
Dal 31 agosto al 10 settembre 2026 la Swiss air force e l’AMI hanno effettuato un periodo di addestramento congiunto, denominato SIFEX 2026 (Swiss Italy Flight Exercise), con base all’aeroporto di Istrana, sede del 51° Stormo caccia “I Gatti Neri”.
Questa esercitazione si svolge dal 2024 su base annuale e, con l’eccezione del 2025 in cui si svolse in giugno, viene tenuta solitamente nel mese di settembre. L’esercitazione ha visto l’impiego, da parte delle forze aeree svizzere, del Boeing F/A-18C Hornet, degli F 2000 Eurofighter Typhoon del 132° gruppo volo del 51°Stormo, nonché degli F-35A del 6°stormo di Ghedi partenti dalla loro base.

Il focus della esercitazione, nonché l’obiettivo da perseguire, è di confrontare il livello addestrativo dei piloti di entrambi i paesi confinanti, per ottenere livelli di risposta operativa e qualità di difesa aerea omogenee.

Il programma della esercitazione verte sul combattimento aria-aria, entro e oltre la visuale, e le missioni si svolgono prevalentemente sul mare Adriatico, unica area relativamente libera nell’Italia del nord.

La Swiss Air Force ha rischierato sulla base di Istrana quattro esemplari di F18C, le matricole 5008 e 5011 dalla base di Meiringen e 5001 e 5024 dalla base di Payerne, nonché gli specialisti addetti alla manutenzione dei velivoli.

Decidiamo di prestare una particolare attenzione a questa esercitazione, anche in considerazione del fatto che l’anno in corso ci ha riservato ben poche emozioni dal punto di vista aeronautico, e mercoledì 3 settembre partiamo per Istrana.

L’idea è di dedicare l’intera giornata a riprendere le missioni che si svolgeranno e capire gli orari e la consistenza delle stesse, in vista del probabile spotter day, che si è sempre tenuto in occasione di questa esercitazione, anche se ancora non ne abbiamo avuto notizia. Arriviamo che già i motori si fanno sentire dall’esterno della recinzione della base, la pista in uso è la 26 e pertanto ci posizioniamo in prossimità della torre di controllo, in una area aperta che permette di riprendere i decolli in modo ottimale. Partono in sequenza quattro Typhoon, gli esemplari 51-54, 51-28, 51-95 e 51-13, i decolli sono tutti in full military, senza uso del post-bruciatore e sono piuttosto lunghi.

Poco dopo partono tre F18, gli esemplari 5008, 5001 e 5024, il loro decollo è rumoroso e prevede l’uso dei post fino alla retrazione del carrello. Ci trasferiamo a testata pista 26 e dopo una oretta e mezza riprendiamo tutti gli atterraggi degli assetti partecipanti alla missione.


Memori della esperienza dell’anno precedente decidiamo di fare un pasto veloce anticipato e alle dodici meno dieci ci riposizioniamo a metà pista. Infatti alle dodici in punto, come cronometri svizzeri, partono i quattro F18 presenti.


Restano fuori una oretta e all’atterraggio ci sembra di capire che l’esemplare 5001, il primo F18 entrato in servizio in Svizzera, dichiari una emergenza. A riprova di quanto sopra dopo poco più di mezzora arriva in sostituzione l’esemplare 5017 da Payerne, è lo special color con la testa di falco in coda già visto in altre occasioni, niente da dire sulla prontezza ed operatività della Schweizer Luftwaffe.

Le operazioni riprendono al pomeriggio con una doppia missione di Efa ed F18 per un totale di otto velivoli, tra cui lo special che ha sostituito l’aereo in avaria.
Le missioni sono un poco più lunghe, poco meno di due ore, li riprendiamo in atterraggio con il bonus di qualche low approach da parte degli Efa. La giornata, coronata da un tempo caldo e soleggiato, è stata proficua e tranquilla, poca gente nei paraggi, a parte i soliti locali all’ombra della testata pista 26.
Come avevamo sperato e previsto viene programmato lo spotter day per martedi 8 settembre, questa volta in orario pomeridiano, a differenza dello scorso anno; ovviamente facciamo richiesta di partecipare e siamo accettati.
Il giorno fatidico decidiamo di partire comunque presto al mattino e di dedicare la prima parte della giornata a seguire le operazioni dall’esterno della base. Il tempo è spettacolare, sole caldo e niente nubi, sarà tra l’altro l’ultimo giorno di tempo stabile, prima che il meteo si guasti del tutto, la fortuna ci assiste. Al mattino la missione è composta da quattro F18, compreso il 5017 special e quattro Efa che partono in successione sempre dalla 26.

Mentre aspettiamo il rientro della missione composita assistiamo all’atterraggio di un C130J, l’esemplare 46-51, configurato come KC130 con i sistemi per il rifornimento in volo alle estremità alari.

