Un F4U Corsair e’ atterrato in Sede

31 Maggio 2025

Ci sono regali che vanno ben oltre il loro valore materiale. Sono doni che raccontano passione, dedizione e un amore autentico per il volo. E il modellino che Claudio ha generosamente donato al nostro Club è proprio uno di questi.

Non è “solo” un modellino. È un capolavoro in scala, un F4U Corsair ricreato con una cura e un’attenzione ai dettagli che commuove qualsiasi appassionato.

Le sue ali piegate, come quelle degli esemplari reali pronti al decollo sul ponte di una portaerei, sembrano trattenere il respiro di un decollo imminente. Lo guardi, e senti quasi il vento del Pacifico sul viso.

Un Corsair, mille dettagli

Claudio non ha lasciato nulla al caso. Il Corsair è perfettamente ambientato su un tratto di ponte di portaerei, completo di griglie d’aggancio per gli aerei parcheggiati.

Un dettaglio che fa la differenza, perché restituisce tutta la tensione e l’organizzazione di quei ponti affollati durante le operazioni di guerra.

Lo sguardo si perde tra le pannellature finemente evidenziate, le decals realistiche, l’effetto leggero di invecchiamento sulla fusoliera.

E poi quei minuscoli accorgimenti, che solo chi conosce davvero gli aerei sa ricreare: la trasparenza della capottina, le ruote lievemente piegate per suggerire il peso dell’aereo a riposo, la posizione dei flap, le cinghie in pelle del sedile. È arte aeronautica

Un gesto che vale più di mille parole

Il Corsair non è solo entrato nella nostra sala esposizioni: ha preso posto nei nostri cuori.

Perché in quel piccolo aereo c’è tutta la tua passione, la tua competenza e noi lo sentiamo.

Ogni visitatore che si fermerà ad ammirare questo modellino, ogni giovane che si avvicinerà con gli occhi pieni di domande, ogni socio che lo mostrerà con orgoglio… sarà anche un po’ merito tuo 🙂

Volare insieme, sempre

È grazie a gesti come il tuo che il nostro Club continua a essere qualcosa di più di un semplice luogo d’incontro: è una comunità, una famiglia di persone che amano il volo in ogni sua forma 🙂

Sei curioso di saperne di piu’? Continua la lettura allora…

F4U Corsair: L’Ala Piegata del Coraggio

Se sei appassionato di aeronautica, il nome F4U Corsair ti suona probabilmente come una sinfonia metallica in un cielo d’acciaio. Non è solo un aereo: è un’icona. Un simbolo alato di ingegno, coraggio e resistenza. Questo caccia imponente, dal muso allungato e le ali piegate come un gabbiano in picchiata, ha fatto la storia e lasciato il segno nei cuori di chi lo ha pilotato… e anche di chi l’ha solo ammirato da terra o guardandolo volare negli airshow a cui partecipiamo.

Cos’è il Corsair?

Il Vought F4U Corsair è un caccia monomotore imbarcato progettato per la Marina degli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale. Il suo primo volo risale al 29 maggio 1940, e già allora dimostrò di essere qualcosa di diverso. Quando entrò ufficialmente in servizio nel 1942, portava con sé una promessa: dominare i cieli del Pacifico.

Scheda tecnica (senza troppe noie, solo il bello)

  • Motore: Pratt & Whitney R-2800 Double Wasp, un mostro da 2.000 cavalli
  • Velocità massima: Circa 718 km/h
  • Autonomia: Fino a 1.600 km con serbatoi ausiliari
  • Armamento: Sei mitragliatrici Browning da 12,7 mm + possibilità di bombe e razzi
  • Caratteristica unica: Ali a gabbiano invertito per permettere l’uso di un’elica più grande senza allungare il carrello

Le sue linee curve, aggressive e sensuali insieme, lo rendevano inconfondibile anche tra decine di velivoli.

Il Corsair nella Storia

Il Corsair fu protagonista nei cieli del Pacifico, soprattutto durante le campagne nelle isole come Guadalcanal e Okinawa. Era tanto efficace da guadagnarsi il soprannome di “Whistling Death” (“la morte fischiante”) da parte dei giapponesi, a causa del suono sinistro che produceva in picchiata.

