Reportage 65° Anniversario PAN 2025

20 settembre 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi e Giovanni)

Nel fine settimana dal 5 al 7 settembre si è tenuta sulla base di Rivolto, sede delle Frecce Tricolori Pattuglia Acrobatica Nazionale, la celebrazione del 65° anniversario della costituzione del team con l’organizzazione di una grande manifestazione aerea aperta al pubblico.

Abbiamo avuto l’opportunità di essere presenti alle prove del venerdì, giornata dedicata agli spotter ed il sabato nel settore F verso il fondo pista. Benché fosse un evento molto atteso dagli appassionati, è a cadenza quinquennale e diventa di fatto l’airshow più importante dell’anno in cui si svolge, bisogna ammettere che le aspettative erano un poco più alte, ma purtroppo i tempi sono questi.

Se esaminiamo la situazione a livello europeo vediamo che i team acrobatici sono in crisi un po’ ovunque, per motivi di obsolescenza dei velivoli impiegati, riduzione dei fondi assegnati, necessità di impiegare le risorse sulla prima linea tagliando i costi non strettamente necessari. I demo team che presentano agli airshow gli aerei da combattimento sono sempre meno e hanno un calendario molto ridotto di eventi incentrato principalmente sul paese di appartenenza. Le aeronautiche militari sono fortemente impegnate in continue esercitazioni, che spesso si sovrappongono, e richiedono impiego di risorse tecniche e umane considerevoli. In questa situazione poco favorevole l’Aeronautica Militare ha fatto il possibile per svolgere un programma che potesse rappresentare il momento attuale della acrobazia aerea in Europa, tanto che di fatto l’airshow è stato più un raduno delle pattuglie che una manifestazione aerea in senso tradizionale. Alla fine i team c’erano tutti ma con un paio di assenze significative: la Patrulla Aguila ed i Red Arrows.

Gli spagnoli erano giustificati perché, dopo avere festeggiato i 40 anni dalla costituzione in giugno, hanno sospeso l’attività pubblica per preparare il cambio di aereo dall’Airbus C101 attuale al Pilatus PC21 e se non altro l’Ejercito de l’Aire ha inviato il dimostratore dell’EF18 Hornet, tra l’altro in una bellissima livrea celebrativa.

Diverso il discorso per i Red Arrows che, a fronte di un calendario molto vasto di esibizioni e ben otto trasferte fuori dai confini britannici, in quei giorni hanno partecipato ad un evento minore a casa loro, cosa per me totalmente inspiegabile.

Il venerdì si è anche celebrata la ricorrenza del 100 anno di costituzione del 2° stormo Lanceri Neri e per l’occasione si è assistito ad un passaggio del KC767A seguito da un F35A, che non è stato ripetuto nei giorni pubblici della manifestazione.

L’airshow si è aperto con l’esibizione dell’HH139 Lord del 15° Stormo S.A.R. che ha simulato il recupero con il verricello di un infortunato mediante barella.

A seguire l’esibizione di due dei pezzi forti della Fondazione Jonathan Collection di Giancarlo Zanardo: il Caproni CA33Z e lo Spad XIII R

E’ poi la volta del We Fly Team, La pattuglia, che usa aeromobili Van’s Rv-7 autocostruiti, è l’unica al mondo parzialmente composta da piloti disabili, due su tre, commoventi ed encomiabili per la passione che ci mettono!

Decollano poi i Midnight Hawk della Suomen ilmavoimat, con la recente colorazione a due toni bianco e arancione, simile a quella degli addestratori della Raf di qualche anno fa

Parliamoci chiaro, non è che in quattro si possa fare chissà quali performance acrobatiche, a parte le formazioni a rombo, poi la distanza a cui si sono esibiti, eccessiva rispetto agli altri team non ha accresciuto la spettacolarità della esibizione, peraltro resa meno interessante dalla mancanza di fumogeni, che qualche anno fa il team impiegava; nel complesso abbastanza deludenti.

E arriva uno dei momenti più attesi dello show, l’esibizione dell’EF18 Hornet dell’Ala 15 di stanza alla base di Saragoza, reparto Tiger, sui timoni era infatti raffigurata una enorme testa di tigre e la ricorrenza del 40° anno di costituzione del reparto.

Esibizione abbastanza interessante, anche se devo ammettere di avere visto di meglio anche da piloti spagnoli, senza tirare in ballo l’Hornet display della Swiss air force che purtroppo da quest’anno non è più operativo.

A seguire si esibisce la pattuglia acrobatica Croata, i Krila Oluje (Ali di tempesta), composta da sei Pilatus PC9M.

Ho sentito commenti negativi sulle formazioni acrobatiche basate su aerei a turboelica, è vero che il rumore è meno coinvolgente, la velocità delle manovre minore, ma le formazioni sono molto serrate e possono eseguire un programma acrobatico molto variato, a me sono piaciuti.

Avrebbe dovuto essere presente anche la pattuglia polacca degli Orlik, equipaggiata con sei PZL 130, ma l’incidente avvenuto a Radom con la perdita di un F16 e la morte dell’equipaggio ha fatto si che venissero annullate tutte le attività acrobatiche del paese.

Si esibisce poi uno dei nostri gioielli ricostruiti a San Damiano, il G91 Pan pilotato dal Generale Lodovisi, che si esibisce in passaggi bassi e spettacolari, anche in considerazione della anzianità della cellula che non permette di esagerare con le manovre acrobatiche; il sentire il ronzio cupo e pieno del Bristol Siddeley Orpheus 803 mentre ci rulla davanti trasmette emozioni e ci riporta nel passato.

L’esibizione della pattuglia dei Baltic Bees merita un discorso a parte. Vengono dalla Lettonia ed utilizzano l’addestratore di costruzione ceca Aero L39C Albatross, lo stesso degli indimenticati Breitlings

La formazione completa è di sei velivoli ma a Rivolto si sono esibiti in quattro, la livrea simula un’ape, simbolo portafortuna nei paesi baltici, il loro motto è: I ragazzi non crescono mai, i loro giocattoli volano sempre più in alto.

La loro esibizione si basa su tre punti di forza principali: la livrea accattivante e fotogenica, l’uso dei fumi, la quota bassa e la vicinanza del display. Ed in effetti se paragoniamo la loro esibizione con quella dei finlandesi, pur a parità di numero, il confronto è impietoso. Segue una pausa delle attività di volo di quasi un’ora, che è vero che siamo in Italia e il pranzo è sacro, ma in una manifestazione aerea internazionale così densa per me non ci sta e non ho mai visto farla altrove, chiusa la parentesi.

Si riprende lo show con lo Yak team Italia, qui presente con quattro velivoli, tre biposto Yak 52 ed un coloratissimo Yak 50 monoposto

le buone qualità acrobatiche del velivolo, unito al suono accattivante del motore a pistoni radiale, assicurano sempre uno spettacolo interessante.

Subito dopo assistiamo all’esibizione di alcuni velivoli dei Flying Bulls austriaci, sponsorizzati dalla Red Bull, che sono una attrazione fissa dell’airshow di Zeltweg. Qua sono presenti gli elicotteri Bell 209 Cobra AH1F

e l’MBB BO105C nonché il North American T28B Trojan. L’esibizione del Bo105 lascia sempre a bocca aperta chi lo vede per la prima volta in quanto è l’unico elicottero in grado di eseguire una vasta gamma di manovre acrobatiche ed il pilota si mantiene sempre al centro della display perché il pubblico possa meglio apprezzare la sua straordinaria performance. Il T28 con il suo motore a pistoni radiale Wright R-1820 Cyclone ha buone capacità acrobatiche e la sua configurazione alare unita all’uso dei fumogeni crea delle scie al suo passaggio che si trasformano in figure fantasiose prima di dissolversi nell’aria.

