TLP 2025-3 – Trasferta iberica, seconda puntata

7 novembre 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Inseguiti dalla tempesta tropicale Gabrielle, che stava sferzando le coste portoghesi, iniziamo il lungo viaggio di più di ottocento chilometri che da Beja ci dovrà portare ad Albacete, nella regione della Mancia, dove abbiamo intenzione di assistere alla settimana conclusiva del TLP  Comao Flying Course 3-2025. A metà strada ci fermiamo a fare un pasto veloce presso una posada di campagna, errore fatale, perché ci prenderemo tutti e quattro una intossicazione alimentare da cibi avariati che ci accompagnerà per i primi due giorni della settimana.

Quando giungiamo ad Albacete non piove, ma le nuvole nere sono un mantello ininterrotto che staziona a bassa quota! Sarà così per i due giorni successivi, cielo opprimente con nuvole onnipresenti a quote basse, vento gelido e notizie di inondazioni catastrofiche in altre parti della Spagna.

Nel frattempo abbiamo la possibilità di vedere la breve missione mattutina del lunedì, mentre quella pomeridiana del corso è cancellata. Cominciamo proprio bene!  Al martedì volano sia al mattino che al pomeriggio, ma la musica è sempre la stessa, ceiling soffocante con qualche brevissimo sprazzo di sole, ma mai sul cielo della base. Alla sera il nostro morale è sceso in cantina e le previsioni danno nuvoloso per tutta la settimana, a causa del vortice mediterraneo che si è creato proprio in questa area della penisola iberica. 

Facciamo un passo indietro, a inizio anno mi ero ripromesso di fotografare in modo degno gli aerei della nostra Marina Militare, li avevo inseguiti ovunque avevo notizia della loro presenza, prima a Jesolo e poi a Ghedi, ma il risultato mi aveva lasciato un po’ l’amaro in bocca, avrei voluto fare di più e soprattutto meglio.

Quando ad inizio settembre avevo appreso della loro presenza massiccia alla Tlp, a cui avevo già programmato di assistere, anche grazie alla concomitanza con il Tiger Meet, avevo sperato che il mio sogno si sarebbe realizzato facilmente, ma adesso che li ho a portata di obiettivo come volevo io il meteo si accanisce contro di me, è la maledizione dei Lupi? No, è la vendetta dello spotter, il mattino successivo non c’è una nuvola in cielo, e così resterà fino alla fine della settimana, adesso sì che mi sento come il cacciatore di Cappuccetto rosso! 

Questo corso della Tlp è un corso molto “navale”, sono infatti presenti: cinque F-35B

e cinque AV-8B Harrier II+ della Marina Militare

sei Rafale M della Flotille 12F della Aeronavale francese di base a Landivisiau; era prevista anche la partecipazione di due Matador della Marina spagnola ma non li abbiamo visti, forse operavano direttamente dalla portaerei.

A confermare la vocazione navale di questa Tlp la presenza del P-72A MPA, il velivolo da pattugliamento marittimo multiruolo dell’Aeronautica Militare, che ha partecipato a tutte le missioni pomeridiane.

Novità, rispetto alle nostre esperienze precedenti qui, la presenza del Boeing E-3F Sentry dell’Armee de l’Air di stanza presso la BA 702 di Avord.

Altri reparti partecipanti erano: due F35A del 6° stormo 154° gruppo di Ghedi, e due F35B del 32° Stormo 101° gruppo di base ad Amendola,

i francesi erano presenti anche con due Rafale C dell’EC 2/30 Normandie Niemen di stanza alla BA118 di Mont de Marsan,

quattro F16C del 341° Mira della Polemikí Aeroporía dalla Base Aerea di Nea Anghialos. I padroni di casa dell’Ejército del Aire y del Espacio erano presenti con due Eurofighter C16 Typhoon dell’Ala 11 di base a Moron de la Frontera,

otto C15 Hornet dell’Ala 15 di Saragoza

e dell’Ala 12 di Gando in Gran Canaria.

Va sottolineata quindi la italianità di questa Tlp ed il fatto che quasi un terzo dei velivoli partecipanti erano caccia di quinta generazione, non è la prima volta alla Tlp, ma mai in un numero così consistente e sette su nove nella versione B.

Oltre ai velivoli partecipanti al corso della Tlp sulla base di Los-Llanos è presente l’Ala 14 dell’Ejército del Aire, dotata di aerei da combattimento Eurofighter C16 Typhoon, nonché l’Officina Aerea di Albacete (MAESAL), dedita alla manutenzione di alto livello dei velivoli EF-18 Hornet, Eurofighter e Canadair CL-215 dei Vigili del Fuoco.

La TLP è costituita sulla base di un Memorandum of Understanding tra 11 nazioni NATO. La missione del TLP è aumentare l’efficacia delle forze aeree alleate attraverso lo sviluppo di competenze in leadership, pianificazione delle missioni, briefing, operazioni aeree tattiche, debriefing. I compiti principali sono di preparare i flight leaders delle forze NATO a diventare Mission Commanders capaci di dirigere pacchetti di attacco aereo della coalizione nonché di istruire il personale, sia flying che non-flying, su tutti gli aspetti legati alle tactical composite air operations.

La TLP realizza questi obiettivi attraverso corsi di volo ed accademici rivolti al personale alleato. Il TLP COMAO Flying Course mira a migliorare le capacità di leadership tattica e di volo dei Mission Commanders di aerei di prima linea, promuovendo l’interoperabilità tattica tra le forze aeree NATO attraverso l’esposizione a tattiche e capacità di altre nazioni.

Il corso offre anche un ambiente di scambio di informazioni su armi, tattiche e capacità, favorendo lo sviluppo di concetti di impiego tattico multinazionale in Composite Air Operations (COMAO). Il corso adotta un approccio progressivo con 12 missioni totali.

Di queste tre sono missioni sintetiche, cioè pianificate e volate mediante simulatori. Servono a familiarizzare con il processo di pianificazione COMAO, sviluppare leadership e migliorare il lavoro di squadra; mentre le missioni volate effettivamente, sono nove e puntano a sviluppare capacità di leadership tattica per pianificare, briefare, volare e debriefare formazioni multinazionali integrate.

Le missioni si svolgono dalla base aerea di Albacete, dotata di una pista di 2700 metri orientata 09/27, utilizzando aree di addestramento terrestri e marittime. Le missioni a lungo raggio possono includere rifornimento in volo, mentre è disponibile una vasta gamma di obiettivi terrestri. Il corso ha una durata di circa tre settimane. I primi sette giorni lavorativi includono lezioni accademiche e le 3 missioni sintetiche, fanno seguito due settimane con nove missioni volate consecutive.

Gli aerei devono essere pronti al volo dal secondo lunedì, mentre il venerdì finale già dal primo mattino gli equipaggi ritornano alle rispettive basi. L’attività di volo è di solito costituita da una missione di prova mattutina a cui partecipano al massimo una decina di aeromobili, in questa edizione i Rafale della marina non ne hanno saltata una, e un’ondata pomeridiana a cui partecipano tutti gli equipaggi, con partenza tra le 15 e le 15.30 e ritorno verso le 17.30.

La base aerea Los llanos, caso molto raro, è orientata in modo tale da offrire notevoli possibilità di osservazione dall’esterno, entrambe le testate 09 e 27 hanno strade che le costeggiano da vicino e aree comode dove parcheggiare senza problemi di traffico. L’atmosfera è molto rilassata, poche persone assistono alle attività di volo e la sicurezza è molto tollerante, la polizia passa ma non ti dedica attenzione, te ne stai bello tranquillo con il tuo obiettivo e la radio e ti concentri.

Non ci sono ostacoli naturali o altro che limiti l’attività fotografica, inoltre la vicinanza agli aerei sia in fase di decollo, ma soprattutto in fase di atterraggio, è talmente ridotta che ci si può cimentare in inquadrature piuttosto audaci ben difficili in altri contesti.

Grazie al cambiamento repentino, inaspettato e benedetto del meteo riusciamo a documentare in tre giorni quattro missioni, due mattutine, le due wave complete del pomeriggio, più tutte le partenze del venerdì mattina. Il vento ha spirato moderatamente, situazione anomala per Albacete che si trova su un altopiano a circa 700 metri di quota, ma sempre dalla stessa direzione, rendendo prevedibile la pista in uso, sempre la dos siete.

Il pubblico è stato un po’ più numeroso del solito, specialmente i primi giorni, quasi tutti venivano dal Tiger, inglesi, tedeschi ed olandesi, ma stiamo parlando al massimo di una trentina scarsa di persone nel momento di punta dell’atterraggio pomeridiano, il migliore per la luce molto favorevole che esalta i particolari degli aerei anche nella parte ventrale.

