MCAS BEAUFORT 2015 Air Show

27 ottobre 2025

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

L’air show di Beaufort del 2015 si è tenuto l’11 e il 12 aprile 2015 presso la Marine Corps Air Station (MCAS) Beaufort, South Carolina

La manifestazione ha visto la partecipazione della pattuglia acrobatica U.S. Navy Blue Angels e dei principali aerei in forza ai Marines, oltre ad aerei civili e una piccola presenza dell’USAF e dell’ANG.

Le condizioni meteo non erano delle migliori, con un cielo tendenzialmente grigio e un tasso di umidità elevata.

I pezzi degni di nota della statica, un po’ limitata, erano:

  • due F-16 del 157th FS 169th FW ANG di base in McEntire JNGB, South Carolina 
  • un F-18 del Marine Aviation Logistics Squadron 31 “Stingers” (MALS-31), parte del MAG31 e del 2nd Marine Air Wing, di base in Beaufort
  • un F-18 del Marine Fighter Attack Squadron 533 “Hawks” (VMFA-533), anch’esso parte del MAG31 e del 2nd Marine Air Wing, di base in Beaufort
  • un F-35B del Marine Fighter Attack Training Squadron 501 “Warlords,” (VMFAT-501), di base a Beaufort dal luglio 2014.

Una curiosità: ho provato a chiedere a un pilota del VMFAT-501 l’origine del motto “VINI – VICI”, che ricorda parte della frase latina di Cesare, con un evidente errore; non ne conosceva il significato, ma sosteneva che l’ispirazione fosse arrivata da un pilota che aveva visitato l’Italia (ed evidentemente non era stato neanche capace di copiare).

Dopo il tradizionale inno nazionale e l’atterraggio del paracadutista con bandiera sono iniziate le operazioni di volo con:

  • F35B del VMFAT-501
  • F4 Corsair 
  • F/A18C del Marine Fighter Attack Squadron 312 “Checkerboards” (VMFA-312) di base a Beaufort
  • AV8 del Marine Fighter Attack Squadron 542 (VMA-542) del MAG-14 dalla MCAS Cherry Point , NC
  • MV22 Osprey del Marine Medium Tiltrotor Squadron 264 “Black Knights” (VMM-264), del MAG-26 e 2nd MAW
  • CH53E Super Stallion del Marine Heavy Helicopter Squadron 464 “Condors” (HMH-464) dalla MCAS New River, NC.
  • AH1Z del Marine Light Attack Helicopter Squadron 167 “Warriors” (HMLA-167), dalla MCAS New River, NC.
  • F16C del 20th TFW USAF di Shaw AFB, SC.

Prima del gran finale dei Blue Angels si è esibito anche il C130 Fat Albert del team

Gran finale, gli US NAVY BLUE ANGELS.!!!

Sfortunatamente il numero 2 ha avuto problemi subito dopo il decollo e ha dovuto tornare a terra, lasciando la formazione con un aereo in meno fino al decollo del numero 7.

Una volta decollato il 7 è stato il numero 3 a lasciare la formazione ed eseguire un atterraggio di emergenza.

Decollo del primo solista

Decollo del secondo solista

Il numero 2 è costretto al rientro 

Il pilota del numero 2 decolla con il numero 7

Il numero 3 è costretto a un atterraggio di emergenza

MCAS BEAUFORT (S.C.), base of 2nd Marine Aircraft Wing, hosted in April2015 an air show where all the USMC assets were presented to public, including the (at that time) new F35B.

The military statics included F16’s from South Carolina ANG and F/A18’s from Squadrons of MAG31.

Many civilian and military performers flew in the weekend, including F4U Corsair, CH53E, AH1, F/A18, AV8, F16, F35B and C130 Fat Albert.

Last demonstration of the day was performed by the US NAVY acrobat Team Blue Angels


Reportage 65° Anniversario PAN 2025

20 settembre 2025

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi e Giovanni)

Nel fine settimana dal 5 al 7 settembre si è tenuta sulla base di Rivolto, sede delle Frecce Tricolori Pattuglia Acrobatica Nazionale, la celebrazione del 65° anniversario della costituzione del team con l’organizzazione di una grande manifestazione aerea aperta al pubblico.

Abbiamo avuto l’opportunità di essere presenti alle prove del venerdì, giornata dedicata agli spotter ed il sabato nel settore F verso il fondo pista. Benché fosse un evento molto atteso dagli appassionati, è a cadenza quinquennale e diventa di fatto l’airshow più importante dell’anno in cui si svolge, bisogna ammettere che le aspettative erano un poco più alte, ma purtroppo i tempi sono questi.

Se esaminiamo la situazione a livello europeo vediamo che i team acrobatici sono in crisi un po’ ovunque, per motivi di obsolescenza dei velivoli impiegati, riduzione dei fondi assegnati, necessità di impiegare le risorse sulla prima linea tagliando i costi non strettamente necessari. I demo team che presentano agli airshow gli aerei da combattimento sono sempre meno e hanno un calendario molto ridotto di eventi incentrato principalmente sul paese di appartenenza. Le aeronautiche militari sono fortemente impegnate in continue esercitazioni, che spesso si sovrappongono, e richiedono impiego di risorse tecniche e umane considerevoli. In questa situazione poco favorevole l’Aeronautica Militare ha fatto il possibile per svolgere un programma che potesse rappresentare il momento attuale della acrobazia aerea in Europa, tanto che di fatto l’airshow è stato più un raduno delle pattuglie che una manifestazione aerea in senso tradizionale. Alla fine i team c’erano tutti ma con un paio di assenze significative: la Patrulla Aguila ed i Red Arrows.

Gli spagnoli erano giustificati perché, dopo avere festeggiato i 40 anni dalla costituzione in giugno, hanno sospeso l’attività pubblica per preparare il cambio di aereo dall’Airbus C101 attuale al Pilatus PC21 e se non altro l’Ejercito de l’Aire ha inviato il dimostratore dell’EF18 Hornet, tra l’altro in una bellissima livrea celebrativa.

Diverso il discorso per i Red Arrows che, a fronte di un calendario molto vasto di esibizioni e ben otto trasferte fuori dai confini britannici, in quei giorni hanno partecipato ad un evento minore a casa loro, cosa per me totalmente inspiegabile.

Il venerdì si è anche celebrata la ricorrenza del 100 anno di costituzione del 2° stormo Lanceri Neri e per l’occasione si è assistito ad un passaggio del KC767A seguito da un F35A, che non è stato ripetuto nei giorni pubblici della manifestazione.

L’airshow si è aperto con l’esibizione dell’HH139 Lord del 15° Stormo S.A.R. che ha simulato il recupero con il verricello di un infortunato mediante barella.

A seguire l’esibizione di due dei pezzi forti della Fondazione Jonathan Collection di Giancarlo Zanardo: il Caproni CA33Z e lo Spad XIII R

E’ poi la volta del We Fly Team, La pattuglia, che usa aeromobili Van’s Rv-7 autocostruiti, è l’unica al mondo parzialmente composta da piloti disabili, due su tre, commoventi ed encomiabili per la passione che ci mettono!

Decollano poi i Midnight Hawk della Suomen ilmavoimat, con la recente colorazione a due toni bianco e arancione, simile a quella degli addestratori della Raf di qualche anno fa

Parliamoci chiaro, non è che in quattro si possa fare chissà quali performance acrobatiche, a parte le formazioni a rombo, poi la distanza a cui si sono esibiti, eccessiva rispetto agli altri team non ha accresciuto la spettacolarità della esibizione, peraltro resa meno interessante dalla mancanza di fumogeni, che qualche anno fa il team impiegava; nel complesso abbastanza deludenti.

