Jesolo Airshow 2025 – reportage di una bella giornata

(foto e testo a cura di Angelo Bottazzi)

Lo Jesolo Airshow è tradizionalmente la manifestazione aerea di riferimento dell’anno in ambito nazionale, a meno di eventi particolari, cosa che si è verificata quest’anno con la prevista a settembre celebrazione del 65° anniversario delle Frecce, che ha costretto gli organizzatori ad anticipare a fine giugno un evento che normalmente si svolge nel mese di settembre.

Fino a poco tempo prima dell’airshow sembrava che quello del 2025 fosse un evento in tono minore, sicuramente non aiutava il fatto che il Reparto sperimentale volo dell’Ami, per la prima volta da anni, non partecipasse all’evento.

Invece il Club Frecce tricolori di Jesolo ha tirato fuori il coniglio dal cappello ed ha fatto la magia: per la prima volta dopo anni si esibirà l’aviazione della Marina Militare; questo ha dissolto nel nulla la delusione che già serpeggiava nel cuore dei tanti appassionati che da sempre frequentano la manifestazione.

L’evento si svolge in due giorni, il venerdì ci sono le prove e il sabato la manifestazione vera e propria, non c’è molta differenza, a parte i fumi bianchi delle Frecce il venerdì e un po’ più di tempi morti tra una esibizione e l’altra.

Quest’anno ho avuto la possibilità di assistere allo show entrambi i giorni, il venerdì dall’ultima fila della tribuna, per riprendere bene anche l’entrata in scena dei partecipanti, che avviene spesso dalle spalle del pubblico ed il sabato nella postazione sulla spiaggia dedicata alla stampa. 

Il venerdì il clima afoso e scarsamente ventilato, soprattutto al pomeriggio, ha un po’ guastato la festa, ma al sabato un tempo benedetto, con un bel venticello fresco e teso che spazzava via i fumi, ha reso la giornata piacevole e per nulla faticosa, agevolando le riprese fotografiche, anche se, bisogna dirlo, la luce di fine giugno non è quella di settembre.

L’airshow inizia da sempre con l’esibizione dell’elicottero HH139B del 15° stormo Sar di Cervia, che dopo avere aperto l’evento con il passaggio dell’operatore appeso alla bandiera nazionale, si esibisce nella simulazione del soccorso di un disperso in mare, con calata dal verricello del soccorritore e recupero dell’infortunato, dimostrazione sempre molto scenografica e professionale.

A seguire entra nel cielo di Jesolo l’elicottero UH139C della Polizia di Stato, che con la sua bella livrea bianca e azzurra, effettua vari passaggi in diverse configurazioni. 

E’ poi la volta della dimostrazione del Centro di Paracadutismo UPnGO di Pasian di Prato(UD) che lancia alcuni para sul cielo di Jesolo, uno di essi ha agganciata alla tuta di volo le tre bandiere: nazionale, europea e regionale; atterrano sulla spiaggia a pochi metri da noi con una precisione assoluta, nonostante il vento non proprio insignificante che soffia dal mare.

Entra poi in scena il Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) della Guardia di Finanza di Venezia che effettua una simulazione di controllo dal cielo di una imbarcazione sospetta di illeciti: l’elicottero segue a bassa quota la motovedetta che cerca di sganciarsi con manovre evasive.

La macchina è l’H169A LUH, il più avanzato dal punto di vista elettronico e di apparecchiature di sorveglianza in dotazione al corpo. Il “Volpe” si esibisce poi in varie manovre davanti al pubblico di Jesolo dimostrando la manovrabilità del mezzo, con grande abilità, in assetti diversi.

Adesso è il momento del “Drago”, l’elicottero AW139 dei Vigili del Fuoco, in una fiammante livrea rossa e bianca, che delizia il pubblico con diverse manovre a distanza ravvicinata.

A seguire assistiamo alla esibizione acrobatica del Team RedStar Ttake dotato di due Yakovlev Yak 52. Il velivolo è un addestratore biposto a pistoni, dotato di capacità acrobatiche, entrato in servizio nel 1979 e costruito in un grande numero di esemplari.

Il team dimostra le doti del mezzo esibendosi in coppia, a distanza ravvicinata, in diverse figure acrobatiche evidenziate con l’uso dei fumogeni, con il culmine della manovra “alla Maverick”: il primo rovescio fa la foto al secondo che vola a specchio sotto di lui.

Ora un tuffo nel passato, alle nostre spalle arrivano, da Nervesa della Battaglia, gli aerei della Fondazione Jonathan Collection: lo Spad XIII R del 1917 e il Caproni CA33 Z del 1914. Mentre lo Spad si esibisce con l’uso dei fumi tricolori, il Caproni effettua diversi passaggi a bassissima quota con i piloti che salutano il pubblico.

Chiude ora la rassegna delle macchine ad elica rotante, il pezzo clou della giornata, l’elicottero Airbus H225M della Aviazione militare Ungherese.

Questa display, che dura più delle altre analoghe, è veramente spettacolare ed il pilota, un grande “manico”, si esibisce in assetti veramente al limite, dimostrando la macchina con una agilità e manovrabilità che non ci ti aspetteresti da un mezzo di queste dimensioni.

Adesso finalmente un po di rumore, arrivano infatti dalla nostra destra, da Istrana, una coppia di Typhoon del 51° stormo caccia i Gatti Neri, che si esibiranno in alcuni passaggi sempre in coppia con un po di uso di AB; bello il passaggio a bassa quota della coppia con gli enormi aerofreni alzati.

