Esperimento con Chat GPT: ho provato a dire “scrivi un articolo su ottavo club magiche frecce tricolori”

16 febbraio 2023

Incuriosito dal nuovo sistema Chat basato su modelli di Intelligenza Artificiale ho voluto provare anche io e questo e’ stato il primo risultato, divertitevi !

“Ottavo Club Magiche Frecce Tricolori” è una variante della tecnica delle “8 Club Magiche Frecce”, che aggiunge un elemento di spettacolarità e orgoglio nazionale alla performance dell’illusionista. In questa versione, l’illusionista lancia otto frecce colorate in aria, ognuna delle quali rappresenta un colore della bandiera italiana: verde, bianco e rosso. L’effetto finale è quello di una coreografia aerea simile a quella delle Frecce Tricolori, la celebre pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare Italiana.

Il trucco delle “8 Club Magiche Frecce Tricolori” richiede una grande abilità e precisione da parte dell’illusionista. Ogni freccia deve essere lanciata con la giusta forza e nella giusta direzione, in modo che tutte le frecce si incontrino in aria e formino un’immagine perfetta. Inoltre, le frecce colorate devono essere scelte con cura, in modo che siano abbastanza visibili dal pubblico ma allo stesso tempo abbastanza leggere da essere lanciate con facilità.

Il pubblico, naturalmente, rimane affascinato dalla bellezza e dalla precisione della performance. L’immagine delle otto frecce che si incontrano in aria per formare la bandiera italiana è davvero spettacolare, e i colori vivaci delle frecce aggiungono un tocco di allegria e di orgoglio nazionale alla performance.

Ma l’effetto finale non è solo estetico: l’illusionista può utilizzare questa tecnica per creare un effetto di sorpresa e di stupore nel pubblico. Ad esempio, potrebbe far apparire improvvisamente un oggetto o una persona al centro dell’immagine formata dalle frecce, oppure potrebbe far scomparire le frecce una ad una, lasciando il pubblico a bocca aperta.

In definitiva, l’ottavo Club Magiche Frecce Tricolori è una variante spettacolare e originale della tecnica delle “8 Club Magiche Frecce”, che aggiunge un elemento di orgoglio nazionale alla performance dell’illusionista e cattura l’attenzione e l’ammirazione del pubblico. Se eseguito con abilità e precisione, questo trucco può essere uno dei momenti più spettacolari e indimenticabili di uno spettacolo di illusionismo.

Dopo la prima divertita lettura, ho cercato di correggere la chat dicendo:

“correggi il testo perche’ ottavo club magiche frecce e’ un fan club della pattuglia acrobatica italiana, non e’ relativo all’illusionismo”

ed ho ottenuto:

L’Ottavo Club Magiche Frecce è un fan club che si dedica alla promozione e alla diffusione della conoscenza della Pattuglia Acrobatica Nazionale Italiana, le Frecce Tricolori. Il nome del club deriva dalla posizione dell’ottavo velivolo della pattuglia, che è uno dei membri chiave della squadra durante le esibizioni aeree.

Il club è stato fondato nel 1997 da un gruppo di appassionati di aviazione e delle Frecce Tricolori, con l’obiettivo di creare una comunità di appassionati e di sostenere la pattuglia acrobatica in Italia e all’estero. Oggi, l’Ottavo Club Magiche Frecce conta circa 800 membri in Italia e all’estero, e organizza una vasta gamma di attività e eventi per i propri membri.

Tra le attività del club, ci sono visite guidate ai luoghi di addestramento e alle basi della Pattuglia Acrobatica Nazionale Italiana, incontri con i piloti e i membri del team, partecipazione a eventi aerei e manifestazioni pubbliche, come mostre e conferenze. Inoltre, il club pubblica regolarmente una newsletter e una rivista ufficiale, che contengono articoli, interviste e notizie sulla pattuglia acrobatica e sulle attività del club.

Il club promuove anche la diffusione della conoscenza e dell’educazione legate all’aviazione e alla Pattuglia Acrobatica Nazionale Italiana, attraverso programmi educativi per le scuole e i giovani appassionati di aviazione. Questi programmi includono conferenze, visite guidate e corsi di formazione, che forniscono una panoramica completa sulla storia, la tecnologia e le tecniche di volo della pattuglia acrobatica.