E arriva uno dei momenti più attesi dello show, l’esibizione dell’EF18 Hornet dell’Ala 15 di stanza alla base di Saragoza, reparto Tiger, sui timoni era infatti raffigurata una enorme testa di tigre e la ricorrenza del 40° anno di costituzione del reparto.

Esibizione abbastanza interessante, anche se devo ammettere di avere visto di meglio anche da piloti spagnoli, senza tirare in ballo l’Hornet display della Swiss air force che purtroppo da quest’anno non è più operativo.

A seguire si esibisce la pattuglia acrobatica Croata, i Krila Oluje (Ali di tempesta), composta da sei Pilatus PC9M.

Ho sentito commenti negativi sulle formazioni acrobatiche basate su aerei a turboelica, è vero che il rumore è meno coinvolgente, la velocità delle manovre minore, ma le formazioni sono molto serrate e possono eseguire un programma acrobatico molto variato, a me sono piaciuti.

Avrebbe dovuto essere presente anche la pattuglia polacca degli Orlik, equipaggiata con sei PZL 130, ma l’incidente avvenuto a Radom con la perdita di un F16 e la morte dell’equipaggio ha fatto si che venissero annullate tutte le attività acrobatiche del paese.

Si esibisce poi uno dei nostri gioielli ricostruiti a San Damiano, il G91 Pan pilotato dal Generale Lodovisi, che si esibisce in passaggi bassi e spettacolari, anche in considerazione della anzianità della cellula che non permette di esagerare con le manovre acrobatiche; il sentire il ronzio cupo e pieno del Bristol Siddeley Orpheus 803 mentre ci rulla davanti trasmette emozioni e ci riporta nel passato.

L’esibizione della pattuglia dei Baltic Bees merita un discorso a parte. Vengono dalla Lettonia ed utilizzano l’addestratore di costruzione ceca Aero L39C Albatross, lo stesso degli indimenticati Breitlings

La formazione completa è di sei velivoli ma a Rivolto si sono esibiti in quattro, la livrea simula un’ape, simbolo portafortuna nei paesi baltici, il loro motto è: I ragazzi non crescono mai, i loro giocattoli volano sempre più in alto.

La loro esibizione si basa su tre punti di forza principali: la livrea accattivante e fotogenica, l’uso dei fumi, la quota bassa e la vicinanza del display. Ed in effetti se paragoniamo la loro esibizione con quella dei finlandesi, pur a parità di numero, il confronto è impietoso. Segue una pausa delle attività di volo di quasi un’ora, che è vero che siamo in Italia e il pranzo è sacro, ma in una manifestazione aerea internazionale così densa per me non ci sta e non ho mai visto farla altrove, chiusa la parentesi.

Si riprende lo show con lo Yak team Italia, qui presente con quattro velivoli, tre biposto Yak 52 ed un coloratissimo Yak 50 monoposto

le buone qualità acrobatiche del velivolo, unito al suono accattivante del motore a pistoni radiale, assicurano sempre uno spettacolo interessante.

Subito dopo assistiamo all’esibizione di alcuni velivoli dei Flying Bulls austriaci, sponsorizzati dalla Red Bull, che sono una attrazione fissa dell’airshow di Zeltweg. Qua sono presenti gli elicotteri Bell 209 Cobra AH1F

e l’MBB BO105C nonché il North American T28B Trojan. L’esibizione del Bo105 lascia sempre a bocca aperta chi lo vede per la prima volta in quanto è l’unico elicottero in grado di eseguire una vasta gamma di manovre acrobatiche ed il pilota si mantiene sempre al centro della display perché il pubblico possa meglio apprezzare la sua straordinaria performance. Il T28 con il suo motore a pistoni radiale Wright R-1820 Cyclone ha buone capacità acrobatiche e la sua configurazione alare unita all’uso dei fumogeni crea delle scie al suo passaggio che si trasformano in figure fantasiose prima di dissolversi nell’aria.

Entriamo ora nel vivo delle esibizioni con i Turkish Stars

Questa pattuglia, unitamente a quella Svizzera, si esibisce con un aereo da combattimento supersonico e non un addestratore, nella fattispecie l’NF-5A e B Freedom Fighter.

Hanno iniziato negli anni 90 con una formazione di quattro velivoli e sono arrivati fino ad otto, ora si esibiscono con sei, segno che anche qua i costi si fanno sentire. I loro punti di forza sono la colorazione, la velocità e la separazione minima tra gli aerei, il punto debole secondo me sono i tempi morti tra una formazione e l’altra, le figure però sono belle e fotogeniche.

Viene da chiedersi quanto potranno ancora andare avanti con un aereo così datato e quindi costoso da mantenere in attività, come dimostrato anche dal numero elevato di personale che si occupa della manutenzione dei velivoli durante gli airshow.

Lo abbiamo aspettato a lungo ed eccolo che si arrampica verso il cielo con un rombo di tuono: è l’Eurofighter del Reparto Sperimentale Volo, magistralmente pilotato dal Maggiore Nucciarelli

La sua è una presentazione senza respiro, scandita da manovre ad alto numero di G e full afterburner

sempre nel cielo campo, la migliore senza dubbio della giornata, comunque la più eccitante.

Restiamo nel regno del rumore perché ora decolla la Patrouille Suisse con in suoi sei F5E Tiger II, con il nostro amico pilota Lukas Nannini in arte “Bigfoot”

L’esibizione degli svizzeri si basa sulla velocità, la precisione delle figure, la potenza dell’aereo, l’uso sapiente dei fumogeni, peccato però che siano venute a mancare due dei numeri che facevano la differenza: la formazione shadow dove i quattro aerei erano uno sopra all’altro in modo da sembrare un solo aereo ed il lancio simultaneo di tutti i flares nel finale grande.

Questa pattuglia è in grande difficoltà per l’invecchiamento delle cellule e nel reperire pezzi di ricambio in quanto usa un aereo che ormai non esiste più sulla prima linea; molto probabilmente verrà sciolta entro la fine del 2027

Adesso andiamo nel regno dell’eleganza e del silenzio, se elegante si può definire un bestione da 32 tonnellate al decollo

Ricordo ancora le espressioni di incredulità degli spotter inglesi al Riat quando si esibiva il C27J, riesce a fare manovre acrobatiche che non ti aspetti e ritieni impossibili, eppure le fa con una apparente tranquillità che è frutto di abilità, addestramento e conoscenza delle capacità del mezzo. Lo spettacolo è sempre assicurato.

Ora il testimone passa ad uno dei più prestigiosi team acrobatici europei: la Patrouille de France

Tra le più numerose contando un organico di otto velivoli.

Da sempre la caratteristica della Patrouille è l’eleganza, raggiunta attraverso figure complesse e cambi di formazione veloci, accompagnate dall’uso sapiente dei fumi colorati

Il programma della esibizione viene deciso ad inizio stagione dal comandante della formazione. Senza considerare le prove del venerdì, il sabato ho visto alcuni errori che non mi aspettavo da una formazione così blasonata ed in generale anche il programma mi è sembrato un po sottotono rispetto ad altre volte, forse pesa l’incidente avvenuto in primavera che ha portato alla perdita di un aereo ed al danneggiamento di un altro e anche il futuro della pattuglia che non è così certo.

Arrivano ora in formazione i due F35, un A ed un B

eseguono alcuni passaggi veloci, uno con la stiva aperta

poi il Bravo si dispone in hovering al centro della display e fa il suo numero, piuttosto breve.

Io ancora in Italia una presentazione degna di questo nome dell’F35 ancora non l’ho vista ed anzi ho notato che il 35B peggiora sempre le sue comparse come durata e qualità. Speriamo che quando ci saranno solo loro, tra pochi anni, qualcuno si decida a dimostrarlo a dovere.

