Kevin Kostner ballava con i Lupi, invece il sottoscritto sono stati i Lupi a farlo ballare! Il giorno successivo allo Spotter day del 2 luglio 2025, avendo informazione che l’attività di volo sarebbe stata in pratica una copia di quella del giorno precedente, siamo tornati a Ghedi.
Finita l’attività di volo prevista, intorno a mezzogiorno siamo andati a mangiare in compagnia in una trattoria del paese e poi diritti a casa.
Raggiunta la quale abbiamo appreso, con grande disappunto, che nel primo pomeriggio erano transitati da Ghedi, per il refuelling, una formazione mista di sei F35B, due provenienti da Amendola, ed inquadrati nel 101° gruppo di recente ricostituzione (e che è destinato ad operare tutti i Bravo della AM), e quattro provenienti da Grottaglie, appunto i Wolves della Marina Militare.
Erano in viaggio per raggiungere la base della Aeronavale francese di Landivisiau, nella punta estrema della Bretagna, per una esercitazione congiunta con i Rafale M.
Dal rammarico alla sete di vendetta il passo è sempre molto breve, la logica vorrebbe che se sono transitati all’andata lo faranno anche nel volo di ritorno. Mancava solo di sapere il giorno e a che ora; ci viene in aiuto un comunicato della Marina francese che precisava che l’esercitazione si sarebbe svolta dal 3 al 11 luglio.
Sentite altre fonti si decide che il giorno è l’11 luglio 2025. È venerdì e pensiamo che ci sarà poca attività nella base e invece no. Quando arriviamo sono già partiti quattro F35A, due Tornado si stanno allineando in pista, compreso lo special color dei 50 anni e dopo venti minuti altri due Tornado li seguiranno.
Risultato otto aerei fuori e altri sei che devono arrivare (se le deduzioni sono giuste), la fredda matematica dice ben 14 aerei, un sogno per Ghedi!
Alle 10.40, venti minuti prima dell’orario previsto in nostro possesso arrivano all’atterraggio i due Bravo di Amendola. Poi si scatena l’inferno! Sono a testata pista e arrivano i primi due Tornado, cominciano a fare dei low approach con retrazione del carrello e richiamata proprio davanti a me, spettacolo!
Vanno avanti così per un bel po’, finche atterrano, ma subito dopo si presentano all’apertura i quattro F35, sono due Paperi del 102° gruppo e due Diavoli Rossi del 154°.
Finiti gli atterraggi mi precipito in zona decolli perché i due Bravo dell’ Ami sono previsti decollare intorno alle 11.30, errore fatale! In giro ci sono quattro gatti che ne sanno tanto come me, cioè nulla di certo, solo voci. Mentre aspetto il decollo, inaspettati arrivano i primi due Lupi, allora la notizia è vera!
Non faccio in tempo a pensare di spostarmi agli atterraggi che ecco arriva la seconda coppia di Lupi. Bene, facciamo di necessità virtu’, gli atterraggi li abbiamo mancati, ma i decolli non ci scapperanno. Nel frattempo sono arrivati altri spotters, in tutto siamo in cinque. Alle 12.15 finalmente decollano i due Bravo di Amendola, staccano da metà pista e li riprendiamo; certo in luglio a mezzogiorno la luce non è il massimo ma così è.
Adesso dobbiamo aspettare parecchio perché devono rifornire e pranzare, poi ripartiranno, per fortuna riusciamo a riparare auto e noi stessi all’ombra in posizione strategica. La prima start up inizia alle 14.15. Ci posizioniamo tutti dove di solito staccano gli F35, questi sono pure B, che problema c’è!
Secondo errore. I primi due Lupi, pensando di pilotare dei Tornado, decollano senza ab e pancia a terra tirano tutta la pista ad altezza minimale e in pratica ci scappano entrambi, le imprecazioni in bresciano dei compagni di sventura ve le lascio immaginare!
Ma l’esperienza di solito giova e abbiamo un’altra chance, dopo un quarto d’ora abbondante decolla la seconda coppia di Lupi e stavolta ci siamo messi tutti in strada più verso il fondo pista.
Il secondo della coppia continua la corsa di decollo con il carrello estratto, chissà perché, gente strana i Marinai: comunque target destroyed!
Beato te Kevin che ballavi con i Lupi, a noi i Lupi ci hanno fatto ballare per bene 🙂
In the playful spirit of aviation enthusiasm, the narrator recalls a thrilling experience at Ghedi during a military flying exercise. The excitement builds around the arrival of F35B jets, particularly the “Wolves” from the Navy, whose impressive maneuvers capture the onlookers’ admiration. Despite missing earlier landings, the narrator and fellow spotters eagerly await the jets’ takeoffs, which bring both frustration and joy. The shared camaraderie among the spotters highlights a collective passion for aviation. The day ultimately becomes a blend of exhilarating moments and lighthearted mishaps, reinforcing the special bond formed through shared experiences in the world of aviation.
In data 2 luglio 2025, presso l’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo “Alfredo Fusco”, si è tenuto un evento molto significativo per l’Aeronautica Militare e per lo stormo in particolare: il passaggio del 154° Gruppo Diavoli Rossi dal Tornado al Lockheed Martin F-35 Lightning II.
Questo evento ha posto termine ad un periodo che è durato ben 43 anni in cui i Diavoli si sono identificati con il Tornado, ma segna l’inizio di una profonda transizione operativa che riporterà il reparto ad essere uno dei più importanti dell’AMI.
Il Tornado è stato un velivolo straordinario, con delle caratteristiche peculiari come le ali a geometria variabile, la configurazione bimotore e biposto con la presenza di un addetto ai sistemi, la capacità di volare a bassa quota seguendo il profilo del terreno in ogni condizioni meteo ed in modo automatico, la capacità di rivestire ruoli differenti dallo strike alla interdizione ed alla guerra elettronica, la sua straordinaria versatilità che lo ha portato a compiere missioni differenti anche in contesti operativi bellici di grande complessità.
Ma dopo più di cinquanta anni di servizio, l’usura dei mezzi e lo sviluppo di aerei tecnologicamente molto più avanzati ne stanno decretando l’inevitabile sostituzione.
L’F35 è ben più avanzato del Tornado in tutti i settori. Innanzitutto ha capacità stealth, sensori avanzati ed ha nella connettività uno dei punti di forza tale da renderlo un caccia multiruolo di quinta generazione in grado di operare in ambienti ad alta minaccia.
L’F-35 è qualcosa di più di un velivolo, ma un vero e proprio sistema d’arma che integra tecnologie all’avanguardia, come il radar AESA) e il sistema elettro-ottico DAS.