Fu utilizzato non solo dagli Stati Uniti, ma anche da marine alleate come quella britannica e quella neozelandese. Dopo la Seconda guerra mondiale, continuò a volare anche nella Guerra di Corea, dove svolse principalmente ruoli di supporto tattico, segno della sua straordinaria longevità operativa.

Curiosità e Aneddoti

  • Le ali “a gabbiano” non erano un vezzo stilistico: furono necessarie per dare spazio a un’elica enorme e potentissima, mantenendo però un carrello più corto e robusto. Un esempio perfetto di come la forma segue la funzione… ma con stile.
  • I piloti dei primi Corsair si lamentavano per la visibilità scarsa in atterraggio, che li rendeva difficili da usare sulle portaerei. Per un certo periodo, infatti, furono assegnati ai Marines per operazioni da basi a terra. Solo più tardi, con alcuni miglioramenti, tornarono in piena attività anche sulle navi.
  • Hollywood non è rimasta indifferente: il Corsair è stato protagonista della serie TV “Baa Baa Black Sheep” (in Italia, “I guerrieri della notte”), che raccontava le gesta del leggendario squadrone di Greg “Pappy” Boyington.

Il F4U Corsair non è solo una macchina. È una leggenda alata, un ponte tra la tecnica e l’eroismo, tra la meccanica e l’anima. Chi ha avuto la fortuna di vederlo in volo – o, ancora meglio, di sentire il suo ruggito – sa che non si dimentica mai. È uno di quegli aerei che ti fa alzare lo sguardo al cielo e sognare. Perché, in fondo, ogni appassionato sa che c’è un po’ di Corsair in ogni cuore che batte per le ali.

Claudio’s generous gift of a meticulously crafted F4U Corsair model transcends mere material value. This masterpiece, complete with exquisite details and set on a carrier deck, embodies his passion for aviation and dedication to the club. It captures the essence of flight, sparking curiosity in all who behold it. The Corsair is not just an aircraft but a symbol of courage and resilience, leaving an indelible mark on those who admire it. Claudio’s contribution strengthens the club’s sense of community, reminding us that shared passions can create deep connections and lasting memories in our hearts.


Volo e Fotografia: La Settimana del Tactical Leadership Programme 2024/3 ad Albacete

11 novembre 2024

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Al termine di una fantastica vacanza settembrina in terra di Estremadura arriviamo ad Albacete per assistere alle attività della prima settimana di volo della TLP 2024/3.
Qualcuno commenterà: “ma allora sei fissato, che ci vai a fare sempre in quel posto sperduto della ventosa Mancha?”. La risposta sarà lunga e ben articolata! Ma dove trovate in Europa un aeroporto militare dove in entrambe le testate pista non avete ostacoli di sorta che impediscano la visuale o la ripresa; dove ci sono comode strade asfaltate che le intersecano entrambe rendendo agevoli gli spostamenti da una parte all’altra (mattonando l’acceleratore si riesce in 10 minuti), per limitare i danni ai cambi improvvisi di pista in uso; dove non ci sono problemi di parcheggio di sorta e gli addetti alla sicurezza paranoici mancano del tutto; dove ti puoi spostare come vuoi da una parte all’altra del sentiero di discesa o salita a seconda delle condizioni di luce o delle tue necessità di ripresa; dove puoi osservare e fotografare gli oggetti del nostro desiderio liberamente da sotto, da sopra, di lato, di tre quarti, insomma dove ti pare meglio e opportuno; dove non c’è mai affollamento essendo uno spettacolo di solito riservato a pochi intimi; infine dove da un lato a favore di luce dall’alba al tramonto, alla testata prevalente per i decolli, trovi una piccola area naturale con numerose panchine in legno dove sederti, o salire sopra per evitare la recinzione, cespugli per le necessità improvvise, dove puoi leggere e riposare nei momenti morti?

Albacete Los Lllanos è veramente una location unica per gli spotter, per cui ogni volta il mio stupore va alle stelle perché troviamo sempre poca gente a guardare, ormai li conosciamo di vista e sono quasi sempre gli stessi, gente appassionata ma dei dintorni. L’ultimo giorno ai decolli sulle panchine eravamo in tre: io, mia moglie, e un signore spagnolo!