Nel frattempo veniamo a conoscenza che si sta aspettando l’atterraggio di una coppia di T345A provenienti da Galatina ed in transito per la base aerea di Gilze-Rijen in Olanda.

Il primo ad arrivare è il T345A 61-214 special color, con raffigurato il Gatto Selvatico sulla coda, aereo già visto al Tiger meet di Araxos in Grecia nel maggio di quest’anno, seguito ad una certa distanza dal 61-205.

Verso mezzogiorno ci mettiamo in coda con l’auto davanti ai cancelli della base di Istrana, e, complice la doppia fila, entriamo piuttosto rapidamente, parcheggiamo l’auto e saliamo sul primo pullman che, imboccata la perimetrale, ci porta diretti nel piazzale antistante la torre di controllo, dove ha la sede anche il nucleo antincendio del reparto.

La nostra posizione di ripresa è nel prato antistante a circa centocinquanta metri dall’asse della pista con il sole a favore. Saremo circa 200 spotter, ho contato il viaggio di quattro pullman, ma lo spazio è ampio e siamo comodi e rilassati; il sole del mezzo giorno picchia forte, ma il vento costante alle nostre spalle rende il clima meno pesante. Mentre entravamo in auto, puntualissimi, sono partiti i quattro F18 per la missione del mezzogiorno, li riprenderemo alle 13 quando rientrano, ormai a terra alla fine della corsa di atterraggio.

Il calore della pista unito a quello degli aerei si fa sentire a livello di qualità di immagine, specialmente negli scatti alla maggiore distanza. La pista in uso è la 26 e rimarrà tale per tutto il pomeriggio, ed è un bene perché altrimenti i decolli sarebbero in mezzo controluce. Approfittiamo dell’intervallo delle operazioni per comperare la patch della Sifex 2026 la cui scorta viene esaurita molto rapidamente. Alle 13.15 partono in successione i due T345A facendo heading per la base olandese di Gilze. Abituati al decollo rumoroso del 339 e del 346, questo velivolo è silenziosissimo, ce lo troviamo davanti già con le ruote in retrazione senza la minima avvisaglia sonora. Le start up iniziano intorno alle 14.20 sia dalla parte degli Efa, lato testata 26, che dal lato 08 dove sono parcheggiati gli Svizzeri.

Alle 14.45 partono in rapida successione i “Grappa” del 132° gruppo CBR, gli Eurofighter Typhoon 51-11, 51-99, 51-09 e 51-13, che decollano tutti senza ab e quando ci passano davanti hanno appena sollevato le ruote dalla pista. Gli F18C decollano a pochi minuti, per primo si invola lo special 5017 e in sequenza il 5008, 5015 e 5001.

Gli Hornet usano il postbruciatore durante la corsa di decollo quindi staccano prima e quando ci sfilano davanti sono già in fase di retrazione carrello. Gli otto decolli consecutivi sono impressionanti per il rumore e l’emozione di trovarsi così vicino alla operatività dei velivoli. Inizia la lunga attesa del rientro ed il tempo trascorre tra una chiacchera e l’altra fino intorno alle 16, quando veniamo avvisati che gli aerei sono previsti in arrivo tra pochi minuti.

Ed eccolo il pattuglione misto di Efa ed F18 che sorvola la pista prima di predisporsi per l’apertura che li porterà all’atterraggio.

Quando arrivano di fronte a noi gli aerei sono già a terra ed assistiamo all’ultima fase della corsa di atterraggio, con gli F18 caratterizzati dall’ampio aerofreno estratto in mezzo alle derive, mentre gli Efa danno spettacolo mantenendo il muso ed il carrello anteriore alzati fino alla fine della corsa, aiutati in questo dalla particolare configurazione aerodinamica del velivolo.

Il 51-13 ci regala l’emozione di un low approach e passaggio basso sulla pista con richiamata finale.

Da rilevare la colorazione molto “vissuta” dei nostri Efa in confronto a quella uniforme e ancora bella pulita degli F18, forse segno di un minore utilizzo dei velivoli da parte elvetica.

Terminate le attività di volo riprendiamo il pullman che ci riporta alle auto.
Nelle due giornate passate ad Istrana abbiamo potuto seguire tutte le missioni volate, con tempo sempre stabile e soleggiato, abbiamo visto volare tutti e cinque gli F18 presenti ed otto Efa della base, che si sono avvicendati nelle varie sortite, il tutto in quella tranquillità e rilassatezza che caratterizza l’aeroporto di Istrana, dove gli spotter ed i fotografi sono visti come amici e supporter, e la loro presenza al di fuori della recinzione come un prezioso aiuto alla sicurezza della base.
Un ringraziamento a tutto il personale dell’Aeronautica Militare che ha organizzato l’evento in modo tale da salvaguardare le imprescindibili esigenze di sicurezza pur soddisfacendo le necessità degli spotter.
Un arrivederci a tutti i “Gatti Neri”.


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