Queste caratteristiche permettono un superiore controllo della situazione e una maggiore efficacia in missioni di attacco, ricognizione e difesa aerea. La transizione al nuovo caccia richiederà un intenso programma di addestramento, che il 154° Gruppo ha già iniziato, in un primo momento con velivoli basati ad Amendola, sede del 32° Stormo, primo reparto italiano a raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) con l’F-35 nel 2018.
A margine della cerimonia, che vedeva la partecipazione anche del personale che era stato in servizio nel reparto negli anni precedenti, è stato organizzato un mini spotter day, per permettere agli appassionati ed ai giornalisti del settore di riprendere l’attività di volo della giornata.
Purtroppo le tensioni internazionali nel medio oriente ed il conseguente innalzamento del livello di allerta per tutti gli obiettivi sensibili hanno fatto si che, a fronte di una richiesta molto più elevata, alla fine fossimo una quarantina di partecipanti in tutto.
Entriamo in base alle 8.30 e parcheggiate le auto veniamo accompagnati in pullmann nell’area antistante i ricoveri dei Tornado.
Nel piazzale a lato dei ricoveri fanno bella mostra di sé il Tornado 6-13, in livrea speciale creata per l’occasione, ed il primo F35A del reparto, l’esemplare 6-06, mentre all’interno dei ricoveri gli specialisti stanno approntando per il volo quattro Tornado, tra cui l’esemplare 6-41 con la livrea dei 50 anni.
La livrea commemorativa, applicata sulla deriva dello special approntato per l’occasione, consiste in una freccia stilizzata che contiene il simbolo storico del 154° il Diavolo Rosso su sfondo nero e ai lati le sagome di un Tornado e di un F-35, sezionate al 50% lungo l’asse longitudinale, che convergendo ai lati della freccia, a volere simboleggiare la continuità tra i due velivoli.
Un elemento distintivo della livrea è la scia del “Sol Levante”, richiamo al motto “BANZAI – in picchiata sull’obiettivo”, coniato durante la Guerra del Golfo per il profilo di volo “Hi-Dive 45°”. Dalla nostra posizione abbiamo la possibilità di riprendere agevolmente, nonostante il controluce, tutte le operazioni dei controlli prevolo, l’arrivo dei piloti e dei navigatori, le start up di tutti i velivoli.
Il comandante di gruppo, già in tuta di volo, viene verso di noi e ci spiega quando importante sia questo passaggio per il futuro del reparto.
Poco dopo che i primi tre Tornado sono usciti da ricoveri per gli ultimi controlli prima del rullaggio, in un frastuono assodante, veniamo richiamati sul pullman per cambiare posizione. Veniamo condotti a lato della pista 31R, normalmente utilizzata per i rullaggi, poco prima della Torre di controllo, su cui campeggia un enorme Diavolo Rosso.
Da li a breve assistiamo al rullaggio verso il punto iniziale dei 5 Tornado, tra cui i due special e di cinque F35A, tre con l’insegna del 154° e due con il Papero del 102° gruppo, l’altro reparto del 6° stormo già operativo con i 35. I rullaggi sono emozionanti ed i piloti ci salutano, uno fa con le mani il simbolo del Diavolo che ghermisce la preda con le unghie. Poco dopo i velivoli decollano, i Tornado tirano verso il fondo pista e purtroppo il calore della pista e dei motori, siamo in luglio ed il sole non scherza, rendono poco utilizzabili gli scatti a questi decolli che pure sono spettacolari con i due Rb199 a pieno ab.
E’ poi la volta degli F35 che staccano il ruotino già a un quarto di pista e quando passano davanti a noi sono già in fase di retrazione carrello.
Dopo un periodo di attesa comincia la dimostrazione in volo, per primo arriva il Tornado dei 50 anni che fa un paio di passaggi tra cui uno con le ali alla massima chiusura, poi è la volta della formazione completa dei cinque Tornado ed infine i cinque F35, a suggellare il passaggio di consegne da un velivolo all’altro.
Purtroppo le formazioni passano dietro di noi e quindi per la ripresa non è la posizione ottimale, ma ci dobbiamo accontentare.
Terminata la cerimonia tutti gli aerei vengono all’atterraggio, quando sono di fronte a noi sono già a terra, ma un Tornado riesce a tenere il muso alzato per quasi tutta la pista e così fa un F35 per la gioia dei nostri obiettivi.
La sessione volge al termine e dopo una sosta al bar della base per rinfrescarci guadagnano l’uscita. Da ora innanzi tutti i Tornado rimasti in condizioni di volo saranno inquadrati nel 155° gruppo le Pantere Nere, continueranno quindi a volare ancora per un po’, ma si chiameranno Pante e non più Freccia. Un ringraziamento sentito a tutto il personale della base che ha contribuito alla riuscita dell’evento e ci ha permesso di condividere con loro questo cambiamento epocale nella vita dello stormo.
On July 2, 2025, a significant event occurred at Ghedi military airport as the 154th Group Diavoli Rossi transitioned from the Tornado to the Lockheed Martin F-35 Lightning II. This marked the end of a 43-year era with the Tornado, a versatile aircraft known for its unique features and capabilities. As the Tornado was retired due to technological advancements, the F-35, with its superior stealth and connectivity, represents a new operational phase for the Italian Air Force. The event included a mini spotter day for enthusiasts, celebrating this historic change while recognizing the dedication of the personnel involved.
Lo Jesolo Airshow è tradizionalmente la manifestazione aerea di riferimento dell’anno in ambito nazionale, a meno di eventi particolari, cosa che si è verificata quest’anno con la prevista a settembre celebrazione del 65° anniversario delle Frecce, che ha costretto gli organizzatori ad anticipare a fine giugno un evento che normalmente si svolge nel mese di settembre.
Fino a poco tempo prima dell’airshow sembrava che quello del 2025 fosse un evento in tono minore, sicuramente non aiutava il fatto che il Reparto sperimentale volo dell’Ami, per la prima volta da anni, non partecipasse all’evento.
Invece il Club Frecce tricolori di Jesolo ha tirato fuori il coniglio dal cappello ed ha fatto la magia: per la prima volta dopo anni si esibirà l’aviazione della Marina Militare; questo ha dissolto nel nulla la delusione che già serpeggiava nel cuore dei tanti appassionati che da sempre frequentano la manifestazione.
L’evento si svolge in due giorni, il venerdì ci sono le prove e il sabato la manifestazione vera e propria, non c’è molta differenza, a parte i fumi bianchi delle Frecce il venerdì e un po’ più di tempi morti tra una esibizione e l’altra.
