Poster della Pattuglia Acrobatica Nazionale per il 2026, presentante gli MB-339PAN con livrea commemorativa del 65° anniversario.
(rif. aeronautica.difesa.it)
Il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco ha presentato, nella suggestiva cornice dell’hangar PAN, la Formazione e il Poster per la Stagione 2026 della Pattuglia Acrobatica Nazionale
Giovedì 18 dicembre, nello storico hangar delle Frecce Tricolori a Rivolto, si è svolta la tradizionale presentazione della nuova Formazione e del Poster della Pattuglia Acrobatica Nazionale per l’anno 2026.
L’evento, appuntamento ormai consolidato per la PAN, presieduto dal Generale di Divisione Aerea Marco Lant, Comandante delle Forze da Combattimento dell’Aeronautica Militare, ha rappresentato un’importante occasione di incontro con le realtà locali, i Club Frecce Tricolori, familiari e appassionati.
Nel corso della serata, il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco, Comandante del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, ha presentato la nuova formazione per l’anno 2026.
Per il 2026 la Pattuglia Acrobatica Nazionale conferma i propri punti di riferimento e presenta un aggiornamento della formazione: restano invariati i ruoli di Pony 1 (Capo Formazione) al Maggiore Pierluigi Raspa e di Pony 10 (Solista) al Maggiore Federico De Cecco, mentre tra i gregari si avrà un nuovo assetto con il Maggiore Alessandro Sommariva nella posizione di Pony 2, Maggiore Leonardo Leo Pony 3, Capitano Luca Pozzani Pony 4, Maggiore Giovanni Morello Pony 5, Capitano Emanuele Bernuzzi Pony 7 e Maggiore Oscar Del Dò Pony 9; confermato anche il Maggiore Simone Fanfarillo come Pony 6 (primo fanalino). A completare la formazione, la novità più attesa: l’ingresso del Capitano Tommaso Calogeri, proveniente dal 6° Stormo di Ghedi, che assume la posizione di Pony 8 (terzo gregario destro).
La serata è proseguita con la presentazione del poster 2026 delle Frecce Tricolori, che ritrae gli MB-339PAN con la livrea commemorativa sviluppata per il 65° anniversario della PAN, celebrato a settembre 2025.
La prima copia del poster è stata simbolicamente consegnata al Comandante Alberto Moretti, ex Comandante della PAN, a testimonianza del forte legame della Pattuglia di oggi con chi ha contribuito a scrivere la storia del Reparto e dell’Arma Azzurra.
Un importante momento dell’evento è stato dedicato alla beneficenza, con il supporto alle iniziative dell’associazione “Il Filo di Simo” e al progetto sostenuto dall’intera Aeronautica Militare “Un dono dal cielo”, grazie anche alla preziosa partecipazione dei Club Frecce Tricolori.
L’evento ha rappresentato un significativo momento di condivisione per la Pattuglia Acrobatica Nazionale, celebrando la sua tradizione e il legame con il pubblico, mentre si prepara a vivere una nuova stagione di emozionanti performance acrobatiche.
Di seguito la formazione 2026 nel dettaglio:
Pony 0 – Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco;
Pony 1 – Maggiore Pierluigi Raspa;
Pony 2 – Maggiore Alessandro Sommariva;
Pony 3 – Maggiore Leonardo Leo;
Pony 4 – Capitano Luca Pozzani;
Pony 5 – Maggiore Giovanni Morello;
Pony 6 – Maggiore Simone Fanfarillo;
Pony 7 – Capitano Emanuele Bernuzzi;
Pony 8 – Capitano Tommaso Calogeri;
Pony 9 –Maggiore Oscar Del Dò;
Pony 10 – Maggiore Federico De Cecco.
Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, questa la denominazione ufficiale delle Frecce Tricolori, è un Reparto di Volo dell’Aeronautica Militare costituito da circa 100 militari, cui è affidato il compito di rappresentare le capacità dell’intera Forza Armata.
Dal 1° marzo 1961, data della sua costituzione sulla Base Aerea di Rivolto (UD), la Pattuglia Acrobatica Nazionale, che di recente ha concluso la sua 65^ stagione, ha l’onore di rappresentare, con le proprie spettacolari acrobazie aeree, gli oltre 40.000 uomini e donne dell’Aeronautica Militare e i valori che ogni giorno portano avanti: coesione, spirito di squadra, professionalità, dedizione e sacrificio. Ciò la rende un simbolo delle nostre Forze Armate e dell’Italia nel mondo.
Il 3 novembre è iniziata presso la base di Amendola la Falcon Strike 2025, che rappresenta il più importante evento addestrativo dell’Aeronautica Militare dell’anno.
L’esercitazione, che avrà termine il 14 novembre, ha come base principale di rischieramento il 32° Stormo ma coinvolge altre basi dell’Aeronautica Militare con l’arrivo di piloti, specialisti, velivoli di altri reparti di volo italiani e stranieri.
Oltre 1000 militari e oltre 50 assetti di Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Grecia, si addestreranno fianco a fianco per migliorare la prontezza operativa e la capacità di cooperare in missioni multinazionali. All’esercitazione oltre ad assetti aerei, verranno impiegate unità terrestri e navali del Ministero della Difesa, e in particolare dell’Aeronautica Militare con anche assetti e personale della Marina Militare.
Le attività esercitative come la Falcon Strike 2025 rappresentano un’opportunità per addestrare il personale al fine di consentire la prontezza nelle esigenze nazionali alla luce degli attuali impegni dell’Aeronautica Militare sia in campo nazionale che nei Teatri Operativi all’estero, con scenari internazionali mutevoli e sempre più complessi.
Così recita il post dell’aeronautica di introduzione alla esercitazione in corso.
Ovviamente non potevamo mancare un evento di questa portata e decidiamo pertanto di partire per Amendola nella notte del 5 per avere tutto il giorno da dedicare alla osservazione dall’esterno delle attività volative, capire il parco volante presente, per poi il giorno successivo partecipare allo Spotter Day, ai cui siamo accreditati, in modo da coprire degnamente l’evento dal punto di vista fotografico per quanto riguarda sia decolli che atterraggi.
Amendola non è una base facile per lo spotting, infatti essendo molto estesa in profondità, dall’esterno non si vede praticamente nulla, alla testata 11 si trova una superstrada piuttosto trafficata e ci sono ostacoli come filari, siepi e cavi elettrici, quindi poco spazio di manovra; mentre sul lato opposto la 29R è situata in una zona di coltivazioni e vigneti, che in questo momento non sono in atto, pertanto l’accessibilità è garantita così come la tranquillità.
Gli atterraggi quindi si riprendono piuttosto facilmente mentre i decolli sono quasi impossibili.
Arriviamo intorno alle 7 del mattino di una giornata strepitosa dal punto di vista meteo, cielo sereno ma piuttosto freddo a causa del vento sostenuto da nord-est, che raggiungerà anche i venti nodi in alcuni momenti.
Con queste condizioni stabili di vento la pista in uso è la 29R e questo ci garantisce che non faremo nemmeno un decollo, perché quando passeranno su di noi saranno già piuttosto alti, ma buone condizioni per gli atterraggi.
E così sarà, i decolli iniziano alle 8.20, partono in sequenza sedici aerei di quattro nazioni: Italia, Grecia, Francia e Stati uniti.