Inoltre la possibilità di assistere e fotografare fino a 30 aerei in rullaggio e in partenza o in atterraggio nel giro di mezz’ora, è uno spettacolo che si puo’ vedere solo qua. Ci sono altre esercitazioni aeree in giro per l’Europa, specie negli ultimi due anni, ma non sono a cadenza fissa come la Tlp. Sul sito pubblicano con largo anticipo un calendario annuale, che viene costantemente tenuto aggiornato in caso di variazioni, per cui già da ora si sanno tutte le date del prossimo anno ed è possibile pianificare per tempo la partecipazione riducendo i costi.

Qualcuno dirà che c’è anche il Tiger meet che ha una cadenza annuale, è vero, ma il Tiger ruota, non ha una base fissa, qualche volta le condizioni sono favorevoli, altre meno o per niente; inoltre i reparti Tiger sono sempre quelli e quindi il parco volante è sempre molto simile, mentre qua è transitato o transiterà ogni tipo di velivolo da combattimento in attività nelle forze aeree europee e degli Stati Uniti, ogni flying course vede quindi presenti aerei diversi e a volte rari e di difficile osservabilità altrove.

A seguire una descrizione delle attività della TLP. L’Allied Command Europe Tactical Leadership Programme (ACE TLP) è un’organizzazione creata in base a un Memorandum of Understanding tra otto nazioni NATO e ha sede presso la base aerea di Albacete-Los Llanos al centro della regione della Mancha. Le dieci nazioni aderenti in permanenza sono: Belgio, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Francia, Grecia e Stati Uniti mentre altre nazioni della Nato come Turchia, Repubblica ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Romania sono invitate come esterne.
L’obiettivo della TLP è aumentare l’efficacia delle forze aeree alleate attraverso lo sviluppo di capacità di leadership, di volo tattico, di pianificazione e assegnazione di compiti di missione. La divisione operativa più teorica del TLP è la Concepts & Doctrine Branch che esamina le dottrine sviluppate dalle nazioni aderenti per l’uso delle loro forze aeree. Anche la TLP Academic Branch opera solo a livello teorico.

Il suo compito è quello di fornire agli equipaggi tattici della NATO maggiori competenze lavorative e promuovere una comprensione comune di tutti gli aspetti delle operazioni aeree alleate.
La Academics Branch organizza due tipi di corsi: Academic ed Intelligence. Questi corsi sono incentrati su dottrina e tattica delle minacce, armi ed effetti delle armi, prestazioni degli aeromobili, capacità Sam/Aaa, gestione dello staff di battaglia, operazioni aeree offensive/difensive e operazioni aeree composite (COMAO). Alcuni di questi corsi sono ideali, anche se non essenziali, per la formazione pre-assunzione per i corsi di volo. In un anno, circa 500 rappresentanti delle forze aeree tattiche della NATO frequentano i corsi teorici dell’Academic Branch.
Gli obiettivi della Flying Branch sono: condurre corsi di volo progettati per migliorare le capacità di leadership tattica e la capacità di volo dei responsabili di sezione a livello di squadrone, migliorare l’interoperabilità tattica delle forze aeree della NATO attraverso l’esposizione ad altre tattiche e capacità delle forze aeree, fornire un laboratorio di volo per concetti di impiego tattico.


Circa 14 ufficiali, provenienti da sette nazioni, costituiscono le due sezioni della Flying Branch: Air-to-Ground e Air Defence. Ogni anno, la Flying Branch organizza al massimo quattro corsi di volo, ciascuno della durata di tre settimane.
Le unità delle aeronautiche aderenti selezionano regolarmente alcuni dei loro equipaggi più esperti e qualificati per partecipare a un corso di volo TLP. La qualifica minima per l’equipaggio che frequenta è: 500 ore di volo operativo, 100 ore sul tipo di aeromobile corrente e 100 ore nel ruolo corrente. Inoltre, metà del distaccamento partecipante deve contenere piloti con lo status di leader di quattro aerei, ed il resto con lo status di leader di almeno due aerei. Normalmente, a ogni corso di volo prendono parte equipaggi tra i venti 20 ed i trenta velivoli. Oltre all’equipaggio, il corso offre la partecipazione a un controllore GCI (intercettazione controllata a terra), un controllore NAEW (allarme aereo NATO), due ufficiali Intel (intelligence) e un ufficiale SAM (missili terra-aria).


