
Interessante intervista con collegamento in America con un Comandante ex Marina Militare con un’esperienza vastissima, sarà difficile stare nei tempi dell’intervista 🙂
Non mancate

Interessante intervista con collegamento in America con un Comandante ex Marina Militare con un’esperienza vastissima, sarà difficile stare nei tempi dell’intervista 🙂
Non mancate
(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)
La scorsa settimana mi è arrivata una soffiata, corredata di foto, che a Ghedi erano atterrati quattro F35A del 493rd Fighter Squadron, Grim Reapers, del 48th Fighter Wing di stanza alla RAF Lakenheath, Suffolk, United Kingdom, e che sarebbero restati per una settimana.

Lo scopo era evidente, condividere con gli F35 del 6 stormo le procedure operative, in base alla loro esperienza dell’uso del velivolo di quinta generazione, che hanno in servizio da più tempo.
Si poteva supporre che avrebbero volato tutti i giorni e forse più missioni al giorno. Occasione ghiotta e da non perdere, Ghedi lo posso raggiungere in poco più di una oretta di auto.

Il meteo era previsto a fasi alterne, ma un picco di bel tempo era atteso per mercoledì 15. Arrivati la, io e il mio socio, una fitta nebbia grava sull’area, ma il meteo prevede la sua sparizione entro le 10 e vento teso per tutto il giorno da ovest, che porta come conseguenza l’uso della pista 32L.
Siamo consapevoli che potrebbe non accadere nulla, non è una esercitazione programmata con degli orari ben precisi, oggi potrebbero anche non volare, ma chi non risica non rosica e il meteo promette di diventare spettacolare, siamo fiduciosi!
Verso le 10, quando ormai la tensione è alle stelle, sentiamo iniziare le start up: si preparano due Devil, due Pante e un Freccia (Tornado Ids ed Ecr), e, dulcis in fundo, una formazione mista di Luce e Reapers, cinque F35A, due del 6 stormo e tre del 48th.

I decolli visti, dalla strada che costeggia il fondo pista, sono impressionanti, con i Tornado che passano appena sopra la recinzione tirando tutta la pista di decollo, mentre gli F35 “tirano su” a metà pista. Bene, non siamo venuti qua per niente! Mentre ci trasferiamo dal lato atterraggi, notiamo diversi spotters sparsi lungo la recinzione, soprattutto locali, attirati dalla novità.
Il primo Tornado è decollato poco prima delle 11, li aspettiamo di ritorno non più tardi delle 12.30. Ma c’è un cambiamento di programma, i due Devil, che dovrebbero essere i primi, dichiarano una emergenza per il gregario, il carrello anteriore è sceso e fissato ma pare che il ruotino non sia perfettamente allineato; vediamo che il leader si posiziona sotto e fa un controllo visivo, poi la coppia fa una passaggio a bassa quota sulla pista per un ulteriore controllo visivo, dopo di chè vengono posizionati dal controllore su Leno a 2000 piedi, in attesa del rientro degli altri velivoli.