Subito dopo decolla per una esibizione esemplare il T346A Master

l’ultimo assetto del RSV, orgoglio dell’industria aeronautica nazionale questo velivolo sarà il prossimo cavallo di battaglia delle Frecce quando il 339 andrà in pensione; nella mostra statica figura già un esemplare con la livrea Pan disegnata da Pininfarina

Mentre già le Frecce stanno procedendo alla start up arriva il Soko G 2 Galeb croato che viene inseguito e costretto all’atterraggio da due Eurofighter

Finito questo siparietto adesso il sipario si apre su di loro, le nostre Frecce Tricolori

Vengono da una stagione travagliata da incidenti, con conseguenti riduzioni di organico di volo che si sono trascinate a lungo durante la stagione, ma adesso sono al top nella nuova livrea commemorativa dei 65 anni di attività.

L’esibizione è perfetta come sempre e il tricolore più lungo del mondo colora ancora una volta il cielo della base di Rivolto.

Adesso il pubblico defluisce soddisfatto sotto nuvole di colore cangiante, ci vediamo tra cinque anni con un nuovo aereo e un nuovo programma a festeggiare il 70°, ma per il momento: Tanti Auguri Frecce!

Over the weekend of September 5-7, the Frecce Tricolori celebrated their 65th anniversary at Rivolto Air Base with a much-anticipated airshow. Although the event gathered numerous acrobatic teams amidst a challenging European landscape for aerial performance, expectations were somewhat unmet, particularly due to notable absences and the evolving needs of military resources. The highlights included various impressive displays, from rescue simulations to breathtaking aerial maneuvers. The Frecce Tricolori’s performance stood out, showcasing their resilience and commitment despite recent challenges. Attendees left with a sense of pride and nostalgia, looking forward to the next celebration in five years.


MCAS CHERRY POINT 2014 Air Show

27 agosto 2025

(Foto e testo a cura di Massimo Vigo)

Avendo lavorato per anni negli Stati uniti ho avuto l’occasione di partecipare a numerosi air show nelle basi USAF e US Marine Corps.

Nel maggio 2014 lavoravo in South Carolina e non ho perso l’occasione di vedere la manifestazione aerea organizzata da US Marine Corps nella MCAS  Cherry Point, base del 2nd Marine Aircraft Wing,  in North Carolina a 4 ore d’auto sulla Interstate 95.

La mostra statica era quasi interamente costituita da mezzi dello USMC (F35B, AV8B, EA6B, MV22B e molti altri) con alcune eccezioni tra le quali, molto interessanti, un TA4K Skyhawk e un MB339 CB, ex Royal New Zealand Air Force e ora gestiti da Draken International.

Il programma di volo è stato molto ricco, nonostante l’assenza dei team acrobatici militari dell’USAF (Thunderbirds) e della US NAVY (Blue Angels).

Degni di nota l’Aeroshell Team su T6 Texan e il Black Diamond Jet Team su L39, oltre al B25, l’F4U Corsair e il Mig 17.

Dimenticavo…. Volava anche uno strano tagliaerba….

Il tema dell’air show del 2014 era Inspiration to innovation, con un programma di volo degli aerei più performanti dell’USMC e una prima assoluta dell’F35B in pubblico a Cherry Point; alcuni F35B del VMFAT-501 erano infatti atterrati da Eglin per l’occasione.

Una “chicca” la dimostrazione SAR dell’HH46E “Pedro” del VMR-1 Roadrunners, probabilmente una delle ultime occasioni di vederlo operativo.

Il gran finale è stata la dimostrazione della MAGTF (Marine Air-Ground Task Force), nella quale UH1, MV22B, CH53E e AH1 hanno supportato l’incursione di Marines in territorio “ostile”, mentre F/A18D, EA6B e AV8B proteggevano dall’alto.

Rimessi nel cassetto questi ricordi continua la ricerca di altri air show USA negli archivi digitali.

MCAS CHERRY POINT (N.C.), base of 2nd Marine Aircraft Wing, hosted in May 2014 the air show themed “Inspiration to Innovation”, where the new F35B was presented to public for the first time in the air base.

The military statics, mainly limited to USMC assets, were enriched by a pair of former Royal New Zealand Air Force jets now operated by Draken International, and by several warbirds from the Dixie Wing of the Commemorative Air Force.

Many civilian performers flew in the 3-day event over the weekend of May 16-18, 2014; Aeroshell Team (T6 Texan), Black Diamond Jet Team (L39), B25, F4U Corsair and Mig 17 were among the most impressive displays.

In addition to the F35B display the USMC presented all the assets, represented by AV8B, F/A18D, EA6B, CH53E, AH1 and UH1, in single and multiple aircraft displays, completed by the MAGTF (Marine (Marine Air-Ground Task Force) demo.


Viaggio alla scoperta della Ramstein Flag 2025: Aerei e Spotting

28 Maggio 2025

(a cura di Angelo Bottazzi)

Ci siamo svegliati, io e il mio socio, in un bel giorno di primavera con la consapevolezza che era dall’autunno che non davamo sfogo alla nostra passione di vedere in azione jets operativi!

Dalla consapevolezza all’azione il passo è breve: in quel periodo nel nord Europa si svolgeva l’esercitazione multinazionale annuale Ramstein Flag 2025 (RAFL25), che coinvolgeva una novantina di jet da combattimento dei paesi Nato, insieme a rifornitori provenienti da Canada, Francia, Italia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

I velivoli partecipanti, Lockheed Martin F-35A Lighting II, Dassault Rafale, Eurofighter Typhoon, SAAB Jas-39 Gripen, Lockheed Martin F-16 Fighting Falcon e Boeing F-18 Hornet volavano principalmente dalla base aerea olandese di Leeuwarden, che era quindi la più interessante per la qualità e quantità di aerei presenti, per un totale di più di 40 velivoli.

Le unità operavano anche da basi in Danimarca e Regno Unito, in particolare gli F35 dell’Ami, di stanza a Ghedi ed Amendola, volavano dalla base danese di Skrydstrup.

Dopo avere constatato la previsione della presenza di una importante bolla di alta pressione sulla Frisia, cosa non usuale considerato il periodo, decidiamo di partire nottetempo per Leeuwarden e restarci per tre giorni pieni.

Il viaggio è lungo, 15 ore di auto, interrotte solo dalle soste tecniche necessarie, ma il tempo stabile e soleggiato ci ha aiutato a superare i disagi. All’alba del mattino successivo siamo sulla spotterbult baankop, una collina artificiale che domina la testata pista 05 e permette di osservare magnificamente le operazioni di rullaggio e decollo.

Ricordo di avere da qui assistito alle prove dell’esibizione dei Blu Angels nell’unica trasferta in Europa avvenuta nel lontanissimo 2006! La presenza di questa facilitazione la dice lunga sulla passione e competenza degli spotters olandesi, che per me sono tra i primi al mondo, considerando anche che questa base, da cui prima operavano gli F16, ora ospita già una quindicina di F35A ed è assolutamente di prima linea per la Koninklijke Luchtmacht (KLu); provate ad immaginare una cosa del genere, che ne so, a Ghedi!

Assolutamente impensabile. Arriva però subito la doccia fredda, alcuni gentilissimi signori ci comunicano in un perfetto inglese che, a differenza della Frisian Flag che si teneva annualmente sulla base, sotto l’egida della KLU, e che comportava due missioni giornaliere, la Ramstein Flag, che dipende direttamente al comando operativo Nato, comporta solo una missione giornaliera con partenza alle 16,30 e rientro al tramonto, quando non diventa notturna, con uso massiccio di rifornitori sul mare del nord per prolungare la durata delle missioni.

Il che significa che saremo disoccupati tutti i giorni fino al tardo pomeriggio. Inoltre il vento costante e sostenuto da nord fa si che la pista in uso sia sempre la 05 rendendo impossibile o quasi, a quell’ora, riprendere i decolli che sono sempre pesantemente controluce in ogni luogo possibile di osservazione; peraltro con l’introduzione dell’F35 diversi punti spotting sono stati chiusi o sono attualmente irraggiungibili, limitando quindi le possibilità di ripresa.

