Nato Tiger Meet Beja 2025 – Trasferta iberica, prima puntata

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Ma a cosa servono le recinzioni quando non ci sono animali al pascolo e sul terreno solo i resti di coltivazioni estive? Da noi le recinzioni sono riservate solo a quei terreni che presentano criticità particolari, quasi a nessuno verrebbe in mente di recintare un vigneto o un campo di stoppie ingiallite dal sole: risultato è che si può andare quasi ovunque, rispettando ovviamente le colture in atto.

Purtroppo qua non è così e la cosa è complicata dalla mancanza di piazzole dove parcheggiare, su queste strette stradine di campagna. Siamo nei dintorni della base di Beja, nella regione portoghese dell’Alentejo, per l’edizione 2025 del Nato Tiger Meet. E’ domenica e stiamo effettuando una approfondita ricognizione dei luoghi, in vista dell’inizio della esercitazione prevista per domani 21 settembre 2025. Non conosciamo questa base, avremmo dovuto essere qua nel 2021 ma il periodo di post covid, con i voli cancellati e la difficoltà di attraversare le frontiere in auto, ci aveva indotto a desistere, quando già avevamo l’accredito per partecipare allo spotter day.

Il primo impatto è però frustrante e la realtà si rivela anche peggiore dello studio effettuato a casa sulle mappe satellitari della zona: ovunque recinzioni e cancelli che inibiscono l’accesso ad ogni stradina sterrata che conduca alle zone in cui sia possibile effettuare riprese decenti.  La base aerea Ba11 si estende molto in larghezza soprattutto verso est, mentre le due piste 01L e 01R sono relativamente vicine alla perimetrale sul lato ovest, considerando che la base si estende da nord a sud,  lievemente disassata verso ovest, riprese mattutine non se ne possono fare ed il lato ad est è totalmente inaccessibile.

Il mattino successivo con sorpresa scopriamo che il nostro albergo è quasi interamente occupato dal personale tecnico del 335 Mira di Araxos, da cui apprendiamo che nel maggio 2026 il Tiger si svolgerà a casa loro, che è una buona notizia, ho caldi ricordi di Araxos e freddi ricordi di Jagel!  La sala della colazione al mattino sembra la foresta vergine con tigri che circolano ovunque: sulle tute, sulle borse, sugli zaini, sul petto, sulle spalle, sulla schiena! Di primo mattino effettuiamo un altro tentativo, con una lunga passeggiata nei campi, mentre iniziano i decolli dalla 01L, siamo vicini ma inesorabilmente in controluce. Ci abbiamo provato. Mentre camminiamo lungo la recinzione della base, passa un’auto della sicurezza, li salutiamo e rispondono al saluto ma non ci creano problemi. Siamo fortunati perché spotter locali nei giorni seguenti ci racconteranno storie di allontanamenti sia da parte dei militari che dei contadini della zona.

Il vento spira da nord, nord est rendendo obbligatoria l’uso della 01L e questo ci agevola, perché se avessero usato la 19R sarebbe stato molto peggio. Sarà così per tutta la settimana con un cielo limpido ed un sole implacabile, temperato però da un vento fresco e teso che rende il clima secco veramente piacevole. Gli atterraggi per la 01L sono facili da riprendere perché si è sul lato della aerostazione, Beja ha anche una limitata attività civile, il parcheggio è ampio ed in vista della pista in uso nel periodo, poi a piedi si accede agevolmente alla strada principale che è perpendicolare alla testata pista.

La luce però arriva sempre un po di tre quarti da dietro, sia al mattino che al pomeriggio, creando fastidiosi riflessi sulle fusoliere e sui cockpit degli aerei e diventa ottimale solo da un certo punto in avanti rendendo quasi impossibile variare le inquadrature. Al mattino si resta sul lato est ed al pomeriggio ci si trasferisce sul lato ovest; tra l’altro verificheremo che è possibile parcheggiare sulla corsia di emergenza della strada, presente su entrambi i lati, senza che nessuno ci faccia storie, fatto abbastanza inusuale. Anche l’uso della radio non è difficile, è richiesto solo un minimo di attenzione, la polizia non si vedrà quasi mai e si limiterà a passare senza fare osservazioni a nessuno. Verso la fine della settimana ci sarà un bel traffico sulla strada perché allo spotters day parteciperanno solo cento fortunati, gli accrediti sono volati via in venti minuti e quindi la maggior parte degli appassionati dovrà sostare fuori della base.

E i decolli? Impossibili da riprendere al mattino, a causa del controluce spinto, mentre al pomeriggio il sole ha superato l’asse della pista. Abbiamo individuato un campo di stoppie che, partendo dalla strada che costeggia la base sul lato ovest, scollina fino ad arrivare alla perimetrale, proprio di fronte alla torre di controllo; c’è una sola possibilità di parcheggio, poi bisogna andare a piedi fino a giù, un campo di granoturco offre riparo dal sole e dalla sicurezza della base, quando arrivano gli aerei si esce, si scatta e si ritorna al riparo. La prudenza non è mai troppa e funziona, saremo gli unici due a riprendere tutti i decolli pomeridiani per tutta la settimana; nessuno ci disturberà, la maggior parte degli spotters resterà nel parcheggio dell’aeroporto in attesa degli atterraggi.

Ovviamente c’è una contropartita, poi bisogna risalire sulla strada sotto il sole torrido dell’Alentejo e in fretta perché le missioni non sono molto lunghe e bisogna riposizionarsi per gli atterraggi, ma la passione aiuta a trovare le energie necessarie.  