I piloti sono stato molto collaborativi, in particolari i Lupi (callsign Roma e Rambo), capito che non c’era partita stavolta, si sono esibiti in atterraggi in virata con saluto del pilota molto fotogenici, gli Harrier in decolli piatti da riprendere tra un palo e l’altro della illuminazione esterna dell’aeroporto ed in rolling landings spettacolari. Anche gli F35B ed A dell’Ami ci hanno permesso di fare buoni scatti con saluti e virate prima di allinearsi in finale. 

I Rafale francesi, call sign neanche a dirlo Paris, hanno volato massivamente a tutte le missioni,

con diversi armamenti e configurazioni; i greci, con F16 provati dall’uso e con colorazioni improbabili,

hanno volato solo nella missione principale del corso, mentre gli spagnoli hanno fatto volare parecchio gli F18 in entrambe le missioni.

Il momento topico della Tlp è il ritorno degli equipaggi dalla missione pomeridiana perché le varie flight sono composte da differenti tipi di aerei per cui puoi vedere insieme Harrier

ed F18

, Rafale

ed Efa, F16

ed F35

e osservare le dimensioni e le diverse sagome a confronto.

Nella tarda mattinata del venerdì, quando ormai tutti gli equipaggi erano partiti per fare rientro alla base, sono arrivati da Beja i cinque Efa dell’Ala 14 che hanno preso parte al Tiger Meet

e si sono esibiti in un numero considerevole di low approach con richiamata acrobatica sull’asse pista.

E’ il cerchio che si chiude e salda insieme questi due eventi a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere.

Il mio sogno si è realizzato e siamo soddisfatti del risultato, ma i sogni non devono finire ed adesso guardiamo avanti al prossimo evento che è imminente e si profila interessante, ma ne parleremo presto.   

We kicked off our long trek from Beja to Albacete while dodging Tropical Storm Gabrielle. After a quick stop for food, we all got hit with food poisoning! Not the best start, right? Once in Albacete, the weather stayed gloomy, with a forecast full of rain and cold winds. But we did catch some morning missions, even if the mood was low. There’s a ton of cool military jets from various countries participating, including F-35s and Harriers. Despite the rough weather, we got some great shots, and it turned out to be an awesome event overall! Can’t wait for the next one!


Nato Tiger Meet Beja 2025 – Trasferta iberica, prima puntata

2 novembre 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Ma a cosa servono le recinzioni quando non ci sono animali al pascolo e sul terreno solo i resti di coltivazioni estive? Da noi le recinzioni sono riservate solo a quei terreni che presentano criticità particolari, quasi a nessuno verrebbe in mente di recintare un vigneto o un campo di stoppie ingiallite dal sole: risultato è che si può andare quasi ovunque, rispettando ovviamente le colture in atto.

Purtroppo qua non è così e la cosa è complicata dalla mancanza di piazzole dove parcheggiare, su queste strette stradine di campagna. Siamo nei dintorni della base di Beja, nella regione portoghese dell’Alentejo, per l’edizione 2025 del Nato Tiger Meet. E’ domenica e stiamo effettuando una approfondita ricognizione dei luoghi, in vista dell’inizio della esercitazione prevista per domani 21 settembre 2025. Non conosciamo questa base, avremmo dovuto essere qua nel 2021 ma il periodo di post covid, con i voli cancellati e la difficoltà di attraversare le frontiere in auto, ci aveva indotto a desistere, quando già avevamo l’accredito per partecipare allo spotter day.

Il primo impatto è però frustrante e la realtà si rivela anche peggiore dello studio effettuato a casa sulle mappe satellitari della zona: ovunque recinzioni e cancelli che inibiscono l’accesso ad ogni stradina sterrata che conduca alle zone in cui sia possibile effettuare riprese decenti.  La base aerea Ba11 si estende molto in larghezza soprattutto verso est, mentre le due piste 01L e 01R sono relativamente vicine alla perimetrale sul lato ovest, considerando che la base si estende da nord a sud,  lievemente disassata verso ovest, riprese mattutine non se ne possono fare ed il lato ad est è totalmente inaccessibile.

Il mattino successivo con sorpresa scopriamo che il nostro albergo è quasi interamente occupato dal personale tecnico del 335 Mira di Araxos, da cui apprendiamo che nel maggio 2026 il Tiger si svolgerà a casa loro, che è una buona notizia, ho caldi ricordi di Araxos e freddi ricordi di Jagel!  La sala della colazione al mattino sembra la foresta vergine con tigri che circolano ovunque: sulle tute, sulle borse, sugli zaini, sul petto, sulle spalle, sulla schiena! Di primo mattino effettuiamo un altro tentativo, con una lunga passeggiata nei campi, mentre iniziano i decolli dalla 01L, siamo vicini ma inesorabilmente in controluce. Ci abbiamo provato. Mentre camminiamo lungo la recinzione della base, passa un’auto della sicurezza, li salutiamo e rispondono al saluto ma non ci creano problemi. Siamo fortunati perché spotter locali nei giorni seguenti ci racconteranno storie di allontanamenti sia da parte dei militari che dei contadini della zona.

Il vento spira da nord, nord est rendendo obbligatoria l’uso della 01L e questo ci agevola, perché se avessero usato la 19R sarebbe stato molto peggio. Sarà così per tutta la settimana con un cielo limpido ed un sole implacabile, temperato però da un vento fresco e teso che rende il clima secco veramente piacevole. Gli atterraggi per la 01L sono facili da riprendere perché si è sul lato della aerostazione, Beja ha anche una limitata attività civile, il parcheggio è ampio ed in vista della pista in uso nel periodo, poi a piedi si accede agevolmente alla strada principale che è perpendicolare alla testata pista.

La luce però arriva sempre un po di tre quarti da dietro, sia al mattino che al pomeriggio, creando fastidiosi riflessi sulle fusoliere e sui cockpit degli aerei e diventa ottimale solo da un certo punto in avanti rendendo quasi impossibile variare le inquadrature. Al mattino si resta sul lato est ed al pomeriggio ci si trasferisce sul lato ovest; tra l’altro verificheremo che è possibile parcheggiare sulla corsia di emergenza della strada, presente su entrambi i lati, senza che nessuno ci faccia storie, fatto abbastanza inusuale. Anche l’uso della radio non è difficile, è richiesto solo un minimo di attenzione, la polizia non si vedrà quasi mai e si limiterà a passare senza fare osservazioni a nessuno. Verso la fine della settimana ci sarà un bel traffico sulla strada perché allo spotters day parteciperanno solo cento fortunati, gli accrediti sono volati via in venti minuti e quindi la maggior parte degli appassionati dovrà sostare fuori della base.

E i decolli? Impossibili da riprendere al mattino, a causa del controluce spinto, mentre al pomeriggio il sole ha superato l’asse della pista. Abbiamo individuato un campo di stoppie che, partendo dalla strada che costeggia la base sul lato ovest, scollina fino ad arrivare alla perimetrale, proprio di fronte alla torre di controllo; c’è una sola possibilità di parcheggio, poi bisogna andare a piedi fino a giù, un campo di granoturco offre riparo dal sole e dalla sicurezza della base, quando arrivano gli aerei si esce, si scatta e si ritorna al riparo. La prudenza non è mai troppa e funziona, saremo gli unici due a riprendere tutti i decolli pomeridiani per tutta la settimana; nessuno ci disturberà, la maggior parte degli spotters resterà nel parcheggio dell’aeroporto in attesa degli atterraggi.

Ovviamente c’è una contropartita, poi bisogna risalire sulla strada sotto il sole torrido dell’Alentejo e in fretta perché le missioni non sono molto lunghe e bisogna riposizionarsi per gli atterraggi, ma la passione aiuta a trovare le energie necessarie.  

Il Nato Tiger Meet, ormai lo sanno anche i gatti, che sono felini pure loro, è il raduno annuale dei reparti di volo delle forze aeree che hanno come stemma un felino selvatico che sia tigre o giaguaro, pantera o lince. Questa edizione ha visto la partecipazione di 79 assetti, tra aerei ed elicotteri, di 19 reparti di volo provenienti da 12 nazioni: Portogallo, Italia, Austria, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Cieca, Spagna, Svizzera, Turchia e Regno unito.

Il Tiger è una esercitazione ad alta valenza addestrativa ed un prezioso scambio di conoscenze ed esperienze, che hanno lo scopo di migliorare la interoperabilità e l’integrazione dei reparti partecipanti, attraverso la pianificazione di missioni complesse effettuate con velivoli diversi come prestazioni e caratteristiche. In questa edizione erano assenti i Rafale della Marine Nationale, impegnati nella Tlp in Spagna e quelli dell’Armee de l’Air a causa di una contemporanea esercitazione sulla loro base. Assenti pure gli Olandesi ed i Belgi, entrambi impegnati nella transizione sull’F35, mentre gli Efa tedeschi erano presenti solo come visitatori.