Entriamo ora nel vivo delle esibizioni con i Turkish Stars

Questa pattuglia, unitamente a quella Svizzera, si esibisce con un aereo da combattimento supersonico e non un addestratore, nella fattispecie l’NF-5A e B Freedom Fighter.

Hanno iniziato negli anni 90 con una formazione di quattro velivoli e sono arrivati fino ad otto, ora si esibiscono con sei, segno che anche qua i costi si fanno sentire. I loro punti di forza sono la colorazione, la velocità e la separazione minima tra gli aerei, il punto debole secondo me sono i tempi morti tra una formazione e l’altra, le figure però sono belle e fotogeniche.

Viene da chiedersi quanto potranno ancora andare avanti con un aereo così datato e quindi costoso da mantenere in attività, come dimostrato anche dal numero elevato di personale che si occupa della manutenzione dei velivoli durante gli airshow.

Lo abbiamo aspettato a lungo ed eccolo che si arrampica verso il cielo con un rombo di tuono: è l’Eurofighter del Reparto Sperimentale Volo, magistralmente pilotato dal Maggiore Nucciarelli

La sua è una presentazione senza respiro, scandita da manovre ad alto numero di G e full afterburner

sempre nel cielo campo, la migliore senza dubbio della giornata, comunque la più eccitante.

Restiamo nel regno del rumore perché ora decolla la Patrouille Suisse con in suoi sei F5E Tiger II, con il nostro amico pilota Lukas Nannini in arte “Bigfoot”

L’esibizione degli svizzeri si basa sulla velocità, la precisione delle figure, la potenza dell’aereo, l’uso sapiente dei fumogeni, peccato però che siano venute a mancare due dei numeri che facevano la differenza: la formazione shadow dove i quattro aerei erano uno sopra all’altro in modo da sembrare un solo aereo ed il lancio simultaneo di tutti i flares nel finale grande.

Questa pattuglia è in grande difficoltà per l’invecchiamento delle cellule e nel reperire pezzi di ricambio in quanto usa un aereo che ormai non esiste più sulla prima linea; molto probabilmente verrà sciolta entro la fine del 2027

Adesso andiamo nel regno dell’eleganza e del silenzio, se elegante si può definire un bestione da 32 tonnellate al decollo

Ricordo ancora le espressioni di incredulità degli spotter inglesi al Riat quando si esibiva il C27J, riesce a fare manovre acrobatiche che non ti aspetti e ritieni impossibili, eppure le fa con una apparente tranquillità che è frutto di abilità, addestramento e conoscenza delle capacità del mezzo. Lo spettacolo è sempre assicurato.

Ora il testimone passa ad uno dei più prestigiosi team acrobatici europei: la Patrouille de France

Tra le più numerose contando un organico di otto velivoli.

Da sempre la caratteristica della Patrouille è l’eleganza, raggiunta attraverso figure complesse e cambi di formazione veloci, accompagnate dall’uso sapiente dei fumi colorati

Il programma della esibizione viene deciso ad inizio stagione dal comandante della formazione. Senza considerare le prove del venerdì, il sabato ho visto alcuni errori che non mi aspettavo da una formazione così blasonata ed in generale anche il programma mi è sembrato un po sottotono rispetto ad altre volte, forse pesa l’incidente avvenuto in primavera che ha portato alla perdita di un aereo ed al danneggiamento di un altro e anche il futuro della pattuglia che non è così certo.

Arrivano ora in formazione i due F35, un A ed un B

eseguono alcuni passaggi veloci, uno con la stiva aperta

poi il Bravo si dispone in hovering al centro della display e fa il suo numero, piuttosto breve.

Io ancora in Italia una presentazione degna di questo nome dell’F35 ancora non l’ho vista ed anzi ho notato che il 35B peggiora sempre le sue comparse come durata e qualità. Speriamo che quando ci saranno solo loro, tra pochi anni, qualcuno si decida a dimostrarlo a dovere.

Subito dopo decolla per una esibizione esemplare il T346A Master

l’ultimo assetto del RSV, orgoglio dell’industria aeronautica nazionale questo velivolo sarà il prossimo cavallo di battaglia delle Frecce quando il 339 andrà in pensione; nella mostra statica figura già un esemplare con la livrea Pan disegnata da Pininfarina

Mentre già le Frecce stanno procedendo alla start up arriva il Soko G 2 Galeb croato che viene inseguito e costretto all’atterraggio da due Eurofighter

Finito questo siparietto adesso il sipario si apre su di loro, le nostre Frecce Tricolori

Vengono da una stagione travagliata da incidenti, con conseguenti riduzioni di organico di volo che si sono trascinate a lungo durante la stagione, ma adesso sono al top nella nuova livrea commemorativa dei 65 anni di attività.

L’esibizione è perfetta come sempre e il tricolore più lungo del mondo colora ancora una volta il cielo della base di Rivolto.

Adesso il pubblico defluisce soddisfatto sotto nuvole di colore cangiante, ci vediamo tra cinque anni con un nuovo aereo e un nuovo programma a festeggiare il 70°, ma per il momento: Tanti Auguri Frecce!

Over the weekend of September 5-7, the Frecce Tricolori celebrated their 65th anniversary at Rivolto Air Base with a much-anticipated airshow. Although the event gathered numerous acrobatic teams amidst a challenging European landscape for aerial performance, expectations were somewhat unmet, particularly due to notable absences and the evolving needs of military resources. The highlights included various impressive displays, from rescue simulations to breathtaking aerial maneuvers. The Frecce Tricolori’s performance stood out, showcasing their resilience and commitment despite recent challenges. Attendees left with a sense of pride and nostalgia, looking forward to the next celebration in five years.


MCAS CHERRY POINT 2014 Air Show

27 agosto 2025

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

Avendo lavorato per anni negli Stati uniti ho avuto l’occasione di partecipare a numerosi air show nelle basi USAF e US Marine Corps.

Nel maggio 2014 lavoravo in South Carolina e non ho perso l’occasione di vedere la manifestazione aerea organizzata da US Marine Corps nella MCAS  Cherry Point, base del 2nd Marine Aircraft Wing,  in North Carolina a 4 ore d’auto sulla Interstate 95.

La mostra statica era quasi interamente costituita da mezzi dello USMC (F35B, AV8B, EA6B, MV22B e molti altri) con alcune eccezioni tra le quali, molto interessanti, un TA4K Skyhawk e un MB339 CB, ex Royal New Zealand Air Force e ora gestiti da Draken International.

Il programma di volo è stato molto ricco, nonostante l’assenza dei team acrobatici militari dell’USAF (Thunderbirds) e della US NAVY (Blue Angels).

Degni di nota l’Aeroshell Team su T6 Texan e il Black Diamond Jet Team su L39, oltre al B25, l’F4U Corsair e il Mig 17.

Dimenticavo…. Volava anche uno strano tagliaerba….

Il tema dell’air show del 2014 era Inspiration to innovation, con un programma di volo degli aerei più performanti dell’USMC e una prima assoluta dell’F35B in pubblico a Cherry Point; alcuni F35B del VMFAT-501 erano infatti atterrati da Eglin per l’occasione.

Una “chicca” la dimostrazione SAR dell’HH46E “Pedro” del VMR-1 Roadrunners, probabilmente una delle ultime occasioni di vederlo operativo.

Il gran finale è stata la dimostrazione della MAGTF (Marine Air-Ground Task Force), nella quale UH1, MV22B, CH53E e AH1 hanno supportato l’incursione di Marines in territorio “ostile”, mentre F/A18D, EA6B e AV8B proteggevano dall’alto.