Inoltre, l’Ottavo Club Magiche Frecce sostiene la Pattuglia Acrobatica Nazionale Italiana durante le esibizioni aeree e gli eventi pubblici, offrendo supporto logistico e di organizzazione. Il club è spesso presente agli eventi della pattuglia acrobatica in Italia e all’estero, e collabora con altre associazioni di appassionati di aviazione per promuovere la cultura dell’aeronautica e la diffusione della conoscenza sulla pattuglia acrobatica.

In conclusione, l’Ottavo Club Magiche Frecce è un’associazione appassionata e impegnata nella promozione e nella diffusione della conoscenza sulla Pattuglia Acrobatica Nazionale Italiana, le Frecce Tricolori. Il club rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di aviazione e per coloro che amano la pattuglia acrobatica, offrendo una vasta gamma di attività, eventi e programmi educativi, e collaborando con altre associazioni per promuovere la cultura dell’aeronautica e la diffusione della conoscenza sulla pattuglia acrobatica italiana.

Non male per essere un sistema automatico!


Spotter: Grosseto Media day 8 febbraio 2023

12 febbraio 2023

(testo e foto Angelo Bottazzi)

Sapevamo che una decina di F16 Triple Nickel erano a Grosseto dal 24 gennaio e ci restavano fino al 10 febbraio, per esercitarsi sul Tirreno insieme ai Thypoons del 4 stormo e pare alle portaerei Francese e Spagnola; non avevamo però altre notizie certe sui giorni e gli orari di attività. Ma una conoscenza comune ci segnala che mercoledì 8 febbraio a Grosseto c’è un media day aperto ai giornalisti accreditati. Se si invita la stampa di solito lo si fa per dare dimostrazione e spettacolo.

Il meteo è previsto perfetto, ma freddo e ventoso, ci equipaggiamo da Himalaya e partiamo in piena notte. Alle 8 il sole è sorto e noi siamo parcheggiati nell’unico posto possibile alla testata pista 21R. Siamo ben visibili dall’interno, l’ingresso principale è molto vicino, e in un attimo la security allerta una pattuglia di Carabinieri, ci chiedono i documenti e chiarito chi siamo fanno con noi una bella chiacchierata di almeno mezzora, simpaticissimi, ci dicono che di solito volano un po’ più tardi, poi rientrano dentro alla base.

Adesso siamo tranquilli e possiamo fare quello che vogliamo! Alle 9.30 iniziano le prime richieste di start up al ground. Per ingannare l’attesa arriva un C130 della 46 per effettuare un touch and go, accade spesso perché il traffico civile li limita molto sulla loro base.

Alle 10 parte la prima coppia di 16, Eko 1.1 e 1.2, armati fino ai denti con una Lgb, due bombe a caduta libera, illuminatore laser, apparato ecm, 2 Aim 120 e 1 Aim 9, nonché due serbatoi supplementari. Subito dopo si invola Dardo 1.1, un Efa del 9 gruppo che una volta superata la recinzione della base effettua una arrampicata vertiginosa a full ab fino a sparire in alto nel blu lasciandoci a bocca aperta! Iniziamo bene, l’adrenalina comincia a scorrere libera.

In sequenza partiranno, ben spaziati tra loro altre 2 coppie di F16, Nickel e Viper e ben 5 Dardo tutti del 9 gruppo, ma questi a metà pista arrampicano in cielo e li perdiamo di vista quasi subito; uno di questi, con il timone a scacchi, risulterà poi appartenere al 37 stormo di stanza a Trapani.

Adesso comincia il solito dilemma per capire da dove scenderanno, ma il vento costante da 140 NNE ad almeno 10 nodi ci aiuta, oltre a tentare di congelarci, e devono per forza scendere dal lato verso il mare, dove il sentiero di discesa è ben segnalato in mezzo a campi e carraie, un luogo idilliaco per gli spotters e nessuno a disturbare.