Dal punto di vista degli aerei con colorazione speciale, caratteristica di questa esercitazione, va sottolienato che è stata un’edizione piuttosto interessante, praticamente ogni reparto partecipante ha inviato aerei dipinti in modo Tiger per l’occasione, qualcuno anche più di uno. Da citare l’esemplare dell’F16 dei padroni di casa l’Esquadra 301 Jaguares dipinto come un giaguaro che era veramente spettacolare,

il desert Tornado tedesco

l’Efa austriaco che però ha volato pochissimo, l’Efa del 142 escuadron di Albacete

tornati al Tiger dopo una assenza di diversi anni, che mostrava sulla coda una tigre dalle enormi zanne, l’Efa tigre bianca del 12° gruppo di Gioia del Colle. Interessante la presenza sulla base di Beja dell’Embraer KC390

e del P3C Orion dell’aviazione portoghese

che hanno volato alcune volte nel corso della settimana.

Degna di nota la presenza di due E3A Sentry della Nato, non si vedevano al Tiger dal 2019 a Mont de Marsan, che hanno preso parte, a turno, a tutte le missioni del mattino insieme all’E-2C Hawkeye della Marine Nationale francese

Il venerdi 26 abbiamo partecipato al Media day. Ci presentiamo al cancello della base di primo mattino e troviamo due enormi striscioni tigrati che identificano la base come la casa delle Tigri! L’entusiasmo però sarà di breve durata, siamo una trentina di reporter da tutta Europa, qualcuno venuto apposta per questa giornata. Ci portano in pulmann all’apron dove ferve l’attività degli specialisti, che stanno approntando gli aerei per la prima missione e…….. ci fanno lasciare gli zaini sul pullman, si scusano ma no riprese per motivi operativi, quasi incredibile! Capiamo, ma lo avevamo già saputo, che sono a corto di personale e per questo stesso motivo hanno cancellato l’open day e l’airshow previsti inizialmente per il sabato e la domenica. Ci posizionano su una collinetta che da sul raccordo principale di rullaggio, ma in realtà gli aerei rulleranno sulla 01R, la pista secondaria distante un centinaio di metri e decolleranno dalla 01L che è piuttosto lontana da noi, all’incirca di trecento metri.

Riusciamo comunque a fare il nostro lavoro, un paio di ore di attività frenetica per non perdere i rullaggi ed i contemporanei decolli, ma manca il contatto con i piloti, molti nemmeno ci vedono, solo qualcuno saluta, le riprese degli aerei che staccano tardi come i Tornado sono un po disturbate dal calore della pista, facciamo quello che possiamo, ma la delusione serpeggia evidente tra gli addetti.

Ciliegina sulla torta la press conference si svolge davanti ai cancelli della base, in piedi e sotto il sole, sono presenti solo quattro rappresentati delle forze armate su un totale di dodici ed il comandante della base; scegliamo di disertarla e non siamo gli unici, alle 11.45 siamo fuori dalla base ed andiamo a riprendere gli atterraggi dalla strada dell’aeroporto civile.

E’ tempo di bilanci, ci siamo divertiti, il tempo è stato splendido, abbiamo ripreso tutte le missioni che hanno volato nella settimana, le difficoltà tecniche una volta compreso il meccanismo sono state superabili, gli spotters portoghesi sono simpatici, il paesaggio è affascinante, il cibo buono ed economico rispetto ai nostri standard.

Cosa è mancato? Inutile dirlo, il contatto con i piloti ed i reparti, i banchetti con i gadget, gli stemmi, l’abbigliamento in stile Tiger, una statica degna di questo nome che permetta di riprendere i particolari degli aerei e poi la ripresa in volo degli elicotteri.

Erano presenti diversi reparti ma decollavano ed atterravano lateralmente verso est e mai sull’asse della pista, risultato solo riprese un po troppo da lontano, anche se le abbiamo provate tutte per intercettare il punto di intersezione con le strade raggiungibili, solo con qualche risultato parziale.

Sta arrivando la tempesta tropicale Gabrielle, è tempo di trasferirci altrove. Ma questa sarà oggetto di un’altra puntata.

This post from Angelo Bottazzi talks about his experience scouting around Beja, Portugal for the 2025 Nato Tiger Meet. The area’s full of fences, making it tricky to grab good shots of the planes, especially with the sun messing with the lighting. He and his buddy eventually find a spot for decent afternoon pics, but morning scenes are mostly a bust due to the glare. Despite some setbacks, they have fun, enjoy the beautiful weather, and connect with other spotters. Still, he wishes for more interaction with pilots and a better setup for capturing the action. Tropical storm Gabrielle is on its way, so it’s time to wrap things up.


Duxford Imperial War Museum e Flying Finale 2025

13 ottobre 2025

Ottobre 2025 – “Pronto Paolo come stai? Andiamo nel weekend a Duxford per assistere all’ultima manifestazione dell’ anno e visitare il mitico museo?” Ma si dai! Organizzato con un altro amico in tempo zero, prenotiamo e partiamo per un weekend inglese, senza condividerlo piu’ di tanto perche’ il meteo prevede una tempesta sopra la Scozia che potrebbe scendere sul campo di volo e quindi poco adatto a spostare tutti i soci 🙂

In coda all’ ingresso altro che semplici zainetti, quasi tutti erano molto attrezzati rispetto alle nostre manifestazioni continentali, al limite di avere la tenda da campeggio e cio ci ha fatto pensare di non essere ben attrezzati per la giornata

Diciamo subito che le previsioni risultano confermate, sabato 4 ottobre vento di traverso a 40 nodi non ha permesso il decollo e soprattutto atterraggi in sicurezza per gli aerei storici ad elica previsti, come il Supermarine Spitfire, il caccia Mustang P-51, Hawker Hurricanes e il B-17 Flying Fortress B.

Eroico, senza limitazioni operative per il vento da libretto di istruzioni, ha osato sfidare la forza dell’aria nel pomeriggio solo il Catalina, seguito l’Eurofighter Demo display della RAF e la pattuglia acrobatica Red Arrow

Dopo la delusione iniziale abbiamo approfittato per visitare il museo, composto da vari hangar:

AirSpace
Flying Aircraft
Historic Duxford
Air and Sea
Battle of Britain
Conservation in Action
American Air Museum

Gli aerei esposti sono veramente tanti e decido di inserire qui solo alcuni raramente visti in altri museo o cieli, iniziando con il Airco/de Havilland DH9, il primo bombardiere inglese della Prima Guerra Mondiale, che non ebbe molto successo perche’ il motore era sottopotenziato e non affidabile (chissa’ il perche’ degli scarichi alti….); sono stati alcuni dei primi aerei in sede a Duxford Airfield

Passiamo ad un Handle Page Victor XH648, unico sopravvissuto al mondo che dopo cinque anni di restauro nel 2022 e’ stato reinserito nell’ area museale (qui un bel video https://youtu.be/dDOzI9uWH9E ) Aereo degli anni 1960 dedicato a contromisure elettroniche e poi tanker, forma stranissima che ne ricorda un altro, vero? quale? 🙂

Ecco un Gloster Javelin FAW9 che dal 1956 al 1964 e’ stato il caccia principale della RAF, operando a Duxford con il No. 64 Squadron: fu il primo aereo al mondo caccia con due motori ed ala a delta progettata per le alte prestazioni richieste. Notate l’enorme timone ( ci lamentiamo del M346…) e le prese d’aria perfettamente rotonde 🙂

Un bel Mig-21 con freno aerodinamico aperto e la conosciuta presa d’aria centrale (tubo di pitot inclinato come mai?):

Ecco un Westland Wessex HAS1 utilizzato dalla Royal Navy e dalla Royal Air Force 1961 al 2003 come elicottero antisommergibile

Nel padigione c’e’ spazio anche per un prototipo British Aircraft Corporation TSR2, creato per sostituire il bombardiere Canberra nel 1960: TSR2 sta per Tactica, Strike, Reconaissance (Mach 2), ma il progetto fu cancellato nel 1965 per i continui aumenti di costi.