Quest’anno ho avuto la possibilità di assistere allo show entrambi i giorni, il venerdì dall’ultima fila della tribuna, per riprendere bene anche l’entrata in scena dei partecipanti, che avviene spesso dalle spalle del pubblico ed il sabato nella postazione sulla spiaggia dedicata alla stampa.
Il venerdì il clima afoso e scarsamente ventilato, soprattutto al pomeriggio, ha un po’ guastato la festa, ma al sabato un tempo benedetto, con un bel venticello fresco e teso che spazzava via i fumi, ha reso la giornata piacevole e per nulla faticosa, agevolando le riprese fotografiche, anche se, bisogna dirlo, la luce di fine giugno non è quella di settembre.
L’airshow inizia da sempre con l’esibizione dell’elicottero HH139B del 15° stormo Sar di Cervia, che dopo avere aperto l’evento con il passaggio dell’operatore appeso alla bandiera nazionale, si esibisce nella simulazione del soccorso di un disperso in mare, con calata dal verricello del soccorritore e recupero dell’infortunato, dimostrazione sempre molto scenografica e professionale.
A seguire entra nel cielo di Jesolo l’elicottero UH139C della Polizia di Stato, che con la sua bella livrea bianca e azzurra, effettua vari passaggi in diverse configurazioni.
E’ poi la volta della dimostrazione del Centro di Paracadutismo UPnGO di Pasian di Prato(UD) che lancia alcuni para sul cielo di Jesolo, uno di essi ha agganciata alla tuta di volo le tre bandiere: nazionale, europea e regionale; atterrano sulla spiaggia a pochi metri da noi con una precisione assoluta, nonostante il vento non proprio insignificante che soffia dal mare.
Entra poi in scena il Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Venezia che effettua una simulazione di controllo dal cielo di una imbarcazione sospetta di illeciti: l’elicottero segue a bassa quota la motovedetta che cerca di sganciarsi con manovre evasive.
La macchina è l’H169A LUH, il più avanzato dal punto di vista elettronico e di apparecchiature di sorveglianza in dotazione al corpo. Il “Volpe” si esibisce poi in varie manovre davanti al pubblico di Jesolo dimostrando la manovrabilità del mezzo, con grande abilità, in assetti diversi.
Adesso è il momento del “Drago”, l’elicottero AW139 dei Vigili del Fuoco, in una fiammante livrea rossa e bianca, che delizia il pubblico con diverse manovre a distanza ravvicinata.
A seguire assistiamo alla esibizione acrobatica del Team RedStar Ttake dotato di due Yakovlev Yak 52. Il velivolo è un addestratore biposto a pistoni, dotato di capacità acrobatiche, entrato in servizio nel 1979 e costruito in un grande numero di esemplari.
Il team dimostra le doti del mezzo esibendosi in coppia, a distanza ravvicinata, in diverse figure acrobatiche evidenziate con l’uso dei fumogeni, con il culmine della manovra “alla Maverick”: il primo rovescio fa la foto al secondo che vola a specchio sotto di lui.
Ora un tuffo nel passato, alle nostre spalle arrivano, da Nervesa della Battaglia, gli aerei della Fondazione Jonathan Collection: lo Spad XIII R del 1917 e il Caproni CA33 Z del 1914. Mentre lo Spad si esibisce con l’uso dei fumi tricolori, il Caproni effettua diversi passaggi a bassissima quota con i piloti che salutano il pubblico.
Chiude ora la rassegna delle macchine ad elica rotante, il pezzo clou della giornata, l’elicottero Airbus H225M della Aviazione militare Ungherese.
Questa display, che dura più delle altre analoghe, è veramente spettacolare ed il pilota, un grande “manico”, si esibisce in assetti veramente al limite, dimostrando la macchina con una agilità e manovrabilità che non ci ti aspetteresti da un mezzo di queste dimensioni.
Adesso finalmente un po di rumore, arrivano infatti dalla nostra destra, da Istrana, una coppia di Typhoon del 51° stormo caccia i Gatti Neri, che si esibiranno in alcuni passaggi sempre in coppia con un po di uso di AB; bello il passaggio a bassa quota della coppia con gli enormi aerofreni alzati.
Va in scena ora l’esibizione più lunga e complessa, sicuramente la più spettacolare e peculiare del lido di Jesolo: l’evento aerotattico dell’Esercito Italiano che stavolta, oltre ai mezzi ad ala rotante, vede la partecipazione del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin.
La parte volante è composta da un UH90A e da due AH 129 Mangusta, che assicureranno la copertura. L’elicottero UH90A si porta in quota e lancia alcuni para, completamente equipaggiati con arma a tracolla e zaino attaccato alle gambe
finiranno in mare di fronte alla spiaggia
e verranno recuperati da un gommone dell’esercito.
Poi l’UH90A scende a pochi metri dalle onde, in una nuvola di spruzzi e lascia cadere alcuni paracadutisti, che verranno anch’essi recuperati dal gommone.
Mentre tutti guardano il cielo dove ronzano i due Mangusta, che vanno avanti ed indietro a bassissima quota, arrivano inavvertiti dal mare due gommoni con i paracadutisti in assetto di combattimento, sbarcano e sotto la copertura di una parte di essi, alcuni liberano il prigioniero, detenuto sulla spiaggia dalla parte avversaria, e lo portano con loro sui gommoni.
Tutto questo si svolge a pochi metri da noi ed è abbastanza impressionante così come spettacolari sono i passaggi vicinissimi al pubblico dei due Mangusta: evento top!
Allentata la tensione è adesso il momento di fare un po di fumi, si esibiscono infatti uno dopo l’altro due aerei acrobatici pilotati da piloti di grande esperienza: il bianco Pitts Special S-2B, con la bandiera confederata dipinta sulle ali doppie, ai comandi di Maurizio Costa
e del Cap 10 di Paolo Pocobelli, istruttore di acrobazia aerea:
Entrambi portano al limite le capacità delle rispettive macchine, dimostrando al pubblico presente capacità acrobatiche di grande spessore ed esperienza. Ma è inutile negarlo, stiamo aspettando tutti loro: I Lupi! Stiamo parlando del Gruppo Efficienza Aeromobili (GRUPAER) Wolves della Marina Militare di stanza all’aeroporto di Grottaglie, che hanno in dotazione l’Harrier AV8B Plus e l’F35B, entrambi con capacità Vtol.
Vuoi per la lontananza della base, vuoi per l’impiego dei mezzi spesso imbarcati sulle portaerei, questi velivoli, sono molto difficili da vedere e questo spiega l’importanza e la rarità dell’evento.