Lato positivo della questione, se il vento cambiasse arriva il brutto tempo per cui va bene così, inoltre il rientro in tardo pomeriggio assicura gli atterraggi con il sole basso e luce favorevole di tre quarti che esalta i particolari dei velivoli. Ci concentriamo quindi tutti i giorni sui rullaggi e l’immissione in pista di decollo degli aerei, che dalla collina al di fuori si riprendono benissimo, grazie anche al vento fresco che limita il fenomeno del calore sulla pista.

Per il resto della giornata, giusto per non annoiarci e restare in allenamento, ci dedichiamo al birdwatching nelle aree naturali vicine: l’Olanda e la Frisia in particolare sono il paradiso degli uccelli! La collina al pomeriggio è stracolma di persone e quelli nelle file dietro devono usare le scalette per avere visibilità, alle 16 la danza inizia e gli aerei, ben protetti negli shelter nascosti tra la vegetazione della base, spuntano fuori da due lati differenti per prepararsi al decollo, lo spettacolo è assicurato! E’ la sagra dell’F35, gli olandesi nei tre giorni faranno andare in volo 13 esemplari diversi, con una presenza per missione di almeno 6 esemplari che sommati alle 4 Valkyrie di Lakenheath fanno un totale di più di 10 F35 per missione.

In ogni missione voleranno, oltre agli olandesi e agli F35A dell’Usaf, 4 Rafale dell’Armee de l’Air, tutti in versione biposto, 4 F16 della Polemikí Aeroporía(HAF), 4 Efa della Luftwaffe, del famoso reparto Jagdgeschwader 2 Richthofen, 4 F18 della Suomen Ilmavoimat finlandese, 4 Gripen della Svenska flygvapnet, che da quando la Svezia è entrata a far parte della Nato è regolarmente presente a tutte le esercitazioni multinazionali. Le missioni sono lunghe, grazie al rifornimento in volo.

Li vediamo approssimarsi in coppia ad alta quota sul mare del nord, grazie alle scie di condensazione, ed eseguire circuiti ad anello durante il pattugliamento. Di norma quando arrivano all’atterraggio i primi sono già le 19 inoltrate, la luce è al top, tanto che si riprendono agevolmente dal basso quando si presentano in formazione per fare l’apertura, perché sono illuminati anche sotto dal sole che declina sul mare. Rientrano di solito in modo molto serrato mettendo a dura prova i controllori di volo, e a volte anche i numerosi fotografi presenti, che devono scegliere cosa riprendere.

Così sarà per tutti i tre giorni della nostra permanenza la, accompagnati costantemente da un vento incessante e da un sole intramontabile! Da evidenziare in questa esercitazione, di grande complessità operativa, data anche la diversità di prestazioni, avionica e procedure operative dei diversi velivoli presenti, la costante implementazione del rifornimento in volo, che ha permesso agli aerei da combattimento di rimanere in aria più a lungo, volare più lontano e ridurre il tempo a terra a beneficio dell’efficacia delle missioni. Interessante anche la dimostrazione a terra della l’interoperabilità avanzata degli aerei di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II.

A terra sono state implementate operazioni di cross-servicing, attività che prevede che la manutenzione di un velivolo sia eseguita da personale appartenente ad un’altra nazione. Una volta completata la missione degli F-35A, i reparti logistici e di manutenzione di entrambe le nazioni alleate hanno recuperato, rifornito e ispezionato reciprocamente gli aeromobili dell’altra nazione.

E’ evidente come il comando Nato attraverso queste esercitazioni ricorrenti miri alla integrazione, ad affinare le procedure e l’efficacia dei reparti di volo delle diverse nazioni, alla omogeneizzazione delle procedure operative, anche attraverso la condivisione sempre più frequente di risorse e infrastrutture, con l’obiettivo di migliorare la prontezza operativa dell’Alleanza.

E voi, ci siete stati ? Alla prossima 🙂

In a delightful spring, two enthusiasts set out to witness the annual multinational Ramstein Flag exercise in Northern Europe, featuring around 90 NATO jets. Despite the long journey to Leeuwarden, their excitement waned upon learning that missions were limited to late afternoons, hindering their viewpoint options. However, they made the best of their time by observing F-35 operations and indulging in birdwatching. Over three days, they witnessed impressive flights and a commitment to cross-nation maintenance by NATO forces, highlighting the exercise’s role in enhancing operational readiness and integration among member nations. The shared passion for aviation remained strong, even amidst challenges.


Tiger Meet 2024 Spotter Day: Catturare le azioni in volo alla Schleswig Base

24 giugno 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi

I primi raggi dell’alba illuminano le case immerse nel verde, ma sappiamo già che presto il cielo si coprirà in una alternanza di nuvole grigie e bianche, intervallate da brevi periodi di sereno.

Sarà così per tutta la settimana, con il vento costante e sostenuto da sud, sud ovest. Ci troviamo a Jagel nella regione dello Schleswig-Holstein, la più a nord della Germania.

La penisola dello Jutland, divisa tra Germania e Danimarca, è una striscia di terra, mai più larga di un centinaio di chilometri, tra il mare del nord ed il mar Baltico. A queste latitudini il meteo variabile è il minimo che ci si possa aspettare, siamo ben preparati a questo. Ci troviamo in questa landa verde per il Tiger Meet, che quest’anno si tiene nella base aerea di Schleswig, sede del Taktisches Luftwaffen geschwader 51 Immelman, equipaggiato di Tornado Ids ed Ecr.

La Pantera Nera campeggia fiera sulle derive dei velivoli del reparto. Questa edizione del Tiger si presenta un poco sottotono, dopo la scorpacciata di Gioia del Colle 2023. Mancano infatti diversi reparti: I Jaguares portoghesi, Le Linci spagnole, le Tigri austriache, i Puma Ungheresi e gli elicotteri del 21 gruppo di Grazzanise e del 221 squadron della aviazione ceca.

Inoltre gli olandesi del 313 Sqn, ora equipaggiati con gli F 35, voleranno dalla loro base di Volkel, lo stesso faranno gli F16 belgi del 31 Smd da Kleine Brogel. La responsabilità è quasi sicuramente da ricercare nelle tensioni internazionali che impegnano le aviazioni Nato in continue esercitazioni, mettendo a dura prova l’operatività dei reparti.

La base di Schleswig è dotata di due piste che si incrociano tra di loro creando una x, ma quella normalmente in uso è la 5 – 23.

Con il vento che soffia da ovest la direzione di decolli e atterraggi è per la pista 23, questo fattore limita fortemente le possibilità di osservazione e ripresa dall’esterno della base, che essendo molto estesa in larghezza ed immersa nei boschi, limita la visibilità soltanto al lato sud. Vicino all’ingresso della base è stato allestito un ampio parcheggio nel prato antistante; da qui abbiamo la possibilità di assistere all’ingresso in pista e al decollo, da molto lontano, e di riprendere molto facilmente gli atterraggi per la 23, soprattutto al mattino perché poi al pomeriggio il sole gira creando una situazione di leggero controluce, sempre che il sole ci sia!

Di seguito l’elenco dei reparti partecipanti:
F-16AM Blu 31sml
F-16C/D HAF 335 Mira
Rafale M Aeronavale 11F
F-16C/D THK 192 filo
F/A-18C/D SwissAF Fls11
JAS39C CzechAF 211.tl
Tornado IDS/ ECR GAF TLG51
EF2000 AMI 12° Gruppo
F-16C/D PWL 6 ELT
EF2000 GAF TLG74
SA-342M ALAT EHRA3
NH90 ALAT EHRA3
EC-665 Tigre HAP ALAT EHRA3
Rafale B/C AdlA EC03.030
F-35A Klu 313Sqn

L’attività di volo connessa al Tiger Meet consta normalmente in due missioni giornaliere, una al mattino intorno alle 9.30 e una al pomeriggio verso le 14.30.

