
(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi
I primi raggi dell’alba illuminano le case immerse nel verde, ma sappiamo già che presto il cielo si coprirà in una alternanza di nuvole grigie e bianche, intervallate da brevi periodi di sereno.
Sarà così per tutta la settimana, con il vento costante e sostenuto da sud, sud ovest. Ci troviamo a Jagel nella regione dello Schleswig-Holstein, la più a nord della Germania.

La penisola dello Jutland, divisa tra Germania e Danimarca, è una striscia di terra, mai più larga di un centinaio di chilometri, tra il mare del nord ed il mar Baltico. A queste latitudini il meteo variabile è il minimo che ci si possa aspettare, siamo ben preparati a questo. Ci troviamo in questa landa verde per il Tiger Meet, che quest’anno si tiene nella base aerea di Schleswig, sede del Taktisches Luftwaffen geschwader 51 Immelman, equipaggiato di Tornado Ids ed Ecr.

La Pantera Nera campeggia fiera sulle derive dei velivoli del reparto. Questa edizione del Tiger si presenta un poco sottotono, dopo la scorpacciata di Gioia del Colle 2023. Mancano infatti diversi reparti: I Jaguares portoghesi, Le Linci spagnole, le Tigri austriache, i Puma Ungheresi e gli elicotteri del 21 gruppo di Grazzanise e del 221 squadron della aviazione ceca.
Inoltre gli olandesi del 313 Sqn, ora equipaggiati con gli F 35, voleranno dalla loro base di Volkel, lo stesso faranno gli F16 belgi del 31 Smd da Kleine Brogel. La responsabilità è quasi sicuramente da ricercare nelle tensioni internazionali che impegnano le aviazioni Nato in continue esercitazioni, mettendo a dura prova l’operatività dei reparti.

La base di Schleswig è dotata di due piste che si incrociano tra di loro creando una x, ma quella normalmente in uso è la 5 – 23.
Con il vento che soffia da ovest la direzione di decolli e atterraggi è per la pista 23, questo fattore limita fortemente le possibilità di osservazione e ripresa dall’esterno della base, che essendo molto estesa in larghezza ed immersa nei boschi, limita la visibilità soltanto al lato sud. Vicino all’ingresso della base è stato allestito un ampio parcheggio nel prato antistante; da qui abbiamo la possibilità di assistere all’ingresso in pista e al decollo, da molto lontano, e di riprendere molto facilmente gli atterraggi per la 23, soprattutto al mattino perché poi al pomeriggio il sole gira creando una situazione di leggero controluce, sempre che il sole ci sia!
Di seguito l’elenco dei reparti partecipanti:
F-16AM Blu 31sml
F-16C/D HAF 335 Mira
Rafale M Aeronavale 11F
F-16C/D THK 192 filo
F/A-18C/D SwissAF Fls11
JAS39C CzechAF 211.tl
Tornado IDS/ ECR GAF TLG51
EF2000 AMI 12° Gruppo
F-16C/D PWL 6 ELT
EF2000 GAF TLG74
SA-342M ALAT EHRA3
NH90 ALAT EHRA3
EC-665 Tigre HAP ALAT EHRA3
Rafale B/C AdlA EC03.030
F-35A Klu 313Sqn
L’attività di volo connessa al Tiger Meet consta normalmente in due missioni giornaliere, una al mattino intorno alle 9.30 e una al pomeriggio verso le 14.30.

Qualche volta si assiste ad un decollo di massa in cui tutta la trentina di velivoli presenti parte in rapida successione, altre volte i decolli si susseguono ad intervalli anche lunghi per quasi due ore; dipende dal tipo di missione e dal compito assegnato ad ogni singola sezione di aerei.

Le nazioni maggiormente presenti sono la Germania, che gioca in casa con i Tornado e gli Efa Bavarian Tigers di Neuburg, e la Francia presente con le tre componenti delle forze armate, l’Armee de Terre con tre tipi di elicotteri, l’Armee de l’Air con i Rafale di Monte de Marsan e la Marine National con i Rafale di Landivisiau.

Tra gli special color spiccano per bellezza ed originalità il Rafale della marina, Il Tornado del 51, L’Efa del Tlg 74, oltre ai soliti F16 turchi che sono ormai una consuetudine del Tiger.