Nota curiosa il motore di sinistra e’ stato lasciato chiuso con gli inversori di spinta attivati

Bella mostra la fa il Concorde, un esemplare usato per gli studi di design e non ha mai volato con passeggeri:

La fusoliera e’ visitabile con un biglietto e non ha i sedili classici ma era pieno di strumenti di bordo usati dagli ingegneri per le misurazioni, come per esempio un periscopio che sbucava sulla numerazione delle sezioni del bordo d’attacco dell’ala per la valutazione della formazione di ghiaccio e analisi dell’efficacia del meccanismo di rimozione

La zona cockpit del pilota e’ molto estesa e pienissima di leveraggi ed indicatori, ovviamente tutti analogici

Non ci siamo persi alle 12:45 la dimostrazione dell’abbassamento del muso in fase di decollo ed atterraggio:

Un altro hangar continua a stupirci, dove troviamo un Fairey Gannet AS6, aereo imbarcato anti sottomarino con due posti con due eliche controrotanti

Essendo imbarcato doveva occupare poco posto, ma mai mi sarei immaginato di piegare l’ala in tre pezzi

Era alimentato dal famoso motore Double Mamba formato da due turbine e una grossa scatola di ingranaggi: il motore era alimentato a Kerosene cosi da limitare la dipendenza a carburanti speciali nelle portaerei. Curiosita’: poteva viaggiare con un unico motore acceso per risparmiare carburante e allungare l’autonomia 🙂

Saltiamo un po’ avanti nel tempo e visitiamo l’attesissimo Padiglione americano, che contiene alcune primizie uniche in Europa! Il primo e’ per forza il bellissimo SR-71 Blackbird, iconico aereo spia che detiene il record di quota ( 85’000 piedi, circa 26 km) e di velocita’ continuativa (circa Mach 3.5).

Confido che lo scopo principale mio di questo viaggio e’ proprio la visita al Blackbird, aereo per cui ho passato notti insonni a leggere racconti dei progettisti e dei piloti che si sono avventurati entrambi ai limiti delle conoscenze umane e con una capacita’ di risoluzione dei problemi incredibile!

C’e’ esposto anche il suo motore a ciclo variabile, un Pratt & Whitney J58, un capolavoro ingegneristico del 1956 due in uno, perche’ a basse velocita’ ed altitudini funzionava come un turbogetto mentre ad alte velocita’ e altitudini, grazie alla chiusura e apertura di condotti di area, cambiava forma e operava come ramjet

Una parola anche sulla iconica presa d’aria (spike) che si muoveva indietreggiando o avanzando per adattare la geometria in base alle condizioni di volo, comandata da un sistema automatico per gestire l’onda d’urto causata dalle alte velocita’ , in modo da tenerla dentro la presa d’aria ma che non raggiungesse il motore per massimizzare la pressione ma evitare di distruggerlo

Non volendo svelare tutti gli aerei e lasciandovi il piacere per venire a Duxford, saltiamo il reportage e usciamo sul campo per vedere un Canberra parcheggiato:

Il B-17 con sulle ali i sacchi di terra per tenerlo fermo dal vento che c’ era

Un Hawker Sea Fury, l’ultimo aereo ad elica usato dalla Royal Navy

L’originale torre di controllo truck

e finalmente volare la Pattuglia dei Red Arrow

Insomma, e’ stata un po’ una pazzia partire per Duxford ma era l’ultimo appuntamento della stagione e devo dire che l’ ambientazione nella campagna londinese, il parlare con i tanti volontari e reduci con bellissime storie, gli hangar con gli aerei e il super Blackbird sono valsi la fredda trasferta!

Ah, ovviamente alla fine non poteva mancare una buona birra e un giretto alla vicina Cambridge…

Alla prossima amici!

So, a buddy and I decided to hit up Duxford for a weekend in October 2025 to catch the last airshow of the year and check out the museum. Weather was dicey, with storms forecasted, so we kept the trip low-key. Saturday’s winds were wild, preventing most historic planes from taking off, but we made the most of our visit by exploring the awesome museum exhibits. Highlights included some rare planes like the SR-71 Blackbird and a stunning Concorde. The day wrapped up with some good vibes, a chat with veterans, and of course, a pint in nearby Cambridge. Good times!


Ricordo per Romano

13 agosto 2025

15 agosto
2020-2025

Il tuo ricordo ed il tuo entusiasmo per il nostro Club sono sempre presenti nei nostri cuori.


Una S.Messa a suffragio sarà celebrata venerdi 15 agosto alle ore 9,30 nella chiesa di Castello di Lurate Caccivio Como

🙏Cieli blu, Romano


65° ANNIVERSARIO FRECCE TRICOLORI

26 luglio 2025

(tratto da https://eventiam.aeronautica.difesa.it/65pan/)

Il 6 e 7 settembre 2025, a Rivolto, si terrà un evento speciale per celebrare la 65^ Stagione della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Due giornate dedicate alla scoperta della storia e delle tradizioni delle Frecce Tricolori, con esibizioni emozionanti e la partecipazione di pattuglie acrobatiche estere. Un’opportunità unica per vivere da vicino l’impegno e la passione che caratterizzano il 313°Gruppo Addestramento Acrobatico nato nel 1961, in un’atmosfera di grande condivisione. Vi invitiamo a non perdere questo importante appuntamento.

Persone con disabilità : effettuare la prenotazione contattando l’INFOPOINT ( accessi in area dedicata limitati –                                                   consentito un solo accompagnatore ).

Bus accreditati : contattare l’INFOPOINT per il parcheggio interno base ( posti limitati ).

Dove: Aeroporto Rivolto – Via Udine, 56 – 33030 Rivolto (UD)

Quando: Sabato 06 e domenica 07 Settembre 2025

Contatti INFOPOINT: Tel. 0432 90 2404  

                         Dal 15 Giugno al 04 Settembre 2025

                         Lunedì – giovedì: 09.00-12.00 e 14.00 – 16.00;

                         Venerdì: 09.00-12.00

Email: 65pan.info@aeronautica.difesa.it

Prenota la partecipazione

Accreditamento stampa


I Diavoli Rossi dal Tornado all’F35: e’ ufficiale!

20 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

In data 2 luglio 2025, presso l’aeroporto militare di Ghedi, sede del 6° Stormo “Alfredo Fusco”, si è tenuto un evento molto significativo per l’Aeronautica Militare e per lo stormo in particolare: il passaggio del 154° Gruppo Diavoli Rossi dal Tornado al Lockheed Martin F-35 Lightning II.

Questo evento ha posto termine ad un periodo che è durato ben 43 anni in cui i Diavoli si sono identificati con il Tornado, ma segna l’inizio di una profonda transizione operativa che riporterà il reparto ad essere uno dei più importanti dell’AMI.  

Il Tornado è stato un velivolo straordinario, con delle caratteristiche peculiari come le ali a geometria variabile, la configurazione bimotore e biposto con la presenza di un addetto ai sistemi, la capacità di volare a bassa quota seguendo il profilo del terreno in ogni condizioni meteo ed in modo automatico, la capacità di rivestire ruoli differenti dallo strike alla interdizione ed alla guerra elettronica, la sua straordinaria versatilità che lo ha portato a compiere missioni differenti anche in contesti operativi bellici di grande complessità.

Ma dopo più di cinquanta anni di servizio, l’usura dei mezzi e lo sviluppo di aerei tecnologicamente molto più avanzati ne stanno decretando l’inevitabile sostituzione.

L’F35 è ben più avanzato del Tornado in tutti i settori. Innanzitutto ha capacità stealth, sensori avanzati ed ha nella connettività uno dei punti di forza tale da renderlo un caccia multiruolo di quinta generazione in grado di operare in ambienti ad alta minaccia.

L’F-35 è qualcosa di più di un velivolo, ma un vero e proprio sistema d’arma che integra tecnologie all’avanguardia, come il radar AESA) e il sistema elettro-ottico DAS.  

Queste caratteristiche permettono un superiore controllo della situazione e una maggiore efficacia in missioni di attacco, ricognizione e difesa aerea. La transizione al nuovo caccia richiederà un intenso programma di addestramento, che il 154° Gruppo ha già iniziato, in un primo momento con velivoli basati ad Amendola, sede del 32° Stormo, primo reparto italiano a raggiungere la capacità operativa iniziale (IOC) con l’F-35 nel 2018.  

A margine della cerimonia, che vedeva la partecipazione anche del personale che era stato in servizio nel reparto negli anni precedenti, è stato organizzato un mini spotter day, per permettere agli appassionati ed ai giornalisti del settore di riprendere l’attività di volo della giornata.

Purtroppo le tensioni internazionali nel medio oriente ed il conseguente innalzamento del livello di allerta per tutti gli obiettivi sensibili hanno fatto si che, a fronte di una richiesta molto più elevata, alla fine fossimo una quarantina di partecipanti in tutto.

Entriamo in base alle 8.30 e parcheggiate le auto veniamo accompagnati in pullmann nell’area antistante i ricoveri dei Tornado.

Nel piazzale a lato dei ricoveri fanno bella mostra di sé il Tornado 6-13, in livrea speciale creata per l’occasione, ed il primo F35A del reparto, l’esemplare 6-06, mentre all’interno dei ricoveri gli specialisti stanno approntando per il volo quattro Tornado, tra cui l’esemplare 6-41 con la livrea dei 50 anni.