Sulla base è di casa il 32° stormo composto dal 13° gruppo equipaggiato con F35A ed il 101° gruppo con gli F35B. Per l’esercitazione si sono rischierati da Ghedi cinque esemplari di F35A tra Diavoli e Paperi
mentre dal Grupaer della Marina militare di Grottaglie sono rischierati quattro F35B e sei AV8B+
Dalla Grecia sono arrivati cinque F16C, convertiti all’ultima versione V, del 340° Mira Fox di Souda(Creta)
la Francia è presente con cinque Rafale C della 5e Escadre de chasse con sede presso la BA 115 di Orange
gli Stati Uniti con almeno otto F35A del 48th Fighter Wing provenienti dalla base inglese di Lakenheath.
Alla esercitazione partecipano anche gli F35B inglesi della Royal Navy partendo dalla Prince of Wales nei pressi di Creta.
Queste consistenze sono ovviamente basate sulla osservazione delle matricole degli aerei che hanno volato e quelli visti in base e sono ovviamente da prendere con beneficio di inventario.
La missione del mattino termina alle 10.30 con l’atterraggio dell’ultimo aereo. Le attività riprenderanno alle 13.50 e partiranno in sequenza nell’arco di circa un’ora ben ventotto aerei dei vari reparti presenti.
Il vento è costante e la direzione delle attività volative è intuibile, pertanto ci posizioniamo alla testata 29R e aspettiamo gli atterraggi che……….non avvengono!
Non abbiamo fatto i conti con le brevi giornate novembrine.
Alle 16.30 il sole declina rossastro verso l’orizzonte, riusciamo a riprendere solo sei F35A, che effettuano anche alcuni low approach, poi il sole se ne va e il cielo diventa sempre più scuro, illuminato da una fantastica luna piena.
Gli altri aerei arriveranno tutti quasi a buio, dopo più di tre ore di missione, con rifornimento in volo.
Gli atterraggi con le luci colorate sopra di noi sono affascinanti ma ovviamente non riprendibili, la delusione è tanta e difficile da digerire, l’unica consolazione è la speranza di rifarci il giorno dopo.
Al mattino ci presentiamo davanti alla base per la registrazione ed il rilascio del pass, siamo circa una settantina di spotters, molti conoscenti e visi noti confluiti qui per l’importanza dell’evento.
Dopo il briefing veniamo accompagnati in una posizione in controluce totale alla estremità della pista 11, nella speranza che gli aerei in missione dalla mattina rientrino da questo lato, speranza vana, atterrano infatti dalla 29R e rullano davanti a noi belli neri.
Lo sconcerto, la delusione ed il nervosismo serpeggiano piuttosto evidenti nel gruppo. Grazie al personale militare che ci accompagna, che comprende le nostre necessità e si adopera per convincere chi deve rilasciare le necessarie autorizzazioni, riusciamo ad ottenere di essere accompagnati in una posizione con il sole alle spalle di fronte alla seconda pista e all’altezza della torre di controllo.
Da qui abbiamo la possibilità di osservare in distanza i rullaggi degli aerei che effettuano il taxy verso la pista 11, poi la corsa di decollo, lo stacco, la retrazione completa del carrello e l’arrampicata nel cielo blu, non siamo vicinissimi ma ci si arriva bene, possiamo essere soddisfatti.
Il primo decollo è intorno alle 12.30, ben in anticipo rispetto al giorno precedente, anche se la missione durerà altrettanto a lungo stavolta abbiamo buone possibilità di riprendere tutti gli atterraggi. Dopo il pasto nella mensa della base e la foto di gruppo davanti al gate guardian, l’Amx 32-01, ci comunicano che ci porteranno nello stesso posto dei decolli per riprendere gli atterraggi, ma in quel punto gli aerei sono già a terra a prescindere dalla direzione da cui provengano.
Rapidamente prendiamo una decisione e chiediamo gentilmente di uscire in anticipo, permesso che ci viene accordato.
Questa volta non possiamo mancare i decolli se vogliamo fare il servizio completo.
Ci dicono che si prevede il ritorno dalla pista 11, ma che non ce lo possono garantire ed infatti noi puntiamo diritti alla 29R nella speranza che rientrino da questa parte, la più favorevole. Stavolta l’azzardo paga e verso le 15.30 arriva il primo aereo, un F35A Usaf e a seguire tutti gli altri.
E’ stata una giornata difficile, ma siamo riusciti ad ottenere quello per cui siamo venuti. Mentre ci incamminiamo verso l’auto, con il cielo che tende al rosa, arrivano due F35B della Marina, gli ultimi della missione pomeridiana.
Mentre il gregario atterra dalla pista 11, il leader fa due low approach con arrampicata vertiginosa di rientro a tutto ab e scie di condensazione sulle estremità alari, ringraziamo dello spettacolo e affrontiamo appagati il lungo viaggio di rientro a casa.
Falcon Strike 2025, the Air Force’s most important training event of the year, began on November 3rd at Amendola Air Base.
The exercise, which will conclude on November 14th, will primarily deploy to the 32nd Wing, but will also involve other Air Force bases, with the arrival of pilots, specialists, and aircraft from other Italian and foreign flight units.
Over 1,000 military personnel and over 50 assets from Italy, the United States, the United Kingdom, France, and Greece will train side by side to improve operational readiness and the ability to cooperate in multinational missions. In addition to air assets, the exercise will involve land and naval units from the Ministry of Defense, particularly the Italian Air Force, along with assets and personnel from the Navy.
Exercises such as Falcon Strike 2025 represent an opportunity to train personnel to ensure readiness for national needs in light of the Air Force’s current commitments both domestically and in theaters of operation abroad, with changing and increasingly complex international scenarios.
This is what the Air Force’s introductory post to the ongoing exercise says.
Obviously, we couldn’t miss an event of this magnitude, so we decided to leave for Amendola on the night of the 5th to have the whole day to devote to observing the flight activity from the outside, understanding the existing fleet, and then the next day to participate in Spotter Day, for which we are accredited, so as to adequately cover the event photographically, covering both takeoffs and landings.
This is what the Air Force’s introductory post to the ongoing exercise says. Obviously, we couldn’t miss an event of this magnitude, so we decided to leave for Amendola on the night of the 5th to have the whole day to devote to observing the flight activity from the outside, understanding the existing fleet, and then the next day to participate in Spotter Day, for which we are accredited, so as to adequately cover the event photographically, covering both takeoffs and landings. tranquillità.
Landings are therefore recovered quite easily while take-offs are almost impossible.
We arrive around 7am on a fantastic day from a weather point of view, clear skies but rather cold due to the strong wind from the north-east, which reaches up to twenty knots at times..
With these stable wind conditions, the runway in use is 29R and this guarantees that we will not even do a take-off, because when they pass over us they will already be quite high, but good conditions for landings.
And so it will be, take-offs begin at 8.20, sixteen planes from four nations depart in sequence: Italy, Greece, France and the United States.
The 32nd Wing, composed of the 13th Group equipped with F-35As and the 101st Group with F-35Bs, is based at the base. Five F-35As, including Diavoli and Paperi, were deployed from Ghedi for the exercise.
while four F35Bs and six AV8B+s are deployed from the Navy’s Grupaer in Grottaglie
Five F16Cs, converted to the latest V version, arrived from Greece from the 340th Mira Fox of Souda (Crete)
France is present with five Rafale Cs of the 5e Escadre de chasse based at BA 115 in Orange
the United States with at least eight F35As from the 48th Fighter Wing coming from the English base of Lakenheath.