Qualche volta si assiste ad un decollo di massa in cui tutta la trentina di velivoli presenti parte in rapida successione, altre volte i decolli si susseguono ad intervalli anche lunghi per quasi due ore; dipende dal tipo di missione e dal compito assegnato ad ogni singola sezione di aerei.

Le nazioni maggiormente presenti sono la Germania, che gioca in casa con i Tornado e gli Efa Bavarian Tigers di Neuburg, e la Francia presente con le tre componenti delle forze armate, l’Armee de Terre con tre tipi di elicotteri, l’Armee de l’Air con i Rafale di Monte de Marsan e la Marine National con i Rafale di Landivisiau.

Tra gli special color spiccano per bellezza ed originalità il Rafale della marina, Il Tornado del 51, L’Efa del Tlg 74, oltre ai soliti F16 turchi che sono ormai una consuetudine del Tiger.

Dopo una intensa settimana di nuvole e schiarite arriva il venerdi 7, primo giorno di spotter day, un altro verrà replicato lunedì 11. Siamo in 1500 e già all’alba la coda davanti al cancello della base è bella lunga, fa freddo ma il cielo è sereno, preludio di una giornata che, per fortuna, si rivelerà la migliore del periodo.

Alle 6.30 si entra, veniamo caricati sui pullman, ben sette, che ci porteranno nell’area a noi destinata nei pressi della torre di controllo. Veniamo posizionati ai margini della pista non in uso, in un vasto prato, non abbastanza capiente da ospitarci tutti in prima fila, per cui è tutto un tripudio di scale, scalette e sgabelli per avere assicurata una visuale ottimale; alla fine siamo disposti su tre file e tutti riusciamo a vedere in modo ottimale.

La pista in uso è angolata rispetto alla nostra posizione e l’erba alta non permette di vedere l’aereo in arrivo se non, stando sulla scaletta, un pezzettino di coda, solo a decollo avvenuto il velivolo è pienamente visibile, bisogna essere svelti. Però non ci lamentiamo perché finora i decolli sono stati praticamente impossibili da riprendere in modo degno e ora c’è il sole per cui completiamo il nostro lavoro. L’area spotter, posizione a parte, è ben organizzata con stand che servono cibo e bevande, tende militari pronte ad ospitarci in caso di pioggia, che per fortuna non serviranno, toilette da campo in buon numero e ovviamente tutti gli stand dei vari reparti che vengono gadget, patches ed abbigliamento dedicato.

Il pasto è compreso nel costo della prenotazione e ci viene offerto un buon piatto di pasta e gulash. La missione del mattino viene compiuta normalmente anche se con i decolli molto intervallati. Al pomeriggio decollano, e ben distanziati tra loro, tutti gli special color, uno per reparto; voleranno in un’area a loro dedicata per effettuare i filmati come è consuetudine e torneranno, dopo un tempo che ci è parso una eternità, a sezioni di quattro.

Dopo l’atterraggio rulleranno appositamente davanti a noi. Purtroppo questa pista al pomeriggio va in leggero controluce e questo rovina un po’ la festa. Per intrattenerci durante i tempi morti arrivano tre F35 olandesi da Volkel ed atterrano, uno passa in rullaggio davanti al pubblico e gli altri si posizionano davanti agli shelter alle nostre spalle, per cui riusciamo a fare qualche ripresa, nonostante l’erba alta che copre le ruote, delle operazioni post volo, fino a che ci viene gentilmente detto di non fotografare se non verso la pista di decollo, fine dei giochi.

Passano anche, a pochi metri dal pubblico una coppia di Sikorsky SH60 Seahawk della Us Navy e tutti gli elicotteri della EHRA3 dell’Armee de Terre francese; dalle nostre spalle decolla il Super Lynx MK88A della Marineflieger, presente per attività di soccorso, e si posiziona a pochi metri dalle transenne con un frastuono assordante.

Alle 17 finita ogni attività di volo ci riaccompagnano con i pullman al parcheggio.

Un po di considerazioni da spettatore su questo Tiger germanico: location troppo a nord con evidenti criticità meteo, tempi morti in corso di missione e soprattutto durante il primo spotter day, partecipanti in calo e alcuni dislocati in altre basi, organizzazione interna ed esterna perfetta in puro stile teutonico!

Adesso sogno il sole, il paesaggio aperto di grande visibilità, la calda ospitalità dei Jaguares portoghesi di Beja che ospiteranno il Tiger nel 2025, come da ragazzo sognavo la California, e ancor di più il Tiger 2027 ancora a Ggggggioia, a scaldarci con il Primitivo amabile e ….. saranno 104 !!!

The latest Tiger Meet at the airbase in Schleswig, Germany, saw a decline in international participation due to ongoing NATO exercises and geopolitical tensions. Despite challenges such as variable weather and limited visibility for spectators, the event featured impressive aerial displays and special aircraft colors. The spotters’ day provided enthusiasts with opportunities to observe and capture the aircraft in action, despite some limitations. While the German organization was praised, there were considerations about the location’s northern weather challenges and downtime during missions. Ultimately, attendees are left dreaming of future Tiger Meets in sunnier locations with greater visibility and warm hospitality.


TIGER MEET GIOA DEL COLLE 2023- I RICORDI

6 novembre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Io sono innamorato del Tiger Meet, sarà perché adoro i felini, sarà perché è un evento aeronautico particolare e di grande portata, che contiene sempre spunti diversi di interesse, sarà che il criterio della rotazione annuale permette di conoscere sempre basi nuove in paesi diversi.

Alla fine questa manifestazione ha pian piano soppiantato nel mio cuore il Tattoo, che pure ho frequentato per tantissimi anni 🙂

ll Tiger di quest’anno è stato molto particolare, a cominciare dal periodo autunnale, poi il fatto di giocare in casa dopo tantissimi anni, il meteo meraviglioso e costante, la partecipazione massiccia come non si vedeva da anni; a Gioia c’erano proprio tutti, mancavano solo gli spagnoli. E poi la calda ospitalità del sud Italia che ci ha riportato a quella trovata nel Peloponneso lo scorso anno, senza dimenticare il rosso Primitivo che scaldava le serate passate a programmare l’attività del giorno successivo.

Confesso che ho amato Gggioia, come la chiamano qua!

Guardando le foto i ricordi affiorano e soprattutto si scoprono dettagli e particolari che nell’azione si sono inevitabilmente persi, presi come si è a cogliere l’attimo: ora a freddo possiamo ricostruire alcuni momenti ed evidenziare alcuni aspetti, cercando di riviverne l’aspetto emozionale.

Perché alla fine che cosa rappresenta veramente il Tiger per un appassionato di aviazione? una festa di rumori, odori, adrenalina che scorre libera come un cavallo nel prato, condivisione di passione, ritrovarsi in amicizia con il comune sentire, mettere alla prova le proprie abilità e conoscenze per ottenere il risultato migliore.

E allora eccoli i ricordi ed i particolari. Indimenticabile la statica mattutina sulla 32R tra Tigri gialle e bianche, Giaguari e Pantere, Puma e Leopardi, che sembrava di essere nella savana, in un tripudio di colori accesi e abbaglianti, sotto il suadente sole pugliese, che ti facevano scordare il mondo grigio e scolorito degli aerei odierni.

I decolli dei Tornado che tiravano tutta la pista e staccavano virando verso di noi, mostrandosi di dorso con un fragore assordante. E che dire degli occhi inquietanti dipinti sui piani di coda del Tornado special color tedesco, che ti guardano mentre ti passa sopra in atterraggio!