La livrea commemorativa, applicata sulla deriva dello special approntato per l’occasione, consiste in una freccia stilizzata che contiene il simbolo storico del 154° il Diavolo Rosso su sfondo nero e ai lati le sagome di un Tornado e di un F-35, sezionate al 50% lungo l’asse longitudinale, che convergendo ai lati della freccia, a volere simboleggiare la continuità tra i due velivoli.

Un elemento distintivo della livrea è la scia del “Sol Levante”, richiamo al motto “BANZAI – in picchiata sull’obiettivo”, coniato durante la Guerra del Golfo per il profilo di volo “Hi-Dive 45°”. Dalla nostra posizione abbiamo la possibilità di riprendere agevolmente, nonostante il controluce, tutte le operazioni dei controlli prevolo, l’arrivo dei piloti e dei navigatori, le start up di tutti i velivoli.

Il comandante di gruppo, già in tuta di volo, viene verso di noi e ci spiega quando importante sia questo passaggio per il futuro del reparto.

Poco dopo che i primi tre Tornado sono usciti da ricoveri per gli ultimi controlli prima del rullaggio, in un frastuono assodante, veniamo richiamati sul pullman per cambiare posizione. Veniamo condotti a lato della pista 31R, normalmente utilizzata per i rullaggi, poco prima della Torre di controllo, su cui campeggia un enorme Diavolo Rosso.

Da li a breve assistiamo al rullaggio verso il punto iniziale dei 5 Tornado, tra cui i due special e di cinque F35A, tre con l’insegna del 154° e due con il Papero del 102° gruppo, l’altro reparto del 6° stormo già operativo con i 35. I rullaggi sono emozionanti ed i piloti ci salutano, uno fa con le mani il simbolo del Diavolo che ghermisce la preda con le unghie. Poco dopo i velivoli decollano, i Tornado tirano verso il fondo pista e purtroppo il calore della pista e dei motori, siamo in luglio ed il sole non scherza, rendono poco utilizzabili gli scatti a questi decolli che pure sono spettacolari con i due Rb199 a pieno ab.

E’ poi la volta degli F35 che staccano il ruotino già a un quarto di pista e quando passano davanti a noi sono già in fase di retrazione carrello.

Dopo un periodo di attesa comincia la dimostrazione in volo, per primo arriva il Tornado dei 50 anni che fa un paio di passaggi tra cui uno con le ali alla massima chiusura, poi è la volta della formazione completa dei cinque Tornado ed infine i cinque F35, a suggellare il passaggio di consegne da un velivolo all’altro.

Purtroppo le formazioni passano dietro di noi e quindi per la ripresa non è la posizione ottimale, ma ci dobbiamo accontentare.

Terminata la cerimonia tutti gli aerei vengono all’atterraggio, quando sono di fronte a noi sono già a terra, ma un Tornado riesce a tenere il muso alzato per quasi tutta la pista e così fa un F35 per la gioia dei nostri obiettivi.

La sessione volge al termine e dopo una sosta al bar della base per rinfrescarci guadagnano l’uscita. Da ora innanzi tutti i Tornado rimasti in condizioni di volo saranno inquadrati nel 155° gruppo le Pantere Nere, continueranno quindi a volare ancora per un po’, ma si chiameranno Pante e non più Freccia. Un ringraziamento sentito a tutto il personale della base che ha contribuito alla riuscita dell’evento e ci ha permesso di condividere con loro questo cambiamento epocale nella vita dello stormo.

On July 2, 2025, a significant event occurred at Ghedi military airport as the 154th Group Diavoli Rossi transitioned from the Tornado to the Lockheed Martin F-35 Lightning II. This marked the end of a 43-year era with the Tornado, a versatile aircraft known for its unique features and capabilities. As the Tornado was retired due to technological advancements, the F-35, with its superior stealth and connectivity, represents a new operational phase for the Italian Air Force. The event included a mini spotter day for enthusiasts, celebrating this historic change while recognizing the dedication of the personnel involved.


Jesolo Airshow 2025 – reportage di una bella giornata

15 luglio 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Lo Jesolo Airshow è tradizionalmente la manifestazione aerea di riferimento dell’anno in ambito nazionale, a meno di eventi particolari, cosa che si è verificata quest’anno con la prevista a settembre celebrazione del 65° anniversario delle Frecce, che ha costretto gli organizzatori ad anticipare a fine giugno un evento che normalmente si svolge nel mese di settembre.

Fino a poco tempo prima dell’airshow sembrava che quello del 2025 fosse un evento in tono minore, sicuramente non aiutava il fatto che il Reparto sperimentale volo dell’Ami, per la prima volta da anni, non partecipasse all’evento.

Invece il Club Frecce tricolori di Jesolo ha tirato fuori il coniglio dal cappello ed ha fatto la magia: per la prima volta dopo anni si esibirà l’aviazione della Marina Militare; questo ha dissolto nel nulla la delusione che già serpeggiava nel cuore dei tanti appassionati che da sempre frequentano la manifestazione.

L’evento si svolge in due giorni, il venerdì ci sono le prove e il sabato la manifestazione vera e propria, non c’è molta differenza, a parte i fumi bianchi delle Frecce il venerdì e un po’ più di tempi morti tra una esibizione e l’altra.

Quest’anno ho avuto la possibilità di assistere allo show entrambi i giorni, il venerdì dall’ultima fila della tribuna, per riprendere bene anche l’entrata in scena dei partecipanti, che avviene spesso dalle spalle del pubblico ed il sabato nella postazione sulla spiaggia dedicata alla stampa. 

Il venerdì il clima afoso e scarsamente ventilato, soprattutto al pomeriggio, ha un po’ guastato la festa, ma al sabato un tempo benedetto, con un bel venticello fresco e teso che spazzava via i fumi, ha reso la giornata piacevole e per nulla faticosa, agevolando le riprese fotografiche, anche se, bisogna dirlo, la luce di fine giugno non è quella di settembre.

L’airshow inizia da sempre con l’esibizione dell’elicottero HH139B del 15° stormo Sar di Cervia, che dopo avere aperto l’evento con il passaggio dell’operatore appeso alla bandiera nazionale, si esibisce nella simulazione del soccorso di un disperso in mare, con calata dal verricello del soccorritore e recupero dell’infortunato, dimostrazione sempre molto scenografica e professionale.

A seguire entra nel cielo di Jesolo l’elicottero UH139C della Polizia di Stato, che con la sua bella livrea bianca e azzurra, effettua vari passaggi in diverse configurazioni. 

E’ poi la volta della dimostrazione del Centro di Paracadutismo UPnGO di Pasian di Prato(UD) che lancia alcuni para sul cielo di Jesolo, uno di essi ha agganciata alla tuta di volo le tre bandiere: nazionale, europea e regionale; atterrano sulla spiaggia a pochi metri da noi con una precisione assoluta, nonostante il vento non proprio insignificante che soffia dal mare.

Entra poi in scena il Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Venezia che effettua una simulazione di controllo dal cielo di una imbarcazione sospetta di illeciti: l’elicottero segue a bassa quota la motovedetta che cerca di sganciarsi con manovre evasive.

La macchina è l’H169A LUH, il più avanzato dal punto di vista elettronico e di apparecchiature di sorveglianza in dotazione al corpo. Il “Volpe” si esibisce poi in varie manovre davanti al pubblico di Jesolo dimostrando la manovrabilità del mezzo, con grande abilità, in assetti diversi.

Adesso è il momento del “Drago”, l’elicottero AW139 dei Vigili del Fuoco, in una fiammante livrea rossa e bianca, che delizia il pubblico con diverse manovre a distanza ravvicinata.

A seguire assistiamo alla esibizione acrobatica del Team RedStar Ttake dotato di due Yakovlev Yak 52. Il velivolo è un addestratore biposto a pistoni, dotato di capacità acrobatiche, entrato in servizio nel 1979 e costruito in un grande numero di esemplari.

Il team dimostra le doti del mezzo esibendosi in coppia, a distanza ravvicinata, in diverse figure acrobatiche evidenziate con l’uso dei fumogeni, con il culmine della manovra “alla Maverick”: il primo rovescio fa la foto al secondo che vola a specchio sotto di lui.

Ora un tuffo nel passato, alle nostre spalle arrivano, da Nervesa della Battaglia, gli aerei della Fondazione Jonathan Collection: lo Spad XIII R del 1917 e il Caproni CA33 Z del 1914. Mentre lo Spad si esibisce con l’uso dei fumi tricolori, il Caproni effettua diversi passaggi a bassissima quota con i piloti che salutano il pubblico.

Chiude ora la rassegna delle macchine ad elica rotante, il pezzo clou della giornata, l’elicottero Airbus H225M della Aviazione militare Ungherese.

