
(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi e Giovanni)
Nel fine settimana dal 5 al 7 settembre si è tenuta sulla base di Rivolto, sede delle Frecce Tricolori Pattuglia Acrobatica Nazionale, la celebrazione del 65° anniversario della costituzione del team con l’organizzazione di una grande manifestazione aerea aperta al pubblico.
Abbiamo avuto l’opportunità di essere presenti alle prove del venerdì, giornata dedicata agli spotter ed il sabato nel settore F verso il fondo pista. Benché fosse un evento molto atteso dagli appassionati, è a cadenza quinquennale e diventa di fatto l’airshow più importante dell’anno in cui si svolge, bisogna ammettere che le aspettative erano un poco più alte, ma purtroppo i tempi sono questi.
Se esaminiamo la situazione a livello europeo vediamo che i team acrobatici sono in crisi un po’ ovunque, per motivi di obsolescenza dei velivoli impiegati, riduzione dei fondi assegnati, necessità di impiegare le risorse sulla prima linea tagliando i costi non strettamente necessari. I demo team che presentano agli airshow gli aerei da combattimento sono sempre meno e hanno un calendario molto ridotto di eventi incentrato principalmente sul paese di appartenenza. Le aeronautiche militari sono fortemente impegnate in continue esercitazioni, che spesso si sovrappongono, e richiedono impiego di risorse tecniche e umane considerevoli. In questa situazione poco favorevole l’Aeronautica Militare ha fatto il possibile per svolgere un programma che potesse rappresentare il momento attuale della acrobazia aerea in Europa, tanto che di fatto l’airshow è stato più un raduno delle pattuglie che una manifestazione aerea in senso tradizionale. Alla fine i team c’erano tutti ma con un paio di assenze significative: la Patrulla Aguila ed i Red Arrows.
Gli spagnoli erano giustificati perché, dopo avere festeggiato i 40 anni dalla costituzione in giugno, hanno sospeso l’attività pubblica per preparare il cambio di aereo dall’Airbus C101 attuale al Pilatus PC21 e se non altro l’Ejercito de l’Aire ha inviato il dimostratore dell’EF18 Hornet, tra l’altro in una bellissima livrea celebrativa.

Diverso il discorso per i Red Arrows che, a fronte di un calendario molto vasto di esibizioni e ben otto trasferte fuori dai confini britannici, in quei giorni hanno partecipato ad un evento minore a casa loro, cosa per me totalmente inspiegabile.
Il venerdì si è anche celebrata la ricorrenza del 100 anno di costituzione del 2° stormo Lanceri Neri e per l’occasione si è assistito ad un passaggio del KC767A seguito da un F35A, che non è stato ripetuto nei giorni pubblici della manifestazione.

L’airshow si è aperto con l’esibizione dell’HH139 Lord del 15° Stormo S.A.R. che ha simulato il recupero con il verricello di un infortunato mediante barella.

A seguire l’esibizione di due dei pezzi forti della Fondazione Jonathan Collection di Giancarlo Zanardo: il Caproni CA33Z e lo Spad XIII R

E’ poi la volta del We Fly Team, La pattuglia, che usa aeromobili Van’s Rv-7 autocostruiti, è l’unica al mondo parzialmente composta da piloti disabili, due su tre, commoventi ed encomiabili per la passione che ci mettono!

Decollano poi i Midnight Hawk della Suomen ilmavoimat, con la recente colorazione a due toni bianco e arancione, simile a quella degli addestratori della Raf di qualche anno fa

Parliamoci chiaro, non è che in quattro si possa fare chissà quali performance acrobatiche, a parte le formazioni a rombo, poi la distanza a cui si sono esibiti, eccessiva rispetto agli altri team non ha accresciuto la spettacolarità della esibizione, peraltro resa meno interessante dalla mancanza di fumogeni, che qualche anno fa il team impiegava; nel complesso abbastanza deludenti.

E arriva uno dei momenti più attesi dello show, l’esibizione dell’EF18 Hornet dell’Ala 15 di stanza alla base di Saragoza, reparto Tiger, sui timoni era infatti raffigurata una enorme testa di tigre e la ricorrenza del 40° anno di costituzione del reparto.

Esibizione abbastanza interessante, anche se devo ammettere di avere visto di meglio anche da piloti spagnoli, senza tirare in ballo l’Hornet display della Swiss air force che purtroppo da quest’anno non è più operativo.
A seguire si esibisce la pattuglia acrobatica Croata, i Krila Oluje (Ali di tempesta), composta da sei Pilatus PC9M.