E così atterrano in sequenza i due Pante e, poco dopo, arrivano in formazione di 5 gli F35, fanno l’apertura ed atterrano. Ora è possibile fare atterrare i due Tornado con il problema, il leader, che è una signorina, atterra per primo seguito dal gregario, che per fortuna atterra senza conseguenza alcuna. Ed ecco arrivare l’ultimo della serie Freccia double zero che si diverte, e ci diverte, con tre low approach, finti atterraggi senza posare le ruote sulla pista, infine si presenta al full stop ma sorpresa!
Una poiana volteggia esattamente sul sentiero di discesa e non se ne vuole andare, il pilota, già in corto finale, quando se ne accorge, scarta di lato e poi riallinea, e tutto si risolve per il meglio. Sono le 13 passate e direi che per la prima parte della giornata le emozioni non sono mancate! Adesso il dilemma è, voleranno anche nel pomeriggio? Alle 14 atterra un 346 del 61 stormo di Galatina, non abbiamo idea di che ci faccia qua.
Alle 14,09 il rullaggio di un Pante riaccende le nostre speranze, e presto si preparano anche un Freccia e i soliti Luce e Reaper, questa volta due Ami (sempre gli esemplari 6-03 e 6-04) e due Usaf. Poco dopo decolla anche il 346 Sphera 0-4. Mentre fotografo i 35 che decollano, arrivano i carabinieri per un controllo di rito, nessun problema e solita chiacchierata piacevole.
Gli ultimi sono decollati alle 15 meno dieci, al pomeriggio a Ghedi la luce è magica, specie in questo periodo che il sole è basso, ma rientreranno in tempo? Per fortuna l’angoscia viene dilazionata da Pante 0 4 che rientra e inizia a fare dei touch and go, ne farà 3 prima di atterrare definitivamente; dopo non molto rientra il Freccia, ormai mancano solo i 35. Invochiamo la Luce o meglio i Luce, mentre la luce reale scema e le nostre ombre diventano sempre più lunghe!
Quando cominciamo a perdere ogni speranza, alle 16.35 arrivano in formazione di 4 e si presentano all’atterraggio, gli F35 dorati, mentre il sole ancora indugia per qualche minuto dietro il filare dei pioppi alle nostre spalle, prima di abbandonare il campo. E’ andata bene, anche oggi abbiamo centrato l’obiettivo.
Last week, the author received a tip-off that four F35A fighter planes from the 493rd Fighter Squadron had landed in Ghedi. The aim was to share operating procedures with fellow F35s from the 6th wing based on their prior experience. Their arrivals sparked interest from locals who anticipated frequent flights throughout the week. After arriving amidst alternating weather conditions, the author and a companion spectated take-offs and landings, including a problematic Tornado aircraft that eventually landed without incident. The author concludes that the day was eventful and contemplates whether there will be more flights in the afternoon.

Certo che i pianificatori della Nato hanno una bella fantasia: Steadfast Noon significa mezzogiorno stabile, fermo. Questo è il nome che è stato dato alla esercitazione che ha avuto inizio ieri con epicentro negli aeroporti di Aviano e Ghedi, ma che coinvolge anche aerei che provengono da Amendola, Gioia e altri aeroporti europei dal momento che lo scopo era quello di dimostrare la capacità di deterrenza nucleare.
Vari corridoi aerei portano a diverse aree di esercitazione con il fulcro più importante sul mare Tirreno a est della Sardegna. Con il meteo in procinto di guastarsi per molto tempo l’unico giorno buono è proprio quello di inizio: il 17 ottobre.
Si parte quindi per Aviano nottetempo per essere pronti a testata pista per i primi decolli. Di gente ce ne già abbastanza e altri arriveranno più tardi, perché la finestra di esercitazione oggi va dalle 11 alle 16. Però le Poiane stanziali usano la prima mattinata per compiere le loro sortite giornaliere e dalle 9 alle 9.30 decollano ben nove F16C, qualcuno fa bank verso di noi per salutarci, uno addirittura agita la mano in segno di saluto.
Bene la giornata si preannuncia interessante! Due sezioni dei sedici si chiamano Sabre e Venom come scopriremo più tardi. Nel giro di una oretta i sedici tornano, qualcuno fa touch and go a ripetizione e quando riattaccano ci mostrano la parte sottostante. Ovviamente gli atterraggi li abbiamo dati per persi, noi siamo qua per gli altri e cosi fanno quasi tutti quelli che sono li con noi. I nostri si fanno attendere perché in effetti i primi aerei decollano alle 11.40 : sono i tre Ghost, Tornado Luftwaffe del TLG33 di stanza a Buchel.
A seguire a breve intervallo due F16CD del 312 sqn della KLU olandese di stanza a Volkel, ce ne sono dieci ad Aviano in questo periodo e sarà l’ultima esercitazione per loro in attesa del passaggio agli F35. Poco dopo le Poiane ripartono, ci sono anche loro, 4 F16 Venom sfrecciano nel cielo azzurro.

Un breve intervallo ed è il turno di due F15E del 48 Fighter Wing di base a Lakenheath, ce ne dovrebbero essere quattro presenti qui. Subito dopo partono gli Alien, altri quattro F16CD olandesi. Ci affrettiamo alle auto perché di solito le missioni non durano mai più di una oretta abbondante e nel mentre altri due F16 Usaf si involano nel blu. La stradina nei campi che porta agli atterraggi è intasata di auto, siamo tutti qui in attesa, ma abbiamo sbagliato i conti e il tempo passa senza che nessuno ritorni.

