
(Foto e testo by Angelo Bottazzi)
Si è svolta tra l’8 ed il 18 Giugno 2026 l’esercitazione aerea Ramstein Flag 2026 (RAFL 26).

Organizzata dal Comando Aereo della NATO (AIRCOM) con sede a Ramstein in Germania, quest’anno per la prima volta si è sviluppata in due aree operative simultanee: Europa nord-occidentale ed Europa sud-orientale. Questa grande esercitazione aerea ha coinvolto forze provenienti da 18 nazioni alleate in tre aree operative congiunte, dalla Norvegia settentrionale alla Spagna meridionale. Oltre 170 velivoli e mezzi aerei sono stati dislocati in 20 basi operative principali in Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Spagna in qualità di nazioni ospitanti. Il focus principale dell’esercitazione era di perfezionare tattiche e procedure congiunte tra le forze aeree Nato e di rafforzare l’impegno difensivo dell’Alleanza in materia di deterrenza, difesa e protezione del territorio e dello spazio aereo.
Gli equipaggi si sono addestrati in scenari ad alta minaccia aerea e terrestre, mettendo in atto procedure miranti a contrastare forze aeree di pari livello, nonché una difesa aerea e missilistica integrata. A questa attività ha partecipato anche l’Aeronautica Militare Italiana con l’impiego di F-35 del 6° Stormo di Ghedi e del 32° Stormo di Amendola dislocati nella base di Orland, in Norvegia, e aerei Tornado del 6° Stormo di Ghedi dislocati nella base aerea di Albacete in Spagna.
Nel 2025 avevamo assistito alle operazioni di volo nella base di Leeuwarden in Olanda, dove erano concentrati la maggior parte degli assetti di quinta generazione. Quest’anno decidiamo di puntare “sull’antico” e di assistere alle operazioni della Ramstein flag South, che si sono svolte prevalentemente partendo dalla Base di Albacete Llos Lanos, nel cuore della regione della Mancha.
Le ragioni sono molteplici: il clima molto più favorevole rispetto al grande nord, i costi che nelle nazioni nordiche sono elevati, la conoscenza del territorio, dal momento che ad Albacete siamo di casa perché è noto che su questa base viene organizzato il TLP a cui abbiamo assistito varie volte. Avevamo creduto, e come noi diversi appassionati di varie nazioni che abbiamo trovato intorno alla base, che alla divisione in due aree geografiche distinte corrispondesse una equanime partecipazione di mezzi aerei, ma così non è stato.
Il viaggio però ormai era organizzato e abbiamo fatto di necessità virtu’. Sapevamo già che normalmente nelle Ramstein Flag le operazioni si concentrano al pomeriggio, a volte anche tardo, con la pianificazione di una sola missione di lunga durata, con l’impiego prevalente di rifornimento in volo e che quindi saremmo stati disoccupati per buona parte del mattino e del primo pomeriggio. Ci siamo perciò in anticipo accordati con una associazione locale che ci ha messo a disposizione dei capanni fotografici, di loro gestione, per l’osservazione dell’avifauna locale che, data la complessità degli ambienti della regione, è molto più diversificata rispetto alle nostre zone di caccia fotografica.
La cosa ha funzionato, non ci siamo annoiati e ogni giornata è stata dedicata alla ripresa di tutto ciò che vola nell’aria, pennuti al mattino ed aerei al pomeriggio, mantenendo bella calda la nostra attitudine allo scatto.
La base aerea di Albacete ospita l’Ala 14 dell’Ejército del Aire y del Espacio e comprende il 141° e il 142° Escuadron, quest’ultimo membro ufficiale della NATO Tiger Association; entrambi i reparti sono equipaggiati con i caccia multiruolo Eurofighter Typhoon, denominati C.16 in Spagna.


Per la Ramstein sulla base erano schierati per l’Italia cinque Tornado del 6° stormo, 155° gruppo Pantere Nere, provenienti dalla base di Ghedi, call sign Pante, tre ECR e due IDS (6-43, 6-74, 6-101, 6-21, 6-22).