E il pilota polacco di F16 che portava fiero, attaccato all’head up display, il tigrotto di pezza, uguale a quello che ho comperato per la mia nipotina! E il secondo pilota di Efa del 36 Stormo che con nonchalance si fa un selfie mentre decolla! E l’F16C polacco “spazzacamino”, così sporco e vissuto che sembrava fosse stato adibito a compiti di pulizia cappe piuttosto che alle esercitazioni aeree!

E il navigatore del Mirage2000D che mi salutava con il braccio tutte le volte che mi vedeva agli atterraggi!

La gioia un bel mattino di scoprire che il contadino il giorno precedente ha sparso il letame nei campi intorno, meno che nel posto segreto dove devo andare a fotografare gli atterraggi. E il mio amico Chilli, pilota tedesco di Tornado che quest’anno ho trovato alla Tlp, alla Defender e qui!

E che dire delle start up mattutine, quando tutte le orecchie degli spotters sono in ascolto per percepire il minimo rumore della attività della base.

E’ come assistere alle prove di una sinfonia, ogni ululato è diverso dall’altro e si amalgamano e contrastano insieme, come gli strumenti di una orchestra meccanica, e quando il suono è all’apice l’adrenalina scorre a fiumi per l’acquisita certezza dei decolli di massa.

E l’Elephant walk, con tutti gli aerei schierati sulla pista per le riprese dall’elicottero mentre io, noncurante delle esalazioni massive di jp8 che il vento simpatico mandava verso di me senza posa, effettuavo la weeds walk, calpestando tutte le sterpaglie possibili lungo la recinzione per riprenderli tutti.

E le varie sagre e feste dove le mettiamo? La sagra del Gripen innanzitutto. Aereo che non è mi è mai stato simpatico, mentre ho amato suo nonno e suo papà: il Draken e il Viggen

Ma qua erano davvero tanti, aerei che si vedono raramente dalle nostre parti e quando decollavano tutti insieme facevano la loro porca figura con il carrello dalla retrazione molto più lenta degli altri aerei; come non farsi emozionare dall’esemplare del 101 Ungherese con un enorme testa di Puma sulla coda?

E la Fiera degli F16 che qua erano presenti con tante versioni, dagli F16A dei Jaguares portoghesi, sempre gli ultimi a staccare le ruote dalla pista, agli F16V polacchi, la versione più recente, passando per gli F16AM belgi, gli F16C turchi e greci, quelli turchi coloratissimi entrambi.

E la fiera dei biposto che ogni nazione aveva portato in almeno un esemplare, anche questi rari da vedere, con i francesi che la facevano da padrone con quattro Rafale e tre Mirage 2000

Ed infine la sagra più ambita, quella dei post-bruciatori, per gli amici afterburners, che coloravano di rosso il cielo e facevano tremare i timpani, che esausti chiedevano per pietà, peraltro mai concessa, di mettere i tappi, al cinquantesimo decollo consecutivo.

Da ultimo mi rivedo nell’ultima sera ad aspettare gli atterraggi da solo e pensare con tristezza che ci aspetta presto un mondo fatto tutto di F35 con colorazione antiradar e antifoto!

Quando mai mi ricapiterà una occasione come questa con tanti aerei colorati, un cielo splendente e nessuno tra i piedi?

Dai, l’anno prossimo in giugno a Jagel a casa del mio amico Chilli.

Angelo Bottazzi shares his love for the Tiger Meet, an annual aviation event. This year’s was particularly special with great weather and massive attendance. Borttazzi mentions various highlights including the display of vibrant aircraft, the captivating sound of engines, and the familiar camaraderie with fellow enthusiasts. He was drawn to small, memorable details from this year’s event, such as the soft toy tiger on a Polish pilot’s F16 and the recovering aircraft creating a symphony of noises. While reflecting upon the wonderful time, he expresses sorrow for the future filled with anti-radar colored F35s, but looks forward to next year’s Tiger Meet.


Open Day Istrana 2023 51′ Stormo Caccia – Topi e Tifoni

3 ottobre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Il 7 settembre si è tenuto presso l’Aeroporto di Istrana, sede del 51 stormo caccia, un open day inserito nel quadro delle celebrazioni dei 100 anni dell’Aeronautica Militare.

Non era necessaria la registrazione, l’ingresso era libero per tutti.

Quello di Istrana è un aeroporto fotograficamente difficile, dalla parte delle strutture aeroportuali si è costantemente controluce per tutto l’arco della giornata, nonché lontani dalla pista, mentre esternamente dall’ altro lato filari di piante si alternano a spazi vuoti rendendo difficile il tracking dei velivoli.

Ed è un peccato perché il personale dello stormo è molto collaborativo e tollerante e ci tiene ad avere uno stretto rapporto con gli spotter e gli appassionati (chi era presente ai 30 anni dell’Amx sa cosa voglio dire). La giornata è afosa, ma un vento teso mitiga l’effetto, però porta come conseguenza che i decolli e gli atterraggi avvengono per la 08, quindi tutti i nostri riferimenti vanno a farsi benedire!

Decidiamo, io e il mio amico, di posizionarci fuori dalla base al mattino e di entrare per vedere la statica il pomeriggio. Come noi diversi fotografi hanno fatto questa scelta. L’attività di volo ufficiale dovrebbe iniziare verso le 10, ma appena arrivati due F16 di Aviano arrivano a bassa quota e fanno alcuni finti atterraggi, poi se ne vanno.

Atterrano poi in sequenza un C27J e un Mb339CD.

Arrivano e atterrano il Caproni CA3

e lo Spad XIII

Aspettavamo che effettuassero una formazione con l’F35B come avevano fatto il giorno precedente, invece l’F35B rulla e decolla nascosto dalle piante tra la delusione dei presenti.

Alle dieci cominciano i voli e bisogna dire che, a parte un breve intervallo a metà giornata, continueranno fino a pomeriggio inoltrato, con coppie di Efa che si alterneranno a singoli voli di Amx, a volte presentandosi insieme ed effettuando evoluzioni, passaggi con il carrello fuori, in formazione, finti atterraggi, sempre rigorosamente sul cielo campo e sull’asse della pista.

Il pubblico non si è certo annoiato. Un NH90 dell’Esercito, presente sulla base, effettuerà diversi voli di breve durata per ritornare sempre a Istrana

A un certo punto arriva a bassa quota, con i fumi bianchi e le taniche da trasferimento, Pony 8 delle Frecce, fa tre passaggi e se ne va

Verso tarda mattinata, non soddisfatti della posizione a metà pista, ci riposizioniamo a testata pista 08, dove un campo di granoturco mietuto ci permette di osservare da vicino gli avvicinamenti e gli atterraggi, è qua che otterremo i risultati migliori. Infatti 2 coppie di Efa si alternano sull’aeroporto ed effettuano tutta una serie di manovre interessanti prima di atterrare.

Sono già le 14, e in questa posizione la luce inizia a peggiorare, decidiamo di entrare. C’è un enorme parcheggio proprio di fronte al cancello di ingresso e qualche posto si trova ancora. Appena entrati veniamo omaggiati di una bottiglia da 1.5 litri di acqua, ne avevamo bisogno.