Ci posizioniamo dietro ad un filare di pioppi in attesa come i sicari all’aspetto di Banco, siamo vicinissimi, non li possiamo mancare e siamo soli, non c’è nessuno. I primi entrano in contatto con l’approach a 10 miglia e confermano la discesa per la 03L.

Provo a muovere la ghiera dello zoom, ma l’olio è duro come il cemento, devo provare a ruotare più volte per renderlo un minimo fluido, il freddo fa questi scherzi!

Eccoli gli F16, ci passano davanti belli grigi e pensando di essere tutti dei Maverick cominciano dei finti atterraggi sorvolando a carrello su e a tutta velocità l’asse della pista ad una quota inferiore ai 10 metri, riattaccando in fondo alla base per ripresentarsi e ricominciare lo show! Vanno avanti così per un po’ quando, disturbati dall‘arrivo delle coppie di Efa, si decidono ad atterrare; anche gli Efa faranno un po’ di cinema ma hanno meno tempo e quindi atterrano quasi subito.

A chiudere la mattinata arriva all’atterraggio un TBM 700 della Armee de l’Air pilotato da una francesina, ripartirà due ore dopo. È mezzogiorno, la prima parte della giornata è andata per il meglio, rientriamo all’auto a rifocillarci e a scongelarci e aspettiamo per vedere se voleranno anche nel pomeriggio; intanto mi studio le varie angolazioni prevedendo il cambio della luce pomeridiana. Alle 14 il ground autorizza le prime start up, partiranno 8 F16, 2 Eko, 2 Nickel, 2 Rebel e 2 Viper nonché 4 Leo del 20 gruppo, tra cui un biposto, alcuni montano sotto l’ala un Iris T.

Ci godiamo tutti i decolli dal nostro parcheggino autorizzato sotto gli occhi delle camionette della security! Terminati i decolli si ritorna in campagna e ricomincia l’attesa, stanno fuori a lungo fino a poco prima delle 16, il sole è basso e molto laterale, ci posizioniamo di tre quarti rispetto al sentiero di discesa a pochi metri dalla recinzione. Scendono per primi i 16, belli dorati dalla luce che volge al tramonto, e ricomincia lo spettacolo.

Arrivano a coppie di due appaiati e iniziano un finto attacco alla base che ripeteranno due volte, poi iniziano i passaggi veloci sull’asse pista a very low level! Non riesco più nemmeno a contarli e a forza di urlare ad ogni riattaccata, con la complicanza del vento e del freddo, il giorno dopo sarò completamente afono! Gli ultimi sono i nostri Leo, color biondo, che atterrano con il cavallino nero che si innalza sulla coda.

Anche stavolta abbiamo fatto bingo, e sulla via del ritorno, mentre passiamo a lato degli edifici del 20 e del 9 gruppo, dove fanno bella mostra di sé due magnifici F104 special color, un Typhoon effettua uno scramble serale e si allontana nella semi oscurità, è l’arrivederci che ci ha riservato Grosseto.

Ultima nota operativa ormai tutti gli aerei dell’Ami hanno lo stemma del centenario in bella mostra, siamo agli sgoccioli: prepariamoci!


Magni Gyro: la realizzazione di un sogno

21 gennaio 2023

Cari amici, oggi siamo stati ospiti nell’azienda Magni Gyro a Besnate, in provincia di Varese

Siamo stati accolti da Luca Magni, uno dei fratelli che gestiscono la societa’ e da Elena: la loro calda accoglienza, il sorriso e soprattutto quel luccichio che appare negli occhi quando si inizia a parlare di volo, ci ha fatto sentire subito a casa 🙂

Un rapido scambio di doni tra Luca e Valeria, nostra Presidente, prendiamo posto nella meeting room, cinture ben allacciate, proiettore acceso e… VIA! si parte con la storia !

Luca ci racconta che questa storia familiare e’ iniziata come in un sogno: 50 anni fa il padre Vittorio Magni realizza quello che sara’ il primo autogiro volante in Italia: da quel momento, sviluppa una lunga serie di prototipi monoposto e biposto, sempre piu’ perfezionati, diventando a livello internazionale un punto di riferimento per il mondo dell’autogiro. E’ ancora appeso in fabbrica il primo modello volante, che essendo senza motore volava trainato con un cavo da un’auto !

