Nato Tiger Meet Beja 2025 – Trasferta iberica, prima puntata

2 novembre 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Ma a cosa servono le recinzioni quando non ci sono animali al pascolo e sul terreno solo i resti di coltivazioni estive? Da noi le recinzioni sono riservate solo a quei terreni che presentano criticità particolari, quasi a nessuno verrebbe in mente di recintare un vigneto o un campo di stoppie ingiallite dal sole: risultato è che si può andare quasi ovunque, rispettando ovviamente le colture in atto.

Purtroppo qua non è così e la cosa è complicata dalla mancanza di piazzole dove parcheggiare, su queste strette stradine di campagna. Siamo nei dintorni della base di Beja, nella regione portoghese dell’Alentejo, per l’edizione 2025 del Nato Tiger Meet. E’ domenica e stiamo effettuando una approfondita ricognizione dei luoghi, in vista dell’inizio della esercitazione prevista per domani 21 settembre 2025. Non conosciamo questa base, avremmo dovuto essere qua nel 2021 ma il periodo di post covid, con i voli cancellati e la difficoltà di attraversare le frontiere in auto, ci aveva indotto a desistere, quando già avevamo l’accredito per partecipare allo spotter day.

Il primo impatto è però frustrante e la realtà si rivela anche peggiore dello studio effettuato a casa sulle mappe satellitari della zona: ovunque recinzioni e cancelli che inibiscono l’accesso ad ogni stradina sterrata che conduca alle zone in cui sia possibile effettuare riprese decenti.  La base aerea Ba11 si estende molto in larghezza soprattutto verso est, mentre le due piste 01L e 01R sono relativamente vicine alla perimetrale sul lato ovest, considerando che la base si estende da nord a sud,  lievemente disassata verso ovest, riprese mattutine non se ne possono fare ed il lato ad est è totalmente inaccessibile.

Il mattino successivo con sorpresa scopriamo che il nostro albergo è quasi interamente occupato dal personale tecnico del 335 Mira di Araxos, da cui apprendiamo che nel maggio 2026 il Tiger si svolgerà a casa loro, che è una buona notizia, ho caldi ricordi di Araxos e freddi ricordi di Jagel!  La sala della colazione al mattino sembra la foresta vergine con tigri che circolano ovunque: sulle tute, sulle borse, sugli zaini, sul petto, sulle spalle, sulla schiena! Di primo mattino effettuiamo un altro tentativo, con una lunga passeggiata nei campi, mentre iniziano i decolli dalla 01L, siamo vicini ma inesorabilmente in controluce. Ci abbiamo provato. Mentre camminiamo lungo la recinzione della base, passa un’auto della sicurezza, li salutiamo e rispondono al saluto ma non ci creano problemi. Siamo fortunati perché spotter locali nei giorni seguenti ci racconteranno storie di allontanamenti sia da parte dei militari che dei contadini della zona.

Il vento spira da nord, nord est rendendo obbligatoria l’uso della 01L e questo ci agevola, perché se avessero usato la 19R sarebbe stato molto peggio. Sarà così per tutta la settimana con un cielo limpido ed un sole implacabile, temperato però da un vento fresco e teso che rende il clima secco veramente piacevole. Gli atterraggi per la 01L sono facili da riprendere perché si è sul lato della aerostazione, Beja ha anche una limitata attività civile, il parcheggio è ampio ed in vista della pista in uso nel periodo, poi a piedi si accede agevolmente alla strada principale che è perpendicolare alla testata pista.

La luce però arriva sempre un po di tre quarti da dietro, sia al mattino che al pomeriggio, creando fastidiosi riflessi sulle fusoliere e sui cockpit degli aerei e diventa ottimale solo da un certo punto in avanti rendendo quasi impossibile variare le inquadrature. Al mattino si resta sul lato est ed al pomeriggio ci si trasferisce sul lato ovest; tra l’altro verificheremo che è possibile parcheggiare sulla corsia di emergenza della strada, presente su entrambi i lati, senza che nessuno ci faccia storie, fatto abbastanza inusuale. Anche l’uso della radio non è difficile, è richiesto solo un minimo di attenzione, la polizia non si vedrà quasi mai e si limiterà a passare senza fare osservazioni a nessuno. Verso la fine della settimana ci sarà un bel traffico sulla strada perché allo spotters day parteciperanno solo cento fortunati, gli accrediti sono volati via in venti minuti e quindi la maggior parte degli appassionati dovrà sostare fuori della base.

E i decolli? Impossibili da riprendere al mattino, a causa del controluce spinto, mentre al pomeriggio il sole ha superato l’asse della pista. Abbiamo individuato un campo di stoppie che, partendo dalla strada che costeggia la base sul lato ovest, scollina fino ad arrivare alla perimetrale, proprio di fronte alla torre di controllo; c’è una sola possibilità di parcheggio, poi bisogna andare a piedi fino a giù, un campo di granoturco offre riparo dal sole e dalla sicurezza della base, quando arrivano gli aerei si esce, si scatta e si ritorna al riparo. La prudenza non è mai troppa e funziona, saremo gli unici due a riprendere tutti i decolli pomeridiani per tutta la settimana; nessuno ci disturberà, la maggior parte degli spotters resterà nel parcheggio dell’aeroporto in attesa degli atterraggi.

Ovviamente c’è una contropartita, poi bisogna risalire sulla strada sotto il sole torrido dell’Alentejo e in fretta perché le missioni non sono molto lunghe e bisogna riposizionarsi per gli atterraggi, ma la passione aiuta a trovare le energie necessarie.  

Il Nato Tiger Meet, ormai lo sanno anche i gatti, che sono felini pure loro, è il raduno annuale dei reparti di volo delle forze aeree che hanno come stemma un felino selvatico che sia tigre o giaguaro, pantera o lince. Questa edizione ha visto la partecipazione di 79 assetti, tra aerei ed elicotteri, di 19 reparti di volo provenienti da 12 nazioni: Portogallo, Italia, Austria, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Cieca, Spagna, Svizzera, Turchia e Regno unito.

Il Tiger è una esercitazione ad alta valenza addestrativa ed un prezioso scambio di conoscenze ed esperienze, che hanno lo scopo di migliorare la interoperabilità e l’integrazione dei reparti partecipanti, attraverso la pianificazione di missioni complesse effettuate con velivoli diversi come prestazioni e caratteristiche. In questa edizione erano assenti i Rafale della Marine Nationale, impegnati nella Tlp in Spagna e quelli dell’Armee de l’Air a causa di una contemporanea esercitazione sulla loro base. Assenti pure gli Olandesi ed i Belgi, entrambi impegnati nella transizione sull’F35, mentre gli Efa tedeschi erano presenti solo come visitatori.

Dal punto di vista degli aerei con colorazione speciale, caratteristica di questa esercitazione, va sottolienato che è stata un’edizione piuttosto interessante, praticamente ogni reparto partecipante ha inviato aerei dipinti in modo Tiger per l’occasione, qualcuno anche più di uno. Da citare l’esemplare dell’F16 dei padroni di casa l’Esquadra 301 Jaguares dipinto come un giaguaro che era veramente spettacolare,

il desert Tornado tedesco

l’Efa austriaco che però ha volato pochissimo, l’Efa del 142 escuadron di Albacete

tornati al Tiger dopo una assenza di diversi anni, che mostrava sulla coda una tigre dalle enormi zanne, l’Efa tigre bianca del 12° gruppo di Gioia del Colle. Interessante la presenza sulla base di Beja dell’Embraer KC390

e del P3C Orion dell’aviazione portoghese

che hanno volato alcune volte nel corso della settimana.