Adsb ci chiarisce le idee, c’è una cisterna olandese A330 MRTT che circuita sul Tirreno, del resto se vogliono arrivare in Sardegna e tornare era logico che fosse così, in più la grande autonomia dei Tornado e degli F15 spiega il resto. Il primo aereo atterra che sono già passate le 13.30 e gli ultimi, i 4 Venom olandesi, rientrano in formazione alle 16 passate e sono stati fuori tre ore abbondanti.
L’attesa è stata lunga ma ne è valsa la pena, in totale abbiamo visto decollare ed atterrare una trentina di aerei, Il lavoro è terminato, salutiamo gli amici e andiamo a farci un panino e una birra!
A Ghedi ci sono tre F16 del Belgio, il perché abbiano messo i Tornado qua e gli F16 a Ghedi resta un mistero che non sarà mai svelato!
So, the NATO folks had an exercise named Steadfast Noon, kicking off at Aviano and Ghedi airports, with planes from across Europe. Aiming to showcase their nuclear deterrent abilities, the exercise focused on the Tyrrhenian Sea, east of Sardinia. Everything started on October 17th, with a window for the exercise from 11 am to 4 pm. Some craft were F16Cs, others were F15Es, with the first ones taking off at 11.40 am. Long story short, about 30 planes flew, a long day but worth it. Then, off for a sandwich and a beer! But why place the Tornadoes here and the F16s in Ghedi remains a mystery!

La vita si divide in giorni normali(tanti) e giorni grandi(pochi). Sarà che è l’ultimo a Gioia, sarà che il cielo è azzurro splendido, sarà che mi sento in super forma, ma oggi è uno di quei giorni!
E allora fuori il ricevitore, oggi saremo al centro dell’azione! Alle 10 in punto parte l’E3C dell’Aeronavale e lo seguono tutti gli altri, con decolli di massa a breve distanza di tempo.
Il ground li guida alla 32L attraverso i punti India mike sierra november. Una volta decollati l’approach li indirizza verso gli initial points: Ramona Zulu, Elisabeth, Sierra. A molti viene richiesto di contattare Scudo sul channel two seven, che credo sia l’awacs. Call sign uditi: Holy, Falcon, Tiger, Shadow, Panther, Apple, Vulcan, Oscar, Double, Eagle. Veramente immersivo!
Oggi siamo 4 gatti, quasi tutti gente del posto, e non c’è pericolo e poi sono in un campo lontano dalla strada, dove i piloti fanno bank per allontanarsi. Alle 11,40 decido di spostarmi per non perdere gli atterraggi, il trasferimento tra auto e percorso a piedi di quasi 2 chilometri porta via quasi 40 minuti. Operazione riuscita, riesco a riprendere quasi tutti gli aerei decollati, compresi i due F16 turchi tigrati che sono uno spettacolo nello spettacolo.
Arrivo all’agriturismo, che è adiacente alla base, alle 13,20 e a bordo piscina dopo 10 minuti sento già le start up! Loro hanno i doppi equipaggi, mentre io sono un equipaggio singolo e devo correre! Arrivo alla pista di decollo che già parte il primo. Vi piace una vita senza respiro? Bene, venite al Tiger Meet a Gioia!
Nel pomeriggio riprendono le formazioni miste e i decolli sono più spaziati tra loro: alle 15,30 parto a razzo per raggiungere l’altro lato della pista. Arrivato alla testata 32L, dove presumo scendano, vengo fatto oggetto di attenzione da una camionetta della sicurezza dentro alla recinzione, quindi niente radio!
Risultato è che cominciano a scendere sulla 32R, prima volta finora. Per fortuna non mi devo spostare troppo, solo 500 metri!!! La camionetta mi segue, ma io sono fuori e faccio quello che voglio. Dopo una decina di atterraggi il controllore li devia sulla 32L e quindi ritorno indietro.
Finalmente la sicurezza mi molla e posso riaccendere la radio, ma ormai scendono tutti qui. Bellissimo l’Efa tedesco tutto tigrato nella luce calda del tardo pomeriggio.
È tutto finito, sono esausto, soddisfatto, rilassato ed euforico insieme.
È stata una settimana faticosa ma entusiasmante; ripercorro verso l’auto il lungo percorso nei campi inondati dal sole, con migliaia di scatti incredibili nel carniere e ricordi indelebili.
Il più bel Tiger Meet che abbia mai visto, complice il meteo costante bello, i tanti aerei presenti, i posti splendidi, la gente cordiale ed il Primitivo amabile di Gioia, che alla sera ti consola delle fatiche della giornata 🙂
In an exceptional day marked by resplendent skies, a lively routine is observed at Gioia del Colle military base, involving numerous planes and their pilots performing communication operations and tactical maneuvers. The author captures a deluge of takeoffs, including a spectacle from two Turkish F16s, followed by a multitude of landings. What follows is a constant rush of activity, an exhausting but thrilling experience that provides the author with countless, incredible photographs. The adventure concludes with a feeling of euphoria, relaxation, and satisfaction, complemented by the cheery company, lovely weather, and comforting evening local wine. The perfect Tiger Meet experience.