L’azienda copre l’ intero processo produttivo, ci vengono mostrati i reparti di saldatura dove mani precise creano le strutture portanti, visitiamo l’area tecnologica dedicata ai materiali compositi ed infine la zona di montaggio. Un socio, meccanico aeronautico certificato di lungo corso, ci fa notare molti piccoli particolari che denotano una grande qualita’ costruttiva ed un’attenzione al dettaglio molto alta, ad iniziare dagli acciai speciali utilizzati, per arrivare a tutta la bulloneria aeronautica e non industriale. Dice che anche l’efficace posizionamento di tutte le componenti costruttive mostra come tali soluzioni siano state originate da tanta progettazione e soprattutto da tanti anni di esperienza.

L’autogiro e’ stato protagonista di vari record, tra cui il giro del mondo fatto da James Ketchell con un Magni Gyro M16

Il record mondiale di altezza invece e’ detenuto da Donatella Ricci che nel 2015, sempre a bordo di un M16, ha raggiunto l’altezza siderale di 8399 m: in azienda e’ conservato il suo autogiro:

La visita continua nel reparto di assemblaggio dove si vedono diversi autogiri

Il disponibilissimo Luca e’ costantemente impegnato a rispondere a tutte le nostre domande: essendo cosi’ vicini ai mezzi, ogni sportellino o accessorio che non conosciamo e’ oggetto di curiosita’ !

E’ stato divertente vedere anche la soddisfazione del fondatore Vittorio Magni, che come ogni padre sorrideva vedendo Luca parlare e penso avendo dentro di se la tranquillita’ di aver fondato e trasmesso la sua passione ai figli, il sogno di ogni imprenditore 🙂

Concludiamo con una bella foto di gruppo finale, tutti i soci ed amici hanno apprezzato la visita organizzata dall’8 Club Magiche Frecce.

Un sentito ringraziamento a tutti per la calorosa partecipazione ed a Magni Gyro per l’opportunita’ gentilmente concessa, alla prossima STAY TUNED 🙂


I motori criogenici dei vettori per lo spazio

3 gennaio 2023

Bellissimo video che spiega il funzionamento dei motori usati sullo Space Shuttle, iniziando con i modelli più semplici, introducendo la necessità di usare le turbo pompe e mostrando le varie soluzioni provate per arrivare agli attuali motori criogenici!


NASA’s F-104 Starfighters

30 dicembre 2022

https://warbirdsnews.com/warbirds-news/nasas-f-104-starfighters-video.html

Cari Soci ed amici dell 8 Club Magiche Frecce, oggi vi segnaliamo un bellissimo articolo sulla seconda giovinezza del nostro amato F-104!

Un ringraziamento a warbirdsnews.com

Commenti? 😃


SLOC: Source Lines of Code, di cosa si tratta?

7 dicembre 2022

Gli aerei moderni sono sostanzialmente fatti di due categorie di materiali, l’hardware che comprende tutto quello che si puo’ toccare come i metalli, i compositi etc, e il software, cioe’ il codice di programmazione che permette di aggiungere la logica ed eseguire delle procedure e programmi sui molti computer di bordo di un aeroplano.

Pensate al vostro computer o al vostro smartphone, quanti sono i software e le app che utilizzate e quali funzioni piu’ svariate vi permetto di fare? Tante vero?

Ecco considerate che sono il risultato dell’esecuzione del cosiddetto codice sorgente che i programmatori hanno scritto per voi 🙂

Bene, se ora immaginate un aereo esso ha vari impianti collegati ai vari componenti come l’avionica, i motori, i sistemi di controllo delle superfici mobili, le radio, il radar, i sistemi d’arma etc. Tutto funziona ormai in modo digitale, quindi servono tanti computer di bordo che permettono di gestire il tutto in maniera egregia.

Si ma quanto e’ lungo il programma per controllare un aereo? Questo numero si indica in inglese con l’acronimo SLOC: indovinare e’ difficile:

  • 1000 righe di codice?
  • 10’000 righe di codice?
  • 100’000 righe di codice?