Arrivano in coppia, un Harrier ed un Bravo e mettono in mostra qualche figura acrobatica, però da quote piuttosto elevate.
Ma si sa tutti aspettiamo il momento dell’hovering, la peculiarità di queste macchine a decollo verticale, ed il momento arriva, ma solo per l’Harrier, che si ferma di fronte al pubblico, mentre il Bravo arriva in virata a coltello e gli passa dietro alla stessa quota, è il momento adrenalinico della giornata.
E’ inutile dirlo, tutti aspettavano che facesse lo stesso anche il 35, ma bisogna però considerare che l’Harrier è sicuramente un aereo più raro e che presto verrà sostituito dal Lightning II e quindi questa scelta ha il suo significato.
Ora è il momento della acrobazia aerea con la A maiuscola, entra in scena ronzando il Cap 231 giallo oro, di Andrea Pesenato, campione italiano di acrobazia.
Quello che riesce a fare nel suo lungo display questo grande pilota è davvero impressionante, lo abbiamo visto esibirsi tante volte e sempre ci lascia stupiti.
Il momento che mi ha colpito di più è il passaggio finale a bassa quota, a comandi incrociati, alla memoria di un altro grande pilota che non è più: Francesco Fornabaio.
Adesso però “arrivano i nostri”, prende infatti la parola lo speaker delle Frecce Tricolori il Maggiore Lo Presti, mentre sulla spiaggia si è già da tempo disposta la Biga del Team con l’operatore video ed il comandante del reparto il Tenente Colonnello Paolo Marocco alla radio.
Arrivano con fragore alle nostre spalle, vanno su, ed il cielo si riempie della bandiera tricolore! Oggi siamo fortunati, il vento spira dal mare abbastanza sostenuto da liberare il cielo della display dai fumi persistenti, che sono una caratteristica del 339 e ci permette di seguire senza problemi tutte le figure del repertorio.
La pattuglia opera oggi con otto 339, in attesa che vengano rimessi in condizione di volo i velivoli incidentati o in manutenzione, ma lo spettacolo è sempre di alto livello anche grazie al cielo azzurro di Jesolo.
L’ Alona finale, seguita da un ultimo passaggio in formazione completa, pone termine a questo airshow ,che ha saputo ancora una volta essere degno della propria fama e tradizione, con tempi serrati, organizzazione perfetta e dimostrazioni interessanti e mai banali.
Adesso però andiamo tutti a fare il bagno nel mare che riflette il bianco rosso e verde della nostra bandiera. Grazie Jesolo!
Dal 26 maggio al 13 giugno 2025 la Swiss air force e l’AMI hanno effettuato un periodo di addestramento congiunto, denominato SIFEX 2025 (Swiss Italy Flight Exercise), con base all’aeroporto di Istrana, sede del 51°Stormo caccia “I Gatti Neri”.
Lo scorso anno una esercitazione analoga si era svolta nel mese di settembre e quest’anno il numero dei velivoli impiegati dagli svizzeri è salito a sei, tra cui un biposto. L’esercitazione ha visto l’impiego, da parte delle forze aeree svizzere, del Boeing F/A-18C/D Hornet, degli F 2000 Eurofighter Typhoon del 132 gruppo volo del 51°Stormo, degli F-35A del 6°stormo di Ghedi, nonché degli F16C del 31FW dell’Usafe di stanza ad Aviano.
L’obiettivo era quello di mettere alla prova il livello di addestramento dei piloti svizzeri in confronto a quello dei piloti italiani, per garantire ad entrambi un aumento della prontezza operativa e migliorare la qualità nel campo della difesa aerea tra nazioni confinanti.
Il focus della esercitazione verteva pertanto sul combattimento aria-aria, sia oltre che entro la visuale, e le missioni si sono svolte prevalentemente sul mare Adriatico.
Risalto è stato dato alla pianificazione di operazioni tattiche complesse, dato l’impiego di aeromobili con caratteristiche diverse, provenienti da diverse basi sul territorio. Di particolare interesse per i piloti svizzeri il potersi confrontare con l’F35, il caccia di quinta generazione che in futuro sarà la loro prossima cavalcatura.
Il 51°Stormo ha garantito il supporto logistico ed operativo ai velivoli F18, fattore questo di ulteriore integrazione tra le due aeronautiche. In data 10 giugno, poco prima del termine della esercitazione, sulla base di Istrana è stato organizzato uno spotter day dedicato al gruppo dei Gatti Neri, gli appassionati di aviazione che supportano con la loro passione le attività del reparto. Pertanto il sottoscritto ed un amico, entrambi facenti parte di detto gruppo, siamo stati invitati a partecipare.
Alle 8.30 siamo in coda davanti ai cancelli della base di Istrana, la fila si scioglie rapidamente ed entriamo con le auto, previa rapida verifica da parte dei militari preposti al controllo, del titolo di ingresso. Parcheggiate le auto, saliamo sui pullman dell’aeronautica che ci portano nella zona dove potremo assistere alle attività della esercitazione. Questa zona è situata nei pressi della torre di controllo, nel prato davanti al piazzale dove ha la sede il nucleo antincendio del reparto; siamo a un centinaio di metri dall’asse della pista e rigorosamente con il sole alle spalle.
La giornata è calda ma ventilata e non c’è una nuvola in cielo, in tutto saremo circa centocinquanta persone, abbiamo tutto lo spazio necessario, tanto che durante il periodo che saremo dentro la base riusciamo a cambiare posizione tre volte senza problemi.
L’atmosfera è rilassata ed amichevole, il personale preposto al controllo è gentile e ci mette a nostro agio. Nello spazio coperto del nucleo antincendio è stata allestita una piccola zona dove possiamo avere gratuitamente bevande fresche e panini; c’è anche un banchetto che vende abbigliamento e patches create per l’occasione e dei reparti coinvolti nell’esercitazione.
Da segnalare che buona parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza. Un po’ prima delle 10 iniziano le start up, i primi sono gli svizzeri, con la puntualità che li caratterizza, come già verificato in una precedente visita, fuori dalla base, effettuata la settimana precedente.
Per comodità operativa nella prima missione gli svizzeri, che sono dislocati nel lato ovest della base, decolleranno dalla 08, mentre i nostri Efa, posizionati sul lato est, decolleranno dalla 26.
La posizione di ripresa è ottima, ed ecco che arrivano per un passaggio basso due F16 dei Triple Nickel, che nel corso della giornata passeranno altre due volte. E’ poi la volta del decollo del primo Typhoon, che stacca proprio di fronte a noi e si esibisce in una vertiginosa arrampicata verticale a full ab!