Degna di nota la presenza di due E3A Sentry della Nato, non si vedevano al Tiger dal 2019 a Mont de Marsan, che hanno preso parte, a turno, a tutte le missioni del mattino insieme all’E-2C Hawkeye della Marine Nationale francese

Il venerdi 26 abbiamo partecipato al Media day. Ci presentiamo al cancello della base di primo mattino e troviamo due enormi striscioni tigrati che identificano la base come la casa delle Tigri! L’entusiasmo però sarà di breve durata, siamo una trentina di reporter da tutta Europa, qualcuno venuto apposta per questa giornata. Ci portano in pulmann all’apron dove ferve l’attività degli specialisti, che stanno approntando gli aerei per la prima missione e…….. ci fanno lasciare gli zaini sul pullman, si scusano ma no riprese per motivi operativi, quasi incredibile! Capiamo, ma lo avevamo già saputo, che sono a corto di personale e per questo stesso motivo hanno cancellato l’open day e l’airshow previsti inizialmente per il sabato e la domenica. Ci posizionano su una collinetta che da sul raccordo principale di rullaggio, ma in realtà gli aerei rulleranno sulla 01R, la pista secondaria distante un centinaio di metri e decolleranno dalla 01L che è piuttosto lontana da noi, all’incirca di trecento metri.

Riusciamo comunque a fare il nostro lavoro, un paio di ore di attività frenetica per non perdere i rullaggi ed i contemporanei decolli, ma manca il contatto con i piloti, molti nemmeno ci vedono, solo qualcuno saluta, le riprese degli aerei che staccano tardi come i Tornado sono un po disturbate dal calore della pista, facciamo quello che possiamo, ma la delusione serpeggia evidente tra gli addetti.

Ciliegina sulla torta la press conference si svolge davanti ai cancelli della base, in piedi e sotto il sole, sono presenti solo quattro rappresentati delle forze armate su un totale di dodici ed il comandante della base; scegliamo di disertarla e non siamo gli unici, alle 11.45 siamo fuori dalla base ed andiamo a riprendere gli atterraggi dalla strada dell’aeroporto civile.

E’ tempo di bilanci, ci siamo divertiti, il tempo è stato splendido, abbiamo ripreso tutte le missioni che hanno volato nella settimana, le difficoltà tecniche una volta compreso il meccanismo sono state superabili, gli spotters portoghesi sono simpatici, il paesaggio è affascinante, il cibo buono ed economico rispetto ai nostri standard.

Cosa è mancato? Inutile dirlo, il contatto con i piloti ed i reparti, i banchetti con i gadget, gli stemmi, l’abbigliamento in stile Tiger, una statica degna di questo nome che permetta di riprendere i particolari degli aerei e poi la ripresa in volo degli elicotteri.

Erano presenti diversi reparti ma decollavano ed atterravano lateralmente verso est e mai sull’asse della pista, risultato solo riprese un po troppo da lontano, anche se le abbiamo provate tutte per intercettare il punto di intersezione con le strade raggiungibili, solo con qualche risultato parziale.

Sta arrivando la tempesta tropicale Gabrielle, è tempo di trasferirci altrove. Ma questa sarà oggetto di un’altra puntata.

This post from Angelo Bottazzi talks about his experience scouting around Beja, Portugal for the 2025 Nato Tiger Meet. The area’s full of fences, making it tricky to grab good shots of the planes, especially with the sun messing with the lighting. He and his buddy eventually find a spot for decent afternoon pics, but morning scenes are mostly a bust due to the glare. Despite some setbacks, they have fun, enjoy the beautiful weather, and connect with other spotters. Still, he wishes for more interaction with pilots and a better setup for capturing the action. Tropical storm Gabrielle is on its way, so it’s time to wrap things up.


MCAS BEAUFORT 2015 Air Show

27 ottobre 2025

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

L’air show di Beaufort del 2015 si è tenuto l’11 e il 12 aprile 2015 presso la Marine Corps Air Station (MCAS) Beaufort, South Carolina

La manifestazione ha visto la partecipazione della pattuglia acrobatica U.S. Navy Blue Angels e dei principali aerei in forza ai Marines, oltre ad aerei civili e una piccola presenza dell’USAF e dell’ANG.

Le condizioni meteo non erano delle migliori, con un cielo tendenzialmente grigio e un tasso di umidità elevata.

I pezzi degni di nota della statica, un po’ limitata, erano:

  • due F-16 del 157th FS 169th FW ANG di base in McEntire JNGB, South Carolina 
  • un F-18 del Marine Aviation Logistics Squadron 31 “Stingers” (MALS-31), parte del MAG31 e del 2nd Marine Air Wing, di base in Beaufort
  • un F-18 del Marine Fighter Attack Squadron 533 “Hawks” (VMFA-533), anch’esso parte del MAG31 e del 2nd Marine Air Wing, di base in Beaufort
  • un F-35B del Marine Fighter Attack Training Squadron 501 “Warlords,” (VMFAT-501), di base a Beaufort dal luglio 2014.

Una curiosità: ho provato a chiedere a un pilota del VMFAT-501 l’origine del motto “VINI – VICI”, che ricorda parte della frase latina di Cesare, con un evidente errore; non ne conosceva il significato, ma sosteneva che l’ispirazione fosse arrivata da un pilota che aveva visitato l’Italia (ed evidentemente non era stato neanche capace di copiare).

Dopo il tradizionale inno nazionale e l’atterraggio del paracadutista con bandiera sono iniziate le operazioni di volo con:

  • F35B del VMFAT-501
  • F4 Corsair 
  • F/A18C del Marine Fighter Attack Squadron 312 “Checkerboards” (VMFA-312) di base a Beaufort
  • AV8 del Marine Fighter Attack Squadron 542 (VMA-542) del MAG-14 dalla MCAS Cherry Point , NC
  • MV22 Osprey del Marine Medium Tiltrotor Squadron 264 “Black Knights” (VMM-264), del MAG-26 e 2nd MAW
  • CH53E Super Stallion del Marine Heavy Helicopter Squadron 464 “Condors” (HMH-464) dalla MCAS New River, NC.
  • AH1Z del Marine Light Attack Helicopter Squadron 167 “Warriors” (HMLA-167), dalla MCAS New River, NC.
  • F16C del 20th TFW USAF di Shaw AFB, SC.

Prima del gran finale dei Blue Angels si è esibito anche il C130 Fat Albert del team

Gran finale, gli US NAVY BLUE ANGELS.!!!

Sfortunatamente il numero 2 ha avuto problemi subito dopo il decollo e ha dovuto tornare a terra, lasciando la formazione con un aereo in meno fino al decollo del numero 7.

Una volta decollato il 7 è stato il numero 3 a lasciare la formazione ed eseguire un atterraggio di emergenza.

Decollo del primo solista

Decollo del secondo solista

Il numero 2 è costretto al rientro 

Il pilota del numero 2 decolla con il numero 7

Il numero 3 è costretto a un atterraggio di emergenza

MCAS BEAUFORT (S.C.), base of 2nd Marine Aircraft Wing, hosted in April2015 an air show where all the USMC assets were presented to public, including the (at that time) new F35B.

The military statics included F16’s from South Carolina ANG and F/A18’s from Squadrons of MAG31.

Many civilian and military performers flew in the weekend, including F4U Corsair, CH53E, AH1, F/A18, AV8, F16, F35B and C130 Fat Albert.