Oggi riprendono le missioni e notiamo che la giornata è dedicata ai pacchetti misti, i composite flights. Partono subito infatti insieme un Efa, un Rafale, un F18 e un Gripen.
Queste operazioni servono ai piloti per imparare a svolgere missioni di vario tipo, quale interdizione, strike, dogfight, utilizzando aerei di caratteristiche differenti.
Per un accordo preso ieri tra noi spotters e diversi piloti, quando prendono quota eseguono un bank verso di noi per permetterci di riprenderli sul dorso. I decolli terminano verso le 11 e si ricomincia a correre se vogliamo assistere agli atterraggi.
Arriviamo trafelati appena in tempo, come al solito siamo solo noi, perché gli altri spotters, oggi quasi tutti stranieri, non conoscono il luogo e si limitano a riprendere i decolli. Tra gli altri arrivano un C27J, un Falcon Svizzero e un PZL Mielec M28 polacco. Infatti dopo una settimana di missioni alcuni materiali devono essere riforniti.
Particolarmente impressionante il passaggio in finale dei 2 HH101A Combat SAR con gli operatori laterali che ci salutano brandeggiando le armi. Il tempo di fare uno spuntino e arriva il momento di presentarsi per la missione pomeridiana, quella con le migliori condizioni di luce.
Parte subito l’E2C della Aeronavale, ma lo seguono solo 8 aerei di tipi differenti che è il leitmotiv motive della giornata. Poi però tutto si ferma, la start up di massa avverrà dopo 30 minuti ed è come una sinfonia in cui ogni strumento collabora alla armonia complessiva! Decidiamo pertanto di non aspettare che l’ultimo aereo sia decollato per spostarci in modo da non rischiare di perdere qualcuno di quelli che ritornano, del resto i primi otto sono persi comunque perché rientreranno prima.
Quando arrivano la luce è al top: gli Efa, i Rafale, e gli F18 si presentano in virata e ci passano sopra mostrando i colori delle livree tiger. Impressionanti i 2 F16 turchi, uno rosso e uno arancione e indimenticabile il bank infinito dell’Efa special color tedesco.
La lunga passeggiata, nella calda luce del tramonto, che ci riporterà all’auto è venata di tristezza, domattina il mio amico torna a casa, a me rimane un solo giorno e le schede sono quasi piene. Vedremo di inventarci qualcosa di nuovo per chiudere in bellezza.
Today, we’re back to observing mixed flight missions, including the Efa, Rafale, F18 and Gripen. These missions teach pilots how to handle different types of quests with varied aircraft. The takeoffs ended around 11 and a mad dash followed to catch the landings. Arriving just in time, we were alone because other spotters, mostly foreigners today, unfamiliar with the location, only capture the takeoffs. The afternoon mission is under the best light. Just when everything stops for a mass start up after 30 minutes, it’s like a precise symphony. Amazing views of the Efa, Rafale, F18, and unforgettable special color Efa’s endless bank. The sunset walk back to the car is sad as my friend leaves tomorrow, just one more day left for me and my memory cards are nearly filled.