In totale partiranno 4 F18 e 3 Efa. Terminati i decolli della prima missione, abbiamo tempo per far decantare l’adrenalina prodotta in quantità. La prima missione dura poco più di un’ora. Quando rientrano formano un pattuglione composto da F18, Efa ed F16 insieme.
Gli atterraggi, che avvengono per la 26, non è possibile riprenderli se non quando hanno già le ruote a terra, siamo infatti quasi esattamente a metà pista, ci sfilano comunque davanti, gli F18 con l’enorme aerofreno alzato in mezzo alla doppia deriva e gli Efa con il muso alzato fino alla fine della corsa di atterraggio.
L’ultimo Efa prima di atterrare per la 08 ci diverte con un passaggio basso ed un finto atterraggio con richiamata finale con il carrello fuori. Tra una missione e l’altra arriva all’atterraggio un AB412 dei Carabinieri forestali, che percorre a bassa quota tutto l’asse della pista prima di atterrare.
Ripartirà dopo poco più di mezzora. La seconda missione avviene intorno alle ore 13 e ne fanno parte solo 4 F18C svizzeri, che probabilmente dovranno confrontarsi con gli F35 di Ghedi.
I decolli degli F18 a pieno afterburner sono impressionanti, data la ridotta distanza di osservazione, staccano le ruote dalla pista appena prima del nostro spot e ruotano in piena retrazione del carrello quando sono di fronte a noi.
A riprova che questa missione include gli F35, ecco arrivare sul cielo campo l’esemplare 6-06 che effettua due finti atterraggi lasciandoci a bocca aperta! Poco dopo gli svizzeri sono di ritorno ed atterrano in doppia coppia, la missione è durata una oretta scarsa e sarà la più breve della giornata.
A questo punto, dato che ci avevano detto che la nostra sessione sarebbe terminata verso le 14.30, ci apprestiamo a salire su uno dei bus, ma gentilmente un militare ci informa, con nostra somma soddisfazione, che se vogliamo possiamo rimanere, perché l’orario d’uscita è stato posticipato intorno alle 16.
Abbiamo così la possibilità di assistere anche ai decolli della terza ed ultima missione della giornata. Alle 15.30 circa partono, tutti dalla 08, quattro Efa in full military e 4 F18 a pieno ab.
Che dire abbiamo avuto il massimo che si poteva avere.
Un ringraziamento sentito a tutto il personale che ha reso possibile questa splendida giornata, alla pazienza, la gentilezza e la disponibilità dimostrata in ogni momento dell’evento. Gatti Neri siete sempre i numeri 1! Alla prossima.
Per non farci mancare nulla riusciamo comunque, una volta usciti dalla base, a riprendere gli atterraggi che avvengono dalla 08 intorno alle 17, l’ultima è la missione più lunga!
From May 26 to June 13, 2025, the Swiss Air Force teamed up with the Italian Air Force for SIFEX 2025 at Istrana airport, home of the 51st Fighter Wing. This year, six Swiss aircraft participated, including an F/A-18C/D Hornet and Eurofighter Typhoons, with the aim of enhancing pilot readiness through air combat training over the Adriatic Sea. A highlight was a day for aviation enthusiasts, where they watched various aircraft take off and land while enjoying refreshments. It was a relaxed and friendly atmosphere, showcasing impressive maneuvers and coordinated operations. Major props to the crew for a fantastic event!
Il 31° Fighter Wing ha celebrato il suo 31° anniversario di permanenza in Italia sulla base di Aviano, dal 19 al 22 maggio. Il wing fu infatti trasferito in Italia nel lontano 1994, e da allora ha vissuto una intensissima attività operativa.
Il 31st Fighter Wing è composto da 4 unità: un Gruppo Operazioni, un Gruppo Manutenzione, un Gruppo Medico e un Gruppo di Supporto: Il Gruppo Operazioni è formato dalle due unità di volo, 510th Fighter Squadron “Buzzards” e 555th Fighter Squadron “Triple Nickel”, e da quella di supporto operazioni, 31st Operations Support Squadron.
I due squadroni sono dotati di caccia bombardieri multiruolo Lockheed-Martin F-16C/D Fighting Falcon, che si distinguono per la striscia colorata alla sommità della deriva: viola per il 510th FS e verde per il 555th FS.
In qualità di reparto operativo dell’Usaf in Europa dislocato più a sud, il reparto è stato coinvolto in tutte le operazioni svolte nel periodo nei Balcani, nel nord Africa e recentemente nel medio oriente. Il suo motto, “Return With Honor”, campeggia sul gate principale di accesso alla base a ricordare l’impegno e i valori del personale del reparto.
Mercoledì 21 maggio, nel quadro di questa celebrazione, è stato organizzato uno spotter day al quale ho avuto la possibilità di partecipare con un amico.
Il ritrovo è nel parcheggio di un supermercato sulla strada principale che proviene da Pordenone alle 12.30. Noi però arriviamo alle 8 del mattino e riusciamo ad assistere e riprendere l’attività di volo che inizia presto con il decollo di diversi F16 del wing che, caratteristica dell’evento, svolgono missioni congiunte con aerei della Marina Militare, della Polemikí Aeroporía (HAF) greca e della Slovenia.
La marina italiana è presente con un F35B ed un AV8B Harrier II, la Haf con due esemplari di F16C, mentre la Slovenia porta in volo due Pilatus PC9M.
Nel corso della mattinata riusciamo ad osservare i decolli e gli atterraggi di diverse missioni miste, con una durata media intorno all’ora di volo, per un totale di una dozzina di velivoli, nonostante il tempo prevalentemente nuvoloso, e anche l’atterraggio di 5 F16 SP del 52th FW provenienti da Spangdahlem in Germania, che pare restino per qualche tempo ad Aviano.
Nel mentre che raggiungiamo il punto di ritrovo previsto, arrivano 3 Eurofighter del 51 stormo di Istrana che, dopo avere circuitato, atterrano.
Al ritrovo troviamo 4 pullman dell’aeronautica e dopo avere verificato la presenza del personale registrato veniamo condotti all’interno della base.
Non siamo tanti, meno di 200 persone, tra cui i soliti noti, e dopo un circuito in pullman della perimetrale interna all’aeroporto, veniamo fatti scendere di fronte al piazzale, posto sul lato sud, quindi con il sole alle spalle, che nel frattempo è uscito dalle nuvole e ci accompagnerà durante tutta la permanenza in aeroporto.