The exercise also includes British F35Bs from the Royal Navy, departing from the Prince of Wales near Crete.
These figures are obviously based on the observation of the serial numbers of the aircraft that have flown and those seen at the base and are obviously to be taken with a pinch of salt.
The morning mission ends at 10:30 a.m. with the landing of the last aircraft. Operations will resume at 1:50 p.m., with twenty-eight aircraft from the various units taking off in sequence over the course of about an hour.
The wind is constant and the direction of the flight activity is predictable, so we position ourselves at head 29R and wait for the landings which….never happen!
We hadn’t counted on the short November days.
At 4:30 PM, the sun was setting reddish toward the horizon. We managed to capture only six F35As, which were also making a few low approaches. Then the sun set and the sky grew darker, illuminated by a fantastic full moon.
The other aircraft would all arrive almost in the dark, after more than three hours of mission, with in-flight refueling..
We hadn’t counted on the short November days. At 4:30 PM, the sun was setting reddish toward the horizon. We managed to capture only six F35As, which were also making a few low approaches. Then the sun set and the sky grew darker, illuminated by a fantastic full moon. The other aircraft would all arrive almost in the dark, after more than three hours of mission, with in-flight refueling. speranza di rifarci il giorno dopo.
In the morning, we show up at the base for registration and pass issuance. There are about seventy of us spotters, many acquaintances and familiar faces gathered here for the importance of the event.
After the briefing, we are escorted to a position completely backlit at the end of Runway 11, hoping that the planes that had been flying since the morning would return from this side. A vain hope, however, as they land from Runway 29R and taxi in front of us, black and white.
Dismay, disappointment, and nervousness are quite evident among the group. Thanks to the military personnel accompanying us, who understand our needs and work hard to convince those responsible for issuing the necessary authorizations, we manage to be escorted to a position with the sun at our backs, facing the second runway and level with the control tower.
From here, we can observe from a distance the planes taxiing toward Runway 11, then the takeoff roll, the liftoff, the complete retraction of the landing gear, and the climb into the blue sky. We’re not very close, but we’re close enough, and we can be satisfied.
The first takeoff is around 12:30, well earlier than the previous day. Even though the mission will last just as long, this time we have a good chance of capturing all the landings. After lunch in the base mess hall and a group photo in front of the gate guardian, AMX 32-01, we’re told they’ll take us to the same place as the takeoffs to capture the landings, but at that point the planes are already on the ground, regardless of their direction.
We quickly make a decision and politely ask to leave early, which is granted.
This time, we can’t miss the takeoffs if we want to provide a full service.
They tell us they’re expecting a return from runway 11, but they can’t guarantee it, so we head straight for 29R, hoping they’ll return from this side, the most favorable. This time, the gamble pays off, and around 3:30 PM, the first plane arrives, a USAF F35A, followed by all the others.
It was a tough day, but we managed to get what we came for. As we walked toward the car, with the sky turning pink, two Navy F35Bs arrived, the last of the afternoon mission.
While the wingman lands from runway 11, the leader makes two low approaches with a dizzying return climb at full AB and condensation trails on the wingtips, we are grateful for the spectacle and face the long journey home with satisfaction.
Il “Wings over Wayne Air Show” del 2015 si è tenuto a metà maggio presso la Seymour Johnson AFB, North Carolina.
La base ospitava (e ospita attualmente) il 4th Fighter Wing con gli F15E Strike Eagle.
Come in ogni manifestazione aerea in base USAF che si rispetti, la partecipazione di aerei in statica e in volo è stata massiccia, rendendo molto complesso il processo di selezione di un numero ragionevole di aerei e fotografie.
Nella statica i pezzi migliori erano:
B52H del 69th Bomb Squadron “Nighthawks” di Minot AFB, North Dakota
B1B Lancer del 28th Bomb Squadron di Dyess AFB, Texas
F15E del 4th Wing, di casa a Seymour Johnson AFB
F22 del 1st Fighter Wing di Langley AFB, VA
E3 Sentry del 964th Airborne Air Control Squadron, 552nd Air Control Wing di Tinker AFB, Oklahoma
F/A18F del Marine Fighter Attack Squadron 224 (VMFA-224) “Fighting Bengals”, di MCAS Beaufort, South Carolina
The 2015 “Wings over Wayne Air Show” was held in mid-May at Seymour Johnson AFB, North Carolina.
The base was (and still is) home to the 4th Fighter Wing with its F-15E Strike Eagles.
As with any self-respecting USAF air show, the participation of aircraft in static and in-flight displays was massive, making the process of selecting a reasonable number of aircraft and photographs very challenging.
The highlights of the static display were:
B52Hs from the 69th Bomb Squadron “Nighthawks” at Minot AFB, North Dakota
B1B Lancer del 28th Bomb Squadron di Dyess AFB, Texas
F15E of the 4th Wing, home to Seymour Johnson AFB
F22 del 1st Fighter Wing di Langley AFB, VA
E3 Sentry del 964th Airborne Air Control Squadron, 552nd Air Control Wing di Tinker AFB, Oklahoma
F/A18F del Marine Fighter Attack Squadron 224 (VMFA-224) “Fighting Bengals”, di MCAS Beaufort, South Carolina
T38C of the 80th Flying Training Wing (Air Education and Training Command training) at Sheppard AFB, Texas.
T-38As of the 2nd Fighter Training Squadron (aggressor for F-22 pilot training), 325th Fighter Wing at Tyndall AFB, Florida
The air show was opened by the Black Daggers from Fort Bragg, NC.
The selection of in-flight presentations:
F15E del 4th Fighter Wing
A10 del 476th Fighter Group (Air Reserve Component) di Moody AFB (Georgia)
P51
Tora, Tora, Tora! A show reenacting the 1941 attack on Pearl Harbor.
GranFinale con i “Thunderbirds”
Seymour Jonhson AFB, NC, base of USAF 4th Fighter Wing, hosted in May 2015 the Wings Over Wayne Air Show.
The military statics included F15E, B52H, B1B, A10, T38, F22, F35A, C17, C5 from USAF and F/A18 from USMC.
Many civilian and military performers flew in the weekend, including P51, Japanese Mitsubishi replica, F15E, A10, T38, C130H.
Last demonstration of the day was performed by the USAF acrobatic Team Thunderbirds.
Pursued by Tropical Storm Gabrielle, which was lashing the Portuguese coast, we began the long journey of more than eight hundred kilometers that would take us from Beja to Albacete, in the region of La Mancha, where we intended to attend the final week of the TLP Comao Flying Course 3-2025. Halfway there, we stopped for a quick lunch at a country inn, a fatal mistake, because all four of us contracted food poisoning from spoiled food that would remain with us for the first two days of the week.
When we reach Albacete, it’s not raining, but the dark clouds are an unbroken blanket, hovering low above us! It will be like this for the next two days: oppressive skies with omnipresent clouds at low altitudes, icy winds, and reports of catastrophic flooding in other parts of Spain.
In the meantime, we have the chance to watch Monday’s short morning mission, while the afternoon mission of the course has been canceled. We’re off to a great start! On Tuesday, they fly both morning and afternoon, but the music is always the same: a suffocating ceiling with a few brief glimpses of sunshine, but never in the sky above the base. By evening, our morale has sunk, and the forecast calls for cloudy skies all week, due to the Mediterranean vortex that has formed precisely in this area of the Iberian Peninsula.
