(Testo a cura di Renato Alberio, foto storiche dal Web e da gliarchiviritrovati)
Un aereo appeso al contrario
Al Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni di Trento c’è un velivolo esposto capovolto, sospeso in volo rovescio permanente. Non è pura scenografia: è un autentico tributo. Quell’aereo, un Breda Ba.19, il 12 gennaio 1933 conquistò il primato mondiale di durata in volo rovesciato con il tempo di 41 minuti e 37 secondi, ai comandi del tenente Raffaele Colacicchi, a bordo dell’esemplare immatricolato civile I-ABCR. È l’unico Breda Ba.19 rimasto al mondo, ed è giusto che sia ricordato proprio nella posizione che lo rese leggenda. Ma come era, davvero, questo biplano che oggi vola sottosopra per l’eternità?
Nasce un acrobata

Cesare Pallavicino
Il Breda Ba.19 venne progettato sul finire degli anni Venti dall’ingegner Cesare Pallavicino, con la collaborazione di Giuseppe Panzeri, per la Società Italiana Ernesto Breda, il grande gruppo industriale milanese noto per locomotive e materiale ferroviario, che dal 1917 aveva aperto anche una sezione aeronautica. Volò per la prima volta nel 1928, pilotato dal collaudatore Breda Ambrogio Colombo sui cieli di Cinisello Balsamo.
Scheda tecnica essenziale

immagine da gliarchiviritrovati Tradate
- Costruzione mista: fusoliera in tubi d’acciaio saldati, ali in legno a profilo costante
- Motore: Alfa Romeo Lynx (derivato su licenza dal britannico Armstrong Siddeley Lynx), 200 CV
- Apertura alare: 9 m — Lunghezza: 6,60 m
- Velocità massima: 210 km/h
- Autonomia: le fonti oscillano tra 640 e 840 km a seconda della configurazione.
- Equipaggio: 1 pilota (alcuni esemplari a due posti in tandem, versione “Bis”)
Nulla di rivoluzionario sulla carta. Ma la cellula era robusta e reattiva ai comandi quanto bastava per reggere looping rovesci, tonneaux e volo capovolto prolungato: manovre che pochi altri velivoli dell’epoca sopportavano senza cedimenti strutturali. Conclusi i collaudi militari nel luglio 1930, tra il 1931 e il 1932 ne furono costruiti circa quaranta esemplari, in versione normale e nella variante “Bis”.
L’Italia si innamora dell’acrobazia

immagine di autore sconosciuto
Per capire perché un aereo da addestramento sia diventato una star bisogna guardare al contesto dell’epoca. La Regia Aeronautica era nata come forza armata autonoma il 28 marzo 1923, e il regime ne fece rapidamente un simbolo di modernità e prestigio nazionale, era l’epoca delle grandi trasvolate e dei primati di velocità e distanza. In questo clima, nel 1930 il colonnello Rino Corso Fougier fondò a Campoformido, in Friuli, la prima vera scuola di volo acrobatico italiana. L’8 giugno di quell’anno, alla prima “Giornata dell’Ala”, cinque Fiat CR.20 si esibirono nella figura della “bomba”, antenata delle formazioni che conosciamo oggi.
Fu in questo contesto che il Breda Ba.19 trovò il suo palcoscenico. Assegnato alla Squadriglia di Alta Acrobazia Aerea dell’aeroporto di Bresso , pista nata proprio a fianco dello stabilimento aeronautico Breda per collaudarne i velivoli e al 1º Stormo, divenne il protagonista della “Pattuglia Folle” della Regia Aeronautica: la prima, embrionale, pattuglia acrobatica nazionale, decenni prima che il nome venisse associato ad altri velivoli e infine, nel 1961, alle Frecce Tricolori di Rivolto.
Gli uomini che lo fecero volare