La prima metà del corso di volo di tre settimane consiste in un mix di seminari e operazioni al simulatore, mentre le ultime due settimane sono per lo più di puro volo. Il focus principale del corso è la pianificazione, il briefing e la conduzione di operazioni aeree contro una varietà di obiettivi a terra.
Durante ogni corso di volo, sono programmate nove missioni attentamente strutturate, il programma è strutturato su un graduale aumento della complessità della missione.


Gli scenari coprono tutti gli aspetti della guerra aerea, tra cui Combat Air Patrol (CAP), Point/Area Defence, Force Protection, Offensive Counter Air (OCA), Offensive Air Support (OAS), Air Interdiction (AI) e Tactical Air Support.
I partecipanti sono divisi in due gruppi, quelli con una specialità aria-terra, che formano la forza d’attacco, i blu air, mentre i red air formano il secondo gruppo, incaricato di fornire supporto di difesa aerea agli attaccanti o una minaccia di difesa aerea opposta. Normalmente alla Tlp partecipano anche alcuni degli Efa dell’Ala de Caza 14, che ha la sua sede nell’aeroporto di Albacete e che proprio quest’anno ha festeggiato i 50 anni dalla sua fondazione; un Efa con colorazione special riporta questo evento sulla deriva.


Le partenze degli aerei partecipanti avvengono normalmente intorno alle 1500/15.30 pm. Una missione tipica può durare al massimo 1 ora e 40 minuti dal decollo all’atterraggio, a meno che non siano previsti rifornimenti in volo. Questo rende sconsigliabile agli spotter assistere ai corsi previsti nel mese di novembre e gennaio perché al rientro la luce è ormai agli sgoccioli; i corsi migliori per gli spotter sono quello di settembre e di febbraio/marzo.


L’analisi post-missione è uno dei compiti principali dello staff TLP. Tutti i filmati e i dati dei pod Air Combat Measurement Instrumentation (ACMI) trasportati sugli aerei partecipanti vengono attentamente valutati in modo che i Desired Mean Points of Impact (DMPI) del bersaglio, la distruzione di SAM/AAA e i tiri aria-aria possano essere determinati e convalidati. Il responsabile del pacchetto conduce un debriefing di sortita in cui vengono discussi tutti gli aspetti principali della missione. Infine, verso le 19, lo staff TLP mette insieme tutti i risultati della missione per la presentazione in un debriefing principale, che dura circa un’ora.

Puo’ accadere che, per svariati motivi, una missione pomeridiana venga annullata, ma è piuttosto raro. A noi personalmente è accaduto solo una volta in tre partecipazioni ed era un pomeriggio di tempo pessimo. C’è sempre attività di volo anche al mattino, con partenze tra le 9 e le 9.30 am, ma limitata ad un massimo di 12/14 aerei con un minimo di 10, però ci sono gli Efa dell’Ala 14, che effettuano attività a parte, di solito concentrata al mattino o alla sera per non intralciare le missioni della Tlp. Per cui alla fine tra decolli ed atterraggi non c’è il tempo di annoiarsi, mentre c’è una comoda sosta tra le 13 e le 15 per rifocillarsi a dovere.

