Gli aerei moderni sono sostanzialmente fatti di due categorie di materiali, l’hardware che comprende tutto quello che si puo’ toccare come i metalli, i compositi etc, e il software, cioe’ il codice di programmazione che permette di aggiungere la logica ed eseguire delle procedure e programmi sui molti computer di bordo di un aeroplano.
Pensate al vostro computer o al vostro smartphone, quanti sono i software e le app che utilizzate e quali funzioni piu’ svariate vi permetto di fare? Tante vero?
Ecco considerate che sono il risultato dell’esecuzione del cosiddetto codice sorgente che i programmatori hanno scritto per voi 🙂
Bene, se ora immaginate un aereo esso ha vari impianti collegati ai vari componenti come l’avionica, i motori, i sistemi di controllo delle superfici mobili, le radio, il radar, i sistemi d’arma etc. Tutto funziona ormai in modo digitale, quindi servono tanti computer di bordo che permettono di gestire il tutto in maniera egregia.
Si ma quanto e’ lungo il programma per controllare un aereo? Questo numero si indica in inglese con l’acronimo SLOC: indovinare e’ difficile:
1000 righe di codice?
10’000 righe di codice?
100’000 righe di codice?
No il numero e’molto piu’alto! Ecco alcuni esempi:
Lockheed Martin F-22 siamo su 6 milioni di righe di codice
Lockheed Martin F-35 siamo su 24 milioni di righe di codice
Alcuni dicono che ogni 4 anni il SLOC raddoppia ma in realta’ per gli aerei militari la curva e’ quasi parabolica, come si vede da questo grafico:
L’ F-16 ha volato la prima volta nel 1974. Vent’anni dopo, lo SLOC dell’ F-22 e’ 126 volte piu’ lungo di quello dell’ F-16 e per sviluppare il suo software e’ occorso 204 volte il tempo rispetto a quello dell’ F-16.
L’ F-35 a sua volta ha visto il suo SLOC aumentare solo di una volta e mezzo rispetto a quello del F-22, ma il suo sviluppo ha impiegato 298 volte di piu’ rispetto all’ F-16 🙂
Altre informazioni interessanti:
Mediamente un app di Iphone a meno di 50’000 righe di codice, mentre se si considerano tutto i servizi di Google, si arriva a 2 miliardi di righe !
Un milione di righe di codice se li stampassimo occuperebbero circa 18’000 pagine, come 14 volumi di Guerra e Pace messi uno sopra l’altro 🙂
Runway in use 29 Right È iniziata il 15 novembre e terminerà il 24, con svolgimento sul mar Tirreno, sul canale di Sardegna e sul Golfo di Taranto, l’esercitazione militare internazionale su vasta scala Falcon Strike 2022 che impegna componenti aeree e navali. Il fulcro della esercitazione dal punto di vista aeronautico è la base italiana di Amendola che ospita il 32° stormo equipaggiato con il caccia di quinta generazione Lockheed Martin F-35 Lightning II nelle versioni A e B. Da lì partono i corridoi aerei che permettono agli aeromobili di raggiungere indisturbati le zone previste per le manovre secondo un calendario prestabilito e orari già determinati. Per l’occasione sulla base sono rischierati 6 F35A della Koninklijke Luchtmacht olandese appartenenti al 322 squadron di stanza a Volkel air base, nonché 6 F16C del 555th squadron Triple Nickel di Aviano, i quali partecipano alla esercitazione a rotazione. Lunedi 21 il meteo prevedeva una giornata di intervallo con bel tempo a cui sarebbe seguita una perturbazione molto intensa. Prendere o lasciare! Domenica pomeriggio con il mio socio parto per Amendola. Il mattino seguente il tempo è splendido, una fresca e limpida giornata di intervallo con un vento teso da ovest, alle 8 siamo in attesa e in ascolto alla testata pista 11, che da direttamente sulla superstrada dove è situato anche l’ingresso principale della base. Il primo a partire è un