Let’s take a step back. At the beginning of the year, I had promised myself I would photograph our Navy’s aircraft properly. I had followed them wherever I heard of their presence, first in Jesolo and then in Ghedi, but the result had left a bitter taste in my mouth. I would have liked to have done more and, above all, better.
When I learned of their massive turnout at the TLP in early September, which I’d already planned to attend, thanks in part to its coincidence with the Tiger Meet, I’d hoped my dream would come true. But now that I have them within range of my target, just as I’d hoped, the weather is relentless. Is it the curse of the Wolves? No, it’s the spotter’s revenge. The next morning there’s not a cloud in the sky, and it won’t be that way until the end of the week. Now I really feel like Little Red Riding Hood’s hunter!
This TLP course is a very “naval” course, in fact there are: five F-35B
and five AV-8B Harrier II+ of the Navy
Six Rafale M aircraft from Flotille 12F of the French Naval Air Force based in Landivisiau were also scheduled to participate; two Spanish Navy Matadors were also expected, but we didn’t see them; perhaps they were operating directly from the aircraft carrier.
The naval vocation of this TLP was confirmed by the presence of the P-72A MPA, the Italian Air Force’s multi-role maritime patrol aircraft, which participated in all of the afternoon’s missions.
New, compared to our previous experiences here, is the presence of the Boeing E-3F Sentry of the Armee de l’Air stationed at BA 702 in Avord.
Other participating units were: two F35As from the 6th Wing 154th Group of Ghedi, and two F35Bs from the 32nd Wing 101st Group based in Amendola,
the French were also present with two Rafale Cs of the EC 2/30 Normandie Niemen based at BA118 of Mont de Marsan,
Four F16Cs from the 341st Air Regiment of Polemikí Aeroporía (Polemikí Aeroport) departed from Nea Anghialos Air Base. The hosts, the Ejército del Aire y del Espacio (Air and Space Army), also provided two Eurofighter C16 Typhoons from the 11th Wing based in Moron de la Frontera,
eight C15 Hornets from the 15th Wing based in Zaragoza.
and Wing 12 of Gando in Gran Canaria.
It is therefore important to underline the Italian nature of this TLP and the fact that almost a third of the participating aircraft were fifth-generation fighters. This is not the first time at the TLP, but never in such a significant number, and seven out of nine were in the B version.
In addition to the aircraft participating in the TLP course, the Los Llanos base also includes the 14th Wing of the Air Force, equipped with Eurofighter C16 Typhoon fighter aircraft, as well as the Albacete Air Workshop (MAESAL), dedicated to the high-level maintenance of the Fire Brigade’s EF-18 Hornet, Eurofighter and Canadair CL-215 aircraft.
The TLP was established on the basis of a Memorandum of Understanding between 11 NATO nations. The TLP’s mission is to increase the effectiveness of allied air forces through the development of skills in leadership, mission planning, briefing, tactical air operations, and debriefing. Its primary tasks are to prepare NATO flight leaders to become Mission Commanders capable of directing coalition air strike packages as well as instructing both flying and non-flying personnel on all aspects of tactical composite air operations.
The TLP achieves these goals through flying and academic courses for allied personnel. The TLP COMAO Flying Course aims to improve the tactical and flying leadership skills of front-line Mission Commanders, promoting tactical interoperability among NATO air forces through exposure to other nations’ tactics and capabilities.
The course also provides an environment for exchanging information on weapons, tactics, and capabilities, fostering the development of multinational tactical employment concepts in Composite Air Operations (COMAO). The course adopts a progressive approach with 12 total missions.
Of these, three are synthetic missions, meaning they are planned and flown using simulators. They serve to familiarize the COMAO planning process, develop leadership, and improve teamwork. Nine missions are actually flown and aim to develop tactical leadership skills for planning, briefing, flying, and debriefing integrated multinational formations.
Missions are conducted from Albacete Air Base, equipped with a 2,700-meter runway oriented 09/27, using land and sea training areas. Long-range missions may include air-to-air refueling, while a wide range of land targets is available. The course lasts approximately three weeks. The first seven working days include academic lectures and three synthetic missions, followed by two weeks of nine consecutive missions.
The aircraft must be ready for flight by the second Monday, while the crews return to their respective bases early on the final Friday. The flight activity usually consists of a morning test mission involving a maximum of ten aircraft—this time, the Navy’s Rafales did not miss a single one—and an afternoon wave involving all crews, departing between 3:00 PM and 3:30 PM and returning around 5:30 PM.
Los Llanos Air Base, a very rare occurrence, is oriented in such a way as to offer considerable observation opportunities from the outside. Both Bases 09 and 27 have roads running close by and convenient parking areas without traffic problems. The atmosphere is very relaxed, few people witness the flight operations, and security is very lenient. The police pass by but pay you no attention; you sit back, calmly, with your lens and radio, and concentrate.
There are no natural obstacles or anything else that limits photographic activity, furthermore the proximity to the planes, both during take-off and especially during landing, is so reduced that one can try some rather daring shots that would be very difficult in other contexts.
Thanks to the sudden, unexpected, and blessed change in weather, we were able to document four missions in three days: two in the morning, the two complete afternoon waves, and all the Friday morning departures. The wind blew moderately, an unusual situation for Albacete, which is located on a plateau at about 700 meters above sea level, but it always came from the same direction, making the runway in use predictable, always the dos siete.
The crowd was a little larger than usual, especially the first few days. Almost everyone came from the Tiger, English, German and Dutch, but we are talking about a maximum of just under thirty people at the peak time of the afternoon landing, the best time due to the very favorable light that highlights the details of the planes even on the ventral side.
The pilots were very cooperative, especially the Wolves (callsigns Roma and Rambo), who, realizing there was no contest this time, performed some very photogenic turning landings with a salute from the pilot. The Harriers performed flat takeoffs to be filmed between the airport’s external lighting poles, as well as spectacular rolling landings. The AMI F35Bs and As also allowed us to take some good shots with salutes and turns before lining up for final.
The French Rafales, call sign Paris needless to say, flew en masse on all missions,
with different armaments and configurations; the Greeks, with F16s tested by use and with unlikely colors,
They flew only the main mission of the course, while the Spanish flew the F18s extensively on both missions.
The key moment of the TLP is the return of the crews from the afternoon mission because the various flights are composed of different types of aircraft so you can see Harriers together
and F18
Rafale
and Efa, F16
also F35
and observe the dimensions and the different shapes in comparison.
Late on Friday morning, when all the crews had already left to return to base, the five EFAs of Wing 14 who took part in the Tiger Meet arrived from Beja.
and performed a considerable number of low approaches with acrobatic flares on the runway axis.
E’ il cerchio che si chiude e salda insieme questi due eventi a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere.
My dream has come true and we are satisfied with the result, but dreams must not end and now we look forward to the next event which is imminent and promises to be interesting, but we will talk about it soon.