Allegata la tabella con i partecipanti del flying course 2024/3 e degli aerei comunque osservati e ripresi nella settimana, più che altro gli Efa dell’Ala de Caza 14:
Matricola Tipo Reparto Base
611/3-JP Mirage 2000D EC03.003 Ardenne BA 133 Nancy
649/3-XY Mirage 2000D EC03.003 Ardenne BA 133 Nancy
634/3-JE Mirage 2000D AdlA
632/3-XE Mirage 2000D EC01.003 Navarre BA 133 Nancy
675/3-JI Mirage 2000D EC01.003 Navarre BA 133 Nancy
40/2-EX Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
55/2-EU Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
65/2-MG Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
62/2-ED Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
42/2-EY Mirage 2000-5F GC01.002 Cigognes BA 116 Luxeuil
1613 F-16AM FAR Baza 86 Aeriana Fetesti
1616 F-16AM FAR Baza 86 Aeriana Fetesti
1614 F-16AM FAR Baza 86 Aeriana Fetesti
C.16-44/14-44 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-48/14-48 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-58/14-39 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-58/14-58 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-64/14-64 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-66/14-66 EF2000 special 50 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-67/14-67 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-71/14-71 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-78/14-78 EF2000 Ala 14 Albacete Llos Lianos
C.16-51/11-51 EF2000 Ala 11 Moron de la frontera
C.15-66/12-24 EF-18M Ala 12 Torrejon
C.15-68/12-26 EF-18M Ala 12 Torrejon
C.15-86/46-14 F/A-18A+ 462 Esc Ala 46 Gando Gran Canaria
C.15-90/46-18 F/A-18A+ 462 Esc Gando Gran Canaria
C.15-81/46-09 F/A-18A+ 462 Esc Gando Gran Canaria
C.15-75/46-03 F/A-18A+ 462 Esc Gando Gran Canaria
HD.29-21/803-21 NH90-TTH 803 Esc Cuatros Vientos
92-0001 F-16C 132 Filo Konya AB
88-0014 F-16D 132 Filo Konya AB
90-0010 F-16C 132 Filo Konya AB
91-0310/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0313/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0324/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0602/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0603/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
91-0605/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
92-0364/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
96-0204/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
00-3000/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
00-3001/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
01-2002/LN F-15E 494th FS The Panthers 48th FW Lakenheath UK
167781/HG-33 MH-60R HSM-79 Griffins NAS North Island
166579/HG-26 MH-60R HSM-79 Griffins NAS North Island

In questo corso i motivi di interesse non mancavano, anche se la partecipazione non è stata al massimo delle capacità, dal momento che erano previsti gli Harrier dei Marines dal North Carolina accompagnati dagli Osprey che poi, per ragioni operative sconosciute, non si sono presentati. Con le tensioni ed i conflitti in corso la cosa è ben comprensibile.


La presenza dei Mirage 2000 francesi, nelle due versioni da attacco al suolo ed intercettazione, degli F16 rumeni, degli F16 turchi, un numero consistente di F15E da Lakenheath, che hanno volato senza posa due volte al giorno, e gli EF18 spagnoli di diversi reparti, rendevano il quadro bello variegato ed interessante.
Personalmente io adoro i Mirage, quando passavano andavo in confusione per la bellezza della loro livrea ancora un po lucida, in controtendenza con lo schifo grigio consunto degli aerei più recenti; ed i Mirage hanno dato spettacolo con frequenti arrampicate in decollo ed un atterraggio a coltello con richiamata già sulla pista mai visto e che nessun F35 potrà mai fare.

Con il vento non c’è stata storia, prevalente e bello sostenuto da ovest, nord-ovest con la pista in uso costantemente 27, la migliore dal punto di vista delle riprese, aria pulita e clima fresco, si sapeva in anticipo dove posizionarsi senza patemi d’animo dell’ultimo minuto, il chè ha permesso di organizzare per bene le riprese.


Visti a posteriori in sede di postproduzione ed entrati nel mito: il navigatore curioso del Mirage 2000D che, testa ripiegata all’indietro nell’angusto cockpit, ci osserva sia in decollo che in atterraggio, si sa mai che i nostri cannoni fotografici non siano in realtà degli Stinger! Il secondo pilota vanitoso dell’F16D turco che si è presentato una volta all’atterraggio con le mani guantate ad artiglio in puro spirito Tiger ed un’altra volta si è fatto beccare mentre si fa selfie con lo smartphone ben in vista.

Call sign uditi nel periodo: Lion, Tango, Halcon, Mirage, Dumbo, Ali, Bobcat, Nickel, Lucky, Turbo, Ray, Paris, Cowboy, Eagle, Falcon, Eko, Cico, insomma la fantasia non è mancata.