Last demonstration of the day was performed by the US NAVY acrobat Team Blue Angels


Duxford Imperial War Museum e Flying Finale 2025

13 ottobre 2025

Ottobre 2025 – “Pronto Paolo come stai? Andiamo nel weekend a Duxford per assistere all’ultima manifestazione dell’ anno e visitare il mitico museo?” Ma si dai! Organizzato con un altro amico in tempo zero, prenotiamo e partiamo per un weekend inglese, senza condividerlo piu’ di tanto perche’ il meteo prevede una tempesta sopra la Scozia che potrebbe scendere sul campo di volo e quindi poco adatto a spostare tutti i soci 🙂

In coda all’ ingresso altro che semplici zainetti, quasi tutti erano molto attrezzati rispetto alle nostre manifestazioni continentali, al limite di avere la tenda da campeggio e cio ci ha fatto pensare di non essere ben attrezzati per la giornata

Diciamo subito che le previsioni risultano confermate, sabato 4 ottobre vento di traverso a 40 nodi non ha permesso il decollo e soprattutto atterraggi in sicurezza per gli aerei storici ad elica previsti, come il Supermarine Spitfire, il caccia Mustang P-51, Hawker Hurricanes e il B-17 Flying Fortress B.

Eroico, senza limitazioni operative per il vento da libretto di istruzioni, ha osato sfidare la forza dell’aria nel pomeriggio solo il Catalina, seguito l’Eurofighter Demo display della RAF e la pattuglia acrobatica Red Arrow

Dopo la delusione iniziale abbiamo approfittato per visitare il museo, composto da vari hangar:

AirSpace
Flying Aircraft
Historic Duxford
Air and Sea
Battle of Britain
Conservation in Action
American Air Museum

Gli aerei esposti sono veramente tanti e decido di inserire qui solo alcuni raramente visti in altri museo o cieli, iniziando con il Airco/de Havilland DH9, il primo bombardiere inglese della Prima Guerra Mondiale, che non ebbe molto successo perche’ il motore era sottopotenziato e non affidabile (chissa’ il perche’ degli scarichi alti….); sono stati alcuni dei primi aerei in sede a Duxford Airfield

Passiamo ad un Handle Page Victor XH648, unico sopravvissuto al mondo che dopo cinque anni di restauro nel 2022 e’ stato reinserito nell’ area museale (qui un bel video https://youtu.be/dDOzI9uWH9E ) Aereo degli anni 1960 dedicato a contromisure elettroniche e poi tanker, forma stranissima che ne ricorda un altro, vero? quale? 🙂

Ecco un Gloster Javelin FAW9 che dal 1956 al 1964 e’ stato il caccia principale della RAF, operando a Duxford con il No. 64 Squadron: fu il primo aereo al mondo caccia con due motori ed ala a delta progettata per le alte prestazioni richieste. Notate l’enorme timone ( ci lamentiamo del M346…) e le prese d’aria perfettamente rotonde 🙂

Un bel Mig-21 con freno aerodinamico aperto e la conosciuta presa d’aria centrale (tubo di pitot inclinato come mai?):

Ecco un Westland Wessex HAS1 utilizzato dalla Royal Navy e dalla Royal Air Force 1961 al 2003 come elicottero antisommergibile

Nel padigione c’e’ spazio anche per un prototipo British Aircraft Corporation TSR2, creato per sostituire il bombardiere Canberra nel 1960: TSR2 sta per Tactica, Strike, Reconaissance (Mach 2), ma il progetto fu cancellato nel 1965 per i continui aumenti di costi.

Nota curiosa il motore di sinistra e’ stato lasciato chiuso con gli inversori di spinta attivati

Bella mostra la fa il Concorde, un esemplare usato per gli studi di design e non ha mai volato con passeggeri:

La fusoliera e’ visitabile con un biglietto e non ha i sedili classici ma era pieno di strumenti di bordo usati dagli ingegneri per le misurazioni, come per esempio un periscopio che sbucava sulla numerazione delle sezioni del bordo d’attacco dell’ala per la valutazione della formazione di ghiaccio e analisi dell’efficacia del meccanismo di rimozione

La zona cockpit del pilota e’ molto estesa e pienissima di leveraggi ed indicatori, ovviamente tutti analogici

Non ci siamo persi alle 12:45 la dimostrazione dell’abbassamento del muso in fase di decollo ed atterraggio:

Un altro hangar continua a stupirci, dove troviamo un Fairey Gannet AS6, aereo imbarcato anti sottomarino con due posti con due eliche controrotanti

Essendo imbarcato doveva occupare poco posto, ma mai mi sarei immaginato di piegare l’ala in tre pezzi

Era alimentato dal famoso motore Double Mamba formato da due turbine e una grossa scatola di ingranaggi: il motore era alimentato a Kerosene cosi da limitare la dipendenza a carburanti speciali nelle portaerei. Curiosita’: poteva viaggiare con un unico motore acceso per risparmiare carburante e allungare l’autonomia 🙂

Saltiamo un po’ avanti nel tempo e visitiamo l’attesissimo Padiglione americano, che contiene alcune primizie uniche in Europa! Il primo e’ per forza il bellissimo SR-71 Blackbird, iconico aereo spia che detiene il record di quota ( 85’000 piedi, circa 26 km) e di velocita’ continuativa (circa Mach 3.5).

Confido che lo scopo principale mio di questo viaggio e’ proprio la visita al Blackbird, aereo per cui ho passato notti insonni a leggere racconti dei progettisti e dei piloti che si sono avventurati entrambi ai limiti delle conoscenze umane e con una capacita’ di risoluzione dei problemi incredibile!

C’e’ esposto anche il suo motore a ciclo variabile, un Pratt & Whitney J58, un capolavoro ingegneristico del 1956 due in uno, perche’ a basse velocita’ ed altitudini funzionava come un turbogetto mentre ad alte velocita’ e altitudini, grazie alla chiusura e apertura di condotti di area, cambiava forma e operava come ramjet

Una parola anche sulla iconica presa d’aria (spike) che si muoveva indietreggiando o avanzando per adattare la geometria in base alle condizioni di volo, comandata da un sistema automatico per gestire l’onda d’urto causata dalle alte velocita’ , in modo da tenerla dentro la presa d’aria ma che non raggiungesse il motore per massimizzare la pressione ma evitare di distruggerlo

Non volendo svelare tutti gli aerei e lasciandovi il piacere per venire a Duxford, saltiamo il reportage e usciamo sul campo per vedere un Canberra parcheggiato:

Il B-17 con sulle ali i sacchi di terra per tenerlo fermo dal vento che c’ era

Un Hawker Sea Fury, l’ultimo aereo ad elica usato dalla Royal Navy

L’originale torre di controllo truck

e finalmente volare la Pattuglia dei Red Arrow

Insomma, e’ stata un po’ una pazzia partire per Duxford ma era l’ultimo appuntamento della stagione e devo dire che l’ ambientazione nella campagna londinese, il parlare con i tanti volontari e reduci con bellissime storie, gli hangar con gli aerei e il super Blackbird sono valsi la fredda trasferta!

Ah, ovviamente alla fine non poteva mancare una buona birra e un giretto alla vicina Cambridge…

Alla prossima amici!

So, a buddy and I decided to hit up Duxford for a weekend in October 2025 to catch the last airshow of the year and check out the museum. Weather was dicey, with storms forecasted, so we kept the trip low-key. Saturday’s winds were wild, preventing most historic planes from taking off, but we made the most of our visit by exploring the awesome museum exhibits. Highlights included some rare planes like the SR-71 Blackbird and a stunning Concorde. The day wrapped up with some good vibes, a chat with veterans, and of course, a pint in nearby Cambridge. Good times!