drone pilotato MQ-9A Predator B, callsign Shadow 2-8, che si allontana per stazionare nell’area di Brindisi (per inciso alle 16 quando tutta l’attività di volo era terminata lui era ancora fuori) coordinato dall’approach della base. Intorno alle 8.30 è un susseguirsi di chiamate al ground per la richiesta di start up. I primi a partire sono 2 F16 con destinazione Aviano, seguono in sequenza 8 F35 di cui 4 olandesi e 3 F16, call sign Falcon, Panther e Snake, c’è anche il nostro F35B, che ho motivo di pensare sia l’unico presente di questa versione. Il lato decolli per la 11 non è il massimo dal punto di vista fotografico, specialmente al mattino, siamo su una strada trafficata e ci sono ostacoli come filari, siepi e cavi elettrici, ma noi confidiamo sugli atterraggi per la 29 dove si può stare in un ambiente campestre, senza disturbi, aperto ma ben riparato. Ci spostiamo da questo lato e ancora in auto assistiamo all’atterraggio di un A319 del 31°stormo, segno evidente che all’interno della base ci sono attività dimostrative, abbiamo visto alcuni giornalisti all’ingresso, cosa confermata dall’arrivo subito dopo di un Learjet dell’Usafe. Ma è quando il controllore confermerà che la “runway in use is 29 right” che avremo la certezza di fare buoni scatti. Terminati gli atterraggi della wave del mattino la giornata ci regala l’atterraggio di un C130J della 46a di Pisa e un Atlas C1, alias A400M, della Raf. Ci posizioniamo di nuovo alla testata della 11 in attesa della ripresa delle attività pomeridiane. Alle tredici in punto 4 F16 partono con destinazione Aviano, arrivano bassi e quando superano la recinzione si esibiscono in una impressionante arrampicata a full afterburner, come per dimostrare che va bene i caccia di quinta generazione ma anche noi non scherziamo! Si lo so, l’F35 non è bello, qualcuno può anche dire che è brutto, però è una macchina allo stato dell’arte con enormi possibilità di operative e di sviluppo, del resto c’è poco da fare, abituiamoci alla sua sagoma tozza e sgraziata e alla sua colorazione repellente, perché tra pochi anni le aviazioni occidentali saranno quasi un mono aereo fatto tutto di F35, unica nota positiva per i fotografi che la sua vernice riflette poco o niente la luce. Per quanto riguarda l’araldica possiamo notare sulle code degli F35 del 32° stormo l’Aquila in picchiata e sulle prese d’aria il Don Chisciotte a testa sotto che è lo stemma del 13° gruppo, solo un esemplare ha un grande Don Chisciotte sulla deriva ed è il 32-05, qualcuno ha già sulla presa d’aria il logo dei 100 anni dell’Ami, purtroppo tutto a bassa visibilità. Alle 13.30 ricomincia il ballo e partiranno in sequenza 4 F35 olandesi e 6 F35 del 32°; a questo punto contando su un venticello da ovest osiamo ritornare alla 29R nella speranza che atterrino sempre da lì, si fanno attendere e ci fanno soffrire nell’incertezza, la missione dura più di una ora e mezza! Nel frattempo arriva, totalmente inaspettato, Grappa 1-1 un Amx t del 51° di Istrana, uno degli ultimi 4 Amx che ancora volano, fa due touch and go ed atterra per il piacere dei nostri otturatori. La giornata si mette al meglio, la luce è perfetta, la torre conferma le nostre aspettative che la pista in uso è la 29R quando i primi aerei sono ancora a seven miles, arrivano tutti insieme in tre pattuglie, fanno l’apertura e atterrano passando vicinissimi, siamo soli e lo spettacolo è tutto per noi. In totale abbiamo visto volare 33 aerei delle varie versioni senza contare i touch and go. Purtroppo domani è previsto brutto tempo e dobbiamo rientrare, è stata una trasferta breve ma decisamente appagante.