Qui è stata allestita una piccola ma interessante mostra statica. Sono presenti i tre Efa del 51 stormo: gli esemplari 51-13, 51-23 e 51-39
1 F16C greco, l’esemplare 016; 1 F16C AV350, uno special color che ricorda l’operazione Rolling Thunder
un PC9M sloveno, l’esemplare 62 e dulcis in fundo l’AV8B Harrier II, l’esemplare 07 con un bellissimo Wolf sulla fusoliera
Mentre ci incamminiamo sul piazzale incontriamo il comandante della base, il generale Clark, che ci augura buon divertimento.
Molto apprezzata dai partecipanti l’installazione di fronte alla statica di una piattaforma mobile, dove saliamo a turno, che ci dà la possibilità di riprendere gli aerei dall’alto. Caratteristica assolutamente inusuale, in questo genere di eventi, è che gli aerei non sono transennati e, dato che siamo in pochi e ci lasciano muovere piuttosto liberamente all’interno dell’area, abbiamo la possibilità di riprenderli senza problemi; anche l’Efa 51-13 durante le operazioni di rifornimento.
Mentre riprendiamo gli aerei parcheggiati, sulla pista stanno effettuando le prove, un HH-60W Jolly Green II e un F-16 AV, di una operazione di ricerca e soccorso in combattimento e supporto aereo ravvicinato (CAR) in collaborazione con il personale di terra.
E’ presente anche il demo team F16 della Pacaf che utilizzando un 16 della base, l’AV102, effettua numerosi passaggi a velocità sostenuta e virate ad alto numero di g.
Il giorno dopo è previsto l’esibizione delle Frecce Tricolori, per la cerimonia ufficiale a porte chiuse, ma il meteo è previsto in deciso peggioramento e dopo avere assistito, fuori dalla base, agli ultimi decolli ed atterraggi, compreso un volo radente proprio sopra di noi dell’HH-60W, anche noi rientriamo alla base di partenza.
The 31st Fighter Wing just celebrated its 31st anniversary in Italy at Aviano Base! Since moving there in 1994, it’s been busy with operations across the Balkans, North Africa, and the Middle East. The wing includes four groups focused on operations, maintenance, medical support, and overall logistics, flying F-16s with unique colors for each squadron. During the anniversary, a spotter day allowed visitors to watch mixed missions with other country’s aircraft. Despite cloudy skies, attendees enjoyed a close-up look at various planes, including F-35s and Harriers, and the day ended with thrilling aerial displays from the demo team. It was an awesome celebration!
Ci sono regali che vanno ben oltre il loro valore materiale. Sono doni che raccontano passione, dedizione e un amore autentico per il volo. E il modellino che Claudio ha generosamente donato al nostro Club è proprio uno di questi.
Non è “solo” un modellino. È un capolavoro in scala, un F4U Corsair ricreato con una cura e un’attenzione ai dettagli che commuove qualsiasi appassionato.
Le sue ali piegate, come quelle degli esemplari reali pronti al decollo sul ponte di una portaerei, sembrano trattenere il respiro di un decollo imminente. Lo guardi, e senti quasi il vento del Pacifico sul viso.
Un Corsair, mille dettagli
Claudio non ha lasciato nulla al caso. Il Corsair è perfettamente ambientato su un tratto di ponte di portaerei, completo di griglie d’aggancio per gli aerei parcheggiati.
Un dettaglio che fa la differenza, perché restituisce tutta la tensione e l’organizzazione di quei ponti affollati durante le operazioni di guerra.
Lo sguardo si perde tra le pannellature finemente evidenziate, le decals realistiche, l’effetto leggero di invecchiamento sulla fusoliera.
E poi quei minuscoli accorgimenti, che solo chi conosce davvero gli aerei sa ricreare: la trasparenza della capottina, le ruote lievemente piegate per suggerire il peso dell’aereo a riposo, la posizione dei flap, le cinghie in pelle del sedile. È arte aeronautica
Un gesto che vale più di mille parole
Il Corsair non è solo entrato nella nostra sala esposizioni: ha preso posto nei nostri cuori.
Perché in quel piccolo aereo c’è tutta la tua passione, la tua competenza e noi lo sentiamo.
Ogni visitatore che si fermerà ad ammirare questo modellino, ogni giovane che si avvicinerà con gli occhi pieni di domande, ogni socio che lo mostrerà con orgoglio… sarà anche un po’ merito tuo 🙂
Volare insieme, sempre
È grazie a gesti come il tuo che il nostro Club continua a essere qualcosa di più di un semplice luogo d’incontro: è una comunità, una famiglia di persone che amano il volo in ogni sua forma 🙂
Sei curioso di saperne di piu’? Continua la lettura allora…
F4U Corsair: L’Ala Piegata del Coraggio
Se sei appassionato di aeronautica, il nome F4U Corsair ti suona probabilmente come una sinfonia metallica in un cielo d’acciaio. Non è solo un aereo: è un’icona. Un simbolo alato di ingegno, coraggio e resistenza. Questo caccia imponente, dal muso allungato e le ali piegate come un gabbiano in picchiata, ha fatto la storia e lasciato il segno nei cuori di chi lo ha pilotato… e anche di chi l’ha solo ammirato da terra o guardandolo volare negli airshow a cui partecipiamo.
Cos’è il Corsair?
Il Vought F4U Corsair è un caccia monomotore imbarcato progettato per la Marina degli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale. Il suo primo volo risale al 29 maggio 1940, e già allora dimostrò di essere qualcosa di diverso. Quando entrò ufficialmente in servizio nel 1942, portava con sé una promessa: dominare i cieli del Pacifico.
Scheda tecnica (senza troppe noie, solo il bello)
Motore: Pratt & Whitney R-2800 Double Wasp, un mostro da 2.000 cavalli
Velocità massima: Circa 718 km/h
Autonomia: Fino a 1.600 km con serbatoi ausiliari
Armamento: Sei mitragliatrici Browning da 12,7 mm + possibilità di bombe e razzi
Caratteristica unica: Ali a gabbiano invertito per permettere l’uso di un’elica più grande senza allungare il carrello
Le sue linee curve, aggressive e sensuali insieme, lo rendevano inconfondibile anche tra decine di velivoli.
Il Corsair nella Storia
Il Corsair fu protagonista nei cieli del Pacifico, soprattutto durante le campagne nelle isole come Guadalcanal e Okinawa. Era tanto efficace da guadagnarsi il soprannome di “Whistling Death” (“la morte fischiante”) da parte dei giapponesi, a causa del suono sinistro che produceva in picchiata.