Ho sentito commenti negativi sulle formazioni acrobatiche basate su aerei a turboelica, è vero che il rumore è meno coinvolgente, la velocità delle manovre minore, ma le formazioni sono molto serrate e possono eseguire un programma acrobatico molto variato, a me sono piaciuti.

Avrebbe dovuto essere presente anche la pattuglia polacca degli Orlik, equipaggiata con sei PZL 130, ma l’incidente avvenuto a Radom con la perdita di un F16 e la morte dell’equipaggio ha fatto si che venissero annullate tutte le attività acrobatiche del paese.
Si esibisce poi uno dei nostri gioielli ricostruiti a San Damiano, il G91 Pan pilotato dal Generale Lodovisi, che si esibisce in passaggi bassi e spettacolari, anche in considerazione della anzianità della cellula che non permette di esagerare con le manovre acrobatiche; il sentire il ronzio cupo e pieno del Bristol Siddeley Orpheus 803 mentre ci rulla davanti trasmette emozioni e ci riporta nel passato.



L’esibizione della pattuglia dei Baltic Bees merita un discorso a parte. Vengono dalla Lettonia ed utilizzano l’addestratore di costruzione ceca Aero L39C Albatross, lo stesso degli indimenticati Breitlings

La formazione completa è di sei velivoli ma a Rivolto si sono esibiti in quattro, la livrea simula un’ape, simbolo portafortuna nei paesi baltici, il loro motto è: I ragazzi non crescono mai, i loro giocattoli volano sempre più in alto.

La loro esibizione si basa su tre punti di forza principali: la livrea accattivante e fotogenica, l’uso dei fumi, la quota bassa e la vicinanza del display. Ed in effetti se paragoniamo la loro esibizione con quella dei finlandesi, pur a parità di numero, il confronto è impietoso. Segue una pausa delle attività di volo di quasi un’ora, che è vero che siamo in Italia e il pranzo è sacro, ma in una manifestazione aerea internazionale così densa per me non ci sta e non ho mai visto farla altrove, chiusa la parentesi.
Si riprende lo show con lo Yak team Italia, qui presente con quattro velivoli, tre biposto Yak 52 ed un coloratissimo Yak 50 monoposto

le buone qualità acrobatiche del velivolo, unito al suono accattivante del motore a pistoni radiale, assicurano sempre uno spettacolo interessante.


Subito dopo assistiamo all’esibizione di alcuni velivoli dei Flying Bulls austriaci, sponsorizzati dalla Red Bull, che sono una attrazione fissa dell’airshow di Zeltweg. Qua sono presenti gli elicotteri Bell 209 Cobra AH1F

e l’MBB BO105C nonché il North American T28B Trojan. L’esibizione del Bo105 lascia sempre a bocca aperta chi lo vede per la prima volta in quanto è l’unico elicottero in grado di eseguire una vasta gamma di manovre acrobatiche ed il pilota si mantiene sempre al centro della display perché il pubblico possa meglio apprezzare la sua straordinaria performance. Il T28 con il suo motore a pistoni radiale Wright R-1820 Cyclone ha buone capacità acrobatiche e la sua configurazione alare unita all’uso dei fumogeni crea delle scie al suo passaggio che si trasformano in figure fantasiose prima di dissolversi nell’aria.
Entriamo ora nel vivo delle esibizioni con i Turkish Stars

Questa pattuglia, unitamente a quella Svizzera, si esibisce con un aereo da combattimento supersonico e non un addestratore, nella fattispecie l’NF-5A e B Freedom Fighter.

Hanno iniziato negli anni 90 con una formazione di quattro velivoli e sono arrivati fino ad otto, ora si esibiscono con sei, segno che anche qua i costi si fanno sentire. I loro punti di forza sono la colorazione, la velocità e la separazione minima tra gli aerei, il punto debole secondo me sono i tempi morti tra una formazione e l’altra, le figure però sono belle e fotogeniche.