Ricordo ancora l’emozione provata al primo incontro con il Fantasma 2 nel lontano 1981 ad Aviano, era la versione C dell’Usaf con colorazione mimetica tipo Vietnam, uno spettacolo.
Ne ho poi seguito lo sviluppo nel corso degli anni attraverso tutte le sue varianti: l’RF4C da ricognizione e l’F4E entrambi dell’Usaf, l’F4D della Navy, l’F4K della Raf con i motori Rolls Royce Spey, fino all’ultima versione F4F della Luftwaffe. Un aereo che è entrato nel mito per i quantitativi prodotti, la grande versatilità, le fattezze inusuali e la incredibile longevità.
Ormai opera in pochi esemplari solo nelle forze aeree di Grecia e Turchia, ne avevo incontrato un paio di recente al Tiger Meet ad Araxos e uno, solo in statica, all’Airpower di Zeltweg, ma la fortuna aeronautica che mi sta accompagnando per tutto il 2022 mi stava fornendo un’altra interessante opportunità: l’esercitazione Poggio Dart 2022. Organizzata dal NATO Deployable Air Command and Control Centre (DACC), di Poggio Renatico nel nord Italia durante tutta questa settimana la Poggio Dart è una esercitazione che vede coinvolte quattro nazioni Nato (Grecia, Italia, Turchia e Stati Uniti), e una trentina di aerei tra cui F35, F16, F4, Efa e Tornado Ecr. Gli assetti stranieri sono dislocati ad Aviano e consistono in 3 F4E del 338 Mira della Polemikí Aeroporía e 3 F16, di cui 2 biposto, del 132 Filo della Türk Hava Kuvetleri , come dire Cani e Gatti rischierati sulla stessa base e costretti a collaborare! Occasione troppo ghiotta per essere persa, in più il meteo dava tempo stabile e soleggiato per i primi due giorni seguito da un peggioramento nei giorni successivi, quindi garanzia di vedere in volo parecchi aerei e così sara’! Alle 08.05 del mattino di lunedì partono in sequenza otto F16, tra Poiane e Nickelini; diversi ci fanno gradito omaggio del loro lucente dorso virando decisi verso di noi subito dopo il decollo. Le partenze si snoderanno fino alle dieci del mattino e saranno proprio i due Phantom greci a partire per ultimi, dopo averci fatto soffrire tutti (siamo una cinquantina di spotter) nel dubbio che non fossero ancora operativi. In totale sono decollati 15 F16 Usaf, 2 F16 Turchi e i 2 F4 Greci oltre a 2 HH-60G Pave Hawk, di cui uno pilotato da una dolce fanciulla, a giudicare dalla voce, e l’altro dal baffuto comandante del reparto. Ci trasferiamo agli atterraggi, e mentre riprendo una coppia di 16 in finale la mia attenzione è attirata da una enorme sagoma scura nera che sta circuitando proprio su di noi, è un C17 di Mc Chord che si appresta ad atterrare. Arrivano i due F4 e nella discesa si nota, nonostante la mole ed il peso, la enorme stabilità della cellula di questo aereo che data la grande superfice alare era una affidabilissima piattaforma nei voli a bassa quota. Poco dopo ci vengono segnalati in arrivo due Efa italiani, completano l’avvicinamento per l’atterraggio ma riattaccano e se ne vanno dopo avere sorvolato tutta la pista, un altro po’ di cinema per noi! Su Flightradar24 notiamo un C130 dell’Usaf che decollato da Sigonella si trova ora sulla Toscana e pare avere la prua su Aviano, e così sarà. E’ la versione lunga del C130J, di stanza a Ramstein in Germania, ed ha le strisce bianco e nere di invasione sulla coda. Nel pomeriggio su consiglio di due spotters di Treviso ci spostiamo ad Istrana dove ci mostrano i punti migliori per scattare foto ed osservare le operazioni. Riusciamo a vedere un atterraggio con riattaccata e un decollo di Efa e riprendiamo il suo atterraggio alla fine della missione con due touch and go. Ci dicono che ormai solo 4 Amx volano e che sono presenti 15 Typhoon. Il giorno dopo ritorniamo ad Aviano, il tempo è fantastico, siamo sempre parecchi, il ballo inizia poco dopo le 8 e ripete la sequenza del giorno prima, elicotteri compresi. I greci fanno volare il terzo F4 mentre i turchi gli stessi due esemplari. Alle 11 sono già rientrati tutti e ci dicono che ripartiranno alle 14,30, ma già si profila un peggioramento del meteo con un sottile strato di nubi che si allunga dal Piancavallo, meglio rientrare dopo esserci rifocillati. Una bella tirata, ma la fatica è stata ampliamente ricompensata da un gran bello spettacolo.