Rimessi nel cassetto questi ricordi continua la ricerca di altri air show USA negli archivi digitali.

MCAS CHERRY POINT (N.C.), base of 2nd Marine Aircraft Wing, hosted in May 2014 the air show themed “Inspiration to Innovation”, where the new F35B was presented to public for the first time in the air base.

The military statics, mainly limited to USMC assets, were enriched by a pair of former Royal New Zealand Air Force jets now operated by Draken International, and by several warbirds from the Dixie Wing of the Commemorative Air Force.

Many civilian performers flew in the 3-day event over the weekend of May 16-18, 2014; Aeroshell Team (T6 Texan), Black Diamond Jet Team (L39), B25, F4U Corsair and Mig 17 were among the most impressive displays.

In addition to the F35B display the USMC presented all the assets, represented by AV8B, F/A18D, EA6B, CH53E, AH1 and UH1, in single and multiple aircraft displays, completed by the MAGTF (Marine (Marine Air-Ground Task Force) demo.


Ricordo per Romano

13 agosto 2025

15 agosto
2020-2025

Il tuo ricordo ed il tuo entusiasmo per il nostro Club sono sempre presenti nei nostri cuori.


Una S.Messa a suffragio sarà celebrata venerdi 15 agosto alle ore 9,30 nella chiesa di Castello di Lurate Caccivio Como

🙏Cieli blu, Romano


San Damiano Fly Fun 2025

1 agosto 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Dal 18 al 20 luglio 2025 ha avuto luogo la settima edizione di Fly&fun, patrocinata dall’Aero club di Pavullo sul Frignano, che quest’anno per la prima volta si è tenuta, previo accordo con l’Aeronautica Militare, sul sedime aeroportuale della base di San Damiano di Piacenza.

Questo evento, che è fondamentalmente un raduno di possessori di aerei da turismo o ultraleggeri, che possono raggiungere la sede dell’evento direttamente con il loro mezzo, nonché una vetrina espositiva per le ditte che producono materiale per il settore aeronautico, ha avuto un forte impulso da questa collaborazione con l’AMI.  

Chi non vorrebbe provare l’ebrezza di atterrare su un aeroporto militare con il proprio aereo? E infatti la partecipazione dei piloti privati è stata notevolmente incrementata da questa positiva novità.

Lo stesso discorso vale per il pubblico esterno, ricordiamo che la partecipazione era gratuita previa registrazione sul sito, che è potuto entrare con la propria auto e toccare con mano, non solamente aerei civili, ma tutti gli aerei militari che fanno parte del Nucleo Valorizzazione Patrimonio Storico Aeronautico, impegnato nella conservazione e nel restauro di velivoli storici in condizioni di volo, che qua ha la propria sede.

Erano infatti esposti, parte all’aperto e parte negli hangar: Aermacchi 339 Pan, AMX in diverse versioni, tra cui quella del Phase out, AB 212, e alcuni Tornado.

Su alcuni era possibile salire e provare l’emozione di essere dentro al cockpit come i piloti del passato, erano inoltre presenti il simulatore delle Frecce Tricolori e altri simulatori interattivi. Noi siamo stati il venerdì, giorno di apertura della manifestazione, perché volevamo assistere ad una cerimonia particolare di cui avevamo notizia: l’arrivo dell’ultimo volo del Tornado special color 6-72, di stanza a Ghedi, allestito per la celebrazione dei 50 anni di volo del velivolo Tornado insieme al gemello 6-41, che è tuttora in servizio attivo; mentre questo esemplare è stato destinato a rimanere nel museo volante di San Damiano.

Arriviamo di prima mattina e non c’è praticamente nessuno, visitiamo con calma tutti gli stand, entriamo in tutti gli hangar e ritroviamo tutti gli esemplari di aerei militari che già conoscevamo; unico assente il G91 Pan che stava partecipando, per la gioia degli spotters inglesi, al Riat 2025 a Fairford.

Chiediamo quando è previsto l’arrivo del Tornado e ci viene comunicato che arriverà intorno alle 13, ma ci viene pure anticipato che arriverà anche un Eurofighter, di cui non avevamo notizia; questi aerei arriveranno oggi e poi resteranno in statica per i tre giorni della manifestazione, per cui se si vuole vedere volare qualcosa di interessante bisognava venire oggi, ma vuoi che in luglio fa caldo e la gente va al mare, vuoi che è un giorno lavorativo, alla fine siamo quattro gatti, quasi tutti neri, perché spotters ufficialmente registrati al 51° stormo.

Il Tornado 6-72 arriva alle 13.45 ed effettua due passaggi, tra cui uno con le ali alla massima chiusura, e dopo avere salutato con le ali completa il circuito di atterraggio.

Aspettiamo il Tornadone dietro la transenna che delimita il piazzale dove i velivoli verranno posizionati.

Arriva da fondo pista in una nuvola di calore e saluta alzando ed abbassando gli aerofreni posti a lato della deriva, è bellissimo nella sua colorazione unica ed il pilota ha il casco che richiama i colori con cui è dipinto l’aereo, che avevamo già visto alla cerimonia di passaggio del 154° gruppo all’F35.

Indirizzato dagli specialisti a terra si posiziona a pochi metri da noi e il ronzio al minimo dei due Turbo-Union RB199-34R inonda le nostre orecchie, senza strapazzarle nonostante la vicinanza.

I motori vengono spenti, la scaletta appoggiata al cockpit, la capottina si alza e pilota e navigatore si danno la mano e si abbracciano.

Il pilota è il comandante del 6° Stormo “Diavoli Rossi” di Ghedi, il Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti, mentre il navigatore è il Ten. Colonnello Salvatore Occini, comandante della base di San Damiano, per suggellare anche in volo il passaggio di competenza del velivolo 6-72.

Mentre gli specialisti eseguono le operazioni post volo sull’aereo, le autorità militari salutano i nuovi arrivati e viene effettuata una foto ricordo del personale militare.

Si sprecano i sorrisi e gli abbracci, ma personalmente sono un po triste, un altro pezzo di storia ha chiuso le ali per sempre e la prospettiva di un futuro composto da soli F35, aereo all’avanguardia e super tecnologico per carità, come appassionato di aviazione non mi fa felice. 

Adesso ci spostiamo per aspettare il Typhoon. Alcuni ragazzi di fianco a noi lo rilevano con flightradar24 su Fornovo in quel momento, tempo tre minuti e si presenta sul cielo del campo, tra Fornovo e San Damiano in linea d’aria ci sono 37 km, un niente per un aereo così.

Sono le 14.20, l ’Efa effettua alcuni passaggi prima di venire all’atterraggio, mentre il personale di terra appresta la scala nel punto dove l’Efa dovrà fermarsi, di fianco al Tornado e a pochi metri dal pubblico presente.

E’ l’esemplare 4-52 del 9° gruppo del 4º Stormo dell’Aeronautica Militare, con sede a Grosseto. La temperatura è salita, nonostante un venticello teso, e il Typhoon brucia l’aria dietro di sé, mentre rulla per avvicinarsi a noi.

Ora la musica è ben diversa, i motori Eurojet EJ200 al minimo emettono un sibilo acuto che alla lunga risulta fastidioso perché siamo davvero vicino. Raramente ci è capitata la possibilità di assistere così da presso all’arrivo di aviogetti militari e di seguire in tal modo tutta la sequenza delle operazioni relative.

Gli specialisti danno le indicazioni all’Efa su dove posizionarsi e applicano i fermi al carrello.

A questo punto tutti si aspettano lo spegnimento dei motori, che però non avviene! Si svolge infatti ora un inaspettato siparietto che durerà una quindicina di minuti.