A me nel sonno della penultima notte ad Albacete è sorta una idea meravigliosa! L’anno prossimo il Tiger Meet inizia a Beja in Portogallo il 21 settembre e dura due settimane, contemporaneamente inizia il corso 2025/3 della Tlp ad Albacete: una settimana al Tiger, un trasferimento, una settimana alla Tlp, un solo viaggio, un solo volo, un auto a noleggio, un round trip e due eventi spettacolari. Vi ho fatto venire voglia? Io mi sto già organizzando 🙂

BONUS TRACK: se hai avuto la pazienza di leggere fino alla fine ti facciamo i nostri complimenti, perche’ vuol dire che sei un vero appassionato come tutti noi dell’8 Club Magiche Frecce, quindi vogliamo regalarti un’altra emozione, condividendo qui una foto ad altissima risoluzione dell’EFA, ingrandiscila e lasciati stupire dei dettagli:

Angelo just wrapped up an amazing vacation in Extremadura and hit up Albacete for the TLP 2024/3 flight week. They’re totally stoked about the spot because Albacete has this military airport with no visual obstructions, easy parking, and chill vibes, making it a dream for aviation spotters. Unlike other air exercises, TLP offers diverse aircraft and consistent scheduling, and they adore how the Mirage jets look in action. With a packed lineup of planes and laid-back surroundings, they’re already planning for next year’s events, blending the Tiger Meet in Portugal with TLP in Albacete. Sounds like a blast!


Gli F35 dorati

23 novembre 2023

(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)


La scorsa settimana mi è arrivata una soffiata, corredata di foto, che a Ghedi erano atterrati quattro F35A del 493rd Fighter Squadron, Grim Reapers, del 48th Fighter Wing di stanza alla RAF Lakenheath, Suffolk, United Kingdom, e che sarebbero restati per una settimana.

Lo scopo era evidente, condividere con gli F35 del 6 stormo le procedure operative, in base alla loro esperienza dell’uso del velivolo di quinta generazione, che hanno in servizio da più tempo.

Si poteva supporre che avrebbero volato tutti i giorni e forse più missioni al giorno. Occasione ghiotta e da non perdere, Ghedi lo posso raggiungere in poco più di una oretta di auto.

Il meteo era previsto a fasi alterne, ma un picco di bel tempo era atteso per mercoledì 15. Arrivati la, io e il mio socio, una fitta nebbia grava sull’area, ma il meteo prevede la sua sparizione entro le 10 e vento teso per tutto il giorno da ovest, che porta come conseguenza l’uso della pista 32L.

Siamo consapevoli che potrebbe non accadere nulla, non è una esercitazione programmata con degli orari ben precisi, oggi potrebbero anche non volare, ma chi non risica non rosica e il meteo promette di diventare spettacolare, siamo fiduciosi!

Verso le 10, quando ormai la tensione è alle stelle, sentiamo iniziare le start up: si preparano due Devil, due Pante e un Freccia (Tornado Ids ed Ecr), e, dulcis in fundo, una formazione mista di Luce e Reapers, cinque F35A, due del 6 stormo e tre del 48th.

I decolli visti, dalla strada che costeggia il fondo pista, sono impressionanti, con i Tornado che passano appena sopra la recinzione tirando tutta la pista di decollo, mentre gli F35 “tirano su” a metà pista. Bene, non siamo venuti qua per niente! Mentre ci trasferiamo dal lato atterraggi, notiamo diversi spotters sparsi lungo la recinzione, soprattutto locali, attirati dalla novità.

Il primo Tornado è decollato poco prima delle 11, li aspettiamo di ritorno non più tardi delle 12.30. Ma c’è un cambiamento di programma, i due Devil, che dovrebbero essere i primi, dichiarano una emergenza per il gregario, il carrello anteriore è sceso e fissato ma pare che il ruotino non sia perfettamente allineato; vediamo che il leader si posiziona sotto e fa un controllo visivo, poi la coppia fa una passaggio a bassa quota sulla pista per un ulteriore controllo visivo, dopo di chè vengono posizionati dal controllore su Leno a 2000 piedi, in attesa del rientro degli altri velivoli.

E così atterrano in sequenza i due Pante e, poco dopo, arrivano in formazione di 5 gli F35, fanno l’apertura ed atterrano. Ora è possibile fare atterrare i due Tornado con il problema, il leader, che è una signorina, atterra per primo seguito dal gregario, che per fortuna atterra senza conseguenza alcuna. Ed ecco arrivare l’ultimo della serie Freccia double zero che si diverte, e ci diverte, con tre low approach, finti atterraggi senza posare le ruote sulla pista, infine si presenta al full stop ma sorpresa!