Reportage 65° Anniversario PAN 2025

20 settembre 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi e Giovanni)

Nel fine settimana dal 5 al 7 settembre si è tenuta sulla base di Rivolto, sede delle Frecce Tricolori Pattuglia Acrobatica Nazionale, la celebrazione del 65° anniversario della costituzione del team con l’organizzazione di una grande manifestazione aerea aperta al pubblico.

Abbiamo avuto l’opportunità di essere presenti alle prove del venerdì, giornata dedicata agli spotter ed il sabato nel settore F verso il fondo pista. Benché fosse un evento molto atteso dagli appassionati, è a cadenza quinquennale e diventa di fatto l’airshow più importante dell’anno in cui si svolge, bisogna ammettere che le aspettative erano un poco più alte, ma purtroppo i tempi sono questi.

Se esaminiamo la situazione a livello europeo vediamo che i team acrobatici sono in crisi un po’ ovunque, per motivi di obsolescenza dei velivoli impiegati, riduzione dei fondi assegnati, necessità di impiegare le risorse sulla prima linea tagliando i costi non strettamente necessari. I demo team che presentano agli airshow gli aerei da combattimento sono sempre meno e hanno un calendario molto ridotto di eventi incentrato principalmente sul paese di appartenenza. Le aeronautiche militari sono fortemente impegnate in continue esercitazioni, che spesso si sovrappongono, e richiedono impiego di risorse tecniche e umane considerevoli. In questa situazione poco favorevole l’Aeronautica Militare ha fatto il possibile per svolgere un programma che potesse rappresentare il momento attuale della acrobazia aerea in Europa, tanto che di fatto l’airshow è stato più un raduno delle pattuglie che una manifestazione aerea in senso tradizionale. Alla fine i team c’erano tutti ma con un paio di assenze significative: la Patrulla Aguila ed i Red Arrows.

Gli spagnoli erano giustificati perché, dopo avere festeggiato i 40 anni dalla costituzione in giugno, hanno sospeso l’attività pubblica per preparare il cambio di aereo dall’Airbus C101 attuale al Pilatus PC21 e se non altro l’Ejercito de l’Aire ha inviato il dimostratore dell’EF18 Hornet, tra l’altro in una bellissima livrea celebrativa.

Diverso il discorso per i Red Arrows che, a fronte di un calendario molto vasto di esibizioni e ben otto trasferte fuori dai confini britannici, in quei giorni hanno partecipato ad un evento minore a casa loro, cosa per me totalmente inspiegabile.

Il venerdì si è anche celebrata la ricorrenza del 100 anno di costituzione del 2° stormo Lanceri Neri e per l’occasione si è assistito ad un passaggio del KC767A seguito da un F35A, che non è stato ripetuto nei giorni pubblici della manifestazione.

L’airshow si è aperto con l’esibizione dell’HH139 Lord del 15° Stormo S.A.R. che ha simulato il recupero con il verricello di un infortunato mediante barella.

A seguire l’esibizione di due dei pezzi forti della Fondazione Jonathan Collection di Giancarlo Zanardo: il Caproni CA33Z e lo Spad XIII R

E’ poi la volta del We Fly Team, La pattuglia, che usa aeromobili Van’s Rv-7 autocostruiti, è l’unica al mondo parzialmente composta da piloti disabili, due su tre, commoventi ed encomiabili per la passione che ci mettono!

Decollano poi i Midnight Hawk della Suomen ilmavoimat, con la recente colorazione a due toni bianco e arancione, simile a quella degli addestratori della Raf di qualche anno fa

Parliamoci chiaro, non è che in quattro si possa fare chissà quali performance acrobatiche, a parte le formazioni a rombo, poi la distanza a cui si sono esibiti, eccessiva rispetto agli altri team non ha accresciuto la spettacolarità della esibizione, peraltro resa meno interessante dalla mancanza di fumogeni, che qualche anno fa il team impiegava; nel complesso abbastanza deludenti.

E arriva uno dei momenti più attesi dello show, l’esibizione dell’EF18 Hornet dell’Ala 15 di stanza alla base di Saragoza, reparto Tiger, sui timoni era infatti raffigurata una enorme testa di tigre e la ricorrenza del 40° anno di costituzione del reparto.

Esibizione abbastanza interessante, anche se devo ammettere di avere visto di meglio anche da piloti spagnoli, senza tirare in ballo l’Hornet display della Swiss air force che purtroppo da quest’anno non è più operativo.

A seguire si esibisce la pattuglia acrobatica Croata, i Krila Oluje (Ali di tempesta), composta da sei Pilatus PC9M.

Ho sentito commenti negativi sulle formazioni acrobatiche basate su aerei a turboelica, è vero che il rumore è meno coinvolgente, la velocità delle manovre minore, ma le formazioni sono molto serrate e possono eseguire un programma acrobatico molto variato, a me sono piaciuti.

Avrebbe dovuto essere presente anche la pattuglia polacca degli Orlik, equipaggiata con sei PZL 130, ma l’incidente avvenuto a Radom con la perdita di un F16 e la morte dell’equipaggio ha fatto si che venissero annullate tutte le attività acrobatiche del paese.

Si esibisce poi uno dei nostri gioielli ricostruiti a San Damiano, il G91 Pan pilotato dal Generale Lodovisi, che si esibisce in passaggi bassi e spettacolari, anche in considerazione della anzianità della cellula che non permette di esagerare con le manovre acrobatiche; il sentire il ronzio cupo e pieno del Bristol Siddeley Orpheus 803 mentre ci rulla davanti trasmette emozioni e ci riporta nel passato.

L’esibizione della pattuglia dei Baltic Bees merita un discorso a parte. Vengono dalla Lettonia ed utilizzano l’addestratore di costruzione ceca Aero L39C Albatross, lo stesso degli indimenticati Breitlings

La formazione completa è di sei velivoli ma a Rivolto si sono esibiti in quattro, la livrea simula un’ape, simbolo portafortuna nei paesi baltici, il loro motto è: I ragazzi non crescono mai, i loro giocattoli volano sempre più in alto.

La loro esibizione si basa su tre punti di forza principali: la livrea accattivante e fotogenica, l’uso dei fumi, la quota bassa e la vicinanza del display. Ed in effetti se paragoniamo la loro esibizione con quella dei finlandesi, pur a parità di numero, il confronto è impietoso. Segue una pausa delle attività di volo di quasi un’ora, che è vero che siamo in Italia e il pranzo è sacro, ma in una manifestazione aerea internazionale così densa per me non ci sta e non ho mai visto farla altrove, chiusa la parentesi.

Si riprende lo show con lo Yak team Italia, qui presente con quattro velivoli, tre biposto Yak 52 ed un coloratissimo Yak 50 monoposto

le buone qualità acrobatiche del velivolo, unito al suono accattivante del motore a pistoni radiale, assicurano sempre uno spettacolo interessante.

Subito dopo assistiamo all’esibizione di alcuni velivoli dei Flying Bulls austriaci, sponsorizzati dalla Red Bull, che sono una attrazione fissa dell’airshow di Zeltweg. Qua sono presenti gli elicotteri Bell 209 Cobra AH1F

e l’MBB BO105C nonché il North American T28B Trojan. L’esibizione del Bo105 lascia sempre a bocca aperta chi lo vede per la prima volta in quanto è l’unico elicottero in grado di eseguire una vasta gamma di manovre acrobatiche ed il pilota si mantiene sempre al centro della display perché il pubblico possa meglio apprezzare la sua straordinaria performance. Il T28 con il suo motore a pistoni radiale Wright R-1820 Cyclone ha buone capacità acrobatiche e la sua configurazione alare unita all’uso dei fumogeni crea delle scie al suo passaggio che si trasformano in figure fantasiose prima di dissolversi nell’aria.