Viene da chiedersi quanto potranno ancora andare avanti con un aereo così datato e quindi costoso da mantenere in attività, come dimostrato anche dal numero elevato di personale che si occupa della manutenzione dei velivoli durante gli airshow.
Lo abbiamo aspettato a lungo ed eccolo che si arrampica verso il cielo con un rombo di tuono: è l’Eurofighter del Reparto Sperimentale Volo, magistralmente pilotato dal Maggiore Nucciarelli

La sua è una presentazione senza respiro, scandita da manovre ad alto numero di G e full afterburner

sempre nel cielo campo, la migliore senza dubbio della giornata, comunque la più eccitante.
Restiamo nel regno del rumore perché ora decolla la Patrouille Suisse con in suoi sei F5E Tiger II, con il nostro amico pilota Lukas Nannini in arte “Bigfoot”

L’esibizione degli svizzeri si basa sulla velocità, la precisione delle figure, la potenza dell’aereo, l’uso sapiente dei fumogeni, peccato però che siano venute a mancare due dei numeri che facevano la differenza: la formazione shadow dove i quattro aerei erano uno sopra all’altro in modo da sembrare un solo aereo ed il lancio simultaneo di tutti i flares nel finale grande.

Questa pattuglia è in grande difficoltà per l’invecchiamento delle cellule e nel reperire pezzi di ricambio in quanto usa un aereo che ormai non esiste più sulla prima linea; molto probabilmente verrà sciolta entro la fine del 2027
Adesso andiamo nel regno dell’eleganza e del silenzio, se elegante si può definire un bestione da 32 tonnellate al decollo

Ricordo ancora le espressioni di incredulità degli spotter inglesi al Riat quando si esibiva il C27J, riesce a fare manovre acrobatiche che non ti aspetti e ritieni impossibili, eppure le fa con una apparente tranquillità che è frutto di abilità, addestramento e conoscenza delle capacità del mezzo. Lo spettacolo è sempre assicurato.

Ora il testimone passa ad uno dei più prestigiosi team acrobatici europei: la Patrouille de France


Tra le più numerose contando un organico di otto velivoli.

Da sempre la caratteristica della Patrouille è l’eleganza, raggiunta attraverso figure complesse e cambi di formazione veloci, accompagnate dall’uso sapiente dei fumi colorati

Il programma della esibizione viene deciso ad inizio stagione dal comandante della formazione. Senza considerare le prove del venerdì, il sabato ho visto alcuni errori che non mi aspettavo da una formazione così blasonata ed in generale anche il programma mi è sembrato un po sottotono rispetto ad altre volte, forse pesa l’incidente avvenuto in primavera che ha portato alla perdita di un aereo ed al danneggiamento di un altro e anche il futuro della pattuglia che non è così certo.
Arrivano ora in formazione i due F35, un A ed un B

eseguono alcuni passaggi veloci, uno con la stiva aperta

poi il Bravo si dispone in hovering al centro della display e fa il suo numero, piuttosto breve.

Io ancora in Italia una presentazione degna di questo nome dell’F35 ancora non l’ho vista ed anzi ho notato che il 35B peggiora sempre le sue comparse come durata e qualità. Speriamo che quando ci saranno solo loro, tra pochi anni, qualcuno si decida a dimostrarlo a dovere.
Subito dopo decolla per una esibizione esemplare il T346A Master



l’ultimo assetto del RSV, orgoglio dell’industria aeronautica nazionale questo velivolo sarà il prossimo cavallo di battaglia delle Frecce quando il 339 andrà in pensione; nella mostra statica figura già un esemplare con la livrea Pan disegnata da Pininfarina
Mentre già le Frecce stanno procedendo alla start up arriva il Soko G 2 Galeb croato che viene inseguito e costretto all’atterraggio da due Eurofighter

Finito questo siparietto adesso il sipario si apre su di loro, le nostre Frecce Tricolori

Vengono da una stagione travagliata da incidenti, con conseguenti riduzioni di organico di volo che si sono trascinate a lungo durante la stagione, ma adesso sono al top nella nuova livrea commemorativa dei 65 anni di attività.

L’esibizione è perfetta come sempre e il tricolore più lungo del mondo colora ancora una volta il cielo della base di Rivolto.



Adesso il pubblico defluisce soddisfatto sotto nuvole di colore cangiante, ci vediamo tra cinque anni con un nuovo aereo e un nuovo programma a festeggiare il 70°, ma per il momento: Tanti Auguri Frecce!
Over the weekend of September 5-7, the Frecce Tricolori celebrated their 65th anniversary at Rivolto Air Base with a much-anticipated airshow. Although the event gathered numerous acrobatic teams amidst a challenging European landscape for aerial performance, expectations were somewhat unmet, particularly due to notable absences and the evolving needs of military resources. The highlights included various impressive displays, from rescue simulations to breathtaking aerial maneuvers. The Frecce Tricolori’s performance stood out, showcasing their resilience and commitment despite recent challenges. Attendees left with a sense of pride and nostalgia, looking forward to the next celebration in five years.