Una poiana volteggia esattamente sul sentiero di discesa e non se ne vuole andare, il pilota, già in corto finale, quando se ne accorge, scarta di lato e poi riallinea, e tutto si risolve per il meglio. Sono le 13 passate e direi che per la prima parte della giornata le emozioni non sono mancate! Adesso il dilemma è, voleranno anche nel pomeriggio? Alle 14 atterra un 346 del 61 stormo di Galatina, non abbiamo idea di che ci faccia qua.

Alle 14,09 il rullaggio di un Pante riaccende le nostre speranze, e presto si preparano anche un Freccia e i soliti Luce e Reaper, questa volta due Ami (sempre gli esemplari 6-03 e 6-04) e due Usaf. Poco dopo decolla anche il 346 Sphera 0-4. Mentre fotografo i 35 che decollano, arrivano i carabinieri per un controllo di rito, nessun problema e solita chiacchierata piacevole.

Gli ultimi sono decollati alle 15 meno dieci, al pomeriggio a Ghedi la luce è magica, specie in questo periodo che il sole è basso, ma rientreranno in tempo? Per fortuna l’angoscia viene dilazionata da Pante 0 4 che rientra e inizia a fare dei touch and go, ne farà 3 prima di atterrare definitivamente; dopo non molto rientra il Freccia, ormai mancano solo i 35. Invochiamo la Luce o meglio i Luce, mentre la luce reale scema e le nostre ombre diventano sempre più lunghe!

Quando cominciamo a perdere ogni speranza, alle 16.35 arrivano in formazione di 4 e si presentano all’atterraggio, gli F35 dorati, mentre il sole ancora indugia per qualche minuto dietro il filare dei pioppi alle nostre spalle, prima di abbandonare il campo. E’ andata bene, anche oggi abbiamo centrato l’obiettivo.

Last week, the author received a tip-off that four F35A fighter planes from the 493rd Fighter Squadron had landed in Ghedi. The aim was to share operating procedures with fellow F35s from the 6th wing based on their prior experience. Their arrivals sparked interest from locals who anticipated frequent flights throughout the week. After arriving amidst alternating weather conditions, the author and a companion spectated take-offs and landings, including a problematic Tornado aircraft that eventually landed without incident. The author concludes that the day was eventful and contemplates whether there will be more flights in the afternoon.


Spotter: Grosseto Media day 8 febbraio 2023

12 febbraio 2023

(testo e foto Angelo Bottazzi)

Sapevamo che una decina di F16 Triple Nickel erano a Grosseto dal 24 gennaio e ci restavano fino al 10 febbraio, per esercitarsi sul Tirreno insieme ai Thypoons del 4 stormo e pare alle portaerei Francese e Spagnola; non avevamo però altre notizie certe sui giorni e gli orari di attività. Ma una conoscenza comune ci segnala che mercoledì 8 febbraio a Grosseto c’è un media day aperto ai giornalisti accreditati. Se si invita la stampa di solito lo si fa per dare dimostrazione e spettacolo.

Il meteo è previsto perfetto, ma freddo e ventoso, ci equipaggiamo da Himalaya e partiamo in piena notte. Alle 8 il sole è sorto e noi siamo parcheggiati nell’unico posto possibile alla testata pista 21R. Siamo ben visibili dall’interno, l’ingresso principale è molto vicino, e in un attimo la security allerta una pattuglia di Carabinieri, ci chiedono i documenti e chiarito chi siamo fanno con noi una bella chiacchierata di almeno mezzora, simpaticissimi, ci dicono che di solito volano un po’ più tardi, poi rientrano dentro alla base.

Adesso siamo tranquilli e possiamo fare quello che vogliamo! Alle 9.30 iniziano le prime richieste di start up al ground. Per ingannare l’attesa arriva un C130 della 46 per effettuare un touch and go, accade spesso perché il traffico civile li limita molto sulla loro base.