Dalla cabina il pilota indica agli specialisti con la mano qualcosa verso il basso più volte, loro aprono un pannello laterale e guardano ma il problema non si risolve, è necessario applicare il cavo dell’interfono all’aereo per comunicare a voce con il pilota che da indicazioni più precise al personale, uno specialista ispeziona il vano carrello di destra e altri punti dell’aereo; il pilota nel frattempo ha tirato fuori il manuale tecnico per cercare di risolvere il problema e gli specialisti si scambiano sorrisetti di intesa tra loro.

Finalmente alle 14.38 i motori vengono spenti,  per la gioia somma dei nostri padiglioni auricolari. La tensione si scioglie, il pilota può finalmente togliersi il casco di volo, aprire la capottina e scendere la scaletta, accolto dal personale militare della base.

Non sapremo mai cosa sia successo, un normale inconveniente tecnico, sempre possibile in macchine così sofisticate, di routine nella vita operativa di un aereo militare.

The seventh edition of Fly&fun took place from July 18 to 20, 2025, at the San Damiano military airport, in partnership with the Aeronautica Militare. This event attracted private pilots and aviation enthusiasts who showcased their aircraft and viewed military planes like the Tornado and Eurofighter. The Tornado 6-72 made a ceremonial final flight, marking the end of its service. Attendees engaged with simulators and experienced military aviation up close. A minor technical issue with the Eurofighter added suspense to its landing. The event highlighted the blend of civilian passion for aviation with military heritage, fostering a unique atmosphere.


65° ANNIVERSARIO FRECCE TRICOLORI

26 luglio 2025

(tratto da https://eventiam.aeronautica.difesa.it/65pan/)

Il 6 e 7 settembre 2025, a Rivolto, si terrà un evento speciale per celebrare la 65^ Stagione della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Due giornate dedicate alla scoperta della storia e delle tradizioni delle Frecce Tricolori, con esibizioni emozionanti e la partecipazione di pattuglie acrobatiche estere. Un’opportunità unica per vivere da vicino l’impegno e la passione che caratterizzano il 313°Gruppo Addestramento Acrobatico nato nel 1961, in un’atmosfera di grande condivisione. Vi invitiamo a non perdere questo importante appuntamento.

Persone con disabilità : effettuare la prenotazione contattando l’INFOPOINT ( accessi in area dedicata limitati –                                                   consentito un solo accompagnatore ).

Bus accreditati : contattare l’INFOPOINT per il parcheggio interno base ( posti limitati ).

Dove: Aeroporto Rivolto – Via Udine, 56 – 33030 Rivolto (UD)

Quando: Sabato 06 e domenica 07 Settembre 2025

Contatti INFOPOINT: Tel. 0432 90 2404  

                         Dal 15 Giugno al 04 Settembre 2025

                         Lunedì – giovedì: 09.00-12.00 e 14.00 – 16.00;

                         Venerdì: 09.00-12.00

Email: 65pan.info@aeronautica.difesa.it

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Ballando con i Lupi a Ghedi

25 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Kevin Kostner ballava con i Lupi, invece il sottoscritto sono stati i Lupi a farlo ballare! Il giorno successivo allo Spotter day del 2 luglio 2025, avendo informazione che l’attività di volo sarebbe stata in pratica una copia di quella del giorno precedente, siamo tornati a Ghedi.

Finita l’attività di volo prevista, intorno a mezzogiorno siamo andati a mangiare in compagnia in una trattoria del paese e poi diritti a casa.

Raggiunta la quale abbiamo appreso, con grande disappunto, che nel primo pomeriggio erano transitati da Ghedi, per il refuelling,  una formazione mista di sei F35B, due provenienti da Amendola, ed inquadrati nel 101° gruppo di recente ricostituzione (e che è destinato ad operare tutti i Bravo della AM), e quattro provenienti da Grottaglie, appunto i Wolves della Marina Militare.

Erano in viaggio per raggiungere la base della Aeronavale francese di Landivisiau, nella punta estrema della Bretagna, per una esercitazione congiunta con i Rafale M.

Dal rammarico alla sete di vendetta il passo è sempre molto breve, la logica vorrebbe che se sono transitati all’andata lo faranno anche nel volo di ritorno. Mancava solo di sapere il giorno e a che ora; ci viene in aiuto un comunicato della Marina francese che precisava che l’esercitazione si sarebbe svolta dal 3 al 11 luglio.

Sentite altre fonti si decide che il giorno è l’11 luglio 2025.  È venerdì e pensiamo che ci sarà poca attività nella base e invece no. Quando arriviamo sono già partiti quattro F35A, due Tornado si stanno allineando in pista, compreso lo special color dei 50 anni e dopo venti minuti altri due Tornado li seguiranno.

Risultato otto aerei fuori e altri sei che devono arrivare (se le deduzioni sono giuste), la fredda matematica dice ben 14 aerei, un sogno per Ghedi! 

Alle 10.40, venti minuti prima dell’orario previsto in nostro possesso arrivano all’atterraggio i due Bravo di Amendola. Poi si scatena l’inferno! Sono a testata pista e arrivano i primi due Tornado, cominciano a fare dei low approach con retrazione del carrello e richiamata proprio davanti a me, spettacolo!

Vanno avanti così per un bel po’, finche atterrano, ma subito dopo si presentano all’apertura i quattro F35, sono due Paperi del 102° gruppo e due Diavoli Rossi del 154°.

Finiti gli atterraggi mi precipito in zona decolli perché i due Bravo dell’ Ami sono previsti decollare intorno alle 11.30, errore fatale! In giro ci sono quattro gatti che ne sanno tanto come me, cioè nulla di certo, solo voci. Mentre aspetto il decollo, inaspettati arrivano i primi due Lupi, allora la notizia è vera!

Non faccio in tempo a pensare di spostarmi agli atterraggi che ecco arriva la seconda coppia di Lupi. Bene, facciamo di necessità virtu’, gli atterraggi li abbiamo mancati, ma i decolli non ci scapperanno. Nel frattempo sono arrivati altri spotters, in tutto siamo in cinque.  Alle 12.15 finalmente decollano i due Bravo di Amendola, staccano da metà pista e li riprendiamo; certo in luglio a mezzogiorno la luce non è il massimo ma così è.

Adesso dobbiamo aspettare parecchio perché devono rifornire e pranzare, poi ripartiranno, per fortuna riusciamo a riparare auto e noi stessi all’ombra in posizione strategica. La prima start up inizia alle 14.15. Ci posizioniamo tutti dove di solito staccano gli F35, questi sono pure B, che problema c’è!

Secondo errore. I primi due Lupi, pensando di pilotare dei Tornado, decollano senza ab e pancia a terra tirano tutta la pista ad altezza minimale e in pratica ci scappano entrambi, le imprecazioni in bresciano dei compagni di sventura ve le lascio immaginare!

Ma l’esperienza di solito giova e abbiamo un’altra chance, dopo un quarto d’ora abbondante decolla la seconda coppia di Lupi e stavolta ci siamo messi tutti in strada più verso il fondo pista.

Il secondo della coppia continua la corsa di decollo con il carrello estratto, chissà perché, gente strana i Marinai: comunque target destroyed! 

Beato te Kevin che ballavi con i Lupi, a noi i Lupi ci hanno fatto ballare per bene 🙂

In the playful spirit of aviation enthusiasm, the narrator recalls a thrilling experience at Ghedi during a military flying exercise. The excitement builds around the arrival of F35B jets, particularly the “Wolves” from the Navy, whose impressive maneuvers capture the onlookers’ admiration. Despite missing earlier landings, the narrator and fellow spotters eagerly await the jets’ takeoffs, which bring both frustration and joy. The shared camaraderie among the spotters highlights a collective passion for aviation. The day ultimately becomes a blend of exhilarating moments and lighthearted mishaps, reinforcing the special bond formed through shared experiences in the world of aviation.