Alle 8 parcheggiamo presso il palazzetto dello sport di Gioia: da lì i pullman dell’aeronautica ci porteranno all’interno della base.
Appena arrivati dentro un Efa del 36 stormo fa bella mostra di sé, con le “orecchie” girate in basso, parcheggiato davanti al suo shelter: sbuchiamo nel piazzale principale davanti agli hangar e abbiamo una visione completa della 32 R dove sono parcheggiati fianco a fianco tutti gli special color presenti, transennati in modo corretto, non troppo stretti e rivolti verso il sole: uno spettacolo unico!
Se proprio ci vogliamo trovare un difetto, era meglio se erano girati con il muso a est anziché a ovest, ma sono minuzie da fotografi 🙂
Tutto lo spazio davanti agli hangar del 36 stormo è occupato dalle tende e dai banchetti dei reparti Tiger che vendono i loro gadget, dove facciamo debita scorta di magliette e patches.
Fermo un pilota turco con la tuta di volo arancione e un enorme tigre sulla schiena, gli chiedo se posso fotografarlo, acconsente e mi da una pacca sulla spalla quando se ne va!
Il pubblico non è numeroso e si divide nettamente in due tipologie: gli spotter veri che vengono anche da molto lontano, e la gente del posto attratta più che altro dalla novità dell’evento; in Puglia sono pochi i veri appassionati di aeronautica.
Passare in rassegna e fare le foto degli special colors è un vero delirio di colori, emozioni, passione, in una giornata di cielo terso e vento teso da nord. Ci godiamo insieme la grandiosità dello spettacolo e la rilassatezza e serenità del momento, senza ressa, fretta, o altri problemi, l’ambiente è decisamente friendly e tranquillo.
Non ho visto in giro una guardia armata, o avuto mai la sensazione che fossimo sotto controllo, eravamo tutti accomunati da un unica passione per l’aviazione, i piloti giravano come noi con le famiglie con la massima disinvoltura.
Oltre agli aerei special riusciamo ad immortalare gli F16 portoghesi e i Mirage e Rafale francesi; mentre in un angolo della display line sono schierati, perfettamente fotografabili, gli F16 del Belgio. Gli altri aerei operativi sono dislocati in aree più decentrate della base, che è molto vasta. Finito il lavoro verso le 12,30 usciamo dalla base e l’autobus ci riporta al parcheggio fuori Gioia.
Organizzazione perfetta, ben al di la delle mie aspettative, grazie Ami!
Diceva lo speaker che finora sono state svolte 450 missioni di vario tipo e domani si ricomincia. Naturalmente noi saremo lì ad aspettarli!
We parked at the sports complex in Gioia at 8 AM and were bussed into the airbase. As soon as we got there, we were greeted by an Efa from the 36th Squadron. Then we saw the whole airbase, filled with parked special colored aircraft, a sight to behold! The base was filled with pop-up stalls selling merchandise from various Tiger units. The crowd consisted of serious aviation enthusiasts and locals who were intrigued by the event. Despite the absolute thrill of being around these aircraft, the atmosphere was relaxed and friendly. We managed to snap photos of Portuguese F16s, French Mirage, and Rafales and Belgian F16s. At around 12:30, our day ended, and we were driven back to the parking lot outside Gioia. Perfect organization, beyond my expectations. Tomorrow, the experience continues and of course, we’ll be there.