Dopo una intensa settimana di nuvole e schiarite arriva il venerdi 7, primo giorno di spotter day, un altro verrà replicato lunedì 11. Siamo in 1500 e già all’alba la coda davanti al cancello della base è bella lunga, fa freddo ma il cielo è sereno, preludio di una giornata che, per fortuna, si rivelerà la migliore del periodo.

Alle 6.30 si entra, veniamo caricati sui pullman, ben sette, che ci porteranno nell’area a noi destinata nei pressi della torre di controllo. Veniamo posizionati ai margini della pista non in uso, in un vasto prato, non abbastanza capiente da ospitarci tutti in prima fila, per cui è tutto un tripudio di scale, scalette e sgabelli per avere assicurata una visuale ottimale; alla fine siamo disposti su tre file e tutti riusciamo a vedere in modo ottimale.
La pista in uso è angolata rispetto alla nostra posizione e l’erba alta non permette di vedere l’aereo in arrivo se non, stando sulla scaletta, un pezzettino di coda, solo a decollo avvenuto il velivolo è pienamente visibile, bisogna essere svelti. Però non ci lamentiamo perché finora i decolli sono stati praticamente impossibili da riprendere in modo degno e ora c’è il sole per cui completiamo il nostro lavoro. L’area spotter, posizione a parte, è ben organizzata con stand che servono cibo e bevande, tende militari pronte ad ospitarci in caso di pioggia, che per fortuna non serviranno, toilette da campo in buon numero e ovviamente tutti gli stand dei vari reparti che vengono gadget, patches ed abbigliamento dedicato.
Il pasto è compreso nel costo della prenotazione e ci viene offerto un buon piatto di pasta e gulash. La missione del mattino viene compiuta normalmente anche se con i decolli molto intervallati. Al pomeriggio decollano, e ben distanziati tra loro, tutti gli special color, uno per reparto; voleranno in un’area a loro dedicata per effettuare i filmati come è consuetudine e torneranno, dopo un tempo che ci è parso una eternità, a sezioni di quattro.

Dopo l’atterraggio rulleranno appositamente davanti a noi. Purtroppo questa pista al pomeriggio va in leggero controluce e questo rovina un po’ la festa. Per intrattenerci durante i tempi morti arrivano tre F35 olandesi da Volkel ed atterrano, uno passa in rullaggio davanti al pubblico e gli altri si posizionano davanti agli shelter alle nostre spalle, per cui riusciamo a fare qualche ripresa, nonostante l’erba alta che copre le ruote, delle operazioni post volo, fino a che ci viene gentilmente detto di non fotografare se non verso la pista di decollo, fine dei giochi.

Passano anche, a pochi metri dal pubblico una coppia di Sikorsky SH60 Seahawk della Us Navy e tutti gli elicotteri della EHRA3 dell’Armee de Terre francese; dalle nostre spalle decolla il Super Lynx MK88A della Marineflieger, presente per attività di soccorso, e si posiziona a pochi metri dalle transenne con un frastuono assordante.

Alle 17 finita ogni attività di volo ci riaccompagnano con i pullman al parcheggio.
Un po di considerazioni da spettatore su questo Tiger germanico: location troppo a nord con evidenti criticità meteo, tempi morti in corso di missione e soprattutto durante il primo spotter day, partecipanti in calo e alcuni dislocati in altre basi, organizzazione interna ed esterna perfetta in puro stile teutonico!

Adesso sogno il sole, il paesaggio aperto di grande visibilità, la calda ospitalità dei Jaguares portoghesi di Beja che ospiteranno il Tiger nel 2025, come da ragazzo sognavo la California, e ancor di più il Tiger 2027 ancora a Ggggggioia, a scaldarci con il Primitivo amabile e ….. saranno 104 !!!





The latest Tiger Meet at the airbase in Schleswig, Germany, saw a decline in international participation due to ongoing NATO exercises and geopolitical tensions. Despite challenges such as variable weather and limited visibility for spectators, the event featured impressive aerial displays and special aircraft colors. The spotters’ day provided enthusiasts with opportunities to observe and capture the aircraft in action, despite some limitations. While the German organization was praised, there were considerations about the location’s northern weather challenges and downtime during missions. Ultimately, attendees are left dreaming of future Tiger Meets in sunnier locations with greater visibility and warm hospitality.
