(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)

Assistere alle celebrazioni dei cento anni di una aeronautica militare non capita molte volte nella vita di una persona. Ci ero già riuscito nel 2014 con l’aeronautica svizzera che fece una settimana di airshow continuo a Payerne invitando praticamente tutti. Non si poteva quindi mancare alla manifestazione per i Cento anni della nostra Aeronautica che, va ricordato, nel 1998 aveva festeggiato i 75 anni sempre nell’aeroporto di Pratica di Mare.

Ora come allora personalmente non amo Pratica, è una base molto grande e di difficile osservabilità dall’esterno, ma quello che è peggio è che da sempre durante gli Airshow il pubblico viene posizionato dal lato controsole dove c’è la pista di rullaggio.
Non è solo questione di essere fotografi o meno, avere il sole in faccia tutto il giorno in giugno è spiacevole per tutti, oltre a limitare pesantemente la osservabilità delle manovre eseguite in volo. Ci sono venuto lo stesso e mi sono divertito, complice anche il bel tempo, ma devo essere critico e anche un po’ polemico perché molte cose non hanno girato, secondo la mia modesta opinione, per il verso giusto. Intanto le premesse non erano delle migliori, perché la scelta di non invitare aerei e pattuglie di altre nazioni è stata molto controcorrente, dato che nessuna altra aviazione, che abbia celebrato anniversari importanti in Europa, ha mai fatto una scelta di questo tipo.

Anche perché alla fine il criterio di mostrare in volo la maggior parte degli aerei storici che hanno fatto parte dell’Ami ha costretto comunque a ricorrere a team stranieri ancorché privati, Red Bull compresa.
C’era il forte interesse per l’esibizione in volo di due pezzi da novanta della nostra storia aeronautica: il G91 e lo Spillone, arrivati a Pratica con il fiato corto per essere stati approntati in extremis!!!

Molti appassionati che ho sentito erano venuti solo per questi e sono rimasti delusi! Il 104 si è “esibito” solo il venerdi e la domenica, il G91 tutti i giorni, ma entrambi sono sempre stati mostrati in gruppo con altri aerei moderni; ci stava un passaggio per mostrare l’evoluzione storica, ma poi avrebbero dovuto farli esibire da soli, come pare fosse stato promesso e non si è realizzato, specialmente per il 104.
Il fatto che al Tattoo che si tiene a metà luglio sia prevista l’esibizione in volo del G91 lascia ancora di più l’amaro in bocca: io ho fatto una scelta particolare, ma come me tanti fotografi italiani e soprattutto stranieri, e cioè di seguire entrambe le giornate di venerdi e sabato a testata pista 31, dove ci sono campi aperti e tante stradine sterrate che bordano la recinzione aeroportuale, sei sulla display line, e al pomeriggio hai la luce perfetta per passaggi ed atterraggi da quel lato che è la direzione più usata. Gli spotter che hanno fatto richiesta di entrare mi hanno riferito di essere stati posizionati in un luogo abbastanza infelice, se ne sono ovviamente pentiti, mentre a logica avrebbero dovuto essere privilegiati.


Tra le esibizioni che mi hanno emozionato maggiormente sicuramente la Parata, con tutto il seguito di decolli e atterraggi conseguenti, belli anche i Legend al top della forma, il Caproni CA-3 lento e solenne, il Sabre che non si è risparmiato ed i 3 Mustang precisissimi, l’F35B il venerdi, che a momenti ci arrostisce passandoci sopra in fase di discesa con gli scarichi rivolti verso il basso! Cosa è mancato oltre al 104 e al G91? Ma vi ricordate le esibizioni del Tornado della sperimentale e quella dell’Amx che apriva l’esibizione in volo rovescio da dietro il pubblico? Gli aerei li abbiamo ancora, ma i piloti che si sono esibiti erano tutti piloti dei reparti, di Ghedi e di Istrana, non piloti da display, hanno fatto quello che potevano, semplici passaggi e basta, sono mancate le esibizioni da airshow! Cosa non mi è piaciuto e mi spiace dirlo, perché i piloti sono dei gran manici, le display dei piloti del R.S.V. ed in particolare l’Efa e il C27J, che hanno sicuramente deliziato i bagnanti sulla spiaggia di Torvaianica, ma noi che eravamo sulla display line li abbiamo cercati su “chi l’ha visto”, figuriamoci il pubblico che era dalla parte opposta controsole. Eppure quel passaggio rovescio finale con salita in g negativi, rovesciata ed atterraggio in una sola manovra del pilota del Typhoon era da urlo, ma perché una display così lontana? Una delle tante occasioni sprecate!

La giornata continua con tante occasioni per noi appassionati di fotografia, vi lasciamo con delle belle immagini 🙂












Quoto in pieno quanto scritto, mancava un qualcosa, parlo da appassionato non da super esperto, la base bella molto grande quasi dispersiva ma sarebbe potuta esser gestita con un pizzico migliore, se la decisione era solo italiana potevano portar tutti i reparti di volo, dai pompieri ai canadair a qualsiasi corpo avesse anche solo un’aquilone, qualcosa di inerente l’aviazione, mancava poi il reparto sucessivo all’aviazione, nulla nessun accenno all’aereospaziale ,e nulla di ricordo concreto e tangibile se non le emozioni provate, ho trovato quasi inutile la presenza domenica di un’aereo ITA…con tanto di ressa per salirci sopra….e il giretto che offrivano dopo lunga coda per due giri drifting non sapevo l’aviazione facesse corsi pilotaggio controllo automobili, oppure per un su e giù con i mezzi blindati…. avrebbe potuto esser un’occasione di parata per le forze armate in toto visto che non mancava lo spazio ma con ovviamente occhio di riguardo all’aeronautica, altra cosa, vogliamo parlare della presentazione….due giornate di cose ripetute per filo e per segno…..nulla di portato avanti a braccio ad emozione….. diciamo i propositi buoni possono esserci, serve qualcosa per portarli avanti.
Bella la possibilità anche di aver modo di scambiar due parole con i piloti, non sapevo fosse cosi ambito il volo del g91, il pilota (geerale di cui non ricordo il nome) dopo aver volato fatto foto con i vari amici personaggi etc intorno all’aereo stesso, ha preso e si è avvicinato alle transenne per dialogare e far foto con il pubblico raccontando insieme al meccanico il lavoro svolto dietro al recupero del velivolo etc…beh questo penso faccia la differenza tra le comuni persone ed i miti,…..avere la passione nel cuore e diffonderla spassionatamente è una cosa che non tutti sanno fare.
Ns personale emozione è stata quella del lunedì mattino durante il rientro verso Milano, vedersi affiancati dalla coppia SPAD Caproni velivoli che sicuramente tornavano a casa.
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