Alle 10 parte la prima coppia di 16, Eko 1.1 e 1.2, armati fino ai denti con una Lgb, due bombe a caduta libera, illuminatore laser, apparato ecm, 2 Aim 120 e 1 Aim 9, nonché due serbatoi supplementari. Subito dopo si invola Dardo 1.1, un Efa del 9 gruppo che una volta superata la recinzione della base effettua una arrampicata vertiginosa a full ab fino a sparire in alto nel blu lasciandoci a bocca aperta! Iniziamo bene, l’adrenalina comincia a scorrere libera.

In sequenza partiranno, ben spaziati tra loro altre 2 coppie di F16, Nickel e Viper e ben 5 Dardo tutti del 9 gruppo, ma questi a metà pista arrampicano in cielo e li perdiamo di vista quasi subito; uno di questi, con il timone a scacchi, risulterà poi appartenere al 37 stormo di stanza a Trapani.

Adesso comincia il solito dilemma per capire da dove scenderanno, ma il vento costante da 140 NNE ad almeno 10 nodi ci aiuta, oltre a tentare di congelarci, e devono per forza scendere dal lato verso il mare, dove il sentiero di discesa è ben segnalato in mezzo a campi e carraie, un luogo idilliaco per gli spotters e nessuno a disturbare.

Ci posizioniamo dietro ad un filare di pioppi in attesa come i sicari all’aspetto di Banco, siamo vicinissimi, non li possiamo mancare e siamo soli, non c’è nessuno. I primi entrano in contatto con l’approach a 10 miglia e confermano la discesa per la 03L.

Provo a muovere la ghiera dello zoom, ma l’olio è duro come il cemento, devo provare a ruotare più volte per renderlo un minimo fluido, il freddo fa questi scherzi!

Eccoli gli F16, ci passano davanti belli grigi e pensando di essere tutti dei Maverick cominciano dei finti atterraggi sorvolando a carrello su e a tutta velocità l’asse della pista ad una quota inferiore ai 10 metri, riattaccando in fondo alla base per ripresentarsi e ricominciare lo show! Vanno avanti così per un po’ quando, disturbati dall‘arrivo delle coppie di Efa, si decidono ad atterrare; anche gli Efa faranno un po’ di cinema ma hanno meno tempo e quindi atterrano quasi subito.

A chiudere la mattinata arriva all’atterraggio un TBM 700 della Armee de l’Air pilotato da una francesina, ripartirà due ore dopo. È mezzogiorno, la prima parte della giornata è andata per il meglio, rientriamo all’auto a rifocillarci e a scongelarci e aspettiamo per vedere se voleranno anche nel pomeriggio; intanto mi studio le varie angolazioni prevedendo il cambio della luce pomeridiana. Alle 14 il ground autorizza le prime start up, partiranno 8 F16, 2 Eko, 2 Nickel, 2 Rebel e 2 Viper nonché 4 Leo del 20 gruppo, tra cui un biposto, alcuni montano sotto l’ala un Iris T.

Ci godiamo tutti i decolli dal nostro parcheggino autorizzato sotto gli occhi delle camionette della security! Terminati i decolli si ritorna in campagna e ricomincia l’attesa, stanno fuori a lungo fino a poco prima delle 16, il sole è basso e molto laterale, ci posizioniamo di tre quarti rispetto al sentiero di discesa a pochi metri dalla recinzione. Scendono per primi i 16, belli dorati dalla luce che volge al tramonto, e ricomincia lo spettacolo.

Arrivano a coppie di due appaiati e iniziano un finto attacco alla base che ripeteranno due volte, poi iniziano i passaggi veloci sull’asse pista a very low level! Non riesco più nemmeno a contarli e a forza di urlare ad ogni riattaccata, con la complicanza del vento e del freddo, il giorno dopo sarò completamente afono! Gli ultimi sono i nostri Leo, color biondo, che atterrano con il cavallino nero che si innalza sulla coda.

Anche stavolta abbiamo fatto bingo, e sulla via del ritorno, mentre passiamo a lato degli edifici del 20 e del 9 gruppo, dove fanno bella mostra di sé due magnifici F104 special color, un Typhoon effettua uno scramble serale e si allontana nella semi oscurità, è l’arrivederci che ci ha riservato Grosseto.

Ultima nota operativa ormai tutti gli aerei dell’Ami hanno lo stemma del centenario in bella mostra, siamo agli sgoccioli: prepariamoci!