Fu utilizzato non solo dagli Stati Uniti, ma anche da marine alleate come quella britannica e quella neozelandese. Dopo la Seconda guerra mondiale, continuò a volare anche nella Guerra di Corea, dove svolse principalmente ruoli di supporto tattico, segno della sua straordinaria longevità operativa.
Curiosità e Aneddoti
Le ali “a gabbiano” non erano un vezzo stilistico: furono necessarie per dare spazio a un’elica enorme e potentissima, mantenendo però un carrello più corto e robusto. Un esempio perfetto di come la forma segue la funzione… ma con stile.
I piloti dei primi Corsair si lamentavano per la visibilità scarsa in atterraggio, che li rendeva difficili da usare sulle portaerei. Per un certo periodo, infatti, furono assegnati ai Marines per operazioni da basi a terra. Solo più tardi, con alcuni miglioramenti, tornarono in piena attività anche sulle navi.
Hollywood non è rimasta indifferente: il Corsair è stato protagonista della serie TV “Baa Baa Black Sheep” (in Italia, “I guerrieri della notte”), che raccontava le gesta del leggendario squadrone di Greg “Pappy” Boyington.
Il F4U Corsair non è solo una macchina. È una leggenda alata, un ponte tra la tecnica e l’eroismo, tra la meccanica e l’anima. Chi ha avuto la fortuna di vederlo in volo – o, ancora meglio, di sentire il suo ruggito – sa che non si dimentica mai. È uno di quegli aerei che ti fa alzare lo sguardo al cielo e sognare. Perché, in fondo, ogni appassionato sa che c’è un po’ di Corsair in ogni cuore che batte per le ali.
Claudio’s generous gift of a meticulously crafted F4U Corsair model transcends mere material value. This masterpiece, complete with exquisite details and set on a carrier deck, embodies his passion for aviation and dedication to the club. It captures the essence of flight, sparking curiosity in all who behold it. The Corsair is not just an aircraft but a symbol of courage and resilience, leaving an indelible mark on those who admire it. Claudio’s contribution strengthens the club’s sense of community, reminding us that shared passions can create deep connections and lasting memories in our hearts.
Ci siamo svegliati, io e il mio socio, in un bel giorno di primavera con la consapevolezza che era dall’autunno che non davamo sfogo alla nostra passione di vedere in azione jets operativi!
Dalla consapevolezza all’azione il passo è breve: in quel periodo nel nord Europa si svolgeva l’esercitazione multinazionale annuale Ramstein Flag 2025 (RAFL25), che coinvolgeva una novantina di jet da combattimento dei paesi Nato, insieme a rifornitori provenienti da Canada, Francia, Italia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
I velivoli partecipanti, Lockheed Martin F-35A Lighting II, Dassault Rafale, Eurofighter Typhoon, SAAB Jas-39 Gripen, Lockheed Martin F-16 Fighting Falcon e Boeing F-18 Hornet volavano principalmente dalla base aerea olandese di Leeuwarden, che era quindi la più interessante per la qualità e quantità di aerei presenti, per un totale di più di 40 velivoli.
Le unità operavano anche da basi in Danimarca e Regno Unito, in particolare gli F35 dell’Ami, di stanza a Ghedi ed Amendola, volavano dalla base danese di Skrydstrup.
Dopo avere constatato la previsione della presenza di una importante bolla di alta pressione sulla Frisia, cosa non usuale considerato il periodo, decidiamo di partire nottetempo per Leeuwarden e restarci per tre giorni pieni.
Il viaggio è lungo, 15 ore di auto, interrotte solo dalle soste tecniche necessarie, ma il tempo stabile e soleggiato ci ha aiutato a superare i disagi. All’alba del mattino successivo siamo sulla spotterbult baankop, una collina artificiale che domina la testata pista 05 e permette di osservare magnificamente le operazioni di rullaggio e decollo.
Ricordo di avere da qui assistito alle prove dell’esibizione dei Blu Angels nell’unica trasferta in Europa avvenuta nel lontanissimo 2006! La presenza di questa facilitazione la dice lunga sulla passione e competenza degli spotters olandesi, che per me sono tra i primi al mondo, considerando anche che questa base, da cui prima operavano gli F16, ora ospita già una quindicina di F35A ed è assolutamente di prima linea per la Koninklijke Luchtmacht (KLu); provate ad immaginare una cosa del genere, che ne so, a Ghedi!
Assolutamente impensabile. Arriva però subito la doccia fredda, alcuni gentilissimi signori ci comunicano in un perfetto inglese che, a differenza della Frisian Flag che si teneva annualmente sulla base, sotto l’egida della KLU, e che comportava due missioni giornaliere, la Ramstein Flag, che dipende direttamente al comando operativo Nato, comporta solo una missione giornaliera con partenza alle 16,30 e rientro al tramonto, quando non diventa notturna, con uso massiccio di rifornitori sul mare del nord per prolungare la durata delle missioni.
Il che significa che saremo disoccupati tutti i giorni fino al tardo pomeriggio. Inoltre il vento costante e sostenuto da nord fa si che la pista in uso sia sempre la 05 rendendo impossibile o quasi, a quell’ora, riprendere i decolli che sono sempre pesantemente controluce in ogni luogo possibile di osservazione; peraltro con l’introduzione dell’F35 diversi punti spotting sono stati chiusi o sono attualmente irraggiungibili, limitando quindi le possibilità di ripresa.
Lato positivo della questione, se il vento cambiasse arriva il brutto tempo per cui va bene così, inoltre il rientro in tardo pomeriggio assicura gli atterraggi con il sole basso e luce favorevole di tre quarti che esalta i particolari dei velivoli. Ci concentriamo quindi tutti i giorni sui rullaggi e l’immissione in pista di decollo degli aerei, che dalla collina al di fuori si riprendono benissimo, grazie anche al vento fresco che limita il fenomeno del calore sulla pista.
Per il resto della giornata, giusto per non annoiarci e restare in allenamento, ci dedichiamo al birdwatching nelle aree naturali vicine: l’Olanda e la Frisia in particolare sono il paradiso degli uccelli! La collina al pomeriggio è stracolma di persone e quelli nelle file dietro devono usare le scalette per avere visibilità, alle 16 la danza inizia e gli aerei, ben protetti negli shelter nascosti tra la vegetazione della base, spuntano fuori da due lati differenti per prepararsi al decollo, lo spettacolo è assicurato! E’ la sagra dell’F35, gli olandesi nei tre giorni faranno andare in volo 13 esemplari diversi, con una presenza per missione di almeno 6 esemplari che sommati alle 4 Valkyrie di Lakenheath fanno un totale di più di 10 F35 per missione.