Questa display, che dura più delle altre analoghe, è veramente spettacolare ed il pilota, un grande “manico”, si esibisce in assetti veramente al limite, dimostrando la macchina con una agilità e manovrabilità che non ci ti aspetteresti da un mezzo di queste dimensioni.

Adesso finalmente un po di rumore, arrivano infatti dalla nostra destra, da Istrana, una coppia di Typhoon del 51° stormo caccia i Gatti Neri, che si esibiranno in alcuni passaggi sempre in coppia con un po di uso di AB; bello il passaggio a bassa quota della coppia con gli enormi aerofreni alzati.

Va in scena ora l’esibizione più lunga e complessa, sicuramente la più spettacolare e peculiare del lido di Jesolo: l’evento aerotattico dell’Esercito Italiano che stavolta, oltre ai mezzi ad ala rotante, vede la partecipazione del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin.

La parte volante è composta da un UH90A e da due AH 129 Mangusta, che assicureranno la copertura. L’elicottero UH90A si porta in quota e lancia alcuni para, completamente equipaggiati con arma a tracolla e zaino attaccato alle gambe

finiranno in mare di fronte alla spiaggia

e verranno recuperati da un gommone dell’esercito.

Poi l’UH90A  scende a pochi metri dalle onde, in una nuvola di spruzzi e lascia cadere alcuni paracadutisti, che verranno anch’essi recuperati dal gommone.

Mentre tutti guardano il cielo dove ronzano i due Mangusta, che vanno avanti ed indietro a bassissima quota, arrivano inavvertiti dal mare due gommoni con i paracadutisti in assetto di combattimento, sbarcano e sotto la copertura di una parte di essi, alcuni liberano il prigioniero, detenuto sulla spiaggia dalla parte avversaria, e lo portano con loro sui gommoni.

Tutto questo si svolge a pochi metri da noi ed è abbastanza impressionante così come spettacolari sono i passaggi vicinissimi al pubblico dei due Mangusta: evento top!

Allentata la tensione è adesso il momento di fare un po di fumi, si esibiscono infatti uno dopo l’altro due aerei acrobatici pilotati da piloti di grande esperienza: il bianco Pitts Special S-2B, con la bandiera confederata dipinta sulle ali doppie, ai comandi di Maurizio Costa

e del Cap 10 di Paolo Pocobelli, istruttore di acrobazia aerea:

Entrambi portano al limite le capacità delle rispettive macchine, dimostrando al pubblico presente capacità acrobatiche di grande spessore ed esperienza. Ma è inutile negarlo, stiamo aspettando tutti loro: I Lupi! Stiamo parlando del Gruppo Efficienza Aeromobili (GRUPAER) Wolves della Marina Militare di stanza all’aeroporto di Grottaglie, che hanno in dotazione l’Harrier AV8B Plus e l’F35B, entrambi con capacità Vtol.

Vuoi per la lontananza della base, vuoi per l’impiego dei mezzi spesso imbarcati sulle portaerei, questi velivoli, sono molto difficili da vedere e questo spiega l’importanza e la rarità dell’evento.

Arrivano in coppia, un Harrier ed un Bravo e mettono in mostra qualche figura acrobatica, però da quote piuttosto elevate.

Ma si sa tutti aspettiamo il momento dell’hovering, la peculiarità di queste macchine a decollo verticale, ed il momento arriva, ma solo per l’Harrier, che si ferma di fronte al pubblico, mentre il Bravo arriva in virata a coltello e gli passa dietro alla stessa quota, è il momento adrenalinico della giornata. 

E’ inutile dirlo, tutti aspettavano che facesse lo stesso anche il 35, ma bisogna però considerare che l’Harrier è sicuramente un aereo più raro e che presto verrà sostituito dal Lightning II e quindi questa scelta ha il suo significato.

Ora è il momento della acrobazia aerea con la A maiuscola, entra in scena ronzando il Cap 231 giallo oro, di Andrea Pesenato, campione italiano di acrobazia.

Quello che riesce a fare nel suo lungo display questo grande pilota è davvero impressionante, lo abbiamo visto esibirsi tante volte e sempre ci lascia stupiti.

Il momento che mi ha colpito di più è il passaggio finale a bassa quota, a comandi incrociati, alla memoria di un altro grande pilota che non è più: Francesco Fornabaio.  

Adesso però “arrivano i nostri”, prende infatti la parola lo speaker delle Frecce Tricolori il Maggiore Lo Presti, mentre sulla spiaggia si è già da tempo disposta la Biga del Team con l’operatore video ed il comandante del reparto il Tenente Colonnello Paolo Marocco alla radio.

Arrivano con fragore alle nostre spalle, vanno su, ed il cielo si riempie della bandiera tricolore! Oggi siamo fortunati, il vento spira dal mare abbastanza sostenuto da liberare il cielo della display dai fumi persistenti, che sono una caratteristica del 339 e ci permette di seguire senza problemi tutte le figure del repertorio.

La pattuglia opera oggi con otto 339, in attesa che vengano rimessi in condizione di volo i velivoli incidentati o in manutenzione, ma lo spettacolo è sempre di alto livello anche grazie al cielo azzurro di Jesolo.

L’ Alona finale, seguita da un ultimo passaggio in formazione completa, pone termine a questo airshow ,che ha saputo ancora una volta essere degno della propria fama e tradizione, con tempi serrati, organizzazione perfetta e dimostrazioni interessanti e mai banali.

Adesso però andiamo tutti a fare il bagno nel mare che riflette il bianco rosso e verde della nostra bandiera. Grazie Jesolo!


Swiss Italy Flight Exercise – SIFEX 2025 Spotter day

29 giugno 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Dal 26 maggio al 13 giugno 2025 la Swiss air force e l’AMI hanno effettuato un periodo di addestramento congiunto, denominato SIFEX 2025 (Swiss Italy Flight Exercise), con base all’aeroporto di Istrana, sede del 51°Stormo caccia “I Gatti Neri”.

Lo scorso anno una esercitazione analoga si era svolta nel mese di settembre e quest’anno il numero dei velivoli impiegati dagli svizzeri è salito a sei, tra cui un biposto. L’esercitazione ha visto l’impiego, da parte delle forze aeree svizzere, del Boeing F/A-18C/D Hornet, degli F 2000 Eurofighter Typhoon del 132 gruppo volo del 51°Stormo, degli F-35A del 6°stormo di Ghedi, nonché degli F16C del 31FW dell’Usafe di stanza ad Aviano.

L’obiettivo era quello di mettere alla prova il livello di addestramento dei piloti svizzeri in confronto a quello dei piloti italiani, per garantire ad entrambi un aumento della prontezza operativa e migliorare la qualità nel campo della difesa aerea tra nazioni confinanti.

Il focus della esercitazione verteva pertanto sul combattimento aria-aria, sia oltre che entro la visuale, e le missioni si sono svolte prevalentemente sul mare Adriatico.

Risalto è stato dato alla pianificazione di operazioni tattiche complesse, dato l’impiego di aeromobili con caratteristiche diverse, provenienti da diverse basi sul territorio.  Di particolare interesse per i piloti svizzeri il potersi confrontare con l’F35, il caccia di quinta generazione che in futuro sarà la loro prossima cavalcatura.

Il 51°Stormo ha garantito il supporto logistico ed operativo ai velivoli F18, fattore questo di ulteriore integrazione tra le due aeronautiche. In data 10 giugno, poco prima del termine della esercitazione, sulla base di Istrana è stato organizzato uno spotter day dedicato al gruppo dei Gatti Neri, gli appassionati di aviazione che supportano con la loro passione le attività del reparto. Pertanto il sottoscritto ed un amico, entrambi facenti parte di detto gruppo, siamo stati invitati a partecipare.

Alle 8.30 siamo in coda davanti ai cancelli della base di Istrana, la fila si scioglie rapidamente ed entriamo con le auto, previa rapida verifica da parte dei militari preposti al controllo, del titolo di ingresso. Parcheggiate le auto, saliamo sui pullman dell’aeronautica che ci portano nella zona dove potremo assistere alle attività della esercitazione. Questa zona è situata nei pressi della torre di controllo, nel prato davanti al piazzale dove ha la sede il nucleo antincendio del reparto; siamo a un centinaio di metri dall’asse della pista e rigorosamente con il sole alle spalle.

La giornata è calda ma ventilata e non c’è una nuvola in cielo, in tutto saremo circa centocinquanta persone, abbiamo tutto lo spazio necessario, tanto che durante il periodo che saremo dentro la base riusciamo a cambiare posizione tre volte senza problemi.

L’atmosfera è rilassata ed amichevole, il personale preposto al controllo è gentile e ci mette a nostro agio. Nello spazio coperto del nucleo antincendio è stata allestita una piccola zona dove possiamo avere gratuitamente bevande fresche e panini; c’è anche un banchetto che vende abbigliamento e patches create per l’occasione e dei reparti coinvolti nell’esercitazione.