Entriamo ora nel vivo delle esibizioni con i Turkish Stars

Questa pattuglia, unitamente a quella Svizzera, si esibisce con un aereo da combattimento supersonico e non un addestratore, nella fattispecie l’NF-5A e B Freedom Fighter.

Hanno iniziato negli anni 90 con una formazione di quattro velivoli e sono arrivati fino ad otto, ora si esibiscono con sei, segno che anche qua i costi si fanno sentire. I loro punti di forza sono la colorazione, la velocità e la separazione minima tra gli aerei, il punto debole secondo me sono i tempi morti tra una formazione e l’altra, le figure però sono belle e fotogeniche.

Viene da chiedersi quanto potranno ancora andare avanti con un aereo così datato e quindi costoso da mantenere in attività, come dimostrato anche dal numero elevato di personale che si occupa della manutenzione dei velivoli durante gli airshow.

Lo abbiamo aspettato a lungo ed eccolo che si arrampica verso il cielo con un rombo di tuono: è l’Eurofighter del Reparto Sperimentale Volo, magistralmente pilotato dal Maggiore Nucciarelli

La sua è una presentazione senza respiro, scandita da manovre ad alto numero di G e full afterburner

sempre nel cielo campo, la migliore senza dubbio della giornata, comunque la più eccitante.

Restiamo nel regno del rumore perché ora decolla la Patrouille Suisse con in suoi sei F5E Tiger II, con il nostro amico pilota Lukas Nannini in arte “Bigfoot”

L’esibizione degli svizzeri si basa sulla velocità, la precisione delle figure, la potenza dell’aereo, l’uso sapiente dei fumogeni, peccato però che siano venute a mancare due dei numeri che facevano la differenza: la formazione shadow dove i quattro aerei erano uno sopra all’altro in modo da sembrare un solo aereo ed il lancio simultaneo di tutti i flares nel finale grande.

Questa pattuglia è in grande difficoltà per l’invecchiamento delle cellule e nel reperire pezzi di ricambio in quanto usa un aereo che ormai non esiste più sulla prima linea; molto probabilmente verrà sciolta entro la fine del 2027

Adesso andiamo nel regno dell’eleganza e del silenzio, se elegante si può definire un bestione da 32 tonnellate al decollo

Ricordo ancora le espressioni di incredulità degli spotter inglesi al Riat quando si esibiva il C27J, riesce a fare manovre acrobatiche che non ti aspetti e ritieni impossibili, eppure le fa con una apparente tranquillità che è frutto di abilità, addestramento e conoscenza delle capacità del mezzo. Lo spettacolo è sempre assicurato.

Ora il testimone passa ad uno dei più prestigiosi team acrobatici europei: la Patrouille de France

Tra le più numerose contando un organico di otto velivoli.

Da sempre la caratteristica della Patrouille è l’eleganza, raggiunta attraverso figure complesse e cambi di formazione veloci, accompagnate dall’uso sapiente dei fumi colorati

Il programma della esibizione viene deciso ad inizio stagione dal comandante della formazione. Senza considerare le prove del venerdì, il sabato ho visto alcuni errori che non mi aspettavo da una formazione così blasonata ed in generale anche il programma mi è sembrato un po sottotono rispetto ad altre volte, forse pesa l’incidente avvenuto in primavera che ha portato alla perdita di un aereo ed al danneggiamento di un altro e anche il futuro della pattuglia che non è così certo.

Arrivano ora in formazione i due F35, un A ed un B

eseguono alcuni passaggi veloci, uno con la stiva aperta

poi il Bravo si dispone in hovering al centro della display e fa il suo numero, piuttosto breve.

Io ancora in Italia una presentazione degna di questo nome dell’F35 ancora non l’ho vista ed anzi ho notato che il 35B peggiora sempre le sue comparse come durata e qualità. Speriamo che quando ci saranno solo loro, tra pochi anni, qualcuno si decida a dimostrarlo a dovere.

Subito dopo decolla per una esibizione esemplare il T346A Master

l’ultimo assetto del RSV, orgoglio dell’industria aeronautica nazionale questo velivolo sarà il prossimo cavallo di battaglia delle Frecce quando il 339 andrà in pensione; nella mostra statica figura già un esemplare con la livrea Pan disegnata da Pininfarina

Mentre già le Frecce stanno procedendo alla start up arriva il Soko G 2 Galeb croato che viene inseguito e costretto all’atterraggio da due Eurofighter

Finito questo siparietto adesso il sipario si apre su di loro, le nostre Frecce Tricolori

Vengono da una stagione travagliata da incidenti, con conseguenti riduzioni di organico di volo che si sono trascinate a lungo durante la stagione, ma adesso sono al top nella nuova livrea commemorativa dei 65 anni di attività.

L’esibizione è perfetta come sempre e il tricolore più lungo del mondo colora ancora una volta il cielo della base di Rivolto.

Adesso il pubblico defluisce soddisfatto sotto nuvole di colore cangiante, ci vediamo tra cinque anni con un nuovo aereo e un nuovo programma a festeggiare il 70°, ma per il momento: Tanti Auguri Frecce!

Over the weekend of September 5-7, the Frecce Tricolori celebrated their 65th anniversary at Rivolto Air Base with a much-anticipated airshow. Although the event gathered numerous acrobatic teams amidst a challenging European landscape for aerial performance, expectations were somewhat unmet, particularly due to notable absences and the evolving needs of military resources. The highlights included various impressive displays, from rescue simulations to breathtaking aerial maneuvers. The Frecce Tricolori’s performance stood out, showcasing their resilience and commitment despite recent challenges. Attendees left with a sense of pride and nostalgia, looking forward to the next celebration in five years.


MCAS CHERRY POINT 2014 Air Show

27 agosto 2025

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

Avendo lavorato per anni negli Stati uniti ho avuto l’occasione di partecipare a numerosi air show nelle basi USAF e US Marine Corps.

Nel maggio 2014 lavoravo in South Carolina e non ho perso l’occasione di vedere la manifestazione aerea organizzata da US Marine Corps nella MCAS  Cherry Point, base del 2nd Marine Aircraft Wing,  in North Carolina a 4 ore d’auto sulla Interstate 95.

La mostra statica era quasi interamente costituita da mezzi dello USMC (F35B, AV8B, EA6B, MV22B e molti altri) con alcune eccezioni tra le quali, molto interessanti, un TA4K Skyhawk e un MB339 CB, ex Royal New Zealand Air Force e ora gestiti da Draken International.

Il programma di volo è stato molto ricco, nonostante l’assenza dei team acrobatici militari dell’USAF (Thunderbirds) e della US NAVY (Blue Angels).

Degni di nota l’Aeroshell Team su T6 Texan e il Black Diamond Jet Team su L39, oltre al B25, l’F4U Corsair e il Mig 17.

Dimenticavo…. Volava anche uno strano tagliaerba….

Il tema dell’air show del 2014 era Inspiration to innovation, con un programma di volo degli aerei più performanti dell’USMC e una prima assoluta dell’F35B in pubblico a Cherry Point; alcuni F35B del VMFAT-501 erano infatti atterrati da Eglin per l’occasione.

Una “chicca” la dimostrazione SAR dell’HH46E “Pedro” del VMR-1 Roadrunners, probabilmente una delle ultime occasioni di vederlo operativo.

Il gran finale è stata la dimostrazione della MAGTF (Marine Air-Ground Task Force), nella quale UH1, MV22B, CH53E e AH1 hanno supportato l’incursione di Marines in territorio “ostile”, mentre F/A18D, EA6B e AV8B proteggevano dall’alto.