I Diavoli Rossi dal Tornado all’F35: e’ ufficiale!

20 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

In data 2 luglio 2025, presso l’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo “Alfredo Fusco”, si è tenuto un evento molto significativo per l’Aeronautica Militare e per lo stormo in particolare: il passaggio del 154° Gruppo Diavoli Rossi dal Tornado al Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Questo evento ha posto termine ad un periodo che è durato ben 43 anni in cui i Diavoli si sono identificati con il Tornado, ma segna l’inizio di una profonda transizione operativa che riporterà il reparto ad essere uno dei più importanti dell’AMI.  

Il Tornado è stato un velivolo straordinario, con delle caratteristiche peculiari come le ali a geometria variabile, la configurazione bimotore e biposto con la presenza di un addetto ai sistemi, la capacità di volare a bassa quota seguendo il profilo del terreno in ogni condizioni meteo ed in modo automatico, la capacità di rivestire ruoli differenti dallo strike alla interdizione ed alla guerra elettronica, la sua straordinaria versatilità che lo ha portato a compiere missioni differenti anche in contesti operativi bellici di grande complessità.

Ma dopo più di cinquanta anni di servizio, l’usura dei mezzi e lo sviluppo di aerei tecnologicamente molto più avanzati ne stanno decretando l’inevitabile sostituzione.

L’F35 è ben più avanzato del Tornado in tutti i settori. Innanzitutto ha capacità stealth, sensori avanzati ed ha nella connettività uno dei punti di forza tale da renderlo un caccia multiruolo di quinta generazione in grado di operare in ambienti ad alta minaccia.

L’F-35 è qualcosa di più di un velivolo, ma un vero e proprio sistema d’arma che integra tecnologie all’avanguardia, come il radar AESA) e il sistema elettro-ottico DAS.  

Queste caratteristiche permettono un superiore controllo della situazione e una maggiore efficacia in missioni di attacco, ricognizione e difesa aerea. La transizione al nuovo caccia richiederà un intenso programma di addestramento, che il 154° Gruppo ha già iniziato, in un primo momento con velivoli basati ad Amendola, sede del 32° Stormo, primo reparto italiano a raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) con l’F-35 nel 2018.  

A margine della cerimonia, che vedeva la partecipazione anche del personale che era stato in servizio nel reparto negli anni precedenti, è stato organizzato un mini spotter day, per permettere agli appassionati ed ai giornalisti del settore di riprendere l’attività di volo della giornata.

Purtroppo le tensioni internazionali nel medio oriente ed il conseguente innalzamento del livello di allerta per tutti gli obiettivi sensibili hanno fatto si che, a fronte di una richiesta molto più elevata, alla fine fossimo una quarantina di partecipanti in tutto.

Entriamo in base alle 8.30 e parcheggiate le auto veniamo accompagnati in pullmann nell’area antistante i ricoveri dei Tornado.

Nel piazzale a lato dei ricoveri fanno bella mostra di sé il Tornado 6-13, in livrea speciale creata per l’occasione, ed il primo F35A del reparto, l’esemplare 6-06, mentre all’interno dei ricoveri gli specialisti stanno approntando per il volo quattro Tornado, tra cui l’esemplare 6-41 con la livrea dei 50 anni.

La livrea commemorativa, applicata sulla deriva dello special approntato per l’occasione, consiste in una freccia stilizzata che contiene il simbolo storico del 154° il Diavolo Rosso su sfondo nero e ai lati le sagome di un Tornado e di un F-35, sezionate al 50% lungo l’asse longitudinale, che convergendo ai lati della freccia, a volere simboleggiare la continuità tra i due velivoli.

Un elemento distintivo della livrea è la scia del “Sol Levante”, richiamo al motto “BANZAI – in picchiata sull’obiettivo”, coniato durante la Guerra del Golfo per il profilo di volo “Hi-Dive 45°”. Dalla nostra posizione abbiamo la possibilità di riprendere agevolmente, nonostante il controluce, tutte le operazioni dei controlli prevolo, l’arrivo dei piloti e dei navigatori, le start up di tutti i velivoli.

Il comandante di gruppo, già in tuta di volo, viene verso di noi e ci spiega quando importante sia questo passaggio per il futuro del reparto.

Poco dopo che i primi tre Tornado sono usciti da ricoveri per gli ultimi controlli prima del rullaggio, in un frastuono assodante, veniamo richiamati sul pullman per cambiare posizione. Veniamo condotti a lato della pista 31R, normalmente utilizzata per i rullaggi, poco prima della Torre di controllo, su cui campeggia un enorme Diavolo Rosso.

Da li a breve assistiamo al rullaggio verso il punto iniziale dei 5 Tornado, tra cui i due special e di cinque F35A, tre con l’insegna del 154° e due con il Papero del 102° gruppo, l’altro reparto del 6° stormo già operativo con i 35. I rullaggi sono emozionanti ed i piloti ci salutano, uno fa con le mani il simbolo del Diavolo che ghermisce la preda con le unghie. Poco dopo i velivoli decollano, i Tornado tirano verso il fondo pista e purtroppo il calore della pista e dei motori, siamo in luglio ed il sole non scherza, rendono poco utilizzabili gli scatti a questi decolli che pure sono spettacolari con i due Rb199 a pieno ab.

E’ poi la volta degli F35 che staccano il ruotino già a un quarto di pista e quando passano davanti a noi sono già in fase di retrazione carrello.

Dopo un periodo di attesa comincia la dimostrazione in volo, per primo arriva il Tornado dei 50 anni che fa un paio di passaggi tra cui uno con le ali alla massima chiusura, poi è la volta della formazione completa dei cinque Tornado ed infine i cinque F35, a suggellare il passaggio di consegne da un velivolo all’altro.

Purtroppo le formazioni passano dietro di noi e quindi per la ripresa non è la posizione ottimale, ma ci dobbiamo accontentare.

Terminata la cerimonia tutti gli aerei vengono all’atterraggio, quando sono di fronte a noi sono già a terra, ma un Tornado riesce a tenere il muso alzato per quasi tutta la pista e così fa un F35 per la gioia dei nostri obiettivi.

La sessione volge al termine e dopo una sosta al bar della base per rinfrescarci guadagnano l’uscita. Da ora innanzi tutti i Tornado rimasti in condizioni di volo saranno inquadrati nel 155° gruppo le Pantere Nere, continueranno quindi a volare ancora per un po’, ma si chiameranno Pante e non più Freccia. Un ringraziamento sentito a tutto il personale della base che ha contribuito alla riuscita dell’evento e ci ha permesso di condividere con loro questo cambiamento epocale nella vita dello stormo.

On July 2, 2025, a significant event occurred at Ghedi military airport as the 154th Group Diavoli Rossi transitioned from the Tornado to the Lockheed Martin F-35 Lightning II. This marked the end of a 43-year era with the Tornado, a versatile aircraft known for its unique features and capabilities. As the Tornado was retired due to technological advancements, the F-35, with its superior stealth and connectivity, represents a new operational phase for the Italian Air Force. The event included a mini spotter day for enthusiasts, celebrating this historic change while recognizing the dedication of the personnel involved.


Jesolo Airshow 2025 – reportage di una bella giornata

15 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Lo Jesolo Airshow è tradizionalmente la manifestazione aerea di riferimento dell’anno in ambito nazionale, a meno di eventi particolari, cosa che si è verificata quest’anno con la prevista a settembre celebrazione del 65° anniversario delle Frecce, che ha costretto gli organizzatori ad anticipare a fine giugno un evento che normalmente si svolge nel mese di settembre.