Da segnalare che buona parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza. Un po’ prima delle 10 iniziano le start up, i primi sono gli svizzeri, con la puntualità che li caratterizza, come già verificato in una precedente visita, fuori dalla base, effettuata la settimana precedente.

Per comodità operativa nella prima missione gli svizzeri, che sono dislocati nel lato ovest della base, decolleranno dalla 08, mentre i nostri Efa, posizionati sul lato est, decolleranno dalla 26.

La posizione di ripresa è ottima, ed ecco che arrivano per un passaggio basso due F16 dei Triple Nickel, che nel corso della giornata passeranno altre due volte. E’ poi la volta del decollo del primo Typhoon, che stacca proprio di fronte a noi e si esibisce in una vertiginosa arrampicata verticale a full ab!

In totale partiranno 4 F18 e 3 Efa. Terminati i decolli della prima missione, abbiamo tempo per far decantare l’adrenalina prodotta in quantità. La prima missione dura poco più di un’ora. Quando rientrano formano un pattuglione composto da F18, Efa ed F16 insieme.

Gli atterraggi, che avvengono per la 26, non è possibile riprenderli se non quando hanno già le ruote a terra, siamo infatti quasi esattamente a metà pista, ci sfilano comunque davanti, gli F18 con l’enorme aerofreno alzato in mezzo alla doppia deriva e gli Efa con il muso alzato fino alla fine della corsa di atterraggio.

L’ultimo Efa prima di atterrare per la 08 ci diverte con un passaggio basso ed un finto atterraggio con richiamata finale con il carrello fuori. Tra una missione e l’altra arriva all’atterraggio un AB412 dei Carabinieri forestali, che percorre a bassa quota tutto l’asse della pista prima di atterrare.

Ripartirà dopo poco più di mezzora. La seconda missione avviene intorno alle ore 13 e ne fanno parte solo 4 F18C svizzeri, che probabilmente dovranno confrontarsi con gli F35 di Ghedi.

I decolli degli F18 a pieno afterburner sono impressionanti, data la ridotta distanza di osservazione, staccano le ruote dalla pista appena prima del nostro spot e ruotano in piena retrazione del carrello quando sono di fronte a noi.

A riprova che questa missione include gli F35, ecco arrivare sul cielo campo l’esemplare 6-06 che effettua due finti atterraggi lasciandoci a bocca aperta! Poco dopo gli svizzeri sono di ritorno ed atterrano in doppia coppia, la missione è durata una oretta scarsa e sarà la più breve della giornata.

A questo punto, dato che ci avevano detto che la nostra sessione sarebbe terminata verso le 14.30, ci apprestiamo a salire su uno dei bus, ma gentilmente un militare ci informa, con nostra somma soddisfazione, che se vogliamo possiamo rimanere, perché l’orario d’uscita è stato posticipato intorno alle 16. 

Abbiamo così la possibilità di assistere anche ai decolli della terza ed ultima missione della giornata. Alle 15.30 circa partono, tutti dalla 08, quattro Efa in full military e 4 F18 a pieno ab.

Che dire abbiamo avuto il massimo che si poteva avere.

Un ringraziamento sentito a tutto il personale che ha reso possibile questa splendida giornata, alla pazienza, la gentilezza e la disponibilità dimostrata in ogni momento dell’evento. Gatti Neri siete sempre i numeri 1! Alla prossima.

Per non farci mancare nulla riusciamo comunque, una volta usciti dalla base, a riprendere gli atterraggi che avvengono dalla 08 intorno alle 17, l’ultima è la missione più lunga!

From May 26 to June 13, 2025, the Swiss Air Force teamed up with the Italian Air Force for SIFEX 2025 at Istrana airport, home of the 51st Fighter Wing. This year, six Swiss aircraft participated, including an F/A-18C/D Hornet and Eurofighter Typhoons, with the aim of enhancing pilot readiness through air combat training over the Adriatic Sea. A highlight was a day for aviation enthusiasts, where they watched various aircraft take off and land while enjoying refreshments. It was a relaxed and friendly atmosphere, showcasing impressive maneuvers and coordinated operations. Major props to the crew for a fantastic event!


Return with honor: Spotter Day al 31° Fighter Wing Aviano

5 giugno 2025

(a cura di Angelo Bottazzi)

Il 31° Fighter Wing ha celebrato il suo 31° anniversario di permanenza in Italia sulla base di Aviano, dal 19 al 22 maggio. Il wing fu infatti trasferito in Italia nel lontano 1994, e da allora ha vissuto una intensissima attività operativa.

Il 31st Fighter Wing è composto da 4 unità: un Gruppo Operazioni, un Gruppo Manutenzione, un Gruppo Medico e un Gruppo di Supporto: Il Gruppo Operazioni è formato dalle due unità di volo, 510th Fighter Squadron “Buzzards” e 555th Fighter Squadron “Triple Nickel”, e da quella di supporto operazioni, 31st Operations Support Squadron.

I due squadroni sono dotati di caccia bombardieri multiruolo Lockheed-Martin F-16C/D Fighting Falcon, che si distinguono per la striscia colorata alla sommità della deriva: viola per il 510th FS e verde per il 555th FS.

In qualità di reparto operativo dell’Usaf in Europa dislocato più a sud, il reparto è stato coinvolto in tutte le operazioni svolte nel periodo nei Balcani, nel nord Africa e recentemente nel medio oriente. Il suo motto, “Return With Honor”, campeggia sul gate principale di accesso alla base a ricordare l’impegno e i valori del personale del reparto.

Mercoledì 21 maggio, nel quadro di questa celebrazione, è stato organizzato uno spotter day al quale ho avuto la possibilità di partecipare con un amico.

Il ritrovo è nel parcheggio di un supermercato sulla strada principale che proviene da Pordenone alle 12.30. Noi però arriviamo alle 8 del mattino e riusciamo ad assistere e riprendere l’attività di volo che inizia presto con il decollo di diversi F16 del wing che, caratteristica dell’evento, svolgono missioni congiunte con aerei della Marina Militare, della Polemikí Aeroporía (HAF) greca e della Slovenia.

La marina italiana è presente con un F35B ed un AV8B Harrier II, la Haf con due esemplari di F16C, mentre la Slovenia porta in volo due Pilatus PC9M.

Nel corso della mattinata riusciamo ad osservare i decolli e gli atterraggi di diverse missioni miste, con una durata media intorno all’ora di volo, per un totale di una dozzina di velivoli, nonostante il tempo prevalentemente nuvoloso, e anche l’atterraggio di 5 F16 SP del 52th FW provenienti da Spangdahlem in Germania, che pare restino per qualche tempo ad Aviano.

Nel mentre che raggiungiamo il punto di ritrovo previsto, arrivano 3 Eurofighter del 51 stormo di Istrana che, dopo avere circuitato, atterrano.

Al ritrovo troviamo 4 pullman dell’aeronautica e dopo avere verificato la presenza del personale registrato veniamo condotti all’interno della base.

Non siamo tanti, meno di 200 persone, tra cui i soliti noti, e dopo un circuito in pullman della perimetrale interna all’aeroporto, veniamo fatti scendere di fronte al piazzale, posto sul lato sud, quindi con il sole alle spalle, che nel frattempo è uscito dalle nuvole e ci accompagnerà durante tutta la permanenza in aeroporto.

Qui è stata allestita una piccola ma interessante mostra statica. Sono presenti i tre Efa del 51 stormo: gli esemplari 51-13, 51-23 e 51-39

1 F16C greco, l’esemplare 016; 1 F16C AV350, uno special color che ricorda l’operazione Rolling Thunder

un PC9M sloveno, l’esemplare 62 e dulcis in fundo l’AV8B Harrier II, l’esemplare 07 con un bellissimo Wolf sulla fusoliera

Mentre ci incamminiamo sul piazzale incontriamo il comandante della base, il generale Clark, che ci augura buon divertimento.

Molto apprezzata dai partecipanti l’installazione di fronte alla statica di una piattaforma mobile, dove saliamo a turno, che ci dà la possibilità di riprendere gli aerei dall’alto. Caratteristica assolutamente inusuale, in questo genere di eventi, è che gli aerei non sono transennati e, dato che siamo in pochi e ci lasciano muovere piuttosto liberamente all’interno dell’area, abbiamo la possibilità di riprenderli senza problemi; anche l’Efa 51-13 durante le operazioni di rifornimento.

Mentre riprendiamo gli aerei parcheggiati, sulla pista stanno effettuando le prove, un HH-60W Jolly Green II e un F-16 AV, di una operazione di ricerca e soccorso in combattimento e supporto aereo ravvicinato (CAR) in collaborazione con il personale di terra.