No il numero e’molto piu’alto! Ecco alcuni esempi:

  • Lockheed Martin F-22 siamo su 6 milioni di righe di codice
  • Lockheed Martin F-35 siamo su 24 milioni di righe di codice

Alcuni dicono che ogni 4 anni il SLOC raddoppia ma in realta’ per gli aerei militari la curva e’ quasi parabolica, come si vede da questo grafico:

L’ F-16 ha volato la prima volta nel 1974. Vent’anni dopo, lo SLOC dell’ F-22 e’ 126 volte piu’ lungo di quello dell’ F-16 e per sviluppare il suo software e’ occorso 204 volte il tempo rispetto a quello dell’ F-16.

L’ F-35 a sua volta ha visto il suo SLOC aumentare solo di una volta e mezzo rispetto a quello del F-22, ma il suo sviluppo ha impiegato 298 volte di piu’ rispetto all’ F-16 🙂

Altre informazioni interessanti:

Mediamente un app di Iphone a meno di 50’000 righe di codice, mentre se si considerano tutto i servizi di Google, si arriva a 2 miliardi di righe !

Un milione di righe di codice se li stampassimo occuperebbero circa 18’000 pagine, come 14 volumi di Guerra e Pace messi uno sopra l’altro 🙂


Milan Games Week

27 novembre 2022

L 8 Club Magiche Frecce di Lurate partecipa all edizione 2022 di Milan Games Week

Il com.te Boscolo commenterà in veste di Top Gun italiano il film Maverick


Falcon Strike 2022

23 novembre 2022

(foto e testo Angelo Bottazzi)