Una lunga camminata all’interno ci porta sul piazzale principale dove troviamo diversi velivoli in statica, tra cui un F35A di fronte al suo shelter

un Efa con a fianco una Ferrari Formula1

un Tornado del 6 stormo

Non mancano gli Amx, tra cui il mitico Guizzo 01 tutto giallo e quello tutto nero colorato per i 30 anni

E’ presente anche un vecchio 104 con lo “Spauracchio” sulla fusoliera ed un T33, entrambi non volanti. Sulle derive degli aerei del 51 campeggia lo stemma del reparto, un gatto che acchiappa tre sorci verdi, pardon grigi; ormai è tutto grigio, come i numerosi Topi che a fondo pista tristemente si stanno godendo la pensione

L’attività di volo continua incessante e tra l’altro arrivano 2 Tornado che hanno acconsentito ad allungare la loro missione; fanno un paio di passaggi e tornano a Ghedi. Facciamo in tempo a vedere il decollo del 339 mentre ci incamminiamo verso l’uscita

Complimenti al personale dello storno per avere cercato di portare in volo tutto il possibile! Una bella giornata di passione aeronautica ben strutturata ed organizzata 🙂

An open day was held at Istrana Airport, home of the 51st fighter wing, as part of the 100th anniversary celebrations of the Italian Air Force. The event, free and accessible to all, proved to be a challenge for photography enthusiasts due to its backlit structures and distant runways. Despite the starting hour set at 10am, the day was full of flying activities, including stunt performances from pair and solo flights. Spectators were not left bored, with several aircraft in static display and continuous flight activities. The event was a well-structured and organized day displaying aeronautical passion.


Reportage Jesolo Airshow 2023

1 ottobre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Jesolo Airshow, a meno di ricorrenze particolari, è di solito lo spettacolo aeronautico nazionale di migliore qualità dell’anno.

Si svolge sul lungomare al pomeriggio e questo da la possibilità di godersi due mezze giornate di bagni e tintarella in attesa dell’evento, il clima è di solito piacevole, data l’estate inoltrata, e la partecipazione di appassionati è molto elevata.

Il primo giorno ci sono le prove e il secondo l’airshow vero e proprio, anche se le differenze sono minime, e questo da la possibilità di studiare le varie esibizioni in anticipo per essere pronti ad immortalarle al meglio il giorno dell’airshow, con evidenti vantaggi. La qualità delle partecipazioni è sempre molto elevata trattandosi di una manifestazione consolidata e ben organizzata, sempre a livello internazionale, che riesce ad attirare pattuglie e aerei da display da tutto il mondo.

Quest’anno le due star dell’evento erano sicuramente la Patrouille de France, con alle spalle 70 anni di storia,

e l’F/A18C della Schweizer Luftwaffe:

Elevato come sempre il supporto dell’AMI, che oltre a mettere a disposizione la base di Istrana per i rischieramenti degli assetti esteri, ha presentato il Reparto sperimentale al completo con C27J, T346A e Typhoon, 2 Amx del 51′ Stormo e naturalmente le Frecce Tricolori.

Presenti anche diversi elicotteri: il nuovissimo AW169 della Guardia di Finanza, che si è esibito insieme alla motovedetta simulando un intervento contro i contrabbandieri

l’AW139 dei Vigili del Fuoco, che ha effettuato una dimostrazione di soccorso in mare con recupero dell’infortunato

e il sempre presente HH139B SAR del 15′ Stormo, che ha anch’esso effettuato la simulazione di intervento in mare in caso di incidente

infine l’A129 Mangusta dell’Esercito, che ha intrattenuto il pubblico con un lungo display in cui ha dato prova delle sue caratteristiche di maneggevolezza.

Presenti anche all’inizio della manifestazione l’AW139 della Polizia di stato

e l’AB412 dei Carabinieri Forestali. Per quanto riguarda l’acrobazia ad elica erano presenti il Cap 10 di Pocobelli e il Cap 231 di Andrea Pesenato, che dal grande pilota che è, ha dato vita ad una eccezionale prestazione acrobatica.

Citiamo per ultima la Wingwalker Danielle che, tra le doppie ali del Boeing Stearman pilotato dal marito, ha dato prova di un coraggio ed una audacia straordinari.

Tutte le display sono state di un livello molto elevato, nonostante il prudente graduato della Biga continuasse a ripetere ai piloti di stare più lontano! L’esibizione dell’F18 Svizzero è stata da urlo, con manovre ad alto livello di g e l’uso di tutti i flares in dotazione per meglio evidenziare le manovre, degno di nota il looping quadro iniziale.

I tre piloti della Sperimentale non si sono risparmiati e, grazie alla sicurezza della location sul mare, hanno mostrato quello che sanno fare a distanza ravvicinata, a differenza di Pratica dove molto probabilmente avevano delle regole di sicurezza molto più stringenti.

Benissimo le Frecce, con qualche piccola sbavatura il venerdì, come commentato dal comandante.

I francesi hanno un bell’aereo, veloce e ben colorato, usano i fumi al meglio per evidenziare le loro figure, sono eleganti

le figure dei solisti, che variano da due a quattro, sono spettacolari, però, consentitemelo, noi siamo ad un altro livello! Basti a dimostrarlo quella specie di Bomba che però rimane aggrappata in alto e non viene chiusa e i tempi morti a volte un po’ troppo alti.

Il meteo è stato perfetto per entrambi i giorni regalandoci ore di grandi emozioni.

Ce ne andiamo mentre il caldo sole del tramonto colora l’alona tricolore che si dissolve pigramente sul mare.

Arrivederci Jesolo 🙂

The Jesolo Airshow, typically regarded as the highest quality national air show of the year, takes place on the beachfront. With afternoon performances, spectators can enjoy half a day of sun and sea before the event. The first day consists of rehearsals, with the actual airshow on the second day, allowing enthusiasts to study the displays in advance. This year’s stars were the Patrouille de France, with a 70-year history, and the F/A18C from the Schweizer Luftwaffe. Various helicopters also featured, including the AW169 from the Guardia di Finanza and the AW139 from the Fire Brigade. There were also displays by the AMI, showcasing experimental units with C27J, T346A and Typhoon, and naturally, the Frecce Tricolori.


Reportage Airshow Pratica di Mare – 100 Anni di Aeronautica

15 luglio 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Assistere alle celebrazioni dei cento anni di una aeronautica militare non capita molte volte nella vita di una persona. Ci ero già riuscito nel 2014 con l’aeronautica svizzera che fece una settimana di airshow continuo a Payerne invitando praticamente tutti. Non si poteva quindi mancare alla manifestazione per i Cento anni della nostra Aeronautica che, va ricordato, nel 1998 aveva festeggiato i 75 anni sempre nell’aeroporto di Pratica di Mare.

Ora come allora personalmente non amo Pratica, è una base molto grande e di difficile osservabilità dall’esterno, ma quello che è peggio è che da sempre durante gli Airshow il pubblico viene posizionato dal lato controsole dove c’è la pista di rullaggio.

Non è solo questione di essere fotografi o meno, avere il sole in faccia tutto il giorno in giugno è spiacevole per tutti, oltre a limitare pesantemente la osservabilità delle manovre eseguite in volo. Ci sono venuto lo stesso e mi sono divertito, complice anche il bel tempo, ma devo essere critico e anche un po’ polemico perché molte cose non hanno girato, secondo la mia modesta opinione, per il verso giusto. Intanto le premesse non erano delle migliori, perché la scelta di non invitare aerei e pattuglie di altre nazioni è stata molto controcorrente, dato che nessuna altra aviazione, che abbia celebrato anniversari importanti in Europa, ha mai fatto una scelta di questo tipo.

Anche perché alla fine il criterio di mostrare in volo la maggior parte degli aerei storici che hanno fatto parte dell’Ami ha costretto comunque a ricorrere a team stranieri ancorché privati, Red Bull compresa.

C’era il forte interesse per l’esibizione in volo di due pezzi da novanta della nostra storia aeronautica: il G91 e lo Spillone, arrivati a Pratica con il fiato corto per essere stati approntati in extremis!!!

Molti appassionati che ho sentito erano venuti solo per questi e sono rimasti delusi! Il 104 si è “esibito” solo il venerdi e la domenica, il G91 tutti i giorni, ma entrambi sono sempre stati mostrati in gruppo con altri aerei moderni; ci stava un passaggio per mostrare l’evoluzione storica, ma poi avrebbero dovuto farli esibire da soli, come pare fosse stato promesso e non si è realizzato, specialmente per il 104.