Alle otto del mattino entriamo con le auto, salutati da tutti i militari che ci dirigono verso il parcheggio dedicato. Siamo in 900 da tutta Europa. Scesi dalle auto veniamo accompagnati ai pullman che ci porteranno a fianco della pista di decollo, guarda caso una trentina di metri più avanti rispetto alla posizione esterna dove eravamo il giorno prima. Purtroppo oggi decollano dalla 32L e quindi al mattino per parte del tragitto sono in controluce, ma visti da dietro con gli afterburners accesi sono impressionanti; inutile dire che ci hanno dotati di tappi per le orecchie!
Parte per primo il Hawkeye e in rapida successione lo seguono quasi sessanta caccia, special colors compresi. Siamo nel pieno dell’azione. Dopo poco un F16 greco ritorna in emergenza scortato dal suo gregario: un classico!
Neanche il tempo di respirare che cominciano a rientrare, fanno l’apertura e si presentano all’atterraggio, ci rullano davanti ed è una danza di cockpits tenuti sollevati, aerofreni e navigatori che salutano, inversori di spinta che si chiudono.
Per ultimo atterra l’Hawkeye: la maggior parte degli spotters se ne è già andata dall’altra parte a frequentare gli stand dei vari reparti Tiger, che vendono i loro gadget e lo stesso facciamo noi.
Ma nel tragitto di ritorno dal pullman noto che tanti aerei sono già in moto e pronti al rullaggio, stupore! ci era stato detto che al pomeriggio non avrebbero volato.
Prendiamo l’auto e ci affrettiamo a raggiungere l’altro lato della pista dall’esterno e…… restiamo senza parole.
Sulla pista sono disposti a coppie una trentina di aerei con i motori accesi e l’equipaggio in tuta di volo mentre un EH101 dell”Ami, a pochi metri sopra la pista, effettua le riprese della parata. Mi precipito alla recinzione e, incurante dei rovi che costellano il percorso, lì riprendo ad uno ad uno attraverso la rete. Restano così circa venti minuti e poi in fila rullano verso il fondo pista.
Lo spettacolo è finito. Ci vediamo domenica per l’open day.
We drove into the airfield at 8 a.m., warmly welcomed by the military personnel who directed us to the parking area. Roughly 900 folks from all over Europe were there with us, ready to witness the flight demonstration. We were given earplugs right before the planes, including the initial Hawkeye and sixty follow-up fighter planes, started to roar from the runway. We all were at the edge of our seats when a Greek F16 came back on emergency landing – such a classic! We then saw planes returning – a beautiful sight of lifted cockpits, airbrakes, and pilots saluting. The day wrapped up with a surprise when planes that were supposed to be grounded for the rest of the day started taxiing. After a final stunning parade, our amazing day ended, eagerly looking forward to Sunday’s open day.

Oggi il personale della torre di controllo si è davvero divertito a spese nostre!
Al mattino inaspettatamente girano la pista dei decolli: nessun problema pratico, ma per arrivare ad una buona posizione bisogna correre, strano non l’abbiamo ancora fatto!!! La caratteristica di questo Tiger è proprio la corsa 🙂
I decolli invertiti sono proprio belli e si fanno scatti ancora diversi ma non c’è pace, poi bisogna correre dall’altra parte imprecando perché già cominciano a scendere!
Oggi c’è molta gente, anche un pullman di olandesi e si fatica a parcheggiare nell’unica stradina che costeggia la pista di decollo. Al pomeriggio ci posizioniamo nel medesimo punto del mattino, stavolta con l’auto, e tutto fila liscio, però a un certo punto qualche aereo se ne va dall’altra pista e al contrario.
Stupore e incredulità, dopo poco i primi arrivano dalla parte opposta, forse hanno girato ancora la pista! Corriamo di nuovo all’auto e via, sembra la partenza della 24 ore di Le Mans!
Saliamo su un muretto e impalliniamo come si deve due Rafale biposto, poi un grido di angoscia accompagnato da un fuggi fuggi generale ci fa capire che la pista è cambiata ancora!!!!!
A questo punto ci arriva la dritta: alle 17,20 decolleranno tutti insieme gli special color, che in effetti finora hanno volato pochissimo: si va bene, ma da che parte decollano? Non posso usare la radio sono troppo vicino alla strada e alla recinzione.
Torniamo nel luogo del mattino, arriviamo al muretto trafelati e….sbagliato! Decollano per la 32L e via di corsa all’auto e ci si riposiziona di nuovo! Ma ne valeva la pena. Il sole è in fase calante e le ombre si allungano, gli special decollano in sequenza e virano verso il sole, sono meravigliosi quando mostrano il dorso colorato, sono una quindicina delle varie nazioni.
I più belli i turchi con due F16 tigrati integralmente, poi i tedeschi con un Tornado e un EFA entrambi tigrati, il nostro EFA tigre bianca, l’EFAAustriaco anch’esso tigre bianca, l’F18 Svizzero e tanti altri.
Quest’anno sono davvero tanti. Solo questi decolli con questa luce valevano il viaggio 🙂
Domani si entra, è lo spotter day. Ma questa è un altra puntata.
Today was certainly a thrilling day at the air traffic control tower! The spontaneous runway rotation in the morning led to the enjoyment of reversed takeoffs, capturing even more diverse shots. Maneuvers were tricky due to the large crowd present, but the excitement didn’t wane. After afternoon repositioning, the surprising departure from the opposite runway left us in disbelief. Nevertheless, the spontaneous hustle made room for incredible sightings, including Rafale two-seaters. Struggling with runway changes, the highlight was the joint departure of special color aircraft at 5.20 pm, whose radiant display in the setting sun made the day’s chaos utterly worth it. Tomorrow heralds the much-anticipated spotter day.

Seconda giornata al Tiger Meet
Oggi è un full day, al mattino alle 10 iniziano le danze con il Hawkeye della Aeronavale e a seguire tutti gli altri.
Terminati i decolli dobbiamo correre per raggiungere il punto dall’altro lato dove scenderanno, perché c’è da fare una buona mezz’ora a piedi. Quando arriviamo cominciano già a scendere.
Una oretta di intervallo per mangiare un panino e bisogna correre per riprendere i decolli, poi stessa musica, si corre per ritornare dall’altra parte e vedere tutti gli atterraggi del pomeriggio. Non sapevamo che per fare gli spotter bisogna essere runner: adesso lo sappiamo!
Siamo stremati ma molto soddisfatti. Spettacolo davvero incredibile e coinvolgente, in alcuni momenti da lacrimuccia!!!
Novità della giornata, al mattino hanno volato i due Mirage 2000 N della Armee de l’air che non sapevamo che c’erano e che era tanto che aspettavo di rivedere.
Più gente ai decolli oggi, qualche vecchia conoscenza da zona Veneto.
A domani la descrizione degli special color presenti 🙂
Today was a full-on day at the Tiger Meet. With the Hawkeye from Aeronavale starting off the day and then all the others following suit, we were kept on our toes. Had to dash to the other side post-takeoff for the landings, a good half hour walk! We barely had time for a sandwich before running back for more take-offs. We didn’t know being a plane spotter needed so much running, but now we know! We’re exhausted but thrilled. It was a truly remarkable and emotional show. Surprise of the day was seeing the two Mirage 2000 N’s from the Armee de l’air. More people showed up today and we even bumped into some old friends from Veneto. Can’t wait for tomorrow!

Arriviamo a Gioia dopo otto ore di auto, tempo splendido, la base è letteralmente imbottita di aerei, ce ne sono parcheggiati ovunque.
Sono le 13, dovremmo fare in tempo a vedere la seconda missione giornaliera. Troviamo un’ ottima posizione con bella vista sulla pista decolli.
Alle 14 decine di motori partono all’unisono per una start up collettiva: meglio della nona di Beethoven! Per motivi di inquinamento acustico appena staccano dalla pista virano a sinistra e si mostrano di dorso, gli special coloro sono spettacolari!
I decolli si susseguono a raffica per più di un’ ora e mezza. Come inizio andiamo proprio bene! Adesso bisogna trovare un luogo per riprendere gli atterraggi. Il compito si rivela molto piu difficile del previsto. Le stradine che intersecano il sentiero di discesa si rivelano tutte chiuse da cancelli o sbarre.
Il tempo stringe, partiamo come due forsennati in mezzo ai campi, scavalchiamo muretti a secco, messi lì chissà perché, nel frattempo gli aerei cominciano a tornare in formazioni miste, ne perdiamo in tutto una decina, ma infine trafelati arriviamo nel posto giusto e, al solito, siamo solo noi.
Come prima giornata abbiamo fatto il pieno di emozioni, foto e adrenalina. Domani è un altro giorno si vedrà!
After an eight-hour car journey, we arrived at Gioia del Colle where we were greeted by a sky scattered with parked planes.
We managed to secure a great view of the take off runway and witnessed a remarkable collective startup of dozens of engines – a sight better than Beethoven’s Ninth Symphony.
The ensuing takeoffs were a sight to behold, but finding a spot to watch the landings proved to be quite the challenge.
Despite losing sight of about ten planes, we eventually found the perfect spot.
The day was filled with excitement, photos, and adrenaline, setting us up for a brand new day ahead!