Runway in use 29 Right
È iniziata il 15 novembre e terminerà il 24, con svolgimento sul mar Tirreno, sul canale di Sardegna e sul Golfo di Taranto, l’esercitazione militare internazionale su vasta scala Falcon Strike 2022 che impegna componenti aeree e navali. Il fulcro della esercitazione dal punto di vista aeronautico è la base italiana di Amendola che ospita il 32° stormo equipaggiato con il caccia di quinta generazione Lockheed Martin F-35 Lightning II nelle versioni A e B. Da lì partono i corridoi aerei che permettono agli aeromobili di raggiungere indisturbati le zone previste per le manovre secondo un calendario prestabilito e orari già determinati. Per l’occasione sulla base sono rischierati 6 F35A della Koninklijke Luchtmacht olandese appartenenti al 322 squadron di stanza a Volkel air base, nonché 6 F16C del 555th squadron Triple Nickel di Aviano, i quali partecipano alla esercitazione a rotazione. Lunedi 21 il meteo prevedeva una giornata di intervallo con bel tempo a cui sarebbe seguita una perturbazione molto intensa. Prendere o lasciare! Domenica pomeriggio con il mio socio parto per Amendola. Il mattino seguente il tempo è splendido, una fresca e limpida giornata di intervallo con un vento teso da ovest, alle 8 siamo in attesa e in ascolto alla testata pista 11, che da direttamente sulla superstrada dove è situato anche l’ingresso principale della base. Il primo a partire è un drone pilotato MQ-9A Predator B, callsign Shadow 2-8, che si allontana per stazionare nell’area di Brindisi (per inciso alle 16 quando tutta l’attività di volo era terminata lui era ancora fuori) coordinato dall’approach della base. Intorno alle 8.30 è un susseguirsi di chiamate al ground per la richiesta di start up. I primi a partire sono 2 F16 con destinazione Aviano, seguono in sequenza 8 F35 di cui 4 olandesi e 3 F16, call sign Falcon, Panther e Snake, c’è anche il nostro F35B, che ho motivo di pensare sia l’unico presente di questa versione. Il lato decolli per la 11 non è il massimo dal punto di vista fotografico, specialmente al mattino, siamo su una strada trafficata e ci sono ostacoli come filari, siepi e cavi elettrici, ma noi confidiamo sugli atterraggi per la 29 dove si può stare in un ambiente campestre, senza disturbi, aperto ma ben riparato. Ci spostiamo da questo lato e ancora in auto assistiamo all’atterraggio di un A319 del 31°stormo, segno evidente che all’interno della base ci sono attività dimostrative, abbiamo visto alcuni giornalisti all’ingresso, cosa confermata dall’arrivo subito dopo di un Learjet dell’Usafe. Ma è quando il controllore confermerà che la “runway in use is 29 right” che avremo la certezza di fare buoni scatti. Terminati gli atterraggi della wave del mattino la giornata ci regala l’atterraggio di un C130J della 46a di Pisa e un Atlas C1, alias A400M, della Raf. Ci posizioniamo di nuovo alla testata della 11 in attesa della ripresa delle attività pomeridiane. Alle tredici in punto 4 F16 partono con destinazione Aviano, arrivano bassi e quando superano la recinzione si esibiscono in una impressionante arrampicata a full afterburner, come per dimostrare che va bene i caccia di quinta generazione ma anche noi non scherziamo! Si lo so, l’F35 non è bello, qualcuno può anche dire che è brutto, però è una macchina allo stato dell’arte con enormi possibilità di operative e di sviluppo, del resto c’è poco da fare, abituiamoci alla sua sagoma tozza e sgraziata e alla sua colorazione repellente, perché tra pochi anni le aviazioni occidentali saranno quasi un mono aereo fatto tutto di F35, unica nota positiva per i fotografi che la sua vernice riflette poco o niente la luce. Per quanto riguarda l’araldica possiamo notare sulle code degli F35 del 32° stormo l’Aquila in picchiata e sulle prese d’aria il Don Chisciotte a testa sotto che è lo stemma del 13° gruppo, solo un esemplare ha un grande Don Chisciotte sulla deriva ed è il 32-05, qualcuno ha già sulla presa d’aria il logo dei 100 anni dell’Ami, purtroppo tutto a bassa visibilità. Alle 13.30 ricomincia il ballo e partiranno in sequenza 4 F35 olandesi e 6 F35 del 32°; a questo punto contando su un venticello da ovest osiamo ritornare alla 29R nella speranza che atterrino sempre da lì, si fanno attendere e ci fanno soffrire nell’incertezza, la missione dura più di una ora e mezza! Nel frattempo arriva, totalmente inaspettato, Grappa 1-1 un Amx t del 51° di Istrana, uno degli ultimi 4 Amx che ancora volano, fa due touch and go ed atterra per il piacere dei nostri otturatori. La giornata si mette al meglio, la luce è perfetta, la torre conferma le nostre aspettative che la pista in uso è la 29R quando i primi aerei sono ancora a seven miles, arrivano tutti insieme in tre pattuglie, fanno l’apertura e atterrano passando vicinissimi, siamo soli e lo spettacolo è tutto per noi. In totale abbiamo visto volare 33 aerei delle varie versioni senza contare i touch and go. Purtroppo domani è previsto brutto tempo e dobbiamo rientrare, è stata una trasferta breve ma decisamente appagante.


The Fabulous Phantom

17 novembre 2022

(testo e foto di Angelo Bottazzi)


Ricordo ancora l’emozione provata al primo incontro con il Fantasma 2 nel lontano 1981 ad Aviano, era la versione C dell’Usaf con colorazione mimetica tipo Vietnam, uno spettacolo.

Ne ho poi seguito lo sviluppo nel corso degli anni attraverso tutte le sue varianti: l’RF4C da ricognizione e l’F4E entrambi dell’Usaf, l’F4D della Navy, l’F4K della Raf con i motori Rolls Royce Spey, fino all’ultima versione F4F della Luftwaffe. Un aereo che è entrato nel mito per i quantitativi prodotti, la grande versatilità, le fattezze inusuali e la incredibile longevità.