Questa è storia: kindu è una località dell’ex Congo belga e questi 13 Aviatori su c119 erano in missione di pace per conto ONU e furono trucidati, addirittura si presuppone azioni di cannibalismo.
A Pisa, vicino alla base della 46esima aerobrigata, c’è il sacrario🙏🙏.
Questa frase ripetuta ossessivamente come un mantra, ogni pochi minuti, dai controllori di volo è la chiave di lettura di questa giornata di spotting a Malpensa airport.
La pista 35L, la più vicina ai terminal, è chiusa per lavori di manutenzione e tutto il traffico opera dalla 35R, la più accessibile e fotogenica per gli spotter, con più punti di osservazione nell’arco della giornata. Malpensa è il secondo aeroporto in Italia per dimensioni e traffico, con molti movimenti di cargo, è l’hub principale di Easy Jet, e vi si vedono sempre aeromobili interessanti, difficilmente osservabili altrove in questi numeri.
Premetto che non amo le foto di aerei sulla pista o con dietro le strutture aeroportuali, fattibilissime nel contesto di Malpensa, a me gli aerei piacciono con lo scenario naturale del cielo, che è il loro vero elemento.
Poi ho un’altra passione che si lega strettamente al mondo aeronautico ed è il radioascolto, qua puoi seguire tutte le operazioni di start up,rullaggio, decollo, avvicinamento ed atterraggio monitorando il lavoro di controllori e piloti, questa attività affiancata alla osservazione delle traiettorie su Flightradar24 ti permette una full immersion nel mondo del volo.
Per fare tutto ciò bisogna trovare una posizione comoda, un po’defilata, non troppo vicino a strade trafficate o troppo prossima alla recinzione aeroportuale, perché si sa, in Italia chi osserva gli aerei non è particolarmente ben visto dalle autorità, e chi ha frequentato il mondo anglosassone sa apprezzare la grande differenza di atteggiamento che si riscontra da quelle parti. Conosco molto bene i dintorni di Malpensa, per assidue frequentazioni nei primi anni 2000, quando avevo parenti che abitavano nei pressi, e so ricavarmi uno spazio adatto alle mie esigenze senza dare troppo nell’occhio.
La giornata è splendida, il traffico aereo notevole, i controllori hanno il loro bel da fare a coordinare atterraggi e decolli con una pista sola; come l’aereo che atterra posa le ruote sulla pista il controllore ha già impartito l’ordine di allinearsi a quello che deve decollare, con separazioni ai minimi!
Seguiremo tutte le operazioni di volo dall’alba, con il primo aereo che ci passa sulla testa con uno sfavillio di luci colorate quando ancora domina l’oscurità, fino a quando il sole è sceso sui boschi del parco del Ticino. Una giornata divertente e spesa bene!
Ecco una piccola raccolta di momenti della serata di festa Sabato 29 Ottobre!
Abbiamo invitato i soci a visitare la nostra bellissima e apprezzatissima sede incontrando il Com.te Angelo Boscolo e la Sig.ra Rossella Boscolo, instancabile Presidente dell’Associazione Amici di Volandia.