Rimessi nel cassetto questi ricordi continua la ricerca di altri air show USA negli archivi digitali.

MCAS CHERRY POINT (N.C.), base of 2nd Marine Aircraft Wing, hosted in May 2014 the air show themed “Inspiration to Innovation”, where the new F35B was presented to public for the first time in the air base.

The military statics, mainly limited to USMC assets, were enriched by a pair of former Royal New Zealand Air Force jets now operated by Draken International, and by several warbirds from the Dixie Wing of the Commemorative Air Force.

Many civilian performers flew in the 3-day event over the weekend of May 16-18, 2014; Aeroshell Team (T6 Texan), Black Diamond Jet Team (L39), B25, F4U Corsair and Mig 17 were among the most impressive displays.

In addition to the F35B display the USMC presented all the assets, represented by AV8B, F/A18D, EA6B, CH53E, AH1 and UH1, in single and multiple aircraft displays, completed by the MAGTF (Marine (Marine Air-Ground Task Force) demo.


Ricordo per Romano

13 agosto 2025

15 agosto
2020-2025

Il tuo ricordo ed il tuo entusiasmo per il nostro Club sono sempre presenti nei nostri cuori.


Una S.Messa a suffragio sarà celebrata venerdi 15 agosto alle ore 9,30 nella chiesa di Castello di Lurate Caccivio Como

🙏Cieli blu, Romano


San Damiano Fly Fun 2025

1 agosto 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Dal 18 al 20 luglio 2025 ha avuto luogo la settima edizione di Fly&fun, patrocinata dall’Aero club di Pavullo sul Frignano, che quest’anno per la prima volta si è tenuta, previo accordo con l’Aeronautica Militare, sul sedime aeroportuale della base di San Damiano di Piacenza.

Questo evento, che è fondamentalmente un raduno di possessori di aerei da turismo o ultraleggeri, che possono raggiungere la sede dell’evento direttamente con il loro mezzo, nonché una vetrina espositiva per le ditte che producono materiale per il settore aeronautico, ha avuto un forte impulso da questa collaborazione con l’AMI.  

Chi non vorrebbe provare l’ebrezza di atterrare su un aeroporto militare con il proprio aereo? E infatti la partecipazione dei piloti privati è stata notevolmente incrementata da questa positiva novità.

Lo stesso discorso vale per il pubblico esterno, ricordiamo che la partecipazione era gratuita previa registrazione sul sito, che è potuto entrare con la propria auto e toccare con mano, non solamente aerei civili, ma tutti gli aerei militari che fanno parte del Nucleo Valorizzazione Patrimonio Storico Aeronautico, impegnato nella conservazione e nel restauro di velivoli storici in condizioni di volo, che qua ha la propria sede.

Erano infatti esposti, parte all’aperto e parte negli hangar: Aermacchi 339 Pan, AMX in diverse versioni, tra cui quella del Phase out, AB 212, e alcuni Tornado.

Su alcuni era possibile salire e provare l’emozione di essere dentro al cockpit come i piloti del passato, erano inoltre presenti il simulatore delle Frecce Tricolori e altri simulatori interattivi. Noi siamo stati il venerdì, giorno di apertura della manifestazione, perché volevamo assistere ad una cerimonia particolare di cui avevamo notizia: l’arrivo dell’ultimo volo del Tornado special color 6-72, di stanza a Ghedi, allestito per la celebrazione dei 50 anni di volo del velivolo Tornado insieme al gemello 6-41, che è tuttora in servizio attivo; mentre questo esemplare è stato destinato a rimanere nel museo volante di San Damiano.

Arriviamo di prima mattina e non c’è praticamente nessuno, visitiamo con calma tutti gli stand, entriamo in tutti gli hangar e ritroviamo tutti gli esemplari di aerei militari che già conoscevamo; unico assente il G91 Pan che stava partecipando, per la gioia degli spotters inglesi, al Riat 2025 a Fairford.

Chiediamo quando è previsto l’arrivo del Tornado e ci viene comunicato che arriverà intorno alle 13, ma ci viene pure anticipato che arriverà anche un Eurofighter, di cui non avevamo notizia; questi aerei arriveranno oggi e poi resteranno in statica per i tre giorni della manifestazione, per cui se si vuole vedere volare qualcosa di interessante bisognava venire oggi, ma vuoi che in luglio fa caldo e la gente va al mare, vuoi che è un giorno lavorativo, alla fine siamo quattro gatti, quasi tutti neri, perché spotters ufficialmente registrati al 51° stormo.

Il Tornado 6-72 arriva alle 13.45 ed effettua due passaggi, tra cui uno con le ali alla massima chiusura, e dopo avere salutato con le ali completa il circuito di atterraggio.

Aspettiamo il Tornadone dietro la transenna che delimita il piazzale dove i velivoli verranno posizionati.

Arriva da fondo pista in una nuvola di calore e saluta alzando ed abbassando gli aerofreni posti a lato della deriva, è bellissimo nella sua colorazione unica ed il pilota ha il casco che richiama i colori con cui è dipinto l’aereo, che avevamo già visto alla cerimonia di passaggio del 154° gruppo all’F35.

Indirizzato dagli specialisti a terra si posiziona a pochi metri da noi e il ronzio al minimo dei due Turbo-Union RB199-34R inonda le nostre orecchie, senza strapazzarle nonostante la vicinanza.

I motori vengono spenti, la scaletta appoggiata al cockpit, la capottina si alza e pilota e navigatore si danno la mano e si abbracciano.

Il pilota è il comandante del 6° Stormo “Diavoli Rossi” di Ghedi, il Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti, mentre il navigatore è il Ten. Colonnello Salvatore Occini, comandante della base di San Damiano, per suggellare anche in volo il passaggio di competenza del velivolo 6-72.

Mentre gli specialisti eseguono le operazioni post volo sull’aereo, le autorità militari salutano i nuovi arrivati e viene effettuata una foto ricordo del personale militare.

Si sprecano i sorrisi e gli abbracci, ma personalmente sono un po triste, un altro pezzo di storia ha chiuso le ali per sempre e la prospettiva di un futuro composto da soli F35, aereo all’avanguardia e super tecnologico per carità, come appassionato di aviazione non mi fa felice. 

Adesso ci spostiamo per aspettare il Typhoon. Alcuni ragazzi di fianco a noi lo rilevano con flightradar24 su Fornovo in quel momento, tempo tre minuti e si presenta sul cielo del campo, tra Fornovo e San Damiano in linea d’aria ci sono 37 km, un niente per un aereo così.

Sono le 14.20, l ’Efa effettua alcuni passaggi prima di venire all’atterraggio, mentre il personale di terra appresta la scala nel punto dove l’Efa dovrà fermarsi, di fianco al Tornado e a pochi metri dal pubblico presente.

E’ l’esemplare 4-52 del 9° gruppo del 4º Stormo dell’Aeronautica Militare, con sede a Grosseto. La temperatura è salita, nonostante un venticello teso, e il Typhoon brucia l’aria dietro di sé, mentre rulla per avvicinarsi a noi.

Ora la musica è ben diversa, i motori Eurojet EJ200 al minimo emettono un sibilo acuto che alla lunga risulta fastidioso perché siamo davvero vicino. Raramente ci è capitata la possibilità di assistere così da presso all’arrivo di aviogetti militari e di seguire in tal modo tutta la sequenza delle operazioni relative.

Gli specialisti danno le indicazioni all’Efa su dove posizionarsi e applicano i fermi al carrello.

