due F16, seguiti a breve intervallo da tutti gli altri.

Al termine dei decolli arriva un NH90 TTH del 5° Reggimento AVES Rigel dell’esercito che effettua un low approach prima di ritornare alla sua base a Casarsa della Delizia.

Al rientro i 16 effettuano diversi finti atterraggi e, mentre mi chiedo perché tutti i 35 invece atterrano direttamente, come se mi avessero sentito, i 35 successivi ci intratterranno con low approach, richiamate a fine pista e nuovi circuiti consentendoci di riprenderli in assetti diversi. Intorno alle 13 è tutto terminato. Verso le 15, mentre attendiamo che aprano le cantine adiacenti alla 05, udiamo altri quattro decolli, giornata davvero emozionante, che preannuncia un anno che crediamo denso di soddisfazioni.

Angelo Bottazzi’s message brought news of the 12 F16CG from the 31 Fighter Wing of Aviano participating in Red Flag at Nellis in Nevada from January 15th. Although concerned about reduced flight activity at Aviano, the unexpected arrival of 12 Lockheed Martin F35As from the 495th fighter squadron at Raf Lakenheath provides an intriguing opportunity. The week of the 15th presents weather challenges, but the sight of F35s and F16s taking off at Aviano promises an exciting year ahead, marking a day filled with thrilling aircraft activity.


Rinnovo Tessere 2024

25 gennaio 2024

Ciao a tutti i Soci, i poster Frecce Tricolori 2024 sono disponibili in sede:

Se non hai ancora rinnovato la tessera, è l’occasione per ritirare anche il portachiavi gadget 2024:

Ti ricordo che ci troviamo ogni ultimo venerdi’ del mese verso le 20.30, non mancare 🙂

Per informazioni scrivi a info at magichefrecce.com

Hello everyone, the 2024 Frecce Tricolori posters are now available at the headquarters. If you haven’t renewed your membership card yet, this is the perfect opportunity to also pick up the 2024 gadget keychain. Remember, we meet every last Friday of the month around 8:30 pm, so don’t miss out 🙂