
(testo e foto a cura di Angelo Bottazzi)
Settembre è un mese ideale per le manifestazioni aeree, il clima è di solito meno caldo e più ventilato, le giornate un poco più corte e c’è meno folla in giro.
Perché non approfittare di questi elementi favorevoli per cominciare a divertirsi un po’ e scrollarsi di dosso una annata avara di eventi aeronautici degni di questo nome?
Il primo a portata di auto da casa è l’Airshow del Garda, che si tiene da qualche anno sul lungolago di Desenzano ed ha il suo fulcro sulla spiaggia d’Oro.
Il lago di Garda ha tradizioni consolidate in fatto di airshow perché dai primi anni 2000 manifestazioni aeree si sono tenute dapprima a Peschiera, successivamente a Bardolino ed infine dal 2019 a Desenzano, anche se non tutti gli anni. Il paesaggio ameno ed il clima piacevole mi inducono quindi ad assistere quest’anno alle prove del venerdì 4 settembre 2026.
La giornata è soleggiata, arriviamo presto in modo da parcheggiare l’auto in posizione favorevole per il ritorno; il traffico sul lungolago è famoso per congestionarsi facilmente, specialmente in occasione di eventi che generano un afflusso di auto maggiore. Poi una piacevole passeggiata ci porta sul lungolago e da li prendiamo il sentiero perdonale che costeggia il lago fino alla spiaggia d’Oro, che è il centro della display, dove si trovano le autorità e le bighe dei vari partecipanti all’airshow.
E’ un giorno lavorativo e non c’è tanta gente, ma tutti quelli muniti di macchina fotografica sono concentrati qui perché la visuale è perfetta e non c’è nulla che la disturba, mentre dalla posizione classica del prato sulla riva la vegetazione limita la visuale sui due lati rendendo problematiche le riprese. Conosciamo i partecipanti e sappiamo perfettamente che non ci aspetta niente di eclatante, però il rapporto particolare che lega il 6° stormo di Ghedi a questi luoghi e rende possibile la partecipazione degli assetti del reparto, nonché la presenza delle Frecce Tricolori rende lo spettacolo degno di essere visto.
L’airshow inizia alle 10.30 con la classica simulazione di soccorso in acqua da parte dell’elicottero Leonardo HH139B del 15° stormo SAR, per la precisione il 15-64.


Il 15° Stormo è il reparto dell’AMI specificamente dedicato alle operazioni di Search and Rescue (SAR) ed ha il quartier generale presso la base aerea di Cervia-Pisignano. Il compito istituzionale dello stormo è la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in caso di incidenti, sia in tempo di pace che in contesti operativi (Combat SAR).

A questo si affiancano fondamentali attività di pubblica utilità a favore della popolazione civile, attive 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, in qualunque tipo di ambiente e di meteo, quali soccorso in mare od in montagna, trasporto sanitario d’urgenza di malati in pericolo di vita o traumatizzati gravi, interventi in caso di calamità.

Il motto dello Stormo è Ab coelo in auxilium vitae (Dal cielo in aiuto alla vita), supportato dal celebre operatore di bordo: l’Aerosoccorritore, soprannominato nel settore Jolly.
Il reparto ha nuclei operativi, oltre al principale di Cervia, a Gioia del Colle, Trapani-Birgi e Decimomannu. Dal 1965 a oggi, il reparto ha accumulato centinaia di migliaia di ore di volo, salvando oltre 7.800 vite umane. Questo per evidenziare che lo spettacolo a cui assistiamo non è solo una simulazione, ma è quello che il reparto mette in pratica tutte le volte che è necessario per portare aiuto a chi ne ha urgente bisogno.
L’intervento di soccorso è preceduto dal passaggio della bandiera tenuta in posizione dall’aerosoccorritore, calato con il verricello dall’operatore di bordo che apre di fatto la manifestazione.
A seguire la dimostrazione di un velivolo che caratterizza da sempre la manifestazione di Desenzano e cioè l’esibizione dell’idrovolante Savage ai comandi di Fabio Guerra.

Il Savage è una variante ultraleggera del velivolo bush plane prodotto dalla Zlin Aviation,

dotata di galleggianti con ruote retrattili integrate per decollare e atterrare sia sulla terraferma che sull’acqua.

Il velivolo è in dotazione alla Garda Eagle, scuola di volo situata presso l’Aviosuperficie di Lonato del Garda, che collabora attivamente con le attività di monitoraggio e ricognizione aerea della Protezione Civile.

L’idrovolante, che si presenta in una bellissima livrea arancione e nera, da ampia dimostrazione, sapientemente pilotato dal Guerra, della grande manovrabilità di cui è dotato, eseguendo manovre al limite delle possibilità, nonché una serie di ammaraggi, rullaggi e successivi decolli molto vicino al pubblico assiepato sul lungolago.
Arriva ora Paolo Pocobelli con il suo il Cap 10B bianco a strisce blu. Paolo Pocobelli è un pilota dell’Esercito in congedo ed è il primo istruttore di volo acrobatico disabile al mondo.