La Grecia era presente con quattro F16C/D Block 72 del 337 Mira, in forza al 110° Combat Wing, provenienti dalla base di Larissa, call sign Ghost. In effetti sul timone di coda campeggiava un fantasma stilizzato che stringe in entrambe le mani un missile a lungo raggio, a riuscire a distinguerlo, data la colorazione “molto vissuta” di tutti gli aerei dell’aviazione greca.



In supporto agli ospitanti Efa dell’Ala 14 erano dislocati a Llos Lanos alcuni Eurofighter del 462 Escuadrón Halcones, parte dell’Ala 46, reparto misto con Efa ed F18, che qua non erano presenti, provenienti dalla base di Gando a Gran Canaria, nonché alcuni Efa dell’Ala 11 provenienti dalla base aerea di Moron de la Frontera; call sign Cico per l’Ala 14 e Cardo per l’Ala 46 e 11. In totale il parco volante giornaliero ha raggiunto il numero massimo di sedici aerei, di cui quattro Tornado, quattro F16 e otto Efa, in effetti non un granché per una sbandierata Ramstein Flag South con tanto di patch dedicata con il toro che campeggia sopra il simbolo della Nato, quando in realtà non era che una piccola appendice di una esercitazione che comprendeva quasi 200 aerei. Riteniamo, da informazioni avute in loco, che alla South partecipassero anche gli F18 dell’Ala 15 di Saragoza, ma decollando dalla loro base, oltre ovviamente ai tanker di supporto alle missioni. Il tempo si è mantenuto ampiamente soleggiato con un vento significativo, una costante ad Albacete che è situata su un altopiano pianeggiante intorno ai 700 metri di quota circondato da montagne che raggiungono i 2000 metri, di direzione costante nord-nord ovest, quindi abbastanza laterale, ma non così contrario da impedire l’uso della pista 27, sia per i decolli che per gli atterraggi.

Questa pista è la più favorevole per le foto dall’esterno perché i decolli si fanno comodamente dalle panchine del parco, presente all’interno dell’area aeroportuale civile ed industriale (stabilimento Airbus), mentre gli atterraggi sono riprendibili dalla strada principale che interseca il sentiero di discesa, oppure e meglio dalla stradina in terra battuta che corre parallela alla carrozzabile, ma più verso la testata pista; data la presenza di colture ancora in atto l’area di azione era un poco più limitata ma comunque facilmente gestibile.
Abituati come siamo alle riprese nel tardo mese di settembre, quando si tiene il corso estivo della Tlp, la luce era molto diversa, l’atmosfera più calda ed il sole ancora alto quando venivano all’atterraggio creavano ombre molto più dure, fisicamente si stava bene per la brezza costante, ma la luce era ben peggiore.

La missione pomeridiana partiva in una finestra tra le 14.40 e le 15 con una durata di tre ore circa, quasi sempre dopo un rifornimento in volo, abbiamo sentito più volte i piloti chiedere al controllore conferma della posizione del tanker.
Solo un giorno i controllori ci hanno fatto arrabbiare fornendo ai piloti la pista in uso in modo contraddittorio ed obbligandoci ad una corsa avanti ed indietro tra le testate pista, ma alla fine abbiamo indovinato il verso giusto, tra l’altro solo noi, risultato abbiamo perso tre aerei atterrati dal lato opposto ma ne abbiamo preso tredici dal nostro lato quindi è andata bene così.

Adesso aspettiamo di conoscere i partecipanti alla Tlp di fine settembre e se sono interessanti vediamo se riusciamo a programmare un ritorno, anche perché in Italia quest’anno c’è molto poca attività di rilievo.
So, from June 8 to 18, 2026, there was this big NATO air drill called Ramstein Flag 2026, happening for the first time in two regions simultaneously: Northwest and Southeast Europe. It involved 18 allied nations with over 170 aircraft operating from 20 bases in places like Denmark, Norway, and Spain. The aim was to improve joint tactics among NATO air forces and bolster defense strategies. The Italian Air Force participated with Tornado and F-35 jets. Despite some hiccups in participation and scheduling, everything turned out well, and they even got to enjoy local birdwatching between missions!