E’ presente anche il demo team F16 della Pacaf che utilizzando un 16 della base, l’AV102, effettua numerosi passaggi a velocità sostenuta e virate ad alto numero di g.

Il giorno dopo è previsto l’esibizione delle Frecce Tricolori, per la cerimonia ufficiale a porte chiuse, ma il meteo è previsto in deciso peggioramento e dopo avere assistito, fuori dalla base, agli ultimi decolli ed atterraggi, compreso un volo radente proprio sopra di noi dell’HH-60W, anche noi rientriamo alla base di partenza.

The 31st Fighter Wing just celebrated its 31st anniversary in Italy at Aviano Base! Since moving there in 1994, it’s been busy with operations across the Balkans, North Africa, and the Middle East. The wing includes four groups focused on operations, maintenance, medical support, and overall logistics, flying F-16s with unique colors for each squadron. During the anniversary, a spotter day allowed visitors to watch mixed missions with other country’s aircraft. Despite cloudy skies, attendees enjoyed a close-up look at various planes, including F-35s and Harriers, and the day ended with thrilling aerial displays from the demo team. It was an awesome celebration!


Viaggio alla scoperta della Ramstein Flag 2025: Aerei e Spotting

28 Maggio 2025

(a cura di Angelo Bottazzi)

Ci siamo svegliati, io e il mio socio, in un bel giorno di primavera con la consapevolezza che era dall’autunno che non davamo sfogo alla nostra passione di vedere in azione jets operativi!

Dalla consapevolezza all’azione il passo è breve: in quel periodo nel nord Europa si svolgeva l’esercitazione multinazionale annuale Ramstein Flag 2025 (RAFL25), che coinvolgeva una novantina di jet da combattimento dei paesi Nato, insieme a rifornitori provenienti da Canada, Francia, Italia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

I velivoli partecipanti, Lockheed Martin F-35A Lighting II, Dassault Rafale, Eurofighter Typhoon, SAAB Jas-39 Gripen, Lockheed Martin F-16 Fighting Falcon e Boeing F-18 Hornet volavano principalmente dalla base aerea olandese di Leeuwarden, che era quindi la più interessante per la qualità e quantità di aerei presenti, per un totale di più di 40 velivoli.

Le unità operavano anche da basi in Danimarca e Regno Unito, in particolare gli F35 dell’Ami, di stanza a Ghedi ed Amendola, volavano dalla base danese di Skrydstrup.

Dopo avere constatato la previsione della presenza di una importante bolla di alta pressione sulla Frisia, cosa non usuale considerato il periodo, decidiamo di partire nottetempo per Leeuwarden e restarci per tre giorni pieni.

Il viaggio è lungo, 15 ore di auto, interrotte solo dalle soste tecniche necessarie, ma il tempo stabile e soleggiato ci ha aiutato a superare i disagi. All’alba del mattino successivo siamo sulla spotterbult baankop, una collina artificiale che domina la testata pista 05 e permette di osservare magnificamente le operazioni di rullaggio e decollo.

Ricordo di avere da qui assistito alle prove dell’esibizione dei Blu Angels nell’unica trasferta in Europa avvenuta nel lontanissimo 2006! La presenza di questa facilitazione la dice lunga sulla passione e competenza degli spotters olandesi, che per me sono tra i primi al mondo, considerando anche che questa base, da cui prima operavano gli F16, ora ospita già una quindicina di F35A ed è assolutamente di prima linea per la Koninklijke Luchtmacht (KLu); provate ad immaginare una cosa del genere, che ne so, a Ghedi!

Assolutamente impensabile. Arriva però subito la doccia fredda, alcuni gentilissimi signori ci comunicano in un perfetto inglese che, a differenza della Frisian Flag che si teneva annualmente sulla base, sotto l’egida della KLU, e che comportava due missioni giornaliere, la Ramstein Flag, che dipende direttamente al comando operativo Nato, comporta solo una missione giornaliera con partenza alle 16,30 e rientro al tramonto, quando non diventa notturna, con uso massiccio di rifornitori sul mare del nord per prolungare la durata delle missioni.

Il che significa che saremo disoccupati tutti i giorni fino al tardo pomeriggio. Inoltre il vento costante e sostenuto da nord fa si che la pista in uso sia sempre la 05 rendendo impossibile o quasi, a quell’ora, riprendere i decolli che sono sempre pesantemente controluce in ogni luogo possibile di osservazione; peraltro con l’introduzione dell’F35 diversi punti spotting sono stati chiusi o sono attualmente irraggiungibili, limitando quindi le possibilità di ripresa.

Lato positivo della questione, se il vento cambiasse arriva il brutto tempo per cui va bene così, inoltre il rientro in tardo pomeriggio assicura gli atterraggi con il sole basso e luce favorevole di tre quarti che esalta i particolari dei velivoli. Ci concentriamo quindi tutti i giorni sui rullaggi e l’immissione in pista di decollo degli aerei, che dalla collina al di fuori si riprendono benissimo, grazie anche al vento fresco che limita il fenomeno del calore sulla pista.

Per il resto della giornata, giusto per non annoiarci e restare in allenamento, ci dedichiamo al birdwatching nelle aree naturali vicine: l’Olanda e la Frisia in particolare sono il paradiso degli uccelli! La collina al pomeriggio è stracolma di persone e quelli nelle file dietro devono usare le scalette per avere visibilità, alle 16 la danza inizia e gli aerei, ben protetti negli shelter nascosti tra la vegetazione della base, spuntano fuori da due lati differenti per prepararsi al decollo, lo spettacolo è assicurato! E’ la sagra dell’F35, gli olandesi nei tre giorni faranno andare in volo 13 esemplari diversi, con una presenza per missione di almeno 6 esemplari che sommati alle 4 Valkyrie di Lakenheath fanno un totale di più di 10 F35 per missione.

In ogni missione voleranno, oltre agli olandesi e agli F35A dell’Usaf, 4 Rafale dell’Armee de l’Air, tutti in versione biposto, 4 F16 della Polemikí Aeroporía(HAF), 4 Efa della Luftwaffe, del famoso reparto Jagdgeschwader 2 Richthofen, 4 F18 della Suomen Ilmavoimat finlandese, 4 Gripen della Svenska flygvapnet, che da quando la Svezia è entrata a far parte della Nato è regolarmente presente a tutte le esercitazioni multinazionali. Le missioni sono lunghe, grazie al rifornimento in volo.

Li vediamo approssimarsi in coppia ad alta quota sul mare del nord, grazie alle scie di condensazione, ed eseguire circuiti ad anello durante il pattugliamento. Di norma quando arrivano all’atterraggio i primi sono già le 19 inoltrate, la luce è al top, tanto che si riprendono agevolmente dal basso quando si presentano in formazione per fare l’apertura, perché sono illuminati anche sotto dal sole che declina sul mare. Rientrano di solito in modo molto serrato mettendo a dura prova i controllori di volo, e a volte anche i numerosi fotografi presenti, che devono scegliere cosa riprendere.

Così sarà per tutti i tre giorni della nostra permanenza la, accompagnati costantemente da un vento incessante e da un sole intramontabile! Da evidenziare in questa esercitazione, di grande complessità operativa, data anche la diversità di prestazioni, avionica e procedure operative dei diversi velivoli presenti, la costante implementazione del rifornimento in volo, che ha permesso agli aerei da combattimento di rimanere in aria più a lungo, volare più lontano e ridurre il tempo a terra a beneficio dell’efficacia delle missioni. Interessante anche la dimostrazione a terra della l’interoperabilità avanzata degli aerei di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II.

A terra sono state implementate operazioni di cross-servicing, attività che prevede che la manutenzione di un velivolo sia eseguita da personale appartenente ad un’altra nazione. Una volta completata la missione degli F-35A, i reparti logistici e di manutenzione di entrambe le nazioni alleate hanno recuperato, rifornito e ispezionato reciprocamente gli aeromobili dell’altra nazione.

E’ evidente come il comando Nato attraverso queste esercitazioni ricorrenti miri alla integrazione, ad affinare le procedure e l’efficacia dei reparti di volo delle diverse nazioni, alla omogeneizzazione delle procedure operative, anche attraverso la condivisione sempre più frequente di risorse e infrastrutture, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa dell’Alleanza.

E voi, ci siete stati ? Alla prossima 🙂

In a delightful spring, two enthusiasts set out to witness the annual multinational Ramstein Flag exercise in Northern Europe, featuring around 90 NATO jets. Despite the long journey to Leeuwarden, their excitement waned upon learning that missions were limited to late afternoons, hindering their viewpoint options. However, they made the best of their time by observing F-35 operations and indulging in birdwatching. Over three days, they witnessed impressive flights and a commitment to cross-nation maintenance by NATO forces, highlighting the exercise’s role in enhancing operational readiness and integration among member nations. The shared passion for aviation remained strong, even amidst challenges.