A questo punto tutti si aspettano lo spegnimento dei motori, che però non avviene! Si svolge infatti ora un inaspettato siparietto che durerà una quindicina di minuti.

Dalla cabina il pilota indica agli specialisti con la mano qualcosa verso il basso più volte, loro aprono un pannello laterale e guardano ma il problema non si risolve, è necessario applicare il cavo dell’interfono all’aereo per comunicare a voce con il pilota che da indicazioni più precise al personale, uno specialista ispeziona il vano carrello di destra e altri punti dell’aereo; il pilota nel frattempo ha tirato fuori il manuale tecnico per cercare di risolvere il problema e gli specialisti si scambiano sorrisetti di intesa tra loro.

Finalmente alle 14.38 i motori vengono spenti,  per la gioia somma dei nostri padiglioni auricolari. La tensione si scioglie, il pilota può finalmente togliersi il casco di volo, aprire la capottina e scendere la scaletta, accolto dal personale militare della base.

Non sapremo mai cosa sia successo, un normale inconveniente tecnico, sempre possibile in macchine così sofisticate, di routine nella vita operativa di un aereo militare.

The seventh edition of Fly&fun took place from July 18 to 20, 2025, at the San Damiano military airport, in partnership with the Aeronautica Militare. This event attracted private pilots and aviation enthusiasts who showcased their aircraft and viewed military planes like the Tornado and Eurofighter. The Tornado 6-72 made a ceremonial final flight, marking the end of its service. Attendees engaged with simulators and experienced military aviation up close. A minor technical issue with the Eurofighter added suspense to its landing. The event highlighted the blend of civilian passion for aviation with military heritage, fostering a unique atmosphere.


65° ANNIVERSARIO FRECCE TRICOLORI

26 luglio 2025

(tratto da https://eventiam.aeronautica.difesa.it/65pan/)

Il 6 e 7 settembre 2025, a Rivolto, si terrà un evento speciale per celebrare la 65^ Stagione della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Due giornate dedicate alla scoperta della storia e delle tradizioni delle Frecce Tricolori, con esibizioni emozionanti e la partecipazione di pattuglie acrobatiche estere. Un’opportunità unica per vivere da vicino l’impegno e la passione che caratterizzano il 313°Gruppo Addestramento Acrobatico nato nel 1961, in un’atmosfera di grande condivisione. Vi invitiamo a non perdere questo importante appuntamento.

Persone con disabilità : effettuare la prenotazione contattando l’INFOPOINT ( accessi in area dedicata limitati –                                                   consentito un solo accompagnatore ).

Bus accreditati : contattare l’INFOPOINT per il parcheggio interno base ( posti limitati ).

Dove: Aeroporto Rivolto – Via Udine, 56 – 33030 Rivolto (UD)

Quando: Sabato 06 e domenica 07 Settembre 2025

Contatti INFOPOINT: Tel. 0432 90 2404  

                         Dal 15 Giugno al 04 Settembre 2025

                         Lunedì – giovedì: 09.00-12.00 e 14.00 – 16.00;

                         Venerdì: 09.00-12.00

Email: 65pan.info@aeronautica.difesa.it

Prenota la partecipazione

Accreditamento stampa


Ballando con i Lupi a Ghedi

25 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Kevin Kostner ballava con i Lupi, invece il sottoscritto sono stati i Lupi a farlo ballare! Il giorno successivo allo Spotter day del 2 luglio 2025, avendo informazione che l’attività di volo sarebbe stata in pratica una copia di quella del giorno precedente, siamo tornati a Ghedi.

Finita l’attività di volo prevista, intorno a mezzogiorno siamo andati a mangiare in compagnia in una trattoria del paese e poi diritti a casa.

Raggiunta la quale abbiamo appreso, con grande disappunto, che nel primo pomeriggio erano transitati da Ghedi, per il refuelling,  una formazione mista di sei F35B, due provenienti da Amendola, ed inquadrati nel 101° gruppo di recente ricostituzione (e che è destinato ad operare tutti i Bravo della AM), e quattro provenienti da Grottaglie, appunto i Wolves della Marina Militare.

Erano in viaggio per raggiungere la base della Aeronavale francese di Landivisiau, nella punta estrema della Bretagna, per una esercitazione congiunta con i Rafale M.

Dal rammarico alla sete di vendetta il passo è sempre molto breve, la logica vorrebbe che se sono transitati all’andata lo faranno anche nel volo di ritorno. Mancava solo di sapere il giorno e a che ora; ci viene in aiuto un comunicato della Marina francese che precisava che l’esercitazione si sarebbe svolta dal 3 al 11 luglio.

Sentite altre fonti si decide che il giorno è l’11 luglio 2025.  È venerdì e pensiamo che ci sarà poca attività nella base e invece no. Quando arriviamo sono già partiti quattro F35A, due Tornado si stanno allineando in pista, compreso lo special color dei 50 anni e dopo venti minuti altri due Tornado li seguiranno.

Risultato otto aerei fuori e altri sei che devono arrivare (se le deduzioni sono giuste), la fredda matematica dice ben 14 aerei, un sogno per Ghedi! 

Alle 10.40, venti minuti prima dell’orario previsto in nostro possesso arrivano all’atterraggio i due Bravo di Amendola. Poi si scatena l’inferno! Sono a testata pista e arrivano i primi due Tornado, cominciano a fare dei low approach con retrazione del carrello e richiamata proprio davanti a me, spettacolo!

Vanno avanti così per un bel po’, finche atterrano, ma subito dopo si presentano all’apertura i quattro F35, sono due Paperi del 102° gruppo e due Diavoli Rossi del 154°.

Finiti gli atterraggi mi precipito in zona decolli perché i due Bravo dell’ Ami sono previsti decollare intorno alle 11.30, errore fatale! In giro ci sono quattro gatti che ne sanno tanto come me, cioè nulla di certo, solo voci. Mentre aspetto il decollo, inaspettati arrivano i primi due Lupi, allora la notizia è vera!

Non faccio in tempo a pensare di spostarmi agli atterraggi che ecco arriva la seconda coppia di Lupi. Bene, facciamo di necessità virtu’, gli atterraggi li abbiamo mancati, ma i decolli non ci scapperanno. Nel frattempo sono arrivati altri spotters, in tutto siamo in cinque.  Alle 12.15 finalmente decollano i due Bravo di Amendola, staccano da metà pista e li riprendiamo; certo in luglio a mezzogiorno la luce non è il massimo ma così è.

Adesso dobbiamo aspettare parecchio perché devono rifornire e pranzare, poi ripartiranno, per fortuna riusciamo a riparare auto e noi stessi all’ombra in posizione strategica. La prima start up inizia alle 14.15. Ci posizioniamo tutti dove di solito staccano gli F35, questi sono pure B, che problema c’è!

Secondo errore. I primi due Lupi, pensando di pilotare dei Tornado, decollano senza ab e pancia a terra tirano tutta la pista ad altezza minimale e in pratica ci scappano entrambi, le imprecazioni in bresciano dei compagni di sventura ve le lascio immaginare!

Ma l’esperienza di solito giova e abbiamo un’altra chance, dopo un quarto d’ora abbondante decolla la seconda coppia di Lupi e stavolta ci siamo messi tutti in strada più verso il fondo pista.

Il secondo della coppia continua la corsa di decollo con il carrello estratto, chissà perché, gente strana i Marinai: comunque target destroyed! 