Ormai opera in pochi esemplari solo nelle forze aeree di Grecia e Turchia, ne avevo incontrato un paio di recente al Tiger Meet ad Araxos e uno, solo in statica, all’Airpower di Zeltweg, ma la fortuna aeronautica che mi sta accompagnando per tutto il 2022 mi stava fornendo un’altra interessante opportunità: l’esercitazione Poggio Dart 2022. Organizzata dal NATO Deployable Air Command and Control Centre (DACC), di Poggio Renatico nel nord Italia durante tutta questa settimana la Poggio Dart è una esercitazione che vede coinvolte quattro nazioni Nato (Grecia, Italia, Turchia e Stati Uniti), e una trentina di aerei tra cui F35, F16, F4, Efa e Tornado Ecr. Gli assetti stranieri sono dislocati ad Aviano e consistono in 3 F4E del 338 Mira della Polemikí Aeroporía e 3 F16, di cui 2 biposto, del 132 Filo della Türk Hava Kuvetleri , come dire Cani e Gatti rischierati sulla stessa base e costretti a collaborare! Occasione troppo ghiotta per essere persa, in più il meteo dava tempo stabile e soleggiato per i primi due giorni seguito da un peggioramento nei giorni successivi, quindi garanzia di vedere in volo parecchi aerei e così sara’! Alle 08.05 del mattino di lunedì partono in sequenza otto F16, tra Poiane e Nickelini; diversi ci fanno gradito omaggio del loro lucente dorso virando decisi verso di noi subito dopo il decollo. Le partenze si snoderanno fino alle dieci del mattino e saranno proprio i due Phantom greci a partire per ultimi, dopo averci fatto soffrire tutti (siamo una cinquantina di spotter) nel dubbio che non fossero ancora operativi. In totale sono decollati 15 F16 Usaf, 2 F16 Turchi e i 2 F4 Greci oltre a 2 HH-60G Pave Hawk, di cui uno pilotato da una dolce fanciulla, a giudicare dalla voce, e l’altro dal baffuto comandante del reparto. Ci trasferiamo agli atterraggi, e mentre riprendo una coppia di 16 in finale la mia attenzione è attirata da una enorme sagoma scura nera che sta circuitando proprio su di noi, è un C17 di Mc Chord che si appresta ad atterrare. Arrivano i due F4 e nella discesa si nota, nonostante la mole ed il peso, la enorme stabilità della cellula di questo aereo che data la grande superfice alare era una affidabilissima piattaforma nei voli a bassa quota. Poco dopo ci vengono segnalati in arrivo due Efa italiani, completano l’avvicinamento per l’atterraggio ma riattaccano e se ne vanno dopo avere sorvolato tutta la pista, un altro po’ di cinema per noi! Su Flightradar24 notiamo un C130 dell’Usaf che decollato da Sigonella si trova ora sulla Toscana e pare avere la prua su Aviano, e così sarà. E’ la versione lunga del C130J, di stanza a Ramstein in Germania, ed ha le strisce bianco e nere di invasione sulla coda. Nel pomeriggio su consiglio di due spotters di Treviso ci spostiamo ad Istrana dove ci mostrano i punti migliori per scattare foto ed osservare le operazioni. Riusciamo a vedere un atterraggio con riattaccata e un decollo di Efa e riprendiamo il suo atterraggio alla fine della missione con due touch and go. Ci dicono che ormai solo 4 Amx volano e che sono presenti 15 Typhoon. Il giorno dopo ritorniamo ad Aviano, il tempo è fantastico, siamo sempre parecchi, il ballo inizia poco dopo le 8 e ripete la sequenza del giorno prima, elicotteri compresi. I greci fanno volare il terzo F4 mentre i turchi gli stessi due esemplari. Alle 11 sono già rientrati tutti e ci dicono che ripartiranno alle 14,30, ma già si profila un peggioramento del meteo con un sottile strato di nubi che si allunga dal Piancavallo, meglio rientrare dopo esserci rifocillati. Una bella tirata, ma la fatica è stata ampliamente ricompensata da un gran bello spettacolo.


Per non dimenticare: i Caduti di Kindu

11 novembre 2022

Questa è storia: kindu è una località dell’ex Congo belga e questi 13 Aviatori su c119 erano in missione di pace per conto ONU e furono trucidati, addirittura si presuppone azioni di cannibalismo.

A Pisa, vicino alla base della 46esima aerobrigata, c’è il sacrario🙏🙏.