Fino a poco tempo prima dell’airshow sembrava che quello del 2025 fosse un evento in tono minore, sicuramente non aiutava il fatto che il Reparto sperimentale volo dell’Ami, per la prima volta da anni, non partecipasse all’evento.

Invece il Club Frecce tricolori di Jesolo ha tirato fuori il coniglio dal cappello ed ha fatto la magia: per la prima volta dopo anni si esibirà l’aviazione della Marina Militare; questo ha dissolto nel nulla la delusione che già serpeggiava nel cuore dei tanti appassionati che da sempre frequentano la manifestazione.

L’evento si svolge in due giorni, il venerdì ci sono le prove e il sabato la manifestazione vera e propria, non c’è molta differenza, a parte i fumi bianchi delle Frecce il venerdì e un po’ più di tempi morti tra una esibizione e l’altra.

Quest’anno ho avuto la possibilità di assistere allo show entrambi i giorni, il venerdì dall’ultima fila della tribuna, per riprendere bene anche l’entrata in scena dei partecipanti, che avviene spesso dalle spalle del pubblico ed il sabato nella postazione sulla spiaggia dedicata alla stampa. 

Il venerdì il clima afoso e scarsamente ventilato, soprattutto al pomeriggio, ha un po’ guastato la festa, ma al sabato un tempo benedetto, con un bel venticello fresco e teso che spazzava via i fumi, ha reso la giornata piacevole e per nulla faticosa, agevolando le riprese fotografiche, anche se, bisogna dirlo, la luce di fine giugno non è quella di settembre.

L’airshow inizia da sempre con l’esibizione dell’elicottero HH139B del 15° stormo Sar di Cervia, che dopo avere aperto l’evento con il passaggio dell’operatore appeso alla bandiera nazionale, si esibisce nella simulazione del soccorso di un disperso in mare, con calata dal verricello del soccorritore e recupero dell’infortunato, dimostrazione sempre molto scenografica e professionale.

A seguire entra nel cielo di Jesolo l’elicottero UH139C della Polizia di Stato, che con la sua bella livrea bianca e azzurra, effettua vari passaggi in diverse configurazioni. 

E’ poi la volta della dimostrazione del Centro di Paracadutismo UPnGO di Pasian di Prato(UD) che lancia alcuni para sul cielo di Jesolo, uno di essi ha agganciata alla tuta di volo le tre bandiere: nazionale, europea e regionale; atterrano sulla spiaggia a pochi metri da noi con una precisione assoluta, nonostante il vento non proprio insignificante che soffia dal mare.

Entra poi in scena il Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Venezia che effettua una simulazione di controllo dal cielo di una imbarcazione sospetta di illeciti: l’elicottero segue a bassa quota la motovedetta che cerca di sganciarsi con manovre evasive.

La macchina è l’H169A LUH, il più avanzato dal punto di vista elettronico e di apparecchiature di sorveglianza in dotazione al corpo. Il “Volpe” si esibisce poi in varie manovre davanti al pubblico di Jesolo dimostrando la manovrabilità del mezzo, con grande abilità, in assetti diversi.

Adesso è il momento del “Drago”, l’elicottero AW139 dei Vigili del Fuoco, in una fiammante livrea rossa e bianca, che delizia il pubblico con diverse manovre a distanza ravvicinata.

A seguire assistiamo alla esibizione acrobatica del Team RedStar Ttake dotato di due Yakovlev Yak 52. Il velivolo è un addestratore biposto a pistoni, dotato di capacità acrobatiche, entrato in servizio nel 1979 e costruito in un grande numero di esemplari.

Il team dimostra le doti del mezzo esibendosi in coppia, a distanza ravvicinata, in diverse figure acrobatiche evidenziate con l’uso dei fumogeni, con il culmine della manovra “alla Maverick”: il primo rovescio fa la foto al secondo che vola a specchio sotto di lui.

Ora un tuffo nel passato, alle nostre spalle arrivano, da Nervesa della Battaglia, gli aerei della Fondazione Jonathan Collection: lo Spad XIII R del 1917 e il Caproni CA33 Z del 1914. Mentre lo Spad si esibisce con l’uso dei fumi tricolori, il Caproni effettua diversi passaggi a bassissima quota con i piloti che salutano il pubblico.

Chiude ora la rassegna delle macchine ad elica rotante, il pezzo clou della giornata, l’elicottero Airbus H225M della Aviazione militare Ungherese.

Questa display, che dura più delle altre analoghe, è veramente spettacolare ed il pilota, un grande “manico”, si esibisce in assetti veramente al limite, dimostrando la macchina con una agilità e manovrabilità che non ci ti aspetteresti da un mezzo di queste dimensioni.

Adesso finalmente un po di rumore, arrivano infatti dalla nostra destra, da Istrana, una coppia di Typhoon del 51° stormo caccia i Gatti Neri, che si esibiranno in alcuni passaggi sempre in coppia con un po di uso di AB; bello il passaggio a bassa quota della coppia con gli enormi aerofreni alzati.

Va in scena ora l’esibizione più lunga e complessa, sicuramente la più spettacolare e peculiare del lido di Jesolo: l’evento aerotattico dell’Esercito Italiano che stavolta, oltre ai mezzi ad ala rotante, vede la partecipazione del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin.

La parte volante è composta da un UH90A e da due AH 129 Mangusta, che assicureranno la copertura. L’elicottero UH90A si porta in quota e lancia alcuni para, completamente equipaggiati con arma a tracolla e zaino attaccato alle gambe

finiranno in mare di fronte alla spiaggia

e verranno recuperati da un gommone dell’esercito.

Poi l’UH90A  scende a pochi metri dalle onde, in una nuvola di spruzzi e lascia cadere alcuni paracadutisti, che verranno anch’essi recuperati dal gommone.

Mentre tutti guardano il cielo dove ronzano i due Mangusta, che vanno avanti ed indietro a bassissima quota, arrivano inavvertiti dal mare due gommoni con i paracadutisti in assetto di combattimento, sbarcano e sotto la copertura di una parte di essi, alcuni liberano il prigioniero, detenuto sulla spiaggia dalla parte avversaria, e lo portano con loro sui gommoni.

Tutto questo si svolge a pochi metri da noi ed è abbastanza impressionante così come spettacolari sono i passaggi vicinissimi al pubblico dei due Mangusta: evento top!

Allentata la tensione è adesso il momento di fare un po di fumi, si esibiscono infatti uno dopo l’altro due aerei acrobatici pilotati da piloti di grande esperienza: il bianco Pitts Special S-2B, con la bandiera confederata dipinta sulle ali doppie, ai comandi di Maurizio Costa

e del Cap 10 di Paolo Pocobelli, istruttore di acrobazia aerea:

Entrambi portano al limite le capacità delle rispettive macchine, dimostrando al pubblico presente capacità acrobatiche di grande spessore ed esperienza. Ma è inutile negarlo, stiamo aspettando tutti loro: I Lupi! Stiamo parlando del Gruppo Efficienza Aeromobili (GRUPAER) Wolves della Marina Militare di stanza all’aeroporto di Grottaglie, che hanno in dotazione l’Harrier AV8B Plus e l’F35B, entrambi con capacità Vtol.

Vuoi per la lontananza della base, vuoi per l’impiego dei mezzi spesso imbarcati sulle portaerei, questi velivoli, sono molto difficili da vedere e questo spiega l’importanza e la rarità dell’evento.

Arrivano in coppia, un Harrier ed un Bravo e mettono in mostra qualche figura acrobatica, però da quote piuttosto elevate.

Ma si sa tutti aspettiamo il momento dell’hovering, la peculiarità di queste macchine a decollo verticale, ed il momento arriva, ma solo per l’Harrier, che si ferma di fronte al pubblico, mentre il Bravo arriva in virata a coltello e gli passa dietro alla stessa quota, è il momento adrenalinico della giornata. 