Beato te Kevin che ballavi con i Lupi, a noi i Lupi ci hanno fatto ballare per bene 🙂

In the playful spirit of aviation enthusiasm, the narrator recalls a thrilling experience at Ghedi during a military flying exercise. The excitement builds around the arrival of F35B jets, particularly the “Wolves” from the Navy, whose impressive maneuvers capture the onlookers’ admiration. Despite missing earlier landings, the narrator and fellow spotters eagerly await the jets’ takeoffs, which bring both frustration and joy. The shared camaraderie among the spotters highlights a collective passion for aviation. The day ultimately becomes a blend of exhilarating moments and lighthearted mishaps, reinforcing the special bond formed through shared experiences in the world of aviation.


I Diavoli Rossi dal Tornado all’F35: e’ ufficiale!

20 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

In data 2 luglio 2025, presso l’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo “Alfredo Fusco”, si è tenuto un evento molto significativo per l’Aeronautica Militare e per lo stormo in particolare: il passaggio del 154° Gruppo Diavoli Rossi dal Tornado al Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Questo evento ha posto termine ad un periodo che è durato ben 43 anni in cui i Diavoli si sono identificati con il Tornado, ma segna l’inizio di una profonda transizione operativa che riporterà il reparto ad essere uno dei più importanti dell’AMI.  

Il Tornado è stato un velivolo straordinario, con delle caratteristiche peculiari come le ali a geometria variabile, la configurazione bimotore e biposto con la presenza di un addetto ai sistemi, la capacità di volare a bassa quota seguendo il profilo del terreno in ogni condizioni meteo ed in modo automatico, la capacità di rivestire ruoli differenti dallo strike alla interdizione ed alla guerra elettronica, la sua straordinaria versatilità che lo ha portato a compiere missioni differenti anche in contesti operativi bellici di grande complessità.

Ma dopo più di cinquanta anni di servizio, l’usura dei mezzi e lo sviluppo di aerei tecnologicamente molto più avanzati ne stanno decretando l’inevitabile sostituzione.

L’F35 è ben più avanzato del Tornado in tutti i settori. Innanzitutto ha capacità stealth, sensori avanzati ed ha nella connettività uno dei punti di forza tale da renderlo un caccia multiruolo di quinta generazione in grado di operare in ambienti ad alta minaccia.

L’F-35 è qualcosa di più di un velivolo, ma un vero e proprio sistema d’arma che integra tecnologie all’avanguardia, come il radar AESA) e il sistema elettro-ottico DAS.  

Queste caratteristiche permettono un superiore controllo della situazione e una maggiore efficacia in missioni di attacco, ricognizione e difesa aerea. La transizione al nuovo caccia richiederà un intenso programma di addestramento, che il 154° Gruppo ha già iniziato, in un primo momento con velivoli basati ad Amendola, sede del 32° Stormo, primo reparto italiano a raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) con l’F-35 nel 2018.  

A margine della cerimonia, che vedeva la partecipazione anche del personale che era stato in servizio nel reparto negli anni precedenti, è stato organizzato un mini spotter day, per permettere agli appassionati ed ai giornalisti del settore di riprendere l’attività di volo della giornata.

Purtroppo le tensioni internazionali nel medio oriente ed il conseguente innalzamento del livello di allerta per tutti gli obiettivi sensibili hanno fatto si che, a fronte di una richiesta molto più elevata, alla fine fossimo una quarantina di partecipanti in tutto.

Entriamo in base alle 8.30 e parcheggiate le auto veniamo accompagnati in pullmann nell’area antistante i ricoveri dei Tornado.

Nel piazzale a lato dei ricoveri fanno bella mostra di sé il Tornado 6-13, in livrea speciale creata per l’occasione, ed il primo F35A del reparto, l’esemplare 6-06, mentre all’interno dei ricoveri gli specialisti stanno approntando per il volo quattro Tornado, tra cui l’esemplare 6-41 con la livrea dei 50 anni.

La livrea commemorativa, applicata sulla deriva dello special approntato per l’occasione, consiste in una freccia stilizzata che contiene il simbolo storico del 154° il Diavolo Rosso su sfondo nero e ai lati le sagome di un Tornado e di un F-35, sezionate al 50% lungo l’asse longitudinale, che convergendo ai lati della freccia, a volere simboleggiare la continuità tra i due velivoli.

Un elemento distintivo della livrea è la scia del “Sol Levante”, richiamo al motto “BANZAI – in picchiata sull’obiettivo”, coniato durante la Guerra del Golfo per il profilo di volo “Hi-Dive 45°”. Dalla nostra posizione abbiamo la possibilità di riprendere agevolmente, nonostante il controluce, tutte le operazioni dei controlli prevolo, l’arrivo dei piloti e dei navigatori, le start up di tutti i velivoli.

Il comandante di gruppo, già in tuta di volo, viene verso di noi e ci spiega quando importante sia questo passaggio per il futuro del reparto.

Poco dopo che i primi tre Tornado sono usciti da ricoveri per gli ultimi controlli prima del rullaggio, in un frastuono assodante, veniamo richiamati sul pullman per cambiare posizione. Veniamo condotti a lato della pista 31R, normalmente utilizzata per i rullaggi, poco prima della Torre di controllo, su cui campeggia un enorme Diavolo Rosso.

Da li a breve assistiamo al rullaggio verso il punto iniziale dei 5 Tornado, tra cui i due special e di cinque F35A, tre con l’insegna del 154° e due con il Papero del 102° gruppo, l’altro reparto del 6° stormo già operativo con i 35. I rullaggi sono emozionanti ed i piloti ci salutano, uno fa con le mani il simbolo del Diavolo che ghermisce la preda con le unghie. Poco dopo i velivoli decollano, i Tornado tirano verso il fondo pista e purtroppo il calore della pista e dei motori, siamo in luglio ed il sole non scherza, rendono poco utilizzabili gli scatti a questi decolli che pure sono spettacolari con i due Rb199 a pieno ab.

E’ poi la volta degli F35 che staccano il ruotino già a un quarto di pista e quando passano davanti a noi sono già in fase di retrazione carrello.

Dopo un periodo di attesa comincia la dimostrazione in volo, per primo arriva il Tornado dei 50 anni che fa un paio di passaggi tra cui uno con le ali alla massima chiusura, poi è la volta della formazione completa dei cinque Tornado ed infine i cinque F35, a suggellare il passaggio di consegne da un velivolo all’altro.

Purtroppo le formazioni passano dietro di noi e quindi per la ripresa non è la posizione ottimale, ma ci dobbiamo accontentare.

Terminata la cerimonia tutti gli aerei vengono all’atterraggio, quando sono di fronte a noi sono già a terra, ma un Tornado riesce a tenere il muso alzato per quasi tutta la pista e così fa un F35 per la gioia dei nostri obiettivi.

La sessione volge al termine e dopo una sosta al bar della base per rinfrescarci guadagnano l’uscita. Da ora innanzi tutti i Tornado rimasti in condizioni di volo saranno inquadrati nel 155° gruppo le Pantere Nere, continueranno quindi a volare ancora per un po’, ma si chiameranno Pante e non più Freccia. Un ringraziamento sentito a tutto il personale della base che ha contribuito alla riuscita dell’evento e ci ha permesso di condividere con loro questo cambiamento epocale nella vita dello stormo.

On July 2, 2025, a significant event occurred at Ghedi military airport as the 154th Group Diavoli Rossi transitioned from the Tornado to the Lockheed Martin F-35 Lightning II. This marked the end of a 43-year era with the Tornado, a versatile aircraft known for its unique features and capabilities. As the Tornado was retired due to technological advancements, the F-35, with its superior stealth and connectivity, represents a new operational phase for the Italian Air Force. The event included a mini spotter day for enthusiasts, celebrating this historic change while recognizing the dedication of the personnel involved.