Inseguiti dalla tempesta tropicale Gabrielle, che stava sferzando le coste portoghesi, iniziamo il lungo viaggio di più di ottocento chilometri che da Beja ci dovrà portare ad Albacete, nella regione della Mancia, dove abbiamo intenzione di assistere alla settimana conclusiva del TLP Comao Flying Course 3-2025. A metà strada ci fermiamo a fare un pasto veloce presso una posada di campagna, errore fatale, perché ci prenderemo tutti e quattro una intossicazione alimentare da cibi avariati che ci accompagnerà per i primi due giorni della settimana.
Quando giungiamo ad Albacete non piove, ma le nuvole nere sono un mantello ininterrotto che staziona a bassa quota! Sarà così per i due giorni successivi, cielo opprimente con nuvole onnipresenti a quote basse, vento gelido e notizie di inondazioni catastrofiche in altre parti della Spagna.
Nel frattempo abbiamo la possibilità di vedere la breve missione mattutina del lunedì, mentre quella pomeridiana del corso è cancellata. Cominciamo proprio bene! Al martedì volano sia al mattino che al pomeriggio, ma la musica è sempre la stessa, ceiling soffocante con qualche brevissimo sprazzo di sole, ma mai sul cielo della base. Alla sera il nostro morale è sceso in cantina e le previsioni danno nuvoloso per tutta la settimana, a causa del vortice mediterraneo che si è creato proprio in questa area della penisola iberica.
Facciamo un passo indietro, a inizio anno mi ero ripromesso di fotografare in modo degno gli aerei della nostra Marina Militare, li avevo inseguiti ovunque avevo notizia della loro presenza, prima a Jesolo e poi a Ghedi, ma il risultato mi aveva lasciato un po’ l’amaro in bocca, avrei voluto fare di più e soprattutto meglio.
Quando ad inizio settembre avevo appreso della loro presenza massiccia alla Tlp, a cui avevo già programmato di assistere, anche grazie alla concomitanza con il Tiger Meet, avevo sperato che il mio sogno si sarebbe realizzato facilmente, ma adesso che li ho a portata di obiettivo come volevo io il meteo si accanisce contro di me, è la maledizione dei Lupi? No, è la vendetta dello spotter, il mattino successivo non c’è una nuvola in cielo, e così resterà fino alla fine della settimana, adesso sì che mi sento come il cacciatore di Cappuccetto rosso!
Questo corso della Tlp è un corso molto “navale”, sono infatti presenti: cinque F-35B
e cinque AV-8B Harrier II+ della Marina Militare
sei Rafale M della Flotille 12F della Aeronavale francese di base a Landivisiau; era prevista anche la partecipazione di due Matador della Marina spagnola ma non li abbiamo visti, forse operavano direttamente dalla portaerei.
A confermare la vocazione navale di questa Tlp la presenza del P-72A MPA, il velivolo da pattugliamento marittimo multiruolo dell’Aeronautica Militare, che ha partecipato a tutte le missioni pomeridiane.
Novità, rispetto alle nostre esperienze precedenti qui, la presenza del Boeing E-3F Sentry dell’Armee de l’Air di stanza presso la BA 702 di Avord.
Altri reparti partecipanti erano: due F35A del 6° stormo 154° gruppo di Ghedi, e due F35B del 32° Stormo 101° gruppo di base ad Amendola,
i francesi erano presenti anche con due Rafale C dell’EC 2/30 Normandie Niemen di stanza alla BA118 di Mont de Marsan,
quattro F16C del 341° Mira della Polemikí Aeroporía dalla Base Aerea di Nea Anghialos. I padroni di casa dell’Ejército del Aire y del Espacio erano presenti con due Eurofighter C16 Typhoon dell’Ala 11 di base a Moron de la Frontera,
otto C15 Hornet dell’Ala 15 di Saragoza
e dell’Ala 12 di Gando in Gran Canaria.
Va sottolineata quindi la italianità di questa Tlp ed il fatto che quasi un terzo dei velivoli partecipanti erano caccia di quinta generazione, non è la prima volta alla Tlp, ma mai in un numero così consistente e sette su nove nella versione B.
Oltre ai velivoli partecipanti al corso della Tlp sulla base di Los-Llanos è presente l’Ala 14 dell’Ejército del Aire, dotata di aerei da combattimento Eurofighter C16 Typhoon, nonché l’Officina Aerea di Albacete (MAESAL), dedita alla manutenzione di alto livello dei velivoli EF-18 Hornet, Eurofighter e Canadair CL-215 dei Vigili del Fuoco.
La TLP è costituita sulla base di un Memorandum of Understanding tra 11 nazioni NATO. La missione del TLP è aumentare l’efficacia delle forze aeree alleate attraverso lo sviluppo di competenze in leadership, pianificazione delle missioni, briefing, operazioni aeree tattiche, debriefing. I compiti principali sono di preparare i flight leaders delle forze NATO a diventare Mission Commanders capaci di dirigere pacchetti di attacco aereo della coalizione nonché di istruire il personale, sia flying che non-flying, su tutti gli aspetti legati alle tactical composite air operations.
La TLP realizza questi obiettivi attraverso corsi di volo ed accademici rivolti al personale alleato. Il TLP COMAO Flying Course mira a migliorare le capacità di leadership tattica e di volo dei Mission Commanders di aerei di prima linea, promuovendo l’interoperabilità tattica tra le forze aeree NATO attraverso l’esposizione a tattiche e capacità di altre nazioni.
Il corso offre anche un ambiente di scambio di informazioni su armi, tattiche e capacità, favorendo lo sviluppo di concetti di impiego tattico multinazionale in Composite Air Operations (COMAO). Il corso adotta un approccio progressivo con 12 missioni totali.
Di queste tre sono missioni sintetiche, cioè pianificate e volate mediante simulatori. Servono a familiarizzare con il processo di pianificazione COMAO, sviluppare leadership e migliorare il lavoro di squadra; mentre le missioni volate effettivamente, sono nove e puntano a sviluppare capacità di leadership tattica per pianificare, briefare, volare e debriefare formazioni multinazionali integrate.
Le missioni si svolgono dalla base aerea di Albacete, dotata di una pista di 2700 metri orientata 09/27, utilizzando aree di addestramento terrestri e marittime. Le missioni a lungo raggio possono includere rifornimento in volo, mentre è disponibile una vasta gamma di obiettivi terrestri. Il corso ha una durata di circa tre settimane. I primi sette giorni lavorativi includono lezioni accademiche e le 3 missioni sintetiche, fanno seguito due settimane con nove missioni volate consecutive.
Gli aerei devono essere pronti al volo dal secondo lunedì, mentre il venerdì finale già dal primo mattino gli equipaggi ritornano alle rispettive basi. L’attività di volo è di solito costituita da una missione di prova mattutina a cui partecipano al massimo una decina di aeromobili, in questa edizione i Rafale della marina non ne hanno saltata una, e un’ondata pomeridiana a cui partecipano tutti gli equipaggi, con partenza tra le 15 e le 15.30 e ritorno verso le 17.30.
La base aerea Los llanos, caso molto raro, è orientata in modo tale da offrire notevoli possibilità di osservazione dall’esterno, entrambe le testate 09 e 27 hanno strade che le costeggiano da vicino e aree comode dove parcheggiare senza problemi di traffico. L’atmosfera è molto rilassata, poche persone assistono alle attività di volo e la sicurezza è molto tollerante, la polizia passa ma non ti dedica attenzione, te ne stai bello tranquillo con il tuo obiettivo e la radio e ti concentri.