La carriera del Com.te Boscolo e’ veramente lunga, lasciateci citare il fatto che ha volato era il solista delle Frecce Tricolori con il G91 PAN e volato nella formazione Alpi Eagles, prima pattuglia acrobatica civile composta da ex piloti PAN, sull’elegante SIAI Marchetti SF 260.
La Sig.ra Rossella ci ha omaggiati di un bellissimo distintivo di Volandia con il motto delle ex officine Caproni “Senza cozzar dirocco” : questo motto era stato coniato da Gabriele D’Annunzio e si puo’ tradurre come “senza attaccare da terra (cozzar), colpivano gli obiettivi (dirocco) dal cielo”
Il nostro Presidente dell’8 Club Valeria ha consegnato la tessera d’onore:
e con tutti i Soci abbiamo brindato alla serata
Poi ci siamo spostati in pizzeria riempiendo con un lungo tavolo a U tutta la sala!
La loro visita è stato un pretesto catalizzante per farci finalmente ritrovare insieme a parlare e scherzare, questa è stata la cosa più bella della serata 🙂👏 Ci stiamo ricaricando, nei prossimi mesi avremo tanti eventi, la partecipazione dei soci vedete che è il cuore di tutto! A prestooooo😄🛩️🛩️
AGGIORNAMENTO:
Abbiamo da poco ricevuto una mail di ringraziamento che ci riempie di felicita’ e conferma lo spirito del nostro Club:
“Un grazie non basterebbe per ringraziarVi della splendida serata passata assieme al Vostro gruppo sabato sera.
Angelo ed io ci siamo trovati immersi in una serenita’ di persone con tanta passione per il volo ed in particolare per le mitiche ‘’Frecce Tricolori’’.
Ciccioni a San Damiano! In questo periodo è in corso una esercitazione congiunta denominata Heavy Alloy 2022 tra l’Ami e le forze aeree del Belgio e del Lussemburgo che coinvolge i trasporti.
Stanno volando da Pisa in varie missioni di logistica e appoggio interessando le basi di Cervia a est e San Damiano a nord, con voli frequenti diurni e notturni nelle vallate dell’appennino parmense e piacentino.
Oggi nella mattinata era previsto uno di questi eventi a San Damiano, informazione riservata ma i radioamatori per fortuna vigilano e diffondono. Alle 11 eravamo già sulla “collina” mitico punto di osservazione quando erano presenti i Tornado italiani e tedeschi! Lo vediamo arrivare da Pisa sorvolando l’appennino con Flightradar24, call sign Grizzly51, e’ un Airbus A400M-180 delle forze aeree del Lussemburgo.
Dopo un passaggio sull’asse pista effettua un circuito e viene all’atterraggio, ci passa vicinissimo e la sua scia è impressionante, le 4 eliche da otto pale ciascuna di forma elicoidale generano un effetto vortice con sibili, ululati e vento forte che sconvolgono tutta la collina! A metà pista riattacca e ricomincia, si ripresenterà all’atterraggio altre sei volte per un totale di sette touch and go, prima di allontanarsi verso Fiorenzuola e fare ritorno a Pisa.
Nel frattempo il radar ci segnala un altro A400M Grizzly12, stavolta della Belgian Air Force, che circuita a lungo nelle vallate del Taro e del Ceno, poi finalmente prende la via di Piacenza, ma all’ultimo minuto devia quando già era in vista della base; per fortuna era solo una finta, dopo poco si ripresenta e atterra fra il frastuono dei suoi inversori di spinta. Giusto il tempo di arrivare in fondo pista e girare su se stesso e riparte diritto sopra la collina per tornare a Pisa. Questi aerei sono difficili da vedere nel nostro paese, ma pare che l’Ami abbia intenzione di sostituire i C130J di stanza a Pisa proprio con l’A400, quindi cominciamo a famigliarizzare!
Come al solito il sole è uscito quando tutto era terminato, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine ☹