Paraplegico dal 1994 a causa di un incidente di paracadutismo, Pocobelli è diventato il primo pilota in Italia con questa disabilità a ottenere tutte le licenze di volo. Nel 2011 ha fondato il progetto Ali per Tutti, una iniziativa volta a promuovere l’aviazione inclusiva. Il mezzo con cui Pocobelli compie le sue straordinarie esibizioni acrobatiche è un Mudry CAP 10 BK, affettuosamente ribattezzato Il Piccolo Principe. La caratteristica principale di questo aeroplano, che lo rende unico nel suo genere, è di avere i comandi manuali per il timone su entrambi i lati del cockpit, questo consente sia all’allievo che all’istruttore di pilotare in totale sicurezza usando solo le mani. L’esibizione è mozzafiato e tiratissima con l’aereo che viene pilotato quasi costantemente in volo rovescio.
È poi la volta della dimostrazione di contrasto al contrabbando da parte di un elicottero Leonardo UH-169A, del nucleo aereo della Guardia di Finanza di Varese, l’esemplare Volpe 501, il primo modello consegnato di questa tipo, nella configurazione con ruote e pattini.


Insieme a lui la motovedetta V.3002 basata a Salo’. Una vedetta velocissima appartenente alla Classe V.3000, unità navale ad alte prestazioni progettata e costruita dal cantiere italiano FB Design e concepita specificamente per il pattugliamento e la sicurezza dei grandi laghi come il Lago di Garda e il Lago di Como.

È realizzata con la tecnologia structural foam che la rende praticamente inaffondabile, dotata come è del sistema stab, ovvero due tubolari pneumatici laterali posteriori che garantiscono stabilità estrema e riducono il tempo di planata; è spinta da due motori fuoribordo a 4 tempi Mercury da 300 CV ciascuno ed è in grado di raggiungere una velocità massima di circa 58 nodi. Ed in effetti lo spettacolo maggiore viene fornito proprio dalla motovedetta che nel tentativo di sganciarsi dall’elicottero esegue una serie impressionante di virate al limite.
Il programma prevedeva ora la presenza del Pitts Special del pilota acrobatico Francesco Fullin, che però non ha partecipato alle prove esibendosi solo il sabato.
Con l’intervento successivo siamo nella università della acrobazia a motore italiana, stiamo parlando di Andrea Pesenato.

Il palmares è impressionante: campione Italiano in carica nelle categorie Advanced dal 2019 al 2025 consecutivamente e Free Style dal 2020 al 2024, nonché campione italiano nella categoria Intermedia 2009 e 2011.

Pilota il Cap231 caratterizzato da una livrea oro con stelle blu scuro, che lo rendono estremamente fotogenico

Di costruzione francese, è interamente in legno, costruito nel 1994 è il numero 23 di soli 24 modelli prodotti al mondo. Monta un motore Lycoming a 6 cilindri boxer da 300 cavalli, raffreddato ad aria ed è progettato per resistere a sollecitazioni estreme da +9,2G a -9,2G. Il motto di Andrea è Contagious Emotion ed in effetti la sua esibizione, che include tutte le manovre iconiche della acrobazia, trasmette emozioni veramente forti, anche grazie ai fumi, alla musica coinvolgente ed al commento trascinante dello speaker del suo team. Memorabili sono i passaggi finali a bassa quota dove si mostra di dorso al pubblico.
Adesso arriva quello che tutti stanno aspettando, sono infatti decollati da Ghedi i Tornado 6-33 e 6-06 ed insieme a loro gli F35A 6-01 e 6-07. Il 6-07 è lo special dell’85°anniversario del 154° gruppo volo Diavoli Rossi del 6° Stormo.

Apriamo una parentesi, un F35 special è la morte degli aerei special, se non lo vedi in condizioni ottimali di luce non ti accorgi nemmeno di quello che lo rende speciale, purtroppo la copertura multistrato radar assorbente rende impossibile avere gli special di una volta, facciamone una ragione.
I Tornado entrano per primi nella display e compiono due passaggi con le ali in configurazione tutta chiusa ed intermedia con uso dei post in chiusura, con un fragore che echeggia per tutto l’anfiteatro morenico!


Poi si fanno da parte ed arrivano i due F35 e la musica si fa più melodiosa, mentre gli aerei si disimpegnano verso l’alto con le caratteristiche scie di condensa sul bordo alare.


Segue un passaggio con le stive ventrali aperte e se ne vanno per ricongiungersi con i Tornado.

Formano un pattuglione di quattro velivoli e fanno l’ultimo passaggio lentamente.

E ora tutti con lo sguardo alle spalle perché stanno arrivando le Frecce, precedute dall’inno nazionale, purtroppo la conformazione del luogo, con la vegetazione a ridosso della riva, è tale che si vedono spuntare all’ultimo istante prima che si arrampichino nel cielo blu.


Mezzogiorno è passato e al lago il vento fresco e bello sostenuto del mattino è praticamente azzerato e ritornerà verso il tardo pomeriggio, per cui inizia la solita battaglia con i fumi con gli aerei che diventano riprendibili solo tra una nube e l’altra.





Nonostante siano prove vengono comunque usati i colorati e questo aggiunge spettacolo, anche se nel complesso l’esibizione evidenzia alcune imprecisioni, sia negli incroci che nelle manovre in formazione da parte degli aerei in coda, ma sono prove ed a questo servono, domani tutto sarà perfetto come sempre.




Ce ne andiamo mentre il cielo è tutto rosso e verde.
E cominciamo a pregustare il prossimo appuntamento che si annuncia più corposo, Jesolo arriviamo!

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