E’ inutile dirlo, tutti aspettavano che facesse lo stesso anche il 35, ma bisogna però considerare che l’Harrier è sicuramente un aereo più raro e che presto verrà sostituito dal Lightning II e quindi questa scelta ha il suo significato.

Ora è il momento della acrobazia aerea con la A maiuscola, entra in scena ronzando il Cap 231 giallo oro, di Andrea Pesenato, campione italiano di acrobazia.

Quello che riesce a fare nel suo lungo display questo grande pilota è davvero impressionante, lo abbiamo visto esibirsi tante volte e sempre ci lascia stupiti.

Il momento che mi ha colpito di più è il passaggio finale a bassa quota, a comandi incrociati, alla memoria di un altro grande pilota che non è più: Francesco Fornabaio.  

Adesso però “arrivano i nostri”, prende infatti la parola lo speaker delle Frecce Tricolori il Maggiore Lo Presti, mentre sulla spiaggia si è già da tempo disposta la Biga del Team con l’operatore video ed il comandante del reparto il Tenente Colonnello Paolo Marocco alla radio.

Arrivano con fragore alle nostre spalle, vanno su, ed il cielo si riempie della bandiera tricolore! Oggi siamo fortunati, il vento spira dal mare abbastanza sostenuto da liberare il cielo della display dai fumi persistenti, che sono una caratteristica del 339 e ci permette di seguire senza problemi tutte le figure del repertorio.

La pattuglia opera oggi con otto 339, in attesa che vengano rimessi in condizione di volo i velivoli incidentati o in manutenzione, ma lo spettacolo è sempre di alto livello anche grazie al cielo azzurro di Jesolo.

L’ Alona finale, seguita da un ultimo passaggio in formazione completa, pone termine a questo airshow ,che ha saputo ancora una volta essere degno della propria fama e tradizione, con tempi serrati, organizzazione perfetta e dimostrazioni interessanti e mai banali.

Adesso però andiamo tutti a fare il bagno nel mare che riflette il bianco rosso e verde della nostra bandiera. Grazie Jesolo!


Swiss Italy Flight Exercise – SIFEX 2025 Spotter day

29 giugno 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Dal 26 maggio al 13 giugno 2025 la Swiss air force e l’AMI hanno effettuato un periodo di addestramento congiunto, denominato SIFEX 2025 (Swiss Italy Flight Exercise), con base all’aeroporto di Istrana, sede del 51°Stormo caccia “I Gatti Neri”.

Lo scorso anno una esercitazione analoga si era svolta nel mese di settembre e quest’anno il numero dei velivoli impiegati dagli svizzeri è salito a sei, tra cui un biposto. L’esercitazione ha visto l’impiego, da parte delle forze aeree svizzere, del Boeing F/A-18C/D Hornet, degli F 2000 Eurofighter Typhoon del 132 gruppo volo del 51°Stormo, degli F-35A del 6°stormo di Ghedi, nonché degli F16C del 31FW dell’Usafe di stanza ad Aviano.

L’obiettivo era quello di mettere alla prova il livello di addestramento dei piloti svizzeri in confronto a quello dei piloti italiani, per garantire ad entrambi un aumento della prontezza operativa e migliorare la qualità nel campo della difesa aerea tra nazioni confinanti.

Il focus della esercitazione verteva pertanto sul combattimento aria-aria, sia oltre che entro la visuale, e le missioni si sono svolte prevalentemente sul mare Adriatico.

Risalto è stato dato alla pianificazione di operazioni tattiche complesse, dato l’impiego di aeromobili con caratteristiche diverse, provenienti da diverse basi sul territorio.  Di particolare interesse per i piloti svizzeri il potersi confrontare con l’F35, il caccia di quinta generazione che in futuro sarà la loro prossima cavalcatura.

Il 51°Stormo ha garantito il supporto logistico ed operativo ai velivoli F18, fattore questo di ulteriore integrazione tra le due aeronautiche. In data 10 giugno, poco prima del termine della esercitazione, sulla base di Istrana è stato organizzato uno spotter day dedicato al gruppo dei Gatti Neri, gli appassionati di aviazione che supportano con la loro passione le attività del reparto. Pertanto il sottoscritto ed un amico, entrambi facenti parte di detto gruppo, siamo stati invitati a partecipare.

Alle 8.30 siamo in coda davanti ai cancelli della base di Istrana, la fila si scioglie rapidamente ed entriamo con le auto, previa rapida verifica da parte dei militari preposti al controllo, del titolo di ingresso. Parcheggiate le auto, saliamo sui pullman dell’aeronautica che ci portano nella zona dove potremo assistere alle attività della esercitazione. Questa zona è situata nei pressi della torre di controllo, nel prato davanti al piazzale dove ha la sede il nucleo antincendio del reparto; siamo a un centinaio di metri dall’asse della pista e rigorosamente con il sole alle spalle.

La giornata è calda ma ventilata e non c’è una nuvola in cielo, in tutto saremo circa centocinquanta persone, abbiamo tutto lo spazio necessario, tanto che durante il periodo che saremo dentro la base riusciamo a cambiare posizione tre volte senza problemi.

L’atmosfera è rilassata ed amichevole, il personale preposto al controllo è gentile e ci mette a nostro agio. Nello spazio coperto del nucleo antincendio è stata allestita una piccola zona dove possiamo avere gratuitamente bevande fresche e panini; c’è anche un banchetto che vende abbigliamento e patches create per l’occasione e dei reparti coinvolti nell’esercitazione.

Da segnalare che buona parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza. Un po’ prima delle 10 iniziano le start up, i primi sono gli svizzeri, con la puntualità che li caratterizza, come già verificato in una precedente visita, fuori dalla base, effettuata la settimana precedente.

Per comodità operativa nella prima missione gli svizzeri, che sono dislocati nel lato ovest della base, decolleranno dalla 08, mentre i nostri Efa, posizionati sul lato est, decolleranno dalla 26.

La posizione di ripresa è ottima, ed ecco che arrivano per un passaggio basso due F16 dei Triple Nickel, che nel corso della giornata passeranno altre due volte. E’ poi la volta del decollo del primo Typhoon, che stacca proprio di fronte a noi e si esibisce in una vertiginosa arrampicata verticale a full ab!

In totale partiranno 4 F18 e 3 Efa. Terminati i decolli della prima missione, abbiamo tempo per far decantare l’adrenalina prodotta in quantità. La prima missione dura poco più di un’ora. Quando rientrano formano un pattuglione composto da F18, Efa ed F16 insieme.

Gli atterraggi, che avvengono per la 26, non è possibile riprenderli se non quando hanno già le ruote a terra, siamo infatti quasi esattamente a metà pista, ci sfilano comunque davanti, gli F18 con l’enorme aerofreno alzato in mezzo alla doppia deriva e gli Efa con il muso alzato fino alla fine della corsa di atterraggio.

L’ultimo Efa prima di atterrare per la 08 ci diverte con un passaggio basso ed un finto atterraggio con richiamata finale con il carrello fuori. Tra una missione e l’altra arriva all’atterraggio un AB412 dei Carabinieri forestali, che percorre a bassa quota tutto l’asse della pista prima di atterrare.

Ripartirà dopo poco più di mezzora. La seconda missione avviene intorno alle ore 13 e ne fanno parte solo 4 F18C svizzeri, che probabilmente dovranno confrontarsi con gli F35 di Ghedi.

I decolli degli F18 a pieno afterburner sono impressionanti, data la ridotta distanza di osservazione, staccano le ruote dalla pista appena prima del nostro spot e ruotano in piena retrazione del carrello quando sono di fronte a noi.