Va in scena ora l’esibizione più lunga e complessa, sicuramente la più spettacolare e peculiare del lido di Jesolo: l’evento aerotattico dell’Esercito Italiano che stavolta, oltre ai mezzi ad ala rotante, vede la partecipazione del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin.

La parte volante è composta da un UH90A e da due AH 129 Mangusta, che assicureranno la copertura. L’elicottero UH90A si porta in quota e lancia alcuni para, completamente equipaggiati con arma a tracolla e zaino attaccato alle gambe

finiranno in mare di fronte alla spiaggia

e verranno recuperati da un gommone dell’esercito.

Poi l’UH90A  scende a pochi metri dalle onde, in una nuvola di spruzzi e lascia cadere alcuni paracadutisti, che verranno anch’essi recuperati dal gommone.

Mentre tutti guardano il cielo dove ronzano i due Mangusta, che vanno avanti ed indietro a bassissima quota, arrivano inavvertiti dal mare due gommoni con i paracadutisti in assetto di combattimento, sbarcano e sotto la copertura di una parte di essi, alcuni liberano il prigioniero, detenuto sulla spiaggia dalla parte avversaria, e lo portano con loro sui gommoni.

Tutto questo si svolge a pochi metri da noi ed è abbastanza impressionante così come spettacolari sono i passaggi vicinissimi al pubblico dei due Mangusta: evento top!

Allentata la tensione è adesso il momento di fare un po di fumi, si esibiscono infatti uno dopo l’altro due aerei acrobatici pilotati da piloti di grande esperienza: il bianco Pitts Special S-2B, con la bandiera confederata dipinta sulle ali doppie, ai comandi di Maurizio Costa

e del Cap 10 di Paolo Pocobelli, istruttore di acrobazia aerea:

Entrambi portano al limite le capacità delle rispettive macchine, dimostrando al pubblico presente capacità acrobatiche di grande spessore ed esperienza. Ma è inutile negarlo, stiamo aspettando tutti loro: I Lupi! Stiamo parlando del Gruppo Efficienza Aeromobili (GRUPAER) Wolves della Marina Militare di stanza all’aeroporto di Grottaglie, che hanno in dotazione l’Harrier AV8B Plus e l’F35B, entrambi con capacità Vtol.

Vuoi per la lontananza della base, vuoi per l’impiego dei mezzi spesso imbarcati sulle portaerei, questi velivoli, sono molto difficili da vedere e questo spiega l’importanza e la rarità dell’evento.

Arrivano in coppia, un Harrier ed un Bravo e mettono in mostra qualche figura acrobatica, però da quote piuttosto elevate.

Ma si sa tutti aspettiamo il momento dell’hovering, la peculiarità di queste macchine a decollo verticale, ed il momento arriva, ma solo per l’Harrier, che si ferma di fronte al pubblico, mentre il Bravo arriva in virata a coltello e gli passa dietro alla stessa quota, è il momento adrenalinico della giornata. 

E’ inutile dirlo, tutti aspettavano che facesse lo stesso anche il 35, ma bisogna però considerare che l’Harrier è sicuramente un aereo più raro e che presto verrà sostituito dal Lightning II e quindi questa scelta ha il suo significato.

Ora è il momento della acrobazia aerea con la A maiuscola, entra in scena ronzando il Cap 231 giallo oro, di Andrea Pesenato, campione italiano di acrobazia.

Quello che riesce a fare nel suo lungo display questo grande pilota è davvero impressionante, lo abbiamo visto esibirsi tante volte e sempre ci lascia stupiti.

Il momento che mi ha colpito di più è il passaggio finale a bassa quota, a comandi incrociati, alla memoria di un altro grande pilota che non è più: Francesco Fornabaio.  

Adesso però “arrivano i nostri”, prende infatti la parola lo speaker delle Frecce Tricolori il Maggiore Lo Presti, mentre sulla spiaggia si è già da tempo disposta la Biga del Team con l’operatore video ed il comandante del reparto il Tenente Colonnello Paolo Marocco alla radio.

Arrivano con fragore alle nostre spalle, vanno su, ed il cielo si riempie della bandiera tricolore! Oggi siamo fortunati, il vento spira dal mare abbastanza sostenuto da liberare il cielo della display dai fumi persistenti, che sono una caratteristica del 339 e ci permette di seguire senza problemi tutte le figure del repertorio.

La pattuglia opera oggi con otto 339, in attesa che vengano rimessi in condizione di volo i velivoli incidentati o in manutenzione, ma lo spettacolo è sempre di alto livello anche grazie al cielo azzurro di Jesolo.

L’ Alona finale, seguita da un ultimo passaggio in formazione completa, pone termine a questo airshow ,che ha saputo ancora una volta essere degno della propria fama e tradizione, con tempi serrati, organizzazione perfetta e dimostrazioni interessanti e mai banali.

Adesso però andiamo tutti a fare il bagno nel mare che riflette il bianco rosso e verde della nostra bandiera. Grazie Jesolo!

2 Responses to Jesolo Airshow 2025 – reportage di una bella giornata

  1. Avatar di Gianfranco Gianfranco ha detto:

    Grazie Angelo, per i tuoi reportage puntuali e precisi. un applauso, come sempre, per le foto.

  2. Avatar di Vito Vito ha detto:

    articolo molto bello professionale, complimenti!

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