Il Nato Tiger Meet, ormai lo sanno anche i gatti, che sono felini pure loro, è il raduno annuale dei reparti di volo delle forze aeree che hanno come stemma un felino selvatico che sia tigre o giaguaro, pantera o lince. Questa edizione ha visto la partecipazione di 79 assetti, tra aerei ed elicotteri, di 19 reparti di volo provenienti da 12 nazioni: Portogallo, Italia, Austria, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Cieca, Spagna, Svizzera, Turchia e Regno unito.

Il Tiger è una esercitazione ad alta valenza addestrativa ed un prezioso scambio di conoscenze ed esperienze, che hanno lo scopo di migliorare la interoperabilità e l’integrazione dei reparti partecipanti, attraverso la pianificazione di missioni complesse effettuate con velivoli diversi come prestazioni e caratteristiche. In questa edizione erano assenti i Rafale della Marine Nationale, impegnati nella Tlp in Spagna e quelli dell’Armee de l’Air a causa di una contemporanea esercitazione sulla loro base. Assenti pure gli Olandesi ed i Belgi, entrambi impegnati nella transizione sull’F35, mentre gli Efa tedeschi erano presenti solo come visitatori.

Dal punto di vista degli aerei con colorazione speciale, caratteristica di questa esercitazione, va sottolienato che è stata un’edizione piuttosto interessante, praticamente ogni reparto partecipante ha inviato aerei dipinti in modo Tiger per l’occasione, qualcuno anche più di uno. Da citare l’esemplare dell’F16 dei padroni di casa l’Esquadra 301 Jaguares dipinto come un giaguaro che era veramente spettacolare,

il desert Tornado tedesco

l’Efa austriaco che però ha volato pochissimo, l’Efa del 142 escuadron di Albacete

tornati al Tiger dopo una assenza di diversi anni, che mostrava sulla coda una tigre dalle enormi zanne, l’Efa tigre bianca del 12° gruppo di Gioia del Colle. Interessante la presenza sulla base di Beja dell’Embraer KC390

e del P3C Orion dell’aviazione portoghese

che hanno volato alcune volte nel corso della settimana.

Degna di nota la presenza di due E3A Sentry della Nato, non si vedevano al Tiger dal 2019 a Mont de Marsan, che hanno preso parte, a turno, a tutte le missioni del mattino insieme all’E-2C Hawkeye della Marine Nationale francese

Il venerdi 26 abbiamo partecipato al Media day. Ci presentiamo al cancello della base di primo mattino e troviamo due enormi striscioni tigrati che identificano la base come la casa delle Tigri! L’entusiasmo però sarà di breve durata, siamo una trentina di reporter da tutta Europa, qualcuno venuto apposta per questa giornata. Ci portano in pulmann all’apron dove ferve l’attività degli specialisti, che stanno approntando gli aerei per la prima missione e…….. ci fanno lasciare gli zaini sul pullman, si scusano ma no riprese per motivi operativi, quasi incredibile! Capiamo, ma lo avevamo già saputo, che sono a corto di personale e per questo stesso motivo hanno cancellato l’open day e l’airshow previsti inizialmente per il sabato e la domenica. Ci posizionano su una collinetta che da sul raccordo principale di rullaggio, ma in realtà gli aerei rulleranno sulla 01R, la pista secondaria distante un centinaio di metri e decolleranno dalla 01L che è piuttosto lontana da noi, all’incirca di trecento metri.

Riusciamo comunque a fare il nostro lavoro, un paio di ore di attività frenetica per non perdere i rullaggi ed i contemporanei decolli, ma manca il contatto con i piloti, molti nemmeno ci vedono, solo qualcuno saluta, le riprese degli aerei che staccano tardi come i Tornado sono un po disturbate dal calore della pista, facciamo quello che possiamo, ma la delusione serpeggia evidente tra gli addetti.

Ciliegina sulla torta la press conference si svolge davanti ai cancelli della base, in piedi e sotto il sole, sono presenti solo quattro rappresentati delle forze armate su un totale di dodici ed il comandante della base; scegliamo di disertarla e non siamo gli unici, alle 11.45 siamo fuori dalla base ed andiamo a riprendere gli atterraggi dalla strada dell’aeroporto civile.

E’ tempo di bilanci, ci siamo divertiti, il tempo è stato splendido, abbiamo ripreso tutte le missioni che hanno volato nella settimana, le difficoltà tecniche una volta compreso il meccanismo sono state superabili, gli spotters portoghesi sono simpatici, il paesaggio è affascinante, il cibo buono ed economico rispetto ai nostri standard.

Cosa è mancato? Inutile dirlo, il contatto con i piloti ed i reparti, i banchetti con i gadget, gli stemmi, l’abbigliamento in stile Tiger, una statica degna di questo nome che permetta di riprendere i particolari degli aerei e poi la ripresa in volo degli elicotteri.

Erano presenti diversi reparti ma decollavano ed atterravano lateralmente verso est e mai sull’asse della pista, risultato solo riprese un po troppo da lontano, anche se le abbiamo provate tutte per intercettare il punto di intersezione con le strade raggiungibili, solo con qualche risultato parziale.

Sta arrivando la tempesta tropicale Gabrielle, è tempo di trasferirci altrove. Ma questa sarà oggetto di un’altra puntata.

This post from Angelo Bottazzi talks about his experience scouting around Beja, Portugal for the 2025 Nato Tiger Meet. The area’s full of fences, making it tricky to grab good shots of the planes, especially with the sun messing with the lighting. He and his buddy eventually find a spot for decent afternoon pics, but morning scenes are mostly a bust due to the glare. Despite some setbacks, they have fun, enjoy the beautiful weather, and connect with other spotters. Still, he wishes for more interaction with pilots and a better setup for capturing the action. Tropical storm Gabrielle is on its way, so it’s time to wrap things up.

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