Il fatto che al Tattoo che si tiene a metà luglio sia prevista l’esibizione in volo del G91 lascia ancora di più l’amaro in bocca: io ho fatto una scelta particolare, ma come me tanti fotografi italiani e soprattutto stranieri, e cioè di seguire entrambe le giornate di venerdi e sabato a testata pista 31, dove ci sono campi aperti e tante stradine sterrate che bordano la recinzione aeroportuale, sei sulla display line, e al pomeriggio hai la luce perfetta per passaggi ed atterraggi da quel lato che è la direzione più usata. Gli spotter che hanno fatto richiesta di entrare mi hanno riferito di essere stati posizionati in un luogo abbastanza infelice, se ne sono ovviamente pentiti, mentre a logica avrebbero dovuto essere privilegiati.

Tra le esibizioni che mi hanno emozionato maggiormente sicuramente la Parata, con tutto il seguito di decolli e atterraggi conseguenti, belli anche i Legend al top della forma, il Caproni CA-3 lento e solenne, il Sabre che non si è risparmiato ed i 3 Mustang precisissimi, l’F35B il venerdi, che a momenti ci arrostisce passandoci sopra in fase di discesa con gli scarichi rivolti verso il basso! Cosa è mancato oltre al 104 e al G91? Ma vi ricordate le esibizioni del Tornado della sperimentale e quella dell’Amx che apriva l’esibizione in volo rovescio da dietro il pubblico? Gli aerei li abbiamo ancora, ma i piloti che si sono esibiti erano tutti piloti dei reparti, di Ghedi e di Istrana, non piloti da display, hanno fatto quello che potevano, semplici passaggi e basta, sono mancate le esibizioni da airshow!  Cosa non mi è piaciuto e mi spiace dirlo, perché i piloti sono dei gran manici, le display dei piloti del R.S.V. ed in particolare l’Efa e il C27J, che hanno sicuramente deliziato i bagnanti sulla spiaggia di Torvaianica, ma noi che eravamo sulla display line li abbiamo cercati su “chi l’ha visto”, figuriamoci il pubblico che era dalla parte opposta controsole. Eppure quel passaggio rovescio finale con salita in g negativi, rovesciata ed atterraggio in una sola manovra del pilota del Typhoon era da urlo, ma perché una display così lontana? Una delle tante occasioni sprecate!

La giornata continua con tante occasioni per noi appassionati di fotografia, vi lasciamo con delle belle immagini 🙂


NATO Air Defender 2023 – 12 23 giugno 2023

12 luglio 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Dal 12 al 23 giugno si è tenuta in Germania una grande esercitazione aerea che ha interessato quasi tutti i paesi Nato e ha visto la partecipazione di un considerevole rischieramento di unità della Air National Guard dell’Usaf; in totale gli aeromobili partecipanti sono stati circa 250.

Molte erano le basi interessate in tutta la Germania e nei paesi limitrofi. Noi abbiamo scelto di fare spotting alle basi di Hohn e Schleswig-Jagel nel nord vicino a Kiel, perché distano tra loro un quarto d’ora di auto e si riesce ad osservare l’attività di entrambe nella stessa giornata. Un altro motivo fondamentale nella scelta è che saremmo riusciti a vedere il grosso degli aerei di prima linea della Air National Guard e in particolare gli F15C, che io considero da sempre l’aereo più bello del mondo, gli F18 della Ford, di grande interesse gli E/A18 G Growler che è la versione da guerra elettronica del Superhornet, gli A10 e gli F16, senza considerare gli aerei delle altre nazioni Nato in queste basi, un piatto davvero molto ricco!

Il tempo sarà splendido e ventoso per tutti i giorni del viaggio e della permanenza in loco, quasi miracoloso considerando la latitudine e la collocazione sul mare del nord, a confermare che la fortuna aiuta sempre gli audaci!

Fare foto agli aerei a Hohn è come sparare sul pianista, è una base dismessa dei trasporti della Luftwaffe, l’ultimo Transall è andato in pensione da tempo, e la recinzione è molto bassa e piena di varchi, da fuori domini tutta l’attività dei preparativi di volo e dei rullaggi e i decolli sono “da tappi nelle orecchie” vicinissimi, gli atterraggi li fai come vuoi, ci sono due strade che intersecano il sentiero di discesa, ti metti comodo in poltrona all’ombra con il tuo ricevitore  e quando arrivano ti passano davanti in finale.

C’è molta Polizei in giro di continuo, perché c’è tanta gente intorno all’aeroporto, tedeschi e moltissimi olandesi, ma non ti disturbano se non intralci il traffico, anche le scale sono tollerate. Unico neo di questo posto è che dalla tarda mattinata la luce non è al top perché arriva da dietro, ma non si può avere tutto nella vita. In questa base sono rischierati ed in bella vista sulla pista 16 F15C della Louisiana e della Massachusetts Ang, 8 F18E/F/G Us Navy dalla CVN-78 Gerald Ford, 4 F18 Finlandesi e 4 Typhoon FGR4 della Raf, nonché 2 Learjet da guerra elettronica. In questa base registreremo anche un giornaliero avvicendarsi di C130 della Ang di altri stati in supporto ai reparti di prima linea presenti.

Sulla brochure della Defender 2023 fornita dalla Luftwaffe si parlava di missione mattutina e basta, invece verificheremo che volano tutto il giorno e fino a ora tarda, utilizzando i tankers sempre della Ang rischierati nelle varie basi in Germania, con missioni che a volte superano le 3 ore. La base di Jagel è sede del famoso TaktLwG 51 Immelmann equipaggiato con i Tornado, reparto Tiger, presente alla Tlp di febbraio 23.

La base ha due piste a croce, di cui la più corta è in disuso, è molto larga e quindi di difficile osservazione o almeno così credevamo. In realtà una stradina asfaltata che porta e un gate inutilizzato è costeggiata sul lato sinistro da una collinetta, il sentiero di discesa passa a lato poco distante e dall’alto si osserva quasi tutta la base, si vedono i decolli da dietro e gli atterraggi li fai con una focale di meno di 200 mm!!! Unico neo, gli spotter sono tutti lì, un numero considerevole di olandesi equipaggiati con scale telescopiche mostruose, gente dei villaggi vicini curiosa con le famiglie.

Li occorre arrivare nell’intervallo di pranzo, occupare un buon posto, e aspettare la luce del tardo pomeriggio, quando il sole gira dietro e gli aerei ritornano dalle missioni. Qui è la mecca dei fotografi di aerei 😊. Su questa base sono presenti, oltre ai Tornado, 14 F16c/d della South Dakota e Colorado Ang, 6 A10 della Michigan Ang, i Red Devils, 5 Gripen Ungheresi, 3 F16C Turchi.

Noi dedicheremo a questa base il pomeriggio e la mattina saremo a Hohn per sfruttare le condizioni migliori di luce di entrambe le basi. Il vento soffierà con forza e costante per tutti i giorni rendendo semplice il nostro posizionamento e alleviando la permanenza al sole, che complice l’aria pulita picchia parecchio.

Abbiamo affittato un appartamento completo di tutto e siamo andati in auto dall’Italia, siamo liberi di spostarci, le nostre giornate sono lunghe e intense, l’attività di volo inizia alle 9.30/10 e termina alle 19.30, quando rientriamo siamo “cotti”.  Dopo tre giorni completi di divertimento puro, il giovedì mattina iniziamo il viaggio di ritorno, arriveremo a sera; qualche ora di sosta e nottetempo si parte per Pratica di Mare, ma questa è un’altra puntata!

Iscriviti alla nostra newsletter per restare aggiornato, oppure nostro canali instagram magichefrecce

Vuoi iscriverti al Club e contribuire a questa fantastica passione? Mandaci una mail 🙂