In ogni missione voleranno, oltre agli olandesi e agli F35A dell’Usaf, 4 Rafale dell’Armee de l’Air, tutti in versione biposto, 4 F16 della Polemikí Aeroporía(HAF), 4 Efa della Luftwaffe, del famoso reparto Jagdgeschwader 2 Richthofen, 4 F18 della Suomen Ilmavoimat finlandese, 4 Gripen della Svenska flygvapnet, che da quando la Svezia è entrata a far parte della Nato è regolarmente presente a tutte le esercitazioni multinazionali. Le missioni sono lunghe, grazie al rifornimento in volo.
Li vediamo approssimarsi in coppia ad alta quota sul mare del nord, grazie alle scie di condensazione, ed eseguire circuiti ad anello durante il pattugliamento. Di norma quando arrivano all’atterraggio i primi sono già le 19 inoltrate, la luce è al top, tanto che si riprendono agevolmente dal basso quando si presentano in formazione per fare l’apertura, perché sono illuminati anche sotto dal sole che declina sul mare. Rientrano di solito in modo molto serrato mettendo a dura prova i controllori di volo, e a volte anche i numerosi fotografi presenti, che devono scegliere cosa riprendere.
Così sarà per tutti i tre giorni della nostra permanenza la, accompagnati costantemente da un vento incessante e da un sole intramontabile! Da evidenziare in questa esercitazione, di grande complessità operativa, data anche la diversità di prestazioni, avionica e procedure operative dei diversi velivoli presenti, la costante implementazione del rifornimento in volo, che ha permesso agli aerei da combattimento di rimanere in aria più a lungo, volare più lontano e ridurre il tempo a terra a beneficio dell’efficacia delle missioni. Interessante anche la dimostrazione a terra della l’interoperabilità avanzata degli aerei di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II.
A terra sono state implementate operazioni di cross-servicing, attività che prevede che la manutenzione di un velivolo sia eseguita da personale appartenente ad un’altra nazione. Una volta completata la missione degli F-35A, i reparti logistici e di manutenzione di entrambe le nazioni alleate hanno recuperato, rifornito e ispezionato reciprocamente gli aeromobili dell’altra nazione.
E’ evidente come il comando Nato attraverso queste esercitazioni ricorrenti miri alla integrazione, ad affinare le procedure e l’efficacia dei reparti di volo delle diverse nazioni, alla omogeneizzazione delle procedure operative, anche attraverso la condivisione sempre più frequente di risorse e infrastrutture, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa dell’Alleanza.
E voi, ci siete stati ? Alla prossima 🙂
In a delightful spring, two enthusiasts set out to witness the annual multinational Ramstein Flag exercise in Northern Europe, featuring around 90 NATO jets. Despite the long journey to Leeuwarden, their excitement waned upon learning that missions were limited to late afternoons, hindering their viewpoint options. However, they made the best of their time by observing F-35 operations and indulging in birdwatching. Over three days, they witnessed impressive flights and a commitment to cross-nation maintenance by NATO forces, highlighting the exercise’s role in enhancing operational readiness and integration among member nations. The shared passion for aviation remained strong, even amidst challenges.
È appena arrivata la brochure 2025! Graficamente in linea con la nuova livrea del prossimo aereo, dettaglia con belle schede i nuovi Pony delle Frecce 🙂
Cari amici, il primo Maggio ci sarà la consueta presentazione in volo della nuova squadra, ultima attivita’ addestrativa che precede l’inizio della stagione acrobatica. Giornata dedicata ai Club Frecce Tricolori, ci vedra’ coinvolti anche quest’anno con l’ esposizione del nostro mitico striscione, venite a trovarci di persona 🙂
Ecco la formazione per l’anno 2025 (credit: aeronautica.difesa.it/, Autore: Ten. Giuseppe Palladino):
Mercoledì 18 dicembre, nello storico hangar delle Frecce Tricolori a Rivolto, si è svolta la tradizionale presentazione della nuova Formazione e del Poster della Pattuglia Acrobatica Nazionale per l’anno 2025.
L’evento, appuntamento ormai consolidato per la PAN, presieduto dal Generale di Divisione Aerea Marco Lant, Comandante delle Forze da Combattimento dell’Aeronautica Militare, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con le realtà locali, i Club Frecce Tricolori, familiari e appassionati.
Nel corso della serata, il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco, Comandante del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, ha presentato la nuova formazione che sarà protagonista della 65ª stagione acrobatica della Pattuglia.
Confermati i ruoli di Pony 1 (Capo Formazione) per il Maggiore Pierluigi Raspa e di Pony 10 (Solista) per il Maggiore Federico De Cecco. Diversi cambiamenti, invece, per il resto della squadra, a partire da Pony 6, il primo fanalino, che sarà ricoperto dal Capitano Simone Fanfarillo: cambia quindi il leader della seconda sezione in volo, responsabile di separazioni, incroci e ricongiungimenti della formazione. Altre novità riguardano i gregari: il Capitano Bernuzzi assumerà la posizione di Pony 2, il Capitano Morello sarà Pony 3, il Maggiore Del Do’ Pony 4, il Capitano Leo Pony 5, il Capitano Pozzani Pony 7 e il Capitano Sommariva Pony 9.
La novità assoluta di quest’anno sarà l’ingresso del Capitano Luca Battistoni, proveniente dal 6° Stormo di Ghedi (linea Tornado), che prenderà il posto di Pony 8, terzo gregario destro.
La serata è proseguita con la presentazione del poster 2025 delle Frecce Tricolori, che ritrae gli MB-339PAN in volo sulla Monument Valley (USA), scattata durante il North America Tour 2024. La prima copia del poster è stata simbolicamente consegnata al Generale di Squadra Aerea (in congedo) Giuseppe Bernardis, ex Comandante della PAN e già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, a testimonianza del forte legame della Pattuglia di oggi con chi ha contribuito a scrivere la storia del Reparto e dell’Arma Azzurra.
Un importante momento dell’evento è stato dedicato alla beneficenza, con il supporto alle iniziative dell’associazione “Paese di Lilliput” e al progetto sostenuto dall’intera Aeronautica Militare “Un dono dal cielo per il Bambino Gesù”, grazie anche alla preziosa partecipazione dei Club Frecce Tricolori.
L’evento ha rappresentato un significativo momento di condivisione per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, celebrando la sua tradizione e il legame con il pubblico, mentre si prepara a vivere una nuova stagione di emozionanti performance acrobatiche.