A riprova che questa missione include gli F35, ecco arrivare sul cielo campo l’esemplare 6-06 che effettua due finti atterraggi lasciandoci a bocca aperta! Poco dopo gli svizzeri sono di ritorno ed atterrano in doppia coppia, la missione è durata una oretta scarsa e sarà la più breve della giornata.

A questo punto, dato che ci avevano detto che la nostra sessione sarebbe terminata verso le 14.30, ci apprestiamo a salire su uno dei bus, ma gentilmente un militare ci informa, con nostra somma soddisfazione, che se vogliamo possiamo rimanere, perché l’orario d’uscita è stato posticipato intorno alle 16. 

Abbiamo così la possibilità di assistere anche ai decolli della terza ed ultima missione della giornata. Alle 15.30 circa partono, tutti dalla 08, quattro Efa in full military e 4 F18 a pieno ab.

Che dire abbiamo avuto il massimo che si poteva avere.

Un ringraziamento sentito a tutto il personale che ha reso possibile questa splendida giornata, alla pazienza, la gentilezza e la disponibilità dimostrata in ogni momento dell’evento. Gatti Neri siete sempre i numeri 1! Alla prossima.

Per non farci mancare nulla riusciamo comunque, una volta usciti dalla base, a riprendere gli atterraggi che avvengono dalla 08 intorno alle 17, l’ultima è la missione più lunga!

From May 26 to June 13, 2025, the Swiss Air Force teamed up with the Italian Air Force for SIFEX 2025 at Istrana airport, home of the 51st Fighter Wing. This year, six Swiss aircraft participated, including an F/A-18C/D Hornet and Eurofighter Typhoons, with the aim of enhancing pilot readiness through air combat training over the Adriatic Sea. A highlight was a day for aviation enthusiasts, where they watched various aircraft take off and land while enjoying refreshments. It was a relaxed and friendly atmosphere, showcasing impressive maneuvers and coordinated operations. Major props to the crew for a fantastic event!


Return with honor: Spotter Day al 31° Fighter Wing Aviano

5 giugno 2025

(a cura di Angelo Bottazzi)

Il 31° Fighter Wing ha celebrato il suo 31° anniversario di permanenza in Italia sulla base di Aviano, dal 19 al 22 maggio. Il wing fu infatti trasferito in Italia nel lontano 1994, e da allora ha vissuto una intensissima attività operativa.

Il 31st Fighter Wing è composto da 4 unità: un Gruppo Operazioni, un Gruppo Manutenzione, un Gruppo Medico e un Gruppo di Supporto: Il Gruppo Operazioni è formato dalle due unità di volo, 510th Fighter Squadron “Buzzards” e 555th Fighter Squadron “Triple Nickel”, e da quella di supporto operazioni, 31st Operations Support Squadron.

I due squadroni sono dotati di caccia bombardieri multiruolo Lockheed-Martin F-16C/D Fighting Falcon, che si distinguono per la striscia colorata alla sommità della deriva: viola per il 510th FS e verde per il 555th FS.

In qualità di reparto operativo dell’Usaf in Europa dislocato più a sud, il reparto è stato coinvolto in tutte le operazioni svolte nel periodo nei Balcani, nel nord Africa e recentemente nel medio oriente. Il suo motto, “Return With Honor”, campeggia sul gate principale di accesso alla base a ricordare l’impegno e i valori del personale del reparto.

Mercoledì 21 maggio, nel quadro di questa celebrazione, è stato organizzato uno spotter day al quale ho avuto la possibilità di partecipare con un amico.

Il ritrovo è nel parcheggio di un supermercato sulla strada principale che proviene da Pordenone alle 12.30. Noi però arriviamo alle 8 del mattino e riusciamo ad assistere e riprendere l’attività di volo che inizia presto con il decollo di diversi F16 del wing che, caratteristica dell’evento, svolgono missioni congiunte con aerei della Marina Militare, della Polemikí Aeroporía (HAF) greca e della Slovenia.

La marina italiana è presente con un F35B ed un AV8B Harrier II, la Haf con due esemplari di F16C, mentre la Slovenia porta in volo due Pilatus PC9M.

Nel corso della mattinata riusciamo ad osservare i decolli e gli atterraggi di diverse missioni miste, con una durata media intorno all’ora di volo, per un totale di una dozzina di velivoli, nonostante il tempo prevalentemente nuvoloso, e anche l’atterraggio di 5 F16 SP del 52th FW provenienti da Spangdahlem in Germania, che pare restino per qualche tempo ad Aviano.

Nel mentre che raggiungiamo il punto di ritrovo previsto, arrivano 3 Eurofighter del 51 stormo di Istrana che, dopo avere circuitato, atterrano.

Al ritrovo troviamo 4 pullman dell’aeronautica e dopo avere verificato la presenza del personale registrato veniamo condotti all’interno della base.

Non siamo tanti, meno di 200 persone, tra cui i soliti noti, e dopo un circuito in pullman della perimetrale interna all’aeroporto, veniamo fatti scendere di fronte al piazzale, posto sul lato sud, quindi con il sole alle spalle, che nel frattempo è uscito dalle nuvole e ci accompagnerà durante tutta la permanenza in aeroporto.

Qui è stata allestita una piccola ma interessante mostra statica. Sono presenti i tre Efa del 51 stormo: gli esemplari 51-13, 51-23 e 51-39

1 F16C greco, l’esemplare 016; 1 F16C AV350, uno special color che ricorda l’operazione Rolling Thunder

un PC9M sloveno, l’esemplare 62 e dulcis in fundo l’AV8B Harrier II, l’esemplare 07 con un bellissimo Wolf sulla fusoliera

Mentre ci incamminiamo sul piazzale incontriamo il comandante della base, il generale Clark, che ci augura buon divertimento.

Molto apprezzata dai partecipanti l’installazione di fronte alla statica di una piattaforma mobile, dove saliamo a turno, che ci dà la possibilità di riprendere gli aerei dall’alto. Caratteristica assolutamente inusuale, in questo genere di eventi, è che gli aerei non sono transennati e, dato che siamo in pochi e ci lasciano muovere piuttosto liberamente all’interno dell’area, abbiamo la possibilità di riprenderli senza problemi; anche l’Efa 51-13 durante le operazioni di rifornimento.

Mentre riprendiamo gli aerei parcheggiati, sulla pista stanno effettuando le prove, un HH-60W Jolly Green II e un F-16 AV, di una operazione di ricerca e soccorso in combattimento e supporto aereo ravvicinato (CAR) in collaborazione con il personale di terra.

E’ presente anche il demo team F16 della Pacaf che utilizzando un 16 della base, l’AV102, effettua numerosi passaggi a velocità sostenuta e virate ad alto numero di g.

Il giorno dopo è previsto l’esibizione delle Frecce Tricolori, per la cerimonia ufficiale a porte chiuse, ma il meteo è previsto in deciso peggioramento e dopo avere assistito, fuori dalla base, agli ultimi decolli ed atterraggi, compreso un volo radente proprio sopra di noi dell’HH-60W, anche noi rientriamo alla base di partenza.

The 31st Fighter Wing just celebrated its 31st anniversary in Italy at Aviano Base! Since moving there in 1994, it’s been busy with operations across the Balkans, North Africa, and the Middle East. The wing includes four groups focused on operations, maintenance, medical support, and overall logistics, flying F-16s with unique colors for each squadron. During the anniversary, a spotter day allowed visitors to watch mixed missions with other country’s aircraft. Despite cloudy skies, attendees enjoyed a close-up look at various planes, including F-35s and Harriers, and the day ended with thrilling aerial displays from the demo team. It was an awesome celebration!