Ambrogio Colombo
Il Breda Ba.19 non sarebbe diventato leggenda senza i piloti che lo spinsero al limite.
Ambrogio Colombo, l’ingegnere e pilota collaudatore che lo aveva portato in volo per la prima volta, guidò nel 1932 il Nucleo di Alta Acrobazia di Bresso: quattro Breda Ba.19 della prima serie, immatricolati civili, che debuttarono il 13 marzo 1932 alla manifestazione aerea internazionale di Tunisi e chiusero la propria breve ma intensa attività dopo l’esibizione di Berlino, il 10 giugno dello stesso anno. Raffaele Colacicchi è il nome legato al primato di volo rovescio del gennaio 1933 quello che oggi il velivolo di Trento celebra restando appeso a testa in giù. Andrea Zotti portò il Breda Ba.19 fino in America: tra il 27 agosto e il 5 settembre 1932 partecipò alle prove delle National Air Races di Cleveland. Il suo nome resta legato all’aereo anche per un altro motivo: l’esemplare oggi conservato a Trento, in origine immatricolato militare MM.70019, dopo il restauro è stato ridipinto con i colori e la matricola civile I-ABCT associati proprio a Zotti. Nel 1932, nove Breda Ba.19 parteciparono alla seconda Giornata dell’Ala e si esibirono a Torino e all’Internationalen Flugmeeting di Zurigo. L’anno seguente, con l’arrivo di Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, al comando del 4° Stormo, nacque anche lì una Pattuglia d’Alta Acrobazia, protagonista nel 1934 delle giornate di propaganda aviatoria in diverse città italiane. L’8 luglio 1934, a Milano, il Breda Ba.19 volò in pattuglia per l’ultima volta davanti al pubblico.
In soffitta con onore
Da lì in avanti, il testimone dell’acrobazia nazionale passò ad altri velivoli, i Fiat CR.30 dal 1934, i CR.32 dal 1936, ma il Breda Ba.19 non sparì subito: continuò a formare piloti da caccia nelle scuole di Aviano, Castiglion del Lago, Grottaglie e all’Accademia Aeronautica. Tra il 1935 e il 1938 una quindicina di esemplari prestarono ancora servizio nelle squadriglie della 3ª Zona Aerea Territoriale di Centocelle, e uno arrivò perfino a Bengasi, in Cirenaica. Di quella quarantina di biplani che stupirono l’Europa e sfiorarono l’America, oggi resta un solo esemplare, quello, appunto, sospeso a testa in giù a Trento.
Bresso, cent’anni dopo

Un’importante coincidenza: nel 2026 l’Aero Club Milano festeggia il centenario dalla fondazione (13 settembre 1926), con un Avioraduno del Centenario il 12 e 13 settembre 2026 proprio sull’aeroporto di Bresso.
Il club non è nato lì, vi si è trasferito solo dopo la guerra, nel 1960, ma da allora quella pista è la sua casa. Ed è la stessa pista che la Breda aveva realizzato per collaudare i propri velivoli, dotandola perfino di una galleria del vento per i test aerodinamici e dove, nel 1932, il Nucleo di Alta Acrobazia fece esibire per la prima volta i Breda Ba.19. Un secolo dopo, chi vola oggi a Bresso vola sullo stesso campo che vide decollare quei biplani.
The Breda Ba.19: the plane that Italy sent flying upside down for 41 minutes and 37 seconds.
At the Gianni Caproni Aeronautics Museum in Trento, a Breda 19 hangs permanently displayed in inverted flight, a tribute to the record it set on 12 January 1933, when Lt. Raffaele Colacicchi flew inverted for 41 minutes and 37 seconds, a world record. It’s the only surviving example of the type. Designed by engineer Cesare Pallavicino for the Breda company, the Ba.19 first flew in 1928 (test pilot Ambrogio Colombo, at Cinisello Balsamo). A mixed-construction biplane, welded steel-tube fuselage, wooden wings, powered by a 200 hp Alfa Romeo Lynx engine, it was tough and responsive enough to handle extreme aerobatics. About 40 were built between 1931 and 1932. It emerged in a specific moment: the Regia Aeronautica had just become an independent air force (1923), and the regime used aviation as a symbol of modernity. In 1930, Rino Corso Fougier founded Italy’s first aerobatic flying school at Campoformido. The Ba.19 became the aircraft of the Squadriglia di Alta Acrobazia at Bresso airfield, an early ancestor of today’s national aerobatic patrol. Key pilots: Ambrogio Colombo led the 1932 Nucleo di Alta Acrobazia di Bresso (Tunis and Berlin air shows); Andrea Zotti took the Ba.19 to the 1932 National Air Races trials in Cleveland; Colacicchi set the inverted-flight record. A formation patrol under the 4th Stormo (commanded by Amedeo of Savoy, Duke of Aosta) gave its last public display on 8 July 1934 in Milan.The plane then served on as a fighter-training aircraft at several schools through the late 1930s before fading from service. Bresso airfield, which Breda built as a test strip and where the Ba.19 first performed, the same field where Aero Club Milano (founded 1926) is celebrating its centenary in 2026.
Fonti delle immagini:Gli Archivi Ritrovati,Tradate – https://gliarchiviritrovati.it/garshare/ – http://aerobaticteams.net/frecce-tricolori-history.html, Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=3300533
Fonti per l’articolo: it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Pallavicino – en.wikipedia.org/wiki/Breda_Ba.19 – siusa-archivi.cultura.gov.it – aeroclubmilano.it/avioraduno-centenario-2026 – aeroclubmilano.it/95-compleanno-dellaero-club – gliarchiviritrovati.it – Gande Enciclopedia Aeronautica 1936.
Utilizzo delle fonti Fair Use: Diritto di cronaca limitato a fini didattici o scientifici.

Lascia un commento