Non ci sono ostacoli naturali o altro che limiti l’attività fotografica, inoltre la vicinanza agli aerei sia in fase di decollo, ma soprattutto in fase di atterraggio, è talmente ridotta che ci si può cimentare in inquadrature piuttosto audaci ben difficili in altri contesti.
Grazie al cambiamento repentino, inaspettato e benedetto del meteo riusciamo a documentare in tre giorni quattro missioni, due mattutine, le due wave complete del pomeriggio, più tutte le partenze del venerdì mattina. Il vento ha spirato moderatamente, situazione anomala per Albacete che si trova su un altopiano a circa 700 metri di quota, ma sempre dalla stessa direzione, rendendo prevedibile la pista in uso, sempre la dos siete.
Il pubblico è stato un po’ più numeroso del solito, specialmente i primi giorni, quasi tutti venivano dal Tiger, inglesi, tedeschi ed olandesi, ma stiamo parlando al massimo di una trentina scarsa di persone nel momento di punta dell’atterraggio pomeridiano, il migliore per la luce molto favorevole che esalta i particolari degli aerei anche nella parte ventrale.
I piloti sono stato molto collaborativi, in particolari i Lupi (callsign Roma e Rambo), capito che non c’era partita stavolta, si sono esibiti in atterraggi in virata con saluto del pilota molto fotogenici, gli Harrier in decolli piatti da riprendere tra un palo e l’altro della illuminazione esterna dell’aeroporto ed inrolling landings spettacolari. Anche gli F35B ed A dell’Ami ci hanno permesso di fare buoni scatti con saluti e virate prima di allinearsi in finale.
I Rafale francesi, call sign neanche a dirlo Paris, hanno volato massivamente a tutte le missioni,
con diversi armamenti e configurazioni; i greci, con F16 provati dall’uso e con colorazioni improbabili,
hanno volato solo nella missione principale del corso, mentre gli spagnoli hanno fatto volare parecchio gli F18 in entrambe le missioni.
Il momento topico della Tlp è il ritorno degli equipaggi dalla missione pomeridiana perché le varie flight sono composte da differenti tipi di aerei per cui puoi vedere insieme Harrier
ed F18
, Rafale
ed Efa, F16
ed F35
e osservare le dimensioni e le diverse sagome a confronto.
Nella tarda mattinata del venerdì, quando ormai tutti gli equipaggi erano partiti per fare rientro alla base, sono arrivati da Beja i cinque Efa dell’Ala 14 che hanno preso parte al Tiger Meet
e si sono esibiti in un numero considerevole di low approach con richiamata acrobatica sull’asse pista.
E’ il cerchio che si chiude e salda insieme questi due eventi a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere.
Il mio sogno si è realizzato e siamo soddisfatti del risultato, ma i sogni non devono finire ed adesso guardiamo avanti al prossimo evento che è imminente e si profila interessante, ma ne parleremo presto.
We kicked off our long trek from Beja to Albacete while dodging Tropical Storm Gabrielle. After a quick stop for food, we all got hit with food poisoning! Not the best start, right? Once in Albacete, the weather stayed gloomy, with a forecast full of rain and cold winds. But we did catch some morning missions, even if the mood was low. There’s a ton of cool military jets from various countries participating, including F-35s and Harriers. Despite the rough weather, we got some great shots, and it turned out to be an awesome event overall! Can’t wait for the next one!
Ma a cosa servono le recinzioni quando non ci sono animali al pascolo e sul terreno solo i resti di coltivazioni estive? Da noi le recinzioni sono riservate solo a quei terreni che presentano criticità particolari, quasi a nessuno verrebbe in mente di recintare un vigneto o un campo di stoppie ingiallite dal sole: risultato è che si può andare quasi ovunque, rispettando ovviamente le colture in atto.
Purtroppo qua non è così e la cosa è complicata dalla mancanza di piazzole dove parcheggiare, su queste strette stradine di campagna. Siamo nei dintorni della base di Beja, nella regione portoghese dell’Alentejo, per l’edizione 2025 del Nato Tiger Meet. E’ domenica e stiamo effettuando una approfondita ricognizione dei luoghi, in vista dell’inizio della esercitazione prevista per domani 21 settembre 2025. Non conosciamo questa base, avremmo dovuto essere qua nel 2021 ma il periodo di post covid, con i voli cancellati e la difficoltà di attraversare le frontiere in auto, ci aveva indotto a desistere, quando già avevamo l’accredito per partecipare allo spotter day.
Il primo impatto è però frustrante e la realtà si rivela anche peggiore dello studio effettuato a casa sulle mappe satellitari della zona: ovunque recinzioni e cancelli che inibiscono l’accesso ad ogni stradina sterrata che conduca alle zone in cui sia possibile effettuare riprese decenti. La base aerea Ba11 si estende molto in larghezza soprattutto verso est, mentre le due piste 01L e 01R sono relativamente vicine alla perimetrale sul lato ovest, considerando che la base si estende da nord a sud, lievemente disassata verso ovest, riprese mattutine non se ne possono fare ed il lato ad est è totalmente inaccessibile.
Il mattino successivo con sorpresa scopriamo che il nostro albergo è quasi interamente occupato dal personale tecnico del 335 Mira di Araxos, da cui apprendiamo che nel maggio 2026 il Tiger si svolgerà a casa loro, che è una buona notizia, ho caldi ricordi di Araxos e freddi ricordi di Jagel! La sala della colazione al mattino sembra la foresta vergine con tigri che circolano ovunque: sulle tute, sulle borse, sugli zaini, sul petto, sulle spalle, sulla schiena! Di primo mattino effettuiamo un altro tentativo, con una lunga passeggiata nei campi, mentre iniziano i decolli dalla 01L, siamo vicini ma inesorabilmente in controluce. Ci abbiamo provato. Mentre camminiamo lungo la recinzione della base, passa un’auto della sicurezza, li salutiamo e rispondono al saluto ma non ci creano problemi. Siamo fortunati perché spotter locali nei giorni seguenti ci racconteranno storie di allontanamenti sia da parte dei militari che dei contadini della zona.
Il vento spira da nord, nord est rendendo obbligatoria l’uso della 01L e questo ci agevola, perché se avessero usato la 19R sarebbe stato molto peggio. Sarà così per tutta la settimana con un cielo limpido ed un sole implacabile, temperato però da un vento fresco e teso che rende il clima secco veramente piacevole. Gli atterraggi per la 01L sono facili da riprendere perché si è sul lato della aerostazione, Beja ha anche una limitata attività civile, il parcheggio è ampio ed in vista della pista in uso nel periodo, poi a piedi si accede agevolmente alla strada principale che è perpendicolare alla testata pista.
La luce però arriva sempre un po di tre quarti da dietro, sia al mattino che al pomeriggio, creando fastidiosi riflessi sulle fusoliere e sui cockpit degli aerei e diventa ottimale solo da un certo punto in avanti rendendo quasi impossibile variare le inquadrature. Al mattino si resta sul lato est ed al pomeriggio ci si trasferisce sul lato ovest; tra l’altro verificheremo che è possibile parcheggiare sulla corsia di emergenza della strada, presente su entrambi i lati, senza che nessuno ci faccia storie, fatto abbastanza inusuale. Anche l’uso della radio non è difficile, è richiesto solo un minimo di attenzione, la polizia non si vedrà quasi mai e si limiterà a passare senza fare osservazioni a nessuno. Verso la fine della settimana ci sarà un bel traffico sulla strada perché allo spotters day parteciperanno solo cento fortunati, gli accrediti sono volati via in venti minuti e quindi la maggior parte degli appassionati dovrà sostare fuori della base.
E i decolli? Impossibili da riprendere al mattino, a causa del controluce spinto, mentre al pomeriggio il sole ha superato l’asse della pista. Abbiamo individuato un campo di stoppie che, partendo dalla strada che costeggia la base sul lato ovest, scollina fino ad arrivare alla perimetrale, proprio di fronte alla torre di controllo; c’è una sola possibilità di parcheggio, poi bisogna andare a piedi fino a giù, un campo di granoturco offre riparo dal sole e dalla sicurezza della base, quando arrivano gli aerei si esce, si scatta e si ritorna al riparo. La prudenza non è mai troppa e funziona, saremo gli unici due a riprendere tutti i decolli pomeridiani per tutta la settimana; nessuno ci disturberà, la maggior parte degli spotters resterà nel parcheggio dell’aeroporto in attesa degli atterraggi.
Ovviamente c’è una contropartita, poi bisogna risalire sulla strada sotto il sole torrido dell’Alentejo e in fretta perché le missioni non sono molto lunghe e bisogna riposizionarsi per gli atterraggi, ma la passione aiuta a trovare le energie necessarie.
Il Nato Tiger Meet, ormai lo sanno anche i gatti, che sono felini pure loro, è il raduno annuale dei reparti di volo delle forze aeree che hanno come stemma un felino selvatico che sia tigre o giaguaro, pantera o lince. Questa edizione ha visto la partecipazione di 79 assetti, tra aerei ed elicotteri, di 19 reparti di volo provenienti da 12 nazioni: Portogallo, Italia, Austria, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Cieca, Spagna, Svizzera, Turchia e Regno unito.
Il Tiger è una esercitazione ad alta valenza addestrativa ed un prezioso scambio di conoscenze ed esperienze, che hanno lo scopo di migliorare la interoperabilità e l’integrazione dei reparti partecipanti, attraverso la pianificazione di missioni complesse effettuate con velivoli diversi come prestazioni e caratteristiche. In questa edizione erano assenti i Rafale della Marine Nationale, impegnati nella Tlp in Spagna e quelli dell’Armee de l’Air a causa di una contemporanea esercitazione sulla loro base. Assenti pure gli Olandesi ed i Belgi, entrambi impegnati nella transizione sull’F35, mentre gli Efa tedeschi erano presenti solo come visitatori.
Dal punto di vista degli aerei con colorazione speciale, caratteristica di questa esercitazione, va sottolienato che è stata un’edizione piuttosto interessante, praticamente ogni reparto partecipante ha inviato aerei dipinti in modo Tiger per l’occasione, qualcuno anche più di uno. Da citare l’esemplare dell’F16 dei padroni di casa l’Esquadra 301 Jaguares dipinto come un giaguaro che era veramente spettacolare,
il desert Tornado tedesco
l’Efa austriaco che però ha volato pochissimo, l’Efa del 142 escuadron di Albacete
tornati al Tiger dopo una assenza di diversi anni, che mostrava sulla coda una tigre dalle enormi zanne, l’Efa tigre bianca del 12° gruppo di Gioia del Colle. Interessante la presenza sulla base di Beja dell’Embraer KC390
e del P3C Orion dell’aviazione portoghese
che hanno volato alcune volte nel corso della settimana.
Degna di nota la presenza di due E3A Sentry della Nato, non si vedevano al Tiger dal 2019 a Mont de Marsan, che hanno preso parte, a turno, a tutte le missioni del mattino insieme all’E-2C Hawkeye della Marine Nationale francese
Il venerdi 26 abbiamo partecipato al Media day. Ci presentiamo al cancello della base di primo mattino e troviamo due enormi striscioni tigrati che identificano la base come la casa delle Tigri! L’entusiasmo però sarà di breve durata, siamo una trentina di reporter da tutta Europa, qualcuno venuto apposta per questa giornata. Ci portano in pulmann all’apron dove ferve l’attività degli specialisti, che stanno approntando gli aerei per la prima missione e…….. ci fanno lasciare gli zaini sul pullman, si scusano ma no riprese per motivi operativi, quasi incredibile! Capiamo, ma lo avevamo già saputo, che sono a corto di personale e per questo stesso motivo hanno cancellato l’open day e l’airshow previsti inizialmente per il sabato e la domenica. Ci posizionano su una collinetta che da sul raccordo principale di rullaggio, ma in realtà gli aerei rulleranno sulla 01R, la pista secondaria distante un centinaio di metri e decolleranno dalla 01L che è piuttosto lontana da noi, all’incirca di trecento metri.
Riusciamo comunque a fare il nostro lavoro, un paio di ore di attività frenetica per non perdere i rullaggi ed i contemporanei decolli, ma manca il contatto con i piloti, molti nemmeno ci vedono, solo qualcuno saluta, le riprese degli aerei che staccano tardi come i Tornado sono un po disturbate dal calore della pista, facciamo quello che possiamo, ma la delusione serpeggia evidente tra gli addetti.
Ciliegina sulla torta la press conference si svolge davanti ai cancelli della base, in piedi e sotto il sole, sono presenti solo quattro rappresentati delle forze armate su un totale di dodici ed il comandante della base; scegliamo di disertarla e non siamo gli unici, alle 11.45 siamo fuori dalla base ed andiamo a riprendere gli atterraggi dalla strada dell’aeroporto civile.
E’ tempo di bilanci, ci siamo divertiti, il tempo è stato splendido, abbiamo ripreso tutte le missioni che hanno volato nella settimana, le difficoltà tecniche una volta compreso il meccanismo sono state superabili, gli spotters portoghesi sono simpatici, il paesaggio è affascinante, il cibo buono ed economico rispetto ai nostri standard.
Cosa è mancato? Inutile dirlo, il contatto con i piloti ed i reparti, i banchetti con i gadget, gli stemmi, l’abbigliamento in stile Tiger, una statica degna di questo nome che permetta di riprendere i particolari degli aerei e poi la ripresa in volo degli elicotteri.
Erano presenti diversi reparti ma decollavano ed atterravano lateralmente verso est e mai sull’asse della pista, risultato solo riprese un po troppo da lontano, anche se le abbiamo provate tutte per intercettare il punto di intersezione con le strade raggiungibili, solo con qualche risultato parziale.
Sta arrivando la tempesta tropicale Gabrielle, è tempo di trasferirci altrove. Ma questa sarà oggetto di un’altra puntata.
This post from Angelo Bottazzi talks about his experience scouting around Beja, Portugal for the 2025 Nato Tiger Meet. The area’s full of fences, making it tricky to grab good shots of the planes, especially with the sun messing with the lighting. He and his buddy eventually find a spot for decent afternoon pics, but morning scenes are mostly a bust due to the glare. Despite some setbacks, they have fun, enjoy the beautiful weather, and connect with other spotters. Still, he wishes for more interaction with pilots and a better setup for capturing the action. Tropical storm Gabrielle is on its way, so it’s time to wrap things up.
Ottobre 2025 – “Pronto Paolo come stai? Andiamo nel weekend a Duxford per assistere all’ultima manifestazione dell’ anno e visitare il mitico museo?” Ma si dai! Organizzato con un altro amico in tempo zero, prenotiamo e partiamo per un weekend inglese, senza condividerlo piu’ di tanto perche’ il meteo prevede una tempesta sopra la Scozia che potrebbe scendere sul campo di volo e quindi poco adatto a spostare tutti i soci 🙂
In coda all’ ingresso altro che semplici zainetti, quasi tutti erano molto attrezzati rispetto alle nostre manifestazioni continentali, al limite di avere la tenda da campeggio e cio ci ha fatto pensare di non essere ben attrezzati per la giornata
Diciamo subito che le previsioni risultano confermate, sabato 4 ottobre vento di traverso a 40 nodi non ha permesso il decollo e soprattutto atterraggi in sicurezza per gli aerei storici ad elica previsti, come il Supermarine Spitfire, il caccia Mustang P-51, Hawker Hurricanes e il B-17 Flying Fortress B.
Eroico, senza limitazioni operative per il vento da libretto di istruzioni, ha osato sfidare la forza dell’aria nel pomeriggio solo il Catalina, seguito l’Eurofighter Demo display della RAF e la pattuglia acrobatica Red Arrow
Dopo la delusione iniziale abbiamo approfittato per visitare il museo, composto da vari hangar:
AirSpace Flying Aircraft Historic Duxford Air and Sea Battle of Britain Conservation in Action American Air Museum
Gli aerei esposti sono veramente tanti e decido di inserire qui solo alcuni raramente visti in altri museo o cieli, iniziando con il Airco/de Havilland DH9, il primo bombardiere inglese della Prima Guerra Mondiale, che non ebbe molto successo perche’ il motore era sottopotenziato e non affidabile (chissa’ il perche’ degli scarichi alti….); sono stati alcuni dei primi aerei in sede a Duxford Airfield
Passiamo ad un Handle Page Victor XH648, unico sopravvissuto al mondo che dopo cinque anni di restauro nel 2022 e’ stato reinserito nell’ area museale (qui un bel video https://youtu.be/dDOzI9uWH9E ) Aereo degli anni 1960 dedicato a contromisure elettroniche e poi tanker, forma stranissima che ne ricorda un altro, vero? quale? 🙂
Ecco un Gloster Javelin FAW9 che dal 1956 al 1964 e’ stato il caccia principale della RAF, operando a Duxford con il No. 64 Squadron: fu il primo aereo al mondo caccia con due motori ed ala a delta progettata per le alte prestazioni richieste. Notate l’enorme timone ( ci lamentiamo del M346…) e le prese d’aria perfettamente rotonde 🙂
Un bel Mig-21 con freno aerodinamico aperto e la conosciuta presa d’aria centrale (tubo di pitot inclinato come mai?):
Ecco un Westland Wessex HAS1 utilizzato dalla Royal Navy e dalla Royal Air Force 1961 al 2003 come elicottero antisommergibile
Nel padigione c’e’ spazio anche per un prototipo British Aircraft Corporation TSR2, creato per sostituire il bombardiere Canberra nel 1960: TSR2 sta per Tactica, Strike, Reconaissance (Mach 2), ma il progetto fu cancellato nel 1965 per i continui aumenti di costi.
Nota curiosa il motore di sinistra e’ stato lasciato chiuso con gli inversori di spinta attivati
Bella mostra la fa il Concorde, un esemplare usato per gli studi di design e non ha mai volato con passeggeri:
La fusoliera e’ visitabile con un biglietto e non ha i sedili classici ma era pieno di strumenti di bordo usati dagli ingegneri per le misurazioni, come per esempio un periscopio che sbucava sulla numerazione delle sezioni del bordo d’attacco dell’ala per la valutazione della formazione di ghiaccio e analisi dell’efficacia del meccanismo di rimozione
La zona cockpit del pilota e’ molto estesa e pienissima di leveraggi ed indicatori, ovviamente tutti analogici
Non ci siamo persi alle 12:45 la dimostrazione dell’abbassamento del muso in fase di decollo ed atterraggio:
Un altro hangar continua a stupirci, dove troviamo un Fairey Gannet AS6, aereo imbarcato anti sottomarino con due posti con due eliche controrotanti
Essendo imbarcato doveva occupare poco posto, ma mai mi sarei immaginato di piegare l’ala in tre pezzi
Era alimentato dal famoso motore Double Mamba formato da due turbine e una grossa scatola di ingranaggi: il motore era alimentato a Kerosene cosi da limitare la dipendenza a carburanti speciali nelle portaerei. Curiosita’: poteva viaggiare con un unico motore acceso per risparmiare carburante e allungare l’autonomia 🙂
Saltiamo un po’ avanti nel tempo e visitiamo l’attesissimo Padiglione americano, che contiene alcune primizie uniche in Europa! Il primo e’ per forza il bellissimo SR-71 Blackbird, iconico aereo spia che detiene il record di quota ( 85’000 piedi, circa 26 km) e di velocita’ continuativa (circa Mach 3.5).
Confido che lo scopo principale mio di questo viaggio e’ proprio la visita al Blackbird, aereo per cui ho passato notti insonni a leggere racconti dei progettisti e dei piloti che si sono avventurati entrambi ai limiti delle conoscenze umane e con una capacita’ di risoluzione dei problemi incredibile!
C’e’ esposto anche il suo motore a ciclo variabile, un Pratt & Whitney J58, un capolavoro ingegneristico del 1956 due in uno, perche’ a basse velocita’ ed altitudini funzionava come un turbogetto mentre ad alte velocita’ e altitudini, grazie alla chiusura e apertura di condotti di area, cambiava forma e operava come ramjet
Una parola anche sulla iconica presa d’aria (spike) che si muoveva indietreggiando o avanzando per adattare la geometria in base alle condizioni di volo, comandata da un sistema automatico per gestire l’onda d’urto causata dalle alte velocita’ , in modo da tenerla dentro la presa d’aria ma che non raggiungesse il motore per massimizzare la pressione ma evitare di distruggerlo
Non volendo svelare tutti gli aerei e lasciandovi il piacere per venire a Duxford, saltiamo il reportage e usciamo sul campo per vedere un Canberra parcheggiato:
Il B-17 con sulle ali i sacchi di terra per tenerlo fermo dal vento che c’ era
Un Hawker Sea Fury, l’ultimo aereo ad elica usato dalla Royal Navy
L’originale torre di controllo truck
e finalmente volare la Pattuglia dei Red Arrow
Insomma, e’ stata un po’ una pazzia partire per Duxford ma era l’ultimo appuntamento della stagione e devo dire che l’ ambientazione nella campagna londinese, il parlare con i tanti volontari e reduci con bellissime storie, gli hangar con gli aerei e il super Blackbird sono valsi la fredda trasferta!
Ah, ovviamente alla fine non poteva mancare una buona birra e un giretto alla vicina Cambridge…
Alla prossima amici!
So, a buddy and I decided to hit up Duxford for a weekend in October 2025 to catch the last airshow of the year and check out the museum. Weather was dicey, with storms forecasted, so we kept the trip low-key. Saturday’s winds were wild, preventing most historic planes from taking off, but we made the most of our visit by exploring the awesome museum exhibits. Highlights included some rare planes like the SR-71 Blackbird and a stunning Concorde. The day wrapped up with some good vibes, a chat with veterans, and of course, a